Versilia e Argentario, la ritirata del turismo russo ora fa paura

AGI – Fino ad ora erano visti con grande favore, perché quando arrivavano in Toscana la loro presenza era abbinata ad affari immobiliari milionari e shopping da favola. Ora la popolarità dei russi, dopo l’invasione dell’Ucraina, è precipitata, ma soprattutto tra sanzioni, congelamenti di beni e rapporti diplomatici ai minimi termini l’estate in arrivo annuncia una ritirata del fronte turistico più ricco. E in tanti cominciano a temere per una nuova crisi che si aggiunge a quella post pandemia.
Cominciano infatti già a fioccare le prime disdette dei turisti russi di alta fascia per l’affitto delle ville per le vacanze nella prossima stagione. Alcuni clienti abituali hanno infatti fatto sapere che non potranno venire in Versilia proprio a causa della guerra in Ucraina. Ed erano proprio i russi a coprire gran parte delle richieste delle abitazioni più esclusive di Forte dei Marmi, con prezzi che arrivavano fino a 250mila euro a stagione.
“Dalla Russia si sono già fatti vivi per far sapere che non verranno. E lasceranno sfitte le abitazioni che prendevano in affitto estate dopo estate”, spiega un agente immobiliare che opera soprattutto con i turisti stranieri. “Confidiamo che parte di questa fetta di mercato possa essere rimpiazzata dai turisti italiani. Ma, a livello di affari, non potrà essere la stessa cosa”.
Stessa preoccupazione all’Argentario, dove sono finiti nel mirino i magnati del petrolio Arkady e Boris Rotenberg, proprietari della Tenuta Olmo, con quasi 6 ettari di parco. La magnifica proprietà acquistata dall’ex presidente del Bologna calcio, Gazzoni Frascara, si trova nell’interno del monte e alle spalle della spiaggia di Pozzarello, subito prima di Porto Santo Stefano. Il valore stimato è di 16 milioni di euro.
Lì vicino, a Porto Ercole, i sigilli sono stati apposti a Villa Feltrinelli, adiacente a Cala Grande, dimora di proprietà del magnate russo-ucraino con cittadinanza tedesca German Khan, fondatore del colosso Alpha Group. Se si aggiungono le due residenze alle tante ville prese in affitto dai russi a prezzo galattici, si capisce la pesante ricaduta per l’indotto di giardinieri, marinai, cuochi, guide turistiche, esperti di immersioni, interpreti, esperti in sicurezza personale.
Non c’è categoria che la prossima estate non ne risentirà, spiegano in un’agenzia di collocamento stagionale.
Ma sono in tanti, soprattutto lungo le coste tra Forte dei Marmi e l’Argentario a tenere ben presente che decine di ville ma anche alberghi, locali e quote azionarie di attività imprenditoriali sono di proprietà della ricca cerchia di oligarchi che ruota intorno a Putin. E solo una minima parte di loro è finita per il momento nelle black list.
A Forte dei Marmi, dove in estate trascorrono, o forse sarebbe meglio dire trascorrevano, le proprie vacanze molti dei personaggi più in vista di Mosca e San Pietroburgo, sono tante le dimore scelte come “buen ritiro” lontano dagli occhi indiscreti (almeno fino ad ora) dell’opinione pubblica internazionale.
Fra i nomi più in vista del mondo politico-finanziario russo, spiccano fra gli altri quelli di Artem Avetisyan, magnate che sembrava intenzionato a trasferirsi proprio a Forte dei Marmi, o di finanzieri del calibro di Aleksandr Khloponin e Mikhail Prokhorov. Sempre a Forte dei Marmi ha stabilito il suo quartier generale anche Oleg Tinkov, uomo d’affari che è stato inserito nella classifica dei venti uomini più ricchi della Russia, che qui ha acquistato un albergo a due passi dall’iconico Pontile di Forte dei Marmi trasformandolo in un resort extralusso (che ha poi ribattezzato “La Datcha”).
E, non contento, al suo personale monopoli ha aggiunto anche uno degli stabilimenti balneari più esclusivi della capitale vip del turismo versiliese. Ma Tinkov – come lui stesso ha tenuto a ricordare in questi giorni – non fa parte del “cerchio magico” di Putin, ma semmai è fra gli imprenditori considerati “meno vicini” al presidente russo.
A non molti chilometri di distanza dalla Versilia dorata, nell’ancor più protetta campagna della Lucchesia, Oleg Savchenko ha invece acquistato di recente Villa Lazzareschi a Camigliano di Capannori, investimento da svariati milioni di euro che da qualche giorno è però finito sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di finanza italiana.
C’è poi chi la Toscana l’ha scelta non tanto per trascorrervi le vacanze e comprare casa, quanto per fare affari. È il caso di Roman Trotsenko, già proprietario di una serie di aeroporti in Russia, che è diventato azionista di riferimento della società che gestisce l’aeroporto di Grosseto. A suo tempo dichiarò che l’investimento maremmano era dettato dall’amore per la Toscana ma anche dalle potenzialità di uno scalo che si pone a poca distanza da Roma e Firenze. Ora, però, il suo progetto sembra essere ad alto rischio.

