Versilia e Argentario, la ritirata del turismo russo ora fa paura

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155843836 8fb96c62 f35e 416b 9eca 72b7245ce087AGI – Fino ad ora erano visti con grande favore, perché quando arrivavano in Toscana la loro presenza era abbinata ad affari immobiliari milionari e shopping da favola. Ora la popolarità dei russi, dopo l’invasione dell’Ucraina, è precipitata, ma soprattutto tra sanzioni, congelamenti di beni e rapporti diplomatici ai minimi termini l’estate in arrivo annuncia una ritirata del fronte turistico più ricco. E in tanti cominciano a temere per una nuova crisi che si aggiunge a quella post pandemia.

Cominciano infatti già a fioccare le prime disdette dei turisti russi di alta fascia per l’affitto delle ville per le vacanze nella prossima stagione. Alcuni clienti abituali hanno infatti fatto sapere che non potranno venire in Versilia proprio a causa della guerra in Ucraina. Ed erano proprio i russi a coprire gran parte delle richieste delle abitazioni più esclusive di Forte dei Marmi, con prezzi che arrivavano fino a 250mila euro a stagione.

“Dalla Russia si sono già fatti vivi per far sapere che non verranno. E lasceranno sfitte le abitazioni che prendevano in affitto estate dopo estate”, spiega un agente immobiliare che opera soprattutto con i turisti stranieri. “Confidiamo che parte di questa fetta di mercato possa essere rimpiazzata dai turisti italiani. Ma, a livello di affari, non potrà essere la stessa cosa”.

Stessa preoccupazione all’Argentario, dove sono finiti nel mirino i magnati del petrolio Arkady e Boris Rotenberg, proprietari della Tenuta Olmo, con quasi 6 ettari di parco. La magnifica proprietà acquistata dall’ex presidente del Bologna calcio, Gazzoni Frascara, si trova nell’interno del monte e alle spalle della spiaggia di Pozzarello, subito prima di Porto Santo Stefano. Il valore stimato è di 16 milioni di euro.

Lì vicino, a Porto Ercole, i sigilli sono stati apposti a Villa Feltrinelli, adiacente a Cala Grande, dimora di proprietà del magnate russo-ucraino con cittadinanza tedesca German Khan, fondatore del colosso Alpha Group. Se si aggiungono le due residenze alle tante ville prese in affitto dai russi a prezzo galattici, si capisce la pesante ricaduta per l’indotto di giardinieri, marinai, cuochi, guide turistiche, esperti di immersioni, interpreti, esperti in sicurezza personale.

Non c’è categoria che la prossima estate non ne risentirà, spiegano in un’agenzia di collocamento stagionale.

Ma sono in tanti, soprattutto lungo le coste tra Forte dei Marmi e l’Argentario a tenere ben presente che decine di ville ma anche alberghi, locali e quote azionarie di attività imprenditoriali sono di proprietà della ricca cerchia di oligarchi che ruota intorno a Putin. E solo una minima parte di loro è finita per il momento nelle black list.

A Forte dei Marmi, dove in estate trascorrono, o forse sarebbe meglio dire trascorrevano, le proprie vacanze molti dei personaggi più in vista di Mosca e San Pietroburgo, sono tante le dimore scelte come “buen ritiro” lontano dagli occhi indiscreti (almeno fino ad ora) dell’opinione pubblica internazionale.

Fra i nomi più in vista del mondo politico-finanziario russo, spiccano fra gli altri quelli di Artem Avetisyan, magnate che sembrava intenzionato a trasferirsi proprio a Forte dei Marmi, o di finanzieri del calibro di Aleksandr Khloponin e Mikhail Prokhorov. Sempre a Forte dei Marmi ha stabilito il suo quartier generale anche Oleg Tinkov, uomo d’affari che è stato inserito nella classifica dei venti uomini più ricchi della Russia, che qui ha acquistato un albergo a due passi dall’iconico Pontile di Forte dei Marmi trasformandolo in un resort extralusso (che ha poi ribattezzato “La Datcha”).

E, non contento, al suo personale monopoli ha aggiunto anche uno degli stabilimenti balneari più esclusivi della capitale vip del turismo versiliese. Ma Tinkov – come lui stesso ha tenuto a ricordare in questi giorni – non fa parte del “cerchio magico” di Putin, ma semmai è fra gli imprenditori considerati “meno vicini” al presidente russo.

A non molti chilometri di distanza dalla Versilia dorata, nell’ancor più protetta campagna della Lucchesia, Oleg Savchenko ha invece acquistato di recente Villa Lazzareschi a Camigliano di Capannori, investimento da svariati milioni di euro che da qualche giorno è però finito sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di finanza italiana.

C’è poi chi la Toscana l’ha scelta non tanto per trascorrervi le vacanze e comprare casa, quanto per fare affari. È il caso di Roman Trotsenko, già proprietario di una serie di aeroporti in Russia, che è diventato azionista di riferimento della società che gestisce l’aeroporto di Grosseto. A suo tempo dichiarò che l’investimento maremmano era dettato dall’amore per la Toscana ma anche dalle potenzialità di uno scalo che si pone a poca distanza da Roma e Firenze. Ora, però, il suo progetto sembra essere ad alto rischio.




