Autunno nel New England: tra fari, mare e antichi villaggi di pescatori

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sin títuloL’autunno nel New England è un viaggio nella quiete e nei colori. Da settembre a novembre, questa regione del nord-est degli Stati Uniti – che comprende Maine, New Hampshire, Vermont, Massachusetts, Rhode Island e Connecticut – si trasforma in un mosaico di foglie dorate, fari solitari e piccoli borghi affacciati sull’oceano.

Le giornate iniziano fresche, con la nebbia che si alza lenta sull’acqua e i boschi che si accendono di tonalità che vanno dall’arancio al rosso intenso. È il momento ideale per chi ama viaggiare senza fretta, dormire in bed & breakfast storici e scoprire l’America più autentica, quella lontana dai grattacieli.

Luoghi da non perdere

  • Maine: i fari di Portland Head Light e Bass Harbor sono simboli iconici dell’Atlantico del Nord. Da qui partono anche gite in barca per osservare le balene o semplicemente per godere la vista dei porti di legno e delle barche dei pescatori.

  • Vermont: colline e villaggi come Stowe o Woodstock offrono alcuni dei panorami autunnali più fotografati del mondo, con ponti coperti e mercatini di prodotti artigianali.

  • Massachusetts: Cape Ann e Rockport uniscono l’atmosfera marittima ai paesaggi da cartolina, perfetti per una gita di fine settimana da Boston.

Viaggiatori italiani e consigli pratici

Molti italiani che vivono in Nord America scelgono proprio il New England per un weekend autunnale. Le distanze sono brevi e le strade panoramiche – come la Kancamagus Highway nel New Hampshire – regalano viste spettacolari.
Il clima è variabile: al mattino può esserci brina, mentre a mezzogiorno le temperature risalgono oltre i 15 gradi. Portare quindi vestiti a strati, scarpe comode e, se possibile, una macchina fotografica: ogni curva merita una sosta.




Weekend tra colori e suggestioni: Vermont o Québec?

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Con l’arrivo dell’autunno, Stati Uniti e Canada offrono scenari da cartolina che invitano a staccare dalla routine e vivere un fine settimana immersi nella natura e nella cultura. Due mete, diverse ma complementari, spiccano in questa stagione: il Vermont, con i suoi boschi infiammati dai colori del foliage, e la città di Québec, custode della tradizione francofona in Nord America.

d5a1547c a7d5 4d80 b768 63b3b532d74cVermont: il regno del foliage

Il Vermont, piccolo stato incastonato tra il New Hampshire e lo Stato di New York, diventa in ottobre un caleidoscopio naturale. Le foreste di aceri si tingono di rosso vivo, arancio e giallo, regalando paesaggi che sembrano dipinti.
La Route 100 è l’arteria panoramica per eccellenza: attraversa villaggi pittoreschi, mercatini di prodotti tipici e fattorie che aprono le porte ai visitatori per far assaggiare sidro di mele e il celebre sciroppo d’acero. Per chi cerca un weekend romantico o semplicemente un rifugio di pace, il Vermont è una scelta ideale, lontana dal caos urbano ma facilmente raggiungibile dalle grandi città della costa est.

d13d15f8 d417 49c5 b4ee e47693bd43f9Québec: storia e natura nel cuore del Canada

Più a nord, la città di Québec offre un fine settimana che unisce storia e paesaggi naturali. Le mura della Vieux-Québec, patrimonio UNESCO, raccontano la lunga eredità francese, mentre il maestoso Château Frontenac domina dall’alto il fiume San Lorenzo. Passeggiare tra le stradine acciottolate è come tornare indietro nel tempo, tra bistrot e negozi che ricordano l’atmosfera europea.
A pochi chilometri dal centro, la natura riprende il suo posto: le cascate di Montmorency, più alte di quelle del Niagara, e i sentieri dei parchi circostanti regalano viste mozzafiato. In autunno, i colori degli alberi rendono questi panorami ancora più intensi, creando un connubio perfetto tra città e natura.

