Ethan torna a casa: domani il rientro in Italia del bimbo rapito dal padre

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claudia ciampa figlio ethan e marito erik nichols 1024x576È previsto per domani pomeriggio il rientro in Italia di Ethan Nichols, che lo scorso 30 agosto era stato sottratto alla madre italiana e condotto negli Stati Uniti dal padre, resosi irreperibile insieme al minore: così in una nota la Farnesina.

“Sono lieto che il piccolo Ethan possa finalmente fare rientro a casa” ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando il costante impegno del governo italiano per la tutela dei nostri connazionali nel mondo, in particolare dei minori “ho seguito personalmente la vicenda sin dal principio e mi rallegro per questo importante risultato, frutto di un efficace lavoro di squadra delle Istituzioni italiane coinvolte, ma anche della solerte e incisiva azione delle autorità americane”.

FINALMENTE LA PRONUNCIA DEI GIUDICI STATUNITENSI

Sin dall’inizio della vicenda, su impulso di Tajani e con la pronta attivazione della Farnesina, l’ambasciata a Washington e tutta la rete consolare italiana negli Stati Uniti, le autorità americane si sono adoperate per localizzare il bambino. Anche grazie allo sforzo congiunto delle altre amministrazioni italiane coinvolte, il 19 novembre 2024 il piccolo Ethan è stato finalmente rintracciato dalla polizia californiana e riconsegnato alla madre, Claudia Ciampa, negli Usa, in attesa della pronuncia del Tribunale americano sull’eventuale rientro del minore. Il consolato generale a Los Angeles, competente territorialmente, ha seguito la vicenda con la massima attenzione, sensibilizzando le autorità locali sull’importanza di giungere a una positiva risoluzione del caso e fornendo sostegno alla madre e al figlio. Il 18 febbraio i giudici statunitensi hanno disposto il ritorno di Ethan a casa.

Il rimpatrio del bambino dagli Stati Uniti era stato affrontato anche dalla Task Force minori contesi, gruppo di lavoro interministeriale presieduto dalla Farnesina per garantire l’unitarietà dell’azione di Governo in una materia delicata e complessa come quella dei bambini italiani illecitamente condotti fuori dai confini nazionali.

LA MADRE: “RICONOSCIUTO L’ATTEGGIAMENTO PREPOTENTE ED EGOISTA DEL PADRE”

A dare l’ok al rientro del piccolo in penisola sorrentina, a Piano di Sorrento, è stato il giudice statunitense David O. Carter che, dopo una serie di udienze fiume al tribunale federale americano, ha messo la parola “fine” a un dramma che proseguiva dal 30 agosto, quando Ethan è stato sottratto illecitamente alla madre dal padre Eric Howard Nichols durante un soggiorno in Puglia.

“Sono felicissima – commenta oggi mamma Claudia – perché l’incubo è passato. Ringrazio il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’avvocato Gian Ettore Gassani, i legali americani Quinn & Dworakowski, tutte le persone che ci hanno aiutato e supportato tantissimo in questo periodo terribile anche accogliendoci nelle loro case. Non vediamo l’ora di tornare a casa e di riabbracciare tutti, i fratellini Ettore e Clelia che ogni giorno mi chiedevano quando tornavamo e io, fino ad adesso, non sapevo mai cosa rispondere. Finalmente oggi gli ho potuto dire che stiamo tornando tutti insieme, con Ethan. Ce l’abbiamo fatta”.

I particolare, la donna sottolinea “un passaggio fondamentale della sentenza” in cui “è sia stato evidenziato che il comportamento del mio ex compagno è quello stesso che la Convenzione de L’Aja sulla sottrazione internazionale di minori mira a contrastare. Vale a dire la prepotenza e l’egoismo”.

IL LEGALE: “OGNI ANNO 250 SOTTRAZIONI INTERNAZIONALI, È EMERGENZA”

Soddisfatto anche l’avvocato italiano che ha sostenuto la causa, Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani): “Giustizia è stata fatta. Finalmente Claudia Ciampa e il piccolo Ethan potranno tornare a Piano di Sorrento ad abbracciare i loro parenti dopo 6 mesi di calvario. È stata un’avventura incredibile, un successo insperato. Ce l’abbiamo messa tutta. Posso solo ringraziare la Farnesina, il ministro Antonio Tajani, l’Autorità centrale, e tutte le autorità americane che hanno contribuito a restituire alla madre un figlio piccolissimo che era stato sottratto dal padre. Siamo tutti molto felici ed emozionati – continua l’avvocato – come è felice tutta l’Italia per questo risultato straordinario che però ripropone ancora alla ribalta la delicata questione delle sottrazioni internazionali dei minori che in Italia si consumano quotidianamente.

