Val’Quirico, la piccola Toscana del Messico

Val’Quirico a primo acchito sembrerebbe essere il tipico borgo toscano, solo che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Siamo infatti in Messico, una terra magnifica, ricca di storia, cultura e tradizione. E custode di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che sorprende e ammalia chiunque decida di visitarlo, donando ricordi ed esperienze uniche che non possono che rimanere impresse nella memoria per tutta la vita.
Nonostante questo, nel proprio viaggio in Messico, tutto ci si aspetterebbe, tranne che trovare la ricostruzione di un borgo dal tipico aspetto italiano e, più precisamente, caratteristico toscano, con stradine e casette costruite in pietra e circondate da mura.
E sì, nonostante possa risultare singolare, in questa regione del Messico sorge un paesino dalle parvenze fiabesche, costruito proprio a immagine e somiglianza di un tipico borgo della Val d’Orcia. Stiamo parlando di Val’Quirico, l’ormai famoso villaggio dello stato messicano di Tlaxcala, nella parte centrale del Paese.
Nello specifico, si tratta di un complesso residenziale, turistico e vacanziero che si trova all’interno dei confini del municipio di Tetlatlahuca, bellissimo e caratteristico centro cittadino che sorge a sole due ore dalla capitale, Città del Messico.
Nel borgo il legame con la Toscana è evidente e palpabile in ogni angolo. Gli stessi costruttori hanno rivelato come l’idea di edificare questo sito turistico sia nata proprio da un viaggio nel Bel Paese.
Per rallegrare e rendere indimenticabile la visita sono stati aperti, al bordo delle viuzze che si insinuano tra le casette in pietra, più di trenta attività commerciali dove fermarsi per curiosare e fare acquisti. Ci sono poi numerosi bar che servono caffè e bevande, oltre a caratteristici ristoranti, gelaterie, hotel e molto altro ancora.
A Val’Quirico, però, non troviamo solo ricostruzioni di mura antiche, finestre e vicoli che ricordano i borghi italiani ma, anche e soprattutto, una cornice naturalistica fantastica, che offre scorci paesaggistici unici e indimenticabili.
Quale miglior modo, allora, di godersi tutto questo facendo passeggiate a piedi o, magari, in sella a una bici o, ancora, andando a cavallo. Giornalmente, infatti, gli organizzatori propongono gite ed escursioni per far conoscere le numerose bellezze del territorio.
La zona è anche rinomata per la sua cultura culinaria, che offre piatti caratteristici e saporiti. Per chi è curioso di scoprire gusti e sapori nuovi, questa può essere davvero l’occasione giusta.

Foto: turistipercaso.it
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La Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha promosso una missione istituzionale a New York dedicata al turismo, coinvolgendo una rappresentanza composta da Fondazione DMO Marca Treviso e Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi – The Mountains of Venice.

Venticinque italiani, tutti parmigiani e appassionati della civiltà Maja, sono rimasti bloccati per due giorni nell’aeroporto di Città del Messico, senza cibo nè informazioni.
Finalmente l’estate entra nel vivo e, come da tradizione, Lampedusa inaugura la stagione con i primi arrivi di massa.
Tra tutte le meraviglie naturali della Repubblica Dominicana, ce n’è una che colpisce non solo per le sue spiagge bianchissime e le acque turchesi, ma anche per il suo nome: Saona. Sembra il nome di una località ligure, o forse di un vino toscano. E in effetti, un’origine italiana c’è davvero.
Arriva l’estate e come sempre la Farnesina ricorda che la sicurezza all’estero è al centro dei servizi della sua Unità di Crisi.
Si scrive un nuovo capitolo nella complessa trama dei rapporti tra Italia e Messico. A guidarlo è Filippo Strano, console onorario d’Italia a Cancún e fondatore del marchio Riviera Cristallina, un progetto di rilancio territoriale «nato nel cuore della Calabria, ma con lo sguardo rivolto al mondo», si legge in un comunicato.
C’è un cambiamento silenzioso ma profondo che attraversa il mondo del turismo. Dopo anni di “mordi e fuggi”, selfie compulsivi e località sovraffollate, sempre più viaggiatori stanno riscoprendo il piacere del tempo. Il “turismo lento” – fatto di borghi dimenticati, sentieri a piedi, soste nei mercati e chiacchiere con la gente del posto – è la risposta a un mondo che corre troppo in fretta.
“Un nuovo percorso escursionistico d’eccezione arricchisce l’offerta turistica del Veneto”: il Cammino delle Dolomiti, un anello di 500 chilomretri suddiviso in 30 tappe, che attraversa alcuni dei paesaggi più affascinanti delle Dolomiti Bellunesi, Patrimonio Mondiale Unesco. “Un viaggio immersivo tra natura incontaminata, borghi autentici e siti di grande rilevanza storica, culturale e spirituale”, lo descrive l’assessore al Turismo del Veneto, Federico Caner, annunciando il riconoscimento di un nuovo cammino che arricchisce la rete dei cammini veneti e si snoda attraverso sentieri e strade secondarie, “offrendo ai viaggiatori un’opportunità straordinaria per scoprire il patrimonio naturalistico e storico della regione“.