Due esperienze, una sola stagione

Che si scelga il foliage del Vermont o il fascino francofono del Québec, ottobre è il momento ideale per partire. Sono mete perfette per un fine settimana breve ma intenso, capaci di coniugare relax, bellezza e scoperta culturale.
Per gli italiani che vivono o viaggiano in Nord America, è un’occasione per riscoprire quanto l’autunno sappia essere spettacolare e indimenticabile, al di là delle classiche mete turistiche caraibiche.

Consigli pratici di viaggio

Come arrivare

Vermont: l’aeroporto più comodo è Burlington International Airport (BTV), collegato con voli interni da New York e Boston. In alternativa, si può noleggiare un’auto e percorrere in 3-4 ore la tratta Boston–Burlington, ideale per chi vuole vivere la strada panoramica già dal viaggio.

Québec City: servita dal Jean Lesage International Airport (YQB), raggiungibile con voli da Montréal, Toronto e principali hub nordamericani. Da Montréal il tragitto in auto è di circa 3 ore.

Clima e abbigliamento

Vermont: temperature di ottobre comprese tra i 5 e i 15°C, con serate fresche. Indispensabili giacca a vento, scarpe da trekking leggere e abiti a strati.

Québec: leggermente più freddo, con medie tra i 2 e i 12°C. Meglio portare anche cappello e sciarpa leggera: il vento sul fiume San Lorenzo può essere pungente.

Spostamenti

Vermont: l’auto è fondamentale per godere appieno delle strade panoramiche (Route 100, Green Mountains Byway).

Québec: il centro storico si visita a piedi, ma per le escursioni (cascate di Montmorency, Île d’Orléans) conviene noleggiare un’auto o partecipare a tour organizzati.

Cosa assaggiare

Vermont: sciroppo d’acero, sidro di mele, formaggi artigianali.

Québec: poutine (patatine con formaggio fuso e salsa), tourtière (torta di carne) e prodotti a base di acero.

Periodo migliore

Ottobre è il mese d’oro: foliage al massimo splendore in Vermont e colori intensi lungo il San Lorenzo. Novembre porta freddo e prima neve, quindi chi vuole godersi i colori deve muoversi ora.

 

 




Val’Quirico, la piccola Toscana del Messico

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valquiricopuntovertVal’Quirico a primo acchito sembrerebbe essere il tipico borgo toscano, solo che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Siamo infatti in Messico, una terra magnifica, ricca di storia, cultura e tradizione. E custode di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che sorprende e ammalia chiunque decida di visitarlo, donando ricordi ed esperienze uniche che non possono che rimanere impresse nella memoria per tutta la vita.

Nonostante questo, nel proprio viaggio in Messico, tutto ci si aspetterebbe, tranne che trovare la ricostruzione di un borgo dal tipico aspetto italiano e, più precisamente, caratteristico toscano, con stradine e casette costruite in pietra e circondate da mura.

E sì, nonostante possa risultare singolare, in questa regione del Messico sorge un paesino dalle parvenze fiabesche, costruito proprio a immagine e somiglianza di un tipico borgo della Val d’Orcia. Stiamo parlando di Val’Quirico, l’ormai famoso villaggio dello stato messicano di Tlaxcala, nella parte centrale del Paese.

Nello specifico, si tratta di un complesso residenziale, turistico e vacanziero che si trova all’interno dei confini del municipio di Tetlatlahuca, bellissimo e caratteristico centro cittadino che sorge a sole due ore dalla capitale, Città del Messico.

Nel borgo il legame con la Toscana è evidente e palpabile in ogni angolo. Gli stessi costruttori hanno rivelato come l’idea di edificare questo sito turistico sia nata proprio da un viaggio nel Bel Paese.

Per rallegrare e rendere indimenticabile la visita sono stati aperti, al bordo delle viuzze che si insinuano tra le casette in pietra, più di trenta attività commerciali dove fermarsi per curiosare e fare acquisti. Ci sono poi numerosi bar che servono caffè e bevande, oltre a caratteristici ristoranti, gelaterie, hotel e molto altro ancora.

