“Rigenerare Settefrati con il turismo delle radici”: presentazione oggi alla Camera

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turismoradiciSarà presentato oggi pomeriggio nella sala stampa della Camera “Rigenerare Settefrati con il turismo delle radici”, evento introdotto dalle parlamentari di Forza Italia Fucsia Nissoli, deputata eletta in Centro e Nord America, e Maria Spena.
Interverranno Giovanni Maria De Vita, Consigliere d’Ambasciata – Responsabile del Progetto “Turismo delle radici” del MAECI; Claudia Bettiol – Premio Town Ambassador; Riccardo Frattaroli – Sindaco di Settefrati; Tony Malizia – Canneto Society di Toronto; e Giampaolo D’Andrea – Consigliere del Ministro Beni culturali e Storico.
Modera Gianni Lattanzio, segretario generale di “Ambientevivo”




La Camera di Commercio Italo-Dominicana promuove il turismo nautico

turismo nautico 423x232

turismo nautico 423x232Nonostante la crescita dell’industria nautica nella Repubblica Dominicana sia stata positiva, sono necessari porti migliori e più centri servizi per accogliere il flusso di barche che restano in navigazione per non trovare punti di ormeggio dove approdare, il che sottrae l’ingresso economico alle demarcazioni situato nelle zone costiere.

Dei 2.300 punti di ormeggio nel paese, solo sette soddisfano le caratteristiche fisiche per le imbarcazioni da diporto. Delle 7.000 barche all’anno che navigano lungo la costa settentrionale, solo 800 possono sostare in uno dei sette punti di ormeggio, come informano i direttori dell’industria nautica dominicana che hanno partecipato a una discussione sulle prospettive e le tendenze del turismo nautico nel paese esponendo le condizioni accessibili per incrementare il turismo nautico.

Hanno precisato, nell’incontro tenuto dalla Camera di Commercio italo-dominicana (CCDI), con il supporto dell’Ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana, che durante l’anno ogni yacht da diporto che fa scalo nel territorio dominicano lascia circa 8.000 dollari al mese per le spese correnti, a cui si aggiungono manutenzioni, assicurazioni e dipendenti.

Diego Fernández, membro del Consiglio di amministrazione del CCDI, ha indicato che è il primo di numerosi incontri che l’istituzione vuole tenere per promuovere il turismo nautico, secondo quanto scrive il quotidiano Diario Libre.

Ha spiegato che l’obiettivo dell’agenda del turismo in barca a vela è dimostrare l’impatto economico che questo tipo di attività ha sui paesi con la creazione di nuove fonti di occupazione che promettono di migliorare la qualità della vita delle famiglie.

arecoa.com




Bandiere Blu: ecco le località italiane premiate per il 2022

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102859309 7f51398a 90b0 4675 902c 4359ac31ef5dEcco, regione per regione e provincia per provincia, l’elenco dei 210 Comuni rivieraschi (mare e/o lago) che hanno ottenuto quest’anno la Bandiera Blu 2022 assegnata dalla Foundation for Environmental Education (FEE)

Piemonte

  • Provincia di VERBANO-CUSIO-OSSOLA: Cannobio e Cannero Riviera; provincia di NOVARA: Gozzano.

Lombardia

  • Provincia di BRESCIA: Gardone Riviera.

Trentino alto adige

  • Provincia di TRENTO: Bedollo, Baselga di Pine’, Pergine Valsugana, Tenna, Calceranica al Lago, Caldonazzo, Lavarone, Levico Terme, Sella Giudicarie, Bondone.

Liguria

  • Provincia di IMPERIA: Bordighera, Sanremo, Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, San Lorenzo al Mare, Imperia, Diano Marina
  • Provincia di SAVONA: Ceriale, Borghetto Santo Spirito, Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze
  • Provincia di GENOVA: Camogli, Santa Margherita Ligure, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, Moneglia;
  • Provincia di LA SPEZIA: Framura, Bonassola, Levanto, Lerici, Ameglia

Toscana

  • Provincia di MASSA – CARRARA: Carrara, Massa
  • Provincia di LUCCA: Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio
  • Provincia di PISA: Pisa
  • Provincia di LIVORNO: Livorno, Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Piombino, Marciana Marina;
  • Provincia di GROSSETO: Follonica, Castiglione della Pescaia, Grosseto

Friuli Venezia Giulia

  • Provincia di GORIZIA: Grado
  • Provincia di UDINE: Lignano Sabbiadoro

Veneto

  • provincia di VENEZIA: San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia, Chioggia;
  • Provincia di ROVIGO: Rosolina, Porto Tolle

Emilia Romagna

  • Provincia di FERRARA: Comacchio;
  • Provincia di RAVENNA: Ravenna, Cervia
  • Provincia di FORLI’ – CESENA: Cesenatico, San Mauro Pascoli
  • Provincia di RIMINI: Bellaria Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica.

