Per entrare a Venezia dovremo pagare 5 euro

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laguna venezia scaled e1659617144956Dopo l’approvazione del Consiglio Comunale del “Regolamento per l’istituzione e la disciplina del Contributo di accesso, con o senza vettore, alla Città antica del Comune di Venezia e alle altre Isole minori della Laguna”, un’ulteriore delibera di Giunta definirà, oltre alle giornate interessate dal contributo, specifici dettagli e declinazioni, come ad esempio l’esenzione per tutte le isole minori della Laguna, le fasce orarie di validità del contributo e il valore dello stesso, che inizialmente sarà posto a 5 euro. In quella delibera, la Giunta definirà anche le modalità di prenotazione obbligatoria per alcune categorie di esenzione, in modalità smart e telematica. Ad esempio, tutti i residenti in Veneto non pagheranno alcun contributo, ma avranno l’obbligo di prenotarsi sul portale apposito.

“Dobbiamo cercare di trovare qualche sistema per proteggere la città dal turismo di massa che in certi giorni dell’anno rende la città poco vivibile – ha spiegato il sindaco Brugnaro – Faremo una prova con grande umiltà, cercheremo di non danneggiare nessuno, inizialmente saranno solo una ventina/trentina giorni, che potremmo definire a “bollino nero”. È un invito ai turisti giornalieri di non venire in quelle giornate, ma qualora decidessero di farlo, di prenotarsi e, se non esenti, di pagare il contributo di accesso. Questa norma è una delle varie azioni messe in campo per contrastare l’over-tourism, come il blocco a nuovi alberghi, ristoranti e bar nella città antica, la pianificazione degli spazi pubblici, la norma per la regolazione del commercio di pregio e, a breve, un nuovo regolamento per le affittanze turistiche”. “E’ un primo passo sperimentale, per questo manterremo un confronto costante con tutte le categorie economiche e sociali per monitorare assieme gli effetti a breve e medio termine – prosegue l’assessore al Bilancio Michele Zuin – un provvedimento previsto prima del Covid e che ora trova applicazione. Venezia resta accessibile, aperta, ma i visitatori, specie quelli giornalieri, sia nazionali che internazionali, devono condividere la necessità che serve una programmazione per gestire al meglio l’equilibrio tra residenzialità e turismo”.

ag. dire – www.dire.it




Argentina: Italia Paese ospite a Fiera Turismo Internazionale

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argentina italia paese ospite a fiera turismo internazionaleL’Ambasciatore d’Italia in Argentina, Fabrizio Lucentini, ha partecipato alla conferenza stampa di lancio della XXVII Edizione della Fiera Internazionale del Turismo dell’America Latina (FIT), che si svolgerà a Buenos Aires dal 30 settembre al 3 ottobre e avrà l’Italia come Paese invitato.

L’Ambasciatore Lucentini ha annunciato  che lo stand Italia – di circa 175 metri quadrati – sarà inaugurato dal Ministro del Turismo italiano Daniela Santanchè, con un’apposita visita a Buenos Aires. L’Ambasciatore ha altresì sottolineato l’importanza che l’Italia annette al tema del turismo, con il progetto “Turismo delle radici” che auspicabilmente rafforzerà i flussi turistici tra Italia e Argentina, ancora lontani dai livelli pre-pandemia.

Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro del Turismo e dello Sport argentino, Matías Lammens, e il Presidente della FIT, Andrés Deyá. L’edizione della FIT di quest’anno conterà con un incremento del 9% di espositori rispetto all’edizione del 2019 e vi parteciperanno 24 province argentine e 40 Paesi stranieri.




Destinazione Puglia: la Regione punta alla comunicazione nazionale e internazionale

