Riviera Cristallina, dalla Calabria un ponte turistico tra Messico e Italia

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cristallinapuntovertSi scrive un nuovo capitolo nella complessa trama dei rapporti tra Italia e Messico. A guidarlo è Filippo Strano, console onorario d’Italia a Cancún e fondatore del marchio Riviera Cristallina, un progetto di rilancio territoriale «nato nel cuore della Calabria, ma con lo sguardo rivolto al mondo», si legge in un comunicato.

L’iniziativa —una piattaforma tecnologica e culturale sviluppata nell’ambito di un modello che coniuga accoglienza, sostenibilità, patrimonio identitario e commercializzazione strategica— mira a riposizionare l’Italia meridionale nel panorama turistico internazionale.

Il progetto, già pienamente operativo, coinvolge 40 comuni calabresi, oltre 85 km di costa e 1.000 km² di territori ricchi di storia, paesaggio e autenticità.

Strano ha unito dal 2018 imprenditori, amministrazioni locali, associazioni e cittadini per attrarre un turismo consapevole e internazionale con una reale ricaduta economica e culturale sul territorio.

Oggi l’iniziativa si amplia con la nascita, in questo contesto, di un gemellaggio operativo tra Riviera Cristallina e Riviera Maya, avviato nei mesi scorsi in collaborazione con le autorità locali dello stato di Quintana Roo, guidato dal coinvolgimento diretto del comune di Playa del Carmen come capofila.

L’alleanza va ben oltre le cerimonie simboliche: al centro ci sono scambi concreti di competenze, strategie comuni, circuiti di promozione integrata e soprattutto la reciprocità nei flussi turistici, grazie alla creazione e vendita di pacchetti esperienziali per entrambe le destinazioni.

In questa cornice si inserisce anche l’importante accordo firmato l’11 luglio 2025 con la compagnia aerea Neos e con World Moving, società internazionale di servizi turistici con sede a Cancún. L’associazione darà vita a pacchetti integrati volo + territorio, con un sistema capillare di accoglienza dall’aeroporto fino al cuore delle esperienze calabresi e viceversa.

«Abbiamo scelto di lavorare con partner che portano valore reale» —afferma Filippo Strano— «e che condividono una visione alta e concreta del turismo, un turismo fatto di esperienze, qualità, spesa consapevole, radicamento culturale. Non inseguiremo il modello a basso costo dei viaggi ‘mordi e fuggi’. La Riviera Cristallina punta a diventare un hub del turismo di fascia medio-alta, accessibile ma raffinato, proprio come già avviene in altre regioni del mondo, a partire dalla Riviera Maya».

A suggello di questo percorso, il prossimo 25 luglio la Riviera Cristallina riceverà a Roma, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, il premio Fairness Magazine Excellence – Valori e Talenti del Made in Italy, un riconoscimento all’innovazione, alla coerenza e alla visione che il progetto rappresenta.

Il posizionamento internazionale dell’iniziativa è ulteriormente rafforzato dall’integrazione di strumenti tecnologici già attivi e pienamente funzionanti: una app mobile e un widget per siti web, prime nel loro genere in Italia, sono già operativi e accessibili in diverse lingue. Offrono geolocalizzazione, schede interattive, call to action configurabili, eventi, itinerari, punti di interesse e promozioni dinamiche. A questi si affiancherà presto anche una piattaforma AI per la creazione automatica di pacchetti turistici personalizzati.

Una parte importante del successo del progetto è dovuta anche agli investimenti già attivati da parte di privati messicani, che hanno creduto nella visione della Riviera Cristallina e hanno deciso di sostenere attivamente il suo sviluppo.

Ma non solo. Dalla Riviera Maya arriva anche un patrimonio di competenze strategiche nel settore dell’ospitalità, che il progetto ha saputo valorizzare con una serie di iniziative di formazione, condotte da alti esecutivi di aziende di Cancún e rivolte ai titolari delle strutture ricettive, ai collaboratori e perfino alle scuole della Riviera Cristallina.

Un ponte reale, che non solo collega due territori, ma trasferisce conoscenze e professionalità dove ce n’è più bisogno.

«Il nostro obiettivo» —conclude Strano— «è costruire una nuova geografia del turismo italiano, e dimostrare che l’Italia del Sud ha le carte in regola per essere protagonista di un modello vincente. Il legame con il Messico è naturale per me, ma anche strategico per l’Italia. Cancún è la mia base quotidiana, ma viaggio spesso in Calabria per accompagnare il progetto fino a quando non sarà abbastanza solido da camminare da solo. Poi torno a osservarlo da lontano, con orgoglio».

