Il Tevere da Todi alla Città Eterna tra storia, mito e natura

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1600x1000 il tevere da todi heroSiete pronti ad andare alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, culla di antiche civiltà e protagonista di tante pagine della storia d’Italia? Il fiume Tevere nasconde lungo il suo corso dei gioielli di rara bellezza, da borghi antichi a dolci colline e meravigliose oasi naturalistiche in grado di sorprendere e appagare proprio tutti: gli amanti della fotografia, gli appassionati di borghi e storia, coloro che sono in cerca di adrenalina e sport outdoor.

Da Todi a Corbara, passando per Alviano, Nazzano e, ovviamente, la Città Eterna. Ecco un itinerario di 7 giorni all’insegna della sostenibilità per fare un tuffo nella storia del Tevere tra mito e natura.

Giorno 1

Lago di Corbara, tra grotte suggestive

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Il nostro itinerario inizia da Todi, una delle città più affascinanti dell’Umbria, conosciuta per le sue origini etrusco-romane. Da Piazza del Popolo, cuore del borgo su cui affacciano palazzi civili e religiosi, si parte a piedi o in bici alla scoperta del Parco fluviale del Tevere.

Avvicinatevi al corso del fiume e cominciate l’avventura. Qui le acque del Tevere hanno dato origine a paesaggi davvero particolari, come le rive alte e frastagliate delle Gole del Forello, che arrivano quasi a 200 metri nei punti più alti. Se amate l’arrampicata, qui trovate una falesia attrezzata con circa 20 vie, da affrontare in primavera e autunno o nelle mattine d’estate.

Molto suggestive sono le grotte dell’area delle Gole del Forello, nei dintorni del Lago di Corbara, punto di arrivo di questa prima tappa.

Giorno 2

Baschi, alla scoperta del borgo arroccato

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Dopo aver goduto dei paesaggi che circondano il Lago di Corbara, e con un pizzico di fortuna aver avvisato gli aironi che popolano l’area protetta del Parco Fluviale del Tevere, potete ricominciare a camminare, o pedalare. Tra ulivi e vigneti di grande impatto visivo e tante occasioni per scattare foto suggestive, raggiungerete l’area archeologica di Scoppieto. Qui il fiume scorre a poca distanza dalle rovine e vi riporterà indietro nel tempo, quando il Tevere era fondamentale per trasportare merci in tutto il bacino del Mediterraneo. Dopo esservi lasciati alle spalle il sito archeologico, proseguite alla volta di Baschi, piccolo borgo arroccato che vi saprà stupire.

Giorno 3

Lago di Alviano, Oasi WWF

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La terza tappa della discesa lungo il Tevere inizia lasciando il borgo di Baschi. Prima di mettervi in cammino, però, concedetevi una visita all’Antiquarium Museo Archeologico che conserva molti reperti rinvenuti a Scoppieto.

A piedi, in bicicletta, o a colpi di pagaia, raggiungete il vicino Lago di Alviano, Oasi WWF protetta. Qui il fiume si placa e l’acqua, interrotta da una diga, si allarga e si lascia bloccare dalla natura tra splendidi e inaccessibili canneti, giunchi e ciuffi di iris gialli.

Il lago è bassissimo, non supera i 30 centimetri di profondità, e le sue acque sono limpide e brulicanti di vita. Se avete scelto di esplorare questo luogo magico a piedi, potete approfittare dei camminamenti e delle passerelle sull’acqua per raggiungere le torrette di avvistamento da cui poter ammirare i tantissimi nidi nelle numerose isole artificiali al centro del lago. E, al tramonto, preparatevi a uno spettacolo davvero mozzafiato.

Giorno 4

Attigliano, terrazza naturale sul Tevere

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Il quarto giorno è dedicato alla scoperta di una parte di pianura attraversata dal Tevere al confine tra Umbria e Lazio. Dal Lago di Alviano proseguite per la Fonte di Ramici da cui sgorga acqua sulfurea dalle ottime proprietà curative e digestive. Nei pressi della sorgente c’è anche un parco termale, ideale se volete regalarvi qualche momento di relax. Dopo un primo tratto in pianura incontrerete qualche saliscendi tra i terrazzi fluviali generati dalle piene del Tevere, ma non temete: superati i vari dislivelli si ritorna in piano fino a raggiungere Attigliano, meta della giornata: una vera terrazza naturale sulla Valle del Tevere con un centro medievale perfettamente conservato. Pronti a gustare una cena con i generosi prodotti tipici del territorio?