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weareinpuglia logoLa Puglia si promuove come destinazione turistica autentica ed esperienziale, grazie al Piano Media Estero e Italia. Dalla BBC alla CNN, da Eurosport ai principali aeroporti Internazionali, metro e tram italiani, passando per The New York Times, Vogue, Vanity Fair, Elle, Le Figarò, National Geographic, Der Spiegel, El Compresa, Condé Nast Traveller, The Guardian, e per la prima volta The Asahi Shimbun in Giappone. Il filo conduttore è la narrazione di una serie di ambiti – Mare, Sport, Natura e Benessere, Enogastronomia, Arte e Cultura, Borghi, Wedding Destination – con l’obiettivo di perseguire la destagionalizzazione dei flussi e avviare la promozione della prossima stagione.
Strumento strategico funzionale al progressivo ampliamento della stagione turistica per tutto l’anno è il Piano Media Estero ed Italia, presentato ieri in conferenza stampa nella Sala di Jeso presso la Presidenza della Regione Puglia. Sono intervenuti il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore al Turismo, Sviluppo e Impresa Turistica Regione Puglia Gianfranco Lopane e il direttore generale Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione Luca Scandale.
Le azioni di comunicazione previste dal Piano Media Estero e Italia arrivano dopo un’importante campagna di comunicazione regionale, iniziata a giugno e ancora in corso, destinata al turismo di prossimità.
“Per noi la stagione turistica in realtà comincia quando finisce quella ufficiale”, ha detto il presidente Emiliano. “La finalità vera delle nostre politiche turistiche è quella di far venire i turisti a partire da settembre e fino a maggio, perché questa è la bassa stagione, che ha molto da offrire sia dal punto di vista climatico sia dal punto di vista degli eventi e della bellezza della Puglia. Questo piano da quattro milioni di euro comunicherà al mondo intero i luoghi più rilevanti, mirando chiaramente al turismo straniero, che dà un contributo all’Italia molto superiore di quello nazionale, perché mentre il turismo nazionale sposta danaro in Puglia, quello che viene dall’estero aumenta la ricchezza dell’Italia. Non c’è mai stata una campagna di questa importanza, che mira a un turismo di qualità, i numeri devono essere utili dentro un target di qualità, cioè turisti in grado anche di scegliere luoghi e strutture di lusso, senza ovviamente eliminare la possibilità per i pugliesi, per gli italiani di trovare le strutture adatte alla loro capacità di spesa. I numeri non sono un’ossessione, non è una gara, non vogliamo competere con Roma, Venezia, ma coprire l’intera stagione, dare continuità all’attività imprenditoriale di questa grande comunità di imprese turistiche che sta crescendo e che deve migliorare anche la sua capacità in termini di qualità. Per questo”, ha aggiunto Emiliano, “la Regione Puglia non finanzia solo le campagne di promozione, ma anche il rinnovamento di tutte le strutture turistiche, sperando di avere la disponibilità del Fondo Sociale di Coesione per tutte quelle attività culturali che sono la vera altra gamba della campagna turistica pugliese. Quindi idee chiare e semplici e questo ovviamente è merito di Pugliapromozione, di Luca Scandale con i suoi collaboratori e del dipartimento guidato da Aldo Patruno e di tutti gli operatori turistici pugliesi che quest’estate, diciamo la verità, hanno subito un attacco violenti del tutto immotivato dal mio punto di vista”.
“I percorsi di internazionalizzazione sono sempre stati al centro della strategia regionale da qualche lustro”. Per l’assessore al Turismo Lopane si tratta di “una delle colonne portanti delle politiche del turismo pugliese. Lo sarà ancor di più all’interno della nuova programmazione che stiamo aggiornando, perché ci interessano molto alcuni mercati da consolidare, quelli su cui abbiamo già cominciato a lavorare in questi anni, assieme a questi stiamo toccando nuove nuovi mercati che per noi sono assolutamente di riferimento e questo processo comincia a portare dei risultati significativi. Nel maggio di quest’anno i flussi e le presenze straniere sul territorio regionali sono arrivati al sessanta per cento della presenza totale, un dato assolutamente significativo per una regione che ormai è diventata destinazione internazionale. Questo Media Plan, uno dei più importanti in termini di sforzo che la Regione Puglia sta mettendo sul campo, ci darà ancora di più la possibilità di essere presenti in paesi come gli Stati Uniti, il Canada, il Brasile, l’Australia, ma anche con un occhio all’Oriente con nuove iniziative che verranno in Paesi che per noi possono rappresentare un una prospettiva di lavoro, penso per esempio al Giappone o alla Cina. Siamo passati da prodotti di comunicazione molto generalisti”, ha spiegato Lopane, “a prodotti molto verticali, infatti quello che verrà veicolato attraverso questa media plan sono degli spot che parlano dei prodotti turistici della Puglia. Non vogliamo ragionare unicamente secondo quelli che sono gli indicatori quantitativi, la Puglia avrà sempre di più un approccio qualitativo, per questo, oltre ai percorsi di internazionalizzazione a cui facevo riferimento e a progetti che permetteranno di allargare la stagione turistica, noi dobbiamo lavorare sulla qualificazione della nostra offerta. Questo passa attraverso la formazione, le politiche legate al personale, le risorse che con programmi che hanno portato ricadute notevolissime. Ci piacerebbe sviluppare un’idea di turismo che passi soprattutto attraverso la felicità dei pugliesi, perché il rapporto fra turisti, fra cittadini temporanei, cittadini residenti dev’essere sempre più equilibrato“.
