Il Cgie si incontra per discutere di rinnovo e turismo delle radici

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cgie logoROMA\ aise\ – In preparazione della parte conclusiva del processo di rinnovamento degli organismi di rappresentanza delle nostre Comunità all’estero, iniziato l’anno scorso con le elezioni dei nuovi Comites, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha convocato ufficialmente in forma virtuale, per domani, martedì 1 febbraio, alle ore 15.00 (orario italiano), una riunione per discutere di elezioni per il rinnovo del CGIE e di Turismo delle radici.
Alla riunione, assieme alle Consigliere e ai Consiglieri del CGIE, parteciperanno il Sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, il Direttore Generale per Italiani all’Estero, Luigi Vignali, e i parlamentari eletti nella circoscrizione estero.
I lavori potranno essere seguiti in streaming sulle pagine facebook e YouTube del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Il CGIE ha dunque invitato a seguire i lavori tutti i nuovi eletti nei Comites insediatisi il mese scorso, le Associazioni e gli Enti che a loro volta saranno convocati nel mese di aprile dalle Ambasciate italiane per eleggere i futuri Consiglieri del Consiglio Generale degli Italiani in rappresentanza dei Paesi di residenza. (aise) 




Turismo delle radici: De Vita (Dgit) al BestMed Project

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turismoradiciROMA\ aise\ – Si è parlato anche di turismo delle radici al BestMed Project che oggi a Roma si è interrogato sullo sviluppo di un network di osservatori sul turismo sostenibile. Tra gli intervenuti alla prima parte dei lavori, infatti, anche Giovanni Maria De Vita che alla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina si occupa appunto del progetto dedicato al turismo delle radici.
“Il “turismo delle radici” – ha esordito De Vita – rappresenta uno specifico segmento turistico che si rivolge alle comunità italiane e ai discendenti italiani all’estero (per un totale stimato di circa 80 milioni di persone). Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale d’Italia ne ha sempre riconosciuto le potenzialità, anzi oggi svolge un ruolo essenziale nella ripresa del turismo in Italia”.
I “tour delle radici”, ha spiegato il consigliere, “vanno oltre i circuiti turistici tradizionali. Arricchiscono i borghi antichi non solo economicamente, in termini di produzione, investimenti e aumento dell’occupazione giovanile, ma preservano anche gli edifici storici, generando un turismo ecosostenibile”. La Farnesina, in questo progetto, “si pone come riferimento nazionale per tutti gli attori che operano in tale segmento, grazie ai suoi Uffici all’estero e ai suoi contatti con associazioni ed enti di rappresentanza locali. Dal 2018 il MAECI presiede annualmente un tavolo di coordinamento tecnico che riunisce oggi 80 soggetti tra amministrazioni centrali, enti locali, centri accademici e di ricerca e associazioni. Questi stakeholder sono interessati alla realizzazione e promozione di un’offerta turistica integrata a livello nazionale dedicata alle comunità italiane nel mondo”.
De Vita ha quindi citato la “Guida alle radici italiane. Un viaggio sulle tracce dei vostri padri” curata dall’Associazione RAIZ Italiana; l’indagine “Alla scoperta dell’italiano: i tour delle radici in Italia” a cura dell’Associazione AsSud; il Master di primo livello “Progettazione e gestione dei percorsi delle radici” istituito dall’Università della Calabria; e la pubblicazione del “Primo rapporto sul Turismo Roots in Italia” nato dall’indagine condotta dalle università della Calabria e di Mar del Plata. Tutti progetti finanziati dalla Farnesina.
Il MAECI, ha aggiunto, “si avvale di esperti e accademici in quanto forniscono gli strumenti necessari alla programmazione turistica del territorio e alla progettazione di un’offerta turistica mirata. Tale interazione sinergica permette di avere una visione a 360 gradi su questo segmento turistico per sbloccarne le potenzialità, rivolgendosi sia agli utenti finali che agli operatori turistici”.
Infatti, ha spiegato, “i risultati del “Primo rapporto sul turismo delle radici in Italia” hanno evidenziato quattro aree di intervento per favorire un’efficace politica di marketing per il turismo delle radici: una pianificazione nazionale e regionale che raccolga, elabori e monitori costantemente dati statistici e informazioni sulla crescita della domanda, sull’andamento del mercato, sulle tematiche socio-culturali in atto, sull’evoluzione dell’offerta e così via; un’offerta mirata, in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative dei viaggiatori radici; la partecipazione degli stakeholder ai processi decisionali e di pianificazione strategica nonché la creazione di una rete che colleghi tutti gli attori pubblici e privati che operano in questo settore” e, infine, “una attività di comunicazione, attraverso i tradizionali e nuovi canali digitali, perseguendo la creazione di un collegamento duraturo tra le comunità italiane all’estero e il paese o la regione di provenienza”.
Il Progetto Turismo Radici, promosso dalla Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie è finanziato dal Pnrr.
Il Progetto, ha chiarito De Vita, “mira a sensibilizzare le comunità locali in Italia, da un lato, e le comunità italiane all’estero, dall’altro, attraverso specifiche attività di formazione, rivolte soprattutto ai giovani, attraverso la ricerca accademica e una grande campagna comunicazione, svolta attraverso la rete diplomatico-consolare. Inoltre, favorisce la promozione della digitalizzazione, facilitando le indagini relative alla ricerca genealogica dei documenti di famiglia, e la valorizzazione delle tradizioni regionali, sostenendo i settori dell’artigianato e della gastronomia”.
L’iniziativa, infine, “rappresenta un significativo impegno svolto in stretta collaborazione con gli enti locali e le amministrazioni regionali responsabili delle politiche pubbliche di sviluppo turistico del proprio territorio”.
“Particolare attenzione – ha evidenziato De Vita – sarà dedicata al monitoraggio delle attività svolte durante la realizzazione dell’iniziativa e del flusso di turisti che visiteranno i territori e usufruiranno di questa offerta appositamente studiata. Ciò – ha concluso – avverrà attraverso una rete organizzata con alcune Università italiane in diverse aree del Paese”. (aise)




