Tensione al limite tra Stati Uniti e Venezuela: escalation militare, sanzioni e rottura su voli di rimpatrio

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60268cf3 51d1 4c64 ad5a 732a4aef1f87 696x464La crisi tra Stati Uniti e Venezuela è esplosa in un nuovo stabilescimento diplomatico e militare con una serie di sviluppi che segnano un possibile punto di svolta nelle relazioni nel continente americano.

Gli Stati Uniti hanno intensificato la loro campagna contro il governo di Nicolás Maduro con un aumento senza precedenti della presenza militare nei Caraibi e nuove sanzioni economiche. Le forze USA hanno stretto la loro pressione dopo il recente sequestro di una petroliera venezuelana nel Mar dei Caraibi — considerata da Washington parte di una flotta ombra usata per aggirare sanzioni — segnando una delle azioni più forti contro Caracas negli ultimi anni.

In una nuova frattura diplomatica, il governo venezuelano ha annunciato che un volo di rimpatrio dei migranti verso Caracas previsto per il 12 dicembre è stato sospeso unilateralmente dagli Stati Uniti, definendo la decisione contraddittoria rispetto agli accordi precedenti. Washington, però, ha negato la sospensione, affermando che i rimpatri proseguiranno in altre date.

In un momento di forte scrutinio pubblico e politico per le azioni militari nel Golfo dei Caraibi, l’ammiraglio Alvin Holsey, comandante delle forze statunitensi in America Latina, ha lasciato il suo incarico prima del previsto. La transizione avviene mentre crescono le critiche bipartisan negli Stati Uniti per le operazioni marittime e il focus strategico nel continente.

La leadership delle forze USA in America Latina è stata ulteriormente messa sotto pressione a causa della campagna di attacchi a imbarcazioni sospettate di narcotraffico, che ha provocato decine di vittime e attirato forti critiche legali e internazionali. La transizione di comando avviene proprio in questo contesto di contestazione sulle regole d’ingaggio e legittimità delle operazioni.

Parallelamente ai cambi di comando e alle sanzioni, gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza aerea e navale nei Caraibi, con dispiegamenti che includono jet avanzati e mezzi elettronici di guerra, parte di un più ampio schema di pressione regionale contro Caracas.

foto PDQ Magazine