Giorno 5

Civita Castellana, gioiello dell’Agro Falisco

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Il viaggio riprende da Attigliano attraverso paesaggi incontaminati che vi condurranno in un Lazio affascinante e inconsueto. Le tante attrazioni storiche e naturalistiche sono visibili ad occhio nudo: mentre procedete verso sud vedrete allontanarsi i Monti Amerini e in poco tempo arriverete al borgo laziale di Orte: il centro storico è ben conservato e ha come centro nevralgico Piazza della Libertà, luogo di incontro e di festa per tutti gli abitanti.

Dopo un po’ di esplorazione potete rimettervi in marcia verso sud, tenendo il fiume Tevere come riferimento. Arriverete così a un altro borgo di rara bellezza: Civita Castellana, il borgo più grande del territorio denominato Agro Falisco. Imperdibile, bello nel suo tessuto urbano e meraviglioso grazie alle sue terrazze che dominano la Valle del Tevere. È la degna meta della quinta giornata di avventura.

Giorno 6

Nazzano, il borgo a spirale

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Il risveglio a Civita Castellana è splendido: prendetevi del tempo per assaporare l’aria pura e i ritmi lenti del vivere quotidiano. Vi aspettano poco più di 24 chilometri da percorrere tra le verdi campagne in direzione Ponzano Romano. Superato il borgo, con una piccola deviazione avete la possibilità di fare una pausa all’approdo di Filacciano per poi continuare lungo una ciclabile che costeggia la riva sinistra del fiume. Dopo aver attraversato anche Poggio Mirteto vi ritroverete a Nazzano, un bel centro medievale caratterizzato da una struttura architettonica a spirale e dominato dallo spettacolare Castello di pietra da cui ammirare il Tevere e la vallata dall’alto. Imperdibili anche una visita al Museo del Fiume e un giro nella vicina Riserva Naturale Tevere-Farfa.

Giorno 7

Roma, la Città Eterna

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Il traguardo di quest’ultimo giorno, e di tutto l’itinerario lungo il Tevere, si taglia a Roma. Dopo aver esplorato la Riserva Nazzano Tevere-Farfa per godere pienamente delle sue bellezze naturali, potete rimettervi in viaggio verso la Capitale costeggiando le acque del Fiume Biondo. Il percorso è lungo, ma facile da affrontare, circondato dalla natura incontaminata nei primi chilometri e costellato dalle meraviglie architettoniche della Città Eterna nell’ultimo tratto. La destinazione finale di questo tragitto è l’iconico Castel Sant’Angelo, che vi accoglierà nel cuore della Capitale col suo maestoso ponte.

da italia.it

 




Gardini Cinelli nuova presidente del Movimento Turismo del Vino

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capturaViolante Gardini Cinelli Colombini è la nuova Presidente Nazionale del Movimento Turismo del Vino, l’Associazione che promuove da oltre trenta anni la cultura dell’ospitalità in cantina e che ha cambiato il modo di vivere il vino da parte degli appassionati. La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea elettiva che si è svolta a Roma, nella sede legale di MTV presso l’Unione Italiana Vini, nella mattinata di ieri, 17 giugno. Violante Gardini Cinelli Colombini succederà per i prossimi tre anni al presidente uscente, Nicola D’Auria (Abruzzo) e guiderà, per la prima volta, la grande associazione dell’enoturismo, nata proprio in Toscana.
“Sono particolarmente felice e orgogliosa di essere stata scelta dai Presidenti regionali MTV riuniti oggi in assemblea per ricoprire questo ruolo nell’Associazione che da bambina ho visto nascere in casa e che ora, grazie al lavoro di squadra, dovremo trasformare nel motore che deve fare delle cantine del MTV il top dell’enoturismo Italiano – dice la neopresidente del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini -.  Nel ringraziare chi mi ha preceduto in questo ruolo, ci tengo a precisare che, per poter raggiungere gli obiettivi prefissati, lavoreremo uniti con il nuovo CDA e con tutti coloro che, dentro e fuori il consiglio, accetteranno di diventare i direttori di singoli progetti. Ci sarà spazio per tutti e daremo la massima visibilità a quelli che metteranno talento e tempo su grandi obiettivi”.
Nel corso dell’assemblea sono stati nominati anche il Vicepresidente e i Consiglieri che comporranno la squadra di lavoro per il prossimo triennio. Ad affiancare la neopresidente Violante Gardini Cinelli Colombini sarà la Vicepresidente del Movimento Turismo del Vino Valentina Togna (Trentino Alto Adige). Il gruppo di lavoro sarà poi composto dai consiglieri Maria Paola Sorrentino (Presidente di MTV Campania), Nicola D’Auria (Presidente di MTV Abruzzo), Valeria Pilloni (Presidente di MTV Sardegna), Stefano Celi (Presidente di MTV Valle d’Aosta), Giovanni Dubini (Presidente di MTV Umbria).
Per il buon lavoro svolto negli anni complicati della pandemia e della successiva ripresa, il nuovo Presidente e l’assemblea delle regioni hanno ringraziato il Presidente uscente Nicola D‘Auria, che ha guidato il Movimento per ben due mandati.
Il Presidente Nicola D’Auria, ringraziando per la fiducia goduta, lascia dunque l’incarico consegnando un ultimo risultato del suo lavoro e di quello del direttivo uscente al successore: un sito, www.movimentoturismovino.it, completamente rinnovato e funzionale che tra le partnership si pregia di annoverare quella di italia.it, il portale del Ministero del Turismo della Repubblica Italiana.
E, tra le novità principali, spicca BACCOmmunity, il chatbot che risponde in tempo reale alle richieste degli enoturisti desiderosi di pianificare le proprie visite in cantina. Questa innovazione è stata possibile grazie alle avanzate funzionalità offerte dall’intelligenza artificiale, progettata per interagire con la community degli enoturisti. Col tempo, il Movimento ha costruito una banca dati di iscritti interessati ad aggiornamenti in tempo reale.
“Il progetto, appena avviato – sottolinea D’Auria -, ha coinvolto finora circa 200 cantine pronte a offrire vantaggi esclusivi a chi prenota una visita. Ci auguriamo che il numero di cantine partecipanti possa crescere, permettendo alla community di appassionati di vino di beneficiare di un servizio sempre più rapido ed efficace”. (aise