Veneto, la strada delle 52 gallerie: non adatta ai deboli di cuore

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da3384562a074fdcb58b6ddbdc0a6c99In Veneto sulle Dolomiti, su trova una strada unica nel suo genere, percorribile solo a piedi e non adatta ai deboli di cuore: la strada delle 52 gallerie.

Costruita in meno di un anno (6 febbraio – novembre 1917) dal 5º reggimento dell’Arma del genio dell’Esercito Italiano durante la Prima Guerra Mondiale, è una mulattiera militare sul massiccio del Pasubio. 6555 metri di straordinaria ingegneria, di cui 2335 in gallerie scavate nella roccia. A idearla fu il capitano del genio Leopoldo Motti; in questo modo le retrovie italiane potevano far arrivare rifornimenti e comunicare con i soldati che si trovavano in Prima Linea in cima al Pasubio. Ogni galleria è numerata e ha un nome tutti scelti dal capitano Picone nel 1917, fatta eccezione per la numero 49 e la 50 che furono ‘assegnate’ nel 1991 dall’ANCR di Vicenza.

Un percorso suggestivo ed emozionante per il panorama che offre ma anche per la storia che racconta. 750 i metri di dislivello che vengono percorsi rigorosamente a piedi. È vietato andare con la bicicletta, a causa dei numerosi incidenti mortali che si sono verificati. Il periodo consigliato è quello della bella stagione poiché durante l’inverno a causa delle avverse condizioni meteorologiche possono verificarsi frane.

Le gallerie più spettacolari

Tra le gallerie più significative da segnalare sono la n°19 – Re (Vittorio Emanuele III) che con i suoi 318 metri è la più lunga. La n° 20 dedicata al Generale Cadorna, lunga 86 metri e realizzata all’interno di un eccezionale torrione di roccia. Il dislivello che si percorre con questa galleria è notevole e per questo fu realizzata come un cavatappi: si avvita su se stessa. Il panorama più spettacolare su gode all’uscita della galleria n°47 la Pallanza (ovvero il 249° Reggimento fanteria palanca), lunga ‘appena’ 22 metri.

Lungo la strada delle 52 gallerie, non c’è illuminazione: ogni tunnel è buio e largo in media 2,5 metri. È necessario quindi essere armati di una buona pila, non avere paura del buio e non soffrire di claustrofobia.

