“Andiamo alle Bahamas”

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https bucketeer e05bbc84 baa3 437e 9518 adb32be77984.s3.amazonaws.com public images bc1f5e68 e47d 47a3 8014 1a93b88d7c6f 1080x835Le Bahamas sono un paradiso tropicale composto da 700 isole di cui 14 abitate. Natura incontaminata, acqua cristallina e migliaia di chilometri di spiagge bianche o rosa spesso deserte. Adesso mi trovo qui, la mia seconda casa. Per adesso qui si sta benissimo. Restrizioni zero. Qualche mascherina sul mento, prima di capire con chi si ha a che fare. Mascherine comunque sempre richieste in luoghi pubblici. Poi niente altro. Ci si accorge del Covid solo quando si deve arrivare o partire con l’aereo in quanto serve il tampone. I turisti sono venuti in tantissimi a fine anno. Era tutto esaurito. Una giovane coppia mi ha raccontato che a Miami, per gestire la folla di passeggeri in viaggio hanno dovuto aprire addirittura sportelli extra, adibendo quelli della dogana, per riuscire a smaltire le code chilometriche. En Italia invece disdette, cancellazioni e un mortorio. Peccato.

Vengo alle Bahamas dal 1995. Era un periodo in cui viaggiavo molto. Avevano appena aperto il mega Hotel e Casinò Atlantis a Paradise Island.

Avevo letto la notizia sulla rivista di viaggi Dove e, invogliato dal racconto, dalle foto e dalla golosa descrizione del piatto nazionale delle Bahamas, la conch salad, decisi di venire a vederlo e assaggiare la specialità gastronomica . In quel periodo Atlantis era qualcosa di incredibile e lo è tutt’ora. Una costruzione senza uguali nel mondo, piena di opere d’arte bellissime, detto da uno come me che viene da Firenze, scultore dilettante, e che ha un parametro di giudizio, Firenze, che può definirsi assoluto. L’idea del proprietario, il sudafricano Sol Kerzner, era quella di ricostruire la civiltà perduta di Atlantide, con un parco oceano-marino. Non è stato realizzato un acquario, ma molto di più! Hanno chiuso una porzione dell’oceano e l’hanno riempita di pesci e opere d’arte sommerse.

Tutt’ora Atlantis è sempre la maggior attrazione turistica delle Bahamas e anche il maggior datore di lavoro, con 7500 dipendenti, e visto il successo ottenuto, la proprietà lo ha voluto duplicare e ne ha costruito uno identico anche a Dubai. Durante quest viaggio, nel 1995, conobbi Stephanie. Ci siamo sposati nel 1998 e nel 2000 è nata la nostra unica figlia.

Le Bahamas per me non sono semplicemente un posto. Per me qui è casa. Ho la mia seconda famiglia, persone che amo. Qui sono tra parenti e amici che conosco da oltre venti anni. Mi sono occupato attivamente di promoovere il turismo e sono il titolare dell’unica pagina Facebook esiste che si chiama “Andiamo Alle Bahamas”, dove pubblico e condivido notizie e aggiornamenti. Inoltre, insieme a un amico, recentemente abbiamo comprato e messo in rete il sito isolebahamas.com,

La storia economica delle Bahamas è caratterizzata da una costante ciclicità degli eventi dove periodi di estrema bonanza si alternano con altri di crisi. Per esempio, la storica industria delle spugne naturali, che tanto rendeva in termini di prodotto interno lordo alla nazione, finì bruscamente a causa di una malattia che distrusse buona parte delle spugne in mare. Adesso la tradizione continua grazie anche allo spugnificio Rosenfeld di Trieste che è il primo importatore di spugne naturali dalle Bahamas. Consiglio a tutti di provare una spugna naturale. Si trovano in acquisto qui: https://shop.rosenfeld.it/

Recientemente, fino al 2019 qui alle Bahamas le cose stavano andando veramente con il turbo boost, poi, come una maledizione, si sono abbattuti sulle isole, prima l’uragano su Abaco e Freeport a settembre 2019, e poi il blocco totale del turismo causato dall’emergenza sanitaria globale. L’impatto sull’economia è stato devastante. Solo la gran capacità della gente delle Bahamas di sapersi arrangiare e resistere ha consentito di farcela. Sono arrivati ​​anche aiuti umanitari. Nel mio piccolo, attraverso la Fondazione Italia Bahamas che presiedo, ho reso possibile già due raccolte fondi per beneficenza, che hanno portato sollievo a molte famiglie disagiate, l’ultima. del dicembre scorso, grazie alla vendita del mio libro, scritto senza scopo di lucro.

Il ricavato (11 milioni de dollari) è stato interamente donato con la mediazione della famosa reporter Shenique Miller e il grandissimo vescovo Lawrence Rolle, che ha coinvolto la Chiesa. Adesso il turismo sta ripartendo lentamente. Qui alle Bahamas, la maggior parte dei turisti sono americani, quindi le sorti economiche del paese sono legate a doppio filo alle decisioni che vengono prese e che verranno implementate in area USA. Purtroppo, anche l’America non se la sta passando bene, anzi, parecchio male, con molte tensioni interne ancora da risolvere. E i ricchi scappano alle Bahamas. 

In questo periodo di totale scoraggiamento per quello che riguarda l’Italia, molti amici o contatti Facebook mi stanno chiedendo aiuto per trasferirsi qui.

Lo dico in modo chiaro: trasferirsi alle Bahamas non è facile se non si hanno molti soldi. Le Bahamas sono un posto per nababbi. Per avere la residenza bisogna investire almeno 500mila dollari. Altrimenti, occorre comprare o costruirsi una casa e allora si può ottenere un permesso chiamato Home Owner. Per una casa da 100mq affacciata sul mare si spendono circa 200/250 mila dollari.

