Settembre, è tempo di migrare: la via del “tratturo”

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13transumanzaSettembre, andiamo, è tempo di migrare…La Compagnia dei Cammini ed Ecotour rilanciano in questi giorni la Via del Tratturo, l’antico cammino di centodieci chilometri sulle orme della transumanza dei pastori abruzzesi che, ogni anno, partivano dall’Appennino per portare le greggi a svernare nel clima più mite del Tavoliere delle Puglie.
Le vie d’erba sono cammini perfetti, ma non sono segnati o hanno una segnaletica molto vecchia e poco percorribile. Per questo è nata la Via del tratturo, un cammino riportato alla luce grazie al lavoro congiunto della Compagnia dei Cammini e Ecotour sulle tracce dei due tratturi regi che conducevano i pastori abruzzesi in Puglia.
Il cammino – percorribile in sei giorni a piedi – attraversa l’Abruzzo e il Molise: partendo da Pescasseroli (Aq) si sviluppa nel Parco Nazionale di Abruzzo e Molise, su sentieri segnati con la sigla RT (Regio Tratturo) fa tappa ad Opi, la Val Fondillo, la Camosciara, Civitella Alfedena, Villetta Barrea, il lago di Barrea e Alfedena, entra in Molise e cambia tratturo, per 4 giorni si segue il tratturo Castel Di Sangro-Lucera fino a terminare a Campobasso.
La Via del tratturo è un viaggio nelle tradizioni, nella cultura e nella religiosità delle genti molisane che da sempre hanno legato la loro vita alla pastorizia transumante. Queste vie furono riorganizzate al 1447 quando Alfonso D’Aragona istituì a Foggia la dogana della “mena” (conduzione) delle pecore e creò una vera e propria “industria armentizia” basata sulla produzione della lana. Tutto il tavoliere fu riservato ai pastori transumanti, dando agli antichi proprietari l’utilizzo dei campi solo nei mesi estivi con tanto di dazio da pagare. Per questo Alfonso D’Aragona nel 1447 rivitalizzò le strade su cui si muovevano le pecore e creò una grande rete tratturale, “i regi tratturi” con una larghezza ben definita “sessanta passi napoletani”, corrispondenti a 111 metri.
La pratica della transumanza, il ciclico spostarsi dei pastori con le pecore, iniziava in autunno, ritualmente il 29 settembre, giorno dedicato a San Michele, protettore dei pastori, mentre il ritorno in Abruzzo coincideva con l’inizio dell’estate. I rigidi inverni delle montagne abruzzesi e le torride estati della pianura, obbligavano i pastori alla transumanza a spostarsi stagionalmente affinché le pecore potessero trovare in ogni momento dell’anno il luogo più adatto per alimentarsi e produrre lana, latte e carni di qualità. I pastori percorrevano i tratturi per circa quindici giorni prima di arrivare a destinazione e conducevano una vita di sacrifici, separati dalla propria famiglia durante i lunghi inverni.
“Nel XX secolo, la pastorizia transumante ha visto il suo declino, gli ultimi pastori transumanti hanno percorso i tratturi a piedi fino agli anni sessanta del ‘900, poi gli spostamenti sono stati sostituiti dapprima dal treno e poi dai camion”, spiega Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini. “I tratturi sono quindi abbandonati da alcuni decenni, anche se ci sono stati vari tentativi di rilanciarli. Il nostro piccolo intervento dal basso, di rilancio di questi primi 110 chilometri, vuole essere un contributo della Compagnia dei Cammini alla salvaguardia di una storia antica. Inizialmente i camminatori potranno assaggiare una settimana ricalcando i passi di uomini e animali che, per secoli li hanno percorsi per sfuggire alla miseria e alla fame”.
Il cammino proposto ha anche un’importante valenza di attenzione e richiamo verso territori che, ancora non hanno quel ritorno turistico che meriterebbero: la rete tratturale recuperata è un grande patrimonio paesaggistico e culturale che recentemente, nel dicembre 2019, ha ricevuto la designazione da parte dell’UNESCO, come patrimonio immateriale dell’umanità, buon auspicio perché si possa avviare un percorso di rivalutazione sia a livello istituzionale che operativo.
“Vorremmo introdurvi alla scoperta di questo cammino con le parole di un’iscrizione pastorale posta all’inizio del tratturo Pescasseroli – Candela “Molti uomini hanno fatto il cammino che noi facciamo: la nostra orma si perde, ma la strada rimane” che può darci una misura particolarmente significativa del valore della civiltà della transumanza, patrimonio identitario delle attuali comunità che si incontrano durante il nostro percorso”, aggiunge Cesidio Pandolfi di Ecotour. “Un valore che abbiamo deciso di raccogliere e che ci impegneremo a coltivare costruendo una rete di realtà che aiutino a mantenere in vita il cammino. Se il progetto si evolverà positivamente, penseremo a proseguire il cammino fino alle Puglie, come da tradizione”.
Il Cammino è percorribile tutto l’anno in autonomia, scaricando dal sito gratuitamente le tracce gps o unendosi ai gruppi della Compagnia dei Cammini.
Lungo il percorso le quote non sono mai troppo alte, massimo 1.200 metri, per cui anche in inverno si può camminare. Alla partenza da Pescasseroli si può ritirare il Salvacondotto presso Ecotur per essere riconosciuti lungo il Cammino. Lungo il cammino poi le strutture rilasceranno i timbri del proprio passaggio e a Campobasso si potrà ritirare il meritato attestato che testimonierà di aver compiuto interamente il cammino. Il Cammino è percorribile anche in MTB con una certa preparazione fisica e tecnica.




