Guatemala, turismo da record: il Paese sfida Costa Rica e Repubblica Dominicana

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Per anni il Guatemala è rimasto nell’ombra delle grandi destinazioni turistiche dell’America Centrale. Oggi, però, qualcosa sta cambiando.

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Secondo i dati ufficiali, nel 2025 il Paese ha accolto oltre 3,3 milioni di visitatori internazionali, il numero più alto mai registrato nella sua storia. Un risultato che conferma il Guatemala come una delle destinazioni emergenti più dinamiche della regione.

A fare la differenza sono soprattutto tre fattori: prezzi ancora competitivi, patrimonio culturale unico e paesaggi naturali spettacolari. Le antiche città maya, il lago Atitlán, i vulcani attivi e la città coloniale di Antigua attirano ogni anno un numero crescente di turisti provenienti da Stati Uniti, Canada ed Europa.

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La crescita interessa anche il settore immobiliare. In diverse aree turistiche si registra un aumento degli investimenti stranieri, compresi quelli di pensionati europei e nordamericani alla ricerca di un costo della vita più contenuto rispetto a Costa Rica e Panama.

Per gli italiani residenti nei Caraibi la notizia è particolarmente interessante. Molti imprenditori che operano nel turismo in Repubblica Dominicana osservano con attenzione l’evoluzione del mercato guatemalteco, considerato uno dei concorrenti emergenti nel segmento del turismo culturale e naturalistico.

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Il Guatemala, infatti, non punta sulle spiagge all-inclusive che hanno reso famosa la Repubblica Dominicana. Punta invece sulla storia, sull’archeologia, sull’ecoturismo e sulle esperienze autentiche. Due modelli diversi che potrebbero convivere, ma che sempre più spesso si contendono la stessa clientela internazionale.

Resta aperta la sfida della sicurezza. Il governo continua a rafforzare i controlli in diverse aree del Paese e le autorità invitano visitatori e residenti alla prudenza durante gli spostamenti.

Una cosa però appare chiara: il Guatemala non è più una destinazione di nicchia. E nel turismo centroamericano il suo nome compare sempre più spesso accanto a quelli di Costa Rica, Panama e Repubblica Dominicana.




Caraibi, vacanze senza sargassi: ecco le spiagge dove il mare resta cristallino

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Per molti turisti il Mar dei Caraibi è sinonimo di acque turchesi e spiagge da cartolina. Negli ultimi anni, però, l’arrivo massiccio dei sargassi – alghe brune trasportate dalle correnti oceaniche – ha compromesso l’aspetto di numerose località balneari, soprattutto durante la stagione estiva.

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Nonostante il fenomeno interessi vaste aree dei Caraibi, esistono ancora destinazioni che riescono a mantenere le proprie spiagge quasi completamente libere dalle alghe grazie alla posizione geografica, alle correnti marine favorevoli o a efficaci interventi di pulizia.

Tra le località più apprezzate figurano diverse spiagge della costa orientale e meridionale dei Caraibi, dove l’accumulo di sargasso è generalmente più contenuto. Anche alcune baie protette e insenature naturali offrono condizioni migliori rispetto alle lunghe spiagge esposte direttamente all’Oceano Atlantico.

Gli esperti del settore turistico consigliano ai viaggiatori di informarsi prima della partenza, poiché la presenza di sargassi può variare notevolmente da una settimana all’altra in funzione dei venti e delle correnti. In molte destinazioni vengono inoltre pubblicati aggiornamenti periodici sullo stato delle spiagge.

Per chi sogna una vacanza all’insegna del mare cristallino, la soluzione migliore resta quella di scegliere località meno esposte al fenomeno oppure periodi dell’anno in cui l’arrivo delle alghe è statisticamente meno frequente.

Il fenomeno dei sargassi rappresenta oggi una delle principali sfide ambientali e turistiche dei Caraibi. Tuttavia, grazie al monitoraggio costante e agli interventi di gestione delle coste, molte destinazioni continuano a offrire scenari spettacolari e condizioni ideali per il turismo balneare.