Immagini: rivieracristallina.com

puntodincontro.mx




Il Cammino delle Dolomiti: anello di 500 km in 30 tappe

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20240929 141740 1024x576“Un nuovo percorso escursionistico d’eccezione arricchisce l’offerta turistica del Veneto”: il Cammino delle Dolomiti, un anello di 500 chilomretri suddiviso in 30 tappe, che attraversa alcuni dei paesaggi più affascinanti delle Dolomiti Bellunesi, Patrimonio Mondiale Unesco. “Un viaggio immersivo tra natura incontaminata, borghi autentici e siti di grande rilevanza storica, culturale e spirituale”, lo descrive l’assessore al Turismo del Veneto, Federico Caner, annunciando il riconoscimento di un nuovo cammino che arricchisce la rete dei cammini veneti e si snoda attraverso sentieri e strade secondarie, “offrendo ai viaggiatori un’opportunità straordinaria per scoprire il patrimonio naturalistico e storico della regione“.

SI PARTE DA UN SANTUARIO, SI PASSA DALLA CASA NATALE DI UN PAPA, SI TOCCA LA DIGA DEL VAJONT…

Ogni tappa, si promette, conduce “a luoghi unici”: dal Santuario dei Santi Martiri Vittore e Corona, punto di partenza del percorso, alla casa natale di Papa Giovanni Paolo I a Canale d’Agordo, dal sito minerario di Val Imperina alla diga del Vajont, simbolo della memoria collettiva italiana. “Si tratta di una esperienza adatta a tutti: agli escursionisti e ai pellegrini così come agli amanti della natura, delle tradizioni storico-culturali e dell’enogastronomia, capace di offrire itinerari adatti a diverse difficoltà e livelli di preparazione- spiega Caner- percorribile per gran parte dell’anno, il tracciato è stato studiato per garantire un’esperienza accessibile e immersiva, con segnaletica dedicata e una rete di servizi per l’accoglienza, il ristoro e il pernottamento”.

BOSCHI, VALLI, VETTE… “È ANCHE UN CAMMINO DI INTROSPEZIONE”

– Il Cammino delle Dolomiti “si inserisce nella strategia regionale di valorizzazione dei cammini veneti, promuovendo un turismo sostenibile che rispetta l’ambiente e valorizza le comunità locali- continua Caner- attraverso boschi secolari, valli incantate e vette maestose, i visitatori possono, dunque, vivere un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa, riscoprendo la bellezza del viaggio lento e consapevole. Ma oltre al fascino naturalistico, il Cammino delle Dolomiti è un percorso di introspezione e spiritualità: ogni passo è un invito alla riflessione, tra antichi luoghi di culto, capitelli votivi e monasteri immersi nel silenzio della montagna. Un viaggio che unisce storia, tradizione e fede, rendendo l’esperienza ancora più profonda e significativa”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il Presepe vivente nei Sassi di Matera

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1600x1000 presepemateraGiunta alla 14° edizione, la rappresentazione sacra teatrale degli eventi legati alla nascita di Gesù, torna ad animare il suggestivo scenario dei Sassi di Matera, patrimonio Unesco.

Riprendendo una formula ormai consolidata negli anni, anche quest’anno la rappresentazione si snoderà negli antichi quartieri che faranno da sfondo alle varie scene, le tipiche grotte materane.

Un itinerario accompagnerà i visitatori lungo un percorso programmato che condurrà alle 5 stazioni dove dei “quadri Viventi” metteranno in scena gli episodi principali legati alla nascita di Gesù: Annunciazione, Visitazione, Sinedrio, Strage degli Innocenti e Natività.

Dal 7 Dicembre al 5 Gennaio 2025 numerose manifestazioni, culturali, artistiche ed enogastronomiche, e tour organizzati animeranno il centro della città e faranno da contorno alla sacra rappresentazione del Presepe Vivente.