A Val’Quirico, però, non troviamo solo ricostruzioni di mura antiche, finestre e vicoli che ricordano i borghi italiani ma, anche e soprattutto, una cornice naturalistica fantastica, che offre scorci paesaggistici unici e indimenticabili.

Quale miglior modo, allora, di godersi tutto questo facendo passeggiate a piedi o, magari, in sella a una bici o, ancora, andando a cavallo. Giornalmente, infatti, gli organizzatori propongono gite ed escursioni per far conoscere le numerose bellezze del territorio.

La zona è anche rinomata per la sua cultura culinaria, che offre piatti caratteristici e saporiti. Per chi è curioso di scoprire gusti e sapori nuovi, questa può essere davvero l’occasione giusta.

Foto: turistipercaso.it

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Messico. Il vulcano erutta e i turisti italiani aspettano in aeroporto che si calmi

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messico turisti italiani bloccatiVenticinque italiani, tutti parmigiani e appassionati della civiltà Maja, sono rimasti bloccati per due giorni nell’aeroporto di Città del Messico, senza cibo nè informazioni.

Tutto questo a causa di una tempesta unita all’eruzione del vulcano Popocatépeti e a un terremoto a Oaxaca.

Bloccati e senza ricevere nessuna assistenza, quindi.

Domenica pomeriggio, i turisti hanno dovuto fare i conti con un tifone connesso a una tempesta elettromagnetica, un’eruzione del vulcano Popocatépetl e movimenti tellurici nella vicina Oaxaca.

Proprio nella capitale le piogge, arrivate in certe zone a 50 centimetri, hanno paralizzato il traffico e l’aeroporto internazionale da cui i parmigiani stavano per imbarcarsi.

Per togliere l’acqua dalle piste sono stati così sospesi decolli e atterraggi. Dopo un’ora di ritardo i passeggeri sono stati fatti salire a bordo, ma poco dopo sono dovuti scendere e invitati a trascorrere la notte nel terminal. Senza sistemazioni, al freddo e accampati nell’area del Gate 68.

“AeroMéxico, la compagnia con cui volavamo – aggiunge un testimone – ha dichiarato di non poter fornire alcuna assistenza, poiché l’emergenza rientrava tra le cause di “forza maggiore”, escluse dai rimborsi e dai servizi di accoglienza previsti dalla compagnia”.

Dopo un’attesa infinita, la comitiva è ripartita e sbarcata a Fiumicino ieri alle 7 di mattina, ora italiana.




Saona, l’isola dal nome italiano che incanta i Caraibi

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unnamedTra tutte le meraviglie naturali della Repubblica Dominicana, ce n’è una che colpisce non solo per le sue spiagge bianchissime e le acque turchesi, ma anche per il suo nome: Saona. Sembra il nome di una località ligure, o forse di un vino toscano. E in effetti, un’origine italiana c’è davvero.

Ma cominciamo dal principio.

Un’icona caraibica dal fascino europeo

L’isola di Saona si trova al largo della costa sud-orientale della Repubblica Dominicana, all’interno del Parque Nacional del Este (oggi Parque Nacional Cotubanamá), ed è una meta obbligata per chi visita il Paese. La maggior parte dei tour turistici che partono da Bayahibe o da Punta Cana includono una giornata a Saona: nuotate tra le stelle marine, barbecue in riva al mare, palme piegate dal vento e tramonti mozzafiato.

Quello che pochi sanno, però, è che Saona deve il suo nome a un italiano.

Il regalo di Colombo a un amico genovese

Era il 1494. Cristoforo Colombo, durante il suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, scoprì quest’isola e decise di battezzarla “Saona” in onore di Michele da Cuneo, un gentiluomo genovese al suo seguito, originario dell’Isola di Savona, nel Mar Ligure. Fu un piccolo omaggio a casa, a quell’Italia che Colombo portava nel cuore.

