L’INPS crea problemi ai pensionati della Repubblica Dominicana

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pagamenti inps abruzzo.cityrumors.it 20240929INPS proditoriamento e senza avvisare ha messo in pagamento le pensioni di luglio via Western Union (Vimenca) per quasi tutti (ma non tutti !!) i residenti nella Repubblica Dominicana.
Chi non ha ricevuto il pagamento di luglio deve chiamare CITI , farsi dare il codice Western Union e con questo e un documento di identitá andare personalmente a WU (Vimenca) a riscuotere in contanti in RD$.
• numero USA 1-877-489-7624 costa poco da SD
• numero Canada 877 412 0544 costa poco da SD
• numero italiano +39 02 6943 0693 costoso
Non é dato sapere perché e nemmeno se sarà sempre così o cosa succederà… Stiamo aspettando risposte da CITI e da INPS.




Scosse telluriche nel nord della Repubblica Dominicana: cosa sta succedendo?

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cDa alcuni giorni la terra trema nel nord della Repubblica Dominicana. Si tratta di scosse telluriche con magnitudo comprese tra i 4 e i 5 gradi della scala Richter, avvertite soprattutto nelle province costiere che si affacciano sull’oceano Atlantico. L’epicentro è localizzato in mare aperto, a nord dell’isola, lungo la faglia settentrionale che separa la placca nordamericana da quella caraibica.

Al momento non si segnalano danni né a persone né a infrastrutture. Tuttavia, il fenomeno sta generando preoccupazione tra la popolazione, specie per la frequenza e la percezione ravvicinata delle scosse.

Una zona sismicamente attiva

Va detto che la Repubblica Dominicana si trova in una zona geologicamente attiva, e non è affatto raro che si verifichino piccoli movimenti tellurici. La placca caraibica, infatti, si muove costantemente rispetto a quella nordamericana, e questo continuo sfregamento accumula tensione nelle rocce che poi viene liberata sotto forma di terremoti.

Gli esperti dell’Istituto Sismológico e di altri centri di monitoraggio internazionale stanno seguendo con attenzione l’evolversi della situazione, ma rassicurano: al momento non ci sono segnali di un evento maggiore imminente.

Scosse tra 4 e 5 gradi: cosa significano?

Una magnitudo di 4 o 5 gradi è considerata moderata. Può essere percepita dalla popolazione, far vibrare oggetti nelle abitazioni o spaventare, ma raramente provoca danni strutturali. In più, il fatto che l’epicentro si trovi in mare riduce ulteriormente il rischio.

Ciononostante, è sempre bene mantenere un atteggiamento informato e prudente.

Prepararsi senza allarmismi

La prevenzione resta la miglior forma di difesa. Alcuni semplici consigli:

  • informarsi presso fonti ufficiali (non catene WhatsApp);
  • sapere dove si trovano le uscite di emergenza nella propria abitazione o scuola;
  • preparare un piccolo kit con torcia, acqua, medicinali di base e documenti importanti;
  • non correre o usare ascensori in caso di scossa.

Dobbiamo preoccuparci?

Preoccuparsi no, ma prestare attenzione, sì. Le scosse recenti sembrano essere parte di un normale “rilascio di energia” lungo la faglia settentrionale. Tuttavia, in un paese con memoria sismica come il nostro (basti ricordare il terremoto di Puerto Plata del 2003), ogni segnale della terra deve essere ascoltato con rispetto.

La buona notizia è che i sistemi di monitoraggio funzionano, la popolazione è vigile, e le istituzioni sono allertate. Non servono né panico né indifferenza, ma consapevolezza.




L’isola della discordia: perché non c’è pace tra Haiti e RD

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dall·e 2025 01 13 11.14.29 a symbolic representation of the contrast between haiti and the dominican republic. on the left side, depict a barren, arid land symbolizing haiti, wiA volte basta attraversare un fiume per cambiare mondo. È il caso del Río Masacre, che separa Haiti dalla Repubblica Dominicana. Due paesi che condividono la stessa isola, ma spesso sembrano abitare universi diversi. Da una parte, il caos e la miseria haitiana. Dall’altra, lo sviluppo diseguale ma in crescita della Repubblica Dominicana. Ma la frattura più profonda non è quella geografica: è quella culturale, sociale, umana. È una frattura fatta di diffidenza, rancore e spesso, purtroppo, di odio.

In Repubblica Dominicana vivono migliaia di italiani: imprenditori, pensionati, lavoratori e famiglie. Alcuni sono qui da una vita. Altri sono arrivati attratti da un sogno caraibico che, per molti, è diventato realtà. Ma tutti osservano con attenzione — e talvolta con inquietudine — l’evolversi delle tensioni tra i due paesi.