Sabato prossimo, 19 marzo, l’auditorium Comunale di Bovolone (Verona) ospiterà, dalle 16.30, la presentazione “Il turismo delle radici – una nuova opportunità per la pianura veronese”.
AGI – Il turismo a “cinque stelle”, per capacità di spesa e anche per numero di presenze in Italia? È quello russo. E non è un fenomeno né di ieri né dell’altroieri, ma data dalla metà degli annI Ottanta. Basti pensare che a meta 1991, rispetto ai cinque anni precedenti, il turismo da parte di quella che era all’epoca ancora l’Unione Sovietica, si era letteralmente quadruplicato: un milione di presenze contro un milione e trecentomila giapponesi, popolo di girovaghi per eccellenza, sfegatato amante del Belpaese.
Si terrà il prossimo 11 marzo, con inizio alle ore 14.00, presso la Camera dei Deputati, a Roma, la presentazione della XV edizione de “Le Giornate dell’Emigrazione”, in cui si parlerà principalmente di borghi e turismo di ritorno.
C’è chi la scopre arrivando dalla strada litoranea e guardando il maestoso promontorio sulla quale è costruita. C’è chi la scopre assaggiando il suo prodotto più conosciuto, la liquirizia. E c’è chi vi arriva spinto dalla curiosità di ammirare il 

Il “Rossanensis”, salvato da numerosi tentativi di rapine, dalla distruzione e dall’ oblio, viene custodito, dal 18 ottobre 1952, presso il Museo Diocesano di Arte Sacra.
CAGLIARI – “Il turismo Lgbt+ vale 8 miliardi di euro a livello europeo e 200 miliardi di dollari nel mondo. Si può lavorare meglio per portare una fetta di questo tesoro anche in Sardegna”. Questo il messaggio lanciato dall’associazione “Baa bà” con il progetto “Sardinia friendly“. “Lo schema operativo è quello di coinvolgere imprenditori ed enti locali per una vacanza accogliente e inclusiva– spiega Michele Pipia, presidente dell’associazione- puntando sulla formazione deglioperatori del settore, ma anche sulla organizzazione di eventi mirati. Per una clientela che, secondo gli ultimi studi, viaggia il doppio e spende il quadruplo dei vacanzieri eterosessuali”.
GUBBIO\ aise\ – Sarà “Dinastie. Famiglie e potere” il tema del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio dal 21 al 25 settembre prossimi. L’immagine scelta per l’ottava edizione è ispirata al celebre ritratto di Federico da Montefeltro immortalato da Piero della Francesca. Un omaggio esplicito all’enigmatico condottiero, mecenate ed umanista del XV secolo, del quale quest’anno ricorrono i seicento anni della nascita, avvenuta proprio a Gubbio, il 7 giugno 1422.
ROMA\ aise\ – È intervenuta anche Eduitalia, associazione di 113 scuole di lingua/Accademie e Università, al Tavolo Tecnico del progetto “Turismo delle Radici”, curato lo scorso 26 gennaio dal Consigliere della DGIT della Farnesina, Giovanni Maria De Vita. Il rappresentante di Eduitalia ha evidenziato come una delle possibili declinazioni del turista delle radici è quella di chi – come emerso nel coinvolgente e commovente video della ragazza italo-argentina – sceglie l’Italia per un’esperienza di studio legata anche ai luoghi dei propri discendenti.

Luca e Silvana, una coppia italo brasiliana in prima linea.
Abbiamo chiesto loro di raccontarci la loro storia, la loro quotidianità.