Turismo di Ritorno: a Fragagnano (TA) il Rito dei Santi

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10fragaIl Rito dei Santi è uno dei principali eventi curato dalla Pro Loco di Fragagnano, presieduta da Nunzia Digiacomo. Giunto alla sua XVI edizione, il rito si terrà domenica 12 marzo, alle ore 18.45, presso la Chiesa del Carmine a Fragagnano.
Le origini di tale rituale sono da ricercare nei riti ancestrali delle società rurali, legati al ciclo di morte e rinascita della natura, nei Saturnali romani, nelle tavole che, durante il Medioevo, i signori feudali imbandivano per i poveri e, ancora, nella liturgia tramandata dai monaci basiliani. Ad essi vanno ad aggiungersi anche tradizioni delle comunità arbereshe che, nel giorno di San Giuseppe, celebravano l’Arcipurcim o festa dell’Arziburo, un banchetto collettivo tra famiglie dello stesso ceppo e delle comunità ebraiche, che festeggiavano il Tubishevàt, il Capodanno degli alberi, con un pasto di quindici varietà di frutta.
Insomma, si tratta di un rito che si riallaccia ad usi pagani, ma che conserva il valore di una tradizione che si perpetua da una generazione all’altra, testimoniandone il fascino di una festa che ha tutto il sapore di un risveglio dal torpore invernale.
Per rappresentare il rito viene allestito una sorta di altare attorno al quale si dispongono i convenuti (da tre a tredici), in numero dispari, richiamando l’immagine dell’Ultima Cena. Dopo aver recitato una preghiera, i Santi danno inizio al pranzo. San Giuseppe siede a capotavola e ha il posto contrassegnato da un bastone fiorito, simbolo del miracolo grazie al quale fu prescelto per essere lo sposo di Maria. Alla sua destra, siede la Madonna; alla sua sinistra, Gesù Bambino e, poi, di seguito tutti gli altri. San Giuseppe dà il via al pranzo, battendo un colpo di bastone sul pavimento e scandisce l’alternarsi delle pietanze, per un totale di tredici sapori, battendo la forchetta sul bordo del suo piatto. Sulla mensa primeggiano: i bucatini con la mollica di pane, la massa, i ceci, i fagioli e le fave, il baccalà, i carciofi, i cavolfiori fritti, le arance e “li cartiddati“. Immancabili: il pesce fritto e i lampascioni, le cipolline selvatiche tipiche della cucina pugliese.
Ognuna di queste pietanze è allusiva di arcaiche simbologie apotropaiche. Tuttavia, un posto di primo piano è riservato al pane che, diviso e consumato, è il simbolo della comunità, veicolo di comunicazione tra individui e di comunione con il divino.
Quest’anno i Santi verranno impersonati dai membri del gruppo di lettura Ipazia della Biblioteca N.D.Elena Dell’Antoglietta, mentre la regia del Rito è affidata all’attore e regista grottagliese Alfredo Traversa, ideatore in Puglia del Teatro della Fede. Le musiche saranno curate da Paola Vania al violino e Susanna Curci all’arpa, mentre la presentazione della serata sarà a cura di Tiziana Grassi, giornalista e studiosa di migrazioni.
Presenti una delegazione di fragagnanesi residenti nella comunità di Rivoli e il gruppo Fotografi per passione di Taranto.
Il senso di questo rituale è quello di una consuetudine che parla di unione, convivialità, di una fede autentica da riscoprire, ricordandoci che ciò che si ha va diviso e condiviso.
Al termine del Rito, si terrà una degustazione di prodotti tipici locali presso l’Info-point G.A.L.Terre del primitivo, ubicato all’interno del Palazzo Marchesale.
Il Rito dei Santi gode del patrocinio morale del Comune di Fragagnano, del G.A.L.Terre del Primitivo e di UNPLI Puglia e si colloca quest’anno tra le attività sul turismo delle radici che organizza la rete Salento delle Murge, guidata da Carmen Valente, una rete d’imprese che sta portando avanti un innovativo progetto di marketing turistico con l’obiettivo di realizzare un nuovo marchio d’area turistica, caratterizzato da una forte identità di zona, in un territorio che comprende 36 comuni delle province di Taranto e Brindisi.
Il progetto della Rete Salento delle Murge è sostenuto dalla Regione Puglia, attraverso il PSR Puglia 2014/2020(Misura 16 – Sottomisura 16.3.2 “Creazione di nuove forme di cooperazione per lo sviluppo/la commercializzazione dei servizi turistici”. (aise)




