A Matera la riunione annuale del Tavolo tecnico di coordinamento sul Turismo delle Radici

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turismo delle radici 2 1 615x223Il 22 novembre a Matera si terrà la riunione annuale del Tavolo tecnico di coordinamento sul Turismo delle Radici, avviato nel 2018 dalla Direzione Generale degli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Enit e le associazioni Asmef e Raiz Italiana. L’incontro – che si svolgerà dalle ore 10:00 alle ore 14:00 presso “Basilicata Open Space”, Palazzo dell’Annunziata, Piazza Vittorio Veneto 1  – è organizzato in collaborazione con la Regione Basilicata e l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, L’incontro – che si svolgerà in presenza e da remoto –  offrirà l’opportunità di condividere le modalità di sviluppo e lo stato di avanzamento dei progetti di promozione del Turismo delle Radici in vista dello svolgimento degli eventi previsti per il 2024, Anno delle Radici .(Inform)




Tajani incontra i sindaci dell’Italia centrale per presentare il progetto “Turismo delle radici”

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downloadIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, aprirà stamani alla Farnesina i lavori del primo incontro di presentazione del progetto “Turismo delle radici”.

L’evento vedrà la partecipazione dei Sindaci, Vice Sindaci e Assessori di Comuni al di sotto dei 6.000 abitanti delle Regioni Lazio, Marche, Toscana e Umbria.

“Quello di oggi è il primo di una serie di incontri che organizzeremo alla Farnesina per condividere e approfondire, insieme alle realtà locali, la preparazione delle iniziative per il 2024, anno delle radici italiane nel mondo” – ha dichiarato Tajani. “Come ho detto pochi giorni fa all’Assemblea ANCI di Genova, i Comuni sono una priorità dell’azione di governo, anche per promuovere le eccellenze dei territori e il saper fare italiano. Vogliamo mettere a sistema la loro vitalità con la nostra strategia di diplomazia della crescita”.

Il progetto “Turismo delle radici” consentirà agli italo-discendenti e oriundi italiani di scoprire i piccoli borghi e le aree rurali all’origine del fenomeno migratorio italiano, costruendo un’offerta turistica autenticamente locale che permetta di apprezzare tutta la bellezza, la cultura e le tradizioni secolari dei borghi da cui sono partiti i loro avi.




Turismo delle Radici. Il CGIE incontra il Consigliere d’Ambasciata De Vita

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turismo delle radici“Il gruppo di lavoro del Cgie ‘Turismo delle radici’, insieme al Segretario generale, Michele Schiavone, nei giorni scorsi ha incontrato in videoconferenza con il Consigliere d’ambasciata Giovanni De Vita, responsabile del Marci per il Progetto Turismo delle Radici. .

L’incontro è stato organizzato dal gruppo di lavoro per acquisire elementi utili circa le modalità da seguire in merito al progetto gestito dal Maeci in collaborazione con diverse amministrazioni e soggetti regionali italiani per coinvolgere i connazionali all’estero nella riscoperta delle proprie origini storico-culturali” Informa una nota del Cgie. “ Durante la riunione – prosegue il comunicato- sono state messe in evidenza le opportunità e le sfide che questo tipo di turismo presenta e le strategie per promuoverlo efficacemente.Il consigliere Giovanni De Vita ha condiviso nei particolari le numerose potenzialità legate alla vasta offerta del turismo delle radici, formalmente in agenda per il 2024, e ha fornito preziose informazioni sulle tendenze attuali e sulle migliori pratiche nel campo del turismo delle radici. Sono state esposte le modalità per coinvolgere le comunità all’estero e per valorizzare il patrimonio culturale e storico delle Regioni. A tal proposito, sono emerse idee innovative per la promozione di tale settore, quali la creazione di itinerari tematici, la collaborazione con le autorità locali e la promozione di eventi culturali legati alle tradizioni dei territori. A pochi mesi di distanza dall’attuazione di questo straordinario progetto e per una sensibilizzazione maggiore dei potenziali fruitori dell’offerta turistica, è stata richiamata l’importanza della comunicazione, di strategie di marketing mirate e dell’utilizzo di strumenti digitali, che dovrà interessare direttamente Com.It.Es., Camere di Commercio Italiane, associazioni, enti e organizzazioni chiamate a promuovere eventi informativi.Nella certezza che il turismo delle radici rappresenti la grande opportunità per i connazionali all’estero di riscoprire i luoghi di provenienza dei propri avi e di conoscere l’Italia, e che il progetto potrà contribuire a rafforzare l’identità culturale delle comunità italiane all’estero, – conclude la nota – si ritiene fondamentale la collaborazione del Cgie e dei numerosi soggetti presenti nelle comunità per una progettualità concreta e sistemica in merito al turismo delle radici”.(Inform)




