Catania, città del barocco dall’energia grintosa

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20210624132554 cattedrale di sant agata catania sicilia gettyimages 467663396Ai piedi dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, e affacciata sulla costa orientale della Sicilia, c’è Catania, uno dei centri più importanti del barocco siciliano.

Vi basterà una breve passeggiata per le vie del centro storico per capire perché l’UNESCO abbia deciso di tutelare le sue architetture dichiarandole Patrimonio dell’Umanità: Catania è un’imponente scenografia a cielo aperto. I suoi monumenti barocchi, caratterizzati da facciate bicrome, vennero realizzati accostando ai marmi candidi il nero della pietra lavica.

Preparatevi a fare la spesa in mercati popolari che non credevate esistessero più, a tuffarvi in acque cristalline che bagnano spiagge di sabbia e pietra vulcanica nera e assaggiare piatti di una tradizione culinaria che vi farà arrendere a qualunque proposito di dieta.

Storia e curiosità su Catania

Storia e curiosità su Catania

La storia di Catania comincia nel 729-728 a.C., quando alcuni coloni greci provenienti da Naxos fondarono Kατάvη, Katane. Dopo un periodo di dominazione siracusana, nel 263 a.C. la storia della città prosegue sotto i romani. La città subirà nei secoli le stesse sorti del resto della Sicilia tra dominazioni, distruzioni e rinascite. A partire dal 1402 fino al 1416, con il re aragonese Martino I di Sicilia, Catania divenne capitale del Regno di Sicilia.

Due gravissime catastrofi naturali, l’eruzione dell’Etna del 1669 e il terremoto della Val di Noto del 1693, colpirono Catania nell’era moderna. Dalla seconda rinascerà rivestendosi con lo stile barocco siciliano grazie all’estro e al talento di Giovan Battista Vaccarini. Dopo il Congresso di Vienna, dall’unione del Regno di Sicilia e quello di Napoli, nacque il Regno delle due Sicilie. In questo periodo, la città etnea acquisì lo status di Comune e divenne una delle sette province previste dalla riforma amministrativa borbonica.

Entrata a far parte del Regno d’Italia nel 1860, Catania è stata l’ottava tra le 27 città decorate di medaglia d’oro come “benemerite del Risorgimento nazionale” per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento.

Cosa vedere a Catania: i luoghi imperdibili

Cosa vedere a Catania: i luoghi imperdibili

Con un patrimonio storico e culturale come quello catanese è indispensabile fare un po’ di pianificazione per non rischiare di saltare i capolavori di cui è puntellato il centro storico perdendosi, questo sì, tra piazze e vicoli. In altre parole, se vi state chiedendo che cosa vedere a Catania, affidatevi alla nostra mini guida, e cominciate a programmare il prossimo viaggio qui.

Partiamo dall’Etna e i suoi 59.000 ettari di parco, il bosco di pini, le superfici di lava nera e i crateri fumanti. Mettete in valigia qualcosa di pesante, anche ad agosto, e non rinunciare a fare una visita in cima al vulcano.

Arrivati in città, la prima tappa sarà il Castello Ursino, fondato da Federico II di Svevia nel XIII secolo e oggi ricco museo civico. Mentre passeggiate tra le vie del centro tenete d’occhio i palazzi in bianco e nero che sovrastano ampie piazze. Primo fra tutti Palazzo Biscari, la più importante residenza nobiliare di Catania. Nei pressi trovate l’elegante Teatro Massimo, dedicato a Vincenzo Bellini, illustre figlio di questa città.

Concedetevi ora una pausa a Villa Bellini per vedere uno dei due giardini più antichi nonché uno dei quattro parchi principali di Catania.

Infine, visitate il Duomo di Catania, nella cui meravigliosa piazza troneggia “O Liotru“, l’elefantino simbolo della città, e fate una passeggiata lungo Via Etnea, la via più importante che si allunga per ben 3 km.

Vi è rimasto un altro po’ di tempo? Sarà decisamente ben speso se riuscirete a fare visita alla Pescheria di Catania, l’antico e chiassoso mercato mattutino del pesce che si raggiunge salendo una scalinata di roccia vulcanica.

italia.it




Un sogno chiamato Lago di Como: un tour alla scoperta di 5 ville indimenticabili

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1600x1000 lago di como 5 ville indimenticaili heroComo, Varenna, Bellagio sono ricche di dimore di lusso e vale la pena di passeggiare in questo idilliaco angolo di Lombardia, alla ricerca di giardini incantati, orti botanici e opere d’arte.

