Alluvione in Texas: 24 i morti. Si cercano una ventina di dispersi

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alluvione in texas 1024x576Il Texas nella morsa del maltempo. È di 24 morti e oltre 20 i dispersi il bilancio dell’improvvisa alluvione che ha colpito la contea di Kerr. Le piogge torrenziali hanno innalzato il livello del fiume Guadalupe, causando una devastante inondazione. La violenza dell’acqua ha colpito i campi estivi che si trovavano lungo il percorso. Si stima che in poche ore si siano verificate precipitazioni pari a quelle di un mese. Un fenomeno di intensità unica come non si verificava da anni nello Stato. Quanto successo in queste ore viene considerato più grave di quanto accaduto nel 1987 quando un’alluvione uccise 10 adolescenti.

I soccorritori sono ancora al lavoro e lo saranno per tutta la notte, come ha sottolineato il governatore del Texas Greg Abbott: le operazioni nell’area colpita “saranno senza sosta, alla ricerca di tutti coloro che sono dispersi”. Inoltre, è stato dichiarato lo stato di calamità naturale per garantire ai cittadini aiuti illimitati, anche perché si prevede che le piogge possano proseguire anche nel corso della giornata di oggi. Secondo quanto riferito da Cnn, circa 237 persone sono state finora soccorse o evacuate, molte di essere in elicottero. Il presidente Trump ha commentato come “terribile” e “scioccante” quanto accaduto in Texas. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha confermato il pieno sostegno alla popolazione e l’arrivo di aiuti federali: “Oh sì, ci occuperemo di loro. Stiamo lavorando con il governatore. Stiamo lavorando con il governatore. È una cosa terribile”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Cardinal Di Nardo: dall’Abruzzo un cardinale italo-americano al secondo conclave

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dinardo75 anni e ancora attivissimo al  servizio del Texas. E’ un conclave colorato anche di “emigrazione” quello che porta per la seconda volta il nome di Daniel N. Di Nardo tra i massimi “principi” della chiesa, pronto a dare il suo contributo di riflessione e meditazione insieme agli altri 132 cardinali rinchiusi nella Cappella Sistina.

A Galveston e Houston, nomi affascinanti della frontiera americana, Daniele Di Nardo è  arrivato nel 2004, ultima tappa di un percorso ecclesiastico iniziato a Pittsburgh in  Pennsylvania e passato attraverso vari incarichi oscillanti tra gli Stati Uniti e l’Italia.

Daniel Di Nardo è nato in una città che vanta altri famosi Natali. Steubenville, Ohio, infatti  ha visto nascere anche Dean Martini ed entrambi vantano un’ascendenza abruzzese. Papà Nicholas era partito da Castelfrentano (Lanciano) e sposatosi con Jane Green (di origini danesi) divenne padre di Mary Anne, Margaret,  Thomas,   Daniel e   Margaret (gemella di Daniel). Daniel  nacque il 23 maggio del 1949 e  subito dopo seguì la famiglia nel trasferimento a Pittsburgh.

Il futuro cardinale Daniel, diplomatosi nella scuola  Sant’Anna di Castle Shannon nel 1963, scelse di seguire la propria vocazione nella  “Bishop Latin School”, una scuola gestita da gesuiti nella città di Pittsburgh.

Entrato nel  seminario di St. Paul della Duquesne University nel 1969 vinse una borsa di studio per i  corsi di Filosofia presso l’Università cattolica americana, laureandosi in seguito proprio in  questa materia. Proseguì i suoi studi teologici nel collegio Nordamericano di Roma e si  laureò successivamente nell’Università Gregoriana.

1699710789607“Non mi meraviglierei se un giorno diventasse il primo papa americano” – commentò all’epoca della sua nomina a cardinale   il presidente del Comites di Houston, prof. Nicola Perone, attivissimo organizzatore della  vita sociale italiana e conterraneo del  cardinale, sottolineando la grande energia spirituale del prelato.

“Dialogando con lui, la prima impressione che si riceve è quella di un religioso umile,  incurante del prestigio che gli deriva dalla sua carica, dinamico ed entusiasta della sua  terra d’origine.”

Daniel Di Nardo è stato ordinato sacerdote il 16 luglio del 1977 e la sua prima diocesi  risponde al nome di chiesa di S.Pio a Pittsburgh, chiesa nella quale assunse il ruolo di  parroco vicario. Nel 1981 è stato nominato assistente cancelliere della Diocesi di  Pittsburgh oltre che professore part-time del Seminario di St. Paul. Conobbe ufficialmente  Roma e il Vaticano nel 1984. Per sei anni ha infatti operato nella Congregazione per i  vescovi, prima di tornare negli Stati Uniti. Durante questi anni, Di Nardo ha avuto anche  l’incarico di direttore di Villa Stritch, la casa dei preti diocesani americani a Roma.  La nomina a vescovo è avvenuta nel 1997 a Sioux City nello Iowa. Nella città della tribù  simbolo dei Nativi americani, il prelato di origini italiane ha operato con grande energia fino  al 2004, anno in cui gli è stato chiesto di operare come coadiutore nella diocesi di  Galveston-Houston, un’area che conta 1 milione e mezzo di cattolici, grazie alla massiccia  immigrazione degli ultimi dieci anni.

La nomina di Segretario assistente per l’Educazione nella diocesi di Pittsburgh è  arrivata nel 1991, consentendo all’italo-americano di svolgere anche il ruolo di Co-amministratore della chiesa della Madonna del Castello a Swissvale.  Divenuto nel 1994, pastore della chiesa di San Paolo e San Giovanni di Franklin  Park e Marhalla Township (Pennsylvania). Nominato il 16 gennaio 2004   vescovo coadiutore di Galveston-Houston, il  29 dicembre dello stesso anno con l’elevazione della diocesi a sede metropolitana, è stato promosso arcivescovo coadiutore. Il 28 febbraio 2006, quando Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi presentata dall’arcivescovo Joseph A. Fiorenza, è succeduto per coadiuzione alla guida pastorale della comunità cattolica – composta da 1.300.000 fedeli – che vive sul territorio dell’arcidiocesi di Galveston-Houston.

Daniel Nicholas Di Nardo dal 2013 è Vice Presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti d’America e nell’ottobre 2015 Ha partecipato alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo . Dal 15 novembre 2016 fino al 12 novembre 2019 è stato Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America. Daniel Di Nardo per  anni  ha operato  incessantemente  in una diocesi che comprende dieci contee del Texas, con 5milioni e mezzo di abitanti di cui poco più di un milione battezzati. Dal giorno del suo insediamento la diocesi di Galveston-Houston ha visto aumentare il numero di cattolici praticanti, grazie all’azione di un religioso umile, incurante del prestigio che gli derivava dalla sua carica, dinamico e dotato di un’incredibile energia spirituale.

A gennaio del 2025 Papa Francesco I ha però accettato le dimissioni del prelato, sostituendolo con il cardinale Joe S. Vasquez di Austin.

Ora però la sua esperienza e la sua dedizione alla chiesa torneranno ancora una volta utili nei delicati giorni del suo secondo conclave.

 

 

 




L’uomo del western: la fantastica vita di Charles Siringo

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imagesMatagorda County è poco conosciuta nello stesso stato del Texas ed è facile intuire che pochi dei suoi abitanti ricordano di essere concittadini di un vero fenomeno di marketing dell’Ottocento. Situata in una umida risacca tra laguna e il mare del Golfo del Messico, la cittadina vive ancora oggi la sua vita sonnecchiosa da provincia americana, tra tradizioni anglosassoni (football e baseball) e usanze ispano-americane felicemente dimentica di aver dato i natali a Charlie Angelo Siringo. Eppure è proprio in questo remoto e noioso angolo degli Stati Uniti che venne al mondo una delle personalità più interessanti del variegato universo italoamericano, destinato a riempire le cronache letterarie e quelle mondane, oltre ad apparire spesso nelle cronache nere e giudiziarie. Angelo Siringo nacque il 7 febbraio del 1855, figlio di Antonio, un siciliano approdato come tanti altri sulle coste della futura Confederazione degli Stati Uniti, e di Bridget White, un’irlandese spinta dalla sete di un futuro vivibile.