Il turismo delle radici – una nuova opportunità per la pianura veronese: presentazione a Bovolone

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12radiciSabato prossimo, 19 marzo, l’auditorium Comunale di Bovolone (Verona) ospiterà, dalle 16.30, la presentazione “Il turismo delle radici – una nuova opportunità per la pianura veronese”.
– che si terrà in presenza sabato 19 marzo alle ore 16.30 presso
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale, di Luciano Corsi, vicepresidente dei Veronesi nel mondo, e di Francesca Toffali, assessore al turismo del Comune di Verona.
Quindi, interverranno Riccardo Giumelli, sociologo e docente dell’Università di Verona, e Alessandro Lanteri, già docente dell’Università di Trento. Le conclusioni saranno affidate a Caludio Valente, presidente del Circolo Pianura Veronese dei Veronesi nel mondo.
Modera Federico Melotto, direttore della Fondazione Fiorono di Legnago.
L’evento sarà trasmesso in diretta sulla pagina facebook dei Veronesi nel mondo. (aise) 




Quanto vale il turismo russo che l’Italia rischia di perdere

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183518561 87f3adca 43e5 4a46 b585 c5316f14d9a2AGI – Il turismo a “cinque stelle”, per capacità di spesa e anche per numero di presenze in Italia? È quello russo. E non è un fenomeno né di ieri né dell’altroieri, ma data dalla metà degli annI Ottanta. Basti pensare che a meta 1991, rispetto ai cinque anni precedenti, il turismo da parte di quella che era all’epoca ancora l’Unione Sovietica, si era letteralmente quadruplicato: un milione di presenze contro un milione e trecentomila giapponesi, popolo di girovaghi per eccellenza, sfegatato amante del Belpaese.

Neppure le difficoltà della Perestroyka gorbacioviana, il difficile ciclo economico e lo sfavorevole cambio del rublo di quel periodo avevano impedito al turismo, allora sovietico, di raggiungere livelli di rilievo. Un incremento nemmeno troppo lento ma costante e progressivi, tant’è che l’Enit, l’Ente nazionale per il Turismo, nel marzo del 1995 decise di aprire un ufficio direttamente nella capitale, a Mosca, per favorire e accompagnare il flusso crescente di turisti russi verso il nostro Paese.

Il turismo russo è fatto soprattutto di ‘big spender’. Non solo oligarchi e magnati, ma persone con un certo reddito e tenore di vita. Tant’è che nel 2014 un’indagine sul turismo internazionale dell’Italia, realizzata dalla Banca d’Italia, stabilisce che i russi sono un segmento molto ricco con una capacità di spesa giornaliera che nel solo 2013 è stata di 170 euro, superiore del 65% a quella degli altri turisti stranieri che sono soliti soggiornare in Italia.

Ora tutto questo flusso di presenze e denaro rischia di essere messo in mora dal conflitto Mosca-Kiev, dalla chiusura dei cieli che dal 27 febbraio inibisce agli aerei sovietici di fare scalo anche in Italia. Significativo è questo semplice dato: a partire dal 2009 e fino al 2014 i pernottamenti di turisti russi in Italia sono passati da poco meno di 3 milioni e 600 mila a quasi 8 milioni mentre la spesa è salita da 623 milioni a 1 miliardo e 328 milioni di euro, grazie anche alla capacità di offrire pacchetti differenziati per tutte le tasche: dal turismo deluxe alla formula del “tutto compreso”.

Dell’Italia, i russi amano l’arte, l’ambiente, la moda, lo stile, il cibo, i vini, veri e propri “ambasciatori” che, nel tempo, hanno contribuito a forgiare quell’immagine di Paese che attrae più di tutti anche i turisti e i visitatori dell’est. Tant’è che per i vini, per esempio, Mosca ha ospitato nel maggio 2005 al Grand Hotel Marriot la seconda edizione del Vinitaly Russia (la prima è del 2004) con una partecipazione davvero record, che ha visto di oltre 100 aziende mentre sono state appena una trentina l’anno prima.

Contrariamente a quel che potrebbe accadere oggi, la prima crisi ucraina del 2014 non è riuscita invece a invertire la tendenza e a frenare il flusso dei turisti russi verso lo Stivale. Nonostante la contrapposizione tra Russia e Occidente, la svalutazione del rublo e il rallentamento economico, il turismo russo verso l’Italia all’epoca ha tenuto con una certa efficacia ed è persino cresciuto del 3% rispetto al 2013, secondo i dati emersi nel corso della presentazione del primo Forum sul Turismo italo-russo che si è svolta sempre in quell’anno dal 18 al 19 settembre a Palazzo Reale di Milano.

Tuttavia, il vero salto di qualità del turismo russo in Italia lo si è però avuto a partire dal 2003, quando Vladimir Putin alla fine di agosto è stato ospite di Silvio Berlusconi nella stessa villa in cui nel 2002 avevano già potuto trascorrere qualche giorno in riva al mare le sue due figlie adolescenti: Maria e Iekaterina, ribattezzate in famiglia Mascia e Katia.

