Val’Quirico, la piccola Toscana del Messico

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valquiricopuntovertVal’Quirico a primo acchito sembrerebbe essere il tipico borgo toscano, solo che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Siamo infatti in Messico, una terra magnifica, ricca di storia, cultura e tradizione. E custode di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che sorprende e ammalia chiunque decida di visitarlo, donando ricordi ed esperienze uniche che non possono che rimanere impresse nella memoria per tutta la vita.

Nonostante questo, nel proprio viaggio in Messico, tutto ci si aspetterebbe, tranne che trovare la ricostruzione di un borgo dal tipico aspetto italiano e, più precisamente, caratteristico toscano, con stradine e casette costruite in pietra e circondate da mura.

E sì, nonostante possa risultare singolare, in questa regione del Messico sorge un paesino dalle parvenze fiabesche, costruito proprio a immagine e somiglianza di un tipico borgo della Val d’Orcia. Stiamo parlando di Val’Quirico, l’ormai famoso villaggio dello stato messicano di Tlaxcala, nella parte centrale del Paese.

Nello specifico, si tratta di un complesso residenziale, turistico e vacanziero che si trova all’interno dei confini del municipio di Tetlatlahuca, bellissimo e caratteristico centro cittadino che sorge a sole due ore dalla capitale, Città del Messico.

Nel borgo il legame con la Toscana è evidente e palpabile in ogni angolo. Gli stessi costruttori hanno rivelato come l’idea di edificare questo sito turistico sia nata proprio da un viaggio nel Bel Paese.

Per rallegrare e rendere indimenticabile la visita sono stati aperti, al bordo delle viuzze che si insinuano tra le casette in pietra, più di trenta attività commerciali dove fermarsi per curiosare e fare acquisti. Ci sono poi numerosi bar che servono caffè e bevande, oltre a caratteristici ristoranti, gelaterie, hotel e molto altro ancora.

A Val’Quirico, però, non troviamo solo ricostruzioni di mura antiche, finestre e vicoli che ricordano i borghi italiani ma, anche e soprattutto, una cornice naturalistica fantastica, che offre scorci paesaggistici unici e indimenticabili.

Quale miglior modo, allora, di godersi tutto questo facendo passeggiate a piedi o, magari, in sella a una bici o, ancora, andando a cavallo. Giornalmente, infatti, gli organizzatori propongono gite ed escursioni per far conoscere le numerose bellezze del territorio.

La zona è anche rinomata per la sua cultura culinaria, che offre piatti caratteristici e saporiti. Per chi è curioso di scoprire gusti e sapori nuovi, questa può essere davvero l’occasione giusta.

Foto: turistipercaso.it

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A New York si parla del turismo veneto