Marche

  • Provincia di PESARO – URBINO: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo
  • Provincia di ANCONA: Senigallia, Ancona, Sirolo, Numana
  • Provincia di MACERATA: Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova Marche
  • Provincia di FERMO: Fermo, Altidona, Pedaso
  • Provincia di ASCOLI PICENO: Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto.

Abruzzo

  • Provincia di TERAMO: Martinsicuro, Alba Adriatica,Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi
  • Provincia di PESCARA: Pescara
  • Provincia di CHIETI: Francavilla al Mare, Fossacesia,Vasto, San Salvo
  • Provincia di L’AQUILA: Villalago, Scanno.

Molise

  • Provincia di CAMPOBASSO: Campomarino.

Lazio

  • Provincia di ROMA: Trevignano Romano, Anzio
  • Provincia di LATINA: Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Minturno.

Campania

  • Provincia di NAPOLI: Vico Equense, Piano di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense, Anacapri
  • Provincia di SALERNO: Positano, Capaccio, Agropoli, Castellabate, Montecorice, Pollica, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola, Camerota, Ispani, Vibonati

Basilicata

  • Provincia di POTENZA: Maratea
  • Provincia di MATERA: Bernalda, Pisticci, Policoro, Nova Siri

Puglia

  • Provincia di FOGGIA: Rodi Garganico, Peschici, Zapponeta
  • Provincia di BARLETTA – ANDRIA – TRANI: Margherita di Savoia, Bisceglie
  • Provincia di BARI: Polignano a Mare, Monopoli
  • Provincia di BRINDISI: Fasano, Ostuni, Carovigno
  • Provincia di TARANTO: Castellaneta, Maruggio, Ginosa
  • Provinciadi LECCE: Melendugno, Castro, Salve, Ugento, Nardò.

Calabria

  • Provincia di COSENZA: Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana
  • Provincia di CROTONE: Ciro’ Marina, Melissa, Isola di Capo Rizzuto
  • Provincia di CATANZARO: Sellia Marina, Soverato
  • Provincia di VIBO VALENTIA:Tropea
  • Provincia di REGGIO CALABRIA: Caulonia, Roccella Jonica, Siderno.

Sicilia

  • Provincia di MESSINA: Alì Terme, Roccalumera, Furci Siculo, Santa Teresa di Riva, Lipari, Tusa
  • Provincia di AGRIGENTO: Menfi
  • Provincia di RAGUSA: Modica, Ispica, Pozzallo, Ragusa.

Sardegna

  • Provincia di SASSARI: Badesi, Castelsardo, Sorso, Sassari, Santa Teresa Gallura, Aglientu, Trinità d’Agultu e Vignola, La Maddalena, Palau, Budoni
  • Provincia di ORISTANO: Oristano
  • Provincia di NUORO: Tortolì, Bari Sardo
  • Provincia di CAGLIARI: Quartu Sant’Elena
  • SUD SARDEGNA: Sant’Antioco.



Rilancio del turismo in Italia: Lega nel Mondo Usa incontra il Ministro Garavaglia

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9garavIl Ministro Italiano del Turismo Massimo Garavaglia, lo scorso 5 maggio, ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione delle campagne promosse da Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, per celebrare le eccellenze italiane e il rilancio dell’immagine della Penisola nel mondo al Consolato Generale di New York.
In questa occasione, ha incontrato, tra gli altri, anche Simone Poggi coordinatore Lega Nel Mondo su NY, che commenta: “è tempo di riaprire l’Italia e portare nuova energia e turismo”.
“L’evento che si svolgerà a settembre ad Alba (Piemonte) con l’Enit è solo l’inizio, il nostro Ministro del Turismo sta facendo un lavoro eccezionale. A Gennaio 2022 – riporta l’esponente leghista – l’Italia era al primo posto come click nei desideri di visita e viaggi”. (aise) 