Al Consolato di Buenos Aires la mostra fotografica “Cuore italiano”

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9bairesturIn occasione della giornata internazionale della donna, il Consolato Generale a Buenos Aires ha inaugurato  la mostra fotografica “Cuore Italiano” a cura di Florencia Famá, realizzata nell’ambito delle attività di promozione del turismo delle radici.
Le 43 opere esposte attraversano le regioni della Basilicata, della Calabria, della Campania, della Puglia e della Sicilia, percorrendo incredibili borghi fermi nel tempo, paesaggi unici e i bellissimi mari dell’Italia meridionale.
L’esposizione si sviluppa al piano terra e al primo piano del Consolato Generale 8Reconquista 572) e sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle 16.
Per poter visitare la mostra sarà necessario iscriversi attraverso un apposito modulo. (aise)




“Verso un Turismo delle Radici in Emilia-Romagna”. Domani i risultati della ricerca

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verso un turismo delle radici in emilia romagna consulta emiliano romagnoli nel mondo immagine3Gli esiti del progetto di ricerca “Verso un turismo delle radici in Emilia-Romagna” – coordinato dal Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna e realizzato con il contributo della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo – saranno presentati il 7 marzo, ore 19.00 (ora italiana) sulla piattaforma Teams.  L’obiettivo della ricerca è stato quello di esplorare il fenomeno del “turismo delle radici” nelle sue diverse sfaccettature. Un turismo che riguarda vecchie e nuove generazioni di migranti che nutrono quel forte senso di appartenenza e di nostalgia che li porta a recarsi nei luoghi di origine in vacanza, come turisti, ma che potrebbero anche decidere di fermarsi in pianta stabile in quei luoghi, facendone casa, diventando dunque “immigrati” di ritorno. La ricerca effettuata si è focalizzata principalmente sui discendenti degli emigrati dall’Emilia-Romagna in Argentina e in Brasile e si cercato di ricostruire l’immaginario legato all’Emilia-Romagna attraverso le testimonianze dirette.

Partner di progetto: Circolo Emilia-Romagna di San Paolo (Brasile) | Associazione URERBA (Argentina) | Associazione TERRA (Argentina) | Associazione Discendenti dell’Emilia-Romagna (Argentina) | Associazione YODA APS.

Programma dell’evento  del 7 marzo : presentazione del progetto a cura di Pierluigi Musarò e Marina Gabrieli – Università di Bologna; proiezione del video “Quando ti penso vorrei tornare” di Nicola Baita; interventi delle Associazioni partner: Marilina Bertoncini – Presidente dell’Associazione URERBA (Union Regional Emilia-Romagna del Buenos Aires), Argentina;    Analia Barrera – Presidente dell’Associazione Discendenti dell’Emilia-Romagna, Pergamino – Argentina; Marcelo Carrara – Presidente dell’Associazione Nuove Generazioni TERRA di Mar del Plata, Argentina; Eduardo Morelli – membro del Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, Brasile. (Inform)




“Quando ti penso vorrei tornare…”, il Turismo delle Radici e l’Emilia Romagna

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3consultaerIl prossimo 7 marzo 2023, alle ore 19.00 (orario italiano) si terrà sulla piattaforma TEAMS l’evento di presentazione degli esiti del progetto di ricerca “Verso un turismo delle radici in Emilia-Romagna” coordinato dal Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna e realizzato con il contributo della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo.
La Presentazione del progetto sarà a cura di Pierluigi Musarò e Marina Gabrieli, dell’Università di Bologna. A seguire la proiezione del video “Quando ti penso vorrei tornare” di Nicola Baita, mentre gli interventi saranno a cura delle Associazioni partner, tra cui: Marilina Bertoncini – Presidente dell’Associazione URERBA (Union Regional Emilia-Romagna del Buenos Aires), Argentina, Analia Barrera – Presidente dell’Associazione Discendenti dell’Emilia-Romagna, Pergamino – Argentina, Marcelo Carrara – Presidente dell’Associazione Nuove Generazioni TERRA di Mar del Plata, Argentina, Eduardo Morelli – membro del Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, Brasile.
A moderare l’incontro Gianfranco Coda – della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. (aise) 




Venezia, la città dell’amore

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1600x1000 venezia la citta dell amore 1Un luogo magico e unico al mondo in grado di far innamorare chiunque la visiti. Il primo impatto con la laguna e le sue isole lascia a bocca aperta, ma è passeggiando per le vie del centro storico, tra i ponti e i canali di Venezia, che ci si rende conto di quanto sia speciale questa città.