Per il direttore generale di Pugliapromozione Scandale questa “è senza dubbio la più grande campagna internazionale della Regione Puglia con #WeAreInPuglia in tutte le testate giornalistiche più importanti, dal New York Times a Der Spiegel e Le Figarò, passando per le grandi testati giornalistiche televisive come CNN, BBC, Eurosport. La Puglia si promuove sui mercati internazionali cercando di destagionalizzare l’offerta, soprattutto perché in questo periodo, con il nostro clima, possiamo accogliere turisti, questo è anche un invito a tutti i pugliesi a riscoprire le spiagge libere ora che si può andare al mare ancora volentieri“.
Oggetto della promozione, oltre alla destinazione, i temi che riguardano i principali prodotti turistici: Sport, Natura e Benessere, Arte e Cultura, Enogastronomia, Borghi, Wedding destination e Mice. Si è scelto, infatti, di puntare principalmente alla destagionalizzazione, attraverso i temi dei prodotti turistici perché consentono di vivere la Puglia tutti i mesi dell’anno. Allo stesso tempo, si intende promuovere il nuovo anno sempre attraverso la narrazione dei colori della natura: dall’autunno fino alla primavera inoltrata e all’inizio dell’estate.
La durata delle campagne internazionale e nazionale è di circa due mesi, fra settembre e ottobre, in forma di trampolino di lancio sia per il turismo autunnale/invernale che per la prossima stagione 2024.
Il Media Plan Estero si completa con un’azione interamente digitale sull’ online travel agency Expedia, con focus su Mare, Bike, Borghi, Eventi e target USA, Canada e Australia.
In generale, sono stati personalizzati i temi in base alle testate: dalla Wedding destination (anche LGBTQ+) per Vogue e Vanity, a Sport Natura e Benessere per National Geographic ed Eurosport, giusto per citare qualche esempio.
I Paesi target raggiunti con i Media Plan Estero sono quelli previsti dal Piano Strategico Puglia 365 della Regione Puglia: Europa, Regno Unito, Svizzera, Brasile, Australia, Canada, Emirati Arabi, Israele, Usa. Ma con gli spot sui grandi network internazionali come CNN, BBC ed Eurosport, la promozione della destinazione si estende anche alle seguenti aree geografiche: Medio Oriente, Nord Africa, Asia Pacifica, Africa Centrale, Sud Asia, Nord America, America Latina, Giappone.
La Puglia è protagonista anche negli aeroporti internazionali di San Paolo, Osaka (Kansai), Sydney, Los Angeles, Londra, Bruxelles, Parigi, Marsiglia, Nizza, Lione, Lisbona, Praga con spot di promozione sulla destinazione e spot con focus sui prodotti turistici pugliesi Borghi, Bike e Wedding Destination.
Il turismo nazionale verrà implementato attraverso il Piano Media Italia in cui segnaliamo una maggiore attenzione alla comunicazione outdoor per intercettare un target eterogeneo tra cittadini e turisti nelle grandi stazioni, nelle città capoluogo (Milano e Roma con Urban Vision), nelle metro e anche sui tram (Firenze, Milano, Torino, Roma).
È prevista, nello specifico, la brandizzazione con schermi digitali nelle metropolitane di Milano, Torino, Roma, Napoli nonché su maxi schermi digitali nelle principali piazze e arterie di Roma e Milano.
Per l’Italia, il target è sia di viaggiatori Travel che Business. I Travel si spostano per scoprire la destinazione, esplorare nuovi luoghi e provare esperienze autentiche nei seguenti ambiti: Mare, Sport, Natura e Benessere, Enogastronomia, Borghi, Wedding Destination, Arte e Cultura, Mice. I Business, invece, sono professionisti dell’organizzazione di meeting e incentive italiani ed internazionali. La campagna Italia è appena iniziata e si svilupperà ancora da settembre ad ottobre.
Le testate e i mezzi di comunicazione nel mondo e in Italia sono stati selezionati fra gli operatori/editori/concessionarie
esclusivisti che hanno partecipato a un avviso di Pugliapromozione, inviando una loro proposta. Si tratta dell’Avviso pubblico –
Manifestazione d’interesse per l’acquisizione di proposte per la fornitura di servizi di comunicazione pubblicitaria in regime di esclusività, ai sensi dell’art. 63, comma 2, lett. b), n. 3, del D. Lgs n. 50/2016 e ss.mm.ii per il Piano di Comunicazione internazionale della destinazione Puglia e Per il Piano di Comunicazione nazionale della destinazione Puglia. Sono state selezionate le proposte più in linea con i requisiti indicati dal Brief di comunicazione internazionale 2023 e dal brief di comunicazione nazionale 2023.
L’investimento della Regione Puglia in promozione turistica, industria con notevoli riscontri positivi sul territorio nonché sulla crescita economica, per il 2023 è complessivamente di €4.190.160,15, di cui Piano Media Estero €3.161.138,61 e Piano Media Italia €1.029.021. (aise)