All’ANCI Tajani parla del Turismo delle Radici

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facebook farnesina assemblea anci a genova intervento immagine2All’assemblea annuale ANCI in svolgimento a Genova è intervenuto anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il vice Premier ha rilevato come i Comuni siano l’ente di maggiore prossimità nei confronti della cittadinanza invitando le amministrazioni locali ad essere sempre co-protagoniste con il governo rispetto alle risposte da dare ai cittadini. “Non possiamo dimenticare la ferita del ponte Morandi però abbiamo anche visto con quanta determinazione i genovesi abbiano saputo rialzare la testa”, ha sottolineato Tajani che, sulla città di Genova, ha ravvisato un ruolo centrale quale porta verso l’Europa occidentale esattamente come Trieste lo è verso la parte orientale del continente, considerata la presenza del porto. “Credo si debba avere una visione di città per sapere quale modello di città vogliamo. Abbiamo dei centri storici fantastici e dobbiamo avere una visione complessiva che deve rivedere le riqualificazioni urbane”, ha incalzato Tajani invitando a prestare attenzione alle politiche ambientali. “Anche i Comuni più piccoli, i borghi, meritano di essere visitati. Devono però anche essere riqualificati se non vogliamo che la gente vada via, penso soprattutto ai giovani”, ha spiegato Tajani che sull’ambientalismo ha parlato di un pragmatismo che non sia quindi né negazionista né ideologico. Il Ministro degli Esteri ha anche rilevato un certo gap infrastrutturale, come ad esempio l’assenza dell’alta velocità in buona parte del Sud. “Se vogliamo far crescere le città e far incrementare il turismo dobbiamo avere infrastrutture moderne”, ha spiegato Tajani menzionando ad esempio il Ponte sullo Stretto tra Calabria e Sicilia o i problemi di mobilità che potrebbero derivare in Val d’Aosta e Piemonte dalla chiusura invernale del tunnel del Monte Bianco. “Siamo riusciti a trovare un accordo con i francesi”, ha precisato Tajani parlando della chiusura per manutenzione del tunnel che però grazie all’accordo resterà aperto durante il periodo natalizio. Tajani ha poi parlato di differenze tra grandi realtà urbane ed aree interne. “Chi vive in una grande città ha tante opportunità ma chi vive in un’area interna ne ha meno”, ha evidenziato Tajani suggerendo un superamento di questo limite che può riguardare anche una semplice connessione a internet. Il Ministro si è poi soffermato sul progetto del turismo delle radici gestito dal Maeci con fondi del Pnrr: “l’obiettivo è quello di far tornare nel paese d’origine della propria famiglia gli italo-discendenti nel mondo siamo arrivati oggi a circa 7 milioni di italiani all’estero. “Il turismo delle radici serve a far riscoprire a chi è emigrato anche da più generazioni quello che mangiavano i nonni piuttosto che il luogo in cui si sono sposati i bisnonni. Un progetto su cui puntiamo molto. Io Credo in questa strategia volta riscoprire i piccoli borghi che devono essere valorizzati dal punto di vista turistico”, ha spiegato Tajani sottolineando come il progetto sarà operativo dal prossimo anno e che si sta lavorando affinché sia portatori di risultati per i territori con grande attenzione per i piccoli borghi. Sui rapporti con l’Europa, il Ministro ha evidenziato l’importanza di conoscere le opportunità che ci sono ad esempio in termini di finanziamenti comunitari per gli enti territoriali. “Occorre però che ci siano funzionari all’altezza di poter partecipare a bandi che possano poi portare benefici soprattutto ai Comuni più piccoli”, ha aggiunto Tajani ricordando come l’Italia abbia incrementato proprio il numero di diplomatici a Bruxelles per accompagnare al meglio le politiche nazionali nelle sedi comunitarie. Lo stesso G7, presieduto dall’Italia, sarà l’occasione per far conoscere le città italiane. “Credo molto negli amministratori locali perché sono quel tessuto connettivo sul quale poggiare tutta la forza politica. Puntare sui Sindaci e sugli amministratori locali significa anche per la nostra politica fare un salto di qualità”, ha proseguito Tajani che, tornando ai rapporti con le istituzioni europee, ha ribadito la volontà che “anche i Comuni possano avere ascolto presso la nostra rappresentanza per utilizzare al meglio le opportunità”. Tajani infine, sempre sulle questioni comunitarie, ha menzionato anche il problema di una migliore gestione dei flussi migratori anche a vantaggio delle entità territoriali. (Inform)




