L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

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laquila basilica di collemaggio 2 e1589891785908 615x223L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. A proclamarla è stato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, oggi a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza dei rappresentanti delle 10 città finaliste:  Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Gaeta (Latina), L’Aquila, Latina, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Rimini e Treviso, Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena). In collegamento video Matteo Ricci, sindaco di Pesaro Capitale italiana della Cultura in carica, e Francesco Miccichè sindaco di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025.

La città vincitrice con il progetto “L’Aquila. Città Multiverso”, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà valorizzare, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità. “Tutte le città che hanno partecipato alla competizione dovrebbero essere Capitali della Cultura, e personalmente vorrei che fossero tutte premiate per la loro bellezza. L’Italia ha una grande ricchezza e tantissimi luoghi che meritano un viaggio. Mi congratulo con la città dell’Aquila che nel 2026 rappresenterà al meglio la nostra Nazione, e accolgo pienamente l’idea di trovare sin da ora, per il prossimo bando, le risorse necessarie per premiare tutte le città finaliste in modo da far vivere questi progetti a lungo”, ha dichiarato Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura.

Queste le motivazioni della giuria, presieduta da Davide Maria Desario, al termine della procedura di selezione: “Il dossier propone un modello di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, artistico e naturale. Mira al recupero dell’identità, puntando sulla cultura intesa come volano per la crescita e come elemento fondante di una comunità. Il progetto coinvolge un numero rilevante di realtà, creando un forte collante con i territori circostanti. Il budget previsto è coerente con gli obiettivi. La strategia di spesa indicata è destinata ad avere un importante effetto moltiplicatore. Il palinsesto degli eventi e delle iniziative si sviluppa per l’intero anno e copre tutto il panorama dell’espressione artistica e culturale: cinema, teatro, musica, arti visive. Apprezzata l’attenzione ai giovani che non saranno solo fruitori ma attori. Il progetto adempie agli indicatori del bando, con una buona integrazione tra pubblico e privato. Molto apprezzata la centralità e il coinvolgimento del sistema museale, bibliotecario e universitario. Il giudizio è eccellente”.

L’Aquila Città Multiverso è un ambizioso programma di sperimentazione artistica per la creazione di un modello di rilancio socioeconomico territoriale a base culturale capace di proiettarla verso il futuro seguendo i 4 assi della Nuova Agenda Europea della Cultura: coesione sociale, salute pubblica benessere, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientale.

Immaginare L’Aquila come una città multiverso significa vederla come una realtà complessa in cui convivono e interagiscono molteplici dimensioni parallele, una città che apre possibilità inesplorate di creatività artistica e rigenerazione urbana, proprio grazie alla coesistenza dialogante di molteplici dimensioni spazio-temporali e culturali. L’Aquila Città Multiverso potrà così costituire un modello replicabile di sviluppo sostenibile anche per Rieti e per le Aree Interne italiane ed europee. Un modello che ambisca a rimodulare con intelligenza il rapporto tra il centro urbano e una costellazione di piccoli centri dalla forte identità sociale e culturale. Un territorio, in tal senso, ancora vitale e capace di immaginare un progetto di futuro, ma che ha bisogno di una spinta decisiva per aprire un nuovo, vero ciclo generativo.

I 5 filoni Multiculturalità, Multidisciplinarietà, Multitemporalità, Multiriproducibilità e Multinaturalità esploreranno, attraverso un ricco programma di iniziative, la complessità e la ricchezza culturale e ambientale che caratterizza L’Aquila, Rieti e i borghi circostanti. Gli eventi diffusi, oltre a creare un ecosistema favorevole alla creatività, genereranno benefici in termini di inclusione sociale e benessere psico-fisico.

Le nuove produzioni artistiche, l’accrescimento e lo scambio di competenze diffuse, gli spazi rigenerati per la realizzazione delle molteplici iniziative contribuiranno a costruire un’eredità duratura per il presente e il futuro di questo territorio ricco di risorse e potenzialità ancora inespresse. L’Aquila Città Multiverso sarà l’inizio di questo viaggio. Sono 16 le città che hanno presentato il dossier di candidatura al Ministero della Cultura. A dicembre 2023 sono stati resi noti i nomi delle 10 città finaliste. Le singole delegazioni hanno successivamente presentato alla giuria i progetti elaborati nel corso di audizioni pubbliche, che si sono svolte il 4 e il 5 marzo scorsi nella Sala Spadolini del MiC. Le città finaliste hanno presentato i seguenti dossier: Alba, “Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia”; Gaeta, “Blu, il Clima della cultura”; L’Aquila, “L’Aquila. Città Multiverso”; Latina, “Latina bonum facere”; Lucera, “Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture”; Maratea, “Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario”; Rimini, “Vieni oltre. Il futuro qui e ora”; Treviso, “I sensi della Cultura”; Unione dei Comuni Valdichiana Senese, “Valdichiana 2026, seme d’Italia”. Anche in questa edizione di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2026, è in programma la terza edizione di “Cantiere Città”, l’iniziativa di capacity building che il Ministero della Cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali propongono alle città finaliste di “Capitale italiana della cultura” per valorizzare e promuovere i progetti ideati dalle città concorrenti in fase di candidatura, per non disperdere le idee formulate, le relazioni avviate, le persone coinvolte. Un percorso di consolidamento delle capacità progettuali e di accompagnamento specifico per dare un futuro alle proposte elaborate, favorendo la nascita di nuove reti e individuando soluzioni progettuali che ne favoriscano la sostenibilità. Iniziativa che conferma il ruolo cruciale della formazione sia per la crescita del settore culturale che per lo sviluppo sociale ed economico delle città. Istituto nel 2014, il riconoscimento di Capitale italiana della cultura è stato fin qui detenuto nel 2015 dalle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, che hanno condiviso l’esperienza nell’edizione d’esordio che ha attribuito il titolo alle finaliste del titolo di capitale europea della cultura vinto da Matera per il 2019. Successivamente è stato attribuito a Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma per il 2020, poi esteso anche al 2021 a causa dell’emergenza sanitaria, e Procida (2022). Per il 2023 Bergamo e Brescia hanno condiviso il titolo di Capitale italiana della Cultura, una scelta del Parlamento a favore dei territori duramente colpiti dalla prima fase emergenziale della pandemia da Covid-19. L’attuale Capitale è Pesaro (2024), mentre la città già designata per il 2025 è Agrigento.(Inform)




Turismo delle radici, Puglia: con la Pro Loco di Fragagnano torna il “Rito dei Santi”

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turismo delle radici puglia con la pro loco di fragagnano torna il rito dei santiimmagine8Torna il “Rito dei Santi” che, giunto alla diciassettesima edizione, è uno dei principali eventi della Pro Loco di Fragagnano: la manifestazione si terrà, alle ore 19.00 di sabato 16 marzo, nella Sala Convegni del Palazzo Marchesale di Fragagnano, ingresso libero e gratuito.

La manifestazione si colloca nell’ambito dell’Anno delle radici italiane nel mondo, iniziativa del Ministero del Turismo e dell’Enit per promuovere nel 2024 il “Turismo delle radici”, ovvero la riscoperta delle proprie radici e dell’autenticità dei luoghi, fattori in grado di restituire al “turista di ritorno” le tradizioni, la cultura, la costruzione della propria storia familiare. La regia di quest’ edizione del “Rito dei Santi”, con il sottotitolo “…Storia, Memoria, Identità…”, è stata curata da Alfredo Traversa, ideatore del Teatro della Fede in Puglia.

Come tradizione vuole, per rappresentare il rito viene allestito una sorta di altare attorno al quale si dispongono i convenuti, da tre a tredici, comunque in numero dispari, richiamando così l’Ultima Cena. Dopo aver recitato una preghiera, i Santi danno inizio al pranzo. San Giuseppe siede a capotavola ed ha il posto contrassegnato da un bastone fiorito, simbolo del miracolo grazie al quale fu prescelto per essere lo sposo di Maria. Alla sua destra, siede la Madonna, alla sua sinistra Gesù Bambino e, poi, di seguito tutti gli altri. San Giuseppe dà il via al pranzo battendo un colpo di bastone sul pavimento e, battendo la forchetta sul bordo del piatto, scandisce l’alternarsi delle tredici pietanze, tutte allusive ad arcaiche simbologie apotropaiche. Sulla mensa primeggiano i bucatini con la mollica di pane, la massa, i ceci, i fagioli e le fave, il baccalà, i carciofi, i cavolfiori fritti, le arance e “li cartiddati“. Immancabili sono i lampascioni, le cipolline selvatiche tipiche della cucina locale, e il pesce fritto. Un posto di rilievo è riservato al pane che, diviso e consumato, è il simbolo della comunità, veicolo di comunicazione tra individui e di comunione con il divino.

Annunciando la manifestazione Nunzia Digiacomo, presidente della Pro Loco Fragagnano, ha spiegato che “le origini e il senso profondo del “Rito dei Santi” affondano in una antichissima tradizione che, rinnovandosi di generazione in generazione, parla di unione e di convivialità, di una fede autentica da riscoprire, ricordandoci che ciò che si ha deve essere diviso e condiviso, un rito celebrato in un periodo che, con l’avvicinarsi dell’equinozio di primavera, segna il risveglio della natura dopo il torpore invernale”.