Una storia difficile da dimenticare

L’odio tra Haiti e la Repubblica Dominicana ha radici profonde. Dall’occupazione haitiana dell’isola nel XIX secolo, al massacro del 1937 ordinato dal dittatore Trujillo la memoria collettiva è carica di ferite mai rimarginate. E nel tempo, l’arrivo continuo di lavoratori haitiani in cerca di sopravvivenza ha alimentato nuove tensioni: competizione per il lavoro, paura dell’invasione, stereotipi razziali.

Oggi, gli haitiani in Repubblica Dominicana sono la spina dorsale silenziosa di molti settori: agricoltura, costruzioni, servizi. Eppure, restano invisibili, spesso senza documenti, senza diritti, senza voce. Sono il bersaglio facile di campagne nazionaliste e rimpatri forzati. Una presenza tollerata, ma non accettata.

Per chi, come noi italiani, ha scelto di vivere qui, la questione è tutt’altro che lontana. Molti di noi lavorano a stretto contatto con entrambe le comunità. Vediamo con i nostri occhi che una convivenza è possibile, anche se fragile. Ma sappiamo anche che basta una scintilla — una dichiarazione politica, un fatto di cronaca, una crisi economica — per riaccendere le fiamme del pregiudizio.

Costruire un futuro comune richiede visione, responsabilità e coraggio. Serve una nuova narrazione, che riconosca i torti del passato ma apra anche alla speranza. Serve un impegno concreto da parte dei governi, delle scuole, dei media. E forse serve anche la voce di chi, come noi, guarda questa terra con affetto ma anche con lucidità.

La bellezza dell’isola di Hispaniola non può essere sprecata in un eterno conflitto. Un fiume può separare due territori, ma non deve dividere due popoli per sempre.

 

 

 

 




Tensioni crescenti tra Repubblica Dominicana e Haiti

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67e9f4bb7381fIeri, 30 marzo 2025, la comunità di Friusa, situata nella zona di Punta Cana, è stata teatro di una marcia organizzata dall’Antigua Orden Dominicana, un movimento nazionalista guidato da Angelo Alexander Vásquez Hernández. La manifestazione, autorizzata dal Ministero dell’Interno e della Polizia, aveva l’obiettivo dichiarato di commemorare la Battaglia del 30 Marzo e promuovere la solidarietà con il popolo dominicano, in un contesto di crescente pressione migratoria dovuta alla presenza significativa di cittadini haitiani nella regione.

Tuttavia, la situazione è degenerata quando i manifestanti hanno oltrepassato i limiti stabiliti per il corteo, provocando l’intervento delle forze dell’ordine. La polizia ha disperso i partecipanti utilizzando gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, causando tensioni e scontri nella zona. Questa repressione ha suscitato forti proteste da parte di una parte della cittadinanza, che accusa il governo di essere filo-haitiano e di non tutelare adeguatamente gli interessi nazionali. Il Colegio Dominicano de Abogados ha condannato l’uso della forza contro una manifestazione che, secondo gli organizzatori, aveva intenti pacifici.

La comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana osserva con crescente preoccupazione l’escalation di tensioni e sentimenti di odio tra i due popoli vicini. Molti italiani, perfettamente integrati nel tessuto sociale e imprenditoriale del Paese, temono che tali conflitti possano minare la stabilità e la convivenza pacifica nella nazione caraibica. La speranza condivisa è che si possa avviare un dialogo costruttivo tra le comunità, promuovendo il rispetto reciproco e la coesione sociale in un Paese dove la diversità culturale è da sempre una ricchezza.

foto Listin Diario

 




Repubblica Dominicana: cresce la tensione per la presenza haitiana. Domenica a Punta Cana la marcia per la “solidarietà dominican

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imagen faride raful d12d0c7d focus 0.1 0.37 895 573Nella Repubblica Dominicana vivono decine di migliaia di italiani, molti dei quali perfettamente integrati nel tessuto sociale e imprenditoriale del Paese. Tuttavia, negli ultimi giorni, si respira un clima di crescente tensione che sta scuotendo l’opinione pubblica e preoccupando anche la comunità italiana residente.

La questione riguarda la presenza sempre più massiccia di cittadini haitiani sul territorio dominicano. Un fenomeno non nuovo, ma che oggi – complice la grave crisi politico-economica che attanaglia Haiti – sta assumendo proporzioni inedite. Le autorità dominicane e la società civile stanno reagendo in maniera sempre più decisa, e una manifestazione ufficiale è già stata programmata per domenica 30 marzo 2025.