Far turismo delle radici in Sicilia

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carseaugelloSi è parlato di “turismo delle radici” in Sicilia durante l’incontro tenuto nei giorni scorsi tra una delegazione del Coordinamento delle Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione (CARSE), guidata dal suo Presidente, Salvatore Augello, e l’Assessore al Turismo dello Spettacolo e dello Sport di Regione Sicilia, Manlio Messina.
Durante l’incontro è stato sviluppato uno scambio di idee partendo dal programma previsto dall’Assessore al fine di agevolare il “turismo delle radici” oltre che il turismo tout court. Il CARSE ha chiesto chiarimenti sul progetto che piglia sempre più corpo e al fine della sua riuscita, ha messo a disposizione la vasta rete di associazioni sparse per il mondo, collegate alle associazioni regionali presenti all’interno del Coordinamento.
Il progetto si articola in una interessante previsione di incentivi che vanno dal contributo sui viaggi aerei all’offerta paghi due notti di albergo e ne dormi tre, dall’ingresso gratuito ai musei pubblici a quello nei parchi archeologici oltre ad altri servizi. Obiettivo principale condiviso in Regione dal CARSE è stato quello di affiancare ai tour classici tradizionali, tour per fare conoscere posti nuovi di cui la Sicilia è ricca, ossia i borghi antichi, parecchi dei quali premiati dalla trasmissione televisiva “borghi più belli d’Italia”. Come, per esempio, Castelbuono, Gangi, le Petralie Soprana e sottana, Sambuca di Sicilia, Sperlinga, Scicli ecc. Borghi che attraverso i loro centri storici ci offrono uno spaccato della composita storia della Sicilia.
A tutto ciò si unisce il turismo rurale e gastronomico: le vie del vino, dell’olio, nonché il fitto calendario di importanti manifestazioni scaglionate nell’anno quali ad esempio “Il Mandorlo in Fiore” di Agrigento, “Taormina Arte” e le molte diecine di fiere, di sacre, di manifestazioni religiose, che tramandano tradizioni mai scalfite dal tempo e che annunciano una Sicilia tutta da scoprire.
Con questo vasto progetto, il CARSE vuole cimentarsi ed a breve stipulerà una convenzione con l’Assessorato dove saranno stabiliti termini e condizioni della collaborazione.
Un altro argomento affrontato durante la riunione è stato il museo regionale dell’emigrazione, dove intanto fare raccogliere e fare affluire il materiale prodotto dalle associazioni nel corso del loro lungo lavoro in mezzo agli emigrati. Stiamo parlando di documenti, pubblicazioni, oggettistica varia, che oggi è ancora possibile rintracciare negli archivi delle associazioni e non solo quelle che operano con sede in Sicilia, ma anche quelle che affondano le radici della loro attività fin dal XIX e XX secolo che sono nate all’estero, per tenere vicine le loro comunità.
A breve le associazioni del CARSE si riuniranno per elaborare l’ambizioso progetto da presentare all’Assessore e per avviare le nuove attività così come verrà previsto nell’accordo di collaborazione che verrà siglato in un prossimo incontro in tempi molto ravvicinati.




