Norvegia: la Calabria protagonista alla fiera del turismo

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10calabriaosloCon uno stand della Regione Calabria, l’Italia ha preso parte alla Fiera del Turismo norvegese dal titolo “Reiselivsmessen”, uno dei più importanti punti di incontro per l’industria del turismo nella regione scandinava, che si è tenuta ad Oslo dal 6 all’8 gennaio 2023.
In collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Oslo, la Regione Calabria ha presentato il suo territorio come destinazione turistica nonché i sapori della sua terra che vanta una tradizione culinaria secolare, fatta di prodotti genuini e materie prime d’eccellenza. Grazie alla sua favorevole conformazione geografica, situata tra mare e montagna, la Calabria è in grado di offrire una vasta gamma di prodotti: dall’ olio d’oliva ai formaggi, dalle tipiche cipolle di Tropea, ai vini.
Inoltre, negli ultimi anni, la cucina calabrese si è evoluta e distinta come una cucina sempre più raffinata. Nel 2022 sette ristoranti calabresi hanno riconfermato o guadagnato per la prima volta una stella Michelin. Nel corso della fiera, la Regione ha quindi acceso i riflettori sulla storia dei suoi borghi, sulla bellezza dei luoghi e dei suoi parchi nazionali e sulla genuinità della sua cucina con l’obiettivo di attrarre il turismo norvegese. (aise)




Turismo di ritorno, Ricardo Merlo (Maie): “Bene ministro Tajani, noi pronti a contribuire”

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merlo germania e1607088631276 343x223“Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha parlato più volte di turismo di ritorno nelle ultime settimane. In occasione dell’Assemblea dell’Anci, per esempio, ha ricordato che oltre confine ‘ci sono sei milioni di cittadini italiani e decine e decine di milioni di persone che parlano italiano o sono di origine italiana nel mondo e proprio il Pnrr, con un progetto voluto dalla Farnesina, permetterà di rafforzare le relazioni tra i nostri connazionali e le amministrazioni con il turismo di ritorno, il turismo delle radici’.

Tajani ha inoltre spiegato di avere già preso contatti in questo senso con il ministero del Turismo, in modo tale che entrambi i dicasteri possano lavorare insieme”.

Lo segnala Ricardo Merlo, presidente del Maie-Movimento Associativo Italiani all’Estero, già sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo e già parlamentare della circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale. “Rivolgiamo un plauso al ministro Tajani – dichiara Merlo- ribadendo che l’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Farnesina ma anche dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Siamo pronti, come Movimento Associativo Italiani all’Estero, a collaborare con il Ministero degli Esteri e con quello del Turismo per fare in modo che i nostri italiani nel mondo, e i loro discendenti, possano visitare i luoghi delle loro origini, contribuendo in questo modo a far girare l’economia dei piccoli borghi e più in generale quella italiana. Siamo convinti – conclude Merlo – che con il nostro network, con le associazioni italiane a cui siamo collegati, con la nostra presenza nei Comites e nel Cgie, possiamo dare un importante contributo alla riuscita di questo ambizioso progetto. Quando si parla d’italiani nel mondo, il Maie c’è”. (Inform)