da Yahoo.it – Crediti foto@Shutterstock




Corridoi turistici Covid-free: la nuova Ordinanza del Ministero della Salute

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30ordinanzaROMA\ aise\ – L’Italia riapre le frontiere per le più ambite mete turistiche internazionali. Dal 28 settembre una nuova Ordinanza del Ministero della Salute ha istituito dei Corridoi turistici Covid-free per i territori di Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam), al ritorno dai quali non sarà necessario effettuare l’isolamento fiduciario.
Per poter beneficiare di questa eccezione, i passeggeri dovranno: esibire all’imbarco il Green Pass ed un test negativo effettuato nelle ultime 48 ore; sottoporsi, se la permanenza all’estero è superiore a sette giorni, ad ulteriore test in loco; esibire, al rientro nel territorio nazionale, un test negativo effettuato nelle quarantotto ore antecedenti all’imbarco; sottoporsi, all’arrivo all’aeroporto nazionale, ad un ultimo, ulteriore test che risulti negativo.
Con la stessa Ordinanza inoltre il Ministero della Salute ha riconosciuto l’equivalenza di alcuni vaccini, somministrati da autorità sanitarie estere, a quelli effettuati nell’ambito del Piano nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2. Si tratta, in particolare, di: vaccini riconosciuti da EMA – Agenzia Europea per i Medicinali; Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza di AstraZeneca; R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca; Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.
A seguito di tale riconoscimento i vaccini summenzionati sono considerati validi ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19 a favore dei cittadini italiani (anche residenti all’estero) e ai loro familiari conviventi, nonché ai cittadini stranieri che dimorano in Italia per motivi di lavoro o studio e a tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati vaccinati all’estero.
Inoltre le certificazioni verdi COVID-19 rilasciate dalle autorità sanitarie straniere a seguito di vaccinazione con i vaccini summenzionati (oltre ai vaccini autorizzati da EMA) sono considerate come equipollenti per le finalità previste dalla legge, purché riportino le informazioni di cui alla circolare in oggetto (dati identificativi del titolare, dati relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino, dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato) e siano redatte in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco (ove fossero rilasciate in un’altra lingua, dovranno essere accompagnate da una traduzione giurata). (aise)




Alla scoperta di Brescia, tra vino e cultura

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momento della premiazioneBrescia, la tappa necessaria ai turisti italo brasiliani ha ospitato la seconda Edizione del Premio Nazionale Letterario e di Cultura Franciacorta.

La Brixia Romana offre un ampio ventaglio di opportunità a tutti coloro che amano l’arte e la cultura con una ricca programmazione. Per i turisti italo brasiliani è possibile organizzare un tour  partendo dal Brasile- Fortaleza o altre zone all’insegna del bello della Franciacorta.

La terra madre dei bresciani, uno dei territori più rinomati per la produzione di vini d’eccellenza con centinaia di appuntamenti. La Franciacorta un’area di circa 200 chilometri quadrati con diciannove comuni  sicuramente è la destinazione perfetta  per trascorrere una giornata nella natura, tra buon vino, bei paesaggi e dove scattare una marea di stupende fotografie.

La terra del prezioso Bollicine  Franciacorta, Metodo Classico a cui il nome, é fra le zone italiane più amate dagli enoturisti e che ospita  il suo Premio Letterario e di Cultura. Quest’anno, la seconda edizione  realizzata sabato,04 Settembre alle 15.30 presso il Castello di Bornato dedicata alla memoria di Alessandro Bianchi (storico produttore franciacortino) patron della Cantina Villa Franciacorta. Madrina della manifestazione è Pia Donata Berlucchi dell’Azienda Fratelli Berlucchi Srl.

castello pubblicoLa cerimonia è iniziata  con il saluto delle autorità, del Commissario Straordinario dott. Stefano Simione e la presentazione  insieme all’autrice Sveva Casati Modignani del libro – La Vigna di Angelica romanzo ambientato a Borgonato. Di seguito è stato presentato il romanzo storico Congiure in Franciacorta, sono intervenuti il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, Eugenio Massetti e Alberto Fossadri.

L’evento é stato patrocinato dal Comune di Cazzago San Martino, della Pro Loco di Cazzago San Martino, Provincia di Brescia e l’Ass. di Comuni terra della Franciacorta. Una bellissima iniziativa con presentazioni, intermezzi musicali, visita all’esposizione di abiti d’epoca, degustazione di Franciacorta in abbinamento a prodotti tipici.Organizzata con passione ed efficienza da Mariuccia Ambrosini, una leadership del mondo del vino con esperienza di lungo periodo, protagonista per la sua tenuta franciacortina in collaborazione con le cantine partnership “eccellenze lombarde”con cui realizza le sue iniziative. Un appuntamento davvero speciale per condividere la passione e la conoscenza del territorio bresciano con emozioni e sensazioni uniche.