Calabria. La lingua, i dialetti e il turismo delle radici

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downloadSe il dialetto possiede una forza espressiva e descrittiva genuina che scaturisce dal suo verismo; e se il teatro rappresenta un ottimo veicolo per tramandare il gergo del popolo e creare ponti di ricongiunzioni con i figli di seconda, terza e quarta generazione; e se, infine, come è noto, la Calabria è forse l’unica regione italiana che eredita sui suoi territori, oltre a numerosissimi dialetti diversissimi tra loro, ben cinque lingue tra antiche e moderne parlate a tutt’oggi, considerate nel loro complesso uno dei Marcatori Identitari Distintivi  (MID) che rende straordinaria questa terra, allora dialetto e promozione del turismo delle radici non può non essere considerato un binomio vincente.
È quanto dichiara Innocenza Giannuzzi, presidente di Casa Calabria International complimentandosi con la Compagnia Vacantusi, promotrice ed organizzatrice della Rassegna Teatrale 2023/2024, finalizzata a valorizzazione il vernacolo calabrese ed a ricongiungere, sul filo dell’identità linguistica e dialettale, la tante ed importanti comunità calabresi sparse nel mondo.
Casa Calabria International – continua – resta l’approdo naturale per tutti quei figli della diaspora calabrese che facendo ritorno nella loro terra d’origine vogliono orientarsi tra cultura e tradizioni.
Ed è anche questo – conclude la Giannuzzi – il senso della collaborazione ribadita dalla nostra associazione in occasione della nuova stagione di scena in vernacolo che si terrà al teatro comunale Grandinetti di Lamezia Terme il 23 e 24 aprile prossimi, durante la quale ci faremo portavoce e promotori al turista delle radici del cartellone degli spettacoli che avranno come fil rouge proprio la prosa in vernacolo.



Messico. Un incontro per promuovere il fare turismo in Italia

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viaggimessicoitaliavertNel corso di una riunione alla quale hanno partecipato alcuni operatori turistici messicani per individuare le opportunità di promozione dell’Italia in questo settore, Roberto Trauwitz —direttore generale di Pe-Tra Operadora ed ex ministro del Turismo e della Cultura dello Stato di Puebla— ha sottolineato alcuni aspetti rilevanti in questo contesto.

«L’Italia è un Paese straordinario» —ha detto— «riceve milioni di turisti e in Messico la vendita di viaggi nel Bel Paese è importante, ma praticamente in terra azteca questa destinazione non viene promossa».

«L’ufficio più vicino che abbiamo» —ha continuato Trauwitz— «è l’Enit a Los Angeles. La Repubblica Ceca, la Francia e la Spagna, solo per citare alcuni esempi, hanno sedi qui ed ottengono ottimi risultati. In Messico serve una presenza italiana specializzata nel turismo. L’Ambasciata fornisce un grande appoggio in questo campo, ma non è il suo obiettivo principale».