I soldi per le vacanze sono finiti: oltre 6 milioni di italiani resteranno a casa questa estate

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Sono 6,5 milioni gli italiani che quest’anno non andranno in vacanza e, fra loro, ben 3,7 milioni hanno dichiarato che il motivo della rinuncia è di natura economica; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi.

Tra chi non parte – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – il 56% ha per l’appunto ammesso di non poterselo permettere economicamente. Percentuale che arriva al 64% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni e tra gli over 65, mentre a livello territoriale arriva dirittura al 66% tra i residenti al Sud e nelle Isole.

Se, sempre fra coloro che non partiranno per ragioni economiche, il 47% ha dichiarato di essere in difficoltà a causa dell’aumento generale del costo della vita, tra gli over 65 la percentuale arriva addirittura al 71%.

Il 33% di chi resterà a casa per ragioni economiche, invece, ha detto che non partirà a causa del rincaro dei prezzi legati alla vacanza stessa. In questo caso la fascia più vulnerabile risulta quella degli under 25 (qui la percentuale arriva al 52%).

Fra le rinunce dovute a ragioni non di natura economica, secondo l’indagine le principali sono l’assenza di giorni di ferie (21%) o la necessità di accudire un familiare (10,5%) o un animale (13%). Da notare anche come siano ancora tanti gli indecisi; circa 7,7 milioni di italiani non sanno se partiranno o meno.

I PRESTITI PER LE VACANZE

Per far pesare meno il costo della vacanza sul budget familiare, sono sempre di più gli italiani che scelgono di rivolgersi ad una società di credito tanto è vero che, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nei primi 5 mesi del 2024 il peso percentuale delle domande di prestiti personali destinati alle vacanze è aumentato del 9% rispetto allo stesso periodo del 2023.

In base alle stime dei due portali di comparazione, quest’anno sono stati erogati oltre 200 milioni di euro in prestiti personali destinati a coprire spese legate a viaggi e vacanze

L’analisi, realizzata su un campione di oltre 150.000 domande di finanziamento personale, ha messo in luce che chi ha chiesto questo tipo di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.416 euro da restituire in 50 rate, poco più di 4 anni.

Guardando da vicino il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per pagare un viaggio, emerge chiaramente come questa tipologia di finanziamento sia particolarmente diffusa tra i giovani; fa capo ad un under 30 una domanda su tre e, in generale, l’età media dei richiedenti è pari a 38 anni (in media, per le altre tipologie di prestiti personali, l’età dei richiedenti è pari a 44 anni).

Agenzia DIRE – www.dire.it




Italea Puglia incontra…il Gargano: dal 12 al 16 giugno attività, meeting, educational tour sul turismo delle radici in Puglia

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progetto italea immagine4“Italea Puglia incontra…il Gargano”: dal 12 al 16 giugno attività, eventi aperti al pubblico, incontri istituzionali, educational tour promossi nel territorio del Gargano da Italea Puglia. Italea, è il programma di promozione del turismo delle radici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU. Il tour nel Gargano ha l’obiettivo di raccontare questa terra affascinante, custode di tradizioni ancