Addio mordi e fuggi, è l’ora del viaggio lento e consapevole

C’è un cambiamento silenzioso ma profondo che attraversa il mondo del turismo. Dopo anni di “mordi e fuggi”, selfie compulsivi e località sovraffollate, sempre più viaggiatori stanno riscoprendo il piacere del tempo. Il “turismo lento” – fatto di borghi dimenticati, sentieri a piedi, soste nei mercati e chiacchiere con la gente del posto – è la risposta a un mondo che corre troppo in fretta.
Non è solo una moda. La pandemia ha lasciato un’eredità psicologica importante: il bisogno di esperienze autentiche, di contatto con la natura, di disconnessione dal rumore digitale. In questo contesto, mete una volta considerate “minori” stanno vivendo una rinascita. Paesi come il Portogallo, la Slovenia, la Colombia rurale o il sud dell’Italia attraggono ora viaggiatori stanchi delle città-cartolina e delle esperienze tutte uguali.
Ma il turismo lento non è solo un modo diverso di viaggiare: è anche un atto politico e ambientale. Riduce l’impatto ecologico, valorizza le economie locali e rispetta le identità culturali. Un viaggiatore che sceglie una piccola trattoria anziché una catena, un treno regionale anziché un volo low cost, contribuisce in modo concreto a un’economia più sostenibile.
Naturalmente, il rischio è che anche questo modello venga fagocitato dal marketing. Già si vedono agenzie che “vendono lentezza” a caro prezzo, trasformandola in lusso per pochi. Ma lo spirito originario del turismo lento è un altro: recuperare il senso del cammino, la curiosità autentica, la bellezza del dettaglio.
Come scriveva Tiziano Terzani: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Forse è proprio questo lo spirito che dovremmo riportare in valigia.

La promozione degli investimenti e dei talenti per lo sviluppo della Calabria all’estero e il turismo delle radici saranno al centro del convegno “Destinazione Calabria”, che si terrà la mattina del 23 giugno a Cosenza in occasione la 34ª edizione della Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE).

“Un nuovo percorso escursionistico d’eccezione arricchisce l’offerta turistica del Veneto”: il Cammino delle Dolomiti, un anello di 500 chilomretri suddiviso in 30 tappe, che attraversa alcuni dei paesaggi più affascinanti delle Dolomiti Bellunesi, Patrimonio Mondiale Unesco. “Un viaggio immersivo tra natura incontaminata, borghi autentici e siti di grande rilevanza storica, culturale e spirituale”, lo descrive l’assessore al Turismo del Veneto, Federico Caner, annunciando il riconoscimento di un nuovo cammino che arricchisce la rete dei cammini veneti e si snoda attraverso sentieri e strade secondarie, “offrendo ai viaggiatori un’opportunità straordinaria per scoprire il patrimonio naturalistico e storico della regione“.