All’UniCalabria la presentazione del primo rapporto sul Turismo delle Radici

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29rapportoturismoradiciIl progetto di ricerca sul turismo delle radici torna laddove è nato, in Calabria. Lo farà, il prossimo 3 maggio alle ore 9.30 all’Università della Calabria, con la presentazione del primo rapporto su quel turismo generato da emigrati o loro discendenti che tornano in vacanza nel paese di origine proprio o dei propri avi, l’Italia.
Il progetto, che è realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stato portato avanti da diversi anni a questa parte dalla professoressa Sonia Ferrari e dalla dottoressa Tiziana Nicotera dell’Università della Calabria. Torna con questa presentazione nella fucina da cui sono partite le prime indagini a giovani studenti, figli e nipoti di calabresi nel mondo.
Dopo la presentazione ufficiale a novembre del 2021 alla Farnesina, seguita da interventi al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, il progetto sarà oggetto di questo nuovo convegno in Calabria, presso l’aula Caldora dell’Università della Calabria, con il contributo della Camera di Commercio di Cosenza. Tutti gli studi effettuati sono confluiti in tre volumi dell’Egea, in lingua italiana, spagnola e inglese.
Nella versione italiana a stampa il titolo è “Primo Rapporto sul Turismo delle Radici in Italia”, in cui le due autrici, in collaborazione con altre università (Mar del Plata, Torino, Bari, Messina) e altri soggetti istituzionali ed esperti vari, descrivono un fenomeno così importante eppure sottovalutato, dalle grandi potenzialità per lo sviluppo dei territori italiani, specie per quelli del Mezzogiorno come la Calabria.
Si tratta di un’opera ambiziosa e pioneristica che esamina e approfondisce le caratteristiche della domanda, in termini di aspettative, bisogni, livelli di soddisfazione, ma anche i requisiti di un’offerta efficace, fino ad arrivare ad aspetti della comunicazione digitale, nodo cruciale per raggiungere il bacino stimato di 80 milioni di oriundi italiani. La ricerca ha fornito linee guida per gli operatori del settore e ha stimolato la nascita di diverse iniziative concrete per attirare questo target che ha esigenze specifiche, diverse dai turisti internazionali.
A conferire un valore aggiunto alla presentazione del lavoro di Sonia Ferrari e Tiziana Nicotera si succederanno i contributi di importanti personalità. A partire dai saluti istituzionali di Anna Lasso come Dipartimento DISCAG dell’Unical e di Rosaria Succurro in qualità di neo Presidente della Provincia di Cosenza, sarà dato spazio al consigliere Giovanni Maria De Vita del MAECI, che dal 2018 si occupa attivamente di turismo delle radici e che ha sostenuto il progetto di ricerca dell’Unical; poi ancora l’on. Sollazzo in rappresentanza della Confederazione degli Italiani nel Mondo, la più grande organizzazione di italiani nel mondo, che ha 34 sedi nei paesi esteri e raggruppa oltre 200 associazioni; da Mar del Plata si collegherà la professoressa Biasone, parte integrante della ricerca accademica per il focus sull’Argentina come secondo Paese di attuale residenza di italiani all’estero; come università saranno presenti, inoltre, il prof. Santamato dell’Università di Bari che ha condotto, parallelamente all’indagine sui comuni calabresi, un’analoga indagine in Puglia, nonché il prof. Grasso dell’Università di Messina, autore di un caso studio su un comune siciliano e, infine, il prof. Serricchio di Unimol, con cui si attiverà una summer school dedicata a giovani discendenti di emigrati italiani; Pasquale Guaglianone arricchirà la sessione grazie alla grande esperienza sul campo attraverso i suoi servizi per “L’Italia con voi” di Rai Italia; si parlerà anche di PNRR con riferimento a borghi e forme di turismo sostenibili come il turismo delle radici insieme all’arch. Maida della Provincia di Vibo; tra le iniziative appena avviate per cogliere le opportunità di questo turismo vi è l’APS “Energie per le Radici” rappresentata dal vice-presidente Coia; le conclusioni saranno poi affidate a Klaus Algieri, Vice Presidente di Unioncamere. (aise) 




C’è uno squalo nel mare calabrese ed “è una buona notizia”

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L’AGI ha chiesto a un esperto, il biologo marino Silvio Greco, della Stazione Zoologica Anton Dohrn, se ci sono motivi d’allarme. “Assolutamente no, anzi dobbiamo essere contenti per questo evento, – dice Greco – ormai è una rarità vederne uno, un tempo invece era normalissimo”.

“È una bella notizia e non bisogna avere paura – dice Greco – perché non esiste nessun caso di attacchi da parte di questi animali, anzi siamo noi a ucciderli e li spacciamo per altri pesci, li tarocchiamo”. Ma perché questo squalo si è avvicinato così tanto a riva? “Ci sono due motivi, essenzialmente: il primo – dice Greco – è per uccidere i parassiti che ha sulla pelle, strisciando sulla sabbia, e la seconda possibilità è che stesse partorendo, loro hanno questo tipo di comportamento”.

Una domanda anche sulle condizioni del mare. “Non sta per niente bene – afferma seccamente Greco – perché abbiamo una mala depurazione, con centinaia di sversamenti illegali che arrivano a mare. È uno dei mari a più alta biodiversità del pianeta, ma lo stiamo riducendo a una fogna”.

agi.it




Il Parco del Gran Paradiso festeggia 100 anni

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parco nazionale gran paradiso e1650711858680Cento anni per la tutela della natura, per difendere e valorizzare il territorio, la flora e la fauna del nostro Paese, primo in Europa per biodiversità. In occasione della Giornata internazionale della Terra, si sono aperte le celebrazioni per il centenario della fondazione del Parco Nazionale Gran Paradiso, accomunato nella ricorrenza a quello di Abruzzo, Lazio e Molise. Tre giorni di convegni, incontri e approfondimenti dedicati allo sviluppo sostenibile e alla conservazione della biodiversità, che si terranno fino a domenica all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il simbolico avvio è stato dato alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha assistito all’incontro inaugurale.