71 05ez1hxl. sl1360 Gli anni della guerra civile dovevano ancora arrivare ma l’infanzia di Carlo Angelo fu comunque tempestata dagli influssi  politici che agitavano la vita degli stati recalcitranti ai dettami dell’Unione. Il padre morì pochi anni dopo la sua nascita costringendolo a crescere in una condizione di selvaggia indipendenza. Fu una scuola  durissima, quella vissuta dal piccolo Charlie Angel. Adottato temporaneamente dalla famiglia Myers di St.Louis per l’avviamento agli studi, il ragazzo dimostrò la sua indole ribelle preferendo le risse alla grammatica e la confusione alla tranquillità letteraria. Il piccolo Siringo imparò l’arte della spacconeria e in tempi di guerra divenne una vera e propria mascotte del credo sudista. Intriso della spavalda ironia texana, il giovane capì ben presto di non essere tagliato per i lavori di concetto. Preferì quindi cercare lavoro in un campo che gli permetteva di continuare a vivere in modo semiselvatico e si fece assumere prima per Joseph Yeamans, W. B. Grimes e poi nel Rancho Grande di Jonathan E. and Abel H. (Shanghai) Pierce. Imparò in fretta tutte le astuzie del cowboy e nel 1876 percorse per la prima volta il famoso “Chrisholm Trail”  insieme alle mandrie di celebri “longhorns” texane, per condurrle da Austin a Kansas City. Passò i suoi anni giovanili a cavallo di focosi mustangs e si mosse alternativamente tra il Kansas e il Texas Panhandle, al sevizio di George W.Littlefield e David T. Beals. Chiamato a collaborare alla costruzione del ranch “LX”, Siringo visse in prima persona l’epoca d’oro della frontiera americana e dovette ingaggiare anche degli scontri a fuoco con Billy the Kid e la sua banda di razziatori e rapinatori. Grazie alla conoscenza dello stesso egli partecipò direttamente alla caccia del famoso bandito e cavalcò con i pistoleri ingaggiati per catturarlo fino al Nuovo Messico per poi assistere alla inevitabile fine della caccia all’uomo. La somma di queste esperienze trasformò Charlie Angelo in un vero “duro” ma la sua scorza venne scalfita nel  1884 da Marnie Lloyd. La ragazza cambiò in parte la vita dell’italoamericano. Siringo si trasferì infatti con a Caldwell in Kansas per trasformarsi in commerciante e sposare la propria amata. Divenuto padre di una bambina e rimasto vedovo dopo soli sei anni di matrimonio, Charles Siringo decise nel frattempo di sfruttare a sua favore l’esperienza in prima persona del West e diede alle stampe “A Texas Cowboy, or Fiftheen Years on the Hurricane Deck of a Spanish Pony. Il volumetto, sul cui frontespizio venne platealmente precisata la venialità dell’impresa letteraria, venne distribuito dallo stesso autore ai viaggiatori che sedevano nelle carrozze in partenza verso l’Ovest e divenne una vera e propria pietra miliare dei romanzi d’intrattenimento. Senza volerlo, e per pura necessità economica, il cowboy ottenne successo proprio grazie a quelle parole che non volle imparare a domare durante gli anni di scuola, divenendo il capostipite del genere “western” che tanto successo avrebbe avuto tra generazioni di lettori e spettatori di cinema e televisione.