ingresso castelloIL CASTELLO DI BORNATO E LA SUA STORICA CANTINA L’evento un’occasione dedicata alla conoscenza del territorio dal punto di vista culturale, letterario ma soprattutto  una splendida opportunità per conoscere un luogo incantevole il Castello di Bornato, la sua storica cantina, una delle più antiche dimore storiche della Franciacorta, villa rinascimentale costruita all’interno di un castello medievale, una villa di produzione vinicola di grande fascino. Azienda agricola del Castello di Bornato gestito da 30 anni da Luisa Orlando, una delle prime donne del vino della Franciacorta. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie, ville patrizie e prestigiose cantine sulle sponde del lago d’Iseo. La posizione panoramica, il paesaggio della dimora fanno da sfondo e palcoscenico a una storia lunghissima, tradizionale, originale e unica che merita di essere raccontata. Nelle antiche cantine ubicate sotto la torre principale del castello,per 700 anni si è prodotto il vino del Catello di Bornato, fino ai primi anni 2000.Nella zona sotterranea,le botti presenti in rovere hanno più di 50 anni e ospitavano il vino rosso.

Esprimiamo grande soddisfazione per l’invito.

Non rimane che dare appuntamento a tutti per il prossimo anno, sarà la terza edizione del Premio Nazionale Letterario e di Cultura Franciacorta.Vi assicuriamo che sarà una meravigliosa  e incantevole giornata dedicata alla scoperta di Brescia e il suo territorio.

 




Delta fa paura, cominciate le cancellazioni di viaggi-vacanze

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121148205 05bb1560 c6a0 4ecc be97 99d400e7682fAGI – La variante Delta spaventa gli italiani: crollano le prenotazioni per le vacanze dopo l’avvertimento della Farnesina sui viaggi all’estero e di fronte al rischio di una nuova stretta per frenare l’impennata dei contagi nel nostro Paese. Secondo le stime della Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo, nell’ultima settimana si è registrato un calo del 50% delle richieste di prenotazione sia per l’estero che per l’Italia.

Il numero degli italiani che avevano deciso di fare le vacanze oltre confine era già esiguo, rispetto al periodo pre-pandemia: si tratta, sempre secondo i dati della Federazione, del 15% delle prenotazioni. Ma ora si è innescata una brusca frenata delle richieste, accompagnata da un’ondata di cancellazioni, sia per le mete interne che per quelle al di fuori dei confini nazionali.

“L’avviso diramato dalla Farnesina sui rischi dei viaggi all’estero ha ingenerato subito grande preoccupazione e ha provocato un forte rallentamento nelle richieste questa settimana”, spiega all’AGI Ivana Jelinic, presidente nazionale Fiavet. “Tenendo conto che in questi giorni gli italiani stanno decidendo la partenza delle prossime 3-4 settimane – dice Jelinic – già abbiamo visto negli ultimi giorni un crollo della domanda e le persone hanno deciso di non confermare e di aspettare. Stiamo parlando, rispetto alla settimana precedente, quindi fino a lunedì 12 luglio, già di un 50% di richieste in meno di prenotazioni sia per l’Italia che per l’estero. Questo coadiuvato da un insorgere di domande di annullamento perché qualcuno, colto dai timori, ha preferito addirittura cancellare, e si tratta di cancellazioni anche per le settimane centrali di agosto”.

Secondo il presidente Fiavet, “l’elemento che inizia a preoccupare e che desta grande preoccupazione sono proprio le cancellazioni: da un lato per via di quello che sta succedendo all’estero, dall’altro perché le ipotesi di far diventare alcune Regioni gialle e il fatto che si stia alzando l’allerta sta spaventando le persone che preferiscono rinunciare alle vacanze”.

“Questa si conferma essere un’estate last minute, in cui in base alla situazione si decide. Per chi non è già partito e non ha una partenza imminente nei prossimi giorni – osserva Jelinic – questo è il momento di decidere. Non ci sono più le prenotazioni anticipate come succedeva in passato, ci si riduce all’ultimo minuto”.

Le destinazioni più gettonate, spiega, “sono Grecia, Spagna, Croazia e Malta. A Malta abbiamo un numero rilevante di connazionali, ragazzi, soprattutto minorenni, che stanno facendo le vacanze studio e che sono in quarantena perché risultati positivi o contatti diretti di positivi. In Spagna ci sono prevalentemente giovani italiani che hanno scelto di viaggiare per vacanza. Moltissimi sono i cosiddetti turisti fai da te che hanno deciso di partire e trovandosi nella situazione di essere risultati positivi devono fare isolamento e quarantena. Tuttavia, avendo organizzato il viaggio per conto proprio non sono coperti dall’assicurazione e i costi sono a loro carico”.

Il presidente Fiavet invita quindi i turisti italiani a “rivolgersi rigorosamente ai professionisti e a sottoscrivere le assicurazioni”. “Oggi – conclude – nel 90% dei casi il cliente la polizza assicurativa facoltativa l’acquista anche perché siamo in alta stagione”.




Stop dal 1 agosto al passaggio delle grandi navi a Venezia

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174842961 dfd1d6c2 cc67 4747 b1b2 eb3a2e3a4c95AGI – Dal primo agosto le grandi navi non potranno più transitare davanti a San Marco e sul canale della Giudecca. Lo stabilisce il decreto legge approvato nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri. Sono previsti risarcimenti per le aziende che saranno danneggiate da questa decisione. Le navi da crociera potranno attraccare provvisoriamente a Marghera. Il decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede il divieto di navigazione a Venezia e nelle vie marittime definite di interesse culturale.

Il divieto di navigazione è previsto per le navi con almeno una di queste caratteristiche: – più di 25.000 tonnellate di stazza lorda; – più di 180 metri di lunghezza; – più di 35 metri di altezza – produzione superiore allo 0,1% di zolfo. E’ previsto un fondo per garantire un contributo alle aziende dell’indotto e ai lavoratori. Le navi che non hanno le predette quattro caratteristiche, e che sono dunque considerate sostenibili, potranno continuare ad attraccare (si tratta di navi da crociera da circa 200 passeggeri). Il decreto entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

“Il Decreto adottato oggi costituisce un importante passaggio per la tutela del sistema lagunare veneziano”, è il commento di palazzo Chigi: queste norme intervengono nell’immediato con le cautele e i ristori necessari per mitigare l’impatto occupazionale sul settore e si affiancano al concorso di idee, il cui bando è già stato pubblicato, per la futura realizzazione e gestione di punti attracco fuori dalle aree protette della laguna con l’obiettivo di rendere compatibile l’attività croceristica con la salvaguardia paesaggistica e ambientale.

Al tempo stesso si concluderanno i lavori di completamento del Mose e si realizzerà in tempi brevi l’Autorità della Laguna con la rinascita del Magistrato alle acque”, prosegue palazzo Chigi.

 “È una giornata storica, dopo anni di attesa da parte di tutto il mondo. Dal primo agosto le grandi navi non passeranno più davanti a San Marco nel canale della Giudecca”, è stato il commento del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, al termine del Cdm che ha detto di essere “orgoglioso per avere mantenuto l’impegno”.
Franceschini ricorda che si tratta di una “decisione attesa dall’Unesco e da tutti coloro che sono stati a Venezia e sono rimasti stravolti dalla grandezza di queste navi passare nel luogo più fragile e bello del mondo. Una decisione importante. Ci saranno risarcimenti per chi subisce un danno per questa iniziativa ma finalmente l’Italia volta pagina”.
In Consiglio dei ministri “sono stati decisi investimenti per 157 milioni per realizzare approdi temporanei all’interno dell’area di Marghera – ha concluso il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini – un passo indispensabile per tutelare l’integrità ambientale, paesaggistica, artistica e culturale di Venezia, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.




Tra storia e natura: il fascino di Ostia

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fabulous village tour ostia anticaOggi  il nome ufficiale di Ostia è  Lido di Ostia ed è una frazione del comune di Roma Capitale.

Località balneare nota per i suoi stabilimenti balneare e per le sua spiagge libere, Ostia deriva il suo nome dal latino, ossia “foce” o “porta, entrata”. Un chiaro riferimento all’insediamento originale del VII secolo a.C. che alla foce del Tevere venne chiamato  “Ostia Tiberina” e con tutta probabilità fu edificato sotto il regno di Anco Marzio, quarto re di Roma.

Il villaggio nacque probabilmente come punto di approvvigionamento di sale anche se molto probabilmente divenne base delle prime flotte Romane. In età augustea fu rinnovato il foro e fu realizzato il teatro mentre lo stesso imperatore progettò la costruzione di un bacino portuale, realizzato poi dall’imperatore Claudio a circa quattro chilometri da Ostia. Sostituito dal porto esagonale di Traiano, progettato da Apollodoro di Damasco questa importante struttura crebbe in modo autonomo e sotto l’imperatore Costantino divenne una città autonoma. Con  lo spostamento della capitale imperiale da Roma a Costantinopoli, e con la crescente importanza del porto, l’insediamento originario fu progressivamente abbandonato e lasciato in rovina.

borgo di ostia antica roma 1Per l’intera età alto medievale l’insediamento romano fu utilizzata come cava di marmo. Una prima rinascita avvenne tra il 1483 e il 1487, quando il Cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, intraprese a proprie spese la costruzione dell’omonimo Castello che oggi rappresenta un esempio di architettura militare rinascimentale. L’inondazione che deviò però il corso del Tevere nel 1557 e la lenta formazione di paludi malariche determinarono la decadenza del Castello e l’abbandono del Borgo.

