Val’Quirico, la piccola Toscana del Messico

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valquiricopuntovertVal’Quirico a primo acchito sembrerebbe essere il tipico borgo toscano, solo che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Siamo infatti in Messico, una terra magnifica, ricca di storia, cultura e tradizione. E custode di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che sorprende e ammalia chiunque decida di visitarlo, donando ricordi ed esperienze uniche che non possono che rimanere impresse nella memoria per tutta la vita.

Nonostante questo, nel proprio viaggio in Messico, tutto ci si aspetterebbe, tranne che trovare la ricostruzione di un borgo dal tipico aspetto italiano e, più precisamente, caratteristico toscano, con stradine e casette costruite in pietra e circondate da mura.

E sì, nonostante possa risultare singolare, in questa regione del Messico sorge un paesino dalle parvenze fiabesche, costruito proprio a immagine e somiglianza di un tipico borgo della Val d’Orcia. Stiamo parlando di Val’Quirico, l’ormai famoso villaggio dello stato messicano di Tlaxcala, nella parte centrale del Paese.

Nello specifico, si tratta di un complesso residenziale, turistico e vacanziero che si trova all’interno dei confini del municipio di Tetlatlahuca, bellissimo e caratteristico centro cittadino che sorge a sole due ore dalla capitale, Città del Messico.

Nel borgo il legame con la Toscana è evidente e palpabile in ogni angolo. Gli stessi costruttori hanno rivelato come l’idea di edificare questo sito turistico sia nata proprio da un viaggio nel Bel Paese.

Per rallegrare e rendere indimenticabile la visita sono stati aperti, al bordo delle viuzze che si insinuano tra le casette in pietra, più di trenta attività commerciali dove fermarsi per curiosare e fare acquisti. Ci sono poi numerosi bar che servono caffè e bevande, oltre a caratteristici ristoranti, gelaterie, hotel e molto altro ancora.

A Val’Quirico, però, non troviamo solo ricostruzioni di mura antiche, finestre e vicoli che ricordano i borghi italiani ma, anche e soprattutto, una cornice naturalistica fantastica, che offre scorci paesaggistici unici e indimenticabili.

Quale miglior modo, allora, di godersi tutto questo facendo passeggiate a piedi o, magari, in sella a una bici o, ancora, andando a cavallo. Giornalmente, infatti, gli organizzatori propongono gite ed escursioni per far conoscere le numerose bellezze del territorio.

La zona è anche rinomata per la sua cultura culinaria, che offre piatti caratteristici e saporiti. Per chi è curioso di scoprire gusti e sapori nuovi, questa può essere davvero l’occasione giusta.

Foto: turistipercaso.it

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Messico. Il vulcano erutta e i turisti italiani aspettano in aeroporto che si calmi

messico turisti italiani bloccati

messico turisti italiani bloccatiVenticinque italiani, tutti parmigiani e appassionati della civiltà Maja, sono rimasti bloccati per due giorni nell’aeroporto di Città del Messico, senza cibo nè informazioni.

Tutto questo a causa di una tempesta unita all’eruzione del vulcano Popocatépeti e a un terremoto a Oaxaca.

Bloccati e senza ricevere nessuna assistenza, quindi.

Domenica pomeriggio, i turisti hanno dovuto fare i conti con un tifone connesso a una tempesta elettromagnetica, un’eruzione del vulcano Popocatépetl e movimenti tellurici nella vicina Oaxaca.

Proprio nella capitale le piogge, arrivate in certe zone a 50 centimetri, hanno paralizzato il traffico e l’aeroporto internazionale da cui i parmigiani stavano per imbarcarsi.

Per togliere l’acqua dalle piste sono stati così sospesi decolli e atterraggi. Dopo un’ora di ritardo i passeggeri sono stati fatti salire a bordo, ma poco dopo sono dovuti scendere e invitati a trascorrere la notte nel terminal. Senza sistemazioni, al freddo e accampati nell’area del Gate 68.

“AeroMéxico, la compagnia con cui volavamo – aggiunge un testimone – ha dichiarato di non poter fornire alcuna assistenza, poiché l’emergenza rientrava tra le cause di “forza maggiore”, escluse dai rimborsi e dai servizi di accoglienza previsti dalla compagnia”.