Photo creedits Matera Landscape

da italia.it




Matera, la capitale italiana del Turismo delle Origini

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15rootsAnche quest’anno la Basilicata si prepara ad ospitare l’unico evento in Italia interamente dedicato al turismo delle origini rivolto al mondo dei tour operator, agli stakeholder dell’industria della vacanza, ma anche ai cittadini che vogliono conoscere più da vicino questo particolare segmento di viaggio. Inizierà lunedì 18 nel centro congressi di Mh Hotel, al borgo Venusio di Matera, la 3ª edizione di Roots-in – Borsa Internazionale del Turismo delle Origini.
Un’edizione molto speciale, quella in programma fino al 19 novembre, non solo perché cade proprio nell’anno dedicato alle radici italiane nel mondo, ma anche perché sono tanti i tour operator che si sono dati appuntamento a Matera: 155 seller provenienti da ogni regione italiana, 74 buyer provenienti da Sudamerica, Canada, Spagna, Belgio, Australia e Usa, 12 espositori fra enti e aziende, 13 regioni italiane con i loro stand e le loro offerte.
Roots-in, la Borsa internazionale del Turismo delle Origini è organizzata da Apt Basilicata, Regione Basilicata in collaborazione con Enit e con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.
La Borsa inizierà il 18 novembre, alle 9.30 con il forum dedicato al Made in Italy moderato dalla giornalista del Tg1, Valentina Bisti.
Dopo i saluti istituzionali di Raffaele Ruberto, Commissario Prefettizio del Comune di Matera, Marcello Pittella, Presidente Commissione Lucani nel Mondo e di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata si parlerà di Made in Italy e di Italiani nel mondo con Antonio Nicoletti, direttore generale di Apt Basilicata.
Interverranno fra gli altri Fabio Borghese, Senior EVP Head of International Expansion Arsenale Group, Pietro Caldaroni, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali ITA Airways, Rosamaria Derosa, Vicepresidente CNA nazionale, Ivana Jelinic, Amministratore Delegato ENIT, Dina Ravera, Presidente Destination Italia, Giacomo Vigna, Dirigente Agroindustria, industrie culturali e creative, industria del turismo – Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Luigi Maria Vignali, ministro plenipotenziario, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
Seguirà, alle 12.30, la tavola rotonda sul tema “Il viaggio di ritorno alle proprie origini nelle regioni italiane”.
Sandro Pappalardo – Consigliere CDA ENIT SpA per la Conferenza Permanente Stato-Regioni coordinerà gli interventi degli assessori delle regioni Basilicata, Abruzzo, Calabria e Puglia.
Una parte molto importante di Roots-in è rappresentata dai Lab, momenti di informazione e formazione sui diversi aspetti del turismo delle origini, da quelli di carattere sociologico a quelli di comunicazione, di gestione e organizzazione.
Alle 14.45, nelle sale Azalea e Camelia inizieranno i Lab: dalle narrazioni di Emilio Casalini, conduttore del programma Generazione Bellezza, alle testimonianze di Juliana Lopez May, famosissima cuoca e influencer argentina, e di Simona Tedesco, direttore di Dove Rcs.
Fra i diversi panel in programma, alle 17.30, anche un collegamento video con il Consolato Generale a Boston in occasione del Festival della Creatività italiana nel mondo 2024.
A seguire, alle ore 18, in anteprima assoluta uno spettacolo-evento di Dino Paradiso. “Se non torni perché parti?” è il titolo del Comedy Show CabarJazz che vedrà insieme l’attore Dino Paradiso e un quartetto jazz con Bruno Montrone (Piano) – Giovanni Scasciamacchia (batteria) – Giuseppe Venezia (contrabbasso) – Attilio Troiano (multi-strumentista, voce).
Si tratta di uno spettacolo interamente scritto per Roots-in per parlare di turismo delle radici in modo divertente, ironico e poetico attraverso una costante interazione tra la musica jazz del quartetto, e le gag di Paradiso. Ingresso libero.
I Lab continueranno anche il 19 novembre per tutta la giornata a partire dalle ore 10. Fra gli interventi previsti quelli di Giancarlo Dall’Ara – Esperto di marketing e accoglienza nei borghi, Laura D’Ambrosio – Direttore Italy for Weddings, Gaia Leonardi – International Au Pair, e di numerosi altri relatori.
Nel corso dei Lab verrà presentata per la prima volta l’Antologia lucana, una pubblicazione voluta e realizzata da Apt per l’insegnamento della lingua italiana nel mondo. Il volume contiene una selezione di estratti di autori lucani o di autori che hanno avuto rapporti con la Basilicata, box di approfondimento sugli aspetti turistici ed esercizi di italiano. Si tratta di una pubblicazione edita da Edilingue che potrà essere adottata nelle scuole di italiano nel mondo e negli istituti italiani di cultura.
Fra i Lab anche la presentazione di un quaderno di marketing prodotto da Apt Basilicata con il quale si racconta nel dettaglio la nuova strategia relativa al Turismo delle Passioni.
Tra i panel in programma nella seconda giornata anche “Italea nel 2024, anno delle radici italiane nel mondo: bilanci e prospettive future” con l’intervento di Giovanni Maria De Vita – Responsabile Progetto Italea, Ministero degli Affari Esteri.
Il programma nel dettaglio è disponibile qui. (aise) 




Al Sud ad Halloween per visitare i borghi fantasma

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La notte del 31 ottobre andare a caccia di luoghi che celano storie nascoste e misteriose è un’idea vincente: per fare questo, i borghi fantasma in Italia sono la destinazione ideale.