La vita alle Bahamas è molto costosa. La valuta locale, il dollaro delle Bahamas ha il cambio alla pari con il dollaro americano. Quindi costa tutto come in America, ma con il problema di far arrivare le merci sulle isole. In questo momento, le ben note politiche economiche degli USA stanno causando una dolorosa impennata inflattiva che vede i prezzi aumentare rapidamente. Senza un reddito adeguato, qui è molto difficile anche fare la spesa per i beni quotidiani. D’altro canto, con i giusti investimenti, si possono ottenere guadagni molto elevati, ed essendo le Bahamas un paradiso fiscale, i redditi non sono soggetti a tassazione. Quindi, con un’idea valida e un investimento azzeccato, ci sono ottime possibilità, anche in considerazione del fatto che il mercato del lusso e del super lusso sono in crescita esponenziale, viste le dinamiche innescate proprio dalla crisi economica stessa, come ho ben spiegato nel mio libro: PERCHÉ COMPRARE ORO ADESSO, e nelle mie newsletter.

L’era economica che stiamo attraversando, denominata Grande Reset, prevede un radicale sovvertimento dell’ordine economico, con la distruzione del ceto medio a beneficio della classe ricca e ultra ricca: classe che è costantemente alla ricerca di soluzioni per impiegare tutta la liquidità in eccesso che gli esce da tutti i pori e che trova qui alle Bahamas il luogo ideale per investire:

1) un paese molto stabile politicamente, anglofono e con istituzioni di tipo occidentale

2) una popolazione locale tutto sommato benestante, senza miseria, con un PIL pro capite (stime OCSE) in linea con la media delle economie sviluppate occidentali

3) una natura incontaminata di una bellezza assoluta.

4) vicinissimo agli Stati Uniti, si arriva in poco tempo sia in aereo che in barca.

5) la sicurezza d’interagire con altre persone di livello economico elevato che dà all’investitore un senso di sicurezza e di status e la certezza di aver fatto un investimento sensato.

6) La possibilità di mettere a rendita il proprio investimento immobiliare utilizzando le piattaforme Airbnb, VRBO eccetera. tipo questa casa in affitto a 10 mila dollari al giorno: https://lapalmeraiebahamas.com/luxury-oceanfront-villa-harbour-island/?gclid=Cj0KCQiAubmPBhCyARIsAJWNpiMD6Q9oVXORxVEfwuJE8xfwx50ticX0JktiBsitBQzKknooJ4CEMEU_ArnjBEALw

Cosa si fa alle Bahamas?

I lavori più richiesti sono nel settore turistico, solo che giustamente, la legge impone ai datori di lavoro di dare la priorità ai lavoratori bahamiani rispetto a chi viene da fuori, inoltre, un permesso di lavoro arriva a costare fino a 15 mila dollari: https ://www.immigration.gov.bs/applying-to-stay/immigration-fee-scale/

Altrimenti bisogna investire e crearsi il lavoro da soli.

Quello che è molto richiesto e quello che veramente manca, specialmente nelle isole minori, è la competenza e la alta specializzazione nell’artigianato che abbiamo in Italia. D’altro canto, anche proponendo una qualità che qui è assente, bisogna sempre rivolgersi a una committenza che sia in grado di pagarla, e questa committenza è nella stragrande maggioranza dei casi, rappresentata da capitale straniero, di grossi investitori che non sono facili da intercettare, in quanto in genere si muovono con mezzi propri, in tutto il mondo.

Chi desidera avere una consulenza specifica sulla fattibilità di progetti imprenditoriali e su investimenti alle Bahamas, mi può contattare tranquillamente. Spero di essere stato chiaro nell’elencare i vincoli economici che limitano l’ingresso alle Bahamas alle persone sprovviste di un elevato standard economico.

In Italia stiamo attraversando un momento di catastrofe economica devastante. l’Italia è il principale bersaglio del fuoco incrociato dell’élite finanziaria globale che punta a distruggere il risparmio privato dei cittadini italiani e a impossessarsi degli asset strategici.

Chi ha dei risparmi, messi via negli anni con immensi sacrifici e rinunce, rischia di vederseli vaporizzare con le manovre pazzesche che vengono implementate proprio allo scopo di costringere gli italiani a spendere i propri risparmi per sopravvivere e a vendere o svendere casa. Tutto molto drammatico.

Molte persone si sono accorte di quanto sta accadendo. Nel mio libro, nelle mie conferenze e nelle mie newsletter, ho sempre suggerito che la soluzione più pratica per difendere il proprio patrimonio, è quella di convertire la valuta destinata a diventare carta straccia in beni reali. Il miglior modo è quello di comprare oro fisico da investimento sotto forma di monete.

Molti italiani però sono ancora appassionati d’immobili. Qui alle Bahamas, il mercato immobiliare è in pieno boom, grazie ai ricchi americani e di tutto il mondo che hanno scoperto queste isole.

 




La Repubblica Dominicana, “la più amata dagli italiani”, protagonista, a Madrid, della Fiera Internazionale del Turismo

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las galeras g3e1e95bc4 1920Las Terrenas, Las Galeras, Punta Cana, Bavaro, Bayahibe, Boca Chica, Juan Dolio, Cabrera, Rio San Juan, Cabarete, Sosua,Puerto Plata… e poi Barahona, Pedernales, Azua… tutti luoghi con spiagge e un mare d’incanto, poi i tesori dell’architettura coloniale di Santo Domingo, i parchi naturali, la Cordigliera Central, con la montagna più alta dei Caraibi, il Pico Duarte… Tutte risorse naturali di grandissimo pregio che fanno della Repubblica Dominicana uno dei luoghi di vacanza più richiesti dai vacanzieri di tutto il mondo, ed italiani in particolare.