A Capodanno attese 10,2 milioni di presenze

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downloadLa notte di San Silvestro fa accelerare ancora il turismo. Tra il weekend di Capodanno e l’Epifania sono attese 10,2 milioni di presenze nelle strutture ricettive ufficiali, con uno ‘scatto’ del +9,2% sullo stesso periodo dello scorso anno, anche grazie al ritorno in forze del turismo straniero.
A stimarlo per Assoturismo Confesercenti è il Centro Studi Turistici di Firenze, sulla base di un’indagine condotta su un campione di 1.334 imprenditori della ricettività.
Una buona notizia per il comparto: la settimana di Capodanno è senza ombra di dubbio la più importante per il turismo nella stagione invernale, e si spera di recuperare quanto perso in un autunno difficile, condizionato dall’aumento dei costi energetici e dal rallentamento fisiologico dei flussi turistici. Che, invece, mostrano una grande vitalità in queste ultime battute dell’anno: complessivamente, per il periodo delle feste Assoturismo stima 13,8 milioni di presenze nelle strutture ufficiali, il +8,1% rispetto al 2021, di cui il 74% concentrato proprio nel periodo di Capodanno.
Gli stranieri. Una crescita trainata dall’incremento delle presenze estere (+19,5%). Ad aumentare sono soprattutto le presenze di tedeschi e francesi, ma arrivano in forze anche svizzeri, britannici, olandesi e belgi. Tra i mercati extraeuropei, invece, le segnalazioni di aumento più significative sono per il mercato statunitense, con un gran ritorno dei turisti USA soprattutto nelle città d’arte. Arriva qualche segnale di ripresa anche dai turisti di Canada, Brasile e Cina, anche se per ora si tratta di una timida ripresa.
Le mete. In particolare, le città e i centri d’arte dovrebbero registrare un incremento del +11%, mentre per le località di montagna la stima di aumento è del +8,4%. Buone aspettative anche per le località di collina/campagna e dei laghi, con un incremento rispettivamente del +7,2% e del +6,2%. Aumenti più contenuti, ma comunque rilevanti, per località termali (+5,3%), marine (+5%) e le località ad Altro Interesse (+3,1%). In generale, la tendenza risulterebbe leggermente migliore per le strutture extralberghiere (+9,1%) che per le alberghiere (+7,7%).
Le aree. Dall’indagine emerge un andamento abbastanza uniforme tra le diverse aree del Paese: le previsioni migliori sono delle imprese del Centro (+9,1%) e del Nord Ovest (+8,2%), ma un trend positivo è atteso anche nel Nord Est (+7,9%) e nelle regioni del Sud e delle Isole (+6,7%). Una certa differenziazione si rileva, invece, in merito alla presenza degli stranieri: nelle aree del Nord Est e del Nord Ovest la quota della domanda estera è stata segnalata rispettivamente al 42% e al 40%. Nelle regioni del Centro dovrebbe attestarsi al 33%, mentre al Sud e Isole scenderebbe al 19%. (aise) 




Consiglio regionale abruzzesi nel mondo: Introdacqua, il borgo del poeta della pala e del piccone

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imagesC’è un luogo, in Abruzzo, fortemente identitario per l’emigrazione abruzzese e per le storie che può raccontare.

E’ il borgo di Introdacqua, a pochi chilometri da Sulmona, al centro della valle peligna, riconosciuto tra i borghi più belli d’Italia. In questo piccolo paese di 2.000 abitanti, oggi guidato da un giovane sindaco, Cristian Colasante, è nato, nel 1894, “il poeta della pala e del piccone”: Pasquale d’Angelo, diventato in America Pascal D’Angelo.

Non a caso a Introdacqua è stato creato il Museo Regionale dell’Emigrante, oggi purtroppo chiuso, ma che dal 2023 potrebbe riprendere l’attività, dopo che la nuova amministrazione sarà riuscita ad approvare un bilancio che consentirà, alle povere casse comunali, di permettersi il “lusso” di pagare le spese per tenerlo aperto. Il museo si trova nel Palazzo Trasmondi, in un edificio alto e imponente che caratterizza il centro storico di Introdacqua, e prende il nome dal casato proprietario, i Trasmondi, che furono gli ultimi feudatari della zona.