Luoghi e simboli di Venezia come la monumentale Piazza San Marco dominata dalla Basilica e dall’imponente campanile, il Ponte dei Sospiri e il Ponte di Rialto entrano nel cuore e vi rimangono per sempre. Non è un caso se milioni di coppie scelgono Venezia per dichiarare il proprio amore, come meta per un viaggio di nozze o una fuga romantica. Dal 1987 Venezia e la sua laguna sono patrimonio UNESCO.




Lampedusa. La spiaggia dei Conigli tra le più belle al mondo

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119998fdfa66b9b28770048e2557cdc3La Spiaggia dei Conigli, che fa parte della riserva naturale dell’isola di Lampedusa, nel sud Italia, è stata definita da Trip Advisor “una delle meraviglie del mondo”.
La classifica è stata redatta in base alle preferenze degli utenti della piattaforma per la revisione e la prenotazione di contenuti e servizi relativi ai viaggi.

La riserva naturale dell’isola di Lampedusa fa parte dell’arcipelago delle Pelagie, in Sicilia.
“Spiagge di sabbia bianca – si legge nelle recensioni – acqua turchese e rinfrescante brezza marina. Preparatevi a una camminata di una ventina di minuti per arrivarci, ma quando arriverete vi sembrerà di non essere sulla Terra”.
La migliore spiaggia del mondo in assoluto è Baia do Sancho, a Fernando de Noronha, in Brasile, mentre il secondo e il terzo posto sono occupati rispettivamente da Eagle Beach, ad Aruba, e Cable Beach, in Australia. (ANSA).




Il Kenya torna in auge con i suoi mille risvolti

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5648 lCon il ritorno del turismo e dell’attenzione riservata dagli operatori italiani al Kenya, che riprende posizioni nella proposta tra le destinazioni a lungo raggio, torna l’impressione che la destinazione turistica costiera abbia (come ha sempre avuto in passato, ed è stato più volte il “segreto” del suo successo) diverse soluzioni e attrazioni per più o meno tutte le tipologie di turista e i generi di aspettative che chi vuole andare in vacanza si aspetta di trovare e tra le quali poter scegliere.

Vediamo in pillole su quali e quante alternative si può contare scegliendo il Kenya, considerando anche che molte di queste situazioni possono anche essere combinate tra loro.

VACANZA SOLO MARE
In questa possibilità, c’è il classico di una delle soluzioni più richieste dagli italiani che d’inverno vogliono “emigrare” dal freddo e trovare soddisfazione e relax in paesi dai climi ancora estivi o quantomeno temperati (il caso dell’economica riviera egiziana, ad esempio).
in questo senso, costa keniana e Zanzibar, così come per un turismo più ricco Maldive, Mauritius, Seychelles e Madagascar, sono in prima fila. Una settimana o anche due a Watamu o Diani promettono spiagge bianche e mare cristallino, escursioni marine e pesce fresco, piscine ed altre “facilities” che resort pensati per i soggiorni in riva al mare, in questo caso all’Oceano Indiano, possono offrire. Il ritorno dei voli charter ha riproposto fortemente il Kenya come una delle migliori mete “qualità-prezzo”, luogo da sogno raggiungibile con poco più di sette ore di volo e vivibile al massimo anche solo in sette giorni.

VACANZA CON SAFARI
L’amore per gli animali e per le loro evoluzioni nell’habitat naturale in cui si muovono, è tornato quantomai alla ribalta con la riproposizione delle vacanze in Kenya: unico paese che può offrire a prezzi abbordabili in pochi giorni il mare e un safari in piena regola, contando sul fatto che in un’ora e mezza dal villaggio, resort o anche bed&breakfast in cui si soggiorna, si può raggiungere lo Tsavo Est, parco rinomato per la quantità di animali e per la varietà. Famiglie di leoni, branchi di elefanti, erbivori di ogni tipo sono “disponibili” agli scatti fotografici dei turisti, per un’esperienza indimenticabile che comprende anche paesaggi incredibili con distese di savana e cielo equatoriale a perdita d’occhio. Da segnalare che anche in questo campo, grazie alle tante informazioni recuperabili in rete, si iniziano a considerare tour che partono da Nairobi (grazie anche ai migliori prezzi dei voli) e poi scendono sulla costa dopo il safari.