Tra i Borghi del Sud Italia ne spiccano alcuni molto speciali perché sono paesi medioevali perfetti per trascorrere la notte di Halloween unendo la bellezza del paesaggio italiano al piacere del brivido.
Spesso fanno parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, completamente abbandonati o trasformati in alberghi diffusi dove prenotare una notte molto speciale.

Craco in Basilicata è una meta da brividi lungo la schiena

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A circa 50 km da Matera e dai suoi Sassi c’è Craco uno dei borghi d’Italia da visitare a Halloween perché riserva molte sorprese a chi va a caccia di brividi lungo la schiena. L’antico paese medievale, arrampicato su uno sperone di roccia è stato abbandonato tra gli Anni 60 e i primi Anni 80 per il pericolo di frane.
Domina il silenzio: l’unico rumore che sentirete sarà quello dei vostri passi e del vento che soffia.

Potete visitare l’antico castello, con una torre normanna del 1400 alta 20 metri, la Chiesa Madre decorata da maioliche e quattro palazzi nobiliari con affreschi sopravvissuti ai crolli: palazzo Carbone, palazzo Grossi, palazzo Cammarota e palazzo Maronna.
Sbirciando tra le mura crollate vi sembrerà di essere su un set cinematografico. Non a caso, qui sono stati girati diversi film.

Perdersi nelle viette del borgo fantasma di Apice Vecchio per ascoltare il tempo perduto

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Tra le strade abbandonate di Apice Vecchio, vicino Benevento, vi verrà istintivo camminare in punta di piedi per non disturbare il profondo silenzio che regna in questo luogo.
Il borgo se ne sta arroccato su una collinetta, raccolto intorno al Castello dell’Ettore. Le case sono costruite una a ridosso dell’altra. Due terremoti, nel 1962 e nel 1980, hanno segnato la storia di questo villaggio. Perdetevi nel labirinto di viette che raccontano un tempo perduto.

Nel borgo di Pentedattilo in Calabria in autunno si cercano i fantasmi

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Immerso nell’incanto della Vallata Sant’Elia, Pentedattilo rivela le sue origini greche sin dal nome che significa “cinque dita” e si riferisce alla forma della rupe che svetta alle spalle del paese. Secondo le fonti il borgo esisteva già nel IX secolo e si trova nell’area grecanica della Calabria dove si parla ancora un dialetto greco. Iniziò a spopolarsi dopo il terribile terremoto del 1783 che lo danneggiò gravemente.

All’inizio del 1800 quasi tutti gli abitanti si erano ormai trasferiti nel vicino Melito Porto Salvo ma, di recente, Pentedattilo sta rinascendo grazie a un museo delle tradizioni popolari, alla presenza di botteghe artigiane e all’ospitalità diffusa nelle vecchie case del borgo.
In estate si anima grazie al Pentedattilo Film Festival ma in autunno torna a essere quasi deserto: il momento giusto per andare a caccia di fantasmi.

Una stanza da provare a Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo

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A circa 60 km da L’Aquila si trova Santo Stefano di Sessanio, un piccolo borgo abbandonato a 1250 metri di quota tra le cime del Parco Nazionale del Gran Sasso. Il borgo fortificato risale al XIV secolo quando si trovava sotto la signoria dei Medici di Firenze. Dopo l’Unità d’Italia iniziò a essere abbandonato a causa dell’emigrazione.
Oggi è un luogo pieno di fascino che sta trovando nuova vita da quando un imprenditore italo-svedese ha acquistato alcune antiche abitazioni contadine per ristrutturarle e trasformarle in albergo diffuso.
Nonostante la sua lunga storia di abbandono, è ancora uno dei borghi più belli d’Italia con le sue casette di pietra calcarea, i tetti con i coppi e un labirinto di vicoletti.

Atmosfera da fiaba a Rocchetta Alta in Molise

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Arroccato sulla valle del Volturno a breve distanza dalle sorgenti del fiume, Rocchetta Alta è circondato da una natura meravigliosa e si trova nei pressi di un antico santuario rupestre con affreschi del XII secolo.
In cima al paese un vecchio castello sorveglia l’antico centro. Verso la fine dell’800 la chiesa fu abbandonata, insieme a molti altri edifici del borgo. Con il tempo, la natura si è ripresa le mura di pietra e oggi camminare per queste vie è come fare quattro passi in una vecchia fiaba.

da italia.it




CarTES: nasce la Carta per il turista enogastronomico sostenibile

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15terranostraÈ stato presentato al TTG Travel Experience di Rimini un progetto inedito a livello globale e di primaria importanza per i temi del turismo sostenibile, frutto della collaborazione di otto organizzazioni nazionali e internazionali. Si tratta di CarTES, Carta per il Turista Enogastronomico Sostenibile. Questo documento è destinato a diventare un progetto pilota per l’applicazione su larga scala a livello europeo.
Le organizzazioni che hanno aderito al progetto e realizzato la Carta per il Turista Enogastronomico Sostenibile sono: Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, Associazione Nazionale Città del Vino, Associazione Nazionale Città dell’Olio, Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Terranostra-Coldiretti, Iter Vitis, Unpli – Unione delle pro loco italiane, Associazione Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, oltre ai partner tecnici PG&W e Acta – Sensi Contemporanei. Le piattaforme Divinea, Foody e Winedering comunicheranno la Carta a chi prenota le esperienze tramite le loro app. Tutti i soggetti coinvolti hanno operato a titolo gratuito, sposando la causa e il valore dell’iniziativa.
Iter Vitis porterà il progetto a livello internazionale. CarTES sarà infatti diffusa nei 24 Paesi aderenti all’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, e tradotta nelle lingue locali per garantirne la massima accessibilità. Verrà presentata a tutta la rete il 18 ottobre in Moldova, in occasione dell’assemblea del XV anniversario. Aree pilota saranno la Grecia, l’Erzegovina e la Moldova. Verrà avviata una stretta collaborazione con altri Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa per ampliare ulteriormente la portata del progetto.
“La Carta per il Turista Enogastronomico Sostenibile è un vademecum per fare esperienza in modo sostenibile dell’enogastronomia di un territorio, nel rispetto dell’ambiente, della cultura e della comunità locale. È un passaggio necessario perché, in media, l’impatto dei turisti sull’ambiente è stimato essere tre volte superiore a quello generato dai residenti, forbice che tende ad allargarsi soprattutto nelle destinazioni dei Paesi emergenti. E l’esigenza diventa ancora più urgente in tema di turismo enogastronomico, dove la sostenibilità è un driver sempre più importante nella scelta delle esperienze capaci di generare attenzione e stimolare la partecipazione”, afferma Roberta Garibaldi, presidente di Aite. “Secondo i dati del nostro Rapporto sul Turismo Enogastronomico, il 50% degli intervistati vorrebbe trovare proposte green. Anche comportamenti aziendali ed iniziative ad impronta sociale sono tenuti in considerazione, sfatando in parte l’opinione diffusa che la sostenibilità riguardi solo l’ambiente”.
“La carta del turista enogastronomico sostenibile è un’iniziativa importante e quanto mai necessaria, la sostenibilità è il tema che ci unisce, non a caso questa iniziativa è frutto di una partnership tra più attori, tutti accomunati dalla stessa causa. La codifica di buone norme e la sensibilizzazione per comportamenti e abitudini turistiche responsabili è il messaggio forte che vogliamo rivolgere ai viaggiatori e agli appassionati di enogastronomia di tutto il mondo, è il messaggio consapevole di tutti gli agricoltori e degli agriturismi della nostra rete”, dichiara Dominga Cotarella, presidente di Terranostra. “I nostri comuni – sottolinea il presidente di Città del Vino, Angelo Radica – sono un esempio concreto e virtuoso di turismo sostenibile legato al vino e alla gastronomia. Collaboriamo convintamente con CarTES perché si tratta di uno strumento concreto che consente ai viaggiatori di fare esperienza dell’enogastronomia nel rispetto dell’ambiente, della cultura e della comunità locale”.
“Le oltre 500 Città dell’Olio che fanno parte dell’associazione sono impegnate nel preservare e custodire l’immenso patrimonio olivicolo, materiale e immateriale – dichiara il presidente di Città dell’Olio, Michele Sonnessa –. Perciò, in loro rappresentanza, abbiamo deciso di aderire pienamente al progetto “CarTES”, una guida che si rivolge a tutti noi, che siamo viaggiatori, appassionati, produttori o operatori. Crediamo fermamente in questi valori, legati alla sostenibilità dell’ambiente e al saper fare turismo in maniera responsabile.” “La Federazione delle Strade del Vino dell’Olio e dei sapori crede molto nelle progettualità condivise, soprattutto su temi trasversali come quelli contenuti nella Carta. Cogliere tendenze in atto, studiarle, condividerle e disseminare il terreno di buone pratiche è come avere cura della vite o dell’olivo, affinché producano buoni frutti nel tempo”, afferma in conclusione Paolo Morbidoni, presidente della Federazione delle Strade del Vino dell’Olio e dei Sapori. (aise) 