Il Museo Regionale dell’Emigrante si propone d’illustrare le vicende dell’emigrazione italiana dei primi anni Novecento, prendendo spunto dalle esperienze vissute dal poeta e scrittore Pascal D’Angelo, emblematiche di una storia d’Abruzzo ancora poco conosciuta. Pascal D’Angelo, nato nella frazioncina di Cauze di Introdacqua, dove tuttora è rimasta in piedi la povera abitazione in cui viveva la sua modesta famiglia, era il primo di due figli. Costretto a svolgere i lavori umili dei contadini, nel 1910, con suo padre Angelo, partì da Napoli per gli Stati Uniti imbarcato sul piroscafo Celtic, dichiarando d’avere 14 anni anziché 16, per aggirare le prescrizioni normative italiane sull’emigrazione che non consentivano l’espatrio dei ragazzi al di sopra dei 15 anni senza regolare libretto di lavoro.  Il nuovo mondo si rivelerà ancor più duro della sua terra d’origine, ma Pascal D’Angelo rimase caparbiamente in “America”, al contrario del padre e di molti altri suoi compaesani, convinto di riuscire a raggiungere il suo sogno americano. E il sogno era quello di veder realizzate le sue ambizioni letterarie. Pasquale lavorò nei cantieri ferroviari come operaio di fatica e in condizioni durissime, ma presto si rese conto dell’importanza d’imparare la lingua degli americani per poter riscattarsi, consapevole che la sua natura poetica avrebbe potuto aprirgli uno spiraglio di luce. Appreso l’inglese con tenace determinazione frequentando le biblioteche pubbliche di New York, cominciò ad usare il linguaggio poetico per trasmettere le sue emozioni e la sua storia d’emigrante. Dopo diversi tentativi il suo impegno letterario venne riconosciuto: nel 1922 viene pubblicata su una rivista a larga diffusione la sua prima poesia, cui seguono altre liriche pubblicate su importanti riviste e di lui s’interessarono molti critici letterari. La sua storia e il suo caso diventarono noti in America ed in Europa. Nel 1924 la casa editrice Macmillan di New York pubblicò la sua autobiografia “Son of Italy”, suo primo ed unico romanzo. Ma la notorietà non cambiò di molto la sua vita grama. Morì a 38 anni in solitudine, il 17 marzo 1932, in un ospedale di Brooklyn per i postumi di una appendicectomia.

Pascal D’Angelo, “il poeta del piccone e della pala – the pick and shovel poet” come venne definito dai critici americani suoi contemporanei – è stato riconosciuto postumo personaggio di alta caratura artistica. I critici che si stanno attualmente occupando delle sue opere lo ritengono il precursore di uno stile letterario moderno, comune ad altri artisti e letterati emigrati in America.

Oggi il Comune di Introdacqua intende valorizzare la sua figura, riprendendo la sua storia per farla conoscere al grande pubblico, partendo dalla riapertura del Museo dell’Emigrazione, dove il racconto della sua vita diventa un capitolo emblematico del romanzo sulla storia dolorosa dell’emigrazione abruzzese.  (cram.regione.abruzzo.it/Inform)




L’Unità di Crisi della Farnesina e A2A insieme per la sicurezza in viaggio

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viaggiare sicurigAl via la collaborazione fra l’Unità di Crisi della Farnesina e A2A per diffondere la cultura della sicurezza in viaggio con particolare riferimento agli spostamenti per motivi professionali e nell’ambito dell’attività d’impresa.
Con l’obiettivo di promuovere la cooperazione tra pubblico e privato, A2A, in linea con i presidi di “Travel Security” già consolidati, ha recepito nella propria documentazione aziendale le valutazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Allo stesso tempo, ha anche promosso una campagna informativa interna volta a favorire scelte di viaggio consapevoli e responsabili, e ha esteso a tutti i dipendenti l’invito a scaricare l’App “Unità di Crisi” provvedendo alla registrazione della propria trasferta di lavoro oltreconfine all’interno del portale Dovesiamonelmondo.
La collaborazione conferma e rafforza i principi contenuti nelle linee guida di “Security” di A2A, che sono coerenti con l’impegno dell’Unità di Crisi della Farnesina a tutela degli italiani in viaggio all’estero. Il Gruppo è da sempre attento alla cultura della sicurezza ispirandosi sia ai principi del “Duty of Care” – il dovere del datore di lavoro di prendersi cura del proprio personale – sia al nuovo standard internazionale ISO 31030 Travel Risk Management. Per la Life Company, che si impegna quotidianamente nell’offrire servizi essenziali per la qualità della vita delle persone, l’attenzione verso i propri dipendenti è parte della missione aziendale.
Tutti i servizi dell’Unità di Crisi sono direttamente accessibili a imprese e cittadini, e comprendono il portale di avvisi di viaggio ViaggiareSicuri, con profili sempre aggiornati su oltre 220 Paesi e territori, il sito di registrazione Dovesiamonelmondo e soprattutto la nuova APP “Unità di Crisi”. L’applicazione, del tutto gratuita, offre l’accesso a entrambi i portali e consente di geolocalizzarsi per ricevere messaggi d’emergenza, nel rispetto dei dati personali. Alle imprese e organizzazioni che lo desiderano, l’Unità di Crisi offre l’integrazione gratuita dei propri servizi con i sistemi informatici aziendali, per consentire la registrazione automatica dei viaggi del personale. (aise) 