Che lo facciate in barca o su un traghetto, che noleggiate una vespa o saliate in sella a una bicicletta, un viaggio alla scoperta delle più belle ville sul Lago di Como è proprio questo, un incontro ravvicinato con la bellezza, esempio virtuoso di come le opere dell’uomo possono integrarsi perfettamente nella natura del posto.

I Giardini di Villa Melzi d’Eril a Bellagio

I Giardini di Villa Melzi d’Eril a Bellagio

Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi e vicepresidente della Prima Repubblica Italiana ai tempi di Napoleone, fu la mente ispiratrice di questi giardini spettacolari e legati a una villa a Bellagio che risale all’inizio del XIX secolo, in stile neoclassico.

I giardini, progettati dall’architetto Luigi Canonica e dal botanico Luigi Villoresi, sono arricchiti da alberi di varie specie, classiche ed esotiche: tra sculture a tema storico e mitologico, troneggiano cedri del Libano, Ginkgo biloba e faggi rossi.

Il laghetto giapponese è un vero gioiello con le sue ninfee e le piante acquatiche in una cornice di aceri, azalee, rododendri in fiore.
Da non perdere la cappella privata sul bordo del lago, l’edicola in stile moresco e l’orangerie con il museo che raccoglie cimeli della Repubblica Napoleonica.

Villa Carlotta a Tremezzina

Villa Carlotta a Tremezzina

Resterete incantati da una prima cosa: la posizione panoramica di Villa Carlotta sulla riva del lago di Como. Siamo in località Tremezzo a Tremezzina e la villa unisce paesaggi e arte, con diverse raccolte importanti conservate all’interno di un edificio che risale al XVII secolo. Tra le sale si notano sculture di Antonio Canova e dipinti di Francesco Hayez.

Scoprire il parco botanico di 70mila metri quadrati è una delizia. In primavera esplode la fioritura di rododendri e azalee. Il giardino all’italiana, con alti cespugli a ricreare figure geometriche e giochi d’acqua, si alterna a quello all’inglese del periodo romantico.

Villa del Balbianello a Lenno

Villa del Balbianello a Lenno

Da Piccolo Mondo antico a Casinò Royale, la villa del Balbianello a Lenno è stata spesso usata dal cinema. Sorge in cima a un giardino terrazzato, tra statue, viali, fiori e alberi. Fu voluta dal cardinale Angelo Maria Durini, nel corso del Settecento, e fu edificata sui resti di un convento francescano, di cui si nota ancora la facciata della chiesa.

All’interno, un ricco patrimonio artistico e storico passa attraverso le sue sale. In quella dei Primitivi sono esposti pezzi di arte africana, precolombiana e cicladica. Quando la struttura passò a Luigi Porro Lambertenghi, iniziò a ospitare diversi intellettuali, tra i quali Silvio Pellico e Massimo D’Azeglio. Dal 1998 è un patrimonio del Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano.

Sposarsi qui? Molto dispendioso, ma anche incredibilmente romantico.

Villa Olmo a Como

Villa Olmo a Como

A volere la costruzione di questo edificio neoclassico fu il marchese Odescalchi all’inizio del 1700, ma fu completato solo un secolo dopo. Durante l’Ottocento ha avuto diversi proprietari e solo nel 1925 è passata al Comune di Como diventando un polo culturale e di mostre d’arte.

Il giardino di Villa Olmo a Como è uno dei più belli e importanti dell’intera provincia, e la villa è stata utilizzata per alcune riprese del film Innamorato Pazzo di Adriano Celentano, oltre che come location d’elezione di numerose mostre e convegni.
Il panorama è arricchito da circa 800 alberi, ippocastani, cedri del Libano e platani e da serre che risalgono al XIX secolo.

Villa Monastero a Varenna

Villa Monastero a Varenna

Si affaccia sul ramo orientale del lago di Como e oggi è un importantissimo polo congressuale a livello internazionale, noto per aver ospitato nel 1954 le lezioni di fisica del Premio Nobel Enrico Fermi.

Villa Monastero a Varenna colpisce per il suo stile eclettico, ma in realtà ha una storia secolare che nasce da un antico convento femminile di monache dell’ordine cistercense dedicato alla Beata Vergine, dal quale prende anche il nome. Il monastero, che risale al XII secolo, nel Cinquecento fu soppresso dal cardinale Carlo Borromeo e in seguito, divenne una residenza patrizia.