Ogni anno ci sono 250 sottrazioni internazionali e sta diventando una vera e propria emergenza. Ci auguriamo che, nel futuro, ci possano essere leggi ancora più incisive per riportare tutti i bambini sottratti ai genitori italiani nel loro Paese”.

COME SI È ARRIVATI AL RITORNO DI ETHAN

Era il 30 agosto scorso quando, durante una breve vacanza in Puglia, il piccolo venne strappato dalle braccia della madre dall’ex compagno Eric Howard Nichols che poi aveva fatto perdere le sue tracce insieme al bimbo. Immediatamente era stata presentata denuncia per sottrazione internazionale di minori e l’avvocato Gassani aveva attivato tutte le procedure necessarie per l’attivazione della Convenzione internazionale de l’Aja. La vicenda ha tenuto col fiato sospeso tutta Italia per mesi interi, restando costantemente alla ribalta dei media nazionali.

Le amministrazioni comunali di tutta la penisola sorrentina e del comune di Racale, cittadina leccese in cui era avvenuto il rapimento, si erano anche mobilitate con fiaccolate e manifestazioni di solidarietà per supportare la famiglia e tenere alta l’attenzione sulla vicenda. Alla scomparsa del piccolo ha lavorato alacremente anche la Farnesina istituendo anche una task force con il ministero della Giustizia e degli Interni con il coinvolgimento in prima persona del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Costanti contatti tra le autorità italiane e quelle statunitensi e l’impegno degli investigatori Usa permisero di rintracciare Ethan a Los Angeles, nella contea di Orange, lo scorso 19 novembre dopo 81 giorni fatti di ansia, lacrime, sofferenze per la mamma, che in quasi tre mesi poteva solo vedere il figlio in brevi videochiamate a discrezione del padre. Telefonate prive di qualsiasi riferimento che potesse essere utile alla localizzazione, in cui il padre si rifiutava di rispondere a qualsiasi domanda o di assumere un atteggiamento ragionevole. Dopo il rintracciamento del piccolo, Claudia Ciampa, insieme alla figlia maggiore, era subito volata negli States per riabbracciare il figlio il 21 novembre scorso ed ha dovuto consegnare il passaporto in  attesa che si concludesse la causa, beneficiando intanto dell’affido esclusivo in via provvisoria del minore. La disputa legale, iniziata davanti al tribunale statale per i minorenni, era stata spostata al tribunale federale per richiesta del padre, e ha richiesto tempi e costi più lunghi per arrivare alla conclusione.

PIANO DI SORRENTO SI PREPARA A FESTEGGIARE IL 1° COMPLEANNO DEL BIMBO

Ora, passaporti alla mano, non c’è più alcun ostacolo al rientro di mamma e figlio in Italia. La famiglia, nonna Luciana in testa, gli amici e la comunità intera di Piano di Sorrento e della penisola sorrentina li aspettano. Sarà festa grande: c’è non solo il ritorno da festeggiare tutti insieme ma anche il primo compleanno di Ethan che è stato il 13 febbraio.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il Ministro Tajani oggi agli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo

farnesina presentato al maeci il rapporto ad interim del tavolo di lavoro per linternazionalizzazione delle imprese nel settore delle biotecnologie immagine2

farnesina presentato al maeci il rapporto ad interim del tavolo di lavoro per linternazionalizzazione delle imprese nel settore delle biotecnologie immagine2Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, darà il via oggi alla V edizione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, che si terrà presso l’Auditorium del MAXXI di Roma. Gli Stati Generali della Lingua Italiana costituiscono il principale momento istituzionale dedicato alla diffusione dell’italiano e alla sua promozione nel mondo, puntando alla creazione di una Comunità dell’Italofonia, progetto che sarà al centro della Conferenza Internazionale dell’Italofonia prevista per il prossimo autunno. I lavori si apriranno con un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e proseguiranno con interventi di autorevoli esponenti istituzionali e culturali, rappresentando un importante momento di riflessione collettiva sul ruolo della lingua italiana come strumento di dialogo, coesione e cooperazione internazionale. Nella strategia volta a promuovere la lingua italiana a livello internazionale è inserita anche la prima Conferenza delle scuole italiane all’estero “Crescere in italiano”, tenutasi ieri con la partecipazione di oltre 200 rappresentanti dagli istituiti scolastici del nostro Paese attivi all’estero e del Sistema della Formazione Italiana nel Mondo (SFIM).(Inform)




Dazi Usa. Tajani: “Reagire non come Italia ma come Ue”. La Cina risponde.

usa export italiano

usa export italianoMentre le borse viaggiano da due giorni nel profondo rosso, alle 6.01 ora italiana, sono entrati in vigore i dazi del 10% imposti dall’amministrazione Trump sull’import, che si aggiungono ai dazi già esistenti. La nuova tassazione imposta dagli Stati Uniti, ha stravolto le borse di tutto il mondo: in soli due giorni, le borse europee hanno perso 1.241 miliardi e al momento non si prevedono miglioramenti.