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19missionevenetoLa Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha promosso una missione istituzionale a New York dedicata al turismo, coinvolgendo una rappresentanza composta da Fondazione DMO Marca Treviso e Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi – The Mountains of Venice.
L’iniziativa è stata organizzata operativamente da Venicepromex – agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale veneto – e ospitata dalla Italy America Chamber of Commerce di New York che ha anche svolto attività di consulenza strategica e di selezione di contatti qualificati per gli incontri B2B con oltre 50 operatori turistici e influencer statunitensi.
Per il Presidente della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti, Mario Pozza, si è trattato di due missioni in una, dato il suo ruolo anche di Presidente di Assocamerestero. Durante la missione, Pozza ha anche incontrato il board della Italy America Chamber of Commerce di New York guidata dal Segretario Generale, Federico Tozzi.
“In questa missione istituzionale a New York – ha commentato Pozza – la Camera di Commercio porta un vero e proprio sistema di promozione: con Fondazione Marca Treviso, la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi e Venicepromex. Ci presentiamo uniti per valorizzare le nostre eccellenze turistiche e territoriali. Come Presidente di Assocamerestero desidero evidenziare l’importanza del sistema camerale italiano all’estero e, oggi in particolare, della Italy America Chamber of Commerce, partner strategico che ha reso possibile questa missione attraverso un programma di incontri mirati con operatori internazionali: un ringraziamento particolare va al Segretario Generale Federico Tozzi per la professionalità, il know how di un mercato così importante come quello americano e per il grande lavoro svolto di affiancamento e consulenza”.
“Il confronto con la business community americana – ha aggiunto – ci permette di aprire nuove prospettive di crescita e di rafforzare la presenza del Veneto in un mercato di rilevanza mondiale. Siamo convinti che questa missione sia solo l’inizio di collaborazioni di spessore, capaci di generare ricadute concrete e durature per il nostro sistema territoriale. Invito gli operatori di Treviso e Belluno – ha concluso Pozza – ad approfondire le informazioni contattando le Fondazioni Marca Treviso e la DMO Dolomiti Bellunesi e le Camere di Commercio Italiane all’estero dove troverete la rete camerale e i partner affidabili per nuove occasioni di business”.
“Questi giorni di lavoro costituiscono un’attività molto importante per far conoscere, anche oltreoceano, l’autenticità e la varietà delle esperienze che i nostri territori possono offrire”, ha commentato la Presidente di Fondazione Marca Treviso Giulia Casagrande. “L’incontro diretto con il pubblico degli operatori statunitensi aiuta inoltre a focalizzarsi sulla domanda e ci consente di trasferire agli imprenditori del settore turistico e dei servizi, le richieste specifiche, sempre più indirizzate verso le esperienze di alto livello, personalizzate e tipiche, rispetto alla destinazione. In questo i nostri operatori sono assolutamente in grado di soddisfare la domanda. Stiamo progettando di organizzare degli educational finalizzati alla conoscenza dell’incredibile varietà e altissima qualità di servizi che la Marca, forte della sua storia, tipicità e tessuto imprenditoriale, può offrire, integrandoli con l’offerta del Veneziano e del Bellunese. Ringrazio tutti gli Enti partecipanti per il lavoro di coordinamento”.
Gli Stati Uniti, ha ricordato la Direttrice della DMO Dolomiti Bellunesi Valentina Colleselli, “sono per noi un mercato strategico. Dialogando con gli operatori del settore. Abbiamo riscontrato interesse per un territorio che rimane autentico seppur ben collegato con Venezia e quindi con i flussi importanti e le mete tradizionali che gli americani conoscono. Questa vicinanza è strategica, ma va gestita. La richiesta è di servizi di qualità e strutture alberghiere qualificate. Questo è un aspetto su cui investire nella nostra destinazione perché le opportunità sono ampie. Grazie all’iniziativa camerale abbiamo avviato per la prima volta un dialogo sulla costruzione di un’offerta turistica integrata fra la Marca Trevigiana e le Dolomiti Bellunesi. Un progetto che dà valore a entrambe le destinazioni nelle loro specificità e crea una proposta unica sulla quale lavoreremo insieme nei prossimi mesi”.
Dopo questo primo appuntamento, infatti, Venicepromex proseguirà con azioni di follow-up e nuovi incontri B2B finalizzati a costruire pacchetti integrati e condivisi, capaci di unire le migliori destinazioni venete e di rispondere alla crescente domanda del mercato statunitense. (aise) 




Tracing Italian Roots: il Comites Washington cerca collaboratori

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Una mappa per (rin)tracciare l’eredità italiana negli Stati Uniti, collegando ogni storia al suo luogo d’origine in Italia. Si chiamerà “Tracing Italian Roots” la nuova piattaforma digitale ideata dal Comites di Washington e realizzata grazie al contributo della Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina.
La web-app debutterà il 18 ottobre 2025 all’Ambasciata d’Italia a Washington.
Il progetto, spiega il Comites, “mira a creare una guida digitale interattiva e geolocalizzata per raccontare la storia del contributo italiano e italo-americano a Washington D.C. in ogni settore. Sostenuto da istituzioni italiane e in partnership con il COMITES DC, vogliamo dare voce a storie conosciute e, soprattutto, a quelle mai raccontate”. Per farlo, il Comites è alla ricerca di due studenti o neolaureati motivati, che si uniranno al team locale per un incarico iniziale di 3 mesi.
Gli interessati potranno inviare il proprio Curriculum Vitae via email all’indirizzo comites.washingtondc@gmail.com. (aise) 




Messico. Il vulcano erutta e i turisti italiani aspettano in aeroporto che si calmi

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messico turisti italiani bloccatiVenticinque italiani, tutti parmigiani e appassionati della civiltà Maja, sono rimasti bloccati per due giorni nell’aeroporto di Città del Messico, senza cibo nè informazioni.