Da allora, il nome è rimasto. E così, nel cuore dei Caraibi, a centinaia di chilometri da Genova, esiste ancora oggi un’isola che si chiama come una città ligure.

Saona oggi: bellezza, turismo e conservazione

Oggi l’isola è abitata solo da poche decine di persone, concentrate nel piccolo villaggio di Mano Juan, che vive di pesca e turismo. Non ci sono hotel né grandi strutture turistiche, e proprio questo ha preservato l’ambiente naturale. La fauna marina abbonda, le mangrovie sono rigogliose e le tartarughe marine vengono ancora qui a deporre le uova.

Per i turisti, Saona è un sogno a occhi aperti. Ma anche per noi italiani all’estero o italiani in Repubblica Dominicana, è qualcosa di più: un pezzo d’Italia sbocciato tra le onde dei Caraibi.

E forse, la prossima volta che poserai i piedi su quella sabbia bianca, penserai con un sorriso che sì, Saona è un po’ italiana anche lei.




Riviera Cristallina, dalla Calabria un ponte turistico tra Messico e Italia

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cristallinapuntovertSi scrive un nuovo capitolo nella complessa trama dei rapporti tra Italia e Messico. A guidarlo è Filippo Strano, console onorario d’Italia a Cancún e fondatore del marchio Riviera Cristallina, un progetto di rilancio territoriale «nato nel cuore della Calabria, ma con lo sguardo rivolto al mondo», si legge in un comunicato.

L’iniziativa —una piattaforma tecnologica e culturale sviluppata nell’ambito di un modello che coniuga accoglienza, sostenibilità, patrimonio identitario e commercializzazione strategica— mira a riposizionare l’Italia meridionale nel panorama turistico internazionale.

Il progetto, già pienamente operativo, coinvolge 40 comuni calabresi, oltre 85 km di costa e 1.000 km² di territori ricchi di storia, paesaggio e autenticità.

Strano ha unito dal 2018 imprenditori, amministrazioni locali, associazioni e cittadini per attrarre un turismo consapevole e internazionale con una reale ricaduta economica e culturale sul territorio.

Oggi l’iniziativa si amplia con la nascita, in questo contesto, di un gemellaggio operativo tra Riviera Cristallina e Riviera Maya, avviato nei mesi scorsi in collaborazione con le autorità locali dello stato di Quintana Roo, guidato dal coinvolgimento diretto del comune di Playa del Carmen come capofila.

L’alleanza va ben oltre le cerimonie simboliche: al centro ci sono scambi concreti di competenze, strategie comuni, circuiti di promozione integrata e soprattutto la reciprocità nei flussi turistici, grazie alla creazione e vendita di pacchetti esperienziali per entrambe le destinazioni.

In questa cornice si inserisce anche l’importante accordo firmato l’11 luglio 2025 con la compagnia aerea Neos e con World Moving, società internazionale di servizi turistici con sede a Cancún. L’associazione darà vita a pacchetti integrati volo + territorio, con un sistema capillare di accoglienza dall’aeroporto fino al cuore delle esperienze calabresi e viceversa.

«Abbiamo scelto di lavorare con partner che portano valore reale» —afferma Filippo Strano— «e che condividono una visione alta e concreta del turismo, un turismo fatto di esperienze, qualità, spesa consapevole, radicamento culturale. Non inseguiremo il modello a basso costo dei viaggi ‘mordi e fuggi’. La Riviera Cristallina punta a diventare un hub del turismo di fascia medio-alta, accessibile ma raffinato, proprio come già avviene in altre regioni del mondo, a partire dalla Riviera Maya».

A suggello di questo percorso, il prossimo 25 luglio la Riviera Cristallina riceverà a Roma, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, il premio Fairness Magazine Excellence – Valori e Talenti del Made in Italy, un riconoscimento all’innovazione, alla coerenza e alla visione che il progetto rappresenta.

Il posizionamento internazionale dell’iniziativa è ulteriormente rafforzato dall’integrazione di strumenti tecnologici già attivi e pienamente funzionanti: una app mobile e un widget per siti web, prime nel loro genere in Italia, sono già operativi e accessibili in diverse lingue. Offrono geolocalizzazione, schede interattive, call to action configurabili, eventi, itinerari, punti di interesse e promozioni dinamiche. A questi si affiancherà presto anche una piattaforma AI per la creazione automatica di pacchetti turistici personalizzati.

Una parte importante del successo del progetto è dovuta anche agli investimenti già attivati da parte di privati messicani, che hanno creduto nella visione della Riviera Cristallina e hanno deciso di sostenere attivamente il suo sviluppo.

Ma non solo. Dalla Riviera Maya arriva anche un patrimonio di competenze strategiche nel settore dell’ospitalità, che il progetto ha saputo valorizzare con una serie di iniziative di formazione, condotte da alti esecutivi di aziende di Cancún e rivolte ai titolari delle strutture ricettive, ai collaboratori e perfino alle scuole della Riviera Cristallina.

Un ponte reale, che non solo collega due territori, ma trasferisce conoscenze e professionalità dove ce n’è più bisogno.

«Il nostro obiettivo» —conclude Strano— «è costruire una nuova geografia del turismo italiano, e dimostrare che l’Italia del Sud ha le carte in regola per essere protagonista di un modello vincente. Il legame con il Messico è naturale per me, ma anche strategico per l’Italia. Cancún è la mia base quotidiana, ma viaggio spesso in Calabria per accompagnare il progetto fino a quando non sarà abbastanza solido da camminare da solo. Poi torno a osservarlo da lontano, con orgoglio».

Immagini: rivieracristallina.com

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La Farnesina sconsiglia viaggi in Venezuela

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venezuela 64 1024x576“In relazione alla situazione di sicurezza e al perdurante rischio di arresti arbitrari, si sconsigliano i viaggi, eccetto che per ragioni di assoluta necessità. Si invitano i connazionali a prestare la massima prudenza, ad evitare spostamenti nelle zone vicino alle frontiere e a mantenersi informati, attraverso i media locali”.

Recita così il sito Viaggiare Sicuri della Farnesin ain relazione alla situazione nel paese sudamericano.
“Si ricorda lo sconsiglio a dichiarare “finalità turistiche”, ai fini dell’ingresso in Venezuela, qualora si vada a svolgere un’attività lavorativa nel Paese – prosegue – Per emergenze, l’Ambasciata d’Italia a Caracas è contattabile al numero 00584142723600, il Consolato Generale d’Italia a Caracas allo 00584142101699 e il Consolato d’Italia a Maracaibo allo 00584246626032″.




USA: “AroundMEny: Vivere l’Italia a New York”

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Una finestra aperta sul mondo italiano che esiste a New York. È “aroundMEny: Vivere l’Italia a New York”, il nuovo progetto ideato dall’Istituto Italiano di Cultura insieme all’agenzia GlobalMedia e al tour operator Per Le Strade di New York, con il patrocinio dell’associazione Italian Women USA (IWUSA).
L’iniziativa, presentata oggi nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura, è a cura di Fabio Finotti, direttore dell’IIC, Fabio Castagna, amministratore delegato di GlobalMedia, e Manuela Biondi, alla guida di Per Le Strade di New York.
Immagina di camminare per le strade di New York, una città che pulsa di vita. Ora, immagina di poter scoprire, con un semplice tocco, tutte le meraviglie italiane che questa metropoli ha da offrire. “aroundMEny” è il servizio che trasforma questa visione in realtà, portando il cuore e l’anima dell’Italia direttamente nel palmo della tua mano.
“aroundMEny” si propone di essere la guida per ogni turista che desidera esplorare il lato italiano della Grande Mela. Non si tratta solo di visitare luoghi, ma di vivere esperienze autentiche che raccontano storie di personaggi leggendari, di arte senza tempo e di sapori inconfondibili. Questo servizio permetterà ai turisti di immergersi in un viaggio straordinario attraverso le tracce lasciate dall’Italia nel cuore di New York.
L’iniziativa utilizza una tecnologia digitale resa disponibile da GlobalMedia, un’agenzia di comunicazione specializzata nella promozione culturale su scala internazionale, che non necessita di alcuna installazione, per fornire una totale compatibilità con i vari smartphone/tablet. Attraverso un semplice collegamento ad Internet si possono trovare e consultare informazioni su: Itinerari Storici e Culturali; Attrazioni in Lingua Italiana; Gastronomia Italiana; Monumenti e Architettura; Cinema e Luoghi Iconici; Musei e Arte; Eventi e Mostre.
“aroundMEny” offrirà l’opportunità di vivere emozioni autentiche, di scoprire storie affascinanti e di connettersi con una cultura millenaria, vivendo New York con occhi nuovi e scoprendo il tocco italiano che rende unica questa città. (aise) 