«Il mio consiglio è di non fidarsi che l’Italia sia una destinazione che si vende da sola: pur essendo una potenza in questo settore, è necessaria una maggiore presenza in un Paese vasto e popolato come il Messico, che conta 130 milioni di abitanti. La promozione dovrebbe essere effettuata principalmente a Città del Messico, Guadalajara, Monterrey e Puebla, grandi centri urbani con un notevole potenziale di esportazione turistica. Anche lo Stato dello Yucatán può essere molto interessante: dal suo territorio qualche tempo fa partiva un volo che collegava Mérida con Milano».

«I viaggiatori tornano dall’Italia affascinati: il cibo è spettacolare e c’è tanta bellezza. L’unica lamentela è che i visitanti sono troppi, ma ciò accade in molti posti del mondo. Posso dire che è il Paese in cui i messicani visitano più regioni. Noi abbiamo la divisione dei circuiti regolari, la divisione dei viaggi personalizzati e quella specializzata nelle crociere. Quando si tratta di viaggi su misura, la Basilicata, la Puglia e la Sicilia sono le regioni più richieste dai nostri clienti. Abbiamo vissuto un’esperienza molto interessante al San Domenico Palace di Taormina, appartenente alla catena Four Seasons. Per quanto riguarda le crociere, sia quelle con partenza da Ravenna che da Roma, il successo è indiscutibile. Pochi giorni fa, su una nave della Celebrity Cruises, dei 3.000 passeggeri a bordo, 992 erano messicani», ha concluso.

Roberto Trauwitz è attualmente anche presidente dell’agenzia di viaggi all’ingrosso Trabax Turismo S.L. ed è stato presidente del Gruppo messicano delle associazioni delle agenzie di viaggio e delle imprese turistiche tra il 2020 e il 2022.

 

Immagine: Puntodincontro – volagratis.com

puntodincontro.mx




Turismo delle Radici: torna Roots con Enit

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turismo delle radici torna roots in con enit domani la presentazione a roma immagine14Turismo delle radici, torna ROOTS-in con Enit: domani la presentazione a Roma, nella sede di Enit (Via Marghera, 2) , alle ore 12.  Alla conferenza stampa interverranno: Ivana Jelinic, ceo di Enit; Giovanni Maria De Vita, responsabile del Progetto “Turismo delle Radici” presso la Direzione Generale Italiani all’Estero del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Antonio Nicoletti, direttore generale di APT Basilicata. La ricerca delle proprie radici familiari e la conoscenza diretta dei luoghi di origine sta diventando un’esigenza sempre più urgente da parte degli italiani di seconda e terza generazione sparsi per il mondo (stimati in circa 80 milioni). Questo mercato costituisce, dunque, un’importante potenzialità di sviluppo per i territori e per la programmazione degli operatori turistici italiani e internazionali.

ROOTS-in, Roots Tourism International Exchange si conferma per il secondo anno un appuntamento internazionale di riferimento per il Turismo delle Radici. La Borsa è organizzata dalla Regione e dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, in collaborazione con l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, con il patrocinio del MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e promuove la cultura e la professionalità dell’offerta turistica legata al Turismo delle Origini, con un ricco programma di approfondimenti tematici, formazione, interscambio e networking tra i professionisti del settore. Tante le novità di questa seconda edizione che si terrà sempre a Matera il 20 e il 21 novembre. Una edizione molto speciale anche perché cade alla vigilia del 2024, Anno del turismo delle origini. (Inform)




A Rimini protagonista il “Turismo delle Radici 2024”

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turismo radici e1614863459554 512x223Il 2024 sarà “Anno delle radici italiane”. La decisione del Ministero degli Esteri, del settembre scorso, si è tramutata anche in uno specifico progetto del PNRR che prevede appunto il “turismo delle radici” tra le voci di investimento, creando un’occasione irripetibile per il settore. Gli italiani che risiedono all’estero e i loro discendenti, d’altronde, sono circa 60 milioni: si tratta di una comunità enorme che vuole riscoprire le proprie radici e con un’ottima capacità di spesa (si stima che potrebbero generare una spesa  annua in Italia molto vicina a 8 miliardi di euro).