“In particolare le origini di tale rituale – ha poi detto Nunzia Digiacomo – sono da ricercarsi nei riti ancestrali delle società rurali, legati al ciclo di morte e rinascita della natura, nei Saturnali romani, nelle tavole che nel Medioevo i signori feudali imbandivano per i poveri e, ancora, nella liturgia tramandata dai monaci basiliani”. “Non vanno tralasciate anche le tradizioni delle comunità arbereshe – ha concluso Nunzia Digiacomo – che, nel giorno di San Giuseppe, celebravano l’Arcipurcim o festa dell’Arziburo, un banchetto collettivo tra famiglie dello stesso ceppo e, delle comunità ebraiche che festeggiavano il Tubishevàt, il Capodanno degli alberi, con un pasto di quindici varietà di frutta”. L’edizione 2024 del “Rito dei Santi” gode del patrocinio del Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, concesso con decreto n.676 del 20.02.2024, del Comune di Fragagnano e vede la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, nella persona di Lucia Traetta, del G.A.L. Terre del Primitivo, dell’Associazione Turismo delle Radici Taranto e provincia, di Unpli Puglia e di Salento delle Murge.(Inform)




Turismo delle Radici: nasce Italea Card

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lItalea Card è la carta che offre vantaggi, sconti e agevolazioni per chi vuole venire in Italia a scoprire le sue radici, le sue «talee». É un vero e proprio Passaporto delle Radici.

La creazione del progetto Italea fa parte del Piano Nazionale Ripresa Resilienza (PNRR), promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Nazionale, in particolare dalla sua Direzione Generale per gli Italiani all’Estero (DGIT), con l’obiettivo di incentivare il flusso di visite ai luoghi d’origine da parte dei discendenti italiani e originari nel mondo, il cosiddetto “TURISMO delle RADICI” (la “talea” in italiano è un particolare tipo di radice e ITALEA significherebbe la radice-origine italiana).

Per maggiori informazioni: https://italeacard.com/




Turismo: Ministero ed Enit alla ITB di Berlino per promuovere l’Italia nel mondo

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5itbMinistero del Turismo ed Enit presentano le eccellenze e le professionalità dell’Italia imprenditoriale del turismo a Itb Berlin, una delle maggiori fiere del settore a livello internazionale iniziata oggi a Berlino, con un padiglione interattivo e immersivo che vede la partecipazione di quindici Regioni, Roma Capitale e una vasta rappresentanza delle più importanti imprese italiane dell’ecosistema turistico, tra cui i due partner privati Ita e Trenitalia, oltre alla Repubblica di San Marino.
“Itb è un’occasione straordinaria per ampliare ulteriormente la visibilità e diffondere la conoscenza delle bellezze e delle competenze italiane nel mondo, davanti a un pubblico internazionale e in una Nazione che si conferma il principale mercato di provenienza per l’Italia. Quasi la metà dei turisti tedeschi, per altro, torna in viaggio nel Belpaese, e, spesso, le immagini e la campagna promozionale della Venere di “Open to meraviglia” influiscono positivamente riguardo la scelta o la conferma dell’Italia come meta di viaggio”, ha commentato il ministro Daniela Santanchè. “Ed è anche grazie al prezioso apporto di Enit che portiamo in una cornice tanto illustre sia le Regioni, sia numerose imprese del comparto, che rappresentano il saper fare tutto italiano. La partecipazione alle fiere internazionali di una squadra con un’immagine unitaria” – conclude il ministro – “è l’esempio di come deve muoversi il ‘sistema Italia’ per ambire a successi sempre più grandi, costituendo, al contempo, una preziosa occasione per creare le migliori condizioni di business per le nostre impese”.
“I dati Enit confermano la Germania come primo mercato per l’Italia tra i Paesi di prossimità, ed è essenziale mantenere la posizione e migliorare la soddisfazione dei turisti”, ha osservato la nuova presidente di Enit Alessandra Priante. “L’essenza del turismo non è solo arrivare in una destinazione, ma soprattutto tornarci e parlarne bene a tutti. Stiamo assistendo al gran ritorno anche dei viaggiatori big spender long haul e stiamo consolidando una posizione interessante in Medio Oriente e in Asia. Abbiamo grande fiducia nel futuro e stiamo dimostrando di andare nella direzione giusta. Con la nuova Enit S.p.A., voluta fortemente dal ministro Santanchè, lavoreremo in modo più agile e innovativo per dare il giusto sostegno agli stakeholder del turismo nazionale, agli operatori e all’industria turistica, promozionando al meglio le nostre eccellenze, puntando molto sulla formazione e aiutando le destinazioni a diversificare e destagionalizzare in maniera ancora più efficace”.
L’Italia, ha ricordato l’amministratore delegato di Enit Ivana Jelinic, “è il primo Paese all’estero di cui i tedeschi hanno più conoscenza e informazioni su: influenza culturale in termini di moda, intrattenimento, brand, tendenza, patrimonio culturale, vocazione turistica. I tedeschi amano così tanto l’Italia che scelgono di tornarci più volte, il che ci spinge a lavorare per presentare offerte turistiche sempre più diversificate e orientate alla sostenibilità”.
“Con oltre 12 milioni di turisti, la Germania si conferma primo Paese di provenienza dei turisti stranieri nel nostro Paese”, ha confermato l’ambasciatore d’Italia in Germania Armando Varricchio. “Si tratta peraltro di un mercato con un grande potenziale di crescita verso il quale l’Italia continua a nutrire un forte interesse, come dimostrato dalla presenza oggi del ministro del Turismo e degli oltre 200 espositori italiani alla Fiera ITB. Questi eventi forniscono un’occasione preziosa per presentare al pubblico tedesco e internazionale l’eccellenza italiana e la qualità della nostra proposta a 360 gradi: che si tratti di produzione agricola, di offerta turistica, di produzione cinematografica, o letteraria”.
Secondo i dati elaborati dall’ufficio studi Enit, la Germania è il primo mercato per provenienza dei turisti in Italia e per introiti. Considerando i primi 9 mesi del 2023, tra i principali mercati di provenienza, la Germania mantiene il primato con una quota parte del 15,0% sul totale viaggiatori internazionali del periodo, confermandosi altresì come principale mercato di provenienza anche in termini di introiti.
La spesa dei visitatori tedeschi in Italia nei primi 9 del 2023 si attesta a circa 6,8 miliardi di euro con un’incidenza del 16,4% sul totale entrate internazionali del periodo (Ufficio Studi Enit). Nel 2023 la durata media delle vacanze principali dei tedeschi è stata di 12 giorni (BAT Stiftung für Zukunftsfragen). (aise) 