Panama. Viejo Chitré, la città fantasma che riappare dalle acque

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In Centro America esistono luoghi che sembrano usciti da un romanzo d’avventura.

Uno di questi è il villaggio sommerso di Viejo Chitré, in Panama. Per gran parte dell’anno giace nascosto sotto le acque di un bacino artificiale, ma durante i periodi di forte siccità alcune delle sue strutture riemergono, regalando uno spettacolo affascinante e surreale.

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Le case, le strade e perfino parti della vecchia chiesa appaiono come fantasmi del passato. Molti visitatori restano sorpresi nel vedere affiorare dalle acque i resti di una comunità che un tempo era viva e popolata.

La storia è legata alla costruzione di opere idrauliche che, decenni fa, portarono all’allagamento di alcune aree abitate. Gli abitanti furono trasferiti altrove e il vecchio centro abitato scomparve lentamente sotto l’acqua.

Quando il livello del lago si abbassa, però, il passato torna a farsi vedere.

Fenomeni simili si verificano anche in altri Paesi dell’America Latina, ma quello panamense è tra i più suggestivi. Per molti abitanti della zona rappresenta un ricordo delle proprie radici; per i turisti è invece un’attrazione insolita che permette di camminare tra edifici che normalmente restano sommersi.

È uno di quei luoghi che ricordano come la natura e l’opera dell’uomo possano trasformare completamente un territorio, lasciando però tracce che il tempo non riesce a cancellare.

E così, ogni volta che le acque si ritirano, la città fantasma torna a raccontare la sua storia.




Messico. Stop al turismo di massa: Mahahual sceglie la strada dell’ecoturismo

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Mentre molte destinazioni turistiche del mondo continuano a inseguire il modello dei grandi resort e dei mega progetti immobiliari, il Messico sembra voler percorrere una strada diversa.

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Il governo federale ha annunciato un piano speciale per proteggere Mahahual, piccolo centro turistico dello Stato di Quintana Roo affacciato sul Mar dei Caraibi, orientandone lo sviluppo verso un modello di ecoturismo e sostenibilità ambientale. La decisione è arrivata dopo una serie di incontri con la comunità locale e prevede nuove misure per limitare gli effetti del cosiddetto “turismo di massa”.

Mahahual è una località ancora relativamente piccola, con poco più di 2.600 abitanti, situata lungo la costa caraibica messicana, non lontano dal confine con il Belize. La zona è particolarmente importante dal punto di vista ambientale perché ospita parte del Sistema Arrecifale Mesoamericano, la seconda barriera corallina più grande del pianeta dopo quella australiana.

Il nuovo orientamento del governo messicano arriva dopo la cancellazione di un grande progetto turistico promosso dalla compagnia crocieristica Royal Caribbean. Le autorità ambientali hanno ritenuto che l’iniziativa potesse avere conseguenze negative sugli ecosistemi marini e sulle barriere coralline della zona.

L’obiettivo dichiarato è quello di favorire un turismo che generi occupazione e reddito per le comunità locali senza compromettere il patrimonio naturale che rappresenta la principale ricchezza della regione. Il governo dello Stato di Quintana Roo ha comunque annunciato investimenti per quasi due miliardi di pesos destinati a infrastrutture, servizi e miglioramento della qualità della vita degli abitanti.

La scelta messicana riapre un dibattito che riguarda molte destinazioni dei Caraibi e dell’America Latina: è possibile continuare a crescere dal punto di vista turistico senza distruggere le risorse naturali che attirano i visitatori?

La risposta non è semplice. Da un lato il turismo rappresenta una fonte fondamentale di occupazione e sviluppo economico. Dall’altro, la pressione eccessiva su spiagge, mangrovie, barriere coralline e risorse idriche può compromettere irreversibilmente l’ambiente.