Nel  XIX secolo il territorio che una volta ospitava il borgo era costituito da saline e da paludi infestate dalla malaria mentre nel castello alloggiavano i prigionieri destinati ai lavori forzati, con i quali Pio VII e Pio IX  iniziarono i primi scavi archeologici di Ostia Antica. La bonifica venne realizzata con un sistema di canali per il deflusso delle acque e per merito di un nutrito gruppo di braccianti provenienti da Ravenna.

66366647589c3a4a35b54e57b9e9a2aaOstia (che oggi conosciamo come Ostia a mare) fu edificata durante il periodo fascista e la  sua tumultuosa crescita è visibile nei numerosi esempi di architetture civili, risalenti quasi tutte agli anni ’20.  Villino Rossini, palazzo del Pappagallo, e istituzionale, palazzo del Governatorato, la sede del Municipio X e delle Poste, la torre Acea, il Collegio Navale IV Novembre, il Palazzo dell’ex GIL rappresentano altrettante icone del razionalismo italiano e del neoclassicismo romano che trovano il loro contraltare nella chiesa di santa Maria Regina Pacis, chiesa di San Nicola di Bari e di san Nicola al Villaggio dei Pescatori, costruite tutte nel periodo che va dal 1919 al 1928.

Chi  arriva a Ostia per intraprendere l’affascinante tragitto verso i confini costieri meridionali del Lazio, non può esimersi dall’ammirare il teatro romano di Ostia Antica, eretto alla fine del I secolo a.C. e capace di ospitare fino a 2500 persone. Si soffermerà anche su  Tor San Michele, costruita nel Cinquecento, ma sicuramente apprezzerà anche le soste nelle numerose aree naturali e negli stabilimenti balneari storici che ancora oggi aprono ai turisti sul lungomare cittadino e dove è possibile fermarsi per gustare alcune pietanze tipiche del litorale come le rane fritte (uno dei piatti tipici della cucina di Nettuno), la zuppa di pesce alla portodanzese (piatto tipico della tradizione popolare di Anzio),  ciambelle al vino, crostini alla ponticiana, crostini con alici, le ciambelle al vino e l’immancabile pasta alla carbonara.

kursaal 1200x764Basttistini, fu il primo stabilimento balneare di Ostia, costruito nel 1919, cui seguirono Elmi, Salus, Urbinati (nel cui ristorante furono ospitati numerosi personaggi storici), Kursaal, Roma, Vecchia Pineta, Bagni La Vittoria, Plinius, Le Dune e Lega Navale. Tutti sono entrati in qualche modo anche nella storia del cinema. Ostia infatti ha avuto molto successo a livello cinematografico, ospitando il set di registi come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Sergio Citti, che in questo angolo d’Italia si sono innamorati anche della scenografia naturale offerta dalla natura.

dune di ostiaA Ostia infatti resiste un ecosistema dunale, sempre più raro lungo le coste della nostra penisola. Tra le dune di Capocotta, segnalate come sito d’importanza comunitaria e inserito nelle zone di protezione speciale, utilizzando le apposite passerelle che portano al mare, è possibile avvistare la testuggine di Hermann, una delle specie della fauna protetta in questo straordinario ecosistema naturale.

La tenuta presidenziale di Castelporziano infine, con i suoi 59 chilometri quadrati, presenta la maggior parte degli ecosistemi tipici dell’ambiente mediterraneo. Nata come riserva di caccia e azienda agricola, ha perso  progressivamente  queste specifiche destinazioni  e oggi i 500 ettari rappresentano un’area a elevato livello di biodiversità e un grande polmone verde di un angolo d’Italia dalla caratteristiche uniche e inimitabili nel grande puzzle dell’Italia da scoprire.




Peperone “made in Carmagnola”

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carmagnola peperoniAveva le idee chiare, Domenico Ferrero, commerciante torinese che nel 1925 decise di chiamare a raduno tutti gli ortolani dell’area di Carmagnola per tentare di ottimizzare la vendita del peperone, ortaggio che da anni aveva trovato terreno fertile nella zona. L’intuizione di Ferrero fu giusta e nel giro di pochi anni Carmagnola divenne la capitale italiana del peperone. Un successo straordinario per un ortaggio arrivato in Europa nel 1483 ma ancora poco utilizzato nella cucina dell’Ottocento.

