Un aiuto all’Italia oggi per scoprire le sue bellezze domani

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92864856 216692813099334 5593275513750683648 oLa nuova piattaforma del turismo sostenibile Fairbnb.coop lancia la campagna #IoRestoaCasa & #ViaggioDomani: i proventi dei futuri viaggi in Italia saranno da subito utilizzati per il supporto a medici, infermieri e personale sanitario in prima linea contro il Coronavirus.

Da #fairbnbcoop un messaggio semplice, diretto anche agli italiani all’estero: prenotando oggi un viaggio nelle terre d’origine possiamo contribuire alla lotta contro il COVID-19 e al contempo programmare una vacanza sostenibile, aiutando l’Italia a risollevarsi.

La piattaforma https://fairbnb.coop, già attiva in versione beta, ha un modello di business etico e responsabile che prevede la destinazione a fondo perduto del 50% delle commissioni sulle prenotazioni a progetti di comunità a rilevante impatto sociale. In occasione dell’emergenza Coronavirus questa parte delle commissioni sarà devoluta a Istituti e organizzazioni impegnate nella lotta al Coronavirus e legate alle città pilota di Bologna, Venezia e Genova, mentre si sta lavorando per estendere l’iniziativa anche a Barcellona, Valencia, Amsterdam e altre città. Oltre a questo, #Fairbnbcoop si impegna a coprire direttamente tutte le spese di transazione, permettendo così al contributo per la lotta al Coronavirus e ai fondi per gli Host di arrivare a destinazione senza costi aggiuntivi.

Potremo quindi programmare un tour tra le boutique e le trattorie sotto il lunghi portici che si sviluppano intorno a Piazza Maggiore, cuore pulsante di Bologna, e nel frattempo sostenere la Fondazione del Policlinico Sant’Orsola.

Oppure potremo scoprire lo straordinario patrimonio artistico e architettonico distribuito lungo le calli e i canali di Venezia, devolvendo subito la propria commissione di viaggio sul conto corrente attivato dalla Regione Veneto per la “Raccolta fondi a sostegno emergenza Coronavirus”.

A Genova possiamo prenotare un b&b o un confortevole appartamento a pochi passi dall’Acquario o dalle spiagge di Pegli e Chighizola: le commissioni confluiranno sul conto corrente attivato dalla Regione Liguria.

In tutti i casi, i fondi raccolti saranno destinati al sostegno di medici, infermieri e operatori che lavorano in prima linea e contribuiranno anche al supporto di strutture e cure intensive negli ospedali delle tre città.