Secondo il Guardian la tariffa iniziale del 10% è entrata in vigore nei porti marittimi, negli aeroporti e nei magazzini doganali degli Stati Uniti, inaugurando la nuova era economica di Trump. Tra i paesi colpiti per la prima volta ci sono Australia, Regno Unito, Colombia, Argentina, Egitto e Arabia Saudita.

LA RISPOSTA DELLA CINA

Intanto la Cina prepara la sua mossa e replica duramente ai dazi imposti dall’America, con una tassazione del 34% su tutti i prodotti importati dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile e inserisce nella ‘black list’ altre aziende americane.

LUNEDÌ NUOVO VERTICE DI MELONI, MARTEDÌ CONFRONTO CON CATEGORIE

Per avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, la premier Meloni ha fissato per lunedì un vertice “con i due vicepremier, il Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile”.

TAJANI: NO A GUERRA COMMERCIALE, REAGIRE NON COME ITALIA MA COME UE

“Dobbiamo pensare di reagire a ciò che hanno fatto gli Stati Uniti soltanto da soli come italiani? Siamo 60 milioni di italiani, reagiamo e otteniamo che cosa? Facciamo finta di niente? Reagiamo in maniera violenta? Ma se lo facciamo come Europa forse possiamo ottenere molto, ma molto di più. Io non credo nella guerra commerciale, la guerra commerciale fa male in assoluto a tutti, è quello che ci chiedono le nostre imprese. La nostra proposta come italiani è di non avviare questa guerra commerciale, il che non significa non stare a schiena dritta, guai ad apparire di fronte a un interlocutore, per quanto amico, come una realtà debole, perché poi se siamo divisi siamo deboli”. Lo ha detto il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo al Consiglio nazionale del partito in corso al Palazzo dei Congressi di Roma. Per questo, ha sottolineato Tajani, “io insisto sull’unità: farci dividere, fare trattative individuali non significa fare il bene delle nostre imprese, significa indebolire il loro potere contrattuale, oltre al fatto che non si può fare perché il trattato affida alla Commissione Europea la trattativa e la competenza esclusiva per la politica commerciale, quindi sbaglia chi dice che si può trattare a livello individuale. Però possiamo avviare politiche commerciali nazionali, quindi la trattativa la fa la Commissione Europea. Vedremo cosa si deciderà lunedì”.

Agenzia DIRE – www.dire.it

immagine: Start Magazine




Canada. Tajani alla riunione dei Ministri degli Esteri del G7

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imagesIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, sarà in missione a Charlevoix, in Canada, dal 12 al 14 marzo per prendere parte alla riunione dei Ministri degli Esteri del G7, la prima sotto Presidenza canadese.

“Il G7 è un formato essenziale per discutere tra alleati dei principali dossier internazionali” ha indicato il Ministro Tajani, che ha sottolineato l’importanza di mantenere l’unità tra partner per dare risposte e trovare soluzioni concrete alle diverse situazioni di crisi nel mondo.

I lavori si apriranno nella giornata del 13. I Ministri discuteranno del conflitto in Ucraina, offrendo l’opportunità di un confronto con l’alleato americano anche alla luce dei recenti colloqui con le Autorità di Kiev a Gedda. Sul punto il Ministro sottolineerà la necessità di mantenere l’unità transatlantica per arrivare ad una pace giusta e duratura, che garantisca l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina ed al contempo la sicurezza del continente europeo.

La riunione vedrà poi una discussione su come rafforzare il formato G7, in occasione dei 50 anni dalla sua istituzione. Sul punto, Tajani ricorderà il ruolo svolto l’anno scorso dalla Presidenza italiana per il rilancio del ruolo del Gruppo, anche attraverso l’ampliamento del dialogo con altri attori globali e regionali.

I ministri si soffermeranno poi sulla situazione nell’Indo-Pacifico, la cui stabilità e prosperità sono strettamente connesse a quella europea e globale, oltre che nelle Americhe, nel Medio Oriente e in Africa. Tajani proporrà di agire congiuntamente per sostenere la pace e la ricostruzione in Medio Oriente, ricordando anche le sfide e le opportunità offerte dal continente africano, che richiedono di mantenere aperta la cooperazione con i partner regionali e globali a partire dal G20.