A Firenze per Ferragosto tornano i turisti europei

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unnamed 1Mascherine e distanziamento sociale per i turisti che sono tornati ad animare il centro di Firenze. E’ così che la città accoglierà i visitatori anche nel weekend di Ferragosto, nonostante le preoccupazioni per il repentino aumento dei contagi da Covid . Sono stati 61 i casi rilevati domenica, ma l’allarme che sembra già rientrato con i soli 8 casi di oggi.

Lunghe file davanti ai musei e monumenti Firenze, in prima linea nelle richieste di aiuto a favore delle città d’arte promosse dai sindaci al Governo, in questi giorni ha rivisto il suo centro popolarsi: turisti esclusivamente europei, piccoli gruppi, coppie o famiglie, hanno comunque dato vita a lunghe file davanti ai monumenti più importanti come il duomo. Colpa delle stringenti norme di sicurezza e degli ingressi contingentati, più che del numero di visitatori, ben lontano dalle cifre pre Covid.

Norme osservate scrupolosamente anche in bar e ristoranti  Norme applicate puntualmente, non solo dai grandi musei, primi fra tutti gli Uffizi, dove adesivi sul pavimento sono stati posti davanti ai più importanti capolavori per garantire il distanziamento di chi li vuole ammirare, ma anche dai tanti bar e ristoranti che in centro accolgono i turisti in sicurezza. E che sono osservate scrupolosamente, come confermano i dati sui controlli effettuati dalle forze dell’ordine: da inizio luglio, per circa un migliaio di persone e un centinaio di attività commerciali controllate quotidianamente, le infrazioni rilevate sono state minime.

Se l’allarme per il virus sembra non riguardare gli stranieri e chi lavora con il turismo, diverso è il discorso per la movida cittadina, che nelle scorse settimane aveva destato molte preoccupazioni per il rischio di una ripresa dei contagi. Una preoccupazione a cui l’amministrazione comunale ha risposto con una stretta sui controlli e con l’offerta di test sierologici direttamente nei luoghi più frequentati nella città.

Con agosto l’allarme sembra rientrato, complici le tante partenze che hanno ridotto sensibilmente il numero dei fiorentini. Anche molte attività commerciali approfitteranno per una breve vacanza, soprattutto nel centro storico. Nel resto della città, secondo Confesercenti, molti abbasseranno le saracinesche solo per pochi giorni: secondo le stime dell’associazione, negli ultimi 14 anni le ferie d’agosto dei commercianti del settore alimentare si sono più che dimezzate passando da una media di 20 giorni a quella attuale di 7/10 giorni: quest’anno causa il post lockdown, questo dato si è ulteriormente abbassato a 5/7 giorni. (AGI)




L’Italia quasi sold out per ferragosto

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polignanoL’Italia non si lascia abbattere dal Covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi. Nel giorno in cui l’Istat ha confermato il crollo del Pil, l’Agenzia Enit cerca di infondere ottimismo, almeno per il settore del turismo che, spiega, nonostante il contesto complesso, sta godendo di un periodo di tenuta soprattutto in alcune località.
Promette bene, in particolare, la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto 2020: la Penisola risulta quasi sold out.
L’Italia fa meglio della Spagna: già “vendute” il 79% delle disponibilità di offerte online (fonte Booking.com) mentre il Paese iberico è al 72 per cento di prenotazioni online.
In Italia spiccano le maggiori destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino-Treporti, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, correndo la competizione con quelle francesi (87%).
Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indicano ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel correre dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191.533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204.641 per la Spagna e 150.672 per la Francia. “Certo – commenta Enit – si tratta di un momento in continua evoluzione in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo”.
In termini economici, tenendo costante il Pil totale dell’Italia 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019 quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di -5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019.
Come per gli impatti diretti, la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore 2019). Inoltre l’Italia continua a campeggiare sugli altri Paesi con 882,7mila mention totali sul travel Italia di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto 233,7 milioni di interazioni totali. Il tema “bonus vacanza” produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni. (aise) 




Covid e turismo: video conferenza della CCI di Santo Domingo

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25turisti“Perspectivas del turismo en tiempo de covid y su recuperación” (“Prospettive del turismo ai tempi di covid e la sua ripresa”) è il titolo della conferenza in programma giovedì prossimo, 30 luglio, dalle 17:00 (ora dominicana – le 23:00 in Italia) promossa dalla Camera di Commercio Dominico Italiana (CCDI).
Relatore sarà Frank Rainieri, CEO e Presidente del Grupo Punta Cana, oltre che Vice presidente della CCDI.
Al centro dell’evento – introdotto dal Presidente della CCDI Celso Marranzini – il dibattito su uno dei settori più importanti della Repubblica Dominicana, il turismo appunto.
Dopo l’intervento dei relatori ci sarà ampio spazio per le domande.
Per partecipare basta inviare una email a info@camaraitaliana.com.do o telefonare al numero +18095355111.