Tre giornate per festeggiare cent’anni di storia e per interrogarsi sulle prospettive future di una inestimabile riserva di biodiversità, soprattutto alla luce delle sfide epocali della transizione ecologica e della lotta alla crisi climatica. Ad aprire i saluti istituzionali, tra gli altri, di Ilaria Fontana, sottosegretaria al ministero della Transizione ecologica, e Italo Cerise, presidente del Parco Gran Paradiso.

“La Giornata mondiale della Terra è l’occasione ideale per festeggiare questi Parchi grandiosi, cent’anni di storie che si intrecciano e si muovono su un solco comune: la conservazione della natura e la protezione della fauna – ha dichiarato la sottosegretaria alla Transizione ecologica Ilaria Fontana – I Parchi sono degli inestimabili laboratori di sostenibilità e circolarità, e per questo avranno un ruolo da protagonisti all’interno della sfida della transizione ecologica e nella lotta alla crisi climatica in atto”.

“La presenza del presidente della Repubblica alle celebrazioni del centenario dei nostri due Parchi oltre a confermare la sua attenzione e sensibilità ai temi dell’ambiente naturale del nostro Paese e alla sua tutela – ha dichiarato Italo Cerise, presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso – è un prestigioso riconoscimento per l’azione svolta dai nostri due Parchi e da tutto il sistema delle Aree protette a favore della biodiversità e dello sviluppo sostenibile delle comunità che vivono al loro interno”.

Il lavoro congiunto dei due Parchi permetterà di rafforzare i legami, condividere intenti, buone pratiche, strategie e attività di pianificazione comuni, di grande rilievo a livello nazionale e internazionale. Le azioni programmate comprendono, oltre ad eventi istituzionali e celebrativi, anche convegni scientifici, scambi e progetti per il coinvolgimento delle altre aree protette, delle guide e dei visitatori; attività d’intrattenimento; campagne di comunicazione; analisi standardizzata con utilizzo dei big-data dei flussi di visitatori nei due Parchi per il monitoraggio della situazione ex-ante ed ex-post del centenario.

Intervistato dall’agenzia Dire a margine dell’evento, il presidente della Valle D’Aosta, Erik Lavevaz, ha dichiarato che il centenario è “un evento importante per rilanciare la valorizzazione dei nostri territori e dei nostri parchi. I parchi sono un elemento di sperimentazione scientifica e ambientale per tutto ciò che riguarda la sostenibilità ambientale ed ecologica – ha aggiunto – che è la sfida che tutti noi dobbiamo affrontare per il nostro futuro, per restituire alle prossime generazioni una Terra migliore di quella che abbiamo ricevuto in eredità”.

LE ATTIVITÀ PER CELEBRARE IL CENTENARIO

C’è stata poi l’inaugurazione del Villaggio dei Parchi, con circa 30 stand informativi gestiti dal personale dei Parchi nazionali, di Federparchi e delle riserve Naturali Statali che sarà aperto al pubblico in questo weekend. In programma poi il convegno ‘100 anni di conservazione di ambienti e specie protette: buone pratiche e criticità’, che ha l’obiettivo di fare il punto sulla conservazione in Italia e nel mondo, e di aprire un dibattito sulle sfide future. Previsto anche un concerto a cura dell’Orchestra nazionale dei Conservatori italiani, organizzato d’intesa con il ministero dell’Università e della Ricerca.

Le celebrazioni si chiuderanno con la premiazione del concorso internazionale ‘Fotografare il Parco – Edizione 2021’, e con la presentazione del libro ‘Parco Nazionale Gran Paradiso – 100 anni e cento ancora’ e del progetto ‘La Natura accessibile’, a cui seguirà un incontro per parlare delle due specie simbolo dei due Parchi centenari: l’orso e lo stambecco. Tutto il programma dettagliato degli eventi è disponibile sul sito 100anniparchi.it.

IL PRESIDENTE DEL PARCO, CERISE: “SIAMO UN LABORATORIO A CIELO APERTO”

“Il Parco, come tutte le aree protette, rappresenta anche un laboratorio a cielo aperto per poter studiare fenomeni come i cambiamenti climatici. Noi in particolare, per quanto riguarda il Parco del Gran Paradiso, li studiamo da 40 anni, dagli Anni 80, da quando abbiamo visto che l’innevamento non era più quello dei decenni precedenti. È venuta a mancare la neve, fattore limitante per le specie più rappresentative: gli stambecchi e i camosci“. Così il presidente del Parco del Gran Paradiso, Italo Cerise, a margine dell’apertura delle celebrazioni per il centenario del Parco del Gran Paradiso all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

“Da allora si sono succedute una serie di trasformazioni che stiamo studiando, a partire dalla retrazione dei ghiacciai – ha aggiunto Cerise – Nel Parco del Gran Paradiso sono presenti più di 50 ghiacciai, alcuni di questi sono già completamente estinti. Noi continuiamo a studiarli con il corpo di sorveglianza, così come continuiamo a fare delle ricerche scientifiche per analizzare e capire con gli istituti di ricerca e le università che cosa succede per quanto riguarda la perdita di biodiversità. La funzione essenziale che i parchi devono svolgere è proprio la conservazione“, ha concluso il presidente del Parco Gran Paradiso.