Dopo un’attesa infinita, la comitiva è ripartita e sbarcata a Fiumicino ieri alle 7 di mattina, ora italiana.




Saona, l’isola dal nome italiano che incanta i Caraibi

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unnamedTra tutte le meraviglie naturali della Repubblica Dominicana, ce n’è una che colpisce non solo per le sue spiagge bianchissime e le acque turchesi, ma anche per il suo nome: Saona. Sembra il nome di una località ligure, o forse di un vino toscano. E in effetti, un’origine italiana c’è davvero.

Ma cominciamo dal principio.

Un’icona caraibica dal fascino europeo

L’isola di Saona si trova al largo della costa sud-orientale della Repubblica Dominicana, all’interno del Parque Nacional del Este (oggi Parque Nacional Cotubanamá), ed è una meta obbligata per chi visita il Paese. La maggior parte dei tour turistici che partono da Bayahibe o da Punta Cana includono una giornata a Saona: nuotate tra le stelle marine, barbecue in riva al mare, palme piegate dal vento e tramonti mozzafiato.

Quello che pochi sanno, però, è che Saona deve il suo nome a un italiano.

Il regalo di Colombo a un amico genovese

Era il 1494. Cristoforo Colombo, durante il suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, scoprì quest’isola e decise di battezzarla “Saona” in onore di Michele da Cuneo, un gentiluomo genovese al suo seguito, originario dell’Isola di Savona, nel Mar Ligure. Fu un piccolo omaggio a casa, a quell’Italia che Colombo portava nel cuore.

Da allora, il nome è rimasto. E così, nel cuore dei Caraibi, a centinaia di chilometri da Genova, esiste ancora oggi un’isola che si chiama come una città ligure.

Saona oggi: bellezza, turismo e conservazione

Oggi l’isola è abitata solo da poche decine di persone, concentrate nel piccolo villaggio di Mano Juan, che vive di pesca e turismo. Non ci sono hotel né grandi strutture turistiche, e proprio questo ha preservato l’ambiente naturale. La fauna marina abbonda, le mangrovie sono rigogliose e le tartarughe marine vengono ancora qui a deporre le uova.

Per i turisti, Saona è un sogno a occhi aperti. Ma anche per noi italiani all’estero o italiani in Repubblica Dominicana, è qualcosa di più: un pezzo d’Italia sbocciato tra le onde dei Caraibi.

E forse, la prossima volta che poserai i piedi su quella sabbia bianca, penserai con un sorriso che sì, Saona è un po’ italiana anche lei.




Riviera Cristallina, dalla Calabria un ponte turistico tra Messico e Italia

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cristallinapuntovertSi scrive un nuovo capitolo nella complessa trama dei rapporti tra Italia e Messico. A guidarlo è Filippo Strano, console onorario d’Italia a Cancún e fondatore del marchio Riviera Cristallina, un progetto di rilancio territoriale «nato nel cuore della Calabria, ma con lo sguardo rivolto al mondo», si legge in un comunicato.

L’iniziativa —una piattaforma tecnologica e culturale sviluppata nell’ambito di un modello che coniuga accoglienza, sostenibilità, patrimonio identitario e commercializzazione strategica— mira a riposizionare l’Italia meridionale nel panorama turistico internazionale.

Il progetto, già pienamente operativo, coinvolge 40 comuni calabresi, oltre 85 km di costa e 1.000 km² di territori ricchi di storia, paesaggio e autenticità.

Strano ha unito dal 2018 imprenditori, amministrazioni locali, associazioni e cittadini per attrarre un turismo consapevole e internazionale con una reale ricaduta economica e culturale sul territorio.

Oggi l’iniziativa si amplia con la nascita, in questo contesto, di un gemellaggio operativo tra Riviera Cristallina e Riviera Maya, avviato nei mesi scorsi in collaborazione con le autorità locali dello stato di Quintana Roo, guidato dal coinvolgimento diretto del comune di Playa del Carmen come capofila.

L’alleanza va ben oltre le cerimonie simboliche: al centro ci sono scambi concreti di competenze, strategie comuni, circuiti di promozione integrata e soprattutto la reciprocità nei flussi turistici, grazie alla creazione e vendita di pacchetti esperienziali per entrambe le destinazioni.