Turismo radici/ Tajani: Farnesina in prima linea per rivitalizzare i borghi d’Italia

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1tajaniQuello del turismo delle radici è un progetto, finanziato nell’ambito del Pnrr, che la Farnesina “ha fortemente voluto” anche per dare “un segnale importante di attenzione per i quasi 7 milioni di italiani all’estero e per le decine di milioni di persone di origine italiana nel mondo”. Uno “strumento pensato per valorizzare le aree interne e i piccoli borghi per favorire una presenza turistica in comuni che non sono al centro dell’attenzione”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che oggi ha ospitato alla Farnesina una conferenza dedicata in particolare al bando per i comuni al centro del progetto del “turismo delle radici” gestito dalla Direzione generale per gli italiani all’estero, rappresentata oggi dal consigliere Giovanni Maria De Vita, responsabile del progetto.
La Farnesina, ha ricordato il Ministro, ha iniziato a lavorare al bando per i Comuni nel gennaio 2023: “abbiamo inviato una lettera ai sindaci invitandoli ad aderire alla rete di questo progetto”. Quindi, in autunno “sono iniziati gli incontri durante i quali abbiamo discusso le migliori strategie”. In quattro diversi incontri sono stati ascoltati “quasi 300 sindaci”. Il bando è stato presentato lo scorso dicembre ed ora sia ha la graduatoria dei progetti che saranno finanziati.
“Si tratta di attività culturali, di promozione del territorio”, ha detto Tajani, precisando che la Farnesina punta “soprattutto sui comuni più piccoli, quelli con meno di 6mila abitanti”. Il finanziamento è di 5 milioni di euro.
“I piccoli borghi sono 5.500, abbiamo ricevuto 845 proposte, 822 quelle ammissibili, dunque – ha calcolato il Ministro – il 15% dei piccoli comuni riceverà un finanziamento”. Le domande sono arrivate “da tutte le regioni” e propongono iniziative “di vario tipo: culturali, culinarie, folkloristiche”.
“È mia intenzione – ha annunciato – di allargare il progetto cercando di ottenere altri finanziamenti da destinare al miglioramento delle infrastrutture e alla riqualificazione dei piccoli borghi, ma per ora è solo un’idea che bolle in pentola”.
L’obiettivo è di “favorire la crescita turistica”, ecco perché “accanto al Pnrr, stiamo stringendo accordi per dare ulteriore facilitazioni ai turisti iscritti all’Aire e ai tanti cittadini di origine italiana, così da farli venire a riscoprire le loro origini”, ha detto ancora il Ministro. “Come ha fatto papa Francesco quando è andato a trovare i cugini in Piemonte”. Il primo accordo di questo tipo è quello con Ferrovie dello Stato, presentato lo scorso mercoledì, che garantisce sconti sui biglietti per l’alta velocità agli iscritti Aire. “Stiamo studiando un pacchetto per i viaggiatori delle radici”.
Inoltre, il progetto potrebbe anche rivelarsi come “strumento per favorire investimenti: non è detto che qualche italiano all’estero che ha fatto fortuna non decida di investire nel suo paese di origine”. L’obiettivo è “contribuire alla crescita economica e dell’occupazione nelle aree interne e valorizzare il patrimonio culturale lì presente”.
Nell’ambito del progetto, inoltre, “abbiamo selezionato e formato un gruppi di giovani professionisti dell’ospitalità – guide turistiche, agenti di viaggio, esperti di comunicazione, che, grazie al Pnrr, potranno migliorare l’offerta turistica del territorio”, ha detto ancora Tajani prima di ringraziare i sindaci Corsi e Tombolini che “hanno contribuito al progetto, aiutando la Dgit e me per fare in modo che il progetto raggiungesse più comuni possibile”. Una dimostrazione “della grande attenzione ai problemi dei territori di solito lontani dai riflettori”, ha evidenziato il Ministro, prima di ricordare che la Farnesina “è il secondo miglior Ministero per l’efficienza nell’uso dei fondi del Pnrr”.
Fondi che Tajani ha confermato di voler incrementare, anche per rispondere alle esigenze rappresentategli dai sindaci: infrastrutture, ma anche sanità. “Molti ci hanno detto che mancano i collegamenti con la rete ferroviaria o le autostrade o con il porto”. Quanto agli ospedali, la Farnesina è a lavoro con Fs “anche per assistere i turisti. Per questo stiamo sostenendo il progetto che prevede di trasformare alcune stazioni dismesse in presidi per la medicina di territorio”.
Con più fondi – da concordare col Ministro Fitto – si potrebbe intervenire anche sui centri storici da riqualificare o sulle strade da sistemare, senza dimenticare “il digitale”, perché, ha spiegato Tajani, “un piccolo comune non può essere oggetto di investimento se non ha collegamento digitale”.
Da qualsiasi lato lo si guardi, insomma, il turismo delle radici intende “favorire un rientro che non sia solo occasionale”, ma, al contrario , mettere in moto un “circuito virtuoso da incentivare”, che all’estero sarà amplificato dalla rete diplomatico-consolare: “mobiliteremo ambasciate e consolati per far conoscere tutte le opportunità”, che saranno “riassunte” nel “passaporto delle radici”, una sorta di “documento con tutte le agevolazioni a disposizione”.
Quanto al rapporto con gli altri Paesi e a ipotetiche intese bilaterali con quelli che ospitano le comunità di italodiscendenti più numerose, Tajani ha detto: “non escludiamo nulla”. Per far conoscere il progetto verranno utilizzati tutti i canali: oltre alla rete diplomatico consolare anche quella dei comuni perché “loro sanno chi sono e dove vivono i loro compaesani all’estero”.
Il passaporto delle radici, ha chiarito il consigliere De Vita, “consentirà una serie di benefici come ad esempio far scoprire i prodotti locali, presentare i servizi turistici, gli itinerari”. Si tratta di “una iniziativa rivolta anche ai grandi partner nazionali: oltre a Fs siamo in contatto con Ita e Poste, pensando alle spedizioni all’estero di prodotti locali acquistati dai turisti”.
Il programma è “aperto. Abbiamo già più di 150 sottoscrizioni e siamo sicuri che desterà l’interesse dei soggetti locali che potranno contare su una vetrina importante dedicata ad una comunità ampia come quella degli italodiscendenti”.
In questa prima fase del programma, ha concluso il consigliere De Vita, “abbiamo provveduto a costruire l’offerta. Ora partiremo con la campagna di comunicazione e di pubblicità” per raggiungere più turisti delle radici possibile. “È la sfida cui stiamo lavorando”. (m.cipollone\aise) 