Caré (IV): “La Calabria deve collocarsi nel panorama internazionale come meta di assoluto prestigio”

care7“Secondo quanto riportato da Expedia.it, in collaborazione con il settimanale Panorama, diretto da Maurizio Belpietro, la Calabria è la sorpresa della stagione estiva 2020, la regione che si contraddistingue “per la sua forte crescita turistica””. A commentare questi dati oggi è Nicola Carè, deputato di Italia Viva eletto all’estero, secondo cui “la certificazione di tale risultato non può che inorgoglire noi calabresi, ma nello stesso tempo deve rappresentare un punto partenza per lavorare duramente e moltiplicare, in maniera esponenziale, l’indotto che può derivare dalla principale fonte di ricchezza di questa meravigliosa regione: il turismo”.
“Storia, cultura, 800 Km di costa, entroterra ed enogastronomia. Alla Calabria non manca nulla”, sottolinea il parlamentare. “Occorre solo incrementare gli sforzi, intervenire a gamba tesa sulle ataviche problematiche che affliggono la Regione e colmare il gap infrastrutturale che ancora, in maniera visibile, la separa dal resto del Paese. La Calabria, definita da Expedia.it ‘una gemma nascosta, sconosciuta a tanti’, ha tutte le carte in regola – conclude il deputato di Italia Viva – per collocarsi nel panorama internazionale come meta ambita e di assoluto prestigio”. (aise)




Turismo. In Abruzzo prevista una estate con un +15%

17abruzzoturismo

17abruzzoturismo

Saranno circa 740mila i turisti italiani che visiteranno l’Abruzzo nel corso dell’estate 2020, con una crescita del 15% rispetto al 2019. Si tratta di una delle migliori performance tra le regioni italiane. Ad annunciarlo è stato l’Assessore di Regione Abruzzo al turismo, Mauro Febbo, assieme al presidente Isnart-Unioncamere, Roberto Di Vincenzo, che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede regionale di Pescara, ha illustrato i dati salienti dell’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzata dall’Osservatorio sull’economia del turismo.
“In Abruzzo, il turismo è vivo e riparte con numeri e dati soddisfacenti – ha detto Febbo – 740mila turisti italiani visiteranno l’Abruzzo. Un dato confermato anche dagli operatori economici del settore che iniziano a registrare flussi importanti di turisti. Dopo la pandemia – ha osservato l’assessore – la nostra regione sarà scelta soprattutto dai turisti provenienti dalla Lombardia e dal Piemonte. E scelgono l’Abruzzo soprattutto per praticare sport, come il cicloturismo e il trekking, visitare le bellezze naturali e vivere il mare che, dagli ultimi dati, è pulito e accogliente”.
A scegliere l’Abruzzo, secondo l’indagine, sono soprattutto le famiglie (44%), che “scelgono la nostra regione perché è una destinazione in cui si può viaggiare senza spendere troppo, dove la qualità si accompagna alla convenienza delle strutture. In media – ha evidenziato ancora il presidente Isnart, Roberto Di Vincenzo – questo aspetto sembra non essere particolarmente rilevante ma evidentemente le località abruzzesi sono in grado di garantire meglio questa condizione”.
In Abruzzo, secondo l’indagine, viene privilegiato un modello di permanenza più lungo della media, superiore alla settimana: quasi la metà dei turisti si fermerà per un periodo compreso tra 7 e 13 notti. (aise) 