Negli ultimi anni il concetto di turismo sostenibile ha acquisito sempre maggiore importanza a livello internazionale. L’idea è quella di promuovere uno sviluppo che generi benefici economici per le comunità locali preservando al tempo stesso ecosistemi, tradizioni culturali e qualità della vita dei residenti.

Per i Paesi caraibici, Repubblica Dominicana compresa, l’esperienza di Mahahual potrebbe rappresentare un interessante laboratorio. La sfida del futuro non sarà soltanto attirare più turisti, ma riuscire a farlo senza compromettere ciò che rende uniche queste destinazioni.

Perché le spiagge, le barriere coralline e i paesaggi naturali non sono soltanto un’attrazione turistica. Sono un patrimonio che appartiene alle generazioni future.




Guatemala punta sul turismo sostenibile: vulcani, cultura maya e natura per rilanciare il 2026

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Il Guatemala vuole diventare una delle grandi sorprese turistiche del Centro America nel 2026. Il governo del presidente Bernardo Arévalo ha presentato un nuovo piano decennale per trasformare il Paese in una destinazione più moderna, sostenibile e competitiva a livello internazionale, puntando su ecoturismo, cultura maya e comunità locali.

Tra i luoghi simbolo della nuova strategia ci sono le rovine maya di Tikal, i vulcani di Antigua Guatemala, il lago di Lago Atitlán e le foreste tropicali della riserva della biosfera maya. L’obiettivo è attirare viaggiatori interessati non solo alle spiagge, ma anche all’avventura, alla spiritualità e alle esperienze autentiche con le popolazioni indigene.

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Secondo l’Istituto Guatemalteco del Turismo, nel 2025 il Paese ha superato i 3,3 milioni di visitatori stranieri, il dato più alto della sua storia. Ora il Guatemala vuole crescere ancora, ma evitando il turismo di massa che ha trasformato altre destinazioni della regione.

Uno dei punti centrali del progetto sarà il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Il nuovo “Masterplan Turismo Sostenibile 2026-2036” prevede infatti investimenti nei piccoli centri, nei cosiddetti “Pueblos Pintorescos”, e nella promozione delle tradizioni maya, dell’artigianato e della gastronomia tipica.

Per molti viaggiatori europei e latinoamericani il Guatemala rappresenta oggi una delle mete più affascinanti del Centro America: meno costosa della Costa Rica, più autentica e ancora relativamente poco esplorata dal turismo internazionale.




ITA Airways lancia il volo diretto Roma–Santo Domingo

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Per la prima volta, la compagnia di bandiera italiana apre una rotta diretta verso la Repubblica Dominicana, rafforzando la sua presenza nelle Americhe e puntando su una destinazione sempre più amata dagli italiani e strategica per chi vive nei Caraibi.

Un segnale chiaro: il traffico tra Italia e area caraibica cresce, e ora arriva una risposta concreta.

  • Dal 30 novembre 2026: un volo a settimana (lunedì)
  • Dal 14 dicembre 2026 a fine marzo 2027: si raddoppia (lunedì e domenica)

Una programmazione pensata per la stagione turistica più forte.

La rotta sarà operata con moderni Airbus A330neo, con tre classi di viaggio:

  • Business
  • Premium Economy
  • Economy

Un’offerta che punta sia ai turisti sia a chi viaggia per lavoro o per ricongiungersi con la famiglia.

Non è solo turismo. Questo collegamento diretto rappresenta un vero ponte tra due comunità: da una parte gli italiani che scelgono i Caraibi, dall’altra chi vive in Repubblica Dominicana e mantiene un legame forte con l’Italia.

Meno ore, meno stress, più connessioni: il Roma–Santo Domingo si candida a diventare una delle rotte più richieste dell’inverno.




Guatemala, il cuore nascosto dell’America Centrale tra vulcani, Maya e laghi incantati

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Un viaggio qui è un’immersione totale tra natura selvaggia, cultura millenaria e tradizioni ancora vive. Un Paese che non si limita a mostrarsi: si lascia scoprire lentamente.