SOGGIORNI EMOZIONALI
Vivere l’Africa per quello che è, con esperienze che non si limitano solamente al classico binomio mare-safari. Questo è l’intento di molti tour operator “di nicchia” e intelligenti, ma anche di scrigni dell’ospitalità consapevole che cercano di coinvolgere il viaggiatore facendogli sperimentare le tante sfaccettature di questo paese che partono da luoghi poco frequentati dal turismo “di massa” e si inoltrano nelle comunità e culture locali, nei percorsi gastronomici delle tradizioni locali e negli aspetti più interessanti dati dalle tante contaminazioni della costa swahili che nei secoli ha assorbito diverse culture occidentali ed orientali, mescolandole alle suggestioni della natura e alle risorse locali. In questo senso riuscire a godere, durante una breve vacanza, di un’avventura in foresta, o di una giornata in una “kaya” mijikenda (i luoghi sacri delle tribù locali, con danze e riti unici) sicuramente arricchisce dentro e lascia la voglia di tornare ancora in questa terra. Senza dimenticare la solidarietà, che come diciamo spesso “fa bene a chi la riceve come a chi la dona”. Magari senza affidarsi a chi ci lucra sopra o a chi dall’Italia vi promette “viaggi solidali” e vi dirige solo dove gli fa comodo e dove con la parvenza di opere sociali ha costruito un business, è semplice trovare situazioni in cui si può constatare l’operato di organizzazioni italiane e locali che fanno davvero del bene alla popolazione locale, aiutandole nella crescita come e nell’autosostegno, oltre a rifocillare l’anima di bene e di valori fondamentali per cui l’essere umano dovrebbe vivere.

QUOTIDIANITA’ E CONSAPEVOLEZZA

Il Kenya è una delle poche destinazioni internazionali, per gli italiani, in cui si può decidere di rimanere per alcuni mesi senza il timore di sentirsi stranieri e di non riuscire a trovare sintonia con il luogo che si è scelto come “seconda casa”. Lo dimostrano le migliaia di connazionali che nel corso degli anni hanno eletto la costa del Kenya, da Diani a Lamu a secondo della tipologia di viaggiatore, come “buen retiro” dove trascorrere alcuni mesi all’anno, particolarmente la stagione invernale italica. La propensione della popolazione locale a prendersi cura dei turisti (ricordate il testo della canzone popolare “Jambo bwana” scritta 50 anni fa? “Turista sei il benvenuto, qui in Kenya nessun problema”), la loro capacitò (che noi, sinceramente non abbiamo) di imparare le lingue straniere e di mettersi a disposizione (sempre secondo i loro ritmi, il mestiere e le loro inclinazioni…) del “mzungu” difficilmente hanno riscontro in altri paesi, addirittura degli altri dell’Africa Orientale come Tanzania e Uganda, è impagabile. Così particolarmente i pensionati, a Malindi, Watamu, Kilifi e Diani, trovano il loro ambiente ideale per rilassarsi, potersi muovere in sicurezza (consapevole, ovviamente, perché alla fine come in ogni paese straniero bisogna calarsi nei pro e contro di quella realtà) e godersi una villeggiatura degna di questo nome.

da malindikenia.net




Pasqua, dove andare?

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downloadManca un mese alle vacanze di Pasqua ma è giusto programmare per tempo. Fatti Nostri vi suggerisce 7 eventi da non perdere.

L’Italia è ricca di eventi per Pasqua e Pasquetta in grado di stupirvi e farvi trascorrere una giornata unica e indimenticabile.

Festeggiate tra i fuochi d’artificio dello Scoppio del carro a Firenze, oppure immergetevi nella spiritualità della secolare Processione dei Misteri di Trapani o della Via Crucis al Colosseo di Roma.

Per Pasqua e Pasquetta 2023 spazio anche alla cultura con i tanti musei aperti da nord a sud del Paese. E per una Pasqua con i bambini? Le gite fuori porta, meglio se all’aria aperta, metteranno d’accordo tutti, ma se volete andare sul sicuro lasciatevi tentare dalle attrazioni di Gardaland per una giornata con divertimento assicurato per tutta la famiglia. Ecco qualche idea per scoprire le tradizioni di Pasqua italiane e portarsi a casa dei ricordi indelebili.