Turismo: ancora chiuso il 15% delle strutture ricettive

estate2020

estate2020Il 15% delle strutture alberghiere ed extralberghiere non ha ancora riaperto i battenti per la stagione estiva. Che si prospetta critica anche sotto il profilo occupazionale, con il 98,4% delle imprese che ritiene di dover ridurre gli addetti – fissi e stagionali – rispetto allo scorso anno. È quanto mostra l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzato da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche).
Dall’indagine, svolta su un campione rappresentativo di oltre 2000 imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di Commercio, emerge anche una modesta adesione al bonus vacanze, con il 30,8% delle strutture che afferma di non accettarlo e il 57,6% che dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità.
A determinare la scelta di restare ancora chiusi sono gli elevati costi di adeguamento imposti dalle linee guida del Comitato Tecnico Scientifico (segnalati dal 46% delle realtà che non hanno riaperto in Italia), e le scarse prenotazioni (indicate dal 34% delle imprese ancora non operative).
Nel mese di agosto, infatti, solo il 36,6% delle camere disponibili nelle strutture ricettive del Paese è al momento prenotato, con una marcata differenziazione a livello territoriale: nelle regioni centrali la percentuale si attesta intorno al 40%, mentre nel Nord Ovest scende al 29,3%. Il Sud e le isole vedono quasi il 34% delle camere prenotate.
Con queste premesse, non stupisce quindi che oltre l’80% delle strutture intervistate dichiari che chiuderà l’anno in perdita, in considerazione dei costi sostenuti e delle prenotazioni attualmente ricevute.
Questa estate le strutture ricettive ospiteranno una quota pari al 21,7% di turisti stranieri, con punte del 28,4% nel Nord Ovest del Paese, mentre pare affermarsi la tendenza del turismo “di prossimità”, visto che il 23% delle prenotazioni sono di clienti italiani che non si sposteranno al di fuori della propria regione di residenza.
Il 35% delle prenotazioni è avvenuto tramite OTA (portali on line). Le strutture registrano anche un leggero aumento delle prenotazioni telefoniche, dettato probabilmente dalla necessità del cliente di sincerarsi delle misure sanitarie adottate.
“In un anno così incerto e sfavorevole, il 23% delle prenotazioni presso le strutture ricettive da turisti locali dice che, per reggere l’impatto di questa crisi, serve lavorare sul turismo di prossimità”, commenta Roberto Di Vincenzo, Presidente ISNART. “Questo può aiutare imprese e destinazioni ad intercettare la domanda dei turisti provenienti da territori limitrofi, un vantaggio da capitalizzare anche per quando si potrà tornare ad accogliere turisti stranieri”.
“Conoscere e far conoscere meglio il proprio territorio – e ciò che offre in termini di prodotti turistici alternativi alla vacanza tradizionale – sottolinea Di Vincenzo – deve diventare un obiettivo per il “sistema del turismo” che deve riuscire a coinvolgere la scuola e l’associazionismo per far crescere la forza identitaria delle realtà locali. Pur nella consapevolezza che il turismo è uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi, questa criticità potrebbe trasformarsi in un’occasione per far emergere potenzialità ancora inespresse, concretizzando nuove opportunità di promozione e di lavoro che le imprese possono cogliere per riposizionarsi anche al di fuori della stagione estiva”. (aise) 