Oggi è una casa museo che ospita diversi beni e arredi lasciati dai vari proprietari. Intorno è circondata da un bel giardino botanico, con specie provenienti da tutto il mondo.

da italia.it




A Napoli la IX edizione del “Meet Forum – Turismo Sostenibile”, il dibattito sul Turismo delle Radici

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turismo delle radici 2 1 615x223Esperti del mondo istituzionale, accademico, scientifico e finanziario si sono confrontati a Napoli, presso il Museo Nazionale Ferroviario, su progetti legati al “Turismo Sostenibile” in due giorni di incontri per la IX edizione del “Meet Forum”. L’evento è stato promosso e organizzato da Destination Italia e Travel Tech. La manifestazione si è svolta con il patrocinio della Commissione Europea, ENIT, Regione Campania, Comune di Napoli, Fondazione FS Italiane, Università degli Studi di Napoli Federico II e con la collaborazione di Intesa Sanpaolo. Nell’ambito dell’evento si è svolto un dibattito sul progetto del Turismo delle Radici promosso dal Maeci. Intervenendo da remoto Renato Mosca (Ambasciatore del Brasile in Italia) ha ricordato l’importanza del Brasile nel mercato turistico per gli italiani. “Nel 2019 gli italiani si sono collocati al quarto posto nelle spese totali in Brasile occupando la ventesima posizione in termini di spesa media e giornaliera per viaggiatore”, ha spiegato Mosca evidenziando come naturalmente il turismo abbia risentito della pandemia soprattutto nel periodo in cui sono venuti meno i collegamenti aerei tra Italia e Brasile. L’Ambasciatore ha auspicato che, come ritenuto anche dal Ministero del Turismo del Brasile, quest’anno il numero di turisti italiani possa tornare ai livelli del 2019. Mosca ha assicurato che dall’Ambasciata brasiliana il turismo sarà considerato come una priorità, data anche la sua importanza economica e culturale tra brasiliani e italiani. “Esiste un enorme potenziale inesplorato di attrazione legato principalmente al turismo delle radici che va ad aggiungersi al già importante flusso di passeggeri in un anno in cui celebriamo il 150° anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile”, ha aggiunto Mosca precisando come il Governo brasiliano stia lavorando affinché ci sia massima sintonia in queste attività volte con particolare attenzione al concetto di turismo sostenibile. Il Console Generale di Rio de Janeiro, Massimiliano Iachini, ha a sua volta rimarcato l’importanza del 150° anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile. “Una ricorrenza molto significativa in Brasile dove vivono 30 milioni di italo-discendenti immigrati nel corso di Ottocento e Novecento: è il 15% della popolazione totale e riteniamo che sia un elemento trainante”, ha spiegato Iachini ricordando quindi il progetto del Turismo delle Radici messo in campo dalla Farnesina, da collegare alla presenza di questa comunità italo-discendente nel mondo e nel caso specifico in Brasile. Giovanni Maria De Vita (responsabile del Ministero degli Esteri per il progetto sul Turismo delle Radici) ha spiegato che si tratta di un progetto finanziato dal PNRR ma la cui idea nasce diversi anni fa: risale infatti al 2018 un primo tavolo tecnico sul turismo delle radici in risposta alle richieste provenienti dai territori italiani. “Il viaggio delle radici è sempre esistito perché questo desiderio di riconnettersi con la tradizione e la cultura dei territori è stato sempre presente negli italiani all’estero”, ha spiegato De Vita evidenziando come il Ministero degli Esteri non si occupi in se stesso di turismo però può rappresentare una cerniera tra l’Italia e l’estero. De Vita ha parlato del turismo delle radici come di una risorsa unica da capitalizzare anche al fine di instaurare una nuova stagione di rapporti con le comunità italiane all’estero. “È importante che quando queste persone vengono in Italia si sentano a casa: sono persone che vogliono vedere i luoghi di cui hanno sempre sentito parlare tramite le memorie della propria famiglia e con cui intendono ricongiungersi”, ha rilevato De Vita descrivendo poi l’iter che ha portato al Progetto cominciando dal lavoro sui territori in Italia perché il fenomeno dell’emigrazione risulta ancora essere poco conosciuto dentro i confini nazionali. “La parte della comunicazione è importante e stiamo partendo con tutta una serie di iniziative”, ha aggiunto De Vita spiegando che verranno coinvolte tanto le regioni italiane quanto le comunità italiane all’estero in uno spirito volto a fare rete. Il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha ricordato la specificità di una location come Napoli, perché città come questa o Genova hanno visto partire moltissimi italiani nel corso dei decenni. “È un’opportunità straordinaria che non è nata oggi”, ha ribadito Porta, riguardo al turismo delle radici , precisando a sua volta come il primo tavolo tecnico sia del 2018 ma come si sia cominciato a parlare di questi argomenti già da almeno un decennio. “Gli italiani all’estero non sono un problema, ma un’opportunità ”, ha aggiunto Porta. “Sono sempre stato uno dei più grandi promotori di questo progetto proprio perché valorizza in maniera molto chiara il ruolo e la potenzialità di quelle collettività, ma allo stesso tempo sono anche un pungolo per ottimizzare al meglio le nostre risorse”, ha spiegato Porta indicando l’importanza di coinvolgere maggiormente nel progetto le comunità all’estero. Salvo Iavarone (vicepresidente CIM) ha parlato dell’emigrazione come un qualcosa da intersecare continuamente al fine di imparare sempre di più. Iavarone ha spiegato che più si approfondiscono questi temi più ci si accorge di quanto siano complicati, affascinanti ed emozionanti immaginando questi circa 80 milioni di italo-discendenti. Iavarone ha raccontato che, parlando con molti emigrati, è emerso come alla fine da parte loro, nonostante spesso abbiano dovuto abbandonare la terra d’origine, un pensiero di attaccamento verso l’Italia sia sempre presente. (Inform)