Di questa vasta comunità l’84% conosce bene l’italiano e 9 su 10 lo parlano in famiglia. L’82% mangia abitualmente cucina italiana.  Solo il 12% non è mai venuto in Italia, 6 su 10 sono venuti o tornati più volte nel corso degli anni. 3 su 10 dedicano al viaggio in Italia 1 o 2 settimane per visitare parenti e luoghi di origine. La maggior parte arriva con la famiglia preferendo i mesi di giugno e settembre. Il 27% prevede di pernottare a casa di parenti e amici, mentre il 35% punta su alberghi e un ulteriore 16% su altri tipi di strutture turistico-ricettive. 2.300 euro per persona il budget che il turista mette a disposizione, che diventano 3.700 per chi si allunga fino a un mese.

Sono questi i dati più significativi emersi da un’analisi di Confcommercio e Swg sulle comunità “italiche” di 8 Paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti) e da uno studio di TRA Consulting sull’impatto del turismo delle radici sull’economia nazionale. Le ricerche sono state presentate al TTG a margine del convegno “2024 anno delle radici italiane: come prepararsi?”, organizzato da Confcommercio-Confturismo.

Di “potenzialità straordinarie” ha parlato ,commentando le ricerche, il Ministro del Turismo Daniela Santanché. “Il turismo delle radici rappresenta un legame speciale tra gli italiani all’estero e i luoghi delle loro origini, offrendo l’occasione di visitare e vivere gli spazi, i paesaggi, le città e i borghi dei loro antenati, di riscoprire o creare connessioni profonde con la cultura e la storia della nostra nazione. Le potenzialità di questo segmento turistico sono straordinarie: da parte del ministero del Turismo, così come dell’intero Governo, c’è il massimo impegno nel sostenere questa fondamentale componente del comparto, a cominciare dallo specifico capitolo dedicatole all’interno del Piano strategico 2023-2027.”

“Sono numeri impressionanti – ha sottolineato presidente di Confcommercio Carlo Sangalli –  che spiegano da soli l’importanza strategica di indirizzare politiche dedicate di attrattività turistica su questo target di mercato”. E il 2024, l’Anno delle Radici italiane promosso dal Ministero degli Affari Esteri, è “l’occasione perfetta per lavorare su questo mercato, anche perché proprio il turismo delle radici potrebbe incoraggiare la nostra offerta turistica ad evolvere in direzioni nuove”, per esempio “rilanciando periodi dell’anno meno scontati e borghi meno conosciuti, terra d’origine di tanti italiani emigrati all’estero”. Ma non solo: “avendo delle motivazioni molto personali, quasi sentimentali – ha detto il presidente di Confcommercio – è un turismo di base più rispettoso, più qualitativo rispetto al mercato di massa. E quindi più sostenibile per il nostro territorio”.

C’è anche un identikit dell’italiano/turista delle radici che permette di identificare 4 cluster ben precisi. Il Nostalgico: migrante di prima generazione. Legame con l’Italia strettissimo, parla italiano e si sente italiano all’estero. Il viaggio delle radici è un must: un desiderio di condividere con la famiglia la propria storia. Nel viaggio si è guide di se stessi. Si sa dove andare e come muoversi. L’Ambassador: viene spesso in Italia per motivi lavorativi. Si sente italiano. Organizza da solo i propri viaggi anche con la famiglia. È una persona che ha una buona influenza nella propria comunità di adozione e che è un vero e proprio testimonial di italianità all’estero. L’Italo–…: italiano di seconda generazione, che non si definisce solo italiano ma italo-(americano, argentino, brasiliano..). Approfondisce le sue radici come ricerca di identità. Il viaggio in Italia significa rivedere i luoghi di origine, i borghi, le case, i cimiteri dove sono sepolti i propri antenati. Questo turista ha bisogno di percorsi programmati e di vivere esperienze di italianità. Il Curioso: è il giovane italiano nato all’estero che vuole vivere l’italian style e desidera venire in Italia per fare esperienze immersive non necessariamente legate alla volontà di riscoprire le proprie radici genealogiche. E’ un target con un profilo più turistico, che non si sente italiano, ma che desidera fare esperienza di italianità che gli sono state veicolate tramite anche filmografia e social.