Tutto questo a causa di una tempesta unita all’eruzione del vulcano Popocatépeti e a un terremoto a Oaxaca.

Bloccati e senza ricevere nessuna assistenza, quindi.

Domenica pomeriggio, i turisti hanno dovuto fare i conti con un tifone connesso a una tempesta elettromagnetica, un’eruzione del vulcano Popocatépetl e movimenti tellurici nella vicina Oaxaca.

Proprio nella capitale le piogge, arrivate in certe zone a 50 centimetri, hanno paralizzato il traffico e l’aeroporto internazionale da cui i parmigiani stavano per imbarcarsi.

Per togliere l’acqua dalle piste sono stati così sospesi decolli e atterraggi. Dopo un’ora di ritardo i passeggeri sono stati fatti salire a bordo, ma poco dopo sono dovuti scendere e invitati a trascorrere la notte nel terminal. Senza sistemazioni, al freddo e accampati nell’area del Gate 68.

“AeroMéxico, la compagnia con cui volavamo – aggiunge un testimone – ha dichiarato di non poter fornire alcuna assistenza, poiché l’emergenza rientrava tra le cause di “forza maggiore”, escluse dai rimborsi e dai servizi di accoglienza previsti dalla compagnia”.

Dopo un’attesa infinita, la comitiva è ripartita e sbarcata a Fiumicino ieri alle 7 di mattina, ora italiana.




Comincia la stagione turistica: primi arrivi a Lampedusa!

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d6dd0fd76dbec16d424a7d5d927cb269Finalmente l’estate entra nel vivo e, come da tradizione, Lampedusa inaugura la stagione con i primi arrivi di massa.
Sette sbarchi in un solo giorno, più di quattrocento nuovi “ospiti” sbarcati direttamente sulle coste italiane. Nessuna prenotazione su Booking, nessun volo low cost da Fiumicino: il viaggio parte dalla Libia, rotta mediterranea, con transfer incluso offerto da Guardia Costiera e Frontex.

Altro che pacchetti all inclusive: qui si viaggia in economia, massimo 100 persone per imbarcazione, bagaglio a mano sconsigliato, assistenza sanitaria e pasti caldi disponibili solo all’arrivo.

Il centro d’accoglienza dell’isola ha accolto i nuovi arrivati con il consueto spirito di ospitalità, anche se con qualche difficoltà logistica: pare che le strutture siano più affollate del buffet di ferragosto in un villaggio vacanze calabrese. Ma niente paura: già pronti i pullman per i trasferimenti a Porto Empedocle, con destinazione finale da definire.

Nel frattempo, il Ministero del Turismo pensa di aggiornare le statistiche, includendo nella voce “turismo internazionale” anche queste forme di viaggio alternativo. Del resto, chi siamo noi per giudicare? In fondo, chi arriva a Lampedusa cerca solo un po’ di sole, di sicurezza e — se possibile — una nuova vita.

Chi invece è già in vacanza in Italia e si lamenta dei treni in ritardo, del caldo e del Wi‑Fi che non prende in spiaggia, può sempre consolarsi pensando che c’è chi per arrivare ha attraversato il Sahara e poi il mare, su un gommone. E senza nemmeno un welcome drink.




Saona, l’isola dal nome italiano che incanta i Caraibi

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unnamedTra tutte le meraviglie naturali della Repubblica Dominicana, ce n’è una che colpisce non solo per le sue spiagge bianchissime e le acque turchesi, ma anche per il suo nome: Saona. Sembra il nome di una località ligure, o forse di un vino toscano. E in effetti, un’origine italiana c’è davvero.

Ma cominciamo dal principio.

Un’icona caraibica dal fascino europeo

L’isola di Saona si trova al largo della costa sud-orientale della Repubblica Dominicana, all’interno del Parque Nacional del Este (oggi Parque Nacional Cotubanamá), ed è una meta obbligata per chi visita il Paese. La maggior parte dei tour turistici che partono da Bayahibe o da Punta Cana includono una giornata a Saona: nuotate tra le stelle marine, barbecue in riva al mare, palme piegate dal vento e tramonti mozzafiato.