“Viaggiare Sicuri”, Tajani: Il nostro obiettivo è quello di garantire vacanze sicure anche agli italiani che lasciano i confini nazionali durante il periodo pasquale

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farnesina viaggiare sicuri image 370x223Il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, ha postato su “X” un video, in cui, in vista delle vacanze pasquali, invita i connazionali che andranno all’estero ad iscriversi all’applicazione della Farnesina “Viaggiare Sicuri”. Per quanto riguarda – esordisce Tajani – gli italiani all’estero e quelli che andranno all’estero, – saranno circa un milione durante le vacanze di Pasqua, noi abbiamo consigliato di rinviare i viaggi a Mosca, e, soprattutto, se si è già nella capitale Russa di evitare luoghi dove c’è grande presenza di pubblico. Voglio inoltre ricordare – ha proseguito il Ministro – che gli italiani che viaggiano nel mondo possono utilizzare un servizio gratuito fornito dal Ministero degli Esteri, organizzato dall’Unità di Crisi della Farnesina. C’è un’applicazione per gli smartphone che si chiama “Viaggiare Sicuri”. Con questa applicazione ci si può anche geolocalizzare, quindi avere la possibilità di essere informati in tempo reale se ci sono dei rischi nel luogo in cui ci si trova. Vi sono anche due siti web: il primo si chiama anch’esso “Viaggiare Sicuri” e il secondo “Dove siamo nel mondo”. In queste pagine web vi sono tutte le informazioni aggiornate minuto per minuto rispetto alla situazione di tutti i Paesi del mondo. Su questi siti – ha concluso Tajani – i nostri cittadini nel mondo possono avere tutte le informazioni possibili, perché il nostro obiettivo è quello di garantire vacanze sicure anche agli italiani che lasciano i confini nazionali durante le vacanze pasquali”. (L.M./Inform)