Lo Scoppio del carro di Firenze

Scoppio del carro a Firenze

Lo Scoppio del carro di Firenze è uno degli eventi da non perdere per la Pasqua 2023 in Toscana, una torre pirotecnica trainata da due coppie di buoi che viene posizionata tra due luoghi simbolo della città: il Battistero di San Giovanni e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

L’orario dello scoppio del carro di Firenze per il 2023 è quello che viene rispettato ormai da secoli: le 11.00 della domenica di Pasqua, nel 2023 il 9 aprile. Come si celebra lo scoppio del carro a Firenze? Dopo la processione del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si dà fuoco alla miccia di una colomba meccanica, o colombina come dicono a Firenze, che dall’altare maggiore della Cattedrale incendia i fuochi d’artificio posizionati sul Brindellone dando inizio al tradizionale spettacolo.

I Pasquali di Bormio

Due bambini ai Pasquali di Bormio in Lombardia

Dove andare a Pasqua in Lombardia? Facile: a Bormio, nel cuore delle Alpi lombarde. Qui, ha luogo una tra le più antiche tradizioni di Pasqua della penisola, arrivata ai giorni nostri come i Pasquali di Bormio, una competizione tra i rioni della città a suon di imponenti carri allegorici che sfilano per la lunga via Roma fino alla piazza principale di Bormio.

Anticamente non erano dei carri a sfilare, ma 5 agnelli addobbati a festa dai residenti di ciascuno dei 5 rioni storici di Bormio, portati a benedire nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. La tradizione si è evoluta nel corso dei decenni fino a trasformarsi in una spettacolare sfilata di carri che attira ogni anno migliaia di turisti e visitatori a Bormio per Pasqua.

La Processione dei Misteri di Trapani

Processione dei Misteri di Trapani
Chi punta a trascorrere la Pasqua in Sicilia non può perdersi la Processione dei Misteri di Trapani, una tradizione che va avanti ormai da 400 anni. 18 gruppi scultorei e 2 simulacri realizzati in legno, tela e colla dalle botteghe artigiane trapanesi tra il XVII e il XVIII secolo vengono portati in processione per 24 ore tra le vie di Trapani.

L’evento inizia alle 14.00 del Venerdì Santo davanti alla chiesa delle Anime del Purgatorio, luogo sacro in cui vengono conservati i Misteri di Trapani che rappresentano la passione e la morte di Cristo.

La processione si sposta per il centro storico di Trapani per le 24 ore successive, facendo tappa nelle ore notturne, in uno dei momenti più suggestivi dell’evento, al porto peschereccio della città. Da lì, all’alba, le processioni si riuniscono per tornare alla chiesa barocca tra musica e festeggiamenti.

La Via Crucis a Roma

Colosseo di Roma

Migliaia di persone trascorreranno il periodo della Pasqua a Roma per assistere a uno degli eventi più importanti d’Italia, la Via Crucis al Colosseo, celebrata per la prima volta nel 1750 per volere di Papa Benedetto XIV e in programma quest’anno venerdì 7 aprile 2023.

Il percorso della Via Crucis guidata dal Pontefice segue le 14 tappe del cammino di Gesù verso il monte del Calvario, dalla condanna di Pilato alla crocifissione, concludendosi con la morte, la deposizione dalla Croce e il sepolcro. Ogni anno il Papa sceglie un tema generale che sarà rappresentato nelle varie stazioni della Via Crucis di Venerdì Santo. Quando inizia la via Crucis 2023? Alle 21.15, con appuntamento davanti al Colosseo.

Gardaland a Pasqua e Pasquetta 2023

Montagne russe a Gardaland

Dove andare a Pasqua 2023 con i bambini? Per una giornata di divertimento assicurato per tutta la famiglia c’è il parco dei divertimenti di Gardaland con attrazioni adrenaliniche, spettacoli e giostre anche per i più piccoli. Gardaland è aperto a Pasqua e anche a Pasquetta dalle 10.00 alle 18.00.

Tutte le attrazioni di Gardaland sono in funzione per le due giornate, dal Jumanji al Blue Tornado, passando per Oblivion e Raptor. Chi cerca un’esperienza più tranquilla può approfittare anche dell’apertura del SEA LIFE Aquarium, un meraviglioso acquario interattivo raggiungibile a piedi dal parco principale. Il grande parco di Gardaland si trova sul lago di Garda, a pochi passi da Peschiera del Garda.