Dal “Turismo delle radici” un nuovo slancio per la ripresa del settore

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29raizitalianaguidaalleradici“È importante essere qui in questo momento di difficoltà per il settore turistico. Perché in questa situazione il turismo delle radici può dare delle risposte ed essere uno slancio per il rilancio”. Si è aperta con queste parole del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, la terza edizione del Tavolo di Coordinamento sul “Turismo delle Radici”, svolto questa mattina in videoconferenza.
Alla discussione, moderata prima da Vignali e in seguito dal Consigliere della DGIT, Giovanni Maria De Vita, hanno preso parte tutti gli enti interessati al turismo di ritorno (erano oltre 90 le persone collegate alla videocall). Un turismo che si rivolge agli italiani emigrati nel mondo e agli italo-discendenti. E molte sono le iniziative di cui i vari soggetti hanno parlato per favorire questo tipo di turismo, a partire dalla seconda edizione della Guida al Turismo delle Radici, che coinvolgerà altre regioni rispetto a quelle della prima edizione, passando per il progetto in fase di realizzazione del Museo Nazionale delle Emigrazioni di Genova e dalla nuova iniziativa de “L’Italia con voi” sui canali principali Rai, per concludere con un Master dell’Università della Calabria finalizzato a creare professionisti del Turismo di Ritorno che possano affiancare gli amministratori locali e attuare un lavoro serio su questo tema.
A dare notizia su queste iniziative è stato, nell’introduzione alla conferenza, Vignali che ha tracciato una linea di quello che rappresenta e può rappresentare in futuro il turismo delle origini: un “turismo fidelizzato, affezionato, che dovrà fare i conti con la pandemia, ma che può dare delle risposte nuove, attraendo flussi turistici che possono contribuire alla rinascita dei nostri comuni, dei nostri borghi e dell’enogastronomia italiana”.
Insomma, per Vignali il turismo delle origini rappresenta uno “slancio per il rilancio” dell’economia italiana legata al comparto turistico, di cui il “primo passo” è la seconda edizione della Guida al Turismo delle Radici, che nella prima edizione ha coinvolto Puglia, Basilicata, Emilia-Romagna e Abruzzo e che per questa nuova edizione, rivela Marina Gabrieli di Raiz Italiana, coinvolgerà Lombardia, Lazio, Calabria, Molise e Sicilia. La guida, secondo l’esponente di Raiz Italiana che curerà anche la seconda edizione, si pone come obiettivo quello di “creare un’offerta turistica più strutturata, che faccia conoscere bene che cosa sia il turismo delle radici”.
“Però – sempre secondo Vignali -, occorre fare una ricerca più approfondita per capire chi sono i connazionali che si riavvicinano al territorio italiano non solo per gustarne le bellezze, creando pacchetti turistici definiti e individuando nuovi metodi di comunicazione”. Si rivolge a questo il Master dell’Università della Calabria di cui ha parlato nel suo intervento il professor Tullio Romita, che mira appunto a creare delle figure professionali che affianchino gli amministratori locali per lavorare a questo tema e capire in cosa bisogna prepararsi e che tipo di offerta turistica dare. Queste figure si rivolgono specialmente ai piccoli Borghi italiani, di cui ha parlato Fiorello Primi dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”: “ci sarà bisogno di modellare un’offerta adeguata anche lì, strutturando e professionalizzando i luoghi che ospitano i turisti delle origini”. Coinvolta nell’argomento anche l’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) che attraverso la voce di Elena Di Raco, ha fornito una dettagliata panoramica sui numeri e il ruolo del turismo delle radici: “è fondamentale per noi, si parla di un flusso di 10 milioni di persone. Arrivavamo da una tendenza positiva, bloccata dalla pandemia. Ora stiamo migliorando”. E per migliorare, secondo Emilia Santarelli della Direzione Generale Turismo del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, bisogna marcare un identikit previso del turista delle origini nelle comunità italiane nel mondo, e fargli presente che “se credete all’Italia venite da noi”.
Per la promozione di questo tipo di turismo, che costituisce, secondo Antonello De Riu, Capo Ufficio della Promozione Paese della Farnesina, “una diversificazione importante che va nell’ottica di quello che cerchiamo di promuovere, ossia la diversificazione del turismo”, Marco Giudici di Rai Italia ha spiegato anche che quest’anno il palinsesto Rai non si bloccherà con l’estate e, in più, “L’Italia con voi”, trasmissione dedicata agli italiani nel mondo di Rai Italia, avrà una finestra su Rai Uno.
Tra le diverse iniziative c’è anche il progetto in fase di realizzazione, del Museo Nazionale dell’Emigrazione, messo a punto dal Comune di Genova in collaborazione con il Comitato Generale degli Italiani nel Mondo e con l’ENIT, di cui ha parlato Pierangelo Campodonico.
Ma “le tante iniziative valide”, ha concluso infine Vignali, “dimostrano la volontà dell’Italia di creare un’esperienza concreta a favore degli italiani nel mondo”. (lu.matteuzzi\aise) 




Farnesina: venerdí 29 il terzo incontro sul “Turismo delle Radici”