Pasqua con chi vuoi: i dati dell’Enit

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28enitPasqua con chi vuoi ma eventualmente, pur di non rinunciare ad un soggiorno nella Penisola si viaggia anche in solitaria. Infatti, si soggiornerà di coppia per il 29% circa dei passeggeri mentre il 34,2% visiterà l’Italia da solo; segue il 10% di piccoli gruppi di quattro passeggeri e un’ulteriore 9,6% di tre. Ad oggi sono circa 217 mila i passeggeri aeroportuali confermati per le due settimane di Pasqua, dal 25 marzo al 7 aprile 2024, il 9,0% in più rispetto al medesimo periodo pasquale del 2023 (3-16 aprile).
Questi i dati diffusi dell’Enit a ridosso della Pasqua.
Ne emerge che aumenta di 1 notte la durata del soggiorno che raggiunge le 10,2 notti, mentre diminuisce il tasso di cancellazione delle prenotazioni del – 0,4%. I principali Paesi di provenienza vedono in testa il mercato interno dell’Italia, seguito dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, dal Regno Unito, dalla Corea del Sud, dal Brasile e dai Paesi Bassi.
Seoul, Parigi, Madrid, New York, Los Angeles e Buenos Aires le grandi città di partenza dei turisti che verranno in Italia. Considerando solo gli arrivi tra il venerdì prima di Pasqua – cioè domani – e il Lunedì dell’Angelo, l’aumento sfiora il 15,6% per 63 mila prenotazioni confermate.
Gli USA si confermano il primo paese di provenienza estera, con oltre 11 mila prenotazioni, il 17,7% sul complessivo. Seguono Germania, Francia e Spagna, con arrivi aeroportuali che incidono rispettivamente per il 5,2%, 4,6% e 3,6%. Attesi inoltre britannici (3,5%), brasiliani (2,6%), coreani (2,2%), portoghesi (2,1%) e canadesi (1,9%). Il soggiorno più lungo lo effettueranno i brasiliani per i quali sono previsti circa 20 notti. Per i canadesi saranno 11 le notti in Italia, per gli statunitensi e i coreani 9, per i britannici 7, per gli spagnoli e i tedeschi 6 e per i portoghesi 5. Saranno, invece, 12 mila gli italiani che si sposteranno in aereo lungo la penisola in questi 4 giorni, il 19,2% del totale.
Sarà il sabato 30 marzo la giornata di maggiore affluenza del turismo nelle nostre strutture ricettive italiane, quando le tariffe medie del ricettivo raggiungeranno per una camera doppia il prezzo di 154 euro a camera. Tra le mete più gettonate del periodo sicuramente la montagna del Trentino-Alto Adige ma anche della Valle d’Aosta e le città con Roma in testa, ma anche la Liguria per le prime vacanze al mare, la Toscana, l’Abruzzo, il Veneto e la Campania con le loro offerte multi-prodotto.
IL TREND GENERALE
A partire dal mese di aprile del 2023 i passeggeri aeroportuali hanno segnato costantemente risultati migliori del 2019, anno record del turismo italiano. I primi consuntivi di gennaio 2024, con 12,6 milioni di passeggeri supera decisamente le aspettative (Fonte Ufficio Studi ENIT su dati ASSAEROPORTI).
Il turismo in Italia nel 2023 ha segnato una netta crescita e ripresa sul passato, con oltre 125 milioni gli arrivi turistici nelle strutture ricettive in Italia (+5,5% sul 2022), di cui 62,8 milioni di turisti stranieri (+14,0% sul 2022). I flussi complessivi contano, quindi, oltre 431 milioni di pernottamenti turistici nelle strutture ricettive italiane (+4,6% sul 2022), di cui 222,6 di turisti stranieri (+10,7% sul 2022).
“Nel 2019 avevamo contato 220 milioni di presenze internazionali. Ora abbiamo recuperato appieno e superiamo – anche se di poco (0,9%) – i valori del 2023. È quindi arrivato il momento di smettere di pensare solo alla ripresa dei volumi e riprendere a mettere la nostra attenzione sui temi della qualità, incremento del valore e sostenibilità, specie sociale oltre che ambientale. Per fare questo dobbiamo lavorare a fondo sull’offerta per dinamizzare e rafforzare la nostra capacità di attrarre i mercati internazionali durante tutto l’arco dell’anno, soprattutto nelle stagioni di spalla. I dati del 2023 ci confortano perché già la quota estera risultava più incisiva nei mesi primaverili e nel bimestre settembre-ottobre” commenta Alessandra Priante Presidente Enit. “Fondamentale dunque la sostenibilità, inclusa quella sostenibilità economica. I numeri ci danno ragione: tra gennaio e dicembre 2023 il saldo della bilancia dei pagamenti turistica dell’Italia registra un avanzo di oltre 20,2 miliardi di euro, in aumento del +10,7% rispetto al 2022, con una crescita della spesa dei viaggiatori stranieri in Italia che nei dati provvisori per il totale 2023 segna il +16,6%” conclude Priante.
Dai dati ufficiali Eurostat, nel 2023 l’Italia è la seconda destinazione per presenze internazionali (e totali) in Europa. Un’Europa che si posiziona in testa alle destinazioni 2024 e 2025 per crescita dei pernottamenti, dove l’Italia (+15%) è seconda dietro la Germania (+19%) che deve però la sua crescita per lo più al mercato interno.
Lombardia, Lazio, Veneto e Toscana sono le principali mete del turismo internazionale, sia in termini di arrivi che di pernottamenti e anche di spesa turistica dall’estero che nel 2023 raggiunge nel totale Italia i 51,6 miliardi di euro.
Degli 85,7 milioni di viaggiatori internazionali del 2023 circa 15 milioni sono venuti per lavoro, quasi 35 milioni per vacanza, oltre 11 milioni in visita ad amici e parenti, il turismo delle radici, uno dei vettori principali sul turismo estero specie dai mercati lontani.
Per i viaggi di vacanza in Italia gli stranieri spendono 32 miliardi di euro, il 62,2% del totale 2023, in aumento del +21,0% circa rispetto al 2022. Le entrate derivanti dai viaggi di lavoro, oltre 7,3 miliardi di euro, rappresentano il 14,2% e crescono del +14,0% rispetto al 2022. (aise) 




Da terra di partenze a terra di ritorni: nasce Italea Molise per il Turismo delle Radici