Nel corso della missione, il Ministro Tajani avrà numerosi incontri bilaterali, tra cui quello con il Segretario di Stato, Marco Rubio, con il Ministro degli esteri giapponese Takeshi Iwaya, con la Ministra canadese Mélanie Joly e con i partner europei.

Il titolare della Farnesina concluderà quindi la missione con un incontro a Quebec City con un gruppo di imprenditori italiani presenti nel Paese, dedicato allo sviluppo delle opportunità di crescita tra Italia e Canada.

 




Tajani: «Con la difesa europea un salto di qualità. Usa, rapporto vivo con noi a testa alta»

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20250310 0128 696x464«Non bisogna preoccuparsi, ma occuparsi». Di mantenere vivo il rapporto storico di alleanza transatlantica tra Usa ed Europa perché «siamo indispensabili gli uni agli altri», e soprattutto di «far fare alla Ue un salto di qualità. È questo il momento. Dobbiamo far valere la nostra forza di primo mercato di scambio del mondo, e non agire in difesa come fossimo dei don Abbondio terrorizzati». Per questo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani invita a non avere paura di un rafforzamento della difesa europea, che però dovrà avvenire assieme a quello contestuale politico ed economico, perché per contare — anche in politica estera — bisogna essere compatti su tutti i fronti.

Significa che l’Italia ha intenzione di arrivare a 40 mila soldati, di spendere enormi cifre per la difesa?

«Intanto, faccio notare — come ha anche precisato il ministro della Difesa Crosetto — che quello citato è uno dei tanti studi a cui tutti gli Stati maggiori dei Paesi stanno lavorando in questi giorni. Si fanno varie ipotesi, che poi andranno incrociate con le valutazioni politiche, con le disponibilità finanziarie. Vedremo quali saranno le proposte. Ma c’è un secondo elemento, più importante: dobbiamo essere realisti».

E prendere atto che l’America ci volta le spalle?

«I cambiamenti in atto ci sono, e oggi ci sono le condizioni — anche in parte obbligate — per dar vita a quel grande progetto prima di De Gasperi, poi di Berlusconi e ora nelle sue grandi linee presentato da von der Leyen, con il nostro si: una grande difesa europea. La contingenza, gli Usa che spingono in questa direzione, ci offrono una grande occasione».

Per la corsa al riarmo?

«Le cose non vanno viste così. Difesa non sono solo carrarmati e cannoni. È cybersicurezza, sono le azioni di contrasto con intelligence e non solo ai traffici di armi, di clandestini, alla criminalità sul territorio, all’aiuto nelle calamità naturali. La difesa è missioni di pace e protezione che servono a proteggere il nostro export. Dobbiamo necessariamente andare verso una spesa per la difesa del 2% del Pil, con lo scorporo di queste spese dal patto di Stabilità. Dovremo utilizzare un meccanismo simile al Recovery Fund, dal quale però non abbiamo intenzione di distrarre fondi».

E mettere a disposizione le armi per l’Ucraina, magari schierare gli eserciti poi, come dice Macron? Per Salvini è una sorta di «pazzo» guerrafondaio.

«Non è un pazzo, ha le sue posizioni, che non sono le nostre. Da ministro degli Esteri non mi permetterei mai di definire con questi toni chi ha una posizione diversa dalla mia. E soprattutto mantengo tutto il mio rispetto per la massima autorità, per il capo dello Stato di un Paese amico come la Francia».

E qual è la posizione italiana?

«Noi ci auguriamo che quello che prevede Macron non sia necessario, perché noi — come lo stesso Zelensky — pensiamo che la guerra possa finire entro l’anno. Abbiamo altri fronti aperti e dobbiamo lavorare per un giusto trattato di pace, che ci veda protagonisti come Europa e che rispetti la posizione Ucraina. I nostri militari non andranno al fronte in Ucraina, né con una missione Nato né europea. Altro sarebbe una missione Onu che possa fare da forza di interposizione dopo essere arrivati alla pace».

Ma una difesa europea serve a sostituire quella assicurata finora dagli Usa, che come dice Musk — minacciando anche l’Ucraina con il blocco dei satelliti Starlink — dovrebbero uscire dalla Nato?