La magia della civiltà Maya

Il Guatemala è una delle culle della civiltà Maya, e il suo simbolo più potente è senza dubbio il sito archeologico di Tikal, immerso nella giungla.

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Qui, tra templi che emergono dalla foresta e suoni della natura, si percepisce ancora oggi la grandezza di una civiltà antichissima. Tikal era una delle città più importanti del mondo maya, con una popolazione che poteva raggiungere decine di migliaia di abitanti .

Visitare questo luogo non è solo turismo: è un viaggio nella storia.

Il lago più bello del Centro America

Tra i luoghi più spettacolari del Paese c’è il Lago Atitlán, spesso considerato uno dei più belli al mondo.

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Circondato da vulcani e piccoli villaggi indigeni, il lago è un luogo dove il tempo sembra rallentare. Qui si può:

  • spostarsi in barca tra i villaggi
  • scoprire mercati tradizionali
  • entrare in contatto diretto con la cultura locale

È il cuore più autentico del Guatemala.

Antigua, un salto nel passato

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Se invece si cerca un’atmosfera più urbana ma ricca di fascino, Antigua è una tappa obbligata.

Città coloniale dichiarata patrimonio UNESCO, conserva strade acciottolate, chiese storiche e un’atmosfera che riporta indietro nel tempo . Sullo sfondo, i vulcani ricordano che la natura qui è sempre protagonista.

Natura estrema e avventura

Il Guatemala è anche una destinazione perfetta per chi ama l’avventura:

  • trekking sui vulcani attivi come il Pacaya
  • escursioni nella giungla
  • bagni nelle piscine naturali di Semuc Champey

Il Paese offre una varietà incredibile di paesaggi, dai laghi vulcanici alle foreste tropicali .

Un turismo ancora autentico

A differenza di altre destinazioni più affollate, il Guatemala conserva un turismo meno massificato. Questo significa:

  • prezzi più accessibili
  • maggiore contatto con la popolazione locale
  • esperienze più genuine

Certo, richiede un minimo di spirito di adattamento. Ma è proprio questo il suo fascino.

Un viaggio che resta dentro

Il Guatemala non è una meta “facile”. Ma è una meta vera.

È il profumo del caffè appena tostato, i colori dei tessuti maya, il silenzio della giungla all’alba.

È un viaggio che non si limita a riempire gli occhi.

Resta dentro.




Il lungo inverno canadese: tra gelo estremo e meraviglia senza fine

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Lungo, intenso, a volte implacabile, può durare anche sei mesi, trasformando città e paesaggi in scenari dominati da neve, ghiaccio e temperature che scendono ben sotto lo zero. Eppure, proprio in questa apparente durezza, il Canada rivela uno dei suoi volti più affascinanti.

Da Montreal a Toronto, fino alle regioni più settentrionali, l’inverno condiziona ogni aspetto della vita. Le temperature possono scendere fino a -20, -30 gradi, con punte ancora più basse nelle zone interne.

Eppure, tutto continua a funzionare.

Le città si adattano: metropolitane sotterranee, passaggi coperti, sistemi di riscaldamento efficienti. Le persone imparano a convivere con il freddo, trasformandolo in una routine quotidiana.

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Per il turismo, il lungo inverno canadese è una risorsa straordinaria.

Tra le esperienze più suggestive:

  • Slitte trainate da cani nelle foreste innevate
  • Sci e snowboard nelle Montagne Rocciose
  • Pattinaggio su laghi ghiacciati
  • Escursioni sotto l’aurora boreale nello Yukon

Il Canada in inverno non si visita: si vive.

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Alcuni luoghi diventano ancora più spettacolari con il freddo:

  • Le Cascate del Niagara, parzialmente ghiacciate, sembrano scolpite nel cristallo
  • Il centro storico di Quebec City si trasforma in una cartolina natalizia
  • Il Rideau Canal diventa la pista di pattinaggio naturale più lunga del mondo
  • Il Lake Louise si ghiaccia, circondato da montagne innevate

Il lungo inverno canadese non è una vacanza facile. Richiede adattamento, preparazione, rispetto per la natura.