In Toscana il “Festival dei Borghi più belli d’Italia”

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30borghipiubelliditaliaLa Toscana si aggiudica il XV Festival dei Borghi più belli d’Italia, l’iniziativa più importante dell’associazione nazionale in programma da venerdì 8 settembre a domenica 10 settembre a Lucignano (Ar), Borgo toscano nel cuore della Valdichiana aretina. Saranno tre giorni di eventi con dibattiti, promozione, riflessioni sulla qualità della vita nei piccoli borghi, vera e propria miniera di vivibilità e sostenibilità per il presente e il futuro. Presente anche un approfondimento sugli italiani nel mondo, e sulla riscoperta da parte di questi ultimi dei luoghi di partenza dei propri avi e dei borghi per tornare e lavorare in smart working.
Il programma, tra intrattenimento e approfondimenti, è stato presentato ieri in Sala Pegaso alla presenza del presidente di Regione Toscana, Eugenio Giani. Con Giani il sindaco di Lucignano, Roberta Casini, con l’assessore Stefano Cresti; il direttore nazionale dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, Umberto Forte, la vicepresidente Rosalba Cardinale e la coordinatrice dell’associazione in Toscana, Elisabetta Giudrinetti.
“L’associazione sta acquisendo un ruolo di assoluta autorevolezza nel promuovere il lato bello del nostro Paese, la bellezza che richiama turismo, che stimola cultura, che offre un senso di identità – dichiara Giani -. 354 Borghi associati in Italia, ventinove nella nostra Toscana: il fatto che il momento clou a livello nazionale si svolga nella nostra regione è un grande onore. La città di Lucingnano si presenta esattamente come era il 3 agosto del 1554, quando le chiavi della Fortezza furono consegnate ai fiorentini: è dunque il borgo ideale per vivere questo momento a livello nazionale”.
Proprio a Lucignano, del resto, i Borghi toscani aderenti all’associazione lo scorso 31 maggio hanno firmato il Manifesto sulla sostenibilità, ormai conosciuto come ‘Manifesto di Lucignano’, all’insegna di una sostenibilità ‘a tutto campo’. E il filo conduttore della kermesse sarà proprio la sostenibilità. Il Comune rivendica con la sindaca Roberta Casini “L’orgoglio di essere tra i borghi più belli d’Italia, siamo lieti di potere ospitare la XV edizione del Festival, un evento particolare in cui i borghi di ogni Regione presenteranno le proprie eccellenze: non solo bellezze e prelibatezze ma essenzialmente la loro stessa qualità della vita. Nei tre giorni di lavori saranno anche trattate le problematiche riferite ai borghi, soprattutto lo spopolamento, con il focus sulla sostenibilità a 360 gradi, economica e sociale”. Infine quella che Casini definisce “Una chicca: ogni borgo ospite porterà una pianta che consegnerà a Lucignano per il parco della biodiversità dei borghi più belli”.
Il convegno di avvio dei lavori, nel pomeriggio di venerdì 8, sarà moderato dalla coordinatrice toscana dell’associazione, Elisabetta Giudrinetti e vedrà gli interventi di Mauro Guerra, esperto di comunità energetiche rinnovabili, del sindaco di Loro Ciuffenna, Moreno Botti, ispiratore del Manifesto stesso e di Giorgio Santini, responsabile delle relazioni con i Comuni e Regioni in Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS).
Il programma del week end prevede convegni e di presenze anche di rango nazionale. Umberto Forte, direttore nazionale de ‘I Borghi più belli d’Italia’, specifica che il primo dei temi sarà “la sostenibilità, che è un argomento di attualità”, ma anche che l’edizione 2023 andrà un po’oltre: “accenneremo all’anno prossimo, che sarà l’anno del turismo di ritorno, con un momento gestito dal presidente della Confederazione degli italiani nel mondo (Angelo Sollazzo), che sono circa 70 milioni di persone. Parleremo di molte cose e insieme ai convegni metteremo qualcosa di più allegro e gioviale, il folklore, grazie ai cinque gruppi che si alterneranno in questi tre giorni. Non mancherà certo l’enogastronomia: avremo vari stand regionali e un centro dove ci saranno sei stand di produttori del Mib (mercato italiano dei Borghi), che presenteranno i loro prodotti. Insomma, ci sarà da divertirsi e da mangiare alla grande”.
Tra gli approfondimenti quello dedicato a “Gli italiani nel mondo, partenza e ritorno nei borghi d’origine”, in collaborazione con Toscana Promozione (primo piano anche su Vetrina Toscana); il post covid, la riscoperta dei piccoli borghi da dove è possibile lavorare in smart working; il focus sul Progetto M.I.B. per la tutela delle produzioni e del paesaggio culturale delle aree interne; la ‘Mobilità dolce per un turismo sostenibile’ fino all’intervento del presidente nazionale della Coldiretti, Ettore Prandini su “Combattere lo spopolamento con lo sviluppo e la valorizzazione delle produzioni agricole”.
Non mancheranno il gruppo storico e quello folcloristico di Lucignano, che sigleranno l’apertura ufficiale del Festival, sabato 9 settembre.
Il Festival ha il patrocinio di Regione Toscana, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Enciclopedia Treccani e Camera di Commercio Arezzo-Siena. (aise) 




Vacanze 2023, tanto mare e in Italia. Ma uno su due è stato via una sola settimana

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vacanze1Con le ultime partenze salgono a 20 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza nel mese di agosto che, nonostante un calo del 10% rispetto allo scorso anno, si conferma anche quest’estate il periodo più gettonato per le ferie degli italiani anche se fa segnare tradizionalmente i listini più cari per alloggio, vitto e anche ombrelloni e lettini”. È quanto emerge dal primo bilancio Coldiretti/Ixè divulgato nell’ultimo weekend di grande controesodo dell’estate.

UNO SU DUE È STATO VIA UNA SETTIMANA

“Si accorcia il periodo delle vacanze e per la maggioranza degli italiani in viaggio (50%) la durata della vacanza è stata inferiore alla settimana mentre per il 25%- continua la Coldiretti- è compresa tra 1 e 2 settimane, ma c’è un fortunatissimo 4% che si è spinto a stare fuori addirittura oltre un mese.

MARE IN TESTA E SOPRATTUTTO IN ITALIA

È stato il mare a fare la parte del leone ma particolarmente apprezzate sono anche le scelte alternative per conoscere – sottolinea Coldiretti – una Italia cosiddetta “minore” dai parchi alla campagna, dalla montagna fino ai piccoli borghi che ben il 72%% degli italiani in vacanza dichiara di visitarli magari anche solo con una gita in giornata. Le vacanze 2023 hanno registrato una netta preferenza sulle mete nazionali – continua la Coldiretti – spinta da una maggiore prossimità ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d’Italia o dalla voglia di ritornare in posti già conosciuti dove ci si è trovati bene negli anni precedenti e si è più tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Ma – spiega Coldiretti – c’è anche una quota del 28% di italiani, oltre 1 su 4 tra coloro che viaggiano, che ha deciso di trascorrere una vacanza all’estero spinti spesso dalle offerte più convenienti. La maggioranza degli italiani in viaggio- riferisce la Coldiretti- ha scelto di alloggiare nelle case di proprietà, di parenti e amici o negli appartamenti in affitto, in ripresa l’albergo, che si piazza davanti ai bed and breakfast ma nella classifica delle preferenze molto gettonati sono anche i 25mila agriturismi presenti in Italia spinti secondo Terranostra e Campagna Amica dalla ricerca di un turismo più sostenibile che ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness”.

I PICCOLI BORGHI

“Se il mare con il caldo si conferma in testa alla classifica delle mete preferite, campagna e parchi naturali contendono alla montagna il secondo posto ma – nota Coldiretti – recuperano terreno anche le città d’arte, prese d’assalto soprattutto dagli stranieri. Particolarmente apprezzate sono anche le scelte alternative per conoscere – sottolinea Coldiretti – una Italia cosiddetta minore con ben il 72% degli italiani in vacanza che dichiara di visitare i piccoli borghi magari anche solo con una gita in giornata. Tra gli svaghi preferiti dei turisti italiani questa estate accanto ad arte, tradizione, relax e puro divertimento, c’è la ricerca del cibo e del vino locali è diventata- conclude la Coldiretti- la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2023 con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l’acquisto di souvenir”.

ag. Dire – www.dire.it




Pollica, dove si incontreranno la dieta mediterranea e la gastronomia del Messico

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downloadIl 31 agosto si svolgerà un importante evento di celebrazione dei legami tra la dieta mediterranea e la gastronomia messicana, entrambe dichiarate Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2010. L’appuntamento è in programma nel comune italiano di Pollica.