Turismo delle radici. Un percorso formativo per 15 giovani emiliano-romagnoli residenti all’estero

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ercorso formativo sul turismo delle radici destinato a 15 giovani emiliano romagnoli residenti allestero image 282x223Iniziativa promossa dal Comune di Codigoro (Ferrara) e realizzata con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

15 giovani emiliano-romagnoli residenti all’estero hanno la possibilità di partecipare ad un percorso formativo “misto”, in parte on-line e in parte in presenza, sul tema del turismo delle radici, anche in vista dell’anno italiano del turismo di ritorno previsto per il 2024. L’iniziativa è promossa dal Comune di Codigoro, in provincia di Ferrara, in collaborazione con La Pro Loco di Codigoro e la Stazione Sociale APS, ed è realizzata con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo all’interno del Bando Boomerang 2022-2023 e del progetto “Le nuove opportunità offerte dal Turismo di ritorno: l’operatore turistico-culturale specializzato in viaggi delle radici”.

Il corso intende fornire competenze manageriali e tecniche per configurare l’offerta complessiva dei servizi di accoglienza del turismo delle radici e organizzare il processo di erogazione in funzione delle opportunità specifiche a tale mercato. In particolare, anche attraverso il confronto con docenti ed esperti, si intende co-progettare itinerari per creare nuovi pacchetti dedicati, e migliorare l’accoglienza, con l’obiettivo di stimolare l’aumento dei flussi turistici e generare vantaggi economici concreti sia per i ragazzi che vivono all’estero che per quelli che vivono sul territorio del Delta del Po. L’obiettivo è qualificare il prodotto turistico a livello locale mediante la formazione e il coinvolgimento diretto degli attori che potenzialmente potrebbero gravitare nel mondo del turismo esperienziale e culturale, creando nuovi pacchetti e figure professionali che si possano occupare del turismo di ritorno.

È prevista una prima fase “on line” di corso, che avrà una durata di 50 ore e al cui termine verrà rilasciato un apposito attestato di formazione. Si prevede di svolgere il corso online tra febbraio e marzo 2023. Al suo interno inoltre sono previsti approfondimenti sulla lingua italiana.

Tra i 15 partecipanti, alla fine del corso, sulla base della frequenza, delle competenze acquisite e degli aspetti motivazionali, verranno individuate 6 persone che proseguiranno il percorso in Italia. Il 50% dei posti a disposizione è riservato a giovani appartenenti alle associazioni di emiliano-romagnoli iscritte all’elenco regionale.

Le attività in presenza dureranno 3 settimane e sono previste in Italia, a Codigoro, nel Delta del Po e con escursioni in tutta la Regione Emilia-Romagna, nel periodo maggio/settembre 2023. Il monte ore formativo sarà di almeno 70 ore, con frequenza obbligatoria dell’80%.

