Unioncamere. Stabilimenti balneari in crescita sulle spiagge Italiane

spiaggiaombrellone1

spiaggiaombrellone1L’estate bollente non ha colto di sorpresa le imprese balneari. Anche all’inizio della stagione 2024, come negli anni precedenti, gli stabilimenti balneari si sono presentati al via più numerosi della stagione precedente, mettendo a segno dal 2011 una crescita complessiva del 26,4% pari a più del 2% l’anno. La riviera romagnola si conferma al vertice dell’offerta per numero di realtà, segnalando ormai una saturazione delle possibilità di accoglienza. A crescere sono un po’ tutte le altre coste dello stivale con la Calabria in testa (+358 imprese nel periodo) seguita dalla Campania (+188) e dalla Sicilia (+180).
Secondo i dati dell’indagine Unioncamere-InfoCamere, basata sul Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, al termine del 2023 sono 7.244 le imprese registrate nel settore della gestione di stabilimenti balneari contro le 7.173 del dicembre 2021 (+1%).
La costa romagnola è quella che ospita il maggior numero di imprese balneari: 1.052 realtà che, insieme, rappresentano il 14,5% del totale nazionale. Ravenna (186), Rimini (154) e Cervia (150) guidano la classifica per numerosità. Questi comuni, insieme a Riccione e Cesenatico, formano un quintetto d’oro che contribuisce a rendere la Romagna il cuore pulsante delle nostre coste, grazie alla vivacità e varietà dell’offerta.
La Toscana segue a ruota in termini assoluti e, con Camaiore, presidia saldamente la classifica della densità di imprese per chilometro di costa: ben 92 lungo i isoli 3 km di litorale del comune toscano, pari a una media di 30 attività per chilometro. Al secondo posto c’è Pietrasanta, un’altra perla del litorale tirrenico, con una densità di 22,3 imprese per chilometro.
A chiudere il podio delle regioni con il maggior numero di imprese balneari c’è la Liguria (797), meta storica del turismo estivo per i residenti del Nord ma apprezzatissima anche da tanti altri visitatori, italiani e stranieri.
Se dai numeri assoluti si passa ad osservare la dinamica della crescita, i dodici anni trascorsi mettono in evidenza il forte dinamismo delle regioni del Sud. Dal 2011 a oggi la Sardegna ha triplicato le imprese balneari e brilla con una crescita eccezionale del 190% mentre la Calabria ha visto più che raddoppiare le attività balneari con sede legale nel suo territorio, con un aumento del 110,4% nel periodo. Anche Sicilia (+75,4%), Puglia (+52,5%) e Campania (+36,9%) hanno conosciuto una fioritura di imprese che contribuiscono a rendere il Sud un polo sempre più attrattivo per i turisti di tutto il mondo.
Le imprese balneari italiane sono spesso a conduzione familiare, riflettendo la nostra cultura del mare come luogo di incontro e tradizione. Le società di persone rappresentano il 42% delle imprese, mentre le società di capitale sono in crescita (31%), indicando un settore sempre più professionalizzato e pronto ad affrontare le sfide del futuro.
Entrando nelle stanze dei bottoni, l’industria balneare si rivela una concreta opportunità di sviluppo per l’imprenditoria femminile. Oltre il 25% delle imprese balneari (contro la media del 22% che si registra per il totale dei settori dell’economia) è guidato da donne, con la Basilicata (33,3%) e Calabria (30,9%) al vertice dell’incidenza di imprese rosa sul totale. (aise) 




Turismo: l’esodo estivo ne rende positivo l’andamento

7turismo

7turismoL’estate entra nel vivo. E per l’ultimo weekend di luglio – il primo dell’esodo estivo – le previsioni sono positive: nelle strutture ricettive ufficiali sono state prenotate 8 camere disponibili su 10, per un totale di oltre 6,4 milioni di pernottamenti attesi tra oggi e domenica 28 luglio. A stimarlo è per Assoturismo Confesercenti è il Centro Studi Turistici di Firenze, che ha rilevato la saturazione dell’offerta ricettiva nazionale disponibile online sui principali portali delle Online Travel Agency.
La tendenza rilevata nelle settimane precedenti ha tutto sommato confermato le aspettative delle imprese, anche se a ‘tirare’ è stata soprattutto alla domanda straniera, che ha fatto registrare il picco delle presenze turistiche di tutto il trimestre estivo. Le alte temperature, però, dovrebbero dare una spinta pure alla domanda dei turisti italiani, pur se con andamenti differenziati: l’afa, infatti, tende a scoraggiare le presenze in città e metropoli e a premiare le località ‘più fresche’.
Non sorprende, dunque, che i tassi di saturazione delle strutture ricettive delle località dei laghi e della montagna registrino un netto aumento, attestandosi per questo fine settimana rispettivamente al 92 e all’82% delle camere disponibili. Le città d’arte, invece, si fermano al 75%: un calo delle prenotazioni legato in parte all’andamento fisiologico della stagionalità e in parte proprio ai riflessi che i cambiamenti climatici e le ondate di calore generano sui comportamenti della domanda. Un fenomeno evidenziato dal 24% degli imprenditori intervistati. Valori di stabilità sono previsi, invece, per le imprese delle aree rurali e di collina (79% delle camere prenotate), del termale (74%), e soprattutto delle località marine, che vedono prenotate 9 camere su 10, in linea con la scorsa stagione.
Per quanto riguarda le macroaree geografiche, in assoluto il tasso di saturazione più elevato è stato rilevato per il Nord Est (83%), grazie al buon andamento delle imprese del Trentino-Alto Adige. Risultato positivo atteso anche per il Nord Est (82%), soprattutto per le strutture di Liguria e Valle d’Aosta. Leggermente al di sotto dei valori medi si collocano, invece, le regioni del Centro Italia (80% di saturazione), nonostante il picco di occupazione rilevato per le imprese ricettive delle Marche. Infine, un valore leggermente inferiore alla media nazionale è stato rilevato per le regioni del Sud e Isole (81%).
“Si tratta di dati positivi che confermano non solo la buona performance della filiera turistica italiana ma come il comparto sia traino di sviluppo per l’economia tutta”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “Occorre porre attenzione, però, al rallentamento della domanda interna su cui incide la perdita di potere d’acquisto e risparmio delle famiglie. Il cambiamento climatico, inoltre, pesa sui flussi turistici, in particolare quelli delle città d’arte che subiscono gli effetti negativi del clima torrido”. (aise)




In Friuli, specchi d’acqua in alta quota

1600x1000 friuli specchi d acqua hero

Situata all’angolo nord-orientale della Penisola, la Regione regione del Friuli ha un’identità forte. Sono in molti a pensare che il friulano sia una lingua a sé quasi alla pari con l’italiano, e che nominare la “Patria del Friuli” non significhi soltanto ricordare uno stato medievale e rinascimentale fondato sui Patriarchi di Aquileia. Eppure anche una regione così culturalmente solida ha proprie zone interne ben individuate. Così nelle Alpi friulane sotto la vetta del Coglians (che arriva a 2780 metri sopra il livello del mare) si trova la Carnia, terra di monti, valli, foreste, flora coloratissima e – naturalmente – laghi alpini. Guidando, ma molto meglio se camminando, si scoprono tanto il lato paesaggistico quanto quello lacustre della regione. Tranquilli, comunque: non sono sempre necessarie tappe forzate con gli scarponi ai piedi.