«Io non credo che il protezionismo e l’isolazionismo facciano bene all’America. Abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con gli Usa: è evidente che senza di loro oggi non avremmo grandi mercati — utili reciprocamente — e la difesa finora da loro assicurata. Quindi, dobbiamo mantenere vivo il rapporto tra Europa ed Usa, ma con dignità e a testa alta. Anche a questo serve una nostra difesa più forte».

E di Musk e Starlink cosa pensa?

«Che dobbiamo distinguere le parole di propaganda dai fatti. Non facciamoci prendere dall’ansia di dover ribattere a ogni cosa detta da politici o imprenditori Usa e manteniamo il sangue freddo. Io vedrò al G7 in Canada il mio omologo Rubio e lo farò con amicizia e spirito di confronto costruttivo. Nel frattempo, continuerò come è nel ruolo dell’Italia, a cercare di cucire tra Europa e Usa un rapporto solido. Ma appunto, questo si fa se insieme noi europei lavoriamo a politiche commerciali comuni. Politicamente e strategicamente dobbiamo muoverci insieme. Solo così possiamo farcela, altro che manifestazioni di piazza usate solo per attaccare il governo. Noi non prendiamo lezioni di europeismo da nessuno».

Intanto ci sono gli altri fronti: la Palestina.

«Abbiamo condiviso con Germania, Francia e Regno Unito l’appoggio al piano di ricostruzione di Gaza dei Paesi arabi che non prevede l’espulsione dei palestinesi. Questo è il ruolo dell’Europa e anche dell’Italia: ragionare su proposte se necessario anche alternative a quelle americane, ma farlo avendo alle spalle l’unità politica di un continente di 400 milioni di abitanti».

In Siria sono riprese stragi di civili. L’Italia contava molto sulla stabilità.

«E noi contiamo e lavoriamo su questo. Il presidente ad interim Al Sharaa ha promesso con chiarezza che non ci sarà nessuna clemenza per chi ha ucciso i civili. Ci sono stati assalti alle sue forze di sicurezza e vengono denunziate centinaia di vittime di esecuzioni sommarie. Noi vogliamo sia mantenuta l’integrità territoriale di quel Paese, nel rispetto di tutte le comunità che devono confrontarsi e collaborare pacificamente».

dal Corriere della Sera




Tajani: “Imola con la rossa Ferrari è un simbolo del Made in Italy”