I destinatari sono giovani emiliano-romagnoli all’estero, di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti, iscritti all’Aire o di origine o discendenza emiliano-romagnola, che dovrà essere attestata da associazioni emiliano-romagnole nel mondo. Requisiti richiesti sono anche la conoscenza della lingua italiana e il diploma di scuola media superiore o equipollente.

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro le ore 12 italiane del 30 dicembre 2022. Per informazioni: https://www.stazionesociale.it/. (Inform)

 




Turismo Culturale, motore di sviluppo per l’Italia

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downloadICOMOS Italia e SISTUR hanno siglato un accordo di collaborazione scientifica nel campo del Turismo Culturale, finalizzato allo sviluppo di attività di ricerca, formazione, divulgazione e trasferimento di conoscenza scientifica.
L’evento si è svolto nell’ambito della XIV Riunione Scientifica SISTUR, svoltasi presso l’Università di Roma “Sapienza” e che ha avuto come tema generale: “Turismo: verso una ripresa responsabile – Strategie, rischi, opportunità”.
L’International Council on Monuments and Sites – ICOMOS è una organizzazione internazionale, che la Convenzione UNESCO del 1972 sul Patrimonio Culturale e Naturale, all’articolo 8, individua come advisor body per l’iscrizione dei siti nelle Liste del Patrimonio Mondiale. Più in generale, ICOMOS promuove azioni a favore della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso Comitati Nazionali. “Il Patrimonio Culturale materiale e immateriale dell’Italia costituisce uno degli asset strategici per lo sviluppo economico del Paese: i nostri 58 siti UNESCO sono la testimonianza tangibile di questo vantaggio competitivo” ha dichiarato il Presidente di ICOMOS Italia, Maurizio Di Stefano.
All’interno dei 28 Comitati Scientifici Internazionali (di cui 24 attivi in ICOMOS Italia), quello sul Turismo Culturale è tra i più efficaci: porta un contributo originale al tema dell’equilibrio tra Conservazione e Sviluppo, individuando principi e strumenti per promuovere la crescita dei flussi turistici nel rispetto, però, dei caratteri identitari del Patrimonio e con il coinvolgimento diretto delle Comunità locali. “La Carta ICOMOS sul Turismo Culturale, aggiornata di recente anche grazie al fondamentale contributo del Comitato Nazionale Italiano, sarà un punto di riferimento imprescindibile per le attività che scaturiranno dall’Accordo”, è il punto di vista di Francesco Calabrò, coordinatore del Comitato.
La Società Italiana di Scienze del Turismo – SISTur, ha lo scopo di favorire l’approfondimento e la diffusione degli studi sulle tematiche delle scienze del turismo, sia sul piano nazionale che sul piano internazionale, favorendo relazioni tra studiosi ed esperti atte a facilitare e stimolare la ricerca e la formazione. “Le rilevazioni statistiche confermano che la fruizione turistica del Patrimonio determina importanti ricadute sul piano occupazionale e sul tessuto imprenditoriale, fornendo anche una quota consistente delle risorse necessarie per la sua conservazione” sostiene Fabrizio Antolini, Presidente della SISTur.
La Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente considera “Turismo, Patrimonio Culturale e Industria della Creatività” una delle cinque aree tematiche nazionali per rinnovare e rafforzare lo sviluppo del nostro Paese.
A fronte di un fenomeno come il Turismo Culturale, che contribuisce in misura cospicua alla ricchezza del Paese, si avverte l’impellente esigenza di ulteriori elaborazioni teoriche e soluzioni operative, attraverso lo sviluppo delle necessarie attività di ricerca. Occorre, pertanto, aumentare gli sforzi nella direzione dell’avanzamento delle conoscenze e dell’individuazione di soluzioni innovative ed efficaci.
È proprio in questa direzione che va l’Accordo tra ICOMOS Italia e SISTur, che intendono così sviluppare le necessarie sinergie per approfondire la conoscenza di un fenomeno complesso come il Turismo Culturale, al fine di elaborare, con il coinvolgimento dei diversi stakeholders interessati, una strategia condivisa e le azioni necessarie per rafforzare la relativa filiera. (aise) 