La Repubblica Dominicana presenta, in questi giorni alla Fiera Turistica di Madrid, Fitur 2022, tutte le sue bellezze.

Il turismo, come è noto, pe la principale risorsa economica della penisola e, per questo, a Madrid è volata una delegazione di primaria importanza, capeggiata dal presidente Abinader e dal Ministro del Turismo Collado.

“Iniziare il 2022 convalidando l’impegno del Paese nel settore sarà un passo fermo di inizio anno, e per la totale ripresa del turismo. Non perdiamo nessuna opportunità che ci viene offerta e lavoriamo giorno per giorno con lo scopo di posizionare il nostro Paese come una delle migliori destinazioni turistiche del mondo”, ha affermato, a questo proposito, Abinader.

beach gf9d469f44 1920Questa partecipazione ha un ruolo di primo piano e visibilità strategica per la promozione nel mondo delle grandi attrazioni turistiche della Repubblica Dominicana nella fiera del turismo più importante del mondo.

La figura di Partner FITUR, implementata nel 2016, stabilisce un ampio campo di azione congiunta nei più significativi ambiti di promozione e comunicazione di questo grande evento del settore turistico che si tiene dal 19 al 23 gennaio 2022, organizzato da IFEMA MADRID , nel quartiere fieristico della capitale spagnola.

La collaborazione del paese partner contribuisce anche a creare uno stretto legame con l’aggiunta del marchio “Repubblica Dominicana, Ha Tutto” e FITUR, che consentirà alla destinazione caraibica, con una lunga e consolidata partecipazione alla fiera, di sfruttare di e capitalizzare, ancora di più, il magnifico potenziale promozionale dell’evento rivolto al mondo.

Inoltre, il Paese farà parte della grande mostra che per una settimana e sotto il motto simbolico “Abbracciamo il mondo” sarà proiettata a livello internazionale dalla città di Madrid, in occasione della celebrazione della FITUR.

Il presidente Abinader ha anche sottolineato che questa partecipazione riafferma l’impegno che questo governo ha assunto per rilanciare il turismo dominicano per raggiungere i più alti tassi di occupazione, attirare nuovi investimenti e continuare a migliorare la qualità dell’offerta che la Repubblica Dominicana offre al mondo. .

dominican republic gb6b05d740 1920Da parte sua, il Ministro del Turismo ha sottolineato che partecipare come partner FITUR il prossimo gennaio significherà iniziare l’anno a pieno regime per ottenere la piena ripresa del turismo dominicano e garantire che il 2022 sia l’anno con il maggior numero di turisti in arrivo nel Paese.

“Ci impegniamo a essere partner di FITUR nel 2020, nel mezzo di una situazione difficile, quando nessuno ci ha pensato, che ha messo il nostro Paese in una posizione invidiabile e siamo sicuri che sarà una scommessa vincente”, ha affermato Ministro Collado.

FITUR 2022 è, quindi, considerato un catalizzatore per rilanciare l’attività turistica in un momento che mostra chiari segnali di miglioramento, in cui i viaggi stanno tornando e in cui la fiera promuoverà tutte le sue risorse nella sua missione essenziale di contribuire alla ripresa del turismo.

parrot g59cc844a3 640In questo modo, e sotto lo slogan “It Has Everything”, la Repubblica Dominicana avrà la migliore vetrina internazionale per promuovere tutti i valori come destinazione turistica ed evidenziare il calore del suo clima e l’ospitalità della sua gente, insieme a la sua connettività con più di 1.400 aeroporti in più di 170 paesi.

Inoltre, metterà in mostra la buona gestione svolta di fronte alla pandemia in termini di protocolli per il turismo.

Lo stand della Repubblica Dominicana non solo presenta le sue bellissime spiagge con sabbia incontaminata, palme e acque turchesi, ma mostrerà anche la migliore e più diversificata offerta gastronomica e culturale insieme ai campi da golf più spettacolari, la sua natura colorata e la crescente validità per il Paese dei segmenti dell’Ecoturismo, del turismo congressuale e incentive e del turismo del benessere.