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farnesina evento presentaziomne imola immagine1Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto alla Farnesina l’evento di lancio del calendario sportivo di Imola per la stagione 2025 dal titolo “Imola e Made in Italy: dove sport, motori e musica incontrano il mondo”. Il settore sportivo è un importante motore economico per il nostro Paese. Dal punto di vista delle esportazioni, esso vale 7 miliardi di Euro, posizionando l’Italia al quarto posto a livello UE per esportazione di prodotti sportivi nel mondo, con l’8,1% della quota europea. Imola e la motor valley riuniscono eccellenze industriali, sportive e ingegneristiche che la Farnesina e la sua rete diplomatico-consolare sono impegnate a promuovere e far conoscere nel mondo. L’evento è stato organizzato dal Ministero degli Esteri e dal Comune di Imola e si inserisce nel quadro delle iniziative di diplomazia sportiva volte a promuovere l’Italia e i suoi territori attraverso lo sport. L’iniziativa mira al contempo a valorizzare l’intero settore della Motor Valley e i distretti produttivi ad essa collegati. All’incontro sono intervenuti come relatori, oltre al Ministro Tajani,  il Presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas e il Sindaco di Imola Marco Panieri; in videomessaggio sono arrivati i saluti di Stefano Domenicali, quale Amministratore delegato di Formula One Group, e di Frédéric Lequien in veste di CEO di FIA World Endurance Championship. “Imola con la sua industria dell’auto e la rossa Ferrari – ha esordito nel suo intervento il Ministro Antonio Tajani – non è solo un fenomeno che riguarda lo sport ma qualcosa di più: è un simbolo del Made in Italy e di un’Italia che piace e può continuare a esportare anche in un settore come quello dello sport. Questo comparto è fondamentale anche per la nostra politica estera”. Tajani ha anche segnalato l’istituzione della Giornata dello sport italiano nel mondo e la creazione al Ministero di un’unità appositamente concepita per la diplomazia sportiva. Nella prossima riforma della Farnesina vi sarà inoltre, nell’ambito del comparto della diplomazia economica, uno spazio importante per la diplomazia dello sport. Un settore, quello sportivo , che oggi rappresenta l’1, 5% del Pil. L’idea del Ministro è quindi valorizzare il Paese inserendo anche lo sport in un contesto di politica estera, con le Ambasciate che dovranno essere una trampolino di lancio dell’immagine dell’Italia e per i diversi progetti in questo settore; lo sport e il circuito di Imola rappresentano anche una calamita per attrarre turisti. “Imola è uno strumento fondamentale per la crescita e la promozione dell’immagine dell’Italia e del Made in Italy nel mondo”, ha aggiunto Tajani precisando come tutto ciò debba essere utile al sistema Paese in una strategia complessiva. L’obiettivo del Governo, secondo il Ministro, sarebbe arrivare alla soglia dei 700 miliardi di export alla fine della legislatura. “I 700 miliardi sono un obiettivo che ci siamo posti”, ha dal canto suo ribadito il Presidente dell’Ice Matteo Zoppas tornando sulla questione dell’export. “Imola non è solo una gara di Formula Uno ma una rappresentanza di quello che si chiama la “motor valley”, ha spiegato Zoppas sottolineando che l’automotive è uno dei cavalli di battaglia dell’Italia nonostante il momento di sofferenza internazionale. “Un evento come quello di Imola è uno strumento eccezionale per mettere insieme la promozione e il marketing”, ha precisato Zoppas evidenziando l’opportunità rappresentata della diplomazia della crescita, ma anche il potenziale bacino di utenza nel mondo di appassionati del settore. Ha poi preso la parola il sindaco Marco Panieri che ha parlato di una grande opportunità non solo per Imola ma per tutti i Comuni limitrofi in una promozione integrata del territorio emiliano-romagnolo. Tra gli eventi del calendario spiccano naturalmente quelli legati al mondo della Formula Uno e più in generale all’automobilismo: dal World Endurance Championship di metà aprile passando per il memorial annuale per Ayrton Senna del 1° maggio fino al Gran Premio vero e proprio di metà maggio, fino ai concerti estivi come quelli di Max Pezzali o il tour della storica rock-band internazionale degli AC/DC. Stefano Domenicali ha espresso soddisfazione per questa iniziativa di presentazione del calendario degli eventi che si terranno a Imola, sottolineando l’importanza della diplomazia dello sport in chiave di promozione dell’Italia. “La Formula Uno ha da sempre un legame profondo con Imola”, ha precisato Domenicali ricordando che il 2025 rappresenterà anche il 75° anniversario della Formula Uno. “Per l’Italia la Formula Uno è una grande vetrina e genera opportunità per il territorio”, ha aggiunto Domenicali. Anche Frédéric Lequien da parte sua ha espresso un commento molto positivo sull’impatto che il World Endurance Championship ha nel territorio di Imola attraendo migliaia di appassionati e generando quindi un indotto economico importante. “Grazie alla passione dei fans che sempre rendono tutto questo possibile”, ha quindi rilevato con soddisfazione Lequien. La presentazione si è conclusa con l’invito a partecipare agli eventi da parte del pilota automobilistico Antonio Giovinazzi della scuderia Ferrari e dell’ex campione di motociclismo Valentino Rossi attualmente nel Team WRT. (Inform)

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Turismo delle radici: un tuffo nel passato per gli italiani all’estero

turismo delle radici

turismo delle radiciIl “Turismo delle radici” sta guadagnando popolarità tra gli italiani residenti all’estero. Questo fenomeno coinvolge i connazionali che tornano in Italia per riscoprire le proprie origini, visitando i luoghi d’infanzia dei loro antenati.

Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha recentemente sottolineato l’importanza di queste iniziative, definendole un’opportunità per rafforzare il legame con la terra d’origine e promuovere il patrimonio culturale italiano.

Per molti, si tratta di un viaggio emozionante che permette di connettersi con le proprie radici e riscoprire tradizioni familiari dimenticate.




Tajani nel Principato di Monaco e a Nizza

missione del ministro tajani nel principato di monaco e a nizza

missione del ministro tajani nel principato di monaco e a nizzaIl Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sarà oggi in missione nel Principato di Monaco e in Francia.

A Monaco il Ministro incontrerà il Principe Alberto II e il Ministro degli Esteri monegasco, Isabelle Berro Amadei. “Lo stato delle relazioni tra l’Italia e il Principato è eccellente. Rafforzeremo ulteriormente i nostri solidi legami, a partire dalla cooperazione economica e culturale. Parleremo anche della nutrita e sempre più dinamica collettività italiana residente nel Principato” ha dichiarato Tajani.

Il Ministro, quindi, si recherà a Nizza per partecipare alla seconda riunione del Comitato di Cooperazione Frontaliera italo-francese insieme al Ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, con cui avrà anche un incontro bilaterale. I lavori del Comitato, che si concentreranno anzitutto sul tema della connettività, vedranno il coinvolgimento non solo delle amministrazioni centrali italiane e francesi ma anche di rappresentanti delle Regioni frontaliere, nonché di Città metropolitane, Province e Comuni maggiormente interessati.