Ma offre qualcosa che pochi luoghi al mondo possono dare: il silenzio della neve, la vastità dei paesaggi, la sensazione di essere immersi in una natura autentica e potente.

In un’epoca in cui tutto sembra accessibile e immediato, il Canada in inverno resta un’esperienza vera. E forse proprio per questo, indimenticabile.




Centro America, cambia la mappa del turismo: El Salvador sorprende e cresce più di tutti

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eqjgeyfd4vgvjhw2py465orfp4 400x267Il turismo in Centro America sta vivendo una fase di profonda trasformazione, e a sorprendere più di tutti è un Paese che fino a pochi anni fa restava ai margini dei grandi flussi internazionali: El Salvador.

Secondo i dati più recenti, il piccolo Stato centroamericano ha registrato nel 2025 oltre 4 milioni di visitatori internazionali, segnando uno dei tassi di crescita più alti della regione. Un risultato che cambia gli equilibri turistici e attira sempre più attenzione anche da parte degli operatori internazionali.

La crescita di El Salvador non è casuale. Negli ultimi anni il Paese ha puntato su alcuni elementi chiave un netto miglioramento della sicurezza, investimenti nelle infrastrutture, la promozione di progetti turistici mirati, come Surf City, oggi tra le destinazioni più apprezzate dagli amanti del surf.

Questo ha contribuito a cambiare radicalmente la percezione del Paese, rendendolo più accessibile e attraente.

Non tutta l’area si muove allo stesso ritmo. Accanto al boom di El Salvador: Guatemala continua a crescere grazie al fascino culturale e ai siti archeologici, Panama mantiene numeri solidi, sostenuto anche dal turismo d’affari, Costa Rica, invece, mostra segnali di rallentamento, complice l’aumento dei costi e una concorrenza sempre più forte

Nel complesso, il Centro America ha superato i 30 milioni di visitatori annui, confermando una ripresa robusta del settore.

Una delle tendenze più evidenti è l’aumento del turismo regionale: sempre più viaggiatori scelgono mete vicine, esperienze autentiche e destinazioni meno affollate.

In questo contesto, il Centro America offre un mix unico: natura incontaminata, spiagge e vulcani, città coloniali e siti storici, costi spesso più accessibili rispetto ad altre mete caraibiche.

Per gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana e nei Caraibi, questa evoluzione apre nuove possibilità: viaggi brevi, relativamente economici e ricchi di esperienze diverse.

El Salvador, in particolare, potrebbe diventare una delle mete più interessanti nei prossimi anni, anche per chi cerca alternative meno inflazionate rispetto ai circuiti turistici tradizionali.

Il dato più significativo è proprio questo: il turismo in Centro America sta cambiando volto. Non è più dominato solo dalle destinazioni storiche, ma vede emergere nuovi protagonisti.

E oggi, tra questi, El Salvador è senza dubbio il nome da tenere d’occhio.




Brasile. Antônio Prado celebra le sue radici italiane con il Vino in Piazza e rafforza i legami storici con l’Italia

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0Festa in piazza e nuova identità visiva traducono la tradizione e rafforzano l’identità culturale

Nel sud del Brasile, dove migliaia di famiglie italiane trovarono una nuova casa alla fine del XIX secolo, la città di Antônio Prado mantiene vivo il legame con la terra d’origine. Riconosciuta come la città più italiana del Paese e certificata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come uno dei Migliori Villaggi Turistici del Mondo, il comune, insieme all’Associazione di Enoturismo e Vitivinicoltura delle Valli (Assenoviti), ha promosso un’altra edizione del Vino in Piazza, nella storica Piazza Garibaldi, uno spazio che evoca la memoria e l’identità degli immigrati.

