Toronto. Una nuova opera di Joseph Maviglia

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Poeta performativo, cantautore e interprete residente a Toronto

Prefazione

Quest’opera è stata concepita durante la pandemia di Covid-19, a partire dal 2020. Mentre scrittori, scienziati, politici, giornalisti e persino filosofi contemporanei cercavano di comprendere la paura e l’ansia generate da questo spaventoso fenomeno globale, ho pensato che la letteratura, nel corso della sua storia, ci avesse già offerto spunti preziosi sulle pestilenze e sui virus attraverso la narrativa horror.

Mi è venuto subito in mente Edgar Allan Poe con La maschera della Morte Rossa. Più recentemente, anche Stephen King, attraverso le sue opere psicologiche, pur senza occuparsi direttamente di virus, è riuscito a colpire nel segno raccontando ciò che ci disorienta e ci terrorizza quando la Natura si scontra con il Soprannaturale.

Ho quindi scelto di dare al virus le sembianze di un personaggio: un adolescente punk che vuole affermare la propria indipendenza, seminando scompiglio e scatenando il caos. Un’entità sfuggente, allora come oggi, i cui effetti sono difficili da determinare. Soprattutto nelle prime fasi, era impossibile prevedere fino a che punto potesse arrivare la sua forza distruttiva.

Per questo il testo ha sviluppato un rapporto stretto con la forma e la trasformazione. Proprio come il virus mutava, dando origine a varianti e modificazioni, anche la narrazione ha cominciato a cambiare struttura: dalla prosa ai quadri teatrali, dai dialoghi drammatici alla poesia. Il testo ha continuato a crescere e a trasformarsi, diventando una metafora fondamentale della natura mutevole del virus.

E, alla fine, rimane una domanda: riusciremo mai a comprendere e a risolvere definitivamente il mistero della natura di questo virus?

Le illustrazioni che accompagnano il testo fondono l’estetica gotica — con richiami alle rappresentazioni ottocentesche di Francisco Goya — con le immagini più contemporanee e popolari del genere horror. Un incontro tra passato e presente, tra tradizione e modernità.

Verso la conclusione della storia si può riconoscere anche un sottile riferimento stilistico a Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello.

Buona lettura!