“Occorre proseguire lungo la strada che abbiamo tracciato l’anno scorso nella riunione di Torino, a cominciare dalla mobilità dei valichi transfrontalieri. Garantire la connettività significa favorire lo sviluppo e la competitività dei nostri territori” ha dichiarato il Ministro Tajani, ricordando come la cooperazione politica e tecnica tra Italia e Francia sia essenziale per consentire la piena funzionalità dei trafori del Monte Bianco, del Fréjus e del Tenda. L’obiettivo è arrivare il più rapidamente possibile all’inaugurazione della seconda galleria stradale del Fréjus e del nuovo tunnel del Tenda rimuovendo ogni eventuale ostacolo politico, tecnico e burocratico al completamento dei lavori.

I lavori del Comitato si concentreranno anche sulle connessioni marittime, parte integrante della cooperazione transfrontaliera, per potenziare i collegamenti marittimi per la Sardegna e la Corsica.

Nel corso del Comitato di Cooperazione Frontaliera si discuterà di come potenziare la collaborazione tra Italia e Francia in materia di lingua, cultura, turismo e sanità specialmente nei territori al confine tra i due Paesi, rafforzando ulteriormente iniziative come l’offerta didattica bilingue, il servizio civile transfrontaliero e la collaborazione in ambito universitario.




Tajani al Corriere: «Se l’America procede non saremo impreparati. Abbiamo una strategia»

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capturaL’Italia si impegna a fare da «ponte» tra gli Usa e l’Europa per evitare quella «guerra dei dazi» minacciata da Donald Trump che «farebbe danni sia agli americani che a noi». Ma se il presidente Usa dovesse andare avanti, noi «non ci faremo cogliere impreparati: siamo già al lavoro per trovare soluzioni che non mandino in crisi le nostre aziende e il benessere dei nostri cittadini». È preoccupato dalla svolta che potrebbe prendere l’equilibrio economico mondiale per le minacce di Trump, ma vuole rassicurare tutti Antonio Tajani, ministro degli Esteri e del Commercio con l’estero.

Sembra che l’Italia e l’Europa stiano aspettando la mannaia del boia o sperando in un atto di clemenza.

«Non stiamo giocando una partita d’attesa. Primo, perché siamo i migliori ambasciatori dell’Europa presso gli Stati Uniti, per gli ottimi rapporti che abbiamo costruito. Secondo, perché sappiamo come reagire».

Il ruolo di ambasciatori come si svolge?

«Sono i fatti a parlare. Una guerra non serve a nessuno. Nessun’altra economia al mondo è integrata come quella Usa-Ue. Le aziende europee negli Usa impiegano 3,5 milioni di americani. E un altro milione di posti di lavoro americani dipende direttamente dal commercio con l’Europa. Di tutti i beni americani all’estero, due terzi sono in Europa. E gli Stati Uniti forniscono oltre il 50% del nostro Gnl. Il volume degli scambi Ue-Usa è di 1,5 trilioni di euro, che rappresentano il 30% del commercio globale. C’è molto in gioco per entrambe le parti».

Quindi non avrebbe senso per Trump imporre dazi?

«È chiaro che servirà negoziare. E mi sembra proprio che Trump stia dando i primi segnali di volontà di negoziare: guardate al confronto con il Messico, all’intesa che è stata raggiunta ieri. Tutti sappiamo benissimo che il commercio di tutti i Paesi del mondo, anche gli Usa, si nutre di libera circolazione: di prodotti, idee, persone. E il business di tutto ha bisogno tranne che di barriere tanto materiali (muri) che immateriali (dazi). Ce lo insegna la storia: la Repubblica di Venezia divenne egemone nei traffici commerciali tra Oriente e Occidente e verso il Nord anche perché non vi erano dazi».

Quale è il rischio di un innalzamento dei dazi?

«II primo è quello che proprio Trump ha annunciato di voler ridurre: l’inflazione. I dazi sui beni importati, ovviamente, si trasferiscono sui prezzi di vendita aumentandoli».

Quindi come si reagisce se Trump andrà avanti comunque?

«L’Italia ha una posizione particolare, è il secondo Paese per varietà merceologica da export dopo la Cina. Per questo, e lo stiamo già facendo con tavoli aperti con le industrie, i produttori, bisogna lavorare per esplorare nuovi mercati. Abbiamo un piano strategico per Messico, India, Indonesia, Vietnam, i Paesi del Golfo, l’Estremo Oriente e tutta l’Africa. C’è un business plan già in fase avanzata».