Svoltosi in uno dei complessi architettonici meglio conservati di case costruite dai primi italiani in Brasile, l’evento ha trasformato il centro storico in un vero incontro tra passato e presente. Oltre seimila persone hanno degustato vini e spumanti di 12 cantine della regione e assaporato piatti tipici e prodotti artigianali che riflettono la tradizione gastronomica ereditata dall’Italia. Il programma ha incluso musica tipica italiana e interventi culturali che rafforzano il senso di appartenenza e mantengono viva questa eredità.

vino in piazza julia valmorbidaSecondo il sindaco Roberto Dalle Molle, il Vino in Piazza celebra le radici e movimenta l’economia della città. “Ogni calice di vino, ogni piatto servito e ogni prodotto artigianale raccontano la storia di dedizione delle nostre famiglie. Eventi come questo dinamizzano il turismo e rafforzano Antônio Prado come destinazione di riferimento internazionale”, ha sottolineato.

ciclistas venezianos carlos henrique cardosoCon l’obiettivo di tradurre in modo sensoriale e contemporaneo l’italianità, l’ospitalità e la ricchezza culturale, il comune ha compiuto un nuovo passo nel rafforzamento del turismo lanciando il suo nuovo marchio turistico, sviluppato in collaborazione con il Sebrae. Il marchio fa parte di una strategia più ampia di valorizzazione dell’identità, che connette tradizione e innovazione.

Il marchio riunisce elementi che dialogano con l’essenza di Antônio Prado. La sua struttura richiama la forma di una casa, simbolo dell’accoglienza e dell’architettura tipica, mentre l’icona principale fa riferimento al primo edificio tutelato del comune, rafforzando l’impegno nella preservazione del patrimonio storico.

centro histórico de antônio prado rodrigo lermenLa composizione visiva combina colori ispirati alla gastronomia, come il giallo della polenta e il bordeaux del vino, collegando memoria, natura e stile di vita. Un altro elemento distintivo è la sua applicazione multilingue, con espressioni in portoghese, inglese e talian, che evidenziano il carattere turistico e multiculturale della città. “Il nuovo marchio rappresenta un momento di crescita e proiezione. Siamo pronti ad accogliere persone dal Brasile e dal mondo interessate a conoscere le ricchezze della cultura italo-brasiliana nella città più italiana del Paese”, ha aggiunto Dalle Molle.

lançamento selo antônio prado edivan rosaInoltre, una delegazione di nove ciclisti di Schiavon, nella regione del Veneto, ha partecipato a una prova di cicloturismo che unisce sport, cultura e integrazione internazionale. L’attività ha previsto un percorso di 36 chilometri tra punti strategici dell’entroterra, come il Molino Ghinzelli e le cascate della centrale elettrica di Borgo Forte.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Antônio Prado, dall’Agenzia per lo Sviluppo del Patrimonio Culturale e Naturale di Antônio Prado (ADESP), dal Pedal Tri Bike e dal Celeiro De Rossi, ha attraversato anche la località di Linha 21 de Abril, concludendosi nel centro storico.

Turismo in espansione

L’insieme di azioni, eventi e il riconoscimento internazionale si sono riflessi direttamente nel flusso turistico del comune. Nel 2025, Antônio Prado ha registrato un aumento del 147,8% nel numero di visitatori rispetto al 2024.

Sono stati 29,5 mila visitatori nel 2024, contro 73,1 mila nel 2025 – un incremento di 43,6 mila persone, un numero che rappresenta più di tre volte la popolazione del comune. I dati evidenziano la forza del turismo come motore di sviluppo economico, generazione di reddito e valorizzazione culturale.

Gustavo Rech

CREDITI DELLE FOTO:

Vino in Piazza: Julia Valmorbida

Nuovo marchio turistico: Edivan Rosa

Città di Antônio Prado: Rodrigo Lermen Nove ciclisti di Schiavon: Carlos Henrique Cardoso