In questo borgo della provincia di Salerno, sorto nell’VIII secolo d.C., soggiornò e studiò il biologo, fisiologo ed epidemiologo statunitense Ancel Keys, noto per i suoi studi sull’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, che lo condussero a formulare le ipotesi relative all’influenza dell’alimentazione su tali patologie e sui benefici apportati dall’adozione della cosiddetta dieta mediterranea, polirematica da lui coniata.

L’evento si svolgerà presso il Centro studi internazionale sulla dieta mediterranea “Angelo Vassallo”, al Castello dei Principi Capano (nella foto), ed è organizzato dalla Camera di commercio e dall’ambasciata del Messico in Italia.

Alle ore 19,00 la conferenza si concentrerà sulle radici millenarie, la cultura, la scienza e la creatività che uniscono queste due importanti tradizioni gastronomiche. Interverranno il senatore Francesco Verducci, presidente della sezione di amicizia Italia-Messico del Parlamento italiano, Letizia Magaldi, presidente della Camera di commercio del Messico in Italia, Carlos García de Alba, ambasciatore del Messico in Italia, Stefano Pisani, sindaco del Comune di Pollica, Sara Roversi, presidente del Future Food Institute, e Giuseppe Biagini, fondatore della Creative Knowledge Foundation.

Esperti, chef e rappresentanti di entrambe le culture condivideranno le loro visioni e discuteranno delle potenziali sinergie, valorizzando questi patrimoni immateriali come pilastri della sostenibilità, dell’innovazione e dell’integrazione culturale.

La conferenza sarà seguita da un convivio all’insegna della gastro-diplomazia a cura di Rodrigo Zepeda, chef dell’Ambasciata del Messico in Italia, e due ambasciatori della dieta mediterranea: Giovanna Voria e Cristian Santomauro, con la sua pizza ammaccata cilentana.

L’incontro promette di essere un viaggio alla scoperta dei sapori, gli aromi e le tecniche che definiscono queste due straordinarie cucine. Il convivio servirà, inoltre, come piattaforma per ulteriori scambi culturali e dialogo, unendo le persone attraverso l’amore condiviso per il cibo di qualità.

La cucina tradizionale messicana, con particolare riferimento a quella dello Stato di Michoacán, è stata iscritta nell’elenco del Patrimonio Immateriale dell’Umanità nel 2010, in quanto rappresenta «un modello culturale completo che comprende attività agricole, pratiche rituali, antichi saperi, tecniche culinarie, usi e comportamenti ancestrali delle comunità».

Nel 2010 è stata inclusa dall’Unesco nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità anche la dieta mediterranea, definita un «insieme di abilità, conoscenze, pratiche e tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola, […], in grado di promuovere l’interazione sociale, dal momento che i pasti comuni rappresentano la pietra angolare delle usanze sociali e degli eventi festivi».

da puntodincontro.mx




Cara Italia, quanto mi costi: prenotazioni in picchiata anche del 30%

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mare sardegnaQuella del 2023 sarà ricordata come l’estate degli scontrini. Da quello, celebre, dei due euro per un piattino, a quelli che affollano i social in cui un paio di caffè costano decine di euro o i soldi vengono chiesti pure per tagliare a metà un toast. Quest’aumento dei prezzi, ottenuti a volte adducendo bizzarre ragioni, pare riguardare solo l’Italia.

L’aumento dei prezzi ha fatto calare le prenotazioni. Secondo i dati raccolti da Vamonos Vacanze (www.vamonos-vacanze.it), il tour operator italiano specializzato in vacanze di gruppo e per single, l’Italia è più colpita rispetto ad altri paesi come Francia, Grecia e Spagna. Così per il turismo interno, in quanto alle prenotazioni, questo agosto siamo al 70% in Sardegna e in Versilia, contro l’87% dell’analogo periodo del 2022. In tutt’Italia vi è un calo generalizzato del 15%, ma in alcune località si arriva anche ad un -30%. Come mai questa improvvisa inversione di tendenza? Basandosi su dati Demoskopika, la OTA Vamonos-Vacanze.it osserva un aumento sproporzionato dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) su base tendenziale per le voci di spesa incluse nei servizi di trasporto, con un incremento del 10% per l’Italia rispetto ad un meno significativo incremento della stessa voce per Francia (+6%) e Grecia (+1,4%) ed addirittura ad una rilevante flessione per la Spagna con un -16%. “Significativo è inoltre l’incremento dei prezzi dei servizi ricettivi e della ristorazione che in Italia registrano un incremento del 7,5%, contro il 6% della Spagna, il 5,6% della Francia ed il 5,7% della Grecia”, aggiungono gli analisti del tour operator, per i quali “in totale a livello nazionale la stangata ammonta a 4 miliardi di euro”.