Cna al Salone del turismo: “Ecco perché conviene la Capitale italiana della Cultura”

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cna 7 1024x768L’Italia manifatturiera non dispone di materie prime, mente il turismo ne è ricco. Per cui, “la traiettoria giusta è insistere sul turismo esperienziale, a 360 gradi”. Non poteva mancare, come da oltre un decennio, lo stand di Cna al salone del turismo di Italian exhibition group, il Ttg di Rimini. Uno spazio espositivo di circa cento metri quadrati all’interno del quale verranno organizzati durante la tre giorni di fiera sette workshop e 35 tra interventi e tavole. Con evento clou il convegno di questa mattina “Città capitale della cultura e ricadute socioeconomiche“, con protagoniste Pesaro, Agrigento e L’Aquila, rispettivamente capitali nel 2024, 2025 e 2026.

GREGORINI: “QUANDO SI VALORIZZA UN TERRITORIO VALE ANCHE PER LA SUA PICCOLA IMPRESA”

Per il made in Italy, è sicuro il segretario nazionale Otello Gregorini, “c’è una grande prospettiva, possiamo recuperare tanti punti di Pil”. L’associazione, prosegue, ha condiviso “fin dall’inizio questa scelta della Capitale italiana della cultura che deriva anche dall’Europa. È la possibilità con cui si valorizzano i nostri territori, non solo le città. E quando si valorizza un territorio si valorizza anche il mondo della piccola impresa, dell’artigianato, l’imprenditoria diffusa“. L’Italia, conclude, è “un paese straordinario e dobbiamo valorizzarlo al massimo. Nella valorizzazione del territorio, della storia, della bellezza, ci sta anche la nostra presenza e il legame che le nostre imprese artigianato hanno con il territorio. Un connubio perfetto che permette di valorizzare tutto il Paese, non solo le grandi città e quindi anche le nostre imprese che partecipano fattivamente”.

TOMEI: “IL BINOMIO TURISMO E MADE IN ITALY È ATTRATTORE INTERNAZIONALE”

Per Cna, mette in luce il coordinatore nazionale Turismo e commercio Cristiano Tomei, “è molto importante essere al Ttg. Ed è molto importante per le nostre imprese che sono oltre 400”. Anche quest’anno, aggiunge, “con una presenza ancora più importante. Il nostro sistema nazionale ha messo in campo tutte le regioni”, d’altronde “il binomio turismo-made in Italy, turismo-artigianato è il grande attrattore per il turismo internazionale del nostro Paese”. Tutti gli anni, gli fa eco il vicepresidente di Cna Turismo Roberto Masi, “cresciamo e riusciamo a dare risposte alle imprese”.
Il Ttg, concorda il presidente Cna Emilia-Romagna Paolo Cavini, è “un appuntamento storico, con tantissime persone interessate a conoscere il nostro sistema”.

I SINDACI DELLE “CAPITALI DELLA CULTURA” : “BENEFICI PER TUTTO IL TERRITORIO”

Il titolo di Capitale italiana della cultura, entra nel merito l’ex sindaco di Pesaro ed europarlamentare del Partito democratico Matteo Ricci, porta “benefici per tutto il territorio, un valore di marketing straordinario, siamo molto soddisfatti”. E infatti si valuta la candidatura a Capitale europea per il 2033, mentre si sviluppa il progetto di una rete di città medie da supporto alle grandi città d’arte. Cna, rimarca il direttore generale di Pesaro 2024 Silvano Straccini, è stata tra i primi partner e fare sistema è la carta vincente: “I dati di commercio e turismo, cosi come dei musei, danno grandi risultati”.
Agrigento non vede dunque l’ora e il sindaco Francesco Miccichè ricorda che non solo sono stati coinvolti, come da Pesaro, tutti i Comuni della provincia, è stato anche firmato un protocollo d’intesa con le altre nove finaliste per creare una rete turistica dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Si punta, prosegue, sulla “cultura del dialogo, delle relazioni, dell’integrazione”, con 44 progetti e tanti artisti nelle strade e nei locali accanto agli artigiani agrigentini. Così da invertire la rotta dei turisti che visitata subito la Valle dei templi non entrano in città e centro storico.
Anche L’Aquila, prende la parola l’assessore al Turismo Ersilia Lancia, punta sulla “forza delle relazioni” e su un dossier “ampio e unico. Una felice scelta di marketing ma anche un racconto autentico” che si declinerà in 52 eventi tra benessere e coesione sociale, innovazione e creatività, sostenibilità. “In qualsiasi posto d’Italia c’e cultura, questa è la nostra forza”, conclude l’assessore.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Quindici milioni di turisti in Italia per il ponte di Ferragosto