Turismo delle radici: De Vita (Dgit) al BestMed Project

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turismoradiciROMA\ aise\ – Si è parlato anche di turismo delle radici al BestMed Project che oggi a Roma si è interrogato sullo sviluppo di un network di osservatori sul turismo sostenibile. Tra gli intervenuti alla prima parte dei lavori, infatti, anche Giovanni Maria De Vita che alla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina si occupa appunto del progetto dedicato al turismo delle radici.
“Il “turismo delle radici” – ha esordito De Vita – rappresenta uno specifico segmento turistico che si rivolge alle comunità italiane e ai discendenti italiani all’estero (per un totale stimato di circa 80 milioni di persone). Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale d’Italia ne ha sempre riconosciuto le potenzialità, anzi oggi svolge un ruolo essenziale nella ripresa del turismo in Italia”.
I “tour delle radici”, ha spiegato il consigliere, “vanno oltre i circuiti turistici tradizionali. Arricchiscono i borghi antichi non solo economicamente, in termini di produzione, investimenti e aumento dell’occupazione giovanile, ma preservano anche gli edifici storici, generando un turismo ecosostenibile”. La Farnesina, in questo progetto, “si pone come riferimento nazionale per tutti gli attori che operano in tale segmento, grazie ai suoi Uffici all’estero e ai suoi contatti con associazioni ed enti di rappresentanza locali. Dal 2018 il MAECI presiede annualmente un tavolo di coordinamento tecnico che riunisce oggi 80 soggetti tra amministrazioni centrali, enti locali, centri accademici e di ricerca e associazioni. Questi stakeholder sono interessati alla realizzazione e promozione di un’offerta turistica integrata a livello nazionale dedicata alle comunità italiane nel mondo”.
De Vita ha quindi citato la “Guida alle radici italiane. Un viaggio sulle tracce dei vostri padri” curata dall’Associazione RAIZ Italiana; l’indagine “Alla scoperta dell’italiano: i tour delle radici in Italia” a cura dell’Associazione AsSud; il Master di primo livello “Progettazione e gestione dei percorsi delle radici” istituito dall’Università della Calabria; e la pubblicazione del “Primo rapporto sul Turismo Roots in Italia” nato dall’indagine condotta dalle università della Calabria e di Mar del Plata. Tutti progetti finanziati dalla Farnesina.
Il MAECI, ha aggiunto, “si avvale di esperti e accademici in quanto forniscono gli strumenti necessari alla programmazione turistica del territorio e alla progettazione di un’offerta turistica mirata. Tale interazione sinergica permette di avere una visione a 360 gradi su questo segmento turistico per sbloccarne le potenzialità, rivolgendosi sia agli utenti finali che agli operatori turistici”.
Infatti, ha spiegato, “i risultati del “Primo rapporto sul turismo delle radici in Italia” hanno evidenziato quattro aree di intervento per favorire un’efficace politica di marketing per il turismo delle radici: una pianificazione nazionale e regionale che raccolga, elabori e monitori costantemente dati statistici e informazioni sulla crescita della domanda, sull’andamento del mercato, sulle tematiche socio-culturali in atto, sull’evoluzione dell’offerta e così via; un’offerta mirata, in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative dei viaggiatori radici; la partecipazione degli stakeholder ai processi decisionali e di pianificazione strategica nonché la creazione di una rete che colleghi tutti gli attori pubblici e privati che operano in questo settore” e, infine, “una attività di comunicazione, attraverso i tradizionali e nuovi canali digitali, perseguendo la creazione di un collegamento duraturo tra le comunità italiane all’estero e il paese o la regione di provenienza”.
Il Progetto Turismo Radici, promosso dalla Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie è finanziato dal Pnrr.
Il Progetto, ha chiarito De Vita, “mira a sensibilizzare le comunità locali in Italia, da un lato, e le comunità italiane all’estero, dall’altro, attraverso specifiche attività di formazione, rivolte soprattutto ai giovani, attraverso la ricerca accademica e una grande campagna comunicazione, svolta attraverso la rete diplomatico-consolare. Inoltre, favorisce la promozione della digitalizzazione, facilitando le indagini relative alla ricerca genealogica dei documenti di famiglia, e la valorizzazione delle tradizioni regionali, sostenendo i settori dell’artigianato e della gastronomia”.
L’iniziativa, infine, “rappresenta un significativo impegno svolto in stretta collaborazione con gli enti locali e le amministrazioni regionali responsabili delle politiche pubbliche di sviluppo turistico del proprio territorio”.
“Particolare attenzione – ha evidenziato De Vita – sarà dedicata al monitoraggio delle attività svolte durante la realizzazione dell’iniziativa e del flusso di turisti che visiteranno i territori e usufruiranno di questa offerta appositamente studiata. Ciò – ha concluso – avverrà attraverso una rete organizzata con alcune Università italiane in diverse aree del Paese”. (aise)




Veneto, la strada delle 52 gallerie: non adatta ai deboli di cuore

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da3384562a074fdcb58b6ddbdc0a6c99In Veneto sulle Dolomiti, su trova una strada unica nel suo genere, percorribile solo a piedi e non adatta ai deboli di cuore: la strada delle 52 gallerie.

Costruita in meno di un anno (6 febbraio – novembre 1917) dal 5º reggimento dell’Arma del genio dell’Esercito Italiano durante la Prima Guerra Mondiale, è una mulattiera militare sul massiccio del Pasubio. 6555 metri di straordinaria ingegneria, di cui 2335 in gallerie scavate nella roccia. A idearla fu il capitano del genio Leopoldo Motti; in questo modo le retrovie italiane potevano far arrivare rifornimenti e comunicare con i soldati che si trovavano in Prima Linea in cima al Pasubio. Ogni galleria è numerata e ha un nome tutti scelti dal capitano Picone nel 1917, fatta eccezione per la numero 49 e la 50 che furono ‘assegnate’ nel 1991 dall’ANCR di Vicenza.

Un percorso suggestivo ed emozionante per il panorama che offre ma anche per la storia che racconta. 750 i metri di dislivello che vengono percorsi rigorosamente a piedi. È vietato andare con la bicicletta, a causa dei numerosi incidenti mortali che si sono verificati. Il periodo consigliato è quello della bella stagione poiché durante l’inverno a causa delle avverse condizioni meteorologiche possono verificarsi frane.

Le gallerie più spettacolari

Tra le gallerie più significative da segnalare sono la n°19 – Re (Vittorio Emanuele III) che con i suoi 318 metri è la più lunga. La n° 20 dedicata al Generale Cadorna, lunga 86 metri e realizzata all’interno di un eccezionale torrione di roccia. Il dislivello che si percorre con questa galleria è notevole e per questo fu realizzata come un cavatappi: si avvita su se stessa. Il panorama più spettacolare su gode all’uscita della galleria n°47 la Pallanza (ovvero il 249° Reggimento fanteria palanca), lunga ‘appena’ 22 metri.