Turismo delle Radici. Tajani fa il punto

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turismoradiciAntonio Tajani fa il punto sul progetto del “Turismo delle radici”. Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani terrà domani, venerdì 1 marzo, alle ore 15.30, presso la Sala Aldo Moro della Farnesina una conferenza stampa per illustrare le più recenti attività nell’ambito del Progetto PNRR “Turismo delle radici una strategia integrata per la ripresa del settore del turismo nell’Italia post Covid-19”.
Il Progetto PNRR di promozione del turismo delle radici, ideato per stimolare gli 80 milioni di italiani e italodiscendenti nel mondo a visitare i luoghi da cui sono partiti i loro antenati, punta a valorizzare il patrimonio storico, tradizionale e culturale dei piccoli borghi, generalmente esclusi dai circuiti turistici maggiormente noti.
A circa un anno di distanza dalla presentazione del progetto, la conferenza stampa offrirà l’occasione per un aggiornamento sulle varie attività in programma, volte a sensibilizzare il pubblico sulle iniziative previste nel 2024, Anno delle radici italiane nel mondo.
In particolare, a seguito della conclusione dell’esame delle proposte del “Bando dei Comuni”, verrà annunciata l’erogazione di contributi specifici a oltre 800 Comuni italiani sotto i 6.000 abitanti, risultati vincitori. Tali contributi saranno dedicati all’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali che abbiano un legame con le comunità all’estero, ad attività di digitalizzazione di archivi e attivazione di laboratori per produzioni artigianali tipiche del territorio. (aise)