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c2dbe65be924ae306bcd4399903e02d2Per il ponte tra il 15 ed il 18 agosto sono attese 14,8 milioni di presenze nelle strutture ricettive, di cui il 56% di turisti italiani.

Poche le camere ancora disponibili, soprattutto nelle mete tradizionali delle vacanze estive: risulta infatti già prenotato il 91% dell’offerta disponibile, circa un punto in più rispetto al 2023, anche se – per la coincidenza del calendario – il ponte dello scorso anno è stato un giorno più lungo. A stimarlo è il Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, sulla base di un monitoraggio realizzato sulle principali piattaforme di prenotazione online.
Nonostante la prevalenza complessiva dei turisti italiani, si registra una leggera flessione della domanda interna rispetto allo scorso anno e il turismo di metà agosto è guidato dalle destinazioni con una forte vocazione internazionale, che hanno recuperato l’occupazione delle camere grazie al mercato estero.
Per le località marine il tasso medio di occupazione delle strutture è del 95%, in aumento di circa 2 punti; anche per le località dei laghi sale al 95% con un punto in più rispetto al 2023. Le strutture delle aree rurali/collina registrano una sostanziale stabilità, così come quelle delle aree del termale, mentre aumenta di 3 punti il volume delle prenotazioni registrato dalle strutture delle località di montagna. Per le città d’arte l’occupazione media si ferma all’83%, contro l’82% dello scorso anno, nonostante le alte temperature.
Un andamento differenziato emerge dai tassi di occupazione rilevati per le macro-aree del Paese. A fronte di una saturazione più elevata per le regioni del Sud e Isole, emergono valori sostanzialmente allineati alla media nazionale per tutte le altre aree. In particolare, tra le regioni del Nord Est si distingue il Trentino Alto Adige con un tasso di occupazione del 97%. Per le regioni del Nord Ovest spicca il dato della Valle d’Aosta e della Liguria, rispettivamente con il 95% e il 97%.
Tra le regioni del Centro Italia il valore più elevato è quello delle Marche. Infine, per le regioni del Sud e Isole i tassi di saturazione più alti sono stati rilevati per l’Abruzzo e la Sardegna.

ansa.it




Le mete preferite dagli italiani? C’è una città del Sud che batte (di gran lunga) tutte le altre

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foto a 2 sito 1 1024x576I viaggi rappresentano un’occasione per rilassarsi, esplorare nuovi luoghi e immergersi in culture e tradizioni diverse. Ma quali sono le destinazioni preferite dagli italiani? Un recente studio svela i luoghi più cercati per trascorrere le vacanze, rivelando tendenze interessanti e sorprendenti in Italia e all’estero.

SARDEGNA AL NORD, PUGLIA AL SUD: LE METE ITALIANE PIÙ AMATE

Tra le regioni italiane è da segnalare la popolarità crescente di Basilicata e Umbria, precedute da destinazioni classiche come Toscana e Trentino. In testa le due grandi isole e una regione marittima che ha guadagnato grande popolarità negli ultimi anni. Sorpende in questo caso l’assenza di Campania e Lazio. Interessante anche la distribuzione geografica che vede una netta divisione tra nord e sud del paese: al nord domina la Sardegna, mentre al sud si distingue l’interesse per la Puglia.

ALBANIA MEGLIO DEGLI STATI UNITI, AVANZA LA TURCHIA

Tra le mete estere, Tunisia e Marocco aprono la top 10 seguiti da Portogallo e Turchia, mentre fa notizia la posizione bassa della Spagna. In cima alle preferenze Croazia, Grecia e Albania, con quest’ultima che ha recentemente superato gli Stati Uniti grazie alla promozione delle sue bellezze naturali. Le preferenze variano significativamente a seconda delle regioni italiane, con un forte interesse per l’Albania al sud e per la Grecia al nord; in calo l’Egitto. Questi dati offrono uno sguardo interessante sulle scelte di viaggio degli italiani, lasciando spazio per ulteriori approfondimenti nella ricerca completa.