La lingua come elemento identitario delle comunità indagate è il primo fattore determinante. Nonostante l’84% degli intervistati dichiari di conoscerla bene o abbastanza bene, e 9 su 10 la parlino in famiglia almeno ogni tanto, l’interesse ad approfondirla è ben presente in 8 intervistati su 10, soprattutto tra i discendenti dei nostri emigrati nati all’estero. Stesso ruolo è riconosciuto alla cucina: l’82% dichiara di mangiare italiano abitualmente, o comunque ogni volta che è possibile.

Avvicinandosi di più alla sfera turistica, l’Italia esercita su questa comunità un magnetismo che va anche oltre quello che ci si potrebbe attendere. Solo il 12% degli intervistati non è mai stato in Italia, e 6 su 10 sono venuti o tornati più volte nel corso degli anni: soprattutto fra i nati nel nostro Paese e i loro partner, mentre la propensione a venire in Italia scende col passare delle generazioni per ritornare significativa – il 63% dei casi – fra coloro che, pur non essendo certi di avere origini del nostro Paese, ne sono incuriositi e stanno cercando di ricostruirle.

L’incontro con la famiglia e la visita dei luoghi di origine sono sì motivazioni del viaggio, ma alla pari dell’attrazione per la bellezza del Paese nel suo complesso e della passione per la cucina. Il risultato è un itinerario composito, per il quale 3 intervistati su 10 mettono a disposizione tra 1 e 2 settimane e altrettanti addirittura dai 15 ai 30 giorni, anche se il 40% ammette di unire un passaggio anche in altri Stati europei.

Numeri che non si modificano più di tanto neanche quando, al campione intervistato, si chiede come programmerebbero un viaggio delle radici vero e proprio, con contenuti quindi fortemente improntati alla ricerca delle proprie origini. Anche in questo caso, infatti, la scelta è quella di riservare alla visita dell’Italia in generale, e delle sue attrazioni, il 55% del tempo a disposizione, pur dedicando il resto ai luoghi di origine della famiglia di provenienza. Superato anche il pregiudizio sul tipo di alloggio prevalentemente programmato: solo il 27% prevede di pernottare a casa di parenti e amici, mentre il 35% punta su alberghi e un ulteriore 16% su altri tipi di strutture turistico-ricettive. Ne consegue un budget messo a disposizione – per una vacanza che quasi 4 su 10 pianificano di 1 o 2 settimane – di 2.300 euro per persona, che diventano 3.700 per chi si allunga fino a un mese: cifre di tutto rispetto, anche se il costo del trasporto incide notevolmente sulle medie calcolate a secondo del Paese da cui si parte.

In sintesi, turisti con la “T” maiuscola e a tutto tondo, attratti principalmente dall’Italia nel suo complesso: dalla cucina alla cultura, allo shopping – di produzioni però rigorosamente italiane – alla lingua. E soprattutto, alla ricerca di esperienze immersive: scuole di cucina e spettacoli teatrali, oltre a eventi culturali in genere, che risultano al centro dell’attenzione per 7 su 10, ma anche corsi di italiano durante la permanenza, indicati come molto o abbastanza interessanti dal 62% del campione.

La mancanza di una base statistica solidamente dedicata a questo specifico segmento è la constatazione da cui prende avvio il secondo approfondimento presentato, quello sulle potenzialità d’impatto in termini economici. Riuscire ad andare oltre la macro categoria motivazionale “visite a parenti e amici” rilevata da Banca d’Italia e su cui si basano, fino ad oggi, molte delle analisi di spesa sul turismo delle radici, costituirebbe un significativo passo in avanti.