Quello che pochi sanno, però, è che Saona deve il suo nome a un italiano.

Il regalo di Colombo a un amico genovese

Era il 1494. Cristoforo Colombo, durante il suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, scoprì quest’isola e decise di battezzarla “Saona” in onore di Michele da Cuneo, un gentiluomo genovese al suo seguito, originario dell’Isola di Savona, nel Mar Ligure. Fu un piccolo omaggio a casa, a quell’Italia che Colombo portava nel cuore.

Da allora, il nome è rimasto. E così, nel cuore dei Caraibi, a centinaia di chilometri da Genova, esiste ancora oggi un’isola che si chiama come una città ligure.

Saona oggi: bellezza, turismo e conservazione

Oggi l’isola è abitata solo da poche decine di persone, concentrate nel piccolo villaggio di Mano Juan, che vive di pesca e turismo. Non ci sono hotel né grandi strutture turistiche, e proprio questo ha preservato l’ambiente naturale. La fauna marina abbonda, le mangrovie sono rigogliose e le tartarughe marine vengono ancora qui a deporre le uova.

Per i turisti, Saona è un sogno a occhi aperti. Ma anche per noi italiani all’estero o italiani in Repubblica Dominicana, è qualcosa di più: un pezzo d’Italia sbocciato tra le onde dei Caraibi.

E forse, la prossima volta che poserai i piedi su quella sabbia bianca, penserai con un sorriso che sì, Saona è un po’ italiana anche lei.




Estate: la Farnesina per la sicurezza degli italiani all’estero

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appunitadicrisiArriva l’estate e come sempre la Farnesina ricorda che la sicurezza all’estero è al centro dei servizi della sua Unità di Crisi.
L’inizio della stagione in cui tutti gli italiani si recano in vacanza è iniziata e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale invita tutti i cittadini in procinto di recarsi all’estero a consultare Viaggiare Sicuri, il portale pensato e sviluppato per favorire scelte di viaggio consapevoli e responsabili e per fornire indicazioni utili affinché ciascun viaggiatore possa adottare, in ogni situazione, un atteggiamento consapevole e comportamenti adeguati alle località da visitare.
I viaggiatori sono invitati anche a segnalare il proprio itinerario e registrare i propri riferimenti sul sito Dove siamo nel Mondo.
La Farnesina ricorda che è possibile scaricare gratuitamente su smartphone e tablet anche la app Viaggiare Sicuri, che integra i servizi di Viaggiare Sicuri e Dove siamo nel Mondo in un unico strumento. Avvalendosi di avanzate risorse di mappatura globale, l’applicazione offre agli utenti in viaggio all’estero la possibilità di geolocalizzarsi, per ricevere notifiche durante i transiti nelle aree più a rischio, ricevere aggiornamenti in tempo reale su situazioni di pericolo, e confermare la propria incolumità a seguito di eventi critici, ovunque nel mondo questi si verifichino.
Ai servizi dell’Unità di Crisi è possibile accedere anche direttamente dall’app IO, l’applicazione dei servizi pubblici.
In caso di gravi emergenze all’estero, l’Unità di Crisi è comunque sempre raggiungibile 24 ore su 24 al numero +39 0636225. (aise)




Riviera Cristallina, dalla Calabria un ponte turistico tra Messico e Italia

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cristallinapuntovertSi scrive un nuovo capitolo nella complessa trama dei rapporti tra Italia e Messico. A guidarlo è Filippo Strano, console onorario d’Italia a Cancún e fondatore del marchio Riviera Cristallina, un progetto di rilancio territoriale «nato nel cuore della Calabria, ma con lo sguardo rivolto al mondo», si legge in un comunicato.

L’iniziativa —una piattaforma tecnologica e culturale sviluppata nell’ambito di un modello che coniuga accoglienza, sostenibilità, patrimonio identitario e commercializzazione strategica— mira a riposizionare l’Italia meridionale nel panorama turistico internazionale.

Il progetto, già pienamente operativo, coinvolge 40 comuni calabresi, oltre 85 km di costa e 1.000 km² di territori ricchi di storia, paesaggio e autenticità.