E in quello stesso 2003, ad abbronzarsi sulle spiagge del Salento c’è stato pure l’ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov. Poi nel marzo del 2015 è stato lo stesso Vladimir Putin ad annunciare da Mosca, nel corso delle dichiarazioni finali con l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, al termine dell’incontro al Cremlino, che circa 900 mila cittadini russi hanno visitato l’Italia lasciando nel nostro Paese un miliardo di dollari mentre “i nostri investimenti in Italia sono del valore di 2-3 miliardi di euro” a fronte di “oltre 400 aziende italiane in Russia, ciò che rappresenta oltre un miliardo di scambi commerciali” ha tenuto a sottolineare il presidente russo.

Tant’è che nel 2016 l’Enit, in occasione dell’inaugurazione del suo stand al salone turistico Mitt di Mosca, citando stime della Banca d’Italia, fa sapere che i visitatori russi in Italia sono stati il 5,3% in più rispetto al 2015. E lo stesso Ente nazionale per il Turismo nel 2019 è lieto di poter annunciare che i russi amano l’Italia addirittura più della Spagna, che è stata sorpassata per numero di viaggi.

Per assecondare, accarezzare, accompagnare e contribuire a incrementare lo sviluppo dei turisti russi in Italia nel 2009 ci si è messo persino il Codacons, il coordinamento delle associazioni in difesa dei consumatori, che l’11 luglio di quell’anno ha lanciato un servizio ad hoc di “Sos” turistico a favore degli ospiti russi che si apprestano a visitare l’Italia dal titolo “Tourist Protection”.

Si è trattato di un innovativo servizio che ha avuto lo scopo in quel frangente la certezza del diritto per i turisti russi  che subiscano reati contro la persona o il patrimonio nelle principali città storiche e turistiche italiane o che abbiano a che fare con piccoli imprevisti che, considerato l’ostacolo della lingua in un Paese straniero, possono trasformarsi in gravi problemi: ovvero, la possibilità di ricevere, entro 72 ore, una consulenza legale, con l’ausilio di un interprete, nel caso in cui si verifichino reati contro la persona.

Un incentivo a varcare i confini per coloro i quali Bernabo’ Bocca, presidente di Federturismo, già nel 2011 considerava “una manna per l’Italia” in grado di dare “tante soddisfazioni all’Italia, e non solo nelle città d’arte ma anche alle località cosiddette minori”. A partire dal 2003, l’Italia si è spesa molto per facilitare gli ingressi dei russi nel Belpaese, a partire dalla semplificazione delle procedure burocratiche, a partire dal rilascio dei visti non affatto scontato anche per coloro che già all’epoca erano considerati dall’Enit potenzialmente “il più grande serbatoio di utenti europei mai visto”.

Ora la chiusura dello spazio aereo sui cieli europei e italiani provocherà un sicuro stop a questo flusso mettendo in ulteriore seria crisi il settore turistico, già fortemente acciaccato da due anni di pandemia da Covid-19 e sue varianti, mentre anche in Russia, a causa delle sanzioni europee comminate a Putin per l’aggressione all’Ucraina, la crisi economica comincia a farsi sentire ed essere più stringente.




Borghi e turismo delle radici: alla Camera “Le Giornate dell’Emigrazione”

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turismoradiciSi terrà il prossimo 11 marzo, con inizio alle ore 14.00, presso la Camera dei Deputati, a Roma, la presentazione della XV edizione de “Le Giornate dell’Emigrazione”, in cui si parlerà principalmente di borghi e turismo di ritorno.
La presentazione gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e vedrà il Consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De Vita presiedere la tavola rotonda di apertura. Ma son previsti anche molti altri interventi.
La giornata prenderà il via alle ore 14.00 con i saluti iniziali di Salvo Iavarone, Presidente dell’ASMEF, di Luigi Maria Vignali, Direttore Generale della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta all’Estero, Maurizio Gasparri, Senatore, Fabio Porta, Senatore del Pd eletto in Sud America, e Aniello Di Vuolo, Fondazione ITS Bact.
Poi, entrando nel vivo della Giornata, ci sarà la prima delle tre tavole rotonde, riguardo il “Turismo delle Radici come opportunità per uno slancio del settore turismo in Italia”, moderato da Giovanni Maria De Vita, a cui interverranno Fabrizio Ferragni, direttore Rai Italia, Vincenzo Sepe, Presidente Fareambiente, Sonia Ferrari, Docente dell’Università di Cosenza, Giovanni Bastianelli, Direttore esecutivo dell’Enit, Daniele Kilhgren, Imprenditore, e Catia Monacelli del Museo dell’Emigrazione Gualdo Tadino di Perugia.
La tavola rotonda che avrà luogo alle 15.30, invece, sarà moderata dalla Direttrice e vicedirettrice dell’ASMEF, Valeria Vaiano e Silvana Virgilio. Interverranno Fiorello Primi, Presidente Associazione “Borghi più belli d’Italia”, Loreta Di Fazio, Associazione Italia Gens, Angelo Sollazzo, Presidente CIM, Eleonora Principe, Assessora alla Cultura del Comune di Somma Campagna (Verona), Michele Barbet, Sindaco di Guidonia Montecelio (Roma), Virginia Mariotti, Sindaco di San Marco Argentina (Cosenza).
Alle 16.45, tra la seconda e la terza ed ultima tavola rotonda, avranno luogo la presentazione della Start Up dedicata ai borghi, poi la presentazione di Antionio Ragucci della sua “Esperienza di vita da emigrato – Italia Germania 3-1”, con Concita Borrelli, giornalista RAI, e ancora un collegamento con gli Stati Uniti.
Infine, l’ultima tavola rotonda, dal titolo “Energia, Eccellenza, E-Novation: quali prospettive per il Sistema Italia”, moderato da Massimo Lucidi, ideatore del Premio Eccellenza Italiana, e al quale interverranno Imprenditori e innovatori. (aise) 