La razionalizzazione commerciale degli agricoltori di Carmagnola nel giro di pochi anni fece conoscere il peperone a tutta l’Italia entrando di prepotenza nelle ricette e sui tavoli della Penisola. Sul finire degli anni ’40 nacque anche la sagra del peperone di Carmagnola, appuntamento fisso che da 72 anni accende le luci dei riflettori sulla città piemontese, nella quale per tutelarne gli ecotipii, venne costituito nel 1998  il “Consorzio di tutela e valorizzazione del Peperone di Carmagnola”. Oggi l’ortaggio fa parte dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte e rappresenta un valore aggiunto per il turismo, con migliaia di persone che si riversano nelle strade di Carmagnola per conoscere, degustare e acquistare questo straordinario prodotto agricolo e coniugare il piacere del gusto con quello della vista, respirando la storia di un borgo che si presenta ai suoi visitatori con la sua rete urbanistica ricca di storia nella quale spicca ad esempio  il Castello, che attualmente ospita il Palazzo Comunale. Edificato nel XIII secolo da Manfredo II, marchese di Saluzzo, dal 1700 al 1863 fu utilizzato come convento dai Padri Filippini.

abbazia di casanona 6Altrettanto fascino emana l’Abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova, di cui resta oggi soltanto la chiesa, con facciata rifatta nel 1680. L’abbazia fu fondata intorno al 1150 e rappresenta uno dei primi esempi di costruzione gotica in Piemonte. Altrettanto suggestive sono la Chiesa Collegiata dei SS Pietro e Paolo, costruita dall’architetto Giorgino Costanza di Costigliole tra il 1492 e il 1514, la Chiesa della Chiesa della Confraternita di S. Rocco (Sec. XVI – XVII), di architettura tardo barocco – seicentesco, la Chiesa di San Filippo (Sec. XVII), edificata tra il 1715 e il 1739 (oggi adibita a manifestazioni culturali e  la Chiesa di San Giovanni Decollato o della Misericordia.

peperone carmagnolaRiconosciuto a livello europeo come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) il peperone di Carmagnola è stato adottato da Slow Food come uno dei Presidi della provincia di Torino nelle sue quattro tipologie: il Quadrato (quasi un cubo, con quattro punte), il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (ibrido tondeggiante schiacciato ai poli come un pomodoro).

Nella vasta area espositiva (oltre 15 mila mq) della fiera nazionale del Peperone è possibile visitare oltre 250 stand e nei dieci giorni di manifestazione il numero di visitatori superano abbondantemente i 200mila visitatori, che non disdegnano di integrare l’appuntamento del gusto con l’itinerario museale. Dopo aver scoperto le ricette tradizionali che propongono il peperone  in bagna caöda, come contorno di arrosti e bolliti (in peperonata o in agrodolce), ripieno di carne macinata, erbe aromatiche e uova o conservato sott’olio o sott’aceto, i visitatori potranno andare alla scoperta dell’ Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa che sotto l’ ultimo vero sentè (strette e lunghe tettoie, i camminamenti, i “sentieri” dove si lavoravano e producevano le corde in canapa sono) risalente al 1905  ancora esistente in borgo San Bernardo, conserva e tramanda  la sapiente cultura della lavorazione della canapa e della fabbricazione delle corde.

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Museo della Canapa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

O della Galleria Civica d’Arte Contemporanea, ospitata nel Palazzo Lomellini (una delle più importanti dimore nobiliari che conserva una bellezza austera e signorile), del Museo Civico di Storia Naturale, Museo Civico Navale (inserito nella storia della cultura carmagnolese per l’antico legame con la lavorazione della corda), il Museo Tipografico “Rondani”, Casa Borioli (edificata nel XV secolo, conserva memorie, Casa Cavalli ( splendido esempio del pieno barocco), Casa Lionne (con il suo pregevole portale marmoreo in stile rinascimentale) e Casa Cavassa (Sec. XV) , in un percorso che trova il suo apice nella Casa delle Meridiane edificata nel 1499.

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Sulla sua  facciata è  presenta uno straordinario complesso di affreschi realizzati negli anni 1555-1557 concepito in funzione dei quadranti solari che vi sono inseriti. Infine non potrà mancare una sosta alla sinagoga, ultima testimonianza   dell’antico ghetto: un agglomerato edilizio minuto, separato dalla trama delle piazze, delle chiese, delle strade e dei porticati della città. Il luogo di culto ha conservato pressoché intatti i caratteri originari settecenteschi, ed è riconosciuta, per la linearità delle forme, per la suggestiva sequenza degli spazi, per la garbata eleganza degli arredi, come l’esempio più prezioso e significativo in Piemonte.