Strano ha unito dal 2018 imprenditori, amministrazioni locali, associazioni e cittadini per attrarre un turismo consapevole e internazionale con una reale ricaduta economica e culturale sul territorio.

Oggi l’iniziativa si amplia con la nascita, in questo contesto, di un gemellaggio operativo tra Riviera Cristallina e Riviera Maya, avviato nei mesi scorsi in collaborazione con le autorità locali dello stato di Quintana Roo, guidato dal coinvolgimento diretto del comune di Playa del Carmen come capofila.

L’alleanza va ben oltre le cerimonie simboliche: al centro ci sono scambi concreti di competenze, strategie comuni, circuiti di promozione integrata e soprattutto la reciprocità nei flussi turistici, grazie alla creazione e vendita di pacchetti esperienziali per entrambe le destinazioni.

In questa cornice si inserisce anche l’importante accordo firmato l’11 luglio 2025 con la compagnia aerea Neos e con World Moving, società internazionale di servizi turistici con sede a Cancún. L’associazione darà vita a pacchetti integrati volo + territorio, con un sistema capillare di accoglienza dall’aeroporto fino al cuore delle esperienze calabresi e viceversa.

«Abbiamo scelto di lavorare con partner che portano valore reale» —afferma Filippo Strano— «e che condividono una visione alta e concreta del turismo, un turismo fatto di esperienze, qualità, spesa consapevole, radicamento culturale. Non inseguiremo il modello a basso costo dei viaggi ‘mordi e fuggi’. La Riviera Cristallina punta a diventare un hub del turismo di fascia medio-alta, accessibile ma raffinato, proprio come già avviene in altre regioni del mondo, a partire dalla Riviera Maya».

A suggello di questo percorso, il prossimo 25 luglio la Riviera Cristallina riceverà a Roma, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, il premio Fairness Magazine Excellence – Valori e Talenti del Made in Italy, un riconoscimento all’innovazione, alla coerenza e alla visione che il progetto rappresenta.

Il posizionamento internazionale dell’iniziativa è ulteriormente rafforzato dall’integrazione di strumenti tecnologici già attivi e pienamente funzionanti: una app mobile e un widget per siti web, prime nel loro genere in Italia, sono già operativi e accessibili in diverse lingue. Offrono geolocalizzazione, schede interattive, call to action configurabili, eventi, itinerari, punti di interesse e promozioni dinamiche. A questi si affiancherà presto anche una piattaforma AI per la creazione automatica di pacchetti turistici personalizzati.

Una parte importante del successo del progetto è dovuta anche agli investimenti già attivati da parte di privati messicani, che hanno creduto nella visione della Riviera Cristallina e hanno deciso di sostenere attivamente il suo sviluppo.

Ma non solo. Dalla Riviera Maya arriva anche un patrimonio di competenze strategiche nel settore dell’ospitalità, che il progetto ha saputo valorizzare con una serie di iniziative di formazione, condotte da alti esecutivi di aziende di Cancún e rivolte ai titolari delle strutture ricettive, ai collaboratori e perfino alle scuole della Riviera Cristallina.

Un ponte reale, che non solo collega due territori, ma trasferisce conoscenze e professionalità dove ce n’è più bisogno.

«Il nostro obiettivo» —conclude Strano— «è costruire una nuova geografia del turismo italiano, e dimostrare che l’Italia del Sud ha le carte in regola per essere protagonista di un modello vincente. Il legame con il Messico è naturale per me, ma anche strategico per l’Italia. Cancún è la mia base quotidiana, ma viaggio spesso in Calabria per accompagnare il progetto fino a quando non sarà abbastanza solido da camminare da solo. Poi torno a osservarlo da lontano, con orgoglio».

Immagini: rivieracristallina.com

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Addio mordi e fuggi, è l’ora del viaggio lento e consapevole

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turismo sostenibile.jpgC’è un cambiamento silenzioso ma profondo che attraversa il mondo del turismo. Dopo anni di “mordi e fuggi”, selfie compulsivi e località sovraffollate, sempre più viaggiatori stanno riscoprendo il piacere del tempo. Il “turismo lento” – fatto di borghi dimenticati, sentieri a piedi, soste nei mercati e chiacchiere con la gente del posto – è la risposta a un mondo che corre troppo in fretta.