Musei aperti a Pasqua e Pasquetta

Reggia di Caserta
Tantissimi musei sono aperti anche a Pasqua e Pasquetta, anche se in alcuni casi con orario ridotto.

A Pasqua la Reggia di Caserta è visitabile di mattina, mentre a Pasquetta rimane chiusa al pubblico. Quasi tutti i musei di Roma sono aperti a Pasquetta, così come le zone archeologiche nei dintorni della Capitale. A Torino, invece, il Museo Egizio chiude alle 14.00 nelle due giornate di festa, e anche a Firenze, dagli Uffizi alla Galleria dell’Accademia, si potrà trascorrere una mattinata tra le opere d’arte più famose al mondo.

Fiera dell’Angelo a Milano

Donna al mercato di fiori e piante
Se vi state chiedendo cosa fare a Pasquetta a Milano, la Fiera dell’Angelo è la risposta giusta! È una delle più antiche tradizioni pasquali meneghine e viene celebrata nella zona circostante alla Chiesa di Sant’Angelo, all’angolo tra via Moscova e corso di Porta Nuova. Si tratta di un grande mercato di fiori e piante, ma non solo. Qui, è possibile trovare articoli di abbigliamento e per la casa ma anche specialità gastronomiche regionali, curiosità etniche e prodotti di artigianato.

La Fiera ha origini molto antiche. Nel 1511 – un anno impegnativo, denso di malattie e carestie – i frati francescani, che vivevano nel vicino convento di Sant’Angelo, furono assaliti da banditi. Pieni di fede, pregarono a tal punto da far apparire un maestoso angelo armato di spada che fece scappare gli assalitori. L’usanza del mercato dei fiori per la Fiera di Sant’Angelo prende ispirazione dal mestiere dei frati, esperti giardinieri e coltivatori.

Trascorrere Pasqua e Pasquetta in Italia vuol dire entrare nel vivo di due giorni di festeggiamenti dove tradizioni popolari si mescolano a eventi sacri e consuetudini locali. Da Nord a Sud, è un’occasione speciale per vivere da vicino l’essenza dell’italianità.

da italia.it




Il Venezuela cerca di espandere il collegamento aereo con l’Italia per promuovere il turismo

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aerolineas aeropuerto maiquetia 1140x570Il governo del Venezuela sta lavorando per ampliare il collegamento aereo con l’Italia al fine di “promuovere il turismo ricettivo” dal Paese europeo, ha affermato lunedì la viceministra del turismo internazionale della nazione caraibica, Leticia Gómez.

Attraverso Instagram, il funzionario ha riferito di un incontro virtuale con il direttore dell’Aeroporto di Rimini, Leonardo Corbucci, e con il direttore generale del Turismo della regione italiana Emilia-Romagna, Emanuele Burioni, “al fine di ampliare la connettività con volo tra Italia e Venezuela al fine di promuovere il turismo ricettivo”.

All’incontro ha partecipato anche la Ministra Consigliera dell’Ambasciata venezuelana a Roma, María Elena Uzzo, nonché un tour operator, ha aggiunto Gómez sul social network, dove ha condiviso un video che riporta l’incontro virtuale.

Mercoledì scorso, il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha chiesto al suo esecutivo di “avanzare molto di più” nel turismo nazionale ed estero per lo sviluppo di una “nuova economia sostitutiva” a quella del petrolio, che generi la valuta estera

In questi mesi il Paese caraibico ha moltiplicato i voli internazionali e accolto migliaia di cubani e russi attraverso piani turistici, mentre il Governo ha attivato crediti per il settore ed eliminato, dopo due anni, i test covid-19 negli aeroporti, per fare del turismo “uno dei i motori dell’economia”.




Repubblica Dominicana. Saona, un’isola d’incanto

mano juan isla asona

saonaL’isola di Saona è una delle più grandi della Repubblica Dominicana, situata al largo della costa della provincia di La Altagracia. Appartiene alla provincia di La Romana. Fa parte del Parco Nazionale Cotubanamá (Parco Nazionale Vecchio Del Este). È anche una grande attrazione turistica per le sue bellissime spiagge e bellezze naturali.

Ha due insediamenti umani permanenti, le città di Mano Juan e Catuano. Mano Juan è un villaggio di pescatori con case di legno e “Playa Catuano”, che ha un distaccamento della Marina.