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turismo radici e1614863459554 512x223Ha preso avvio da Agnone, con il lancio  presso la Sala Consiliare di Italea Molise , l’iniziativa regionale  sul Turismo delle Radici inserita nel più ampio quadro di “Italea”, il progetto nazionale promosso e attuato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del PNRR, con l’intento di attrarre italiani all’estero e italo-discendenti desiderosi di scoprire le terre e le tradizioni dei propri antenati.   “Italea Molise”, brand regionale di progetto, porterà avanti la promozione e lo sviluppo del Turismo delle Radici nel territorio molisano seguendo la filosofia, l’etica e i valori che ispirano e muovono il progetto ministeriale. “Da Terra di Partenze a Terra di Ritorni”: questo l’obiettivo perseguito dal team Italea Molise che, in sinergia con gli attori locali, si propone di costruire e promuovere un’offerta turistica integrata, completamente dedicata ai molisani nel mondo e ai loro discendenti. Una gamma di servizi personalizzati e itinerari su misura, pensati per coinvolgere il “Viaggiatore delle Radici” in un percorso fisico ed emozionale di riscoperta delle proprie origini in terra molisana.

Punto sinergico dell’evento, fiancheggiati dalle Istituzioni molisane e dal Coordinamento Regionale del Maeci, la presentazione del fitto reticolo di attività perseguite da Italea Molise per mettere in rete la bellezza e l’unicità del territorio molisano: il nuovo portale italeamolise.com, Italea Card e i Laboratori delle Radici saranno alcune delle iniziative al centro della strategia di crescita e di resilienza per il Molise nel 2024 – Anno delle Radici Italiane nel Mondo.(Inform)




Il Direttore Generale per gli Italiani all’Esterno Luigi Vignali ha presentato al Centro Cultural Kirchner di Buenos Aires il Progetto “Turismo delle radici”

facebook il direttore generale per gli italiani allesterno luigi vignali ha presentato al centro cultural kirchner di buenos aires il progetto turismo delle radici immagine16

facebook il direttore generale per gli italiani allesterno luigi vignali ha presentato al centro cultural kirchner di buenos aires il progetto turismo delle radici immagine16La nave Amerigo Vespucci incontra il turismo delle radici in Argentina, dove risiede una delle più grandi comunità di italiani all’estero. In occasione dello scalo della Nave Scuola nel porto di Buenos Aires, il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Esterno Luigi Vignali ha presentato il Progetto “Turismo delle radici” nel prestigioso Centro Cultural Kirchner . Informa tramite i social l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires. Sono molte – prosegue la nota le iniziative previste per il 2024, anno del Turismo delle Radici italiano nel mondo, e sono tutte su Italea.com la nuova piattaforma digitale del Progetto. Itinerari, attività, eventi e opportunità dedicate agli italiani all’estero e italo discendenti, come la Italea Card, il programma di benefici per i viaggiatori che conta già più di 200 partner registrati. “La Comunità italo argentina, con più di un milione di italiani e moltissimi italo discendenti, è tra i protagonisti del turismo delle radici”, ha affermato il Direttore Generale. Il 2024 sarà un anno di festeggiamenti, di amicizia che unisce Italia e Argentina e dei grandi successi dei nostri connazionali in tutto il mondo. (Inform)




Pasqua 2024. Il turismo, interno e straniero, preferisce l’Italia

turismo italiano

turismo italianoEnit esprime soddisfazione per le previsioni statistiche sul turismo di Pasqua riguardanti l’Italia. I soggiorni di coppia rappresentano il 29,0% circa dei passeggeri mentre il 34,2% visiterà l’Italia da solo; segue il 10,0% di piccoli gruppi di quattro passeggeri e un ulteriore 9,6% di tre. Ad oggi sono circa 217 mila i passeggeri aeroportuali confermati per le due settimane di Pasqua, dal 25 marzo al 7 aprile 2024, il 9,0% in più rispetto al medesimo periodo pasquale del 2023 (3-16 aprile). Aumenta di 1 notte la durata del soggiorno che raggiunge le 10,2 notti mentre diminuisce il tasso di cancellazione delle prenotazioni del – 0,4%. I principali Paesi di provenienza vedono in testa il mercato interno dell’Italia, seguito dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, dal Regno Unito, dalla Corea del Sud, dal Brasile e dai Paesi Bassi. Seul, Parigi, Madrid, New York, Los Angeles e Buenos Aires le grandi città di partenza dei turisti che verranno in Italia.