1600x1000 friuli specchi d acqua hero

Tolmezzo

image

Tolmezzo si trova nel punto dove il corso del Tagliamento riceve quello dell’affluente But, ed è un abitato storico di rilievo perché qui si incrociano le strade di comunicazione con il Cadore veneto, l’Austria e la pianura verso il mare. La città ha probabili origini romane, e già nel ’300 aveva ottenuto dal Patriarcato di Aquileia privilegi che la riconoscevano come centro principale della Carnia. È italiana dal 1866. In precedenza apparteneva all’Impero Austro-Ungarico.
Premiata come città alpina dell’anno 2017, Tolmezzo è turisticamente importante soprattutto in quanto centro di servizi, dove trovare tutto quanto può essere utile a partire dalle informazioni fino ad alberghi, negozi o assistenza. Ma vale anche qualche ora di esplorazione – perlomeno – per il Borgàt (il centro storico) che conserva tracce di un impianto urbano medievale, il Duomo di S. Martino con le sue opere d’arte, la passeggiata dalla chiesa di S. Caterina fino al colle con la torre Picotta, che ricorda la Tolmezzo fortificata, e il Museo carnico delle Arti popolari «Michele Gortani», dove prendere confidenza con l’identità della Carnia. Naturalmente, sono poi possibili altre passeggiate e biciclettate nei dintorni, verso monti, rifugi o pievi e lungo le tante vie ciclabili fino alla famosa ciclovia dell’Alpe Adria Radweg.
Ai decenni finali della lunga appartenenza di Tolmezzo alla Repubblica di Venezia (dal 1420 al 1797) risale l’importante storia proto-industriale della tessitura di tele, damaschi, rasi e taffetà impiantata da Jacopo Linussio (1691-1747), nativo della vicina Paularo, che arrivò a impiegare quattromilacinquecento filatrici e a esportare stabilmente oltreoceano. La produzione domestica da parte delle famiglie friulane su incarico dell’impresa di Linussio potrebbe essere definita oggi come un esempio pionieristico di smart working.

image

A sud di Tolmezzo si raggiungono in pochi chilometri i villaggi e i borghi del comune di Verzegnis, su un altopiano ricco di frutteti, faggi e castagni. Il lago che porta lo stesso nome è uno spettacolare bacino artificiale che, se da un lato alimenta la centrale idroelettrica di Cavazzo, dall’altro crea un vasto e tranquillo ambiente naturale da vivere a piedi o in mountain bike. Il lago non è balneabile ma si può comunque apprezzare a tutto tondo con passeggiate lungo le sponde in direzione della grande diga o grazie a momenti di relax con la canna da pesca.
A monte del lago, il passo di Sella Chianzutan offre panorami in quota e permette di visitare cave di marmo rosso per cui è stato realizzato un notevole progetto di archeologia industriale. Si sono recuperate e valorizzate la cava Lavoreit Ros e la Via Storica del Marmo di Verzegnis.
Gli scavi archeologici condotti intorno alla torre medievale del colle Mazeit, in frazione Villa di Verzegnis, hanno permesso il ritrovamento di oggetti e resti di costruzioni che retrodatano l’insediamento fino all’undicesimo secolo avanti Cristo, e ne testimoniano l’importanza già in epoca celtica e romana.
Un dettaglio finale. È originaria di Verzegnis una famiglia a cui la storia della civiltà digitale italiana deve moltissimo. Nel capoluogo comunale Chiaulis si trova infatti la casa natale di Enore Deotto (1923-2008), dirigente della Olivetti di Ivrea e poi presidente delle grandi fiere aperte al pubblico che, fra gli anni ‘60 e ‘80 del ‘900, hanno introdotto in Italia l’uso del computer.

Lago di Sauris

image

Un’occhiata alla mappa delle minoranze linguistiche in Carnia porterebbe subito a individuare Sauris, che si trova una trentina di chilometri a nord-ovest di Tolmezzo lungo la statale 52 e la provinciale 73, come isola germanofona. Il borgo fu fondato verso la metà del ’200 da alcuni boscaioli arrivati probabilmente dalle valli al confine con il Tirolo e la Carinzia austriaci. Non erano luoghi dove fosse comodo spostarsi e la comunità, isolata per secoli, ha mantenuto praticamente intatti dialetto, feste, usi e costumi originari.
Risalendo da Ampezzo la stretta valle del torrente Lumiei, si rimane senza fiato di fronte a uno specchio di azzurro improvviso. Una diga alta 136 metri inaugurata nel 1948 – all’epoca la più alta in Italia – forma il bacino di Sauris, idroelettrico anche se di aspetto naturalissimo. Con la costruzione della diga si formò un bacino artificiale, l’attuale lago, con una portata d’acqua di oltre 70 milioni di metri cubi. Se si resta a bocca aperta non per l’acqua ma per i resti dell’antico borgo de La Maina giù in basso, è perché si è arrivati durante una delle rare occasioni in cui il lago lo si svuota per manutenzione.

È perfino inutile sottolineare come qui le attività a contatto con la natura trovino ambiente perfetto: passeggiate, canoa, windsurf, pesca sportiva e, per un’aggiunta appena un po’ meno naturale, vertiginose discese di oltre un chilometro sopra le acque appesi a una Zip-Line

Laghi d’Olbe

image

Ha inizio da qui – nel territorio comunale di Sappada, la serie dei laghi carnici di formazione naturale da raggiungere in quota, proprio dal centro di Sappada grazie al facile sentiero 135 che presenta comunque un dislivello complessivo di circa 1000 metri.
I tre specchi d’acqua d’Olbe sono piccoli bacini di origine glaciale, su un altopiano dove il silenzio delle Alpi circonda rocce, prati e acqua. L’ambiente è tipicamente incontaminato, eppure non del tutto alieno alla modernità perché piuttosto vicino alla stazione a monte della seggiovia Sappada 2000. Non occorre, insomma, essere rocciatori esperti per poter dire “siamo arrivati”!
Il sentiero che dal rifugio raggiunge la zona dei laghi – che nel tedesco antico di Sappada si chiamano Olbe seaber – mette in confidenza con l’antichissima civiltà dell’alpeggio. Vicino al lago orientale, il maggiore dei tre, è frequente l’incontro con mucche al pascolo, placidamente segnalate dal suono regolare dei loro campanacci al collo.