Rossano, la perla bizantina della Calabria

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rossano via i torre tunnel exit 20050803C’è chi la scopre  arrivando dalla strada litoranea e guardando il maestoso promontorio sulla quale è costruita. C’è chi la scopre assaggiando il suo prodotto più conosciuto, la liquirizia. E c’è chi vi arriva spinto dalla curiosità di ammirare il Codex Purpureus Rossanensis, straordinario capolavoro del VI secolo di origine bizantina. Qualunque sia il motivo, chi arriva a Rossano sicuramente scoprirà un angolo d’Italia ancora poco pubblicizzata dai grandi operatori turistici ma intriso di quel fascino che solo i borghi italiani sanno vestire nel presentarsi a chi desidera conoscerli.

Dal 2017 Rossano ha deciso di fondersi con Corigliano dando vita a un nuovo comune che prende il nome di entrambi. La scelta amministrativa non intaccherà però la storia che trasuda dalle mura del borgo situato tra la Sila e la costa ionica e che prende inizio dai primi insediamenti dell popolazione degli Enotrii ( secc. XI – VIII a.C.)  epoca romana  (secc. II a.C – V d.C)   una città fortezza, Castrum e poi Frùrion,   la città acquistò il nome di Roscianum   e dal 540 al 1059, divenne una città strategica dell’Impero di Bisanzio, ambita da numerosi invasori (Visigoti, Longobardi, Saraceni) ma mai espugnata. Nel 951 – 952, fu la sede dello Stratego (il capo militare e civile dei due Themi di Calabria e Lombardia), e capitale dei possedimenti bizantini in Italia. Crocevia tra l’Oriente e l’Occidente, zona ascetica di intensa spiritualità  Rossano vanta  una nutrita schiera di personalità di primo piano nel Medio Evo: I Papi Zosimo (417 – 418), Giovanni VII (705 – 707), Zaccaria (741 -752), Giovanni XVI Filagato (997 – 998); San Nilo, (910 – 1004), fondatore di numerosi monasteri ( tra i quali la famosa Badia Greca di Grottaferrata presso Roma), San Bartolomeo (980 – 1055), discepolo di S. Nilo e autore del “Bios”, Shabbettai Domnolo (913 – 982), medico e scienziato ebreo ecc.codex purpureus

Gli anni bizantini rappresentarono il momento d’oro di una città che però  anche nel Secondo Millenio continuò a svilupparsi urbanisticamente arricchendosi con numerosi e grandi i palazzi gentilizi, chiese e monasteri, casini o masserie, torri costiere, (come il castello di S. Angelo), l’Ospedale di San Giovanni di Dio o dei Fatebenefratelli, associazioni culturali e religiose, assistenziali e sociali.

Dai  primi del 500 alla metà del 700, Rossano rinverdì il suo ruolo di Città di cultura dando vita alle istituzioni religiose  (tra le quali il Seminario Diocesano, 1593); all’Accademia dei Naviganti e a quella degli Spensierati; costruendo il teatro Nazionale Amantea poi Palella. Nel 1876 Rossano inaugurò il tronco ferroviario Jonico e, dopo qualche anno, avviò la prima illuminazione elettrica e le prime centrali termoelettriche della Calabria.

Una storia ricca, a portata di visitatori, quella che Rossano offre oggi nel suo ruolo di guida nel vasto territorio della Calabria Jonica Nord Orientale. Pur avendo perso la municipalità a favore di una fusione con Corigliano, la città mantiene intatta il suo orgoglioso patrimonio storico che comprende la cattedrale di Maria Santissima Achiropita, la chiesa di San Nilo,  l’oratorio di San Marco, la chiesa della Panaghia e la chiesa di Santa Chiara ma che vede nel Museo Diocesano del Codex e nel Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli i due capisaldi della religiosità e della laboriosità.