Insomma, bisogna limitare il commercio con gli Usa?

«No, bisogna collaborare, venirsi incontro. Comprare e investire di più in America perché loro facciano altrettanto. La nostra Difesa già ha rapporti molto stretti con gli Usa e tutta l’Europa dovrebbe convergere verso una Difesa comune per poter agire insieme».

Anche alzando la spesa militare, come chiede Trump?

«Noi siamo disponibili ad arrivare al 2%, non certo al 5%, anche tenendo conto che siamo il Paese con più militari in missione. Si può fare scorporando le spese dal patto di stabilità, emettendo eurobond e anche attingendo a fondi del Next Generation Ue e a quelli del Mes non utilizzati».

Se non bastasse?

«In Italia da tempo tutti sappiamo che dobbiamo far calare i costi di produzione per dare competitività ai nostri prodotti. E questo sarà decisivo anche in caso di introduzione di dazi. Per ridurre i costi di produzione in Europa serve una vera politica industriale che tagli burocrazia e costo dell’energia, il che potrebbe di fatto “sterilizzare” l’aumento dei prezzi a causa dei dazi».

Come? Il modo più facile è tagliare posti di lavoro…

«Assolutamente da evitare. Per questo pensiamo servano nuove regole meno vincolanti delle norme sul cambiamento climatico; meno burocrazia, per ogni nuova regola che entra, due devono essere eliminate. E poi serve un cambio di passo della Bce, che deve lavorare in maggiore connessione con l’Ue, anche sul piano del rapporto tra euro e dollaro».

L’Italia si muoverà anche da sola avendo un rapporto privilegiato con gli Usa?

«Noi vogliamo appunto essere un ponte. Certo ogni Paese ha propri prodotti che magari, come è stato finora, difende individualmente. Ma è molto meglio agire uniti».

Lo dice anche all’opposizione e ai magistrati, che — secondo voi — vi stanno attaccando ferocemente?

«Sono fatti. Noi vogliamo solo fare una riforma della giustizia che serve a renderla più efficiente e giusta. Non facciamo la guerra a nessuno. Una giustizia che funziona, rapida, sicura è un altro fondamentale tassello per aumentare il peso economico del Paese e attirare investimenti. Dovrebbe essere un obiettivo primario per tutti».

dal Corriere della Sera




Oggi la Giornata della Memoria

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dimensionitop 1Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani si unisce oggi alla commemorazione della Giornata della Memoria, sottolineando l’importanza di mantenere viva la consapevolezza del peso e della gravità di quanto accaduto soprattutto a favore delle future generazioni, fra i giovani e nelle scuole, in modo che simili crimini non si verifichino mai più nella storia dell’umanità.

Come affermato dal Ministro in un videomessaggio trasmesso a tutta la rete diplomatico-consolare italiana e alle scuole italiane all’estero in occasione della Giornata, “la lotta contro l’antisemitismo è una priorità assoluta mia personale, del Governo e di tutto il Paese, da sempre impegnato a promuovere una cultura del rispetto e della coesistenza pacifica attraverso l’educazione, la memoria e la ferma difesa dei diritti umani”.

“Dobbiamo iniziare dalle scuole primarie per insegnare ad ogni bambino che non esiste la possibilità di odiare un’altra persona per il suo credo religioso. Ricordare è un dovere, agire è una responsabilità” ha proseguito Tajani.

I valori che ispirano la Costituzione italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono il radicale rifiuto delle ideologie totalitarie e razziste che hanno condotto agli orrori della seconda guerra mondiale. In concomitanza ai tragici eventi del 7 ottobre 2023, vi sono segnali di una crescente recrudescenza dell’antisemitismo in Europa e nel mondo, che si manifestano anche attraverso insensate aggressioni, molestie e in generale discorsi d’odio contro le persone di fede od origine ebraica.

Di fronte a queste allarmanti tendenze, l’Italia è determinata a restare sempre vigile e ad intensificare gli sforzi tesi a preservare la Memoria della Shoah. Il Ministro Tajani ha riaffermato l’impegno del nostro Paese nella lotta contro l’antisemitismo in diverse recenti occasioni, da ultimo durante la sua visita in Israele a inizio gennaio.

L’Italia rimane in prima linea nella lotta contro ogni forma di antisemitismo, a livello nazionale e internazionale, ribadendone la totale incompatibilità con i nostri valori e principi e condannando fermamente tutte le forme di negazionismo, di discriminazione e violenza contro la comunità ebraica.