Spirit Airlines, la compagnia aerea low cost americana, dichiara fallimento

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sipa 34715828La compagnia aerea low cost americana Spirit Airlines ha dichiarato bancarotta, anche se i voli, la vendita dei biglietti, le prenotazioni e le altre operazioni continuano normalmente, ha riferito lunedì la compagnia sul suo sito web.

Con sede a Dania Beach, in Florida, Spirit ha annunciato in un comunicato un accordo globale per ridurre la leva finanziaria del proprio bilancio e poter rimanere nel mercato dei voli low cost.

L’accordo di ristrutturazione, indica la società, ha il sostegno della grande maggioranza degli obbligazionisti ed è stato stipulato su base volontaria.

Nella nota, Spirit sottolinea la sua fiducia nel fatto che questa ristrutturazione ridurrà il suo debito, fornirà una maggiore flessibilità finanziaria e le permetterà di mantenere l’attività a lungo termine. Alla fine dello scorso ottobre, la compagnia aerea ha annunciato l’intenzione di vendere 23 dei suoi aerei per circa 519 milioni di dollari, nonché l’intenzione di licenziare alcuni dei suoi dipendenti.

 




Messico. I sette vulcani di Puebla

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vulcanipueblavertCon sette crateri nel suo territorio, lo Stato messicano di Puebla rappresenta un vero paradiso per gli amanti della natura e della storia. I suoi vulcani offrono una vasta gamma di attività per avventurieri di tutti i livelli, dall’escursionismo alla mountain bike fino all’alpinismo.

Il più conosciuto al mondo — il Popocatépetl, 5.462 m e attivo dal 1994 — è monitorato 24 ore su 24, grazie a una rete di sensori che rilevano ogni possibile minaccia, ma il territorio di Puebla ospita altre sei importanti strutture geologiche generate in seguito ad attività eruttive.

Al confine con lo Stato di Veracruz svettano i 5.636 metri del Pico de Orizaba, un colosso attivo catalogato come il vulcano più alto del Messico e il terzo del Nord America.

La Malinche (4.420 m) chiude l’elenco dei crateri attivi nello Stato. È una montagna che ospita una grande biodiversità ed è diventata una popolare destinazione escursionistica.

Il Sierra Negra (4,580 m), chiamato anche Tliltépetl o Atlitzin, è estinto. Quinto in ordine di altezza tra le vette più alte del Messico, si trova accanto al Pico de Orizaba. Alla sua sommità si trova il Large Millimeter Telescope Alfonso Serrano, il più grande radiotelescopio del mondo nella sua gamma di frequenze.

L’Iztaccíhuatl (5.215 m), la terza montagna più alta del Paese, conosciuta come la donna addormentata per la sua forma particolare, giace spento e fa parte di una leggenda azteca sull’amore e la perdita.

Chiudono l’elenco il Cuexcomate, curiosità geologica e attrazione turistica della città di Puebla, considerato il geyser più piccolo del mondo, e il meno conosciuto Otzelotzi (3.100 m), una delle formazioni geologiche più meridionali dell’Asse Neovulcanico messicano.

Foto: María Paula Martínez / Gaceta UNAM

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