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Il Museo diocesano di Rossano, custodisce infatti il Codex Purpureus Rossanensis, un antichissimo evangeliario greco del VI secolo di origine bizantina, inserito nel Patrimonio UNESCO il 9 ottobre 2015. Considerato da molti studiosi il Vangelo miniato più prezioso al mondo  deve l’aggettivo “Purpureus” al fatto che le sue pagine sono rossastre (in latino purpureus) e contiene una serie di miniature che ne fanno uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento conservatisi. Il Codex  fu ritrovato nel 1879 all’interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano ed è un evangeliario in lingua greca risalente all’anno 550. È composto di 188 fogli di pergamena (31 x 26 cm) contenenti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Marco oltre ad una lettera di Eusebio di Cesarea a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. Il manoscritto riporta testi vergati in oro ed argento ed è impreziosito da 14 miniature, accompagnate in calce di cartigli descrittivi, che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù, di cui alcune costituiscono tra le prime e più preziose rappresentazioni della figura di Ponzio Pilato, raffigurato come un giudice canuto, assiso sulla sella curulis nell’atto prima di ricevere il Cristo e poi di pronunciare la sentenza della condanna a morte al notarius.

codex purpureus rossanensis 3Il “Rossanensis”, salvato da numerosi tentativi di rapine, dalla distruzione e dall’ oblio, viene custodito, dal 18 ottobre 1952, presso il Museo Diocesano di Arte Sacra.

Risale invece al 1500 la prima testimonianza scritta della commercializzazione della Glycyrrhiza Glabra, ovvero della liquirizia, una radice dolce di cui  la famiglia Amarelli seppe intuirne le potenzialità. Gli Amarelli nel 1731 fondarono un impianto proto-industriale, detto “concio”, per l’estrazione del succo dalle radici di questa benefica pianta, e per produrre  le liquirizie, nere e brillanti. Superando  tre secoli di costanti e radicali trasformazioni, la Amarelli ha infine deciso di aprire, nell’antico palazzo sede dell’azienda, il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli” che ha ottenuto nel Novembre 2001, il “Premio Guggenheim Impresa & Cultura” mentre nel 2004, Poste Italiane vi ha dedicato un francobollo della serie “Il Patrimonio artistico e culturale italiano”. La severità architettonica dell’edificio, ingentilita dagli interventi seicenteschi, le antiche stanze, i pavimenti in cotto e acciottolato, gli agrumi dei giardini, la piccola chiesa annessa, sono la viva testimonianza di quella storia e di quella tradizione di cultura che è possibile ritrovare nell’allestimento del Museo. Con oltre 40.000 visitatori annui, il Museo della liquirizia di Rossano è, in base a una ricerca condotta dal Touring Club Italiano, il secondo il museo d’impresa più visitato in Italia dopo il Museo Ferrari. Al museo è annesso l’Archivio, che raccoglie documenti della famiglia e dell’impresa dal 1445 a oggi e che, con decreto del Ministero dei Beni Culturali del 20/12/2012, è stato dichiarato “d’interesse storico particolarmente importante”

 

 




La Sardegna come Mykonos, l’isola punta (anche) sul turismo Lgbt+

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sardegna lgbt e1644918117875CAGLIARI – “Il turismo Lgbt+ vale 8 miliardi di euro a livello europeo e 200 miliardi di dollari nel mondo. Si può lavorare meglio per portare una fetta di questo tesoro anche in Sardegna”. Questo il messaggio lanciato dall’associazione “Baa bà” con il progetto “Sardinia friendly“. “Lo schema operativo è quello di coinvolgere imprenditori ed enti locali per una vacanza accogliente e inclusiva– spiega Michele Pipia, presidente dell’associazione- puntando sulla formazione deglioperatori del settore, ma anche sulla organizzazione di eventi mirati. Per una clientela che, secondo gli ultimi studi, viaggia il doppio e spende il quadruplo dei vacanzieri eterosessuali”.

UNA CARTA ETICA PER METTERE AL BANDO LE DISCRIMINAZIONI

Tutte le imprese che aderiranno al progetto, spiega Pipia, sottoscriveranno una carta etica e riceveranno la formazione necessaria per fare in modo che la propria struttura sia inclusiva e del tutto avversa a qualsiasi forma di discriminazione: “Formazione importante per fare un salto di qualità nell’accoglienza– sottolinea il presidente- che non prevede battutine non gradite, imbarazzi e richieste di chiarimenti quando si registrano i documenti“.

IL 62% DELLA CLIENTELA LGBT+ SI INFORMA PRIMA DI PARTIRE

È importante creare una cultura dell’accoglienza “perché il 62% della clientela Lgbt+ si informa e vuole sapere se il posto in cui andrà a trascorrere le vacanze è inclusivo oppure no– ricorda Pipia-. Località come Mykonos, Nizza, Gallipoli stanno già investendo in questo settore. Il ritorno economico è garantito”.

Un esempio? “Quartu ospiterà dal 3 al 5 giugno un torneo internazionale di tennis, aperto a tutti, che richiamerà anche molti atleti Lgbt+ da diciannove Paesi- conclude Pipia-. Si tratta del Sardinia Flamingo open, e prevediamo un indotto su Quartu di 80.000 euro. Ma sono in fase di organizzazione altre iniziative simili. Contiamo di coinvolgere anche la Regione”.

dire.it




“Dinastie. Famiglie e potere”: a Gubbio torna il Festival del Medioevo

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13festivalmedioevoGUBBIO\ aise\ – Sarà “Dinastie. Famiglie e potere” il tema del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio dal 21 al 25 settembre prossimi. L’immagine scelta per l’ottava edizione è ispirata al celebre ritratto di Federico da Montefeltro immortalato da Piero della Francesca. Un omaggio esplicito all’enigmatico condottiero, mecenate ed umanista del XV secolo, del quale quest’anno ricorrono i seicento anni della nascita, avvenuta proprio a Gubbio, il 7 giugno 1422.
L’inconfondibile profilo del conte di Urbino viene riproposto come una immagine contemporanea, dai colori decisi. Quasi cubista. Con richiami a Arcimboldo e all’arte di Mondrian. Il ritratto (realizzato da Archi’s Comunicazione) è assemblato in forme geometriche e sovrapponibili. Ad indicare i mille volti di un potere da conquistare e difendere. In nome dei legami del sangue, della forza delle armi e anche della potenza del denaro.
Per cinque giorni, medievisti, scrittori, storici dell’arte, scienziati, filosofi, architetti, giornalisti, archeologi e professionisti dei beni culturali accompagneranno il pubblico del Festival del Medioevo in un appassionante viaggio alla scoperta delle dinastie medievali, tra storia e antropologia, guerre e congiure, seguendo le tracce degli antichi lignaggi e l’ascesa, spesso irresistibile, di nuovi gruppi parentali. Fra le grandi casate europee e le signorie cittadine. Nomi legati alle radici profonde dei territori. Famiglie entrate da tempo nell’immaginario collettivo di un Medioevo reale e insieme fantastico: Carolingi, Ottoni, Plantageneti, Altavilla, Hohenstaufen, Sforza, Medici, Borgia…
Araldica e genealogie. Patrimoni e matrimoni. Parenti che spesso si trasformano in nemici. Dinastie economiche, militari e anche monastiche. Dalla “sippe” vichinga ai clan scozzesi, dagli imperatori di Bisanzio ai califfati dell’Islam. Fino ai baroni di Roma, i re longobardi, i Normanni, le famiglie crociate, i Mongoli con i loro khan, Venezia e i suoi dogi, il fratricidio legalizzato nel mondo ottomano, i lontani re africani, le grandi famiglie abbaziali e il degenerante fenomeno del nepotismo dei papi.
Altri importanti appuntamenti arricchiscono i cinque giorni del Festival del Medioevo: la Fiera del libro medievale con tutto quello che c’è da leggere sul Medioevo, il focus sui Medievalismi che indaga la ricezione, l’utilizzo e la rappresentazione postmedievale dell’Età di Mezzo, tra film, saghe televisive, letterature, musiche, fumetti e videogiochi; L’arte della miniatura, la Tolkien session e La scuola dei rievocatori, un appuntamento pensato per valorizzare, attraverso l’analisi e la ricostruzione delle fonti storiche, l’appassionato lavoro di centinaia di associazioni e di migliaia di rievocatori che in ogni regione d’Italia fanno rivivere la storia e le tradizioni popolari dei loro territori.
La manifestazione offre anche mostre, eventi teatrali, recital, concerti di musica medievale, lezioni-spettacolo, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale insieme a spazi particolari dedicati alla rievocazione storica, all’artigianato e agli antichi mestieri.
Nelle precedenti edizioni il Festival del Medioevo ha affrontato La nascita dell’Europa (2015), Europa e Islam (2016), La città (2017), Barbari. La scoperta degli altri (2018), Donne. L’altro volto della Storia (2019), Mediterraneo. Il mare della Storia (2020) e Il tempo di Dante (2021).
Il Festival del Medioevo gode del patrocinio della Regione Umbria e dei patrocini scientifici del Ministero della Cultura, dell’Accademia della Crusca, della Enciclopedia Treccani, della Società Dantesca, della Società Dante Alighieri, del Pontificio Consiglio per la Cultura, della Fondazione Giancarlo Pallavicini Onlus Umanitaria e Culturale, dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (ISIME), della Società Italiana Storici Medievisti (SISMED), della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), della Associazione Italiana di Public History (AIPH), del Centro Studi Longobardi, del Centro di studi storici mediterranei Marco Tangheroni (CSSM) e del Centro di Cultura e Storia Amalfitana.
L’ente co-organizzatore e il principale sponsor del Festival del Medioevo è il Comune di Gubbio. Nell’ultima settimana di settembre è l’intera “città di pietra”, dalla meravigliosa Piazza Grande al Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, dal convento di San Francesco al complesso monumentale di San Pietro, fino ai quattro storici e antichi quartieri, a diventare il teatro vivente della manifestazione.
Partners per il settore didattico sono l’Università Santissima Maria Assunta (Lumsa) e la Fondazione Giuseppe Mazzatinti di Gubbio. Grazie alla loro collaborazione, il Festival del Medioevo rilascia crediti formativi ai docenti, con diritto all’esonero dal servizio secondo la normativa attualmente in vigore.
La RAI, con RAI Cultura e i canali RAI Storia e RAI Radio3 è il principale media partner della manifestazione, insieme alle riviste di divulgazione storica MedioEvo e Archeo.
Collaborano in modo stabile con il Festival del Medioevo anche Italia Medievale, portale web impegnato da molti anni nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei cosiddetti medievalismi, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica e l’Enciclopedia delle donne, un’opera collettiva sul web che raccoglie le biografie di donne di ogni tempo e paese.
Sostengono la manifestazione il Comune di Gubbio, la Regione Umbria, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL), la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e la Camera di Commercio dell’Umbria. (aise) 




Eduitalia per il Turismo delle Radici con la Guida Study in Italy 2022

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scuola studenti studioROMA\ aise\ – È intervenuta anche Eduitalia, associazione di 113 scuole di lingua/Accademie e Università, al Tavolo Tecnico del progetto “Turismo delle Radici”, curato lo scorso 26 gennaio dal Consigliere della DGIT della Farnesina, Giovanni Maria De Vita. Il rappresentante di Eduitalia ha evidenziato come una delle possibili declinazioni del turista delle radici è quella di chi – come emerso nel coinvolgente e commovente video della ragazza italo-argentina – sceglie l’Italia per un’esperienza di studio legata anche ai luoghi dei propri discendenti.
Un’esperienza di studio da interpretarsi anche in chiave di opportunità per la crescita personale per ogni giovane studente grazie a quello che l’Italia sa offrire a livello di eccellenza in vari settori, ivi compreso quello della formazione.
Dunque, Eduitalia ha voluto condividere, a beneficio di chi vuole intraprendere un’esperienza di studio in Italia, la Guida Eduitalia-Study in Italy 2022. Una guida introdotta da una presentazione del Sottosegretario con delega alla lingua e cultura italiana, Benedetto Della Vedova, suddivisa per regioni e che contiene l’offerta formativa di 113 scuole/Accademie/Università pubbliche e private che offrono corsi per studenti di tutto il mondo e può essere visionata e scaricata agevolmente nella home page del portale eduitalia.org.
Nelle decine di fiere e presentazioni in collaborazione con le Istituzioni alle quali, in questi anni, Eduitalia ha partecipato sono innumerevoli le volte in cui i discendenti italiani hanno chiesto informazioni sull’Italia quale meta di destinazione di studio.
Tra i numerosi esempi probabilmente il più significativo è il seguente: in una presentazione svoltasi presso l'(ex)Istituto Italiano di Cultura di Vancouver, una famiglia di oriundi partecipò alla presentazione Eduitalia per individuare un percorso in design per la loro figlia. I genitori, oltre a individuare insieme alla figlia un intero percorso accademico per la stessa, espressero il desiderio di venire a trovarla in estate e frequentare anche loro un corso di formazione quali la madre un corso di pittura e il padre (oriundo che conosceva poche parole in dialetto) un corso di lingua più cucina. Eduitalia fu in grado di dare indicazioni a tutte e tre le richieste formative. (aise) 




Il Cgie si incontra per discutere di rinnovo e turismo delle radici

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cgie logoROMA\ aise\ – In preparazione della parte conclusiva del processo di rinnovamento degli organismi di rappresentanza delle nostre Comunità all’estero, iniziato l’anno scorso con le elezioni dei nuovi Comites, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha convocato ufficialmente in forma virtuale, per domani, martedì 1 febbraio, alle ore 15.00 (orario italiano), una riunione per discutere di elezioni per il rinnovo del CGIE e di Turismo delle radici.
Alla riunione, assieme alle Consigliere e ai Consiglieri del CGIE, parteciperanno il Sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, il Direttore Generale per Italiani all’Estero, Luigi Vignali, e i parlamentari eletti nella circoscrizione estero.
I lavori potranno essere seguiti in streaming sulle pagine facebook e YouTube del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Il CGIE ha dunque invitato a seguire i lavori tutti i nuovi eletti nei Comites insediatisi il mese scorso, le Associazioni e gli Enti che a loro volta saranno convocati nel mese di aprile dalle Ambasciate italiane per eleggere i futuri Consiglieri del Consiglio Generale degli Italiani in rappresentanza dei Paesi di residenza. (aise) 




Brasile. Il sogno d’amore e il business di Luca e Silvana

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foto 1Luca e Silvana, una coppia italo brasiliana in prima linea.

Tra i vari episodi verificati durante una vacanza  in Brasile, la città di Beberibe, 82 km da Fortaleza, cartolina dal Brasile tra sole, oceano e relax si è rivelata una vera sorpresa. E’ lì che abbiamo incontrato due imprenditori esperti, una coppia italo brasiliana, arrivata in Brasile alla ricerca di un nuovo stile di vita e che opera a livello mondiale, investendo nel settore turistico  immobiliare. Due simpatici agenti con approfondimenti e focus sul mercato  alberghiero mondiale.

Luca, quarantaseienne milanese, ex ottico, e Silvana, quarantottenne, carioca, ex agente di viaggi, gestiscono un’azienda specializzata nel settore turistico ricettivo.

