Tajani incontra i sindaci di Calabria, Lombardia, Sardegna, Sicilia e Veneto per presentare il progetto “Turismo delle radici”

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3Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha aperto oggi pomeriggio alla Farnesina i lavori del quarto e ultimo incontro di presentazione del progetto “Turismo delle radici”.

L’evento ha visto la partecipazione dei Sindaci, Vice Sindaci e Assessori di Comuni al di sotto dei 6.000 abitanti delle Regioni Calabria, Lombardia, Sardegna, Sicilia e Veneto.

“Concludiamo oggi il ciclo di incontri alla Farnesina per condividere e approfondire, insieme alle realtà locali, la preparazione delle iniziative per il 2024, Anno delle Radici italiane nel mondo” – ha dichiarato Tajani. “Abbiamo riscontrato dai territori fortissimo apprezzamento e interesse per il progetto del Turismo delle Radici, una straordinaria opportunità per valorizzare e promuovere le eccellenze delle realtà locali e il saper fare italiano. Si tratta di un tassello essenziale della nostra strategia di diplomazia della crescita”.

Il progetto “Turismo delle radici” consentirà agli italo-discendenti e oriundi italiani di scoprire i piccoli borghi e le aree rurali all’origine del fenomeno migratorio italiano, costruendo un’offerta turistica autenticamente locale che permetta di apprezzare tutta la bellezza, la cultura e le tradizioni secolari dei borghi da cui sono partiti i loro avi.




Ponte dell’Immacolata, sette milioni di italiani in viaggio

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121aaf596c42d76bb4104c9dacff7a15Saranno 7 milioni gli italiani che per il weekend lungo dell’8 dicembre pernotteranno almeno una notte in strutture turistico ricettive e case in affitto breve, per una spesa di circa 2,7 miliardi.

Un ponte che, nel 75% dei casi, non supera i 3 giorni, con 2 pernottamenti. Numeri in linea con lo scorso anno, anche se tendenzialmente si riduce la spesa media. Le vacanze all’estero sono invece in aumento (dall’11% al 18%), soprattutto tra giovani, single e chi opta per una vacanza più lunga. Emerge dall’Osservatorio Turismo di Confcommercio sulle vacanze degli Italiani realizzato in collaborazione con Swg.

Un sentimento delle famiglie che secondo Confcommercio mostra due atteggiamenti diversi: da una parte, la voglia di un ritorno alle abitudini pre pandemiche, dall’altra una incertezza dettata dallo scenario internazionale che, nell’ultimo mese, ha portato circa 500mila italiani a rinunciare a un viaggio che si stava programmando. Più in generale, oltre la metà degli intervistati dichiara che nel periodo invernale, per quanto sia intenzionata a fare una vacanza, prenderà la decisione finale solo all’ultimo momento o in base alle offerte che potrà trovare.Città d’arte, grandi città, località di montagna e destinazioni della costa sono in cima alle scelte di chi parte, dove però il brusco cambiamento del meteo, con temperature più rigide e buone condizioni di innevamento in quota, favorirà la corsa all’ultimo momento verso destinazioni montane.

Senza dimenticare l’effetto mercatini di Natale, ormai da tempo non più appannaggio esclusivo dell’arco alpino ma diventati elemento valorizzante dell’offerta di buona parte delle città d’arte e di molte aree anche del Centro-Sud – dalla Campania, all’Umbria al Lazio – che insieme a Lombardia e Piemonte costituiscono la top five delle regioni scelte per il viaggio.Anche chi sceglie l’estero è fortemente attratto dall’atmosfera pre-natalizia delle grandi capitali e città di Francia, Germania, Austria e Regno Unito, se non addirittura di New York, per chi punta oltre oceano. Torna però a strizzare l’occhio agli italiani l’esotico a portata di mano del Mar Rosso o quello, un po’ più distante, dell’Oceano indiano.

Cna, per ponte 8 dicembre da turismo 6 miliardi di giro d’affari – Sei miliardi di euro. È il giro d’affari previsto da un’indagine di Cna Turismo e Commercio che l’ANSA pubblica in anteprima per il Ponte dell’Immacolata, tra giovedì 7 e domenica 10 dicembre. I turisti italiani sono destinati a replicare la performance del 2019, gli stranieri a migliorarla, archiviando così definitivamente i difficili anni del Covid. Complessivamente i vacanzieri che pernotteranno in strutture alberghiere ed extra-alberghiere arriveranno a quota quattro milioni, di cui 2,4 milioni gli italiani e 1,6 gli stranieri. Gli stranieri registreranno una media pro capite di tre pernottamenti (prolungando la vacanza in taluni casi fino a lunedì) contro i due dei connazionali. A queste cifre vanno aggiunti i dieci milioni di vacanzieri, italiani nella quasi totalità, che limiteranno a un solo giorno la loro uscita fuori casa.

Gli stranieri arriveranno per metà dall’Eurozona e per l’altra metà dai Paesi extra-continentali, attirati questi ultimi anche dalla debolezza dell’euro. Per quanto riguarda l’Europa, saranno soprattutto francesi, tedeschi, spagnoli e britannici gli ammiratori dell’Italia. Nordamericani, asiatici e brasiliani in maggioranza gli extra-europei. A far da traino saranno le piste innevate; i paesi, i borghi e i centri urbani addobbati con luminarie sempre più sofisticate; le città d’arte; le località termali. Con calamite come l’enogastronomia e le attività esperienziali che fanno perno sull’artigianato e l’agricoltura.

ansa.it




Turismo. ENIT a ILTM di Cannes presenta un’Italia esclusiva tra eleganza, charme e lifestyle

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italia quintessenza del turismo di lusso enit a iltm di cannesimmagine11L’Italia, la destinazione esclusiva per eccellenza. È questo uno dei principali risultati dello studio Enit realizzato da Unioncamere con il supporto tecnico di Isnart (ottobre 2023). Oltre il 20% dei turisti stranieri sceglie le destinazioni italiane, espressamente attratti dallo “stile di vita italiano”, che associa al Paese un’immagine di “esclusività”. In piena espansione, il turismo di lusso italiano intercetta il grande ritorno dei viaggiatori nel 2023 e beneficia del potere finanziario degli high spender, che risentono meno degli altri viaggiatori delle incertezze geopolitiche e macroeconomiche. La politica dei prezzi applicata nel corso della stagione 2023 dalla maggior parte delle strutture ricettive italiane di alta gamma, lungi dal dirottare questa clientela, ha al contrario generato ulteriore attrazione per l’Italia, percepita come “destinazione ideale”. A conferma di questo trend positivo, il settore turistico di alta gamma italiano tornerà all’edizione 2023 della fiera ILTM a Cannes. “Investire nel turismo del lusso è un passo fondamentale per consolidare la nostra posizione nel mercato turistico globale e garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine per il nostro Paese. Il turismo di lusso non solo contribuisce in modo significativo all’economia, ma promuove anche l’immagine dell’Italia come destinazione di élite nel panorama mondiale. Le nostre ricchezze culturali, artistiche e gastronomiche sono tesori che possono essere valorizzati attraverso esperienze di lusso, attirando una clientela esigente e disposta a investire in un’ospitalità di prima classe. Questi investimenti non solo generano entrate sostanziali, ma anche opportunità di lavoro qualificate e durevoli. Inoltre, il turismo del lusso sottolinea il nostro impegno per la sostenibilità, incoraggiando pratiche eco-friendly e consentendo la conservazione delle nostre bellezze naturali e storiche per le generazioni future. Dobbiamo essere all’avanguardia nell’offrire servizi esclusivi, collaborare con marchi di prestigio e sviluppare infrastrutture di alta qualità per garantire che l’Italia rimanga una destinazione di lusso di prim’ordine nel mondo” dichiara Ivana Jelinic presidente e ceo Enit. In uno stand di 640 mq, l’ENIT – Ente Nazionale Italiano per il Turismo – coordina la presenza di 13 regioni e province – Basilicata, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Alto Adige, Trentino, Toscana, Umbria, Veneto – le città di Roma e Milano, 4 Convention Bureau, Trenitalia e un gran numero di DMC/Tour operator, Mice, Enti del Turismo, Poli Fieristici, Hotel di lusso, Meeting planner, Boutique hotel, Stabilimenti balneari per un totale di 143 operatori del settore (di cui 38 presenti nei singoli stand). Luxury Italy a Cannes offrirà agli acquirenti internazionali una vasta gamma di prodotti e servizi, tra cui attrazioni culturali e uniche, ecoturismo, famiglia, esperienze gastronomiche di viaggio, luoghi per riunioni e conferenze, meraviglie naturali, sport all’aria aperta, golf, ville private, appartamenti serviti, Esperienze di shopping, Stazioni sciistiche, Spa e benessere, Noleggio yacht e vacanze in barca a vela, Feste e anniversari, Matrimoni e lune di miele. Anche l’adattabilità del settore è un vantaggio. L’industria del lusso italiana offre prospettive diverse per ogni nazionalità e tipologia di cliente. Ad esempio, offre alla clientela francese un lusso discreto e raffinato, offre alla clientela olandese un lusso nascosto, mentre offre il lusso svedese che è soprattutto ecosostenibile. Tradizionalmente vista come la destinazione ideale dai clienti del segmento affluent/famiglie/luna di miele, anniversari e celebrazioni, l’Italia attrae oggi sempre più i millennial e la generazione Z, clienti più giovani alla ricerca di esperienze responsabili e originali. La forza del turismo di lusso italiano risiede anche nella sua capacità di rinnovarsi. Nel 2024, il numero degli stabilimenti a cinque stelle – scelti in gran parte dai viaggiatori di alta gamma – salirà da 682 a 702, per arrivare a 712 nel 2025. (Fonte Thrends).  Per soddisfare le esigenze del settore tenendo conto dell’impatto ambientale e per adattarsi alle aspirazioni di una clientela più giovane, il turismo di lusso è fermamente impegnato nella digitalizzazione e nell’eco-responsabilità. Sempre più qualitativo e sostenibile, il settore contribuisce anche alla valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale. Oltre alle grandi città d’arte, alle affascinanti località balneari e alle famose località montane – da sempre apprezzate dai viaggiatori di lusso – la prossima sfida dell’Italia è quella di ampliare la propria offerta e offrire destinazioni meno scontate a questa clientela esclusiva. Il turismo di lusso riguarda e abbraccia tutti i settori dell’industria turistica, assorbendo il 3% del Pil nazionale, sul 6% che rappresenta il turismo in generale, o addirittura il 13% del Pil se si considerano tutte le attività economiche che ne derivano, come visite, catering, ecc. Secondo le proiezioni, entro il 2025 (Fonte CNR-IRISS) il settore del turismo di lusso dovrebbe crescere più velocemente di qualsiasi altra tipologia di turismo. I viaggi di lusso sono stati tradizionalmente associati ad alloggi costosi e prenotazioni in prima classe. Tuttavia, il settore si è evoluto in modo significativo negli ultimi anni, incorporando esperienze uniche e personalizzate in grado di arricchire le persone durante il soggiorno. Nel complesso, il mercato mondiale dei viaggi di lusso stimato nel 2022 è destinato ad aumentare del +6% entro il 2032. (Fonte: Ufficio Studi ENIT su dati Statista/Future Market Insights). Nel 2023 il numero di camere d’albergo di lusso disponibili in tutto il mondo supera 1,5 milioni. Tra i primi anni 80 e il 2023 l’offerta alberghiera di lusso è aumentata del +191% circa e si prevede un aumento del +12% entro il 2033. Sempre a livello globale, le camere d’albergo extra lusso attive sono 197mila, in crescita del +46% sul decennio precedente. Tra il 1983 e il 2023, l’offerta alberghiera extra lusso è aumentata del +447%. (Fonte: Ufficio Studi ENIT su dati Statista/JLL) Secondo uno studio condotto nel secondo trimestre del 2023, la maggior parte dei consumatori benestanti intervistati ha acquistato prodotti di viaggio nei 12 mesi precedenti. Il 76% degli acquirenti di età compresa tra 18 e 39 anni e il 56,5% di età pari o superiore a 40 anni ha dichiarato acquisti multipli. Mangiare in un ristorante raffinato durante le vacanze e soggiornare in un hotel a 5 stelle e 5 stelle lusso sono le attività più comuni durante la vacanza, indicate entrambe dal 61,2% dei rispondenti. Circa il 53,0% si è rilassato in una SPA, mentre il 51,4% ha fatto acquisti in un duty-free store e il 48,4% ha viaggiato per affari in prima classe. (Fonte: Ufficio Studi ENIT su dati Statista/Aliant). In Italia, le strutture ricettive 4 stelle, 5 stelle e 5 stelle lusso rappresentano insieme il 21,7% del complesso degli esercizi alberghieri e sono il 3,0% in più nel 2022 sul 2021. Le presenze complessive rilevate solo negli alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso, oltre 11,3 milioni, aumentano del +63,2% rispetto al 2021 e si avvicinano ai livelli del 2019 (-2,9%).  La permanenza media è di 3 notti. Nel dettaglio, le presenze internazionali in queste strutture, pari a 8,2 milioni, rappresentano il 72,7% e sono quasi il doppio rispetto al 2021 (+99,1%). I pernottamenti degli italiani incidono per il 27,3% e crescono del +10,4%. (Fonte: Ufficio Studi ENIT su dati ISTAT) La maggior parte dei viaggiatori internazionali viene in Italia soprattutto per vacanza, che sia di tipo culturale (47,9%), immersiva nella natura/paesaggio (47,5%), oppure legata all’enogastronomia locale (43,2%). Gli stessi viaggiatori, seppur in minima parte, sono anche orientati verso l’esperienza dello shopping e visitano il Paese per l’acquisto di beni di lusso/moda in cui eccelle il Made in Italy (6,3%). Questa motivazione coinvolge maggiormente la Generazione Z (18-30 anni; 9,6%) e Y (31-45 anni; 6,9%). La condizione socio-economica è alta (15,3%). Riguardo i francesi, più della metà degli intervistati sceglie l’Italia come meta di vacanza. Principalmente per visitare monumenti, musei e palazzi (57,5%), vivere un’esperienza a contatto con la natura ed il paesaggio (49,1%), o per degustare i prodotti enogastronomici (44,5%).   Tra le altre motivazioni, il 5,4% dei rispondenti ha visitato l’Italia per acquistare beni di lusso/moda. Si tratta in particolare di Baby Boomers (over 60; 7%) e Generazione Y (31-45 anni; 6%) e di utenti con una condizione socio-economica rilevante (18,8%). (Fonte: Ufficio Studi ENIT su indagine ENIT/Euromedia Research) (Inform)




Turismo delle Radici ieri al centro del Convegno di Baveno

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sul lago maggiore dal 24 al 25 novembre il forum internazionale del turismo italiano immagine8Si è svolto a Baveno il Forum internazionale del turismo 2023 organizzato dal Ministero del Turismo. Durante il Panel dedicato al tema “Radici” è intervenuto il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “L’obiettivo Progetto del Turismo delle Radici, che si sviluppa nell’ambito del PNRR, – ha esordito Tajani – è quello di far crescere le presenze turistiche nel nostro Paese invitando i nostri concittadini all’estero a visitare l’Italia. Ricordo che gli italiani nel mondo iscritti all’Aire sono più di 6 milioni a cui vanno aggiunti decine di milioni di origine italiana”. “L’obiettivo – ha continuato Tajani non è quello di far tornare i nostri connazionali a Milano a Torino, a Roma a Napoli o Venezia, ma di farli arrivare nei piccoli borghi da dove sono partiti i lori antenati, per visitare magari la Chiesa dove si erano sposati i lori bisnonni,  o per mangiare quello che mangiavano i loro antenati. In pratica conoscere quei luoghi, nelle aree di montagna, presso i laghi o nei posti di mare, da dove sono partiti questi migranti italiani che spesso hanno fatto fortuna all’estero. Vogliamo far conoscere – ha proseguito il Ministro – i piccoli borghi di cui si parla poco e dove il turismo tradizionale non arriva perché normalmente le compagnie turistiche organizzano i viaggi in luoghi famosi. Invece noi vogliamo far sì che tutta l’Italia possa essere meta turistica, perché il turismo è una risorsa importante per la nostra economia e per la crescita del nostro prodotto interno lordo. Noi dobbiamo fare di tutto – ha rilevato Tajani – affinché l’Italia rimanga la prima meta turistica in Europa e nel mondo”. “ Tutti dobbiamo fare sistema, – ha poi evidenziato il Ministro nel corso del dibattito – perché il turismo è una parte determinante del mosaico della nostra politica, un mosaico di quello che noi vogliamo sia l’Italia nei prossimi 10 anni. Per governare un paese serve una visione strategica e c’è bisogno che tutte le attività comprese quelle industriali… Sono assolutamente infatti convinto che il turismo sia un’industria”. Il Ministro è poi tornato sul Progetto delle radici: “Il turismo delle radici riguarda le piccole città e io ho deciso di coinvolgere nel progetto tutti i sindaci dei comuni sotto i 5000 abitanti.. si lavorerà anche per creare aventi locali che possano attirare il turista originario di quei luoghi ”. Rilevata infine da Tajani anche la possibilità che i turisti delle radici, che hanno fatto fortuna all’estero,  una volta tornati in Italia possano sia comprare case nei luoghi d’origine, sia decidere di investire creando attività economiche.  Nel suo intervento la CEO di ENIT Ivana Jelinic, ha parlato dell’importanza che ha il progetto sul Turismo delle radici per l’Enit.  Jelinic ha sottolineato la necessità di lavorare, tenendo conto delle particolarità dei vari Paesi di provenienza, per far in modo che gli italiani e i loro discendenti, che vivono all’estero ormai da tanti anni, vengano a vistare il loro Paese d’origine.  Sottolineata dal Ceo anche l’importanza della collaborazione in questo ambito con le varie ambasciate nel mondo e l’agenzia ICE.  Jelinic ha poi  rilevato come, oltre alle iniziative che verranno poste in essere per l’anno del turismo delle radici, saranno opportuni altri interventi spalmati nel tempo per far in modo che i piccoli comuni possano acquisire la rete di servizi aggiuntivi necessari per i nuovi turisti. Segnalata da Jelinic anche l’importanza delle sagre e degli eventi locali come strumenti attrattivi che fanno bene al turismo.  Dal canto suo la Presidente di Federturismo Marina Lalli ha rilevato come per il turismo delle radici siano fondamentali due aspetti: quello dei piccoli borghi e il turismo non stagionale che interessa 365 giorni l’anno. “sono due temi importantissimi, – ha spiegato Lalli – perché generalmente chi ha lasciato l’Italia, tanti anni addietro, quasi sempre non è partito dalle grandi città, ma dai piccoli centri più poveri,  quindi è evidente che il ritorno sarà per conoscere quei luoghi.” “Se noi pensiamo – ha continuato Lalli – che oggi solo in America vi sono circa 27 milioni di persone che hanno una discendenza, si vede che stiamo parlando veramente di numeri importanti”. Lalli ha infine evidenziato come i turisti delle radici possano diventare ambasciatori all’estero del nostro paese. Dopo l’intervento di Elisabetta Fabri (Presidente dello Starhotels), che ha parlato della sua esperienza da italiana all’estero e dell’importanza di questa nuova declinazione del turista delle radici, ha preso la parola il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi che ha sottolineato come l’industria del turismo abbia la capacità di cambiare le persone fornendo un valore aggiunto, ovvero la nostra cultura e le nostre radici, a coloro che hanno visitato il nostro Paese. Un comparto economico, quello turistico, che secondo Bonomi, rappresenta il “nostro” petrolio e quindi va valorizzato.  (Inform)




A Baveno il Forum internazionale del turismo

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yu tube ministero del turismo tajani turismo radiici forum internazionale del turismo immagine17“L’obiettivo Progetto del Turismo delle Radici, che si sviluppa nell’ambito del PNRR, è quello di far crescere le presenze turistiche nel nostro Paese invitando i nostri concittadini all’estero a visitare l’Italia. Ricordo che gli italiani nel mondo iscritti all’Aire sono più di 6 milioni a cui vanno aggiunti decine di milioni di origine italiana”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Panel dedicato al turismo delle radici nell’ambito del primo Forum internazionale del turismo in corso a Baveno. “ , L’obiettivo- ha proseguito Tajani – non è quello di farli tornare a Milano a Torino, a Roma a Napoli o Venezia, ma di farli arrivare nei piccoli borghi da dove sono partiti i lori antenati, per visitare magari la Chiesa dove si erano sposati i lori bisnonni,  o per mangiare quello che mangiavano i loro antenati. In pratica conoscere quei luoghi, nelle aree di montagna, presso i laghi o nei posti di mare, da dove sono partiti questi migranti italiani che spesso hanno fatto fortuna all’estero. Vogliamo far conoscere – ha continuato il Ministro – i piccoli borghi di cui si parla poco e dove il turismo tradizionale non arriva perché normalmente le compagnie turistiche organizzano i viaggi in luoghi famosi. Invece noi vogliamo far sì che tutta l’Italia possa essere meta turistica, perché il turismo è una risorsa importante per la nostra economia per la crescita del nostro prodotto interno lordo. Noi dobbiamo fare di tutto – ha rilevato Tajani – affinché l’Italia rimanga la prima meta turistica in Europa e nel mondo”. (Inform)




Riunito a Matera il Tavolo tecnico sul Turismo delle Radici

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turismo delle radici 2 1 615x223È stata organizzata a Matera, in occasione della manifestazione Roots-In, l’ottava edizione del Tavolo tecnico annuale del Maeci sul Turismo delle Radici: il tavolo è stato realizzato insieme a Enit, Raíz Italiana e Asmef. Antonio Nicoletti (Presidente APT Basilicata), aprendo il tavolo di confronto in veste di ‘padrone di casa’,  ha rilevato che “se siamo riusciti a organizzare Roots-In è perché le istituzioni si stanno muovendo in modo organico per le esigenze dei viaggiatori di ritorno”. Nicoletti ha anche ringraziato il Maeci che ha lanciato questa iniziativa sul Turismo delle Radici. Si tratta di tutta una serie di eventi che compongono l’iter di avvicinamento al 2024, che sarà l’anno delle radici italiane nel mondo. A coordinare l’incontro Giovanni Maria De Vita (responsabile del progetto sul Turismo delle Radici per il Maeci) che ha parlato dell’istituzione nell’ambito del Progetto “dei gruppi regionali che ora si occuperanno di lavorare sui territori per itinerari e iniziative che possano venire incontro alle necessità dei turisti delle radici”. Secondo De Vita potrebbe inoltre essere utile delineare l’identikit di tale turista che è “un viaggiatore che vuole stabilire un contatto stabile con il territorio”. Il Consigliere ha ricordato in particolare due ricerche di livello accademico sostenute dal Maeci e finalizzate ad avere una maggiore completezza di informazioni sulla figura del turista delle radici: una è stata realizzata dall’Università della Calabria e un’altra dall’Associazione Assud. Si tratta di ricerche sviluppate attraverso indagini e questionari ad hoc e che “si basano su un bacino straordinario di informazioni”, ha spiegato De Vita evidenziando come il tutto sia destinato a chi vorrà venire in Italia aiutando al contempo gli enti coinvolti a conoscerne meglio le caratteristiche e le istanze dei turisti delle radici . De Vita ha poi parlato dell’importanza di favorire il contatto tra le comunità in territorio italiano e quelle all’estero, sottolineando anche i benefici per la ricchezza dei territori italiani. Nella logica che vi è alla base, il progetto sul Turismo delle Radici dovrà inoltre essere un qualcosa di aperto in grado di coinvolgere anche il terzo settore. Il Consigliere  ha poi sottolineato come la formazione di tutti gli operatori coinvolti sia centrale in questo progetto portato avanti attraverso i fondi del PNRR. De Vita ha ritenuto di evidenziare, tra le varie opportunità potenziali del turismo delle radici, anche quelle rivolte a favorire un  turismo di tipo residenziale, cioè più stabile e che possa incentivare il mercato immobiliare dei piccoli borghi . In vista del 2024, l’anno del Turismo delle Radici, è stato chiesto alle Regioni quali siano gli eventi da voler coprire: come anticipato da De Vita ci sarà un’ulteriore riunione per definire tali dettagli. Nel corso del dibattito il Consigliere ha inoltre sottolineato l’importanza del ruolo delle Pro Loco con le quali ci saranno forme di collaborazione, considerando l’esperienza che le stesse hanno già nel settore; allo stesso modo ha voluto ribadire come il Ministero degli Esteri possa essere cerniera tra Italia e comunità all’estero. De Vita ha poi spiegato in generale che si stanno analizzando alcune possibilità per facilitare chi si occupa di ricerche genealogiche per la ricerca di documenti. Il Consigliere ha anche evidenziato la centralità dei Comuni in questo progetto anche per la sensibilità del Ministro Tajani verso gli Enti locali. Ci si è infine soffermati sull’idea di un’offerta turistica che deve svilupparsi durante tutto l’arco dell’anno, facendo indirettamente riferimento al tema della cosiddetta ‘destagionalizzazione’. Luigi Maria Vignali (Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci) nel suo intervento ha rilevato come “il turismo delle radici stia diventando un’opportunità che in molti vogliono cogliere”. Per Vignali è inoltre importante aver incastonato la riunione di quest’anno all’interno di Roots-In. La Regione Basilicata infatti tra quelle che maggiormente hanno investito nel turismo delle radici ponendo in essere un modello che funziona. “Speriamo che altre Regioni possano seguirlo: l’idea è quella di fare rete tra le varie realtà territoriali per attrarre gli italiani all’estero e gli italo-discendenti”, ha spiegato Vignali ricordando che dalle riunioni del tavolo tecnico sono sempre venute fuori le idee più innovative e costruttive. “Stiamo coinvolgendo nel progetto i piccoli comuni e borghi che stanno manifestando attenzione per l’iniziativa, – ha poi aggiunto il Direttore Generale sottolineando come si sia già registrato l’interesse di oltre 800 realtà territoriali – poi però ci sono anche i grandi comuni, ma l’idea è quella di dare opportunità di crescita ai borghi”. Vignali ha anche rilevato come grazie ai coordinatori regionali e ai gruppi territoriali, il confronto sul progetto con queste realtà locali si stia sviluppando in maniera capillare.  “Tutto questo lavoro preparatorio dovrà riflettersi in una campagna di promozione rivolta verso l’estero, perché poi bisognerà portare in Italia i connazionali all’estero e gli italo-discendenti”, ha poi rilevato  Vignali evidenziando che si è giunti allo snodo fondamentale in vista del 2024: l’anno clou del turismo delle radici.

E’ stata poi la volta di Salvo  Iavarone (Asmef) ha ricordato come il primo forum sul turismo della radici fu organizzato alla Camera dei Deputati da Asmef quando sul tema c’era poco interesse. Nel 2019 alla Farnesina fu organizzato un altro convegno da cui nacque il tutto. “C’è un grande potenziale di crescita. La vera differenza è nella capacità di fare squadra anche per vincere le sfide del Mezzogiorno”, ha spiegato Iavarone. Il professor Musarò (Università Bologna) ha parlato del progetto sviluppato l’anno scorso e visibile sul sito del museo Migrer che riguarda proprio gli emigrati emiliano-romagnoli. Pina Costa (Assocamerestero) ha sottolineato la vicinanza al tavolo tecnico da parte di una realtà associativa come quella camerale che è interessata al Progetto del turismo delle radici. Costa ha anche parlato della centralità del ruolo delle Camere di Commercio per favorire al meglio gli obiettivi del progetto e portare business sui territori. Dopo l’intervento di Paola Marcheggiani (Dipartimento turismo della regione Marche) che ha sottolineato l’importanza di sfruttare appieno il contributo delle Consulte regionali per il progetto del turismo delle radici,   Clara Bassano (Università di Salerno) ha parlato di un progetto che sappia valorizzare i punti di forza e le eccellenze locali che hanno generato economie diffuse a livello territoriale. “Si deve partire dalla ricostruzione dell’identità culturale per arrivare a percorsi specifici di valorizzazione del territorio attraverso la formazione delle risorse umane autoctone”, ha spiegato Bassano vedendo in questa idea anche una forma per contrastare lo spopolamento. A seguire l’intervento dell’avvocato Di Tullio (Delegato Regionale Camera di Commercio Stati Uniti Regione Puglia) che ha sottolineato l’importanza del turismo residenziale nell’ambito del turismo delle radici. Un turismo residenziale che può portare investimenti nel settore immobiliare nei borghi di origine. Silvana Virgilio (Vicepresidente Asmef) ha invece parlato dell’idea di organizzare sul tema del turismo delle radici per l’inizio del 2024 un convegno con Confindustria Caserta. Maria Tirabasso (referente per i rapporti con i Molisani nel mondo) ha sottolineato che il fine è creare un’offerta turistica appetibile per gli italiani all’estero. “Il turismo delle radici in realtà è di tipo esperienziale ed è rivolto ai piccoli borghi: è un turismo lento e sostenibile che può legarsi ad esempio anche allo sport”, ha spiegato Tirabasso. La professoressa Anna Biasone (Università Mar del Plata) ha ricordato la traduzione in spagnolo del primo rapporto sul Turismo delle Radici per diffondere tra la comunità argentina questo importante lavoro. Biasone ha inoltre rilevato l’importanza del promuovere il progetto all’estero, ricordando gli sforzi profusi anche a livello accademico. Pasquale Ciurleo (Ente Pro Loco Italiane) ha parlato del contributo che la capillare presenza delle Pro Loco potrà dare allo sviluppo del progetto sul Turismo delle radici. Mafalda Maria Caicco (Project Manager del corso turismo delle radici) ha dal canto suo sottolineato l’importanza del doppio aspetto del turista delle radici : quello dell’investitore e quello dell’ambasciatore. Caicco ha inoltre ipotizzato un collegamento tra il turismo delle radici alla filiera agroalimentare. Letizia Sinisi (Italy Routing Consulting) ha rilevato come nell’ambito dei tour operator, con l’avvicinarsi del 2024, le richieste dall’estero siano in aumento. “Arrivano anche richieste particolari e interessanti da condividere con le istituzioni, proprio per fare squadra”, ha commentato Sinisi. Dopo l’intervento della Dottoressa Portacci (Regione Abruzzo) che ha parlato della necessità di utilizzare le buone pratiche già sviluppate nella regione in favore del Progetto delle radici, Alessandra Porto (Operatore Turistico) si è soffermata sull’importanza della comunicazione e della collaborazione dei comuni all’interno del progetto. Su questo punto il coordinatore De Vita ha ricordato che nell’ambito del progetto si sta realizzando una piattaforma online che permetterà al turista di organizzare il suo viaggio prima ancora di partire. Ribadito dal consigliere anche il fatto che i comuni rappresentano un aspetto centrale del progetto in quanto meta finale del turista delle radici. Eleonora Principe (Assessore per il Comune di Sommacampagna) la sollevato la problematica della digitalizzazione degli archivi comunali relativa alla privacy, per cui non si potrebbe avere un accesso generalizzato agli atti civili. “C’è la volontà di mettere a disposizione ciò che si ha ma la legge allo stato attuale non lo permette”, ha aggiunto Principe. Su questo punto De Vita è tornato a parlare della questione delle ricerche genealogiche ponendo sul tavolo il fatto che ci sia già un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno e una disponibilità a parlare ai livelli più alti della pubblica amministrazione del problema dell’accesso alla documentazione. E’ stata poi la volta di Anna Maria De Lucia (Presidente Skal International Napoli) che ha ribadito la rilevanza, sia della comunicazione, per quanto riguarda la preparazione del lancio dei pacchetti turistici riguardanti il turismo delle radici, sia della formazione dei giovani. Natasha De Gregorio (ETS Molise) si è soffermata sulla riflessione riguardante quali siano le modalità migliori per creare valore aggiunto. Di Gregorio ha rilanciato una metodologia già nota all’estero che si chiama ‘world café’ che ha lo scopo di trattare tematiche di vita quotidiana, raccontando per esempio le storie dell’emigrazione, e di sensibilizzare la comunità, non soltanto quella locale. Marina Martello (ETS Trentino Alto-Adige) ha spiegato l’importanza di illustrare nei dettagli l’essenza del Progetto agli addetti ai lavori soprattutto all’estero. Martello si è riallacciata al precedente problema degli accessi allo stato civile, rilevando come in Trentino tutto questo sia gestito non dal Comune ma dalla Chiesa, ereditando tale organizzazione dall’epoca pre-unitaria. Dopo l’intervento di Gabriele Musumeci (genealogista) che ha parlato dell’importante contributo motivazionale che la ricerca della propria discendenza può dare agli aspiranti turisti delle radici, Alessandro Bovino (Bella Italia Genealogy) ha sollevato la questione della comunicazione, da implementare, per un’occasione da non perdere soprattutto verso quelle comunità che hanno legami affettivi con l’Italia pur non essendo necessariamente composte da iscritti Aire o da persone con la cittadinanza italiana. Bovino ha voluto chiarire che, mediamente, gli iscritti Aire sono informati su determinate procedure burocratiche relative all’Italia mentre questo potrebbe risultare più difficile per altre persone. Al Tavolo tecnico erano presenti, in collegamento web, anche alcuni membri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. (Inform)




Turismo delle Radici: Calabria protagonista in Australia

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downloadLa lira calabrese, la pipita, la zampogna e la chitarra battente di Davis Muccari, il cantautore folk più amato dai giovani. L’organetto, la fisarmonica ed il tamburello di Ciccio Nucera, il re della tarantella calabrese. Antonio Grosso, l’asso dell’organetto e della fisarmonica, tra tradizione e innovazione e la voce ed il ritmo di Maddalena Grosso. – Sono, questi, i quattro assi della musica calabrese che insieme ai The Rustica Porject, a Gabriele Gnava Macri, ai Santa Taranta e all’attrice nazionale di origini calabresi, Annalisa Insardà, special guest dell’intera kermesse, saranno protagonisti del prestigioso Segmento Tarantella Festival, in Australia, ai nastri di partenza da domani, mercoledì 8 novembre. L’evento si concluderà domenica 3 dicembre.
È quanto fa sapere Innocenza Giannuzzi, presidente di Casa Calabria International sottolineando che la proposta presentata dal sodalizio che raccoglie italo-discendenti e figli della diaspora vuole rappresentare un contributo prezioso per la promozione del turismo delle radici.
Patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria e sostenuto dal presidente onorario Sam Sposato di Casa Calabria Internationl, presidente del Calabria club di Melbourne e dalle Federazioni delle associazioni calabresi del south Australia, l’evento – aggiunge – è in linea con le iniziative avviate nello scorso mese di giugno dal Ministero degli Esteri e vuole dare una spinta creativa alla conoscenza della cultura musicale, agli strumenti della tradizione e ai talenti artistici della nostra terra, riconosciuti a livello internazionale.
Il poker di artisti rientra tra i protagonisti di Calabria Sona e Italysona che ormai da 15 anni concepiscono la musica identitaria come strumento per promuovere territori e cultura.
Ogni scelta artistica è concepita per portare una Calabria sicuramente ricca di storia e di tradizioni ma proiettata verso il futuro e verso la vera world music internazionale fuori dagli stereotipi e vicina alle nuove generazioni nel linguaggio e nella sostanza.
Il tour ha unito 4 eccellenze musicali di chiara fama in Calabria con una storia che parte dalle radici più profonde per elaborare un linguaggio di innovazione e di professionalità. Gli artisti porteranno momenti di interazione, promozione e ovviamente di divertimento per tutti gli ospiti, italo-discendenti e non.
Il Segmento Tarantella Festival promosso dalla prestigiosa rivista Segmento Magazine, l’unica rivista online interamente scritta in inglese che parla della cultura italiana in Australia e all’estero, oltre alle performance degli artisti calabresi in tour in Australia, prevede workshop di danza e laboratori per avvicinarsi agli strumenti della tradizione.
(Fonte: Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).