ag. Dire – www.dire.it




Farnesina: Unità di Crisi allerta per gli italiani che viaggiano all’estero

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10farnesinasicurezzaLa sicurezza all’estero è al centro dei servizi dell’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, soprattutto in vista della stagione estiva.
La Farnesina, attraverso una nota, ha invitato tutti i cittadini in procinto di recarsi all’estero a consultare Viaggiare Sicuri, il portale pensato e sviluppato per favorire scelte di viaggio consapevoli e responsabili e per fornire indicazioni utili affinché ciascun viaggiatore possa adottare, in ogni situazione, un atteggiamento consapevole e comportamenti adeguati alle località da visitare.
I viaggiatori sono invitati anche a segnalare il proprio itinerario e registrare i propri riferimenti sul sito Dove siamo nel Mondo.
È possibile scaricare gratuitamente su smartphone e tablet la APP Unità di Crisi che integra i servizi di Viaggiare Sicuri e Dove siamo nel Mondo in un unico strumento. Avvalendosi di avanzate risorse di mappatura globale, l’applicazione offre agli utenti in viaggio all’estero la possibilità di geolocalizzarsi, per ricevere notifiche durante i transiti nelle aree più a rischio, aggiornamenti in tempo reale su situazioni di pericolo, e confermare la propria incolumità a seguito di eventi critici, ovunque nel mondo questi si verifichino.
Ai servizi dell’Unità di Crisi è possibile accedere anche direttamente dall’APP IO, l’applicazione dei servizi pubblici.
In caso di gravi emergenze all’estero, l’Unità di Crisi è raggiungibile h24 al numero +39 0636225. (aise) 




I turisti americani preferiscono il Piemonte

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downloadContinua la crescita dei turisti che scelgono il Piemonte: la tendenza è consolidata dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Turistico della Regione ed è dovuta soprattutto al mercato estero, aumentato del 22 per cento nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2022 e un con un livello di soddisfazione di 87,3/100, superiore agli 86,7/100 della media italiana.
Più in generale, è tutto il settore rilevato da VisitPiemonte ad essere in crescita: per esempio, rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso gli arrivi sono aumentati del 14,3 per cento e le presenze del 10,1 per cento, con un record di crescita del 50 per cento di pernottamenti di turisti provenienti dagli Stati Uniti, seguiti da Francia, Svizzera e Germania. Bene anche il mercato interno, con una crescita degli arrivi che oscilla dal 20 al 25 per cento prevalentemente da Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna e con laghi e colline che registrano l’incremento più consistente, tra il 10 e il 20 per cento, se pur le presenze si concentrino principalmente sui territori di Torino e prima cintura dove si supera oltre il 35 per cento dei pernottamenti piemontesi. Un andamento confermato anche dai numeri dell’aeroporto di Torino, che dall’inizio dell’anno ha contato 2.268.490 passeggeri, in aumento del 18,7 per cento rispetto al 2022.
L’impennata del settore porta a pensare che entro fine del 2024 tutto il comparto dovrebbe raggiungere un valore economico vicino al 10 per cento del Pil regionale, obiettivo che si era dato l’amministrazione Cirio a inizio mandato.
Segnali confortanti provengono anche dal 10 per cento in più delle recensioni online, segno di una crescente fruizione dell’industria turistica piemontese, accompagnata quest’anno da un vero e proprio boom nei musei e nelle residenze storiche. Prima fra tutti la Reggia di Venaria, che nei primi sette mesi del 2023 ha accolto 259.786 visitatori, 100.000 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un aprile da record: 89.472 ingressi contro 46.083 dell’anno precedente (più 95 per cento). E a conferma del boom del gioiello dell’architettura seicentesca piemontese l’Osservatorio ha rilevato il 300 per cento di presenze in più rispetto all’anno scorso alle Sere d’Estate (4.423 ingressi).
“Abbiamo scelto di investire risorse importanti sul turismo e di continuare a farlo anche negli anni della pandemia, per essere pronti ad accogliere l’interesse crescente verso il nostro territorio non appena le condizioni hanno reso possibile il ritorno ai viaggi – commentano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio Vittoria Poggio – Ora raccogliamo i frutti di questo lavoro, con l’aumento degli arrivi dall’estero a conferma che il nostro territorio è un’eccellenza turistica a tutto campo. Questi risultati di oggi sono per noi un incoraggiamento a proseguire su questa strada anche per gli anni a venire”.
“Oltre ai confortanti dati numerici, è importante porre in evidenza il continuo e costante incremento delle recensioni online altamente positive da parte dei turisti – rileva Beppe Carlevaris, presidente del consiglio di amministrazione di VisitPiemonte – che ribadiscono come il sistema turistico piemontese stia attivamente potenziando anche la qualità dei servizi rivolti all’accoglienza dei visitatori italiani ed esteri”.
Il boom dei musei
Nei primi 6 mesi dell’anno, i 45 musei monitorati dall’Osservatorio culturale hanno registrato 2,8 milioni di ingressi, il 46 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2022 e il 9 per cento di visite in più rispetto allo stesso periodo del 2019.
Un cambio di passo importante se si pensa che solo nel 2021 in tutti i musei monitorati in Piemonte le visite registrate erano state 2,7 milioni, ovvero circa 150.000 in meno di quelle realizzate da gennaio a giugno 2023 nei soli musei dell’area metropolitana di Torino.
I Musei Reali, appena promossi in prima fascia dal Ministero della Cultura, nei primi sei mesi hanno staccato 324.284 ingressi, il 55 per cento in più rispetto al 2022 e addirittura il 4 per cento in più rispetto al periodo pre-pandemico del 2019, mentre già più di mezzo milione di persone ha visitato il Museo Egizio, che ha fatto schizzare a più 19 per cento il valore percentuale delle presenze, perfino superiore a quello del 2019.
Altro esempio del magnetismo dei luoghi storici è la Palazzina di Caccia di Stupinigi: quasi 47.000 presenze nel 2019, che a giugno 2023 sono cresciute a 66.000. Poi c’è il Museo Nazionale del Cinema e anche qui non ci sono sorprese: i primi sei mesi del 2023 battono i primi sei mesi dell’anno scorso passando da 355.979 a 275.322 biglietti (+80.687). Incremento anche per le Tombe dei Reali di casa Savoia: +170% dei visitatori (dai 21.000 nei primi sei mesi del 2019 agli oltre 57.000 di adesso). Raddoppio dei visitatori per Palazzo Carignano, luogo storico italiano simbolo del Risorgimento (dagli 11.000 di quattro anni fa agli oltre 22.000 dei primi sei mesi del 2023). (aise) 