Il turismo enogastronomico in Italia spopola sui mercati internazionali

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vignevinoÈ forte l’interesse da parte del mercato dell’intermediazione internazionale verso l’enogastronomia italiana, figurando tra i primi quattro prodotti più venduti dai tour operator internazionali nel 2021. É quanto emerge dal recente studio Enit, svolto da Isnart tra luglio e settembre 2022 su un campione di 45 tour operator che commercializzano il prodotto enogastronomia per la destinazione Italia.
La regione più presente nei pacchetti turistici dedicati al food&wine è il Piemonte (58,3% dei T.O. intervistati), proposto in Austria, Germania, Spagna, Olanda e Regno Unito. Seguono Campania e Toscana. I mercati in cui questo prodotto pesa di più nell’offerta complessiva degli intermediari turistici sono la Spagna (venduto dal 33,3% dei T.O. spagnoli che propongono il nostro Paese), la Norvegia (27,3%), la Germania (26,3%), l’Austria (25%) e il Regno Unito (21,1%).
Forte è la connessione con la cultura: il 58,3% degli operatori specializzati in viaggi food&wine propone pacchetti in cui vi sono anche visite culturali in musei, monumenti e mostre temporanee.
Le eccellenze del Belpaese sono, inoltre, un elemento ricorrente in molti pacchetti turistici proposti dai T.O. stranieri, anche per quei visitatori che non vengono in Italia appositamente per trascorrere vacanze dedicate all’enogastronomia. Su alcuni mercati in particolare, l’interesse è tale che gli operatori non possono non proporre servizi food&wine, anche nei pacchetti dedicati ad altri prodotti turistici.
Tra chi sceglie una vacanza al mare senza rinunciare alla scoperta delle prelibatezze enogastronomiche locali sono soprattutto i turisti provenienti dalla Finlandia, dalla Germania, dal Brasile, dagli USA, dal Regno Unito, dall’Australia e dal Canada. Per i city break le degustazioni enogastronomiche sono comprese soprattutto nei pacchetti proposti dai T.O. della Germania, del Regno Unito, della Finlandia, del Brasile, della Svizzera, USA e Canada.
“L’interesse è crescente, il giudizio degli operatori dell’intermediazione è elevato, ma ci sono aree critiche sui cui intervenire per accrescere la competitività di questa offerta”, spiega l’ad di Enit Roberta Garibaldi. “Dall’indagine ne emergono due principali: l’accessibilità, intesa come facilità di prenotazione e organizzazione e livello delle informazioni disponibili; e la tempistica, elemento comune a tutte i pacchetti (non solo quelli a tema food&wine). Infatti, da a un lato, troviamo una domanda che tende a prenotare una vacanza sempre più sotto data e, dall’altro, un’offerta che punta in misura massiccia su una dinamica vetrina/booking online da affiancare alle proposte offline”. (aise)