La superficie dell’isola è di 110 km². Ha bellissime barriere coralline, lagune costiere, una grande diversità di specie di uccelli e rettili, e ha anche interessanti siti archeologici e grotte utilizzate dai Taino.

L’isola contiene un’alta percentuale di specie endemiche e ricchezza floreale. Delle 539 specie segnalate nel Parco Nazionale Cotubanamá, la maggior parte si trova in questo luogo. Nell’area compaiono diverse associazioni di specie vegetali, che costituiscono diversi ecosistemi, tra i quali si possono distinguere foreste semiumide, macchia e mangrovie o foreste salate, che sono costituite da quattro specie neotropicali: nero, rosso, bianco e pulsante .3​

Nella Saona sono state identificate anche specie di tartarughe marine tra cui caretta caretta, embricato, tartaruga verde e liuto. Tra gli uccelli si possono notare i gabbiani costieri, i trampolieri, il colombo coronato e il pappagallo verde, in via di estinzione. Fanno parte degli abitanti dell’isola anche altri animali affascinanti come l’iguana rinoceronte, il lamantino, il delfino e il pipistrello pescatore.

Sono state segnalate 40 specie di pesci, 10 coralli e 124 molluschi, qualificando l’area come una delle più importanti riserve ecologiche del Paese. Questa ha una piscina naturale nella quale l’acqua non va oltre l’ombelico, troviamo anche stelle marine di vario tipo e dai colori caraibici, oltre a godere di questa bellezza naturale dobbiamo dire che siamo a pochi passi dalla costa e dal l’acqua è ancora più cristallina.4​

Popolazione
La sua popolazione è di circa 500 abitanti con solo 69 case famiglia che vivono principalmente di pesca.

saonaStoria
Adamanay era il nome dato a quest’isola adiacente al Parco Nazionale Cotubanamá dagli indiani Taino. Cristoforo Colombo mise piede sull’isola per la prima volta il 14 settembre 1494 durante il suo secondo viaggio, e la chiamò Bella Savonesa in onore di Michele da Cuneo (Miguel da Cunio) di Savona, che informò che era un’isola indipendente dal poi già chiamato Hispaniola.

Su quest’isola si trova la famosa Grotta Cotubanamá, così chiamata in memoria del capo Taino all’inizio del VI secolo, che, fuggendo dai massacri di Nicolás de Ovando, decise senza molto successo di rifugiarsi sull’isola, venendo catturato e giustiziato.

Ai tempi del dittatore Leónidas Trujillo, quest’isola fu assegnata alla sua famiglia, che sfruttò le piantagioni di cocco che esistevano da una data indeterminata. Fu questo presidente a costruire il paese di “Mano Juan” nel 1944 per ospitare 14 famiglie che si stabilirono, e da allora è sopravvissuta come l’unico centro abitato del Parco Nazionale di Cotubanamá. Il piccolo centro fu anche utilizzato come terreno di caccia, punto di allevamento estensivo di bestiame e luogo per bandire i dissidenti politici dal regime del dittatore.

Il 16 settembre 1975, il Parco Nazionale Cotubanamá è stato creato dal presidente Joaquín Balaguer, con decreto presidenziale 1311.6

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Partendo da Bayahibe e superando il Canaleto Catuano, si raggiunge l’isola di Saona, dove si svolge l’escursione più gettonata dai turisti che visitano la zona.

L’isola di Saona fa parte del Parco Nazionale Cotubanamá ed è stata selezionata come una delle migliori spiagge da sogno dei Caraibi dalla rivista “Caribbean Travel & Life”. Le sue spiagge incontaminate, le palme lussureggianti e le acque turchesi ne fanno una delle regioni più incantevoli della Repubblica Dominicana.

A circa 400 metri dalla costa si trova una delle maggiori attrazioni turistiche dell’isola di Saona, una piscina naturale in mezzo al mare dove la profondità raggiunge appena un metro. È un luogo perfetto per rilassarsi ed entrare in contatto con tutti i tipi di specie marine esotiche presenti sott’acqua, come stelle marine, coralli, pesci tropicali e conchiglie.

Isla Saona attira quotidianamente tra i 2.000 e i 2.500 turisti, per una media annua di 600.000 persone. Questo numero di turisti provenienti da diversi Paesi, in particolare da quelli che compongono i continenti europeo e americano, aumenta a più di 3.000 in alta stagione. Solo nei 110 km² dell’isola di Saona operano 22 concessioni d’investimenti nazionali ed esteri.