Lago di Bordaglia

image

Se parlare di confini amministrativi avesse davvero un senso in alta quota, ci si potrebbe accorgere che l’Oasi faunistica di Bordaglia-Fleòns – la più vasta non soltanto in Carnia ma in tutto il Friuli – si trova nel territorio di Forni Avoltri, il più a nord tra i comuni friulani, un quarto d’ora di guida a oriente di Sappada passando per Cima Sappada lungo la strada regionale 355. Il lago, che come quelli d’Olbe ha origine glaciale, è meta irrinunciabile per chi ama la natura e la montagna, stagliato in un fantastico contesto alpino tra le dorsali grigie dei monti di Volaia e quelle verdi delle cime di Fleòns.
Anche qui si può salire solamente con gli scarponi ai piedi, scoprendo lungo il cammino la forra del rio Bordaglia, con le sue cascate e i suoi pozzi, la pace che circonda la malga di Bordaglia di Sotto, e infine i larici attorno al lago. Non è certo, ma si potrebbe anche scorgere da lontano qualcuno dei cervi o dei camosci che sono stanziali in zona.
Per i più instancabili non è lontanissimo il Lago Pera – che a Forni chiamano Lâc di Pera, e che di una pera ha la forma – prossimo al confine con l’Austria. Si può anche raggiungere l’altitudine di 1.951 metri del Lago Volaia, sulle cui sponde alcuni rifugi, situati in territorio austriaco, offrono la possibilità di gustare i piatti tipici della cucina di montagna e di godersi l’alba in questo ambiente maestoso e pulito.

Lago Avostanis

image

A quota 1936, circa quattrocento metri più in alto del Rifugio Casera Pramosio da cui di solito si sale, il Lago Avostanis è un piccolo suggestivo esempio di invaso montano creato dal modellamento glaciale. Tanto il rifugio quanto il lago, che si trova nel gruppo montuoso della Creta di Timau, sono vicini a Paluzza, luogo di villeggiatura lungo la valle del But, a est di Forni Avoltri e a nord di Tolmezzo.
Lo specchio d’acqua è compreso in un circo glaciale prodotto da erosione differenziale delle rocce, ed è alimentato tanto dallo scioglimento delle nevi in primavera quanto da una faglia. Estensione e profondità variano in funzione delle stagioni e di quanta neve si sia prima accumulata. D’inverno, comunque, Avostanis è sempre ghiacciato.
Il paio d’ore di salita a piedi fa apprezzare tanto l’ambiente naturale quanto l’attività umana. Si incontrano alpeggi con presenze di agriturismo, alcune cave – una delle quali ancora in attività – di marmo grigio carnico, un rarissimo caso di galleria mineraria per l’antica estrazione d’argento ben conservata (anche se non visitabile), e resti bellici della Grande Guerra. Inoltre lungo il sentiero che porta prima al lago e poi alla cima ci sono diverse testimonianze del passato tra cui la lapide di Maria Plozner, una portatrice carnica che, durante la prima guerra mondiale, nel 1916, fu colpita a morte da un cecchino austriaco mentre portava rifornimenti ai soldati italiani sul fronte.

Lago Dimon

image

Già in sé decisamente suggestivo, il lago offre anche il pregio geologico di poter riconoscere l’effetto locale dell’erosione glaciale würmiana – dato che quindicimila anni or sono l’area del monte Dimon e del vicino monte Paularo era ancora coperta da una calotta di ghiacci – e soprattutto la risposta del territorio alla fase del ritiro glaciale e al nuovo condizionamento climatico.
Come per il Lago Avostanis, anche per il Dimon la località di riferimento più comoda è Paluzza, lungo la statale 52 bis verso il Passo di Monte Croce Carnico. Il centro più vicino è però quello di Ligosullo, poco più a oriente, dove si trova anche Castel Valdaier che alla camminata fa da punto di partenza.
Si sale da quota 1340 fino a oltre duemila metri attraversando ambienti molto panoramici, malghe non più in esercizio ma che possono comunque offrire ricovero e ammirando gli strani colori di rocce vulcaniche decisamente non comuni in regione, e fiori altrettanto rari come la pulsatilla alpina. Non è una gita breve, perché per la salita è necessario prevedere almeno tre ore, e sapere in anticipo che si tratta di un percorso escursionistico.
Può fungere da punto di appoggio, a breve distanza dal punto di partenza, la Casera Valdaier con i suoi prodotti aziendali.

da italia.it




Attenzione alla truffa delle case vacanze: vittime quasi 2 milioni di italiani. “Ma uno su due recupera i soldi”

girl woman left behind alone on the long road in countryside, ho

girl woman left behind alone on the long road in countryside, ho
girl woman left behind alone on the long road in countryside, hopeless destination, disappointment target

Il caro vacanze spinge gli italiani a cercare soluzioni per risparmiare e il rischio di cadere in una frode è dietro l’angolo; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, nell’ultimo anno ben 1,8 milioni di italiani sono incappati in una truffa mentre stavano prenotando una vacanza. Il danno complessivo stimato è pari, sempre secondo l’indagine, a 643 milioni di euro, ma quasi 1 truffato su 2 non è riuscito a recuperare i soldi persi.

Nonostante numeri così importanti, in tanti ancora non denunciano l’accaduto; ben 4 su 10, sommando chi ha ritenuto di non riuscire a recuperare i soldi e chi, forse per consolarsi, riteneva che il danno fosse basso, hanno deciso di non rivolgersi alle autorità.

DALLA CATAPECCHIA OD OCCUPATA DA ALTRI ALLA CASA FANTASMA

Il campionario di truffe, o tentativi di truffa, emerso dall’indagine è vario: un caso ricorrente è quello della “catapecchia” che viene pubblicizzata come sistemazione da sogno ma che, una volta arrivati a destinazione, si trasforma in un incubo (30%). Eppure, gran parte di coloro che si sono ritrovati in questa casistica pur di non rinunciare alla vacanza hanno comunque accettato la situazione (69%); solo il 21%, di fronte al fatto, ha alzato i tacchi ed è andato via senza saldare il conto.

C’è anche chi una volta arrivato a destinazione ha scoperto che la sistemazione era occupata da altre persone (19%), ma la truffa più grave è sicuramente quella della casa fantasma, tipologia di raggiro che ha rappresentato all’incirca il 63% degli eventi fraudolenti andati in porto. Se la maggior parte di chi è caduto in questa trappola, quantomeno, si è accorto del problema prima di partire, per circa 550mila vacanzieri l’amara verità è arrivata solo dopo essere giunti sul posto.

VITTIME SOPRATTUTTO GIOVANI

A essere incappati in frodi o tentativi di truffe legati a viaggi e vacanze sono soprattutto i giovani, in particolare i ragazzi con età compresa tra 18 e i 24 anni, che evidentemente spinti dalla voglia di risparmiare e, forse, anche per un po’ di ingenuità, sono caduti più spesso in trappola (27% rispetto al 14% nazionale). A riprova, il campione più attento è risultato quello dei viaggiatori con età superiore ai 65 anni; meno del 5% di loro si è trovato in questa situazione.

STRUTTURE E CANALI, NESSUNO AL SICURO

I dati dell’indagine parlano chiaro: non esistono tipologie di strutture o canali di prenotazione che, in assoluto, sono immuni dal fenomeno truffe, quindi è sempre fondamentale farsi guidare dal buon senso e da un po’ di attenzione quando si stanno organizzando le vacanze.
La casa vacanza è la sistemazione più frequentemente oggetto di truffa o tentativo di frode (42%), seguita dai bed and breakfast (35,3%) e dagli hotel (17%). I malfattori cercano di muoversi laddove hanno più probabilità di trovare vittime; pertanto, non sorprende vedere come nel 36% dei casi la truffa o il tentativo di frode siano passati attraverso un portale di prenotazione vacanze. Il secondo canale più utilizzato sono i social network (35%) dove l’assenza di controlli da parte delle piattaforme semplifica la vita dei malviventi, che possono muoversi con maggiore libertà. In quasi 800.000, invece, hanno trovato l’annuncio truffaldino su un portale di annunci generico o un portale immobiliare, mentre il classico cartello di affitto, in questo caso truffa, ha fatto cadere in inganno il 4% dei rispondenti.

“Se la prenotazione avviene tramite un operatore serio e affidabile, si ha la possibilità di ricevere assistenza nel momento di difficoltà e, se ci si muove per tempo, trovare una soluzione alternativa o ricevere un rimborso”, sostengono gli esperti di Facile.it. «Di contro, fare tutto in autonomia e all’interno di canali non pensati per questo genere di attività, aumenta il rischio e riduce la possibilità, in caso di truffa, di rimediare al danno”.

VADEMECUM PER EVITARE LE TRUFFE

Come evitare quindi i rischi quando si prenota online e quali sono i segnali a cui fare attenzione per evitare di cadere in trappola? Ecco i consigli di Facile.it

1) Non è tutto oro quel che luccica: risparmiare è buona cosa, ma diffidare da prezzi troppo economici è altrettanto corretto. Spesso dietro a offerte fuori mercato non si nasconde l’affare della vita, bensì una truffa. Il buon senso è sempre l’arma migliore.

2) Copriti con una assicurazione: esistono polizze viaggio che proteggono gli assicurati quando si prenota una casa vacanza. La compagnia tutelerà il viaggiatore non solo in caso di abitazione fantasma, ma anche qualora questa sia differente da come pubblicizzata nell’annuncio.

3) Verifica le foto e l’annuncio: spesso i malfattori utilizzano la stessa descrizione e immagini per annunci di immobili in località differenti. Una veloce indagine sui motori di ricerca potrebbe aiutare a identificare eventuali annunci clone, segno inequivocabile di una truffa.

4) Verifica l’esistenza della struttura: prima di prenotare, assicurati che l’indirizzo e la struttura esistano realmente. L’utilizzo del web, di mappe digitali o, se possibile, di conoscenti, ti consente di verificare i dati e ridurre al minimo i rischi di trovarsi in presenza di un immobile fantasma.

5) Guarda le recensioni: se stai prenotando tramite un portale con recensioni, leggile con attenzione prima di scegliere; l’esperienza di altri viaggiatori potrebbe aiutarti ad identificare eventuali criticità. Se possibile, ricordati di visualizzare in ordine cronologico le recensioni così da leggere prima le più recenti.

6) Evita pagamenti non tracciabili: usare forme di pagamento tracciate è sempre preferibile poiché, in caso di problematiche si ha sempre modo di dimostrare la avvenuta transazione di denaro.
Meglio evitare pagamenti in contanti o la ricarica di carte prepagate, soluzioni spesso richieste dai malfattori.

7) Occhio ai siti clone: se stai prenotando attraverso un sito, verifica che questo sia quello autentico e non un clone. Normalmente i siti truffa presentano errori di testo e, se navigati a fondo, rivelano la loro natura.

8) Conferma la tua prenotazione direttamente in struttura: se hai prenotato tramite un intermediario, è meglio fare una chiamata anche direttamente in struttura, servendosi dei suoi canali ufficiali, così da verificare che sia tutto a posto e non si tratti di una possibile truffa.

9) Occhio alle richieste di pagamento urgenti: quella di mettere fretta e chiedere un pagamento urgente è una tattica ormai nota usata dai truffatori, eppure continua a fare vittime. Non farti mai prendere dalla fretta e prima di pagare, verifica che sia tutto regolare.

10) Monitora i tuoi estratti conto: se hai pagato con carta elettronica, una volta tornato dalla vacanza ti consigliamo di monitorare l’estratto conto per i mesi successivi; la possibilità di addebiti non richiesti o doppi – che siano frutto di errore o fatti volutamente – esiste, pertanto è bene intervenire con tempestività in caso ci si trovi in questa situazione.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Estate che arriva, prezzi dei voli che schizzano. E attenti all’overbooking che ‘cancella’ la vacanza

aeroporto aereo partenza aeroporto vacanze 2 1024x576

aeroporto aereo partenza aeroporto vacanze 2 1024x576L’aumento dei biglietti aerei con l’avvicinarsi dei mesi di luglio e agosto, i più gettonati per le vacanze estive, è il “solito valzer a a cui assistiamo ormai da anni”. Ne è convinto Vincenzo Paldino, presidente di Udicon Emilia-Romagna, che punta il dito sui rincari in prossimità della stagione dei viaggi. “Quando arriva il mese di agosto, una famiglia composta da due coniugi e due bambini per spostarsi da nord a sud, Milano-Brindisi ad esempio, spende 970 euro tra andata e ritorno mediamente. Una cifra folle rispetto agli altri periodi dell’anno”, evidenzia Paldino. Ma lo stesso accade per andare “in Sardegna, con aumento netto del 15%”, sempre ad agosto. Per questo l’associazione dei consumatori è convinta che questa sia “una speculazione secca ai danni dei turisti e dei cittadini che si spostano anche per andare a trovare le famiglie di origine, non solo per turismo”, che dovrebbe essere “un po’ attenzionata”.

ATTENTI ALL’OVERBOOKING

Oltre a questo, aggiunge Paldino, si aggiunge anche la questione legata alle cancellazioni da overbooking. “Potrebbe capitare che ci sono dei voli cancellati, con vacanze rovinate. Per questo ricordiamo sempre c’è la possibilità di poter avere un risarcimento e di poter fare dei reclami insieme alle associazioni dei consumatori. Noi siamo a disposizione durante tutte le vacanze, ci potete trovare sempre”. In generale comunque il tema dell’aumento dei prezzi dei voli è da “monitorare bene”, prosegue Paldino. Ma soprattutto, “quello che denunciamo con forza in questo momento è la solita speculazione del mese di agosto in cui vediamo i voli praticamente con un 25-30% in più“, conclude il presidente di Udicon Emilia-Romagna.

ag. DIRE – www.dire.it




Capri senza acqua, il sindaco blocca l’arrivo dei turisti

xr:d:dafa8zsozg4:2413,j:3648316327623280306,t:23082314

xr:d:dafa8zsozg4:2413,j:3648316327623280306,t:23082314

In piena stagione turistica, disagi a Capri: l’isola è rimasta senza acqua per un guasto della condotta idrica che rifornisce l’isola.

Da questa mattina – come ha deciso il sindaco Paolo Falco – possono sbarcare solo i residenti e non i turisti. “Senza approvvigionamenti risulta impossibile garantire i servizi essenziali”, ha dichiarato il primo cittadino. “La situazione igienico sanitaria è esplosiva, abbiamo preso le nostre contromisure e attivato l’unità di crisi e fatto ordinanza restrittiva“, ha sottolineato Falco.

“Insieme al sindaco di Anacapri lavoriamo con la Prefettura e tutti gli organi preposti. Abbiamo fatto un’ordinanza restrittiva, non c’è acqua sull’isola per un guasto sulla terraferma a Castellammare, che è stato riparato, ma da ieri la società Gori non ci ha dato chiarezza e non ci ha permesso di poter intervenire adeguatamente, ci hanno garantito che l’acqua sarebbe arrivata”. A rifornire la rete sono dei serbatoi locali che, in assenza di rifornimenti dalla terraferma, minacciano di esaurirsi.

agenzia DIRE – www.dire.it




Il Tevere da Todi alla Città Eterna tra storia, mito e natura

image

1600x1000 il tevere da todi heroSiete pronti ad andare alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, culla di antiche civiltà e protagonista di tante pagine della storia d’Italia? Il fiume Tevere nasconde lungo il suo corso dei gioielli di rara bellezza, da borghi antichi a dolci colline e meravigliose oasi naturalistiche in grado di sorprendere e appagare proprio tutti: gli amanti della fotografia, gli appassionati di borghi e storia, coloro che sono in cerca di adrenalina e sport outdoor.

Da Todi a Corbara, passando per Alviano, Nazzano e, ovviamente, la Città Eterna. Ecco un itinerario di 7 giorni all’insegna della sostenibilità per fare un tuffo nella storia del Tevere tra mito e natura.

Giorno 1

Lago di Corbara, tra grotte suggestive

image

Il nostro itinerario inizia da Todi, una delle città più affascinanti dell’Umbria, conosciuta per le sue origini etrusco-romane. Da Piazza del Popolo, cuore del borgo su cui affacciano palazzi civili e religiosi, si parte a piedi o in bici alla scoperta del Parco fluviale del Tevere.

Avvicinatevi al corso del fiume e cominciate l’avventura. Qui le acque del Tevere hanno dato origine a paesaggi davvero particolari, come le rive alte e frastagliate delle Gole del Forello, che arrivano quasi a 200 metri nei punti più alti. Se amate l’arrampicata, qui trovate una falesia attrezzata con circa 20 vie, da affrontare in primavera e autunno o nelle mattine d’estate.

Molto suggestive sono le grotte dell’area delle Gole del Forello, nei dintorni del Lago di Corbara, punto di arrivo di questa prima tappa.

Giorno 2

Baschi, alla scoperta del borgo arroccato

image

Dopo aver goduto dei paesaggi che circondano il Lago di Corbara, e con un pizzico di fortuna aver avvisato gli aironi che popolano l’area protetta del Parco Fluviale del Tevere, potete ricominciare a camminare, o pedalare. Tra ulivi e vigneti di grande impatto visivo e tante occasioni per scattare foto suggestive, raggiungerete l’area archeologica di Scoppieto. Qui il fiume scorre a poca distanza dalle rovine e vi riporterà indietro nel tempo, quando il Tevere era fondamentale per trasportare merci in tutto il bacino del Mediterraneo. Dopo esservi lasciati alle spalle il sito archeologico, proseguite alla volta di Baschi, piccolo borgo arroccato che vi saprà stupire.

Giorno 3

Lago di Alviano, Oasi WWF

image

La terza tappa della discesa lungo il Tevere inizia lasciando il borgo di Baschi. Prima di mettervi in cammino, però, concedetevi una visita all’Antiquarium Museo Archeologico che conserva molti reperti rinvenuti a Scoppieto.

A piedi, in bicicletta, o a colpi di pagaia, raggiungete il vicino Lago di Alviano, Oasi WWF protetta. Qui il fiume si placa e l’acqua, interrotta da una diga, si allarga e si lascia bloccare dalla natura tra splendidi e inaccessibili canneti, giunchi e ciuffi di iris gialli.

Il lago è bassissimo, non supera i 30 centimetri di profondità, e le sue acque sono limpide e brulicanti di vita. Se avete scelto di esplorare questo luogo magico a piedi, potete approfittare dei camminamenti e delle passerelle sull’acqua per raggiungere le torrette di avvistamento da cui poter ammirare i tantissimi nidi nelle numerose isole artificiali al centro del lago. E, al tramonto, preparatevi a uno spettacolo davvero mozzafiato.