ASSENTE ROMA, NAPOLI IN TESTA

Lo studio prosegue con l’analisi delle città italiane più cercate e con una sorpresa: l’assenza di Roma. Siracusa, Mantova, Peschiera del Garda e Trieste occupano le ultime posizioni, mentre Bologna e Firenze si confermano mete intramontabili. Sul podio le sorprendenti Matera e Ortigia, in testa Napoli con un ampio margine di vantaggio (con il capoluogo campano che ‘vendica’ così l’assenza della regione nella prima classifica). A livello regionale, su tutte Sardegna, Abruzzo e Liguria, mentre Firenze domina in Toscana e Valle d’Aosta.

QUATTRO CITTÀ SPAGNOLE IN CLASSIFICA, MA LA VETTA È PORTOGHESE

La ricerca si conclude con il ranking delle città estere, aperto da Berlino, Barcellona e Madrid a pari numero di ricerche, con New York che rappresenta l’unica città non europea in settima posizione. Il primato spagnolo è confermato da Valencia e Siviglia (quinto e quarto posto), mentre le imperiali Vienna e Budapest occupano i gradini più bassi del podio. Lisbona emerge come la città più cercata con 900 ricerche. Le preferenze regionali variano notevolmente: Valencia in Emilia-Romagna, Vienna in diverse regioni del centro-sud (ma la percentuale più alta è nel vicino Friuli) e Budapest in Sardegna, Puglia, Veneto e Trentino. Lisbona riscuote il maggior successo nelle Marche.

Agenzia DIRE – www.dire.it




New York Times, ‘Sud Sardegna selvaggio, bello e ignorato’

spiaggia sa colonia vicino chia

spiaggia sa colonia vicino chiaMentre i viaggiatori scoprono il fascino mediterraneo di questa regione insulare, con le sue spiagge idilliache e la vivace capitale, la gente del posto spera di evitare la folla che soffoca tante altre destinazioni italiane”.

Il viaggio in primavera della giornalista del New York Times, Laura Rysman, nel Sud Sardegna è racchiuso in un sottotitolo di un articolo che mette al centro un viaggio fatto di esperienze, ambientali, culturali e gastronomiche, tra Cagliari, il Sulcis e l’interno del Campidano, alla scoperta di quella sardità definita “fragile, come lo è sempre il patrimonio”, perché “dipende tanto dalla gente del posto e dai politici impegnati quanto dai visitatori, quelli che affrontano il viaggio come immersione culturale piuttosto che come una lista dei desideri: e in questo tutti possiamo svolgere un ruolo”.

La scoperta dell’Isola da parte del Nyt prende avvio dal capoluogo – “piccola capitale del Mediterraneo” ma anche “una città che appartiene ai suoi residenti a differenza di Firenze, Venezia o altre città brulicanti di turisti” – con la “stravagante” festa tradizionale di Sant’Efisio, per poi immergersi nei vicoli del quartiere Marina, davanti al porto, per assaggiare piatti tipici a base di pesce e asparagi selvatici.

La giornalista chiacchera coi ristoratori che guardano con fiducia al nuovo corso politico in Regione e a Cagliari – oggi guidate da Alessandra Todde e Massimo Zedda – soprattutto per facilitare “l’apertura di piccole imprese, per i giovani e gli immigrati, regolamentare gli affitti per le vacanze e aumentare l’offerta culturale, attirando così i turisti anche oltre i mesi estivi”. E se anche l’offerta culturale, “rispetto ad altre città può sembrare più limitata”, il Nyt sottolinea la presenza del Museo Archeologico con la sua “fantastica collezione di antichi manufatti nuragici, fenici, romani” e gli “arcieri nuragici scolpiti nella pietra, conosciuti come i Giganti di Mont’e. Prama”.

Ma cita anche il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola a San Sperate, la reggia nuragica di Barumini e, sul versante ambientale, i fenicotteri rosa nell’area umida di Cagliari, nel parco della Giara con i suoi “ultimi cavalli selvaggi d’Europa” e l’altipiano di sugherete.

Anche qui il turismo lento emerge con la visita a un caseificio con annessa guesthouse e la scoperta del lavoro degli artigiani locali. Poi nel Sulcis con il “tentativo di trasformare un territorio ora svuotato dall’industria mineraria in un territorio naturale” e con “il parco circostante diventato parte del sentiero escursionistico di Santa Barbara”.

In primavera però c’è già caldo e la gente va al mare: il Nyt racconta della spiaggia del Poetto, “lunga chilometri”, e di quella di Piscinas con le sue “dune di sabbia più alte d’Europa”.

ansa.it