Passaporto, sempre più lunghi i tempi di rilascio. A rischio le vacanze estive

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passport 2510290 1280 e1617968412959“Non sono bastati servizi di Striscia la notizia e Report, centinaia di articoli sulla carta stampata, scandali su truffe ai danni dei cittadini, comunicazioni accorate di appello per trovare una soluzione a una burocrazia che fa male ai cittadini e alle imprese dei viaggi, rimaste inascoltate. Il nodo dei tempi di rilascio o rinnovo dei passaporti italiani, a due anni dall’uscita dell’emergenza Covid, rimane purtroppo scandalosamente inaccettabile. Come se non bastasse, anche per l’emissione delle carte di identità elettroniche si verificano problemi analoghi. Il tempo passa, ci si stanca di segnalare e chiedere soluzioni. Ma assuefarsi alla mediocrità vuol dire che l’Italia sta perdendo e noi italiani non dobbiamo permetterlo”. Il Turismo organizzato, già proiettato sulla vendita delle vacanze estive, a nome dei presidenti delle principali associazioni di categoria, chiede ancora una volta al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a cui ha inviato due giorni fa una ulteriore lettera “sollecitando un incontro, di intervenire per tutelare il diritto degli italiani di viaggiare e a difesa degli imprenditori del comparto che continuano a perdere fatturato a causa della burocrazia”.

Secondo una stima effettuata, i tempi lunghi o lunghissimi per ottenere o rinnovare un passaporto hanno, infatti, mandato in fumo nel biennio 2022-2023 167mila viaggi internazionali per un giro d’affari di 300 milioni di euro. Purtroppo, anche la soluzione “Polis”, che riguarda esclusivamente i Comuni con meno di 15mila abitanti, rischia di essere una ulteriore comunicazione priva di efficacia reale e rappresentare solo una proroga di questa agonia legata alla Pubblica amministrazione”, si sottolinea nella nota.

Franco Gattinoni, presidente Fto – Federazione turismo organizzato di Confcommercio, attacca: “Ci vantiamo di avere il passaporto più forte del mondo, peccato che sia una chimera riceverlo a causa della complessità e delle tempistiche per fissare un semplice appuntamento”.
Giuseppe Ciminnisi, presidente Fiavet di Confcommercio, aggiunge: “Si sta violando un diritto costituzionale alla mobilità e discriminando i cittadini in base al loro luogo di residenza. Alcune questure, a distanza di pochi chilometri, offrono servizi totalmente diversi, ma con le regole attuali si lavora a compartimenti stagni”.
Pier Ezhaya, presidente Astoi Confindustria Viaggi, afferma che “il mondo del Travel ha bisogno di velocità e fluidità e non può essere frenato da intoppi burocratici che lo costringono a subire danni ingenti direttamente causati dallo Stato”.
Enrica Montanucci, presidente Maavi Conflavoro Pmi, riflette: “Siamo un settore di microimprese a conduzione prevalentemente femminile, con altissimo tasso di occupazione di donne e dover perdere opportunità di lavoro per una burocrazia incomprensibile non è più tollerabile”.
Domenico Pellegrino, presidente Aidit Confindustria, spiega: “In un’era in cui si parla di digitalizzazione e intelligenza artificiale è paradossale metterci due anni per risolvere un problema che in tutti gli altri Paesi europei non esiste”.
Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confersercenti, infine conclude: “Gli italiani sono costretti a giocare quotidianamente con la lotteria degli appuntamenti per ottenere il passaporto. In questo caso non si vince niente, ma perdiamo come sistema Paese. ag dire – www.dire.it




La Toscana si promuove negli USA

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imagesPresentare la Destinazione Toscana alla stampa specializzata americana: questo l’obiettivo del Roadshow organizzato da Toscana Promozione Turistica con appuntamenti in tre delle città principali degli Stati Uniti, Miami, Washington e New York. Al viaggio parteciperà anche l’assessore a economia e turismo Leonardo Marras che accompagnerà le 25 imprese turistiche toscane selezionate dall’Agenzia regionale.
“La capacità attrattiva della Toscana nei confronti del mercato statunitense – ha detto Marras – è testimoniata dai numeri. Fin dalla riapertura dopo la pandemia il turismo straniero ha scelto questa regione ed infatti a trainare la ripresa del movimento è stato soprattutto il turismo statunitense. Il visitatore americano è attratto dalla grandissima offerta culturale, ma anche dal buon vivere toscano, dall’ospitalità, dalla bellezza. E tutto questo è sinonimo di Toscana. Il Roadshow organizzato da TPT è un’ulteriore occasione per ribadire tutto questo e puntare sulla promozione e valorizzazione di quelle zone della regione meno battute ma non per questo meno affascinanti”.
L’obiettivo dell’iniziativa è attivare e consolidare rapporti di media relation attraverso incontri quotidiani con giornalisti e stampa specializzata. Parallelamente, saranno organizzati incontri b2b per gli operatori al fine di costruire un network di relazioni e nuove opportunità di crescita.
Si inizia oggi, 26 febbraio, a Miami. A seguire il 28 a Washington D.C. ed il 29 a New York. (aise) 