Geografia delle vacanze: le cittá della ripresa

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giovaneaeroportoL’Italia reagisce: ad oggi sono 4 su 10 le camere delle strutture ricettive prenotate online – dai turisti italiani e stranieri – che risultano ancora prenotabili nel 62% dei casi. Venezia un po’ più in affanno con il 68% di camere ancora disponibili mentre Rimini si sta riprendendo con la metà delle notti già prenotate. Resistono le grandi città d’arte con una quota di mancate prenotazioni del 26% a Firenze, 38% a Roma, 39% a Milano, 47% a Napoli. Ma le nostre città d’arte sono ancora penalizzate dalla forte dipendenza con il turismo internazionale che – in una proiezione annuale sul 2020 – vede Firenze a -63,9% di arrivi internazionali, Napoli a -61,5%, Venezia a -60,7%, Roma a -60,5% – comparabili con quelli di Nizza-Cannes (-61,8%), Barcellona (-59,2%) e Parigi (-57,9%). Questi i dati diffusi dall’Enit nel suo quinto bollettino sul turismo ai tempi del covid.
Il settore, dunque, si affida al turismo domestico. Dall’indagine telefonica effettuata ad hoc da Enit su un campione di quasi 4mila individui italiani, sono soprattutto gli uomini i vacanzieri italiani di quest’anno (56% dei casi), che hanno tra i 36 ed i 55 anni (40%). In vacanza andranno soprattutto i diplomati (45%), mentre solo il 23% dei laureati si concederà un meritato riposo. È l’estate delle famiglie. Più della metà organizzerà viaggi familiari (54%) e solo il 38% in coppia. Il 23,7% dei pensionati non rinuncia alle ferie, seguiti da impiegati (23,6%), operai (15%) mentre solo il 5,4% è dirigente ed il 4,2% libero professionista. Segnali di positività grazie a quel 69% di italiani che percepisce un miglioramento della situazione.
Ma le cose cominciano a migliorare anche sul fronte internazionale. Con l’apertura delle frontiere da parte dei Paesi europei – tra cui Francia, Paesi Bassi, Germania e Spagna -, rileva Enit, stanno aumentando i voli delle principali compagnie aeree europee: Ryanair (+ 46%), Easyjet (+ 22%), Klm (+ 12%) con una crescita settimanale positiva delle prenotazioni nel mondo (+ 23%) e si assiste a una ripresa regionale del turismo.
Gli arrivi esteri non sono ancora stabili. Nel monitoraggio settimanale dell’Italia da parte di Enit, alla tredicesima settimana di osservazione sull’andamento degli arrivi aeroportuali nel 2020, le perdite indicano dal 1° gennaio al 15 giugno, un dato complessivo del -77,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, con una tendenza discendente costante nella diminuzione della domanda internazionale.
Dall’estero alcune novità alla luce delle riaperture, dell’allentamento delle misure e delle facilitazioni per l’ottenimento dei visti in Italia: si nota nel calo delle prenotazioni estive per l’Italia una leggerissima ripresa complessiva (da -89,4% a -85,4%).
Il 48% degli inglesi ha prenotato per i prossimi 30 giorni mentre il 2% manifesta l’intenzione di viaggiare tra 6 mesi. Stop alle disdette dalla Francia per l’Italia che si stabilizza sul -70,7%. Le diminuzioni più evidenti sono da Cina (-85,9%) e Usa (-84,1%).
L’Italia, conferma l’agenzia, è indiscutibilmente desiderata. Dal 18 marzo al 28 giugno, si contano un totale di 837,2 mila mention – di cui 68,3 mila comparse sul web e 768,9 mila dai social – che hanno prodotto 227,1 milioni di interazioni per un valore totale di investimento (ave) pari a 661,8 milioni di euro. per la settimana di rilevazione 22-28 giugno si rilevano ulteriori 13,1 mila menzioni – di cui 4 mila 300 comparse sul web e 8 mila 800 dai social – che hanno prodotto 7,8 milioni di interazioni – più 93% rispetto ai dati della settimana precedente – per un valore totale di investimento (ave) pari a 38,3 milioni di euro. Cresce l’incidenza del tema “turismo” sul totale citazioni “Italia” a partire dal 23 giugno. (aise) 




Gran Tour in Italia tra natura e cultura

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22grandtourUn viaggio meraviglioso di oltre 11 ore. 45 mete in tutta Italia con 85 guide d’eccezione. Scrittori, musicisti, poeti, registi, attori, chef, sociologi, animatori, istituzioni, operatori, esperti di turismo sostenibile e responsabile portano a scoprire e interpretare parchi naturali, borghi, musei, paesaggi culturali, ville, giardini, oasi, riserve e parchi letterari in tutta Italia. Cambiano le modalità del viaggio, cambiamo anche noi nel rispetto dell’ambiente e delle comunità che ci ospitano.
Capire quanto l’opera letteraria sia potente nell’avvicinare il lettore all’ambiente descritto da un autore, è sicuramente il primo passo per offrire allo stesso lettore i mezzi per essere coinvolto e partecipare alla tutela di quell’ambiente. I Parchi Letterari non si limitano a custodire e divulgare la letteratura attraverso i luoghi, ma intendono contribuire a salvaguardare i luoghi attraverso la letteratura.
Come cambieranno i viaggi e le vacanze degli Italiani? Quali mete è possibile raggiungere per un periodo di svago, ma anche di crescita culturale?
A queste domande risponde la diretta streaming organizzata dal mensile “Leggere: tutti” sul proprio canale YouTube in collaborazione con la Rete dei Parchi letterari. Il Grand Tour è stato organizzato con il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.
A far da guida in questo lungo viaggio 85 tra scrittori, musicisti, registi, attori, chef; tra questi: Paolo Cognetti, Giordano Bruno Guerri, Renzo Arbore, Neria De Giovanni, Raffaele Nigro, Attilio Brilli, Andrea Di Consoli, Giuseppe Cederna, Ciccio Sultano e rappresentanti di istituzioni, tra cui Enrico Vicenti, segretario nazionale dell’Unesco, il presidente del Consiglio regionale della Regione Basilicata Carmine Cicala, Paolo De Castro della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, il Presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Luca Santini, il direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre Patrizio Scarpellini e il Vice Presidente della Lipu Alessandro Polinori.
Il programma con tutti i link, minuto per minuto, è disponibile qui. (aise)