Al coroner di Chicago, Marinaro, il Premio Penisola Sorrentina

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3sorrentoIl coroner di Chicago, Paul Marinaro, ha ricevuto una menzione speciale (conferitagli dal sindaco di San Fele, suo paese d’origine, in provincia di Potenza, Donato Sperduto) nel corso della serata televisiva promossa dall’amministrazione comunale di Sorrento per il Premio Penisola Sorrentina.
Marinaro è stato invitato sul palco del celebre Teatro Armida in qualità di rappresentante del turismo delle radici, in considerazione delle sue origini campane e lucane.
“È stata una serata davvero speciale”, ha detto il rappresentate di Chicago, ringraziando il sindaco di Sorrento Massimo Coppola e il direttore artistico Mario Esposito per l’invito ad un premio che rientra nel piano nazionale dei grandi eventi del Ministero della Cultura. Marinaro è protagonista del film musicale presentato in anteprima in Europa nel corso della cerimonia di Sorrento “You will be my music”, regia di Bob Williams. Sorrento, città del cinema e della musica, chiama. Chicago risponde. (aise) 




Le valli del Natisone e il Turismo delle Radici

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2clapeSette Comuni, San Pietro al Natisone, Drenchia, Grimacco, Stregna, San Leonardo, Savogna, San Pietro e Pulfero, costituiscono una delle vallate più suggestive del Friuli Venezia Giulia quella delle Valli del Natisone, dove è presente un gruppo etnico ben definito per lingua, per appartenenza sociale, per usi e costumi, per tradizione culturale e, certamente ultimo motivo, per storia.
Sono anche i luoghi dell’emigrazione di massa, con il crollo della popolazione, che a inizio del Novecento contava 16 mila persone e al censimento del 1991 solo 6.800. Un esodo che soprattutto alla fine della seconda guerra mondiale ha riguardato soprattutto alcuni Paesi europei, come il Belgio, e il contenente americano in particolare l’Argentina.
Queste due ragioni – la particolarità dei borghi rurali della zona e la forte migrazione – rendono questo territorio particolarmente interessante per il progetto del Ministero per gli Affari Esteri denominato “Turismo delle Radici” rivolto ai discendenti dei connazionali nel mondo perché ritornino a visitare i luoghi delle origini.
La macchina organizzativa è in moto per le attività previste per il 2024, “Anno delle radici italiane nel mondo” e prevede a breve l’uscita di un prossimo bando per le amministrazioni comunali sotto i 5 mila abitanti. L’Associazione promozionale Clape nel Mondo, organismo riconosciuto dal Friuli Venezia Giulia per i corregionali, ha promosso un incontro a San Pietro al Natisone, che conta oltre 2 mila abitanti e 22 suggestive frazioni per fare il punto sulle nuove opportunità.
Vi hanno partecipato Ferruccio Clavora, ricercatore, storico, uno dei maggiori esperti del territorio, Lucio Gregoretti, presidente della Clape nel Mondo e Mauro Sabbadini, delegato dell’Argentina. Sono stati analizzate, nello specifico, le potenzialità che possono essere offerte da questa nuova strategia per valorizzare le risorse rappresentate dalla natura, della storia e dalle peculiarità culturali e linguistiche, in modo da superare la frammentazione di dall’altro la frammentazione di enti e progetti che in base a una recente indagine dell’Istituto per lo sviluppo turistico delle Valli del Natisone, del Torre e Resia condizionano il rilancio dell’area.
Clape nel Mondo si è resa disponibile a supportare le amministrazioni comunali per favorire la loro partecipazione ai bandi di “Turismo delle Radici” anche in forma coordinata mettendo a disposizione i propri esperti. Mauro Sabbadini ha illustrato il ruolo dell’Antenna che sarà costituita presso la camera di commercio italo-argentina di Buenos Aires per il recupero della memoria storia delle vicende dei corregionali emigrati in sud-America. (aise) 




“Viaggiare in sicurezza”, l’Unità di Crisi della Farnesina presentata dal suo capo, il Ministro Plenipotenziario Nicola Minasi

x viaggiare in sicurezza il ministro tajani inaugura la nuova rubrica di aggiornamento su rai isoradio immagine18

x viaggiare in sicurezza il ministro tajani inaugura la nuova rubrica di aggiornamento su rai isoradio immagine18L’Unità di Crisi della Farnesina è una grande sala operativa che si occupa dell’assistenza agli italiani all’estero in situazioni di grande emergenza, come attacchi terroristici, rapimenti, evacuazioni e disastri naturali.

La gestione dei rischi e delle emergenze si basa però anche sulla prevenzione e sulla collaborazione dei connazionali in giro per il mondo, che possono segnalare la loro presenza all’estero tramite il sito www.dovesiamonelmondo.it e l’app Unità di Crisi. Nuova puntata di “Viaggiare in sicurezza”, rubrica del Ministero degli Esteri che esce ogni lunedì alle 11.50 su Isoradio. Nella puntata di oggi il Ministro Plenipotenziario Nicola Minasi presenta l’Unità di Crisi della Farnesina

L’Unità di Crisi della Farnesina è una grande sala operativa che si occupa dell’assistenza agli italiani all’estero in situazioni di grande emergenza, come attacchi terroristici, rapimenti, evacuazioni e disastri naturali. La gestione dei rischi e delle emergenze si basa però anche sulla prevenzione e sulla collaborazione dei connazionali in giro per il mondo, che possono segnalare la loro presenza all’estero tramite il sito www.dovesiamonelmondo.it e l’app Unità di Crisi. Per ascoltare la puntata: https://www.spreaker.com/episode/57439259 (Inform)