Giorno 4

Attigliano, terrazza naturale sul Tevere

image

Il quarto giorno è dedicato alla scoperta di una parte di pianura attraversata dal Tevere al confine tra Umbria e Lazio. Dal Lago di Alviano proseguite per la Fonte di Ramici da cui sgorga acqua sulfurea dalle ottime proprietà curative e digestive. Nei pressi della sorgente c’è anche un parco termale, ideale se volete regalarvi qualche momento di relax. Dopo un primo tratto in pianura incontrerete qualche saliscendi tra i terrazzi fluviali generati dalle piene del Tevere, ma non temete: superati i vari dislivelli si ritorna in piano fino a raggiungere Attigliano, meta della giornata: una vera terrazza naturale sulla Valle del Tevere con un centro medievale perfettamente conservato. Pronti a gustare una cena con i generosi prodotti tipici del territorio?

Giorno 5

Civita Castellana, gioiello dell’Agro Falisco

image

Il viaggio riprende da Attigliano attraverso paesaggi incontaminati che vi condurranno in un Lazio affascinante e inconsueto. Le tante attrazioni storiche e naturalistiche sono visibili ad occhio nudo: mentre procedete verso sud vedrete allontanarsi i Monti Amerini e in poco tempo arriverete al borgo laziale di Orte: il centro storico è ben conservato e ha come centro nevralgico Piazza della Libertà, luogo di incontro e di festa per tutti gli abitanti.

Dopo un po’ di esplorazione potete rimettervi in marcia verso sud, tenendo il fiume Tevere come riferimento. Arriverete così a un altro borgo di rara bellezza: Civita Castellana, il borgo più grande del territorio denominato Agro Falisco. Imperdibile, bello nel suo tessuto urbano e meraviglioso grazie alle sue terrazze che dominano la Valle del Tevere. È la degna meta della quinta giornata di avventura.

Giorno 6

Nazzano, il borgo a spirale

image

Il risveglio a Civita Castellana è splendido: prendetevi del tempo per assaporare l’aria pura e i ritmi lenti del vivere quotidiano. Vi aspettano poco più di 24 chilometri da percorrere tra le verdi campagne in direzione Ponzano Romano. Superato il borgo, con una piccola deviazione avete la possibilità di fare una pausa all’approdo di Filacciano per poi continuare lungo una ciclabile che costeggia la riva sinistra del fiume. Dopo aver attraversato anche Poggio Mirteto vi ritroverete a Nazzano, un bel centro medievale caratterizzato da una struttura architettonica a spirale e dominato dallo spettacolare Castello di pietra da cui ammirare il Tevere e la vallata dall’alto. Imperdibili anche una visita al Museo del Fiume e un giro nella vicina Riserva Naturale Tevere-Farfa.

Giorno 7

Roma, la Città Eterna

image

Il traguardo di quest’ultimo giorno, e di tutto l’itinerario lungo il Tevere, si taglia a Roma. Dopo aver esplorato la Riserva Nazzano Tevere-Farfa per godere pienamente delle sue bellezze naturali, potete rimettervi in viaggio verso la Capitale costeggiando le acque del Fiume Biondo. Il percorso è lungo, ma facile da affrontare, circondato dalla natura incontaminata nei primi chilometri e costellato dalle meraviglie architettoniche della Città Eterna nell’ultimo tratto. La destinazione finale di questo tragitto è l’iconico Castel Sant’Angelo, che vi accoglierà nel cuore della Capitale col suo maestoso ponte.

da italia.it

 




Gardini Cinelli nuova presidente del Movimento Turismo del Vino

captura

capturaViolante Gardini Cinelli Colombini è la nuova Presidente Nazionale del Movimento Turismo del Vino, l’Associazione che promuove da oltre trenta anni la cultura dell’ospitalità in cantina e che ha cambiato il modo di vivere il vino da parte degli appassionati. La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea elettiva che si è svolta a Roma, nella sede legale di MTV presso l’Unione Italiana Vini, nella mattinata di ieri, 17 giugno. Violante Gardini Cinelli Colombini succederà per i prossimi tre anni al presidente uscente, Nicola D’Auria (Abruzzo) e guiderà, per la prima volta, la grande associazione dell’enoturismo, nata proprio in Toscana.
“Sono particolarmente felice e orgogliosa di essere stata scelta dai Presidenti regionali MTV riuniti oggi in assemblea per ricoprire questo ruolo nell’Associazione che da bambina ho visto nascere in casa e che ora, grazie al lavoro di squadra, dovremo trasformare nel motore che deve fare delle cantine del MTV il top dell’enoturismo Italiano – dice la neopresidente del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini -.  Nel ringraziare chi mi ha preceduto in questo ruolo, ci tengo a precisare che, per poter raggiungere gli obiettivi prefissati, lavoreremo uniti con il nuovo CDA e con tutti coloro che, dentro e fuori il consiglio, accetteranno di diventare i direttori di singoli progetti. Ci sarà spazio per tutti e daremo la massima visibilità a quelli che metteranno talento e tempo su grandi obiettivi”.
Nel corso dell’assemblea sono stati nominati anche il Vicepresidente e i Consiglieri che comporranno la squadra di lavoro per il prossimo triennio. Ad affiancare la neopresidente Violante Gardini Cinelli Colombini sarà la Vicepresidente del Movimento Turismo del Vino Valentina Togna (Trentino Alto Adige). Il gruppo di lavoro sarà poi composto dai consiglieri Maria Paola Sorrentino (Presidente di MTV Campania), Nicola D’Auria (Presidente di MTV Abruzzo), Valeria Pilloni (Presidente di MTV Sardegna), Stefano Celi (Presidente di MTV Valle d’Aosta), Giovanni Dubini (Presidente di MTV Umbria).
Per il buon lavoro svolto negli anni complicati della pandemia e della successiva ripresa, il nuovo Presidente e l’assemblea delle regioni hanno ringraziato il Presidente uscente Nicola D‘Auria, che ha guidato il Movimento per ben due mandati.
Il Presidente Nicola D’Auria, ringraziando per la fiducia goduta, lascia dunque l’incarico consegnando un ultimo risultato del suo lavoro e di quello del direttivo uscente al successore: un sito, www.movimentoturismovino.it, completamente rinnovato e funzionale che tra le partnership si pregia di annoverare quella di italia.it, il portale del Ministero del Turismo della Repubblica Italiana.
E, tra le novità principali, spicca BACCOmmunity, il chatbot che risponde in tempo reale alle richieste degli enoturisti desiderosi di pianificare le proprie visite in cantina. Questa innovazione è stata possibile grazie alle avanzate funzionalità offerte dall’intelligenza artificiale, progettata per interagire con la community degli enoturisti. Col tempo, il Movimento ha costruito una banca dati di iscritti interessati ad aggiornamenti in tempo reale.
“Il progetto, appena avviato – sottolinea D’Auria -, ha coinvolto finora circa 200 cantine pronte a offrire vantaggi esclusivi a chi prenota una visita. Ci auguriamo che il numero di cantine partecipanti possa crescere, permettendo alla community di appassionati di vino di beneficiare di un servizio sempre più rapido ed efficace”. (aise