Vignali all’incontro su “Il patrimonio culturale in Abruzzo e i viaggiatori di ritorno. Radici e identità”

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vignali untitled e1579259917539 615x223La Fondazione Carispaq e l’Associazione Dimore Storiche Italiane hanno organizzato l’incontro “Il patrimonio culturale in Abruzzo e i viaggiatori di ritorno. Radici e identità”, durante il quale è stato presentato anche il volume “Dimore Storiche in Abruzzo – Storia identità e patrimonio culturale privato”. Nel corso dell’incontro è intervenuto il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali. “ Il volume che viene presentato – ha esordito il Direttore Generale – è una straordinaria testimonianza del potenziale culturale del nostro Paese e che questa terra in particolare ha da offrire. Qui troviamo dei punti di contatto fortissimi con il progetto del Turismo delle Radici. Stiamo parlando di due progetti che intanto hanno alla base una cultura italiana intesa come patrimonio storico culturale, rappresentato nel primo caso dalle dimore storiche qui in Abruzzo e per il Turismo delle radici dal patrimonio culturale linguistico affettivo nelle nostre collettività nel mondo. Entrambi sono progetti fortemente identitari, hanno l’identità di questa terra che si riflette anche nella capacità di preservare le tradizioni, le proprie dimore”. “Tutti e due i progetti, quello delle dimore storiche e del Turismo delle radici, – ha continuato Vignali  dopo aver rilevato vi è una forte identità italiana fra i connazionali e gli oriundi che vivono all’estero che va preservata e accompagnata a riscoprire le proprie origini – fanno riferimento al passato, il passato degli emigranti, il passato che è stato raccontato, che è stato condiviso in tanti modi, ma che non è mai stato visto, ed il passato delle dimore storiche che appunto vengono preservate e raccontate. Ma entrambi i progetti – ha aggiunto Vignali – guardano al futuro: quello dimore storiche che evidentemente vuole rappresentare uno dei tanti possibili volani di sviluppo turistico e non solo culturale del territorio, e quello del turismo delle radici che riguarda un nuovo modo per intendere il turismo, promuovendo un turismo di accoglienza non di semplice ricettività”. “Il turista delle radici – ha poi spiegato il Direttore Generale  – è l’italo discendente che viene dall’estero e vuole innanzitutto essere accolto, vuole riscoprire la propria terra, vuole vedere quello che gli è stato raccontato. Quindi tradizioni culturali, enogastronomiche, folcloristiche, i luoghi naturalistici, l’artigianato, tutto quello che i territori hanno da offrire. Allo stesso tempo chi visita le dimore storiche evidentemente vuole provare delle emozioni che fanno riferimento al passato, ma si riflettono in un idea di bellezza, che è  un altro carattere identitario degli italiani specialmente all’estero. Quindi ecco l’emozione, il viaggio esperienziale, l’esperienza delle dimore storiche, questi sono temi veramente interconnessi”. Il Direttore Generale ha poi sottolineato l’esigenza sia di preparare i territori all’accoglienza del turismo delle radici con un’offerta ben strutturata e coerente , sia di far conoscere all’estero questa variegata offerta turistica che si sta preparando in Italia per questo settore. Vignali , dopo aver ricordato la presenza nelle regioni italiane di 20 enti del terzo settore volti ad acquisire ed elaborare le offerte per il turista delle radici che arrivano dai territori, ha ricordato la presentazione alla Bit di Milano del portale multimediale ITALEA che rappresenta un primo accesso dei turisti delle radici a questa nuova offerta. “In questo portale – ha rilevato Vignali – verranno condensate tutte le possibili esperienze che si offrono al turista delle radici, che sono ad esempio , oltre a quelle di cui vi ho parlato, la riscoperta dei propri alberi genealogici. E’ infatti molto importante per il turista delle radici vedere la propria linea di discendenza. Questo lo si può scoprire nelle parrocchie o negli archivi comunali, trovando magari i parenti che sono ancora presenti nei luoghi d’origine. Oppure si possono scoprire i musei dell’emigrazione che sono presenti in tutta l’Italia e noi stiamo lavorando per metterli in rete, stiamo facendo sì che i turisti delle radici possano trovare ulteriori stimoli e emozioni dalla visita a questi musei. Vi sarà inoltre – ha proseguito Vignali – una Italia card, noi lo chiamiamo il passaporto delle radici, che consentirà ai nostri connazionali di avere accesso a sconti per i viaggi e anche per i movimenti all’interno della penisola. Un portale già pronto dunque che stiamo riempiendo di contenuti”. Il Direttore Generale si è poi soffermato sull’importanza dei piccoli borghi per il progetto del Turismo delle Radici: “E’ soprattutto dai piccoli borghi che provengono tanti italiani all’estero – ha spiegato – e sono questi piccoli centri che dobbiamo preparare a sostenere degli eventi specifici di varia natura”. “Il 2024 – ha poi ricordato Vignali – è stato dichiarato l’anno del Turismo delle Radici italiane nel mondo. E’ un’opportunità che dobbiamo cogliere, non a caso il Progetto è stato finanziato col fondo del PNRR. Questa iniziativa dà delle opportunità ai territori, c’è tutto un indotto che può essere avvantaggiato dall’arrivo di così tanti turisti, anche perché questo è un turismo destagionalizzato, che teoricamente può essere riprodotto durante tutto l’anno e che si può portare il turista a tornare più volte in Italia”. Vignali ha poi parlato della diffusione all’estero di questo segmento turistico che sarà presentato nel mondo attraverso dei testimonial, i social network, i media e nell’ambito delle manifestazioni dedicate alla celebrazione dell’italianità all’estero.  “Noi andremo a diffondere questa offerta turistica – ha concluso il Direttore Generale dopo aver ricordato che questo progetto di medio e lungo respiro continuerà negli anni successivi al 2024 –  anche attraverso i tanti rappresentati degli italiani all’estero che in questi paesi ci aiutano a fare rete, ci aiutano a mantenere vivo il rapporto con le istituzioni e con la rete delle ambasciate e dei consolati, e aiutano gli italiani a parlarsi anche tra di loro”. (Inform)




