Terremoto in Venezuela: tra le vittime anche un cittadino italo-venezuelano, I dispersi sono 40.000

Le speranze che il devastante terremoto che ha colpito il #Venezuela non avesse coinvolto cittadini italiani sono purtroppo svanite. La Farnesina ha confermato la morte di un cittadino italo-venezuelano, rimasto vittima del crollo di un edificio nello Stato di La Guaira, una delle aree più duramente colpite dal doppio sisma che ha devastato il Paese.

L’uomo, nato a Caracas nel 1970 e con familiari residenti in Italia, è deceduto sotto le macerie del palazzo in cui si trovava al momento delle due violentissime scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che in appena 39 secondi hanno messo in ginocchio vaste zone del Venezuela.
La conferma del decesso è arrivata dal Ministero degli Esteri, mentre l’Unità di Crisi della Farnesina continua a lavorare in stretto contatto con l’Ambasciata d’Italia a Caracas per verificare la situazione dei connazionali presenti nel Paese. Restano infatti numerose le segnalazioni di persone che non rispondono all’appello, anche se non tutte riguardano casi riconducibili direttamente al terremoto.
Intanto il bilancio della tragedia continua a peggiorare con il passare delle ore. Le autorità parlano di centinaia di vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di persone ancora disperse o irreperibili. A La Guaira, dove si concentra gran parte della devastazione, i soccorritori scavano senza sosta tra le macerie nel tentativo di salvare chi è rimasto intrappolato.
Il Venezuela ospita una delle più numerose comunità di origine italiana dell’America Latina. Per questo motivo la Farnesina mantiene attivo un monitoraggio costante della situazione, invitando i connazionali presenti nel Paese a mettersi in contatto con le sedi consolari e a seguire le indicazioni delle autorità locali.
La morte del cittadino italo-venezuelano rappresenta il primo lutto che coinvolge direttamente la comunità italiana in questa immane tragedia e conferma quanto pesante sia il prezzo pagato da un Paese già duramente provato da anni di crisi economica e sociale. Mentre le ricerche proseguono, cresce anche la mobilitazione internazionale per portare aiuti alle popolazioni colpite.