Lungo la strada delle 52 gallerie, non c’è illuminazione: ogni tunnel è buio e largo in media 2,5 metri. È necessario quindi essere armati di una buona pila, non avere paura del buio e non soffrire di claustrofobia.

da Yahoo.it – Crediti foto@Shutterstock




Corridoi turistici Covid-free: la nuova Ordinanza del Ministero della Salute

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30ordinanzaROMA\ aise\ – L’Italia riapre le frontiere per le più ambite mete turistiche internazionali. Dal 28 settembre una nuova Ordinanza del Ministero della Salute ha istituito dei Corridoi turistici Covid-free per i territori di Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam), al ritorno dai quali non sarà necessario effettuare l’isolamento fiduciario.
Per poter beneficiare di questa eccezione, i passeggeri dovranno: esibire all’imbarco il Green Pass ed un test negativo effettuato nelle ultime 48 ore; sottoporsi, se la permanenza all’estero è superiore a sette giorni, ad ulteriore test in loco; esibire, al rientro nel territorio nazionale, un test negativo effettuato nelle quarantotto ore antecedenti all’imbarco; sottoporsi, all’arrivo all’aeroporto nazionale, ad un ultimo, ulteriore test che risulti negativo.
Con la stessa Ordinanza inoltre il Ministero della Salute ha riconosciuto l’equivalenza di alcuni vaccini, somministrati da autorità sanitarie estere, a quelli effettuati nell’ambito del Piano nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2. Si tratta, in particolare, di: vaccini riconosciuti da EMA – Agenzia Europea per i Medicinali; Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza di AstraZeneca; R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca; Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.
A seguito di tale riconoscimento i vaccini summenzionati sono considerati validi ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19 a favore dei cittadini italiani (anche residenti all’estero) e ai loro familiari conviventi, nonché ai cittadini stranieri che dimorano in Italia per motivi di lavoro o studio e a tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati vaccinati all’estero.
Inoltre le certificazioni verdi COVID-19 rilasciate dalle autorità sanitarie straniere a seguito di vaccinazione con i vaccini summenzionati (oltre ai vaccini autorizzati da EMA) sono considerate come equipollenti per le finalità previste dalla legge, purché riportino le informazioni di cui alla circolare in oggetto (dati identificativi del titolare, dati relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino, dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato) e siano redatte in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco (ove fossero rilasciate in un’altra lingua, dovranno essere accompagnate da una traduzione giurata). (aise)




Alla scoperta di Brescia, tra vino e cultura

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momento della premiazioneBrescia, la tappa necessaria ai turisti italo brasiliani ha ospitato la seconda Edizione del Premio Nazionale Letterario e di Cultura Franciacorta.

La Brixia Romana offre un ampio ventaglio di opportunità a tutti coloro che amano l’arte e la cultura con una ricca programmazione. Per i turisti italo brasiliani è possibile organizzare un tour  partendo dal Brasile- Fortaleza o altre zone all’insegna del bello della Franciacorta.

La terra madre dei bresciani, uno dei territori più rinomati per la produzione di vini d’eccellenza con centinaia di appuntamenti. La Franciacorta un’area di circa 200 chilometri quadrati con diciannove comuni  sicuramente è la destinazione perfetta  per trascorrere una giornata nella natura, tra buon vino, bei paesaggi e dove scattare una marea di stupende fotografie.

La terra del prezioso Bollicine  Franciacorta, Metodo Classico a cui il nome, é fra le zone italiane più amate dagli enoturisti e che ospita  il suo Premio Letterario e di Cultura. Quest’anno, la seconda edizione  realizzata sabato,04 Settembre alle 15.30 presso il Castello di Bornato dedicata alla memoria di Alessandro Bianchi (storico produttore franciacortino) patron della Cantina Villa Franciacorta. Madrina della manifestazione è Pia Donata Berlucchi dell’Azienda Fratelli Berlucchi Srl.

castello pubblicoLa cerimonia è iniziata  con il saluto delle autorità, del Commissario Straordinario dott. Stefano Simione e la presentazione  insieme all’autrice Sveva Casati Modignani del libro – La Vigna di Angelica romanzo ambientato a Borgonato. Di seguito è stato presentato il romanzo storico Congiure in Franciacorta, sono intervenuti il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, Eugenio Massetti e Alberto Fossadri.

L’evento é stato patrocinato dal Comune di Cazzago San Martino, della Pro Loco di Cazzago San Martino, Provincia di Brescia e l’Ass. di Comuni terra della Franciacorta. Una bellissima iniziativa con presentazioni, intermezzi musicali, visita all’esposizione di abiti d’epoca, degustazione di Franciacorta in abbinamento a prodotti tipici.Organizzata con passione ed efficienza da Mariuccia Ambrosini, una leadership del mondo del vino con esperienza di lungo periodo, protagonista per la sua tenuta franciacortina in collaborazione con le cantine partnership “eccellenze lombarde”con cui realizza le sue iniziative. Un appuntamento davvero speciale per condividere la passione e la conoscenza del territorio bresciano con emozioni e sensazioni uniche.

ingresso castelloIL CASTELLO DI BORNATO E LA SUA STORICA CANTINA L’evento un’occasione dedicata alla conoscenza del territorio dal punto di vista culturale, letterario ma soprattutto  una splendida opportunità per conoscere un luogo incantevole il Castello di Bornato, la sua storica cantina, una delle più antiche dimore storiche della Franciacorta, villa rinascimentale costruita all’interno di un castello medievale, una villa di produzione vinicola di grande fascino. Azienda agricola del Castello di Bornato gestito da 30 anni da Luisa Orlando, una delle prime donne del vino della Franciacorta. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie, ville patrizie e prestigiose cantine sulle sponde del lago d’Iseo. La posizione panoramica, il paesaggio della dimora fanno da sfondo e palcoscenico a una storia lunghissima, tradizionale, originale e unica che merita di essere raccontata. Nelle antiche cantine ubicate sotto la torre principale del castello,per 700 anni si è prodotto il vino del Catello di Bornato, fino ai primi anni 2000.Nella zona sotterranea,le botti presenti in rovere hanno più di 50 anni e ospitavano il vino rosso.

Esprimiamo grande soddisfazione per l’invito.