bll0587432136 00831L’ideale avventuroso non permise comunque all’ormai affermato scrittore di genere di proseguire una vita più tranquilla. Mosso da irrefrenabile voglia di avventura, Siringo accettò di lavorare per la Pinkerton’s National Detective Agency. Divenne in sostanza un cacciatore di taglie e vestì effettivamente gli stessi panni di Wyatt Earp, John Wesley Hardin, Wild Bill Hickok e Pat Garrett, eroi glorificati dall’epopea western. Per la celebre agenzia di investigazioni, Charles Siringo cavalcò instancabilmente per ventidue anni, muovendo la propria cavalcatura nelle erbose praterie del Kansas o nelle aride vallate del Nuovo Messico, spostandosi dal selvaggio Alaska alle aree urbanizzate della costa californiana. Ma nonostante fosse il segugio al servizio della legge, il cowboy non rinunciò mai totalmente al proprio spirito indipendente e sostanzialmente anarchico. Si batté apertamente per la causa anarchica nell’Haymarket trial e partecipò in prima persona agli scioperi dei minatori dell’ Coeur d’Alene. Ma la vicinanza alla causa dei minatori non lo fermò dall’inseguire e catturare Big Bill Haywood, segretario della Federazione occidentale dei minatori, macchiatosi dell’omicidio (si trattò di un vero e proprio attentato alla dinamite) del governatore dell’Idaho Frank Steunenburg. Apprezzato per il suo equilibrio (raramente usò le armi per catturare i ricercati) Siringo trovò nel 1893 una nuova occasione sentimentale per lui e la sua piccola figlia di cinque anni e si unì in matrimonio con Lillie Thomas, una donna di Denver. Fu soltanto un’illusione. Dopo tre soli anni la coppia divorziò e l’italoamericano tentò altri due matrimoni senza poter trovare la propria tranquillità.

Nel 1907, dopo una vita  professionale carica di onori, Siringo accettò di ritirarsi a vita privata e pensò di dare finalmente seguito al suo primo romanzo lavorando sulla stesura di un libro dedicato alla sua vita nell’ agenzia investigativa. Nel 1912 diede alle stampe “ A Cowboy Detective”, un libro intriso di resoconti imbarazzanti per l’agenzia investigativa (dalle partecipazioni a oscure congiure ai lavori sporchi compiuti nel nome di una supposta legge). Avversato aspramente dai suoi datori di lavoro, il libro venne fatto sparire dalla circolazione editoriale, sottraendo un sicuro successo all’avventuroso cowboy siciliano. Siringo non si arrese allo strapotere della lobby e nel 1915 pubblicò in forma anonima ”Two Evil Isms, Pinkertonism and Anarchism” , inserendovi tutte le parti soppresse dal secondo volume perché giudicate lesive della reputazione della Pinkerton. Ricercato per reati di diffamazione, Siringo si trovò a vivere in prima persona la vita di braccato.

a1rbohwwzrl. uf1000,1000 ql80 Stabilitosi a Santa Fe dovette infatti fare appello all’amico e governatore del Nuovo Messico William C. Mc Donald per evitare l’estradizione e il carcere a Chicago. Stancatosi della apparente vita sedentaria, Siringo accettò negli stessi anni di riprendere la vita avventurosa e venne assunto nei New Mexico Ranger. Parallelamente pubblicò anche “A Lone Star Cowboy” (1919) e una piccola raccolta di ballate dal titolo “The Song Companion of a Lone Star Cowboy”. Grande successo riscosse il suo libro “History of Billy the Kid”, pubblicato nel 1920, e altrettanto fece la raccolta dei suoi migliori racconti riunita nel titolo “Riata and Spurs”, che chiamò di nuovo in causa la censura della Pinkerton.

Divenuta vera e propria stella del campo editoriale, Charles Angelo Siringo stava per pubblicare un ulteriore volume dal titolo “Bad Men of the West”, quando la morte fermò la sua instancabile energia. Era il 1928. Dopo aver vissuto anche a Rosswell, Charles Siringo si era trasferito a Hollywood, per terminare la sua vita in una città che da lì a qualche anno ne avrebbe glorificato la figura romantica.

Aveva toccato tutte le tappe di un’epopea fantastica e regalato alla letteratura popolare il grande sogno della Frontiera.