Roots-in: a Matera la prima borsa internazionale del Turismo delle Radici

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21rootsinBrasile, Argentina, Canada, Messico, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Danimarca e Spagna. Arrivano principalmente da questi paesi i 50 tour operator che parteciperanno a “Roots-in”, la prima borsa internazionale del turismo delle origini che si chiude oggi, 21 novembre, a Matera, presso il centro congressi UnaHotels MH, a Borgo Venusio.
È un progetto della Regione e dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, in collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e con il supporto della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Hanno aderito, per questa prima edizione, circa 200 seller provenienti da ogni parte d’Italia e rappresentanti istituzionali da 11 regioni italiane, ciascuna delle quali sarà presente con uno stand e con le proprie offerte rivolte a questo specifico segmento di mercato.
“Roots-in – afferma il direttore generale di Apt Basilicata, Antonio Nicoletti – è la prima borsa internazionale dedicata al turismo di ritorno nella terra d’origine. Per gli italiani nel mondo e i loro discendenti, la ricerca delle origini è un forte motivo di viaggio e con Roots-in vogliamo che dalla Basilicata nasca un confronto stabile e un’occasione di incontro tra domanda e offerta, con spunti concreti sia per gli amministratori che per gli operatori”.
Ieri, il 20 novembre, si è tenuto il forum “Turismo delle Origini: stato dell’arte e prospettive” e ha visto il coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni e di esperti del settore. È rivolto agli stakeholders pubblici e privati e a chiunque fosse interessato ad approfondire i temi legati al turismo delle origini.
Nel pomeriggio i rappresentanti delle sedi Enit di USA, Canada, Messico, Argentina e Brasile hanno descritto caratteristiche e aspettative di questi mercati, maggiormente interessati al turismo delle origini, mentre gli altri interventi hanno portato casi e strumenti pratici per differenziare la propria offerta e quella del proprio territorio in chiave “ritorno alle origini”, con esperienze a confronto per definire la roadmap per l’incoming del turismo di ritorno in Italia, da dove partire e cosa serve per creare pacchetti turistici interessanti sul mercato.
Il workshop BtoB di oggi, invece, è indirizzato all’intero tessuto ricettivo e turistico italiano, dal comparto dell’accoglienza a quello della mobilità, a tutte le reti di impresa e agenzie e tour operator che si occupano di turismo esperienziale, che possono così proporre i propri prodotti e servizi ad una selezionata platea di buyer accuratamente selezionati dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata in collaborazione con ENIT.
“Si tratta – afferma il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi – di un evento funzionale a rafforzare il posizionamento della Basilicata nel mondo del turismo nazionale e internazionale. È anche una risposta concreta alle esigenze di operatori da un lato, viaggiatori dall’altro, interessati a riscoprire i loro luoghi di origine, che spesso coincidono con i nostri borghi, con le aree interne, con luoghi che soffrono fenomeni di spopolamento ma che dal rapporto con i loro emigranti possono scoprire nuove opportunità. Non una iniziativa estemporanea, ma un progetto concreto e programmatico, che parte dalla Basilicata ed è al servizio di tutta Italia”. (aise)




“Calabria Terra dei Padri” arriva a Catanzaro e Reggio

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31terradeipadriDopo i tre appuntamenti che hanno coinvolto i Comuni e i numerosi attori locali di Crotone, Cosenza e Vibo Valentia, il tour di “Calabria Terra dei Padri” (rivolto agli italo-discendenti sparsi nel mondo) arriva a Catanzaro e Reggio Calabria. Le date da segnare in calendario sono quelle del 7 e del 10 novembre. Gli incontri in programma si terranno rispettivamente alla Provincia di Catanzaro e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, entrambi dalle 17.00 alle 19.30.
Ospiti all’evento di Catanzaro saranno il presidente di Fincalabra, Alessandro Zanfino, il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile e l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Mobilità, Fausto Orsomarso.
All’appuntamento a Reggio Calabria, oltre a Orsomarso e Zanfino, sarà presente Carmelo Versace, sindaco f.f. metropolitano.
Il progetto di marketing territoriale della Regione Calabria gestito da Fincalabra, che ha lo scopo di valorizzare il turismo delle radici e internazionalizzare il sistema produttivo regionale, arriva in due province che nei decenni scorsi hanno assistito a un importante esodo di propri residenti all’estero.
Pertanto, l’obiettivo è far ritornare un gran numero di figli e nipoti di quei calabresi, motivati dalla voglia di riscoprire la propria terra d’origine. Ciascun appuntamento si aprirà con la presentazione del progetto, alla quale seguiranno il dialogo e l’ascolto dei cittadini e degli attori territoriali e un momento di networking per favorire la conoscenza reciproca e l’adesione alle iniziative.
Come nelle altre tappe, saranno coinvolti i Comuni, i cittadini e gli attori locali, che potranno conoscere meglio l’iniziativa e partecipare attivamente alla definizione del nuovo prodotto turistico. (aise)