Non rimane che dare appuntamento a tutti per il prossimo anno, sarà la terza edizione del Premio Nazionale Letterario e di Cultura Franciacorta.Vi assicuriamo che sarà una meravigliosa  e incantevole giornata dedicata alla scoperta di Brescia e il suo territorio.

 




Delta fa paura, cominciate le cancellazioni di viaggi-vacanze

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121148205 05bb1560 c6a0 4ecc be97 99d400e7682fAGI – La variante Delta spaventa gli italiani: crollano le prenotazioni per le vacanze dopo l’avvertimento della Farnesina sui viaggi all’estero e di fronte al rischio di una nuova stretta per frenare l’impennata dei contagi nel nostro Paese. Secondo le stime della Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo, nell’ultima settimana si è registrato un calo del 50% delle richieste di prenotazione sia per l’estero che per l’Italia.

Il numero degli italiani che avevano deciso di fare le vacanze oltre confine era già esiguo, rispetto al periodo pre-pandemia: si tratta, sempre secondo i dati della Federazione, del 15% delle prenotazioni. Ma ora si è innescata una brusca frenata delle richieste, accompagnata da un’ondata di cancellazioni, sia per le mete interne che per quelle al di fuori dei confini nazionali.

“L’avviso diramato dalla Farnesina sui rischi dei viaggi all’estero ha ingenerato subito grande preoccupazione e ha provocato un forte rallentamento nelle richieste questa settimana”, spiega all’AGI Ivana Jelinic, presidente nazionale Fiavet. “Tenendo conto che in questi giorni gli italiani stanno decidendo la partenza delle prossime 3-4 settimane – dice Jelinic – già abbiamo visto negli ultimi giorni un crollo della domanda e le persone hanno deciso di non confermare e di aspettare. Stiamo parlando, rispetto alla settimana precedente, quindi fino a lunedì 12 luglio, già di un 50% di richieste in meno di prenotazioni sia per l’Italia che per l’estero. Questo coadiuvato da un insorgere di domande di annullamento perché qualcuno, colto dai timori, ha preferito addirittura cancellare, e si tratta di cancellazioni anche per le settimane centrali di agosto”.

Secondo il presidente Fiavet, “l’elemento che inizia a preoccupare e che desta grande preoccupazione sono proprio le cancellazioni: da un lato per via di quello che sta succedendo all’estero, dall’altro perché le ipotesi di far diventare alcune Regioni gialle e il fatto che si stia alzando l’allerta sta spaventando le persone che preferiscono rinunciare alle vacanze”.

“Questa si conferma essere un’estate last minute, in cui in base alla situazione si decide. Per chi non è già partito e non ha una partenza imminente nei prossimi giorni – osserva Jelinic – questo è il momento di decidere. Non ci sono più le prenotazioni anticipate come succedeva in passato, ci si riduce all’ultimo minuto”.

Le destinazioni più gettonate, spiega, “sono Grecia, Spagna, Croazia e Malta. A Malta abbiamo un numero rilevante di connazionali, ragazzi, soprattutto minorenni, che stanno facendo le vacanze studio e che sono in quarantena perché risultati positivi o contatti diretti di positivi. In Spagna ci sono prevalentemente giovani italiani che hanno scelto di viaggiare per vacanza. Moltissimi sono i cosiddetti turisti fai da te che hanno deciso di partire e trovandosi nella situazione di essere risultati positivi devono fare isolamento e quarantena. Tuttavia, avendo organizzato il viaggio per conto proprio non sono coperti dall’assicurazione e i costi sono a loro carico”.

Il presidente Fiavet invita quindi i turisti italiani a “rivolgersi rigorosamente ai professionisti e a sottoscrivere le assicurazioni”. “Oggi – conclude – nel 90% dei casi il cliente la polizza assicurativa facoltativa l’acquista anche perché siamo in alta stagione”.




Stop dal 1 agosto al passaggio delle grandi navi a Venezia

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174842961 dfd1d6c2 cc67 4747 b1b2 eb3a2e3a4c95AGI – Dal primo agosto le grandi navi non potranno più transitare davanti a San Marco e sul canale della Giudecca. Lo stabilisce il decreto legge approvato nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri. Sono previsti risarcimenti per le aziende che saranno danneggiate da questa decisione. Le navi da crociera potranno attraccare provvisoriamente a Marghera. Il decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede il divieto di navigazione a Venezia e nelle vie marittime definite di interesse culturale.

Il divieto di navigazione è previsto per le navi con almeno una di queste caratteristiche: – più di 25.000 tonnellate di stazza lorda; – più di 180 metri di lunghezza; – più di 35 metri di altezza – produzione superiore allo 0,1% di zolfo. E’ previsto un fondo per garantire un contributo alle aziende dell’indotto e ai lavoratori. Le navi che non hanno le predette quattro caratteristiche, e che sono dunque considerate sostenibili, potranno continuare ad attraccare (si tratta di navi da crociera da circa 200 passeggeri). Il decreto entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

“Il Decreto adottato oggi costituisce un importante passaggio per la tutela del sistema lagunare veneziano”, è il commento di palazzo Chigi: queste norme intervengono nell’immediato con le cautele e i ristori necessari per mitigare l’impatto occupazionale sul settore e si affiancano al concorso di idee, il cui bando è già stato pubblicato, per la futura realizzazione e gestione di punti attracco fuori dalle aree protette della laguna con l’obiettivo di rendere compatibile l’attività croceristica con la salvaguardia paesaggistica e ambientale.

Al tempo stesso si concluderanno i lavori di completamento del Mose e si realizzerà in tempi brevi l’Autorità della Laguna con la rinascita del Magistrato alle acque”, prosegue palazzo Chigi.