Una coppia che porta avanti un progetto di vita in grado di sviluppare idee, produrre nuovi beni o servizi, ottenere risorse, sviluppare modelli positivi d’imprenditorialità e famiglia. Attuando con strategie dalla percezione delle opportunità alla nascita di una nuova collaborazione od organizzazione.

I bravi  imprenditori resilienti hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica,ma hanno anche saputo affrontare le difficoltà connesse. Hanno messo  le loro risorse a disposizione di nuove iniziative, della pianificazione dei servizi forniti alla clientela.

Nel primo mese del 2022 l’azienda “Pousada Flamboyant ” ha registrato un aumento dei ricavi, il mantenimento dei vecchi clienti e l’acquisizione di nuovi a livello nazionale e internazionale. Il suo successo arriva grazie anche alle sinergie con la comunità locale (i nativi), la collaborazione con altri imprenditori italiani già affermati nei diversi mercati esteri, la sperimentazione di nuovi modelli di business e idee imprenditoriali appresi da turisti e da Paesi con i quali il Brasile intrattiene ottimi rapporti commerciali.

Beberibe, la scelta vincente, lo scenario del  sogno d’amore che  ha funzionato “DA DIO” per le potenzialità inespresse di Luca e sua moglie fornendo loro il terreno fertile per mettere a frutto le loro competenze tecniche e imprenditoriali che ora possono essere sviluppate al meglio in un dinamico contesto economico internazionale. Condividere un sogno, la vita privata e lavorativa non è da tutti, ma i nostri protagonisti, grande fonte di ispirazione e esempio di come mettersi alla prova, hanno avuto il coraggio di proiettarsi a distanza al di là dei condizionamenti e degli stereotipi, riuscendo a essere felici, trovando per prima cosa la tranquillità nelle situazioni e nei periodi più duri e di sofferenza.

foto 2Abbiamo chiesto loro di raccontarci la loro storia, la loro quotidianità.

Conoscevate Beberibe prima del trasferimento?

LUC A- Si. Sono venuto per visitare un parente e subito mi sono piaciute la tranquillità e la gente.

SILVANA – Beberibe mi è sembrata da subito un paradiso terrestre! Lunghissime spiagge quasi tutto di preservazione ambientale… le falesie hanno dei colori intensi, sul rossiccio, con il contrasto della sabbia bianca è uno spettacolo!

 

 

Avete lavorato nell’ambito turistico prima di trasferirvi?

LUCA – Solamente da 8 anni in questa esperienza brasiliana.

SILVANA – Ho una laurea in Turismo.Ho cominciato come guida turistica ma il mio sogno è sempre stato quello di fare una “Pousada”.

Quando avete iniziato  il vostro progetto?

SILVANA – Quando si parlava della possibilità di avere i mondiali di calcio in Brasile. Li ci è venuta l’idea che era il momento di portare avanti il sogno. Luca e la sua famiglia avevano un immobile a Beberibe chiuso 11 mesi l’anno. Io lavoravo nel turismo e sapevo che avevamo il posto ed era il momento giusto per portare avanti il progetto. Luca era già ultra convinto. I nostri primi giorni furono proprio quelli del mondiale nel Brasile, il 2013.

Riguardo alla vostra routine, quando vi svegliate, quando finisce il lavoro ,fate tutti giorni un bagno in mare?

SILVANA – Io mi sveglio verso 5.00/5.30 del mattino. Faccio yoga e meditazione fino alle 6.00/6.30, vado in giro con il mio cane per 30 minuti e poi comincio a prepararmi per andare al lavoro! Arriviamo li di solito alle 8.30. Ma non sempre serve andarci, dopo quasi 9 anni di attività, abbiamo un team di fiducia! Andiamo li più che altro per assicurarci che tutto sia sotto controllo. Chiacchieriamo con i clienti a colazione, di solito la gente in vacanza è sempre più aperta alla chiacchiera, le persone sono più disponibili. Poi facciamo lavoro di ufficio, vado a controllare le stanze degli arrivi, la lavanderia e le cucine. Curo le pulizie generali fino a pranzo dopodiché,, dalle 12.00 cominciano le uscite e alle 14.00 gli arrivi. Da quest’ora in poi, la nostra presenza non è più necessaria. Molte volte, il mare sembra una piscina calda… allora andiamo a farci un bel bagno!

LUCA – Inizio ore 7.30, fino alle 16.30, faccio le spese giornaliere della Pousada e il bagno tutti giorni con la scusa di portare il cane in spiaggia.

Per concludere la nostra piacevole chiacchierata, siete contenti della vostra scelta?

LUCA – Talmente contento che vorrei aprire un’altra Pousada.

SILVANA – Sono felicissima perché faccio ciò che amo!

“Ogni decisione ha il suo prezzo, soprattutto quando si tratta du cambiare vita, ma fin quando non si sceglie di cambiare non si può comprendere quanto ci sarebbe costato non avere avuto il coraggio di farlo.” (Autore sconosciuto).

Per richiedere una consulenza fiscale, internazionale e turistica scrivete all’indirizzo mail sandrabandeira1971@gmail.com

oppure fate un tuffo nel relax a Beberibe e visitate la Pousada Flamboyant Village. reservasflamboyantvillage@gmail.com