In coerenza anche con i risultati dell’indagine di SWG, la strada proposta da TRA Consulting, partendo sempre dai dati di Banca d’Italia, è quella di tenere conto dell’opzione “visita a parenti e amici” anche quando questa è espressa come motivazione secondaria, considerando però che parte dei viaggi operati verso l’Italia con tale obiettivo non sono in alcun modo riconducibili a turismo delle radici.

Va poi inserita nel calcolo, per ciascun Paese di provenienza, la combinazione di due ulteriori elementi: l’incidenza percentuale della comunità “italica” sulla popolazione, e la capacità di quel Paese di generare flussi turistici diretti verso l’estero.

Adottando tale metodologia, la spesa annua in Italia del solo segmento riconducibile al turismo delle radici si avvicinerebbe a 8 miliardi di euro, di cui il 55% sarebbe generato dai soli 8 Paesi oggetto degli approfondimenti presentanti. Si andrebbe quindi ben oltre i 6,74 miliardi di euro attribuiti da Banca d’Italia nel 2022 alla macro voce “visita a parenti e amici”.

In conclusione, flussi significativi e non sempre adeguatamente rilevati, caratterizzati da ottimi livelli di spesa media, alto grado di fedeltà alla destinazione Italia, rilevante motivazione esperienziale e impatto diffuso sull’economia, sono alcuni degli elementi che caratterizzano il turismo delle radici dove il nostro Paese, in virtù della numerosità e diffusione delle comunità all’estero, è chiamato a giocare un ruolo che pochi ancora riescono ad intravedere in tutte le sue importanti dimensioni.

Guardare al 2024 – anno delle radici italiane – non come punto di arrivo, ma come base di partenza per sviluppare una strategia del Sistema Paese dedicata a questo segmento, ascoltandone le esigenze specifiche e presentando servizi dedicati, è dunque la strada – sottolinea Confcommercio – per trasformare un singolo evento in un’opportunità di lunga durata.(Inform)




Oggi a New York “Basilicata: a wonderful land”

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presentazione basilicata ny 1

Si tiene oggi, mercoledì 11 ottobre, alle 18.00 presso la Columbus Citizens Foundation di New York l’evento di promozione turistica “Basilicata: a wonderful land”. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Mondi Lucani ETS con il patrocinio gratuito della Regione Basilicata.
L’opportunità di presentare la Basilicata turistica nella prestigiosa fondazione newyorchese nasce da una connessione tra la Columbus Citizens Foundation e l’associazione lucana creata da Rocco A. Carriero, Premiato Mondi Lucani, appuntamento che si inserisce nel calendario di eventi dell’Italian Heritage Month negli Stati Uniti.
Carriero, italoamericano originario di Montescaglioso, ha, infatti, condiviso appieno uno dei valori portanti del riconoscimento del quale è stato insignito nel 2019, ovvero la “restituzione” alla terra d’origine.
“Un’occasione – ha dichiarato la Presidente di Mondi Lucani, Maria Andriulli – che ha l’obiettivo di stimolare la curiosità di americani e italoamericani verso la Basilicata e tutte le esperienze uniche che ha da offrire. L’auspicio è che questo rapporto tra la nostra organizzazione e la Columbus Citizens Foundation si possa rafforzare e tradurre in ulteriori scambi culturali e turismo nella nostra regione”. (aise)




Un accordo per promuovere anche negli USA il “Turismo delle Radici”

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il ministro degli esteri ha firmato un accordo con il presidente della niaf allegrini tajani promuoveremo il turismo delle radici anche negli stati uniti immagine12Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato alla Farnesina il Presidente della Niaf- National Italian American Foundation Robert Allegrini. Dall’incontro è scaturita la firma di “un accordo per promuovere il Turismo delle Radici anche negli Stati Uniti dove vivono circa 20 milioni di persone di origine italiana”. Ad annunciarlo il Ministro Tajani con un post su X. “Vogliamo rafforzare l’amicizia tra i nostri popoli”, sottolinea il Ministro degli Esteri. (Inform)