 “È una giornata storica, dopo anni di attesa da parte di tutto il mondo. Dal primo agosto le grandi navi non passeranno più davanti a San Marco nel canale della Giudecca”, è stato il commento del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, al termine del Cdm che ha detto di essere “orgoglioso per avere mantenuto l’impegno”.
Franceschini ricorda che si tratta di una “decisione attesa dall’Unesco e da tutti coloro che sono stati a Venezia e sono rimasti stravolti dalla grandezza di queste navi passare nel luogo più fragile e bello del mondo. Una decisione importante. Ci saranno risarcimenti per chi subisce un danno per questa iniziativa ma finalmente l’Italia volta pagina”.
In Consiglio dei ministri “sono stati decisi investimenti per 157 milioni per realizzare approdi temporanei all’interno dell’area di Marghera – ha concluso il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini – un passo indispensabile per tutelare l’integrità ambientale, paesaggistica, artistica e culturale di Venezia, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.




Tra storia e natura: il fascino di Ostia

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fabulous village tour ostia anticaOggi  il nome ufficiale di Ostia è  Lido di Ostia ed è una frazione del comune di Roma Capitale.

Località balneare nota per i suoi stabilimenti balneare e per le sua spiagge libere, Ostia deriva il suo nome dal latino, ossia “foce” o “porta, entrata”. Un chiaro riferimento all’insediamento originale del VII secolo a.C. che alla foce del Tevere venne chiamato  “Ostia Tiberina” e con tutta probabilità fu edificato sotto il regno di Anco Marzio, quarto re di Roma.

Il villaggio nacque probabilmente come punto di approvvigionamento di sale anche se molto probabilmente divenne base delle prime flotte Romane. In età augustea fu rinnovato il foro e fu realizzato il teatro mentre lo stesso imperatore progettò la costruzione di un bacino portuale, realizzato poi dall’imperatore Claudio a circa quattro chilometri da Ostia. Sostituito dal porto esagonale di Traiano, progettato da Apollodoro di Damasco questa importante struttura crebbe in modo autonomo e sotto l’imperatore Costantino divenne una città autonoma. Con  lo spostamento della capitale imperiale da Roma a Costantinopoli, e con la crescente importanza del porto, l’insediamento originario fu progressivamente abbandonato e lasciato in rovina.

borgo di ostia antica roma 1Per l’intera età alto medievale l’insediamento romano fu utilizzata come cava di marmo. Una prima rinascita avvenne tra il 1483 e il 1487, quando il Cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, intraprese a proprie spese la costruzione dell’omonimo Castello che oggi rappresenta un esempio di architettura militare rinascimentale. L’inondazione che deviò però il corso del Tevere nel 1557 e la lenta formazione di paludi malariche determinarono la decadenza del Castello e l’abbandono del Borgo.

Nel  XIX secolo il territorio che una volta ospitava il borgo era costituito da saline e da paludi infestate dalla malaria mentre nel castello alloggiavano i prigionieri destinati ai lavori forzati, con i quali Pio VII e Pio IX  iniziarono i primi scavi archeologici di Ostia Antica. La bonifica venne realizzata con un sistema di canali per il deflusso delle acque e per merito di un nutrito gruppo di braccianti provenienti da Ravenna.

66366647589c3a4a35b54e57b9e9a2aaOstia (che oggi conosciamo come Ostia a mare) fu edificata durante il periodo fascista e la  sua tumultuosa crescita è visibile nei numerosi esempi di architetture civili, risalenti quasi tutte agli anni ’20.  Villino Rossini, palazzo del Pappagallo, e istituzionale, palazzo del Governatorato, la sede del Municipio X e delle Poste, la torre Acea, il Collegio Navale IV Novembre, il Palazzo dell’ex GIL rappresentano altrettante icone del razionalismo italiano e del neoclassicismo romano che trovano il loro contraltare nella chiesa di santa Maria Regina Pacis, chiesa di San Nicola di Bari e di san Nicola al Villaggio dei Pescatori, costruite tutte nel periodo che va dal 1919 al 1928.

Chi  arriva a Ostia per intraprendere l’affascinante tragitto verso i confini costieri meridionali del Lazio, non può esimersi dall’ammirare il teatro romano di Ostia Antica, eretto alla fine del I secolo a.C. e capace di ospitare fino a 2500 persone. Si soffermerà anche su  Tor San Michele, costruita nel Cinquecento, ma sicuramente apprezzerà anche le soste nelle numerose aree naturali e negli stabilimenti balneari storici che ancora oggi aprono ai turisti sul lungomare cittadino e dove è possibile fermarsi per gustare alcune pietanze tipiche del litorale come le rane fritte (uno dei piatti tipici della cucina di Nettuno), la zuppa di pesce alla portodanzese (piatto tipico della tradizione popolare di Anzio),  ciambelle al vino, crostini alla ponticiana, crostini con alici, le ciambelle al vino e l’immancabile pasta alla carbonara.

kursaal 1200x764Basttistini, fu il primo stabilimento balneare di Ostia, costruito nel 1919, cui seguirono Elmi, Salus, Urbinati (nel cui ristorante furono ospitati numerosi personaggi storici), Kursaal, Roma, Vecchia Pineta, Bagni La Vittoria, Plinius, Le Dune e Lega Navale. Tutti sono entrati in qualche modo anche nella storia del cinema. Ostia infatti ha avuto molto successo a livello cinematografico, ospitando il set di registi come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Sergio Citti, che in questo angolo d’Italia si sono innamorati anche della scenografia naturale offerta dalla natura.

dune di ostiaA Ostia infatti resiste un ecosistema dunale, sempre più raro lungo le coste della nostra penisola. Tra le dune di Capocotta, segnalate come sito d’importanza comunitaria e inserito nelle zone di protezione speciale, utilizzando le apposite passerelle che portano al mare, è possibile avvistare la testuggine di Hermann, una delle specie della fauna protetta in questo straordinario ecosistema naturale.