LAVEVAZ: “È GIOIELLO DELLA VALLE D’AOSTA”

“Il Parco del Gran Paradiso per noi è un gioiello che cerchiamo di valorizzare. Cento anni di storia è un traguardo importantissimo, festeggiato per altro in un giorno molto particolare, la Giornata mondiale della Terra, in un anno altrettanto particolare in cui i nostri territori e il Parco del Gran Paradiso stanno soffrendo molto a causa della siccità“. Lo ha detto il presidente della Valle D’Aosta, Erik Lavevaz, intervistato dall’agenzia Dire a margine dell’apertura delle celebrazioni per il centenario del Parco del Gran Paradiso all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Lavevaz ha dichiarato che il centenario è “un evento importante per rilanciare la valorizzazione dei nostri territori e dei nostri parchi. I parchi sono un elemento di sperimentazione scientifica e ambientale per tutto ciò che riguarda la sostenibilità ambientale e ecologica – ha aggiunto – che è la sfida che tutti noi dobbiamo affrontare per il nostro futuro, per restituire alle prossime generazioni una Terra migliore di quella che abbiamo ricevuto in eredità“.

ag. DIRE – www.dire.it




I santuari dei boschi: alla scoperta di alcuni gioielli architettonici del Roero

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vezza+alba+piemonteTerra dai grandi presidi eno-gastronomici il Roero fa rima con Barbera,  Nebbiolo,  Dolcetto,  Bonarda e  Moscato e  con vitigni di straordinaria bontà come l’Arneis, la  Favorita e il Birbét (un particolare tipo di Brachetto)  ma è anche un’area d’elezione del tartufo, con il profumato  Tuber magnatum Pico  fiore all’occhiello  per le eccezionali qualità di profumo e di gusto. E senza dimenticare l’importanza le “Pesche ripiene”, “pesche di vignà” e “pesche al vino”, le “ciapule”, i peperoni, le fragole e le nocciole, e le squisite castagne “della Madonna”, una particolare cultivar conosciuta anche come “canalina”, la “carne di fassone” gli strozzi di Castagnito, i Pampavia di Ceresole, i Friciò, le paste di meliga, i galauciu e i salòt. E’ un percorso segnato dal gusto quello che sale attraverso il profilo collinare che ha reso il Roero il versante selvaggio e ribelle del fiume Tanaro  e una vera miniera di quell’Made in Italy  legato alle peculiarità del territorio. Ma è anche un itinerario intriso di architetture sacre immerse nel verde di un angolo di Piemonte entrato a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Da scoprire lentamente, magari usando un mezzo ecologico per salire ad esempio sulla collina di Mombirono di Canale. Da qui sarà possibile allora abbracciare dall’alto la straordinaria bellezza del Roero, mentre a  Montà, il Santuario dei Piloni della Via Crucis, formato da una chiesa dedicata all’apostolo Giacomo e da cappelle immerse nel verde del bosco, si presenta al visitatore  lungo la strada che sale a raggiungere il punto più alto della collina.

chiesa madonna dei boschiIl Santuario della Madonna dei Boschi, a Vezza d’Alba, ad una navata in stile romanico, sorge in un punto panoramico e venne edificata nel XII secolo. Nel 1471 il vescovo di Asti ne concesse il giuspatronato ai Roero i quali, alcuni decenni più tardi, costruirono il convento annesso. La costruzione nel 1731 della volta sulla navata ha avuto l’effetto di confinare nel sottotetto un prezioso affresco gotico raffigurante l’Annunciazione, dipinto verso la fine del XV secolo. Nella cripta, dal 1608 alla fine dell‘800 vennero sepolti vari esponenti della famiglia dei Roero di Vezza e di Guarene. Il Santuario di Madonna   si raggiunge in macchina, oppure a piedi percorrendo il sentiero del Tasso, caratterizzato da una grande varietà paesaggistica . Il sentiero deve il suo nome ad una delle località che attraversa: la Val Tassera (anticamente Vallis taxeria), conosciuta proprio per le numerose tane di tasso che ospita nei suoi anfratti più nascosti. Questo mammifero trova nel Roero l’ambiente adatto alle sue esigenze di vita riservata e per lo più sotterranea negli “angoli” meno frequentati dei boschi fitti. Vezza d’Alba è anche la terra di nascita di mons. Piero Rossano, che vi nacque nel 1923 (morì a Roma nel 1991). Per conservare la memoria e far rivivere l’eredità spirituale e culturale di mons. Rossano (fu teologo, biblista, uomo di cultura cosmopolita, attenta al dialogo tra i popoli e le religioni)  nel 1997 si è costituito il Centro studi Piero Rossano, voluto da un gruppo di amici, con la collaborazione della diocesi e del seminario di Alba, parrocchia e comune di Vezza, famiglia Rossano, Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Pontificia università lateranense, diocesi di Roma, Pontificia accademia delle scienze, altre realtà culturali ed ecclesiali.