L’Aquila. Incontro su“Il patrimonio culturale in Abruzzo e i viaggiatori di ritorno. Radici e identità”

turismo delle radici incontro allaquila il patrimonio culturale in abruzzo e i viaggiatori di ritorno. radici e identita 8 febbraio immagine17 303x223

turismo delle radici incontro allaquila il patrimonio culturale in abruzzo e i viaggiatori di ritorno. radici e identita 8 febbraio immagine17 303x223La Fondazione Carispaq e l’Associazione Dimore Storiche Italiane organizzano per il prossimo’8 febbraio l’incontro La Fondazione Carispaq e l’Associazione Dimore Storiche Italiane organizzano per il prossimo’8 febbraio l’incontro “Il patrimonio culturale in Abruzzo e i viaggiatori di ritorno. Radici e identità”, durante il quale sarà presentato anche il volume “Dimore Storiche in Abruzzo – Storia identità e patrimonio culturale privato”. L’appuntamento è per le ore 16:00 presso l’Auditorium della Fondazione Carispaq (Corso Vittorio Emanuele II, 196 – L’Aquila). L’evento è promosso è per fare il punto sulla sostenibilità dei territori riguardo ad uno specifico modo di viaggiare: quello dei viaggiatori di ritorno. Un tema attualissimo di cui si discute a livello nazionale per l’importante progetto del PNRR sul “Turismo delle Radici”. Ne parleranno il Direttore Generale per gli italiani all’estero e per le politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Maria Vignali, la Direttrice i-Italy Network di New York Letizia Airos, il Presidente della Confederazione delle Associazioni Abruzzesi in Canada Angelo Di Ianni, il Direttore di Federculture Umberto Croppi  . In apertura sono previsti gli interventi del Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri,  del Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e del Segretario Generale Adsi Giovanni Ciarrocca. Il volume “Dimore storiche in Abruzzo – Storie, identità e patrimonio culturale privato”, commissionato da Adsi Abruzzo a Carsa Editore, sarà presentato dal curatore Andrew James Hopkins, docente di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi dell’Aquila. Modererà Goffredo Palmerini, giornalista corrispondente Stampa italiana all’estero.(Inform), durante il quale sarà presentato anche il volume “Dimore Storiche in Abruzzo – Storia identità e patrimonio culturale privato”. L’appuntamento è per le ore 16:00 presso l’Auditorium della Fondazione Carispaq (Corso Vittorio Emanuele II, 196 – L’Aquila). L’evento è promosso è per fare il punto sulla sostenibilità dei territori riguardo ad uno specifico modo di viaggiare: quello dei viaggiatori di ritorno. Un tema attualissimo di cui si discute a livello nazionale per l’importante progetto del PNRR sul “Turismo delle Radici”. Ne parleranno il Direttore Generale per gli italiani all’estero e per le politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Maria Vignali, la Direttrice i-Italy Network di New York Letizia Airos, il Presidente della Confederazione delle Associazioni Abruzzesi in Canada Angelo Di Ianni, il Direttore di Federculture Umberto Croppi  . In apertura sono previsti gli interventi del Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri,  del Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e del Segretario Generale Adsi Giovanni Ciarrocca. Il volume “Dimore storiche in Abruzzo – Storie, identità e patrimonio culturale privato”, commissionato da Adsi Abruzzo a Carsa Editore, sarà presentato dal curatore Andrew James Hopkins, docente di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi dell’Aquila. Modererà Goffredo Palmerini, giornalista corrispondente Stampa italiana all’estero.(Inform)