La tenuta presidenziale di Castelporziano infine, con i suoi 59 chilometri quadrati, presenta la maggior parte degli ecosistemi tipici dell’ambiente mediterraneo. Nata come riserva di caccia e azienda agricola, ha perso  progressivamente  queste specifiche destinazioni  e oggi i 500 ettari rappresentano un’area a elevato livello di biodiversità e un grande polmone verde di un angolo d’Italia dalla caratteristiche uniche e inimitabili nel grande puzzle dell’Italia da scoprire.




Peperone “made in Carmagnola”

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carmagnola peperoniAveva le idee chiare, Domenico Ferrero, commerciante torinese che nel 1925 decise di chiamare a raduno tutti gli ortolani dell’area di Carmagnola per tentare di ottimizzare la vendita del peperone, ortaggio che da anni aveva trovato terreno fertile nella zona. L’intuizione di Ferrero fu giusta e nel giro di pochi anni Carmagnola divenne la capitale italiana del peperone. Un successo straordinario per un ortaggio arrivato in Europa nel 1483 ma ancora poco utilizzato nella cucina dell’Ottocento.

La razionalizzazione commerciale degli agricoltori di Carmagnola nel giro di pochi anni fece conoscere il peperone a tutta l’Italia entrando di prepotenza nelle ricette e sui tavoli della Penisola. Sul finire degli anni ’40 nacque anche la sagra del peperone di Carmagnola, appuntamento fisso che da 72 anni accende le luci dei riflettori sulla città piemontese, nella quale per tutelarne gli ecotipii, venne costituito nel 1998  il “Consorzio di tutela e valorizzazione del Peperone di Carmagnola”. Oggi l’ortaggio fa parte dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte e rappresenta un valore aggiunto per il turismo, con migliaia di persone che si riversano nelle strade di Carmagnola per conoscere, degustare e acquistare questo straordinario prodotto agricolo e coniugare il piacere del gusto con quello della vista, respirando la storia di un borgo che si presenta ai suoi visitatori con la sua rete urbanistica ricca di storia nella quale spicca ad esempio  il Castello, che attualmente ospita il Palazzo Comunale. Edificato nel XIII secolo da Manfredo II, marchese di Saluzzo, dal 1700 al 1863 fu utilizzato come convento dai Padri Filippini.

abbazia di casanona 6Altrettanto fascino emana l’Abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova, di cui resta oggi soltanto la chiesa, con facciata rifatta nel 1680. L’abbazia fu fondata intorno al 1150 e rappresenta uno dei primi esempi di costruzione gotica in Piemonte. Altrettanto suggestive sono la Chiesa Collegiata dei SS Pietro e Paolo, costruita dall’architetto Giorgino Costanza di Costigliole tra il 1492 e il 1514, la Chiesa della Chiesa della Confraternita di S. Rocco (Sec. XVI – XVII), di architettura tardo barocco – seicentesco, la Chiesa di San Filippo (Sec. XVII), edificata tra il 1715 e il 1739 (oggi adibita a manifestazioni culturali e  la Chiesa di San Giovanni Decollato o della Misericordia.

peperone carmagnolaRiconosciuto a livello europeo come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) il peperone di Carmagnola è stato adottato da Slow Food come uno dei Presidi della provincia di Torino nelle sue quattro tipologie: il Quadrato (quasi un cubo, con quattro punte), il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (ibrido tondeggiante schiacciato ai poli come un pomodoro).

Nella vasta area espositiva (oltre 15 mila mq) della fiera nazionale del Peperone è possibile visitare oltre 250 stand e nei dieci giorni di manifestazione il numero di visitatori superano abbondantemente i 200mila visitatori, che non disdegnano di integrare l’appuntamento del gusto con l’itinerario museale. Dopo aver scoperto le ricette tradizionali che propongono il peperone  in bagna caöda, come contorno di arrosti e bolliti (in peperonata o in agrodolce), ripieno di carne macinata, erbe aromatiche e uova o conservato sott’olio o sott’aceto, i visitatori potranno andare alla scoperta dell’ Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa che sotto l’ ultimo vero sentè (strette e lunghe tettoie, i camminamenti, i “sentieri” dove si lavoravano e producevano le corde in canapa sono) risalente al 1905  ancora esistente in borgo San Bernardo, conserva e tramanda  la sapiente cultura della lavorazione della canapa e della fabbricazione delle corde.

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museo della canapa
Museo della Canapa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

O della Galleria Civica d’Arte Contemporanea, ospitata nel Palazzo Lomellini (una delle più importanti dimore nobiliari che conserva una bellezza austera e signorile), del Museo Civico di Storia Naturale, Museo Civico Navale (inserito nella storia della cultura carmagnolese per l’antico legame con la lavorazione della corda), il Museo Tipografico “Rondani”, Casa Borioli (edificata nel XV secolo, conserva memorie, Casa Cavalli ( splendido esempio del pieno barocco), Casa Lionne (con il suo pregevole portale marmoreo in stile rinascimentale) e Casa Cavassa (Sec. XV) , in un percorso che trova il suo apice nella Casa delle Meridiane edificata nel 1499.

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Sulla sua  facciata è  presenta uno straordinario complesso di affreschi realizzati negli anni 1555-1557 concepito in funzione dei quadranti solari che vi sono inseriti. Infine non potrà mancare una sosta alla sinagoga, ultima testimonianza   dell’antico ghetto: un agglomerato edilizio minuto, separato dalla trama delle piazze, delle chiese, delle strade e dei porticati della città. Il luogo di culto ha conservato pressoché intatti i caratteri originari settecenteschi, ed è riconosciuta, per la linearità delle forme, per la suggestiva sequenza degli spazi, per la garbata eleganza degli arredi, come l’esempio più prezioso e significativo in Piemonte.