Il Ministero dell’Interno e della Polizia, guidato dalla ministra Faride Raful, ha autorizzato lo svolgimento di una marcia pacifica nella comunità di Friusa, a Punta Cana. La richiesta è stata avanzata dal leader del movimento Antigua Orden Dominicana, Angelo Alexander Vásquez Hernández.

La manifestazione si svolgerà dalle 14:00 alle 18:00, con partenza dalla Avenida España, nel tratto compreso tra la carretera Higüey-Miches e Plaza Pichardo, nel settore conosciuto come El Hoyo.

L’obiettivo dichiarato è duplice: commemorare la Battaglia del 30 Marzo, importante evento storico nella lotta per l’indipendenza dominicana, e promuovere la solidarietà con il popolo dominicano, in un contesto di crescente pressione migratoria. Tuttavia, il messaggio simbolico non sfugge all’opinione pubblica: la scelta di Friusa – zona ad alta presenza haitiana – è vista da molti come un chiaro segnale politico.

Alcuni temono che dietro il richiamo alla storia si nasconda una volontà più marcata di riaffermare un’identità nazionale minacciata. Altri difendono il diritto di manifestare in modo pacifico, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione su un tema che tocca sicurezza, economia e coesione sociale.

Anche diversi italiani residenti a Punta Cana e dintorni osservano la situazione con attenzione. C’è chi si dice preoccupato per possibili tensioni e chi auspica un dialogo costruttivo tra comunità, in un Paese dove convivenza e rispetto sono da sempre ingredienti fondamentali.




Repubblica Dominicana, paradiso in bilico: quanto è alto il rischio terremoto e tsunami?

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2a7f3ea0 8733 4c2a bb2f 0a36ae4b2afaLa Repubblica Dominicana è una nazione affascinante, situata nel cuore dei Caraibi, conosciuta per le sue spiagge mozzafiato e il clima tropicale. Tuttavia, data la sua posizione geografica, il paese presenta un rischio concreto di terremoti e tsunami, fenomeni naturali che meritano attenzione e preparazione adeguata.

L’isola di Hispaniola, che la Repubblica Dominicana condivide con Haiti, è situata vicino alla zona di interazione tra la placca caraibica e quella nordamericana. Questo contatto tra placche tettoniche può causare terremoti di varia intensità, come dimostrato tragicamente dal terremoto di magnitudo 7.0 che ha colpito Haiti nel 2010, causando danni devastanti.

In Repubblica Dominicana, la regione settentrionale e orientale è particolarmente esposta a tali rischi, con città come Puerto Plata, Samaná e Punta Cana situate vicino a faglie tettoniche attive. Sebbene i terremoti forti siano eventi rari, è importante che le autorità e la popolazione siano preparate con piani di emergenza, norme edilizie antisismiche e sistemi di allarme precoce.

Anche il rischio tsunami non va sottovalutato: sebbene meno frequenti, gli tsunami possono derivare da terremoti sottomarini significativi. Storicamente, l’ultimo grande tsunami che ha colpito la costa settentrionale della Repubblica Dominicana risale al 1946, generato da un terremoto di magnitudo 8.1 nell’Oceano Atlantico.

Per mitigare questi rischi, la Repubblica Dominicana ha avviato iniziative di sensibilizzazione della popolazione, simulazioni periodiche e collaborazioni con esperti internazionali. Le comunità costiere, inoltre, sono invitate a sviluppare piani di evacuazione specifici per gli tsunami, rafforzando così la resilienza del paese di fronte a tali emergenze naturali.

 

 




“L’Haitiano”, un racconto epico tra sopravvivenza, identità e le forze che plasmano un’isola divisa

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gj2mjk9 front shortedge 384Con L’Haitiano, ultima fatica letterario del direttore di Fatti Nostri, Ennio Marchetti, l’autore ci conduce in un viaggio, potente e stratificato, che esplora le vite di uomini e donne intrappolati tra il caos di Haiti e la relativa stabilità della Repubblica Dominicana. È un romanzo che intreccia la storia personale di Jean-Michel Pie con il destino collettivo di un’intera isola, affrontando temi di amore, sacrificio, politica e identità.

Il cuore della storia: una fuga disperata e la speranza di un futuro.

Al centro della narrazione è Jean-Michel Pie, un uomo costretto a lasciare Port-au-Prince per sfuggire alla violenza che domina le strade. La sua fuga verso la Repubblica Dominicana non è solo un tentativo di salvezza, ma anche una ricerca di dignità e opportunità per la sua famiglia. Attraverso il suo viaggio, Marchetti esplora le tensioni tra due nazioni che condividono un’isola, ma vivono realtà completamente diverse.