A Santo Stefano Roero impossibile evitare una visita alla chiesetta di San Michele “de Anterisio” (dal 1919 dichiarata monumento nazionale) che anticamente sovrastava l’abitato di Anterixio, prima della sua distruzione a opera degli astigiani nel 1256. Conosciuta già nel 1041 (l’imperatore Enrico III l’affidò alla chiesa di Asti), nel 1065 essa venne citata nella donazione di Adelaide di Susa al vescovo di Asti e nel 1717 fu salvata  dall’abbattimento grazie agli abitanti del luogo che, a proprie spese, la ricostruirono nel 1719.

Il paese ha accolto un’altra straordinaria figura missionaria. Vincenzo Molino chiuse infatti proprio in questa cittadina il suo percorso umano che lo aveva visto nascere a Mussotto d’Alba nel 1929 e diventare parroco di San Giuseppe Castagnito nel 1967   e poi missionario nelle terre desertiche del Kenya per oltre 30 anni, fino al ritorno nel suo amatissimo Roero.

santuario tavoletoIl percorso alla scoperta dei luoghi sacri del Roero non può prescindere dal Santuario del Tavoletto di Sommariva Perno, situato nella in cima a una collina in posizione panoramica e suggestiva, dove anticamente, tra XI e XIII secolo, vi era la “villa”, un feudo costituito dal castello e un piccolo borgo.sommariva perno santuario madonna di tavoleto interno

Del borgo, abbandonato verso la fine  del XIV secolo,   rimase soltanto l’antica chiesa parrocchiale intitolata alla Madonna.

Ricostruita nelle forme dell’attuale santuario verso la metà del Seicento conserva anche il  campanile del 1662, probabilmente su una base di muratura preesistente.

L’edificio si presenta a pianta rettangolare, a navata unica con l’interno completamente ridipinto dal pittore albese Fedele Finati nel 1904.

Tuttavia affiorano alcune tracce di figure ed ornati ad affresco preesistenti e probabilmente databili al XVII o XVIII secolo. La decorazione plastica visibile sulle volte della navata centrale è databile intorno al 1770, così come quella dell’altare laterale a destra e dell’edicola presbiteriale che un tempo accoglieva la statua della Madonna del Rosario. La cornice, al centro dell’alzata, ornata con teste di putti e nuvole, un tempo ospitava la pala d’altare con la quattrocentesca Pietà attribuita a Giovanni Martino Spanzotti.

 

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La Pieve di San Servasio a Castellinaldo, sorge su un punto panoramico di pregio ed è dedicata al vescovo di Tongres del IV secolo, celebre per la sua lotta contro l’eresia Ariana.

Ha mantenuto la sua atmosfera quieta e riflessiva e al suo interno due deliziosi cicli di affreschi cinquecenteschi.

pieve di san servasio castellinaldoLa  Pieve di San Vittore a Priocca fu confermata al vescovo dall’imperatore Enrico III nel 1041. Di impronta protoromanica, la  piccola cappella attuale conserva, dell’antico edificio, la navata centrale e la sinistra, con absidi semicircolari romaniche caratterizzate, all’esterno, da lesene e archetti pensili e aperture a doppia strombatura.

la Pieve romanica di S.Vittore a Canale , la Chiesetta di fraz. Madonna di Loreto a Canale, (con il suo  affresco del 1400 “Madonna col bambino”), la Chiesetta di fraz. San Pietro degli Occhetti di Monteu Roero e la Parrocchia di Sant’Antonio Abate (Vecchia Parrocchia) a Montà rappresentano altrettante tappe di un percorso suggestivo che si chiude a Guarene  con la  Chiesa dell’Annunziata,  un vero gioiello barocco recentemente restaurato.

La primitiva chiesa fu costruita fuori dalle antiche mura, sulla strada che conduceva ad Alba verso la metà del XVI secolo. Il primitivo antico oratorio portava il nome di “Nostra Signora“, “Ecclesia Beate Marie Virginis ad portam Vallis Ville”, come viene chiamato nelle fonti in latino di fine ‘500.   L’antico oratorio, di dimensioni piuttosto modeste (la larghezza interna era di circa cinque metri) non aveva né coro né abside; l’altare, in legno, poggiava direttamente sul muro di fondo. Solo nel 1679 venne affiancato da un campanile di piccole dimensioni. Quale significativo esempio di architettura sacra del ‘700 piemontese nel 1909 la Chiesa dell’Annunziata è stata dichiarata “Monumento pregevole di arte e storia”.