La UNESCO raccomanda di inserire Venezia nella lista del patrimonio mondiale in pericolo

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6120490 1140x815Le misure adottate dallo Stato italiano per proteggere la città di Venezia e la sua laguna sono “insufficienti” e “devono essere ampliate”, ha detto lunedì l’UNESCO, che proporrà di inserirla nella lista dei patrimoni a rischio.

Il Centro per il Patrimonio Unesco ha considerato il turismo di massa, i progetti di ristrutturazione e il cambiamento climatico come le principali minacce per la città italiana, in quanto danneggiano le strutture edilizie e le aree urbane, degradandone l’identità culturale e sociale.

Venezia “affronta un pericolo comprovato e minacce che hanno effetti dannosi sulle sue caratteristiche intrinseche”, ha aggiunto l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco).

Per tutti questi motivi, il Comitato del Patrimonio proporrà di inserirlo nella lista dei luoghi a rischio durante l’Assemblea Generale dell’UNESCO che si terrà a Riyadh dal 15 al 25 settembre.

Nel suo rapporto, l’organizzazione riconosce che l’Italia ha migliorato la gestione del turismo e il coordinamento tra le diverse amministrazioni coinvolte per proteggere l’ecosistema.

Inoltre, sono stati compiuti progressi nella creazione di barriere contro la marea e nel consolidamento delle spiagge e delle dune costiere e sono state utilizzate “tecnologie all’avanguardia” nella previsione del loro innalzamento del livello delle acque, mantenendo il veto alle crociere ai porti più vicini al centro.

Ma questi progressi non bastano, indica l’organizzazione, che chiede uno studio più approfondito dei fenomeni naturali che interessano Venezia e dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla città, nonché delle conseguenze del sistema di sbarramento e dell’arrivo di navi da crociera ai canali vicini.

Dall’altro, chiede “un modello sostenibile di turismo” che riduca “il numero eccezionalmente elevato di visitatori” e “migliori notevolmente la qualità della vita dei residenti”.

Ritiene inoltre che la prevista costruzione di grattacieli alla periferia della città possa avere un impatto visivo negativo che si aggiunge agli altri pericoli che minacciano Venezia, iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale nel 1987.

Queste minacce possono causare “cambiamenti irreversibili e una sostanziale perdita dell’autenticità storica e del significato culturale che costituiscono una parte dell’eccezionale valore universale” della città, ha aggiunto.

Venezia, fondata nel V secolo e trasformata in potenza navale mediterranea nel X secolo, è attualmente una delle città più visitate al mondo, con picchi giornalieri fino a 100.000 presenze turistiche durante la notte, mentre la sua popolazione di circa 50.000 abitanti, viene ridotto annualmente.