I soldi per le vacanze sono finiti: oltre 6 milioni di italiani resteranno a casa questa estate

xr:d:dafltwnp9lk:1312,j:2073204495440671367,t:24032509

xr:d:dafltwnp9lk:1312,j:2073204495440671367,t:24032509
xr:d:DAFltWnp9lk:1312,j:2073204495440671367,t:24032509

Sono 6,5 milioni gli italiani che quest’anno non andranno in vacanza e, fra loro, ben 3,7 milioni hanno dichiarato che il motivo della rinuncia è di natura economica; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi.

Tra chi non parte – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – il 56% ha per l’appunto ammesso di non poterselo permettere economicamente. Percentuale che arriva al 64% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni e tra gli over 65, mentre a livello territoriale arriva dirittura al 66% tra i residenti al Sud e nelle Isole.

Se, sempre fra coloro che non partiranno per ragioni economiche, il 47% ha dichiarato di essere in difficoltà a causa dell’aumento generale del costo della vita, tra gli over 65 la percentuale arriva addirittura al 71%.

Il 33% di chi resterà a casa per ragioni economiche, invece, ha detto che non partirà a causa del rincaro dei prezzi legati alla vacanza stessa. In questo caso la fascia più vulnerabile risulta quella degli under 25 (qui la percentuale arriva al 52%).

Fra le rinunce dovute a ragioni non di natura economica, secondo l’indagine le principali sono l’assenza di giorni di ferie (21%) o la necessità di accudire un familiare (10,5%) o un animale (13%). Da notare anche come siano ancora tanti gli indecisi; circa 7,7 milioni di italiani non sanno se partiranno o meno.

I PRESTITI PER LE VACANZE

Per far pesare meno il costo della vacanza sul budget familiare, sono sempre di più gli italiani che scelgono di rivolgersi ad una società di credito tanto è vero che, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nei primi 5 mesi del 2024 il peso percentuale delle domande di prestiti personali destinati alle vacanze è aumentato del 9% rispetto allo stesso periodo del 2023.

In base alle stime dei due portali di comparazione, quest’anno sono stati erogati oltre 200 milioni di euro in prestiti personali destinati a coprire spese legate a viaggi e vacanze

L’analisi, realizzata su un campione di oltre 150.000 domande di finanziamento personale, ha messo in luce che chi ha chiesto questo tipo di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.416 euro da restituire in 50 rate, poco più di 4 anni.

Guardando da vicino il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per pagare un viaggio, emerge chiaramente come questa tipologia di finanziamento sia particolarmente diffusa tra i giovani; fa capo ad un under 30 una domanda su tre e, in generale, l’età media dei richiedenti è pari a 38 anni (in media, per le altre tipologie di prestiti personali, l’età dei richiedenti è pari a 44 anni).

Agenzia DIRE – www.dire.it




Italea Puglia incontra…il Gargano: dal 12 al 16 giugno attività, meeting, educational tour sul turismo delle radici in Puglia

progetto italea immagine4

progetto italea immagine4“Italea Puglia incontra…il Gargano”: dal 12 al 16 giugno attività, eventi aperti al pubblico, incontri istituzionali, educational tour promossi nel territorio del Gargano da Italea Puglia. Italea, è il programma di promozione del turismo delle radici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU. Il tour nel Gargano ha l’obiettivo di raccontare questa terra affascinante, custode di tradizioni ancora autentiche, ai pugliesi e agli italiani nel mondo, invitandoli a realizzare il proprio “viaggio delle radici” in Puglia, e al contempo contribuire a creare nuovi ponti tra le comunità locali e quelle emigrate all’estero, e fare rete per recuperare valori e saperi del passato come strumenti per stare nel presente, ribaltando l’immaginario sui luoghi in cui un tempo si originò la necessità di partire. Sono tre gli appuntamenti pubblici in programma nella cinque giorni di Italea Puglia nel Gargano, tra i quali una tavola rotonda di approfondimento sui temi dell’emigrazione e delle radici e due eventi all’interno del festival itinerante “Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi” lanciato in occasione del “2024 Anno delle radici italiane” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Le storie dei trabucchi

Giovedì 13 giugno dalle 16.30 un pomeriggio a stretto contatto con il mare e le più antiche tradizioni dei pescatori, con “Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Le storie dei trabucchi”, evento realizzato da Italea Puglia in collaborazione con l’associazione La rinascita dei trabucchi storici (partecipazione gratuita con tessera associativa – contributo 5 euro; info e iscrizioni info@italeapuglia.com  posti limitati, max. 20 partecipanti). “Le storie dei trabucchi” è piccola festa di comunità, scandita da passeggiata lungo la costa e un’esperienza di pesca su una tipica struttura della tradizione marinaresca del Gargano. L’appuntamento è alle 16.30 dalla spiaggia Scialmarino, da cui prenderà avvio un trekking sulla costa della durata di un’ora e mezzo, sino al Trabucco Molinella.

Qui a partire dalle 18, guidati da Matteo Silvestri dell’associazione La rinascita dei trabucchi storici, i partecipanti vedranno all’opera i vecchi trabuccolanti, ascoltando le storie di un antico mestiere di questa parte della Puglia, e quelle di chi ha dovuto abbandonare queste coste alla ricerca di venti più favorevoli, tra coloro che hanno fatto in seguito ritorno e chi ha continuato a sognare il suo mare da lontano. I partecipanti potranno anche mettere alla prova le loro abilità guidati dai vecchi e dai giovani trabuccolanti, dall’alto di queste monumentali architetture di legno affacciate sul mare Adriatico. Chiude l’esperienza un aperitivo conviviale sul trabucco. I trabucchi, che segnano la costa tra Vieste e Peschici – nel cuore del Parco Nazionale del Gargano -sono rudimentali strumenti costruiti dai pescatori del luogo per assicurarsi un sostentamento evitando di esporsi alle mille insidie del mare, dalle tempeste alle incursioni piratesche, che per lunghissimo tempo sono state gli spauracchi di questi piccoli borghi. I trabucchi sorgono infatti sul limite del litorale, protendendosi nel mare con due enormi bracci (le “antenne”) a cui è agganciata una rete che sfrutta le correnti marine per catturare il pesce. La loro solida imponenza unisce il mare e la terra del lembo più a Nord della Puglia: nei tronchi e nelle travi in pino d’Aleppo che costituiscono queste strutture è infatti custodita la storia millenaria della Foresta Umbra, che si protende quasi sino al mare.