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30turismoPromuovere il turismo delle radici, ovvero i viaggi di tutti coloro che hanno origini italiane e che desiderano tornare in Italia per conoscere i luoghi da cui sono partiti i propri antenati, che può, inoltre, giocare un ruolo determinate nella ripresa dalla crisi del settore turistico legata alla pandemia. Sarà questo, dunque, il tema al centro del terzo “Tavolo di Coordinamento sul Turismo delle Radici”, promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani nel Mondo della Farnesina che si svolgerà venerdì prossimo, 29 maggio, alle ore 10.00 in videoconferenza.
Ad inaugurare i lavori sarà Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, ma l’evento vedrà la partecipazione anche di Istituzioni centrali e locali, Associazioni territoriali e rappresentative delle Comunità italiane nel mondo. Tra i promotori figurano, oltre al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enit, Asmef e Raiz Italiana, che insieme hanno deciso di confermare, anche per il 2020, questo importante appuntamento per esaminare lo stato della situazione ed avviare una riflessione sulle iniziative che possono essere intraprese in tale segmento del settore del turismo, particolarmente colpito dalle conseguenze dell’epidemia da Covid-19.
Il modello di attrazione turistica legato alle proprie origini interessa, infatti, un bacino potenziale stimato tra i 60 e gli 80 milioni tra italiani residenti all’estero e italo-discendenti desiderosi di ristabilire un contatto con il luogo di provenienza familiare e ritrovare un sentimento di appartenenza con i luoghi di origine.
Diverse le novità per questa terza edizione del Tavolo di coordinamento. Tra queste il lancio, in collaborazione con i ricercatori dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Verona e con la Fondazione Migrantes, di uno studio sulle motivazioni e le caratteristiche dei “turisti delle radici” per fornire agli enti locali ed agli operatori del settore delle indicazioni per affinare l’offerta turistica dedicata; la presentazione, in collaborazione con l’Università della Calabria, del Master di I livello in “Progettazione e gestione dei viaggi delle radici”, il primo a livello nazionale sul tema del turismo delle radici.
Infine, dopo la pubblicazione del primo volume della “Guida alle Radici italiane”, dedicato alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna e Puglia, uscirà il secondo volume che proporrà itinerari sentimentali alla scoperta delle tradizioni storiche, culturali, sociali ed enogastronomiche di Calabria, Lazio, Lombardia, Molise e Sicilia. La guida, già disponibile nelle versioni inglese, spagnola e portoghese, sarà tradotta in francese grazie all’iniziativa del Comites di Parigi. (aise) 




Turismo del vino, crisi da Coronavirus

vino

vinoIl Covid19 crea seri problemi, in Italia, anche al cosiddetto “turismo del vino”.

Donatella Cinelli Colombini, prima promotrice di questo tipo di turismo in Italia, si dice molto preoccupata.

“In questo disastroso 2020, ogni Paese cercherà di tenere i cittadini nei propri confini nazionali e probabilmente anche gli Italiani faranno viaggi di prossimità”, afferma. “Per questo le destinazioni turistiche dove i viaggiatori sono prevalentemente italiani saranno meno colpite rispetto a regioni, come la Toscana, dove gli arrivi dall’estero hanno percentuali molto alte e fra loro gli statunitensi sono numerosi (9% degli arrivi totali). Qui si sta delineando un autentico tracollo. Non dimentichiamo che il turismo estero vale oltre 40 miliardi per l’Italia”.

“Più grave – annota – la situazione in campagna dove il turismo si è sviluppato negli ultimi anni sotto forma di agriturismo e turismo enogastronomico. In queste zone, ad esempio, i ristoranti non hanno, oppure hanno pochissima clientela locale e, rispetto ai colleghi di città non possono usare il delivery come alternativa. Non escluderei che molti decidessero di rimanere chiusi per tutto il 2020”.

“Il futuro prossimo appare molto preoccupante. Il Chianti classico, le Langhe, la Valpolicella… hanno costruito un autentico sistema economico sull’attrattiva vino con alberghi e agriturismi, ristoranti, enoteche, cantine aperte al pubblico per visite, degustazioni e vendita diretta. Per restringere alle sole cantine, l’esame dei problemi turistici creati dal coronavirus, è ipotizzabile che le 25.000 aziende enologiche italiane aperte al pubblico e fra esse le 5-8.000 ben organizzate per l’hospitality, occupino intorno a 30.000 dipendenti stagionali addetti all’enoturismo, oltre al personale a tempo indeterminato e ai membri delle famiglie produttrici. Tutte persone che potrebbero rimanere senza lavoro”.