L’estate 2021 in Italia: una connessione tra uomo e natura

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img 20200718 202017Il solstizio è arrivato armoniosamente accanto l’energia vitale simbolo di rinascita e nuovo inizio.

L’arrivo della bella stagione,”il solstizio dell’estate”, l’abbondanza di luce da sempre considerata  un dono del cielo.Una festa nell’antichità legata anche a riti magici e pagani. Un giorno di ringraziamento alla Madre Terra celebrato dai celtici e altri popoli del mondo. La luce del sole, l’elemento magico da solo in grado di recuperare quel rapporto tra uomo e natura ormai perduto. Queste giornate calde che si fondono armoniosamente accanto la magia dell’estate, l’energia e vita. L’uomo come  parte della natura, storicamente abituato a convivere con tutte le specie del pianeta, messe insieme, una complessa e straordinaria rete della vita. Esseri umani  che dipendono dagli altri esseri viventi.

Allora, di cosa ci preoccupiamo in quest’estate? C’è bisogno di evadere e ritrovare quell’antico rapporto. Studi recenti hanno dimostrato che trascorrere due o più giorni circondati da paesaggi naturali fa diminuire nettamente i livelli di stress ed è in grado di aumentate la nostra capacità di concentrazione. Servono un soggiorno tra il verde, una bella spiaggia, un gelato, tanto relax, lontani da internet, telefono e televisione. C’è bisogno di staccare la spina, non pensare alle difficoltà economiche, la difficoltà di fare quadrare i conti a fine mese. Partire senza farsi condizionare dal costo della benzina. Non controllare neppure la posta elettronica, non usare il cellulare. Rinunciare a trucco e parrucco.Partire in cerca di tranquillità. Allontanare brutti pensieri gustando un aperitivo o una birra.

tablet 049Quindi, l’Italia è ricca di luoghi da cartolina  e di meravigliose espressioni della natura per entrare in armonia con i suoni e il silenzio. Consideriamo che in Italia ci sono infinite possibilità per trascorrere una vacanza circondati da meravigliose espressioni della natura senza bisogno di un lungo viaggio.La scelta è tra il mare o la montagna. Paesaggi incontaminati quelli che si possono trovare in montagna per avvicinarsi alla natura affrontando i percorsi scenografici, passeggiate tra le valli in mezzo ai boschi. Tutti luoghi autentici, ricchi di suggestioni nuove, in cui fermarsi ad assaporare gusti verace e spesso sorprendenti. Da località alpine alle cittadelle appenniniche con cinte da mura fortificata e attraversate da stradine in pietra, dagli angoli di qualche incantevole borgo medievale ricoperto di vigneti.

Una delle ragioni principali che spingono a scegliere il mare come meta delle proprie vacanze è proprio il sole e una bella passeggiata sulla spiaggia per un pieno di vitamina D. Una vacanza al mare è  un’ottima occasione per aggiungere al menu qualche piatto a base di pesce ricco di omega tre. Ancor prima di partire, già il solo pensare al mare rende più rilassati e felici. La predisposizione del corpo connessa agli effetti benefici dei raggi del sole fa sentire più sereni e carichi di energia. Ascoltare il suono ritmico delle onde favorisce il rilascio di serotonina e dopamina, gli ormoni della tranquillità e del buonumore. Aggiungete se possibile le spiagge, angoli di costa poco conosciuti, sparsi lungo i mari italiani dove lasciarsi cullare dalla brezza marina,.

img 20200816 103423Alla fine, ogni destinazione può andare bene, non esiste un unico modo di essere, l’importante è essere in grado di  ritrovare pace e serenità. Nessuno potrà resistere alla voglia di vivere queste esperienze, la colazione al bar con caffè o cappuccino, brioche alla crema o al cioccolato e due chiacchiere in compagnia. Bere il vino, il nettare degli italiani, quello della casa, che si imbottiglia nelle cantine ed è servito sfuso nelle caraffe delle trattorie. Mangiare il cibo fatto in casa, sani e genuini prodotti del territorio o panini alla porchetta per strada, davanti ai palazzetti dei concerti.

Apprezzare l’arte gratuita o accendere un falò che tutt’ora si fa per celebrare la vita e il futuro e per godersi il mondo rispettando il suo ritmo naturale. Stare bene con sé e  con le persone è quello  che ci vuole!

Buona estate a tutti!