Considerando solo gli arrivi tra il venerdì prima di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo, l’aumento sfiora il 15,6% per 63 mila prenotazioni confermate. Gli USA si confermano il primo paese di provenienza estera, con oltre 11 mila prenotazioni, il 17,7% sul complessivo. Seguono Germania, Francia e Spagna, con arrivi aeroportuali che incidono rispettivamente per il 5,2%, 4,6% e 3,6%. Attesi inoltre britannici (3,5%), brasiliani (2,6%), coreani (2,2%), portoghesi (2,1%) e canadesi (1,9%). Il soggiorno più lungo lo effettueranno i brasiliani per i quali sono previsti circa 20 notti. Per i canadesi saranno 11 le notti in Italia, per gli statunitensi e i coreani 9, per i britannici 7, per gli spagnoli e i tedeschi 6 e per i portoghesi 5. Saranno, invece, 12 mila gli italiani che si sposteranno in aereo lungo la penisola in questi 4 giorni, il 19,2% del totale.  Sarà sabato 30 marzo la giornata di maggiore affluenza del turismo nelle strutture ricettive italiane, quando le tariffe medie del ricettivo raggiungeranno per una camera doppia il prezzo di 154 euro a camera.  Tra le mete più gettonate del periodo sicuramente la montagna del Trentino-Alto Adige ma anche della Valle d’Aosta e le città con Roma in testa, ma anche la Liguria per le prime vacanze al mare, la Toscana, l’Abruzzo, il Veneto e la Campania con le loro offerte multi-prodotto. A partire dal mese di aprile del 2023 i passeggeri aeroportuali hanno segnato costantemente risultati migliori del 2019, anno record del turismo italiano. I primi consuntivi di gennaio 2024, con 12,6 milioni di passeggeri supera decisamente le aspettative (Fonte Ufficio Studi Enit su dati Assaeroporti).

Il turismo in Italia nel 2023 ha segnato una netta crescita e ripresa sul passato, con oltre 125 milioni gli arrivi turistici nelle strutture ricettive in Italia (+5,5% sul 2022), di cui 62,8 milioni di turisti stranieri (+14,0% sul 2022). I flussi complessivi contano, quindi, oltre 431 milioni di pernottamenti turistici nelle strutture ricettive italiane (+4,6% sul 2022), di cui 222,6 di turisti stranieri (+10,7% sul 2022).  “Nel 2019 avevamo contato 220 milioni di presenze internazionali. Ora abbiamo recuperato appieno e superiamo – anche se di poco (0,9%) – i valori del 2023. E’ quindi arrivato il momento di smettere di pensare solo alla ripresa dei volumi e riprendere a mettere la nostra attenzione sui temi della qualità, incremento del valore e sostenibilità, specie sociale oltre che ambientale. Per fare questo dobbiamo lavorare a fondo sull’offerta per dinamizzare e rafforzare la nostra capacità di attrarre i mercati internazionali durante tutto l’arco dell’anno, soprattutto nelle stagioni di spalla. I dati del 2023 ci confortano perché già la quota estera risultava più incisiva nei mesi primaverili e nel bimestre settembre-ottobre”, commenta Alessandra Priante Presidente Enit. Fondamentale dunque la sostenibilità, inclusa quella sostenibilità economica. “E i numeri ci danno ragione: tra gennaio e dicembre 2023 il saldo della bilancia dei pagamenti turistica dell’Italia registra un avanzo di oltre 20,2 miliardi di euro, in aumento del +10,7% rispetto al 2022, con una crescita della spesa dei viaggiatori stranieri in Italia che nei dati provvisori per il totale 2023 segna il +16,6%” conclude Priante.

Dai dati ufficiali Eurostat, nel 2023 l’Italia è la seconda destinazione per presenze internazionali (e totali) in Europa. Un’Europa che si posiziona in testa alle destinazioni 2024 e 2025 per crescita dei pernottamenti, dove l’Italia (+15%) è seconda dietro la Germania (+19%) che deve però la sua crescita per lo più al mercato interno. Lombardia, Lazio, Veneto e Toscana sono le principali mete del turismo internazionale, sia in termini di arrivi che di pernottamenti e anche di spesa turistica dall’estero che nel 2023 raggiunge nel totale Italia i 51,6 miliardi di euro.

Degli 85,7 milioni di viaggiatori internazionali del 2023 circa 15 milioni sono venuti per lavoro, quasi 35 milioni per vacanza, oltre 11 milioni in visita ad amici e parenti, il turismo delle radici, uno dei vettori principali sul turismo estero specie dai mercati lontani.