Non è solo una moda. La pandemia ha lasciato un’eredità psicologica importante: il bisogno di esperienze autentiche, di contatto con la natura, di disconnessione dal rumore digitale. In questo contesto, mete una volta considerate “minori” stanno vivendo una rinascita. Paesi come il Portogallo, la Slovenia, la Colombia rurale o il sud dell’Italia attraggono ora viaggiatori stanchi delle città-cartolina e delle esperienze tutte uguali.

Ma il turismo lento non è solo un modo diverso di viaggiare: è anche un atto politico e ambientale. Riduce l’impatto ecologico, valorizza le economie locali e rispetta le identità culturali. Un viaggiatore che sceglie una piccola trattoria anziché una catena, un treno regionale anziché un volo low cost, contribuisce in modo concreto a un’economia più sostenibile.

Naturalmente, il rischio è che anche questo modello venga fagocitato dal marketing. Già si vedono agenzie che “vendono lentezza” a caro prezzo, trasformandola in lusso per pochi. Ma lo spirito originario del turismo lento è un altro: recuperare il senso del cammino, la curiosità autentica, la bellezza del dettaglio.

Come scriveva Tiziano Terzani: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Forse è proprio questo lo spirito che dovremmo riportare in valigia.




Il Cammino delle Dolomiti: anello di 500 km in 30 tappe

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20240929 141740 1024x576“Un nuovo percorso escursionistico d’eccezione arricchisce l’offerta turistica del Veneto”: il Cammino delle Dolomiti, un anello di 500 chilomretri suddiviso in 30 tappe, che attraversa alcuni dei paesaggi più affascinanti delle Dolomiti Bellunesi, Patrimonio Mondiale Unesco. “Un viaggio immersivo tra natura incontaminata, borghi autentici e siti di grande rilevanza storica, culturale e spirituale”, lo descrive l’assessore al Turismo del Veneto, Federico Caner, annunciando il riconoscimento di un nuovo cammino che arricchisce la rete dei cammini veneti e si snoda attraverso sentieri e strade secondarie, “offrendo ai viaggiatori un’opportunità straordinaria per scoprire il patrimonio naturalistico e storico della regione“.

SI PARTE DA UN SANTUARIO, SI PASSA DALLA CASA NATALE DI UN PAPA, SI TOCCA LA DIGA DEL VAJONT…

Ogni tappa, si promette, conduce “a luoghi unici”: dal Santuario dei Santi Martiri Vittore e Corona, punto di partenza del percorso, alla casa natale di Papa Giovanni Paolo I a Canale d’Agordo, dal sito minerario di Val Imperina alla diga del Vajont, simbolo della memoria collettiva italiana. “Si tratta di una esperienza adatta a tutti: agli escursionisti e ai pellegrini così come agli amanti della natura, delle tradizioni storico-culturali e dell’enogastronomia, capace di offrire itinerari adatti a diverse difficoltà e livelli di preparazione- spiega Caner- percorribile per gran parte dell’anno, il tracciato è stato studiato per garantire un’esperienza accessibile e immersiva, con segnaletica dedicata e una rete di servizi per l’accoglienza, il ristoro e il pernottamento”.

BOSCHI, VALLI, VETTE… “È ANCHE UN CAMMINO DI INTROSPEZIONE”

– Il Cammino delle Dolomiti “si inserisce nella strategia regionale di valorizzazione dei cammini veneti, promuovendo un turismo sostenibile che rispetta l’ambiente e valorizza le comunità locali- continua Caner- attraverso boschi secolari, valli incantate e vette maestose, i visitatori possono, dunque, vivere un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa, riscoprendo la bellezza del viaggio lento e consapevole. Ma oltre al fascino naturalistico, il Cammino delle Dolomiti è un percorso di introspezione e spiritualità: ogni passo è un invito alla riflessione, tra antichi luoghi di culto, capitelli votivi e monasteri immersi nel silenzio della montagna. Un viaggio che unisce storia, tradizione e fede, rendendo l’esperienza ancora più profonda e significativa”.

Agenzia DIRE – www.dire.it