Riscoprire le radici marchigiane: Regione Marche presenta il progetto “Turismo di ritorno”

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7turismoradicimarcheTornare nel borgo natio dei nonni partiti in cerca di fortuna, per conoscere o riscoprire le proprie origini, ritrovare i paesaggi e i profumi dell’infanzia e vivere nelle piazze quelle tradizioni mai dimenticate o conosciute solo attraverso i racconti dei più grandi o qualche foto sbiadita ritrovata in un cassetto. È questa la suggestiva idea di base dell’iniziativa “2023 Anno del Turismo di Ritorno. Alla Scoperta delle Origini” rivolta agli italiani residenti all’estero e agli oltre 70 milioni di connazionali di 2°, 3° e 4° generazione che vivono all’estero. Il progetto ed il Comitato regionale marchigiano, sono stati presentati oggi, 7 aprile, nella sede della Regione Marche dal presidente della Rete Destinazione Sud, Michelangelo Lurgi. Con lui, presenti all’evento sia il presidente regionale, Francesco Acquaroli, che il presidente della Camera di Commercio Marche, Gino Sabatini.
Si stima che i marchigiani all’estero e i loro discendenti possano essere circa un milione e mezzo di persone. Le comunità più numerosa è quella in Argentina, ma tanti marchigiani sono anche in Brasile, in Uruguay, in Canada, negli Stati Uniti e in Europa: Belgio, Lussemburgo, Svizzera e Germania.
“Le Marche sono stata una regione di emigranti, e questa iniziativa si rivolge a loro, ai figli, ai nipoti, ai discendenti di coloro che dalle Marche hanno raggiunto altre mete e altri continenti, con l’obiettivo di far loro conoscere e scoprire le proprie origini, le proprie radici. Un fenomeno che può diventare un’opportunità per la nostra regione. Parliamo di un bacino di possibili turisti – ha sottolineato Acquaroli – che apre a scenari interessanti per l’intero comparto turistico ed economico marchigiano di rilancio post-Covid. Con la ripresa degli spostamenti aerei soprattutto dai paesi oltreoceano, potrà essere incentivato un vero e proprio flusso costante con le Marche. Poiché il target è molto ampio, si tratta di costruire un’offerta turistica strutturata con adeguate strategie. Fare in modo che il turista delle radici sappia che è un turista “speciale” facendo leva sul senso di ‘appartenenza’ e che le sue domande di scoperta delle origini possano trovare delle risposte chiare attraverso un’offerta ad hoc. Il turismo delle radici non è tanto quello delle grandi mete classiche, ma proprio di quei luoghi, spesso piccoli paesi e dei borghi dai quali molti marchigiani sono partiti nei secoli scorsi e questa iniziativa è in perfetta coerenza con la legge per la valorizzazione dei borghi approvata dalla Regione”.
“La riscoperta della propria Italianità – ha spiegato Lurgi – e l’orgoglio delle proprie origini vuole essere il pretesto per invitare i nostri connazionali all’estero non solo a tornare in Italia per turismo, ma anche per invitarli a investire per rivitalizzare intere aree del Paese, creando lavoro e occupazione, valorizzando competenze e creando nuovi sbocchi per il mercato alla luce anche di quanto sta accadendo con le sanzioni alla Russia. L’obiettivo è dare vita a un Expo internazionale dell’italianità. Abbiamo già circa 500 gli eventi in programma in tutti i territori della Penisola, dove ogni Regione e ogni Comune, in sinergia con le imprese, potrà esporre le proprie eccellenze culturali, produttive, enogastronomiche e turistiche. Le Marche, visto il nutrito numero di marchigiani all’estero tra i quali si distinguono anche molti imprenditori di successo e figure che rivestono ruoli di prestigio o istituzionali nei loro Paesi di residenza, potrebbero essere anche la regione capofila che ospiterà il workshop mondiale collegato al progetto”.
“È importante aver agganciato questa progettualità nazionale – ha proseguito Sabatini -. Camera Marche la appoggia a pieno, tanto da averla presentata anche alla presidenza di Unioncamere. Le numerose comunità di marchigiani all’estero sono un bacino turistico prezioso ed esclusivo: molti nostri corregionali potrebbero scegliere di visitare la terra delle loro origini. E decidere di tornarvi, specie se si potesse contare su una adeguata politica di defiscalizzazione per residenti di ritorno in terza età. Il Presidente Acquaroli, che ha tenuto per sé la strategica delega del Turismo, saprà mettere a frutto questo progetto, noi, anche col nostro delegato Massimiliano Polacco, faremo la nostra parte proponendo la progettualità anche all’interno di strategie di internazionalizzazione”.
Un’azione riguardante il “turismo di ritorno” è prevista anche all’interno del Programma per i marchigiani all’estero varato dalla giunta regionale ed è stata inserita tra i progetti strategici: prevede il coinvolgimento degli operatori turistici marchigiani che potranno elaborare dei pacchetti turistici ad hoc che saranno poi promossi all’interno del sito www.turismo.marche.it o altra piattaforma che sarà creata, e trasmessi alle realtà associative estere. Nell’elenco dei Comuni che hanno già aderito ufficialmente al progetto, quelli marchigiani sono 17 ma altrettanti hanno manifestato l’interesse a partecipare e la lista è in continuo aggiornamento: Acquasanta Terme, Acquaviva Picena, Amandola, Borgo Pace, Cantiano, Carassai, Comunanza, Gradara, Mergo, Pergola, San Ginesio, San Lorenzo in Campo. Partners sono: Uncem, Unpli, Bim Tronto, Unione Montana Monti Azzurri, ITS turismo e nuove tecnologie, Consulta Marchigiani all’Estero, Borghi più belli d’Italia, Consorzio Discover Italy. (aise) 