Per i viaggi di vacanza in Italia gli stranieri spendono 32 miliardi di euro, il 62,2% del totale 2023, in aumento del +21,0% circa rispetto al 2022. Le entrate derivanti dai viaggi di lavoro, oltre 7,3 miliardi di euro, rappresentano il 14,2% e crescono del +14,0% rispetto al 2022. (Inform)




A Caloveto, in Calabria, 6 mila euro per il Turismo delle Radici

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1678546477TURISMO RADICI, MINISTERO PROMUOVE PROGETTO CALOVETO
6 MILA EURO PER CALOVETESI NEL MONDO
IL SINDACO: CREIAMO PONTE CON ITALO-DISCENDENTI
Emozionare e far desiderare agli italo-discendenti di scoprire le loro radici, i luoghi e le esperienze, vissute attraverso il racconto dei propri nonni. È, questo, l’obiettivo principale della campagna CALOVETESI NEL MONDO, brand di promozione e valorizzazione del borgo fuori dai confini nazionali che il Ministero degli Esteri ha ritenuto di poter inserire tra i progetti del più ampio programma nazionale 2024 ANNO DELLE RADICI ITALIANE.
È quanto fa sapere il Sindaco Umberto Mazza esprimendo soddisfazione per questo importante risultato che consentirà di promuovere il territorio anche all’interno dei circuiti turistici internazionali e di rafforzare i legami con le nuove generazioni, figlie o nipoti di calabresi che hanno lasciato la loro terra per trovare altrove lavoro.
Creare un Hub Roots Tourism, un hub per il turismo delle radici, puntando sulla formazione dei giovani all’accoglienza dei viaggiatori delle radici. Promuovere durante tutto l’anno attività legate alle tradizioni locali, con percorsi slow alla riscoperta degli angoli, dei saperi e sapori delle memorie ancora vive nel borgo di Caloveto. Attivare dei veri e propri laboratori enogastronomici. Allestire un museo dove raccogliere documenti, oggetti. Porre l’accento sulla musica identitaria folkloristica calabrese. Sono, questi, alcuni dei passaggi del progetto che, finanziato per quasi 6 mila euro, sarà promosso in partnership con Casa Calabria International, associazione dei calabresi all’estero, promozione e valorizzazione del patrimonio Calabria guidata dalla presidente Innocenza Giannuzzi.
Quest’ultima, in particolare si occuperà di veicolare contenuti sui media e sulle testate delle città con maggiore concentrazione di italo-discendenti, negli Stati Uniti, in Australia, nell’America Latina, in Canada.
Incentrata su uno storytelling motivazionale l’obiettivo di CALOVETESI NEL MONDO sarà quello di elaborare un’offerta turistica continuativa e non limitata al classico periodo di ferie. Il cosiddetto neverending tourism.



Adelaide, presentato l’evento dedicato al Turismo delle Radici

adelaide presentato evento dedicato al turismo delle radici

adelaide presentato evento dedicato al turismo delle radiciL’Ambasciatore Paolo Crudele ha presentato, insieme al console Ernesto Pianelli, l’evento dedicato al “Turismo delle Radici” organizzato dal Consolato d’Italia ad Adelaide nell’ambito delle iniziative promosse dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per celebrare l’Anno delle Radici italiane nel mondo.

Si è trattato di un evento in prima assoluta in Australia che ha visto la partecipazione di numerosi connazionali e italo-discendenti, emigrati di seconda o terza generazione, desiderosi di conoscere i territori di appartenenza dei loro antenati, riscoprire origini e storie familiari, tradizioni culturali, prodotti artigianali ed enogastronomia, riallacciare una connessione con il nostro Paese. All’evento ha preso parte anche il Ministro del Governo del Sud Australia, Katrine Hildyard.

Nel suo intervento introduttivo, l’Ambasciatore Crudele ha brevemente percorso le tappe che hanno portato al lancio dell’Anno delle Radici. “Un lavoro meticoloso che ha avuto inizio nel 2018 e che ha portato al lancio di questo progetto che mira a far viaggiare i discendenti di origine italiana che vivono all’estero nei luoghi di origine delle antiche famiglie italiane. Un viaggio delle emozioni che potrà interessare potenzialmente un bacino di circa 80 milioni di persone nel mondo, di cui oltre un milione residenti in Australia. Come ha più volte dichiarato lo stesso vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, con il Turismo delle Radici vogliamo contribuire alla costruzione di un’offerta turistica autenticamente locale che permetta agli italo-discendenti di apprezzare tutta la bellezza, la cultura e le tradizioni secolari dei borghi da cui sono partiti i loro avi”.

Il Turismo delle Radici riguarda un segmento turistico in decisa crescita nell’ultimo decennio, che può rappresentare un’importante fonte di sviluppo sostenibile per i piccoli borghi italiani, realtà spesso poco conosciute e non incluse negli itinerari tradizionali, ma con un grande potenziale economico legato alla ricezione turistica. Hanno aderito fino ad ora 822 piccoli comuni italiani. L’iniziativa è stata organizzata insieme a ENIT, con la partecipazione del country manager per l’Australia e la Nuova Zelanda, Emanuele Attanasio, il Fogolar Furlan di Adelaide che ha ospitato l’evento, e il Com.It.Es. dell’Australia Meridionale.