Turismo delle radici: San Marco in Lamis e le comunità del Gargano nel mondo

Venerdì 14 giugno è in programma il secondo evento pubblico del tour nel Gargano, la tavola rotonda “Turismo delle radici: San Marco in Lamis e le comunità del Gargano nel mondo” presso la Fondazione Pasquale ed Angelo Soccio (piazza Carlo Marx 1) a San Marco in Lamis,  promosso da in collaborazione con Fondazione Soccio, Associazione Amici di Joseph Tusiani – Centro Studi J. Tusiani, associazione Il Sentiero dell’anima, Federazione Pugliese d’Australia, Apulian Youth Association of Australia, San Marco in Lamis Social Club Melbourne e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di San Marco in Lamis. Per i 100 anni dall’arrivo dei primi sammarchesi in Australia, Italea Puglia promuove un pomeriggio di approfondimento trasversale sul fenomeno migratorio dal Gargano, e al contempo sui valori identitari, sulle tradizioni e sulle personalità illustri di queste terre. L’incontro sarà preceduto da una visita collettiva presso il monumento La partenza dell’artista Filippo Pirro, dedicato agli emigrati pugliesi (appuntamento alle 17.30 in piazza Europa).

All’incontro saranno presenti le figlie dell’artista, che con l’associazione Il Sentiero dell’Anima nella valorizzazione della sua opera, che parleranno del crowdfunding lanciato per sostenere il progetto di recupero del “Paese”, la parte più fragile dell’opera realizzata in bronzo e terracotta.

Nel corso della tavola rotonda alla Fondazione Soccio si parlerà di turismo delle radici e del programma nazionale lanciato dal MAECI, come veicolo di promozione della regione all’estero e di un rinnovato legame tra le comunità pugliesi di ogni parte del mondo. Si parlerà inoltre delle radici del Gargano e delle personalità autorevoli di queste terre, come Joseph Tusiani, importante voce della poesia e della letteratura del Novecento negli Stati Uniti, nato a San Marco in Lamis nel 1924. Dopo i saluti del sindaco del Comune San Marco in Lamis Michele Merla e del presidente Fondazione Soccio Claudio Lecci, l’incontro sarà introdotto dalla presentazione di Italea Puglia, a cura di Rita Piccinni, Giorgia Salicandro, Sara Colonna, Giovanni Pugliese: “Il progetto Italea Puglia: una nuova pagina del turismo delle radici in Puglia”. Seguiranno gli interventi di approfondimento: Grazia Galante, ricercatrice: “La comunità sammarchese di Melbourne tra conservazione e modernità”; Laura Pirro, associazione Il Sentiero dell’Anima: “Il progetto di crowdfunding per l’opera “La Partenza” di Filippo Pirro”; Sergio D’Amaro, direttore del Centro Studi Tusiani: “Joseph Tusiani e la questione dei neri d’America”; Angelo Ciavarella, Fondazione Soccio: “Buffalo-San Marco in Lamis andata e ritorno: storia di un mandolino ritrovato”; Roberto Caroppi, Apulian Youth Association of Australia: “Un ponte tra vecchie e nuove generazioni di italiani all’estero”. Chiuderà la serata la proiezione di un video saluto delle comunità di sammarchesi di Melbourne.

Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Camminata cantata lungo la Via Francigena

L’ultimo evento pubblico del tour nel Gargano di Italea Puglia fa tappa a San Giovanni Rotondo. L’appuntamento è sabato 15 giugno a partire dalle 16 con “Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Camminata cantata lungo la Via Francigena”, un pomeriggio dedicato alle storie di viandanti e pellegrini di un territorio tradizionalmente vocato alla spiritualità, in cui accanto al culto contemporaneo di San Pio resistono le testimonianze della Via Francigena, l’antico itinerario europeo che un tempo conduceva alla Terra Santa.

L’evento è realizzato in collaborazione con le associazioni SGR Francigena e Cala la Sera (partecipazione gratuita con tessera associativa – contributo 5 euro; info e iscrizioni info@italeapuglia.com / whatsapp +39 349 341 2604; posti limitati, max. 25 partecipanti).

Si parte alle 16 con il ritrovo dei partecipanti in Piazza dei Martiri a San Giovanni Rotondo per la visita al Museo dell’arte e delle tradizioni popolari “Michele Capuano”, che raccoglie suggestive testimonianze delle arti e dei mestieri del paese e dell’area garganica.

A seguire, un trekking di 3 chilometri guidato da Domenico Antonacci, guida turistica e presidente dell’associazione SGR Francigena, condurrà i partecipanti lungo un tratto dell’antica via, tra le rotte di viaggiatori e pellegrini, pastori e boscaioli che per fede o per necessità hanno attraversato queste terre, questi boschi, tra conventi, grotte, stalli e stazioni che fungevano da riposo, protezione e raccoglimento per il corpo e per l’anima.

L’esperienza, appositamente ideata da Italea Puglia, prevede una “camminata cantata” con Pio Gravina, musicista e ricercatore delle tradizioni musicali garganiche dell’associazione Cala la Sera, che cadenzerà l’itinerario con il ritmo della chitarra battente e le canzoni antiche, custodi di storie di famiglie e comunità, lavoro, partenze oltreoceano. Il percorso farà tappa al Convento di Sant’Egidio, antico ospedale dei pellegrini, dove i partecipanti potranno condividere un aperitivo conviviale.

L’ultima tappa della giornata, prevista per le 19, è davanti al Museo dove cantori e musicisti del paese offriranno un saluto musicale al gruppo.

Gli altri appuntamenti del tour . Nel corso della cinque giorni nel Gargano, Italea Puglia farà tappa inoltre presso luoghi di importanza strategica per il turismo e la cultura pugliesi, laboratori artigiani ed eventi dal forte significato simbolico. Tra questi, Monte Sant’Angelo, Patrimonio Unesco per la Basilica di San Michele e Capitale della Cultura di Puglia 2024, Vieste per la Festa di Sant’Antonio da Padova, San Nicandro Garganico presso il Parco artistico-ambientale “Il Sentiero dell’Anima”, San Giovanni Rotondo, presso il Santuario di San Pio e il laboratorio di liuteria di Cala la Sera. (Inform)