La Repubblica Dominicana, descritta con vividezza e autenticità, diventa il rifugio in cui Jean-Michel trova speranza, ma anche nuove sfide. Le differenze culturali, le difficoltà di integrazione e i pregiudizi verso gli haitiani emergono con forza, creando un quadro realistico e complesso delle relazioni tra i due Paesi.

Contrasti tra Haiti e la Repubblica Dominicana

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è proprio l’esplorazione delle profonde differenze tra Haiti e la Repubblica Dominicana. Mentre Haiti è ritratta come un Paese in crisi, devastato dalla violenza delle bande armate e dall’instabilità politica, la Repubblica Dominicana appare più moderata e organizzata, pur affrontando le difficoltà legate alla migrazione haitiana. Il governo dominicano, descritto con equilibrio e rispetto, cerca di mantenere la stabilità, nonostante le tensioni generate dall’arrivo di migliaia di rifugiati.

Marchetti riesce a catturare le sfumature di questo rapporto complesso, evidenziando sia le divisioni culturali e storiche, sia i legami profondi che uniscono i due popoli. Hispaniola emerge così come un’isola in cui identità, storia e politica si intrecciano in modo inestricabile.

Pierre-Louis e il sogno di unificazione

Un ruolo centrale nel romanzo è giocato dal Professeur Joseph Pierre-Louis, un intellettuale haitiano che incarna il desiderio di una riunificazione dell’isola. Tuttavia, il suo approccio, intriso di idealismo e determinazione, è radicale e, per molti, pericoloso. Pierre-Louis immagina un’isola senza confini, in cui gli haitiani possano reclamare il loro posto. Questo sogno, che si scontra con la realtà politica e sociale, alimenta tensioni che attraversano tutto il romanzo, mettendo in discussione i limiti tra diplomazia, identità e sovranità.

Il suo desiderio di unificazione si contrappone al pragmatismo del governo dominicano, che tenta di gestire la situazione senza cadere in estremismi. Questa contrapposizione tra visioni radicali e moderate arricchisce la narrazione, offrendo spunti di riflessione su come affrontare conflitti culturali e politici.

Personaggi memorabili

I protagonisti di L’Haitiano sono ricchi di sfumature e rappresentano le diverse forze in gioco sull’isola:

  • Jean-Michel, simbolo della resilienza e dell’amore familiare, è un uomo che cerca di bilanciare responsabilità e passioni in un contesto di estrema precarietà.
  • Marie-Claire, sua moglie, incarna la forza e la devozione, rimanendo un punto fermo nella vita caotica del marito.
  • Adeline, una vecchia fiamma di Jean-Michel, rappresenta la possibilità di un nuovo inizio e la complessità dei legami personali.
  • Il Professor Pierre-Louis, con il suo radicalismo intellettuale, e il Presidente haitiano Desmarais, intrappolato nelle difficoltà di governare Haiti, riflettono le diverse risposte ai problemi di un’isola divisa.
  • Il governo dominicano, pur essendo una presenza collettiva più che individuale, emerge come una forza moderata e pragmatica, impegnata nel mantenere stabilità e ordine.

Lo sfondo spirituale e culturale

Sebbene il vudù non sia centrale, le sue cerimonie e figure simboliche, come Baron Samedi, aggiungono una dimensione mistica alla narrazione. Il vudù rappresenta non solo una forza spirituale, ma anche un modo attraverso il quale i personaggi cercano di affrontare le loro paure e trovare conforto.

Uno stile evocativo e coinvolgente

La scrittura di Marchetti è potente e poetica, capace di alternare momenti di alta tensione a passaggi di introspezione. Le descrizioni delle città, dei paesaggi e delle dinamiche sociali sono vivide e coinvolgenti, trasportando il lettore direttamente nel cuore dell’azione. La struttura corale del romanzo, con molteplici punti di vista, arricchisce ulteriormente la narrazione, rendendola complessa e avvincente.

Un romanzo che parla al cuore e alla mente

L’Haitiano è un’opera che riesce a intrecciare amore, politica e spiritualità in una narrazione avvincente e profonda. È una riflessione sull’identità, sulla resilienza e sulla necessità di trovare un equilibrio tra sogni e realtà.

Ennio Marchetti ci regala un romanzo che, pur esplorando le divisioni, celebra ciò che unisce: l’umanità, l’amore e la speranza in un futuro migliore.

Il link per poterlo acquistare e ricevere comodamente a casa è:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/lhaitiano/paperback/product-gj2mjk9.html?q=L%27Haitiano+ennio+marchetti&page=1&pageSize=4

La copertina è della pittrice italiana Giuliana Tasselli, per gentile concessione.