‘Italia in bici’, il cicloturismo e le sue potenzialità

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repower italia bici us2Cicloturismo come alternativa di mobilità sostenibile. Questo il tema al centro della prima edizione del report ‘Italia in Bici: scenari, protagonisti e indotto’, realizzato da Repower e Università Iulm. “Presentare uno studio del genere ci permette di mettere in evidenza e avere conferma di alcune intuizioni che abbiamo maturato durante la pandemia. La prima e più importante è che il fenomeno del cicloturismo non è affatto passeggero e rappresenta una grande opportunità, in primis per mettere a sistema le risorse locali in chiave turistica – spiega Fabio Bocchiola, country manager Repower Italia – Con questa analisi Repower non rilancia solo il proprio impegno per elettrificare le ciclovie d’Italia, ma si mette a disposizione degli stakeholder di settore per supportarli nel potenziare i propri strumenti di marketing territoriale”.

In questa prospettiva si colloca il report elaborato dal Cecoms – Centro per la Comunicazione strategica dell’Università Iulm. Secondo il rettore dell’ateneo, Gianni Canova, “questo report può essere una chiave della ripartenza ecologica e dolce del Paese in vista dell’estate dopo i due anni di pandemia che abbiamo vissuto“.

Cicloturismo e impatto economico – Prima della pandemia di Covid-19, nel 2018, il movimento dei viaggiatori in bici in Europa produceva un impatto economico stimato in 44 miliardi di euro: un dato impressionante che certamente ha trovato ulteriore impulso nell’ultimo biennio, anche grazie all’ingresso di nuove fette di utenti in questa forma di turismo. Il fenomeno della e-Bike, con il suo +44% di vendite in Europa nel 2020 in confronto all’anno precedente, è senz’altro uno dei principali driver di questo processo. L’impatto del boom della bicicletta non è solo culturale e sociale ma anche economico e le sue opportunità, anche in vista delle risorse del Pnrr, dovranno essere al centro delle strategie di sviluppo delle località e della visione dei player economici, a cominciare dai singoli imprenditori del turismo. Centrale è la creazione e lo sviluppo delle cosiddette ciclovie, itinerari ciclabili a medio-lunga percorrenza, frutto tanto del disegno di nuove e di recupero di vecchie direttrici dismesse.

I benefici delle ciclovie – Secondo i dati del report ‘The Benefits of Cycling (2018)’ dell’Ecf (European Cyclists’ Federation), un maggiore utilizzo della bicicletta condurrebbe a un risparmio in spese sanitarie fino a 110 miliardi di euro e di 3 miliardi di litri di carburante annui oltre e alla riduzione di inquinamento ambientale e acustico. Le ciclovie decongestionano anche le strade trafficate. A questo si affianca il tema del marketing territoriale, che nel caso del cicloturismo va a coinvolgere non solo le destinazioni più blasonate, ma favorisce lo sviluppo anche di aree meno frequentate. Secondo le stime Fiab, ogni euro investito in ciclovie ne restituisce 3,5 al territorio, e a progetto ultimato ogni chilometro di percorso genera un indotto annuo sulla zona attraversata di 110.000 euro. Una rete strutturata e ben diffusa di ciclovie potrebbe portare, sempre secondo Fiab, 2 miliardi di euro annui nelle casse italiane.

Il decalogo delle ciclovie – L’analisi delle esperienze di successo, in Italia e in Europa, ha consentito a Repower e Iulm di delineare il framework di una ciclovia competitiva sullo scenario dell’offerta turistica: un decalogo di caratteristiche essenziali, una vera e propria checklist per guidare chi vuole credere e investire nel cicloturismo.

Il report conduce nell’analisi dei diversi profili di ciclisti. Questa analisi parte da un dato di fatto: la forte digitalizzazione del cicloturista e del ciclista, indubbiamente una grande opportunità in termini di offerta turistica e comunicazione profilata. Se, infatti, l’83% dei cicloturisti dichiara una curiosità diffusa per il territorio in cui soggiorna, che soddisfa tanto con esperienze in bicicletta che non, esiste una nutrita fascia di utenti che non viaggia in bicicletta, ma la sceglie volentieri per vivere specifiche esperienze sul territorio, aprendo la porta ad ulteriori sviluppi dell’offerta turistica. Basti pensare al fatto che il 54% dei turisti enogastronomici gradisce l’opportunità di prendere parte ad un itinerario in bicicletta o e-bike.

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