In questa cornice si inserisce anche l’importante accordo firmato l’11 luglio 2025 con la compagnia aerea Neos e con World Moving, società internazionale di servizi turistici con sede a Cancún. L’associazione darà vita a pacchetti integrati volo + territorio, con un sistema capillare di accoglienza dall’aeroporto fino al cuore delle esperienze calabresi e viceversa.

«Abbiamo scelto di lavorare con partner che portano valore reale» —afferma Filippo Strano— «e che condividono una visione alta e concreta del turismo, un turismo fatto di esperienze, qualità, spesa consapevole, radicamento culturale. Non inseguiremo il modello a basso costo dei viaggi ‘mordi e fuggi’. La Riviera Cristallina punta a diventare un hub del turismo di fascia medio-alta, accessibile ma raffinato, proprio come già avviene in altre regioni del mondo, a partire dalla Riviera Maya».

A suggello di questo percorso, il prossimo 25 luglio la Riviera Cristallina riceverà a Roma, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, il premio Fairness Magazine Excellence – Valori e Talenti del Made in Italy, un riconoscimento all’innovazione, alla coerenza e alla visione che il progetto rappresenta.

Il posizionamento internazionale dell’iniziativa è ulteriormente rafforzato dall’integrazione di strumenti tecnologici già attivi e pienamente funzionanti: una app mobile e un widget per siti web, prime nel loro genere in Italia, sono già operativi e accessibili in diverse lingue. Offrono geolocalizzazione, schede interattive, call to action configurabili, eventi, itinerari, punti di interesse e promozioni dinamiche. A questi si affiancherà presto anche una piattaforma AI per la creazione automatica di pacchetti turistici personalizzati.

Una parte importante del successo del progetto è dovuta anche agli investimenti già attivati da parte di privati messicani, che hanno creduto nella visione della Riviera Cristallina e hanno deciso di sostenere attivamente il suo sviluppo.

Ma non solo. Dalla Riviera Maya arriva anche un patrimonio di competenze strategiche nel settore dell’ospitalità, che il progetto ha saputo valorizzare con una serie di iniziative di formazione, condotte da alti esecutivi di aziende di Cancún e rivolte ai titolari delle strutture ricettive, ai collaboratori e perfino alle scuole della Riviera Cristallina.

Un ponte reale, che non solo collega due territori, ma trasferisce conoscenze e professionalità dove ce n’è più bisogno.

«Il nostro obiettivo» —conclude Strano— «è costruire una nuova geografia del turismo italiano, e dimostrare che l’Italia del Sud ha le carte in regola per essere protagonista di un modello vincente. Il legame con il Messico è naturale per me, ma anche strategico per l’Italia. Cancún è la mia base quotidiana, ma viaggio spesso in Calabria per accompagnare il progetto fino a quando non sarà abbastanza solido da camminare da solo. Poi torno a osservarlo da lontano, con orgoglio».

Immagini: rivieracristallina.com

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La Farnesina sconsiglia viaggi in Venezuela

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venezuela 64 1024x576“In relazione alla situazione di sicurezza e al perdurante rischio di arresti arbitrari, si sconsigliano i viaggi, eccetto che per ragioni di assoluta necessità. Si invitano i connazionali a prestare la massima prudenza, ad evitare spostamenti nelle zone vicino alle frontiere e a mantenersi informati, attraverso i media locali”.

Recita così il sito Viaggiare Sicuri della Farnesin ain relazione alla situazione nel paese sudamericano.
“Si ricorda lo sconsiglio a dichiarare “finalità turistiche”, ai fini dell’ingresso in Venezuela, qualora si vada a svolgere un’attività lavorativa nel Paese – prosegue – Per emergenze, l’Ambasciata d’Italia a Caracas è contattabile al numero 00584142723600, il Consolato Generale d’Italia a Caracas allo 00584142101699 e il Consolato d’Italia a Maracaibo allo 00584246626032″.




USA: “AroundMEny: Vivere l’Italia a New York”

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Una finestra aperta sul mondo italiano che esiste a New York. È “aroundMEny: Vivere l’Italia a New York”, il nuovo progetto ideato dall’Istituto Italiano di Cultura insieme all’agenzia GlobalMedia e al tour operator Per Le Strade di New York, con il patrocinio dell’associazione Italian Women USA (IWUSA).
L’iniziativa, presentata oggi nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura, è a cura di Fabio Finotti, direttore dell’IIC, Fabio Castagna, amministratore delegato di GlobalMedia, e Manuela Biondi, alla guida di Per Le Strade di New York.
Immagina di camminare per le strade di New York, una città che pulsa di vita. Ora, immagina di poter scoprire, con un semplice tocco, tutte le meraviglie italiane che questa metropoli ha da offrire. “aroundMEny” è il servizio che trasforma questa visione in realtà, portando il cuore e l’anima dell’Italia direttamente nel palmo della tua mano.
“aroundMEny” si propone di essere la guida per ogni turista che desidera esplorare il lato italiano della Grande Mela. Non si tratta solo di visitare luoghi, ma di vivere esperienze autentiche che raccontano storie di personaggi leggendari, di arte senza tempo e di sapori inconfondibili. Questo servizio permetterà ai turisti di immergersi in un viaggio straordinario attraverso le tracce lasciate dall’Italia nel cuore di New York.
L’iniziativa utilizza una tecnologia digitale resa disponibile da GlobalMedia, un’agenzia di comunicazione specializzata nella promozione culturale su scala internazionale, che non necessita di alcuna installazione, per fornire una totale compatibilità con i vari smartphone/tablet. Attraverso un semplice collegamento ad Internet si possono trovare e consultare informazioni su: Itinerari Storici e Culturali; Attrazioni in Lingua Italiana; Gastronomia Italiana; Monumenti e Architettura; Cinema e Luoghi Iconici; Musei e Arte; Eventi e Mostre.
“aroundMEny” offrirà l’opportunità di vivere emozioni autentiche, di scoprire storie affascinanti e di connettersi con una cultura millenaria, vivendo New York con occhi nuovi e scoprendo il tocco italiano che rende unica questa città. (aise) 




Spirit Airlines, la compagnia aerea low cost americana, dichiara fallimento

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sipa 34715828La compagnia aerea low cost americana Spirit Airlines ha dichiarato bancarotta, anche se i voli, la vendita dei biglietti, le prenotazioni e le altre operazioni continuano normalmente, ha riferito lunedì la compagnia sul suo sito web.

Con sede a Dania Beach, in Florida, Spirit ha annunciato in un comunicato un accordo globale per ridurre la leva finanziaria del proprio bilancio e poter rimanere nel mercato dei voli low cost.

L’accordo di ristrutturazione, indica la società, ha il sostegno della grande maggioranza degli obbligazionisti ed è stato stipulato su base volontaria.

Nella nota, Spirit sottolinea la sua fiducia nel fatto che questa ristrutturazione ridurrà il suo debito, fornirà una maggiore flessibilità finanziaria e le permetterà di mantenere l’attività a lungo termine. Alla fine dello scorso ottobre, la compagnia aerea ha annunciato l’intenzione di vendere 23 dei suoi aerei per circa 519 milioni di dollari, nonché l’intenzione di licenziare alcuni dei suoi dipendenti.

 




Messico. I sette vulcani di Puebla

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vulcanipueblavertCon sette crateri nel suo territorio, lo Stato messicano di Puebla rappresenta un vero paradiso per gli amanti della natura e della storia. I suoi vulcani offrono una vasta gamma di attività per avventurieri di tutti i livelli, dall’escursionismo alla mountain bike fino all’alpinismo.

Il più conosciuto al mondo — il Popocatépetl, 5.462 m e attivo dal 1994 — è monitorato 24 ore su 24, grazie a una rete di sensori che rilevano ogni possibile minaccia, ma il territorio di Puebla ospita altre sei importanti strutture geologiche generate in seguito ad attività eruttive.

Al confine con lo Stato di Veracruz svettano i 5.636 metri del Pico de Orizaba, un colosso attivo catalogato come il vulcano più alto del Messico e il terzo del Nord America.

La Malinche (4.420 m) chiude l’elenco dei crateri attivi nello Stato. È una montagna che ospita una grande biodiversità ed è diventata una popolare destinazione escursionistica.

Il Sierra Negra (4,580 m), chiamato anche Tliltépetl o Atlitzin, è estinto. Quinto in ordine di altezza tra le vette più alte del Messico, si trova accanto al Pico de Orizaba. Alla sua sommità si trova il Large Millimeter Telescope Alfonso Serrano, il più grande radiotelescopio del mondo nella sua gamma di frequenze.

L’Iztaccíhuatl (5.215 m), la terza montagna più alta del Paese, conosciuta come la donna addormentata per la sua forma particolare, giace spento e fa parte di una leggenda azteca sull’amore e la perdita.

Chiudono l’elenco il Cuexcomate, curiosità geologica e attrazione turistica della città di Puebla, considerato il geyser più piccolo del mondo, e il meno conosciuto Otzelotzi (3.100 m), una delle formazioni geologiche più meridionali dell’Asse Neovulcanico messicano.

Foto: María Paula Martínez / Gaceta UNAM

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In Messico ‘Cancuncito’ è la nuova attrazione turistica

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cancuncitopuntovertCancuncito, che in spagnolo significa ‘piccola Cancún’, è un isolotto sabbioso situato a 15 minuti dalla costa di Veracruz e a poco più di quattro ore dalla città di Puebla, formato nel 1988 da uno degli uragani più devastanti che abbiano colpito il Messico. Oggi è diventato un’importante attrazione turistica del Paese, un luogo pittoresco con acque cristalline e una bellissima spiaggia dove i visitatori possono praticare sport acquatici, gite in yacht e gustare la cucina locale.

Tra il 3 e il 19 settembre 1988, il passaggio dell’uragano Gilberto nei Caraibi provocò la morte di 318 persone, di cui 202 in Messico e il resto in Giamaica, Haiti, Guatemala, Venezuela, Repubblica Dominicana, Stati Uniti, Costa Rica. Rica e Nicaragua.

L’interazione tra le intense onde causate dal ciclone e le barriere coralline al largo della costa di Veracruz formarono un banco di sabbia che si innalzò sopra il livello del mare.

Il nuovo atollo fu scoperto pochi giorni dopo dai pescatori della zona e oggi fa parte di un’area protetta dal ministero federale messicano per l’Ambiente e le Risorse naturali.

Cancuncito è raggiungibile in barca dal molo nella zona dell’Acquario della città di Veracruz, che – a sua volta – è collegata al resto del Paese attraverso la rete autostradale e un importante aeroporto internazionale.

Foto: foodandpleasure.com

da puntodincontro.mx




Canada. Cosa vedere a Toronto

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e8ad1zul7wjqokqesird6jqx1opai2jgToronto, la multiculturale capitale dell’Ontario, in Canada, ammalia i visitatori con il suo fascino eclettico. Che siate appassionati di arte e cultura, amanti della natura o buongustai alla ricerca di sapori internazionali, la città vi accoglierà a braccia aperte, conquistandovi con la sua atmosfera accogliente. Dalle iconiche attrazioni come la CN Tower e il Royal Ontario Museum, ai quartieri alla moda e ai festival che animano la città tutto l’anno, Toronto ha qualcosa da offrire a chiunque la visiti.

Toronto si trova affacciata sulle sponde del Lago Ontario ed è una delle città più conosciute del Canada assieme a Montréal. Qui si parlano oltre 140 lingue e si stima che oltre la metà dei residenti sia nata fuori dal Canada. Negli ultimi anni, Toronto sta scoprendo la sua grandezza, grazie anche ad alcuni importanti eventi che sono stati ospitati qui. Per non perdersi proprio nulla, vediamo insieme cosa fare a Toronto. Prima però un consiglio: le strade possono essere davvero caotiche e la guida un po’ eccentrica per cui vi suggeriamo di usare la TTC (Toronto Transit Commission), cioè la rete di mezzi pubblici locale, per spostarsi in città.

La CN Tower a Harbourfront

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È un’icona di Toronto. Si tratta di una torre delle telecomunicazioni costruita negli anni Settanta, la cui forma ricorda un gigantesco ago ipodermico in cemento. Nelle giornate limpide, la vista che si ammira dalla piattaforma panoramica è indescrivibile e vale la visita alla città.

Il St Lawrence Market di Old York

Da oltre due secoli questo market è uno dei principali luoghi di ritrovo del quartiere. Con i suoi alti soffitti a capriate risalenti al 1845, il South Market ospita oltre 50 banchi alimentari. Qui si possono trovare formaggi, pesce, carne, pane e pasta. La Carousel Bakery, invece, è famosa per i suoi sandwich di peameal bacon, cioè lombo di maiale magro, stagionato in salamoia, rotolato nella farina di granoturco. Se invece si desidera un bagel in pieno stile Montréal, la St Urbain è il posto giusto dove trovarlo. La Market Gallery si trova al piano superiore, all’interno delle vecchie sale del consiglio. Qui vengono organizzate mostre di pittura, fotografia e cimeli storici.

L’Entertainment District, il quartiere dei divertimenti

È in questa zona di Toronto – situata a ovest del Financial District, lungo King St, tra University Ave e Spadina Ave – che si trovano teatri, sale da concerti e bar, nonché il famoso teatro TIFF Bell Lightbox, sede del Toronto International Film Festival.

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L’esterno dell’ Art Gallery of Ontario, Toronto ©Bert Hoferichter/Alamy Stock Photo

L’esterno dell’ Art Gallery of Ontario, Toronto ©Bert Hoferichter/Alamy Stock Photo

L’Art Gallery of Ontario a Downtown

Nel 2007 l’edificio ha subito una ristrutturazione a opera del grande architetto Frank Gehry. L’AGO ospita le rare statue del Québec a soggetto sacro, sculture delle First Nations e degli inuit, opere magnificamente presentate dei grandi artisti canadesi del Group of Seven, il padiglione delle sculture di Henry Moore e una casa restaurata di epoca georgiana, The Grange.

Kensington Market e il fascino multiculturale

Più che un vero e proprio mercato, Kensington Market è un quartiere residenziale in piena attività. Qui si può mangiare etnico spendendo poco, acquistare abbigliamento vintage e di seconda mano, libri e bricà-brac.

L’iconica facciata del Royal Ontario Museum, Toronto ©Javen/Shutterstock

L’iconica facciata del Royal Ontario Museum, Toronto ©Javen/Shutterstock

Il Royal Ontario Museum: il più grande museo di storia naturale del Canada

La collezione permanente si suddivide nelle Natural History Galleries (tutte al secondo piano) e le World Culture Galleries (sulle culture e civiltà del mondo, ai piani 1, 3 e 4). Insieme, ospitano oltre sei milioni di esemplari e oggetti. Le sezioni dedicate alle sculture dei templi cinesi, la Gallery of Korean Art e le collezioni di abiti e tessuti sono tra le migliori al mondo. Molto affascinanti sono anche le sale dedicate ai dinosauri, alle mummie egizie, alle First Nations e la riproduzione di una grotta giamaicana. Il museo comprende l’Institute of Contemporary Culture, che esplora la cultura contemporanea attraverso l’arte, l’architettura, e con numerose conferenze e proiezioni video.

Casa Loma a The Annex

Si tratta dell’unico castello di Toronto. Costruita tra il 1911 e il 1914, questa residenza ospita 98 camere ed è nota per la fantasia architettonica con cui è stata concepita. Se vi trovate a Toronto nel periodo natalizio, una visita qui è d’obbligo.

Un particolare di una sala di Casa Loma, Toronto ©Kiev.Victor/Shutterstock

Un particolare di una sala di Casa Loma, Toronto ©Kiev.Victor/Shutterstock

The PATH per scoprire la Toronto sotterranea

Si tratta di un labirinto sotterraneo lungo 28 chilometri che mette in collegamento i più importanti luoghi di interesse della città, grattacieli e negozi. Viene usato soprattutto in inverno, quando fa troppo freddo per stare all’aria aperta. Per visitarlo tutto, tenete in considerazione di dedicare a questo itinerario un’intera giornata.

Il Toronto Eaton Centre

Con il suo milione di visitatori ogni settimana è considerato il più frequentato centro commerciale del Nord America.

Il Toronto Eaton Centre, Canada ©Jon Bilous/Shutterstock

Il Toronto Eaton Centre, Canada ©Jon Bilous/Shutterstock

Hockey Hall of Fame e il Maple Leaf Gardens

Non si può parlare di Canada senza parlare anche di hockey su ghiaccio. Per gli appassionati di questo sport, una visita a queste due istituzione è d’obbligo. La Hockey Hall of Fame è situata all’interno di un elaborato edificio di pietra grigia in stile rococò ed è la più ricca collezione al mondo di cimeli legati all’hockey. Il Maple Leaf Gardens è stato lo stadio dei Toronto Maple Leafs per oltre cinquant’anni, prima che questi si trasferissero nell’Air Canada Centre. Ma è stato anche un luogo che ha visto esibirsi, tra gli altri, Elvis Presley, Frank Sinatra e i Beatles.

Le Toronto Islands viste dall’alto ©Lorne Chapman/Alamy Stock Photo

Le Toronto Islands viste dall’alto ©Lorne Chapman/Alamy Stock Photo

Le Toronto Islands

Nate da un uragano il 13 aprile del 1858 queste incantevoli isolette si trovano nel Lake Ontario, il quattordicesimo lago del mondo per dimensioni, ma il più piccolo dei cinque Great Lakes del Nord America. Le isolette sono in toto una ventina, con una superficie complessiva di 240 ettari. Algonquin Island e Ward’s Island ospitano comunità di 800 persone molto unite tra loro. Una visita a queste isole permette di toccare con mano la maestosità del lago di Toronto.

Lo skyline di Toronto visto al tramonto da una spiaggia della Ward’s Island, Toronto, Canada © Roberto Destarac Photo / Shutterstock

Lo skyline di Toronto visto al tramonto da una spiaggia della Ward’s Island, Toronto, Canada © Roberto Destarac Photo / Shutterstock

Le Niagara Falls

A circa un’ora e mezza di macchina da Toronto, si arriva alle Cascate del Niagara. Iconiche e bellissime, ogni giorno migliaia di persone arrivano qui per ammirare questo spettacolo della natura. Consigliamo anche di esplorare la Niagara Peninsula, una barriera naturale tra il lago Erie e il lago Ontario.

Kensington Market a Toronto, Canada ©Roberto Machado Noa/500px

Kensington Market a Toronto, Canada ©Roberto Machado Noa/500px

Dove mangiare a Toronto

Il panorama gastronomico di Toronto ne rivela il carattere multiculturale. Nei ristoranti potete trovare ogni genere di piatti, dalle bistecche alla newyorkese alle torte di noci coreane e ai piccantissimi curry thailandesi. E poi: i classici pancake canuck, con peameal, bacon e sciroppo d’acero. Si ritrova anche una certa atmosfera britannica, soprattutto nelle traboccanti pinte di birra a pranzo e formali tè nel pomeriggio. I ristoranti di classe del Financial District e di Old York sono frequentati da manager e dirigenti, mentre una grande varietà di locali a prezzi ragionevoli si trovano nelle zone di Baldwin Village, Kensington Market, Queen West, Ossington Ave e la Yonge St Strip. Se amate la cucina etnica vi consigliamo una visita a Little Italy, Greektown (The Danforth), Little India e Chinatown. E poi, non dimenticate di provare gli ottimi menu a prezzo fisso al mercato alimentare Union Summer, aperto da fine giugno a inizio settembre, e durante i festival gastronomici Summerlicious (a luglio) e Winterlicious (a gennaio). Infine, vale la pena anche andare da un food track: ce ne sono tantissimi in tutta la città e offrono un’ampia varietà di piatti.

Lo storico Gooderham Building, noto anche come Flatiron Building, Toronto ©Diego Grandi/Shutterstock

Lo storico Gooderham Building, noto anche come Flatiron Building, Toronto ©Diego Grandi/Shutterstock

Toronto: clima e quando andare

Il clima a Toronto è continentale, ma attenuato dalla presenza del lago Ontario che spesso evita al centro delle città le nevicate più abbondanti. Nonostante questo, però, può capitare che la città venga bloccata da una tormenta di neveD’estate il clima è afoso e decisamente umido, anche a causa dell’inquinamento cittadino. I periodi migliori per visitare Toronto e la provincia dell’Ontario sono la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, quando le temperature sono miti e le giornate lunghe e soleggiate. Nelle lunghe giornate della breve estate canadese (da giugno ad agosto) gli eventi in programma a Toronto sono tantissimi: non c’è che l’imbarazzo della scelta. Senza dimenticare, a settembre, il rinomato Toronto International Film Festival. Un suggerimento: evitate di visitare Toronto a marzo. Il clima può essere davvero pessimo e gli hotel di Downtown sono in gran parte prenotati per l’annuale congresso con fiera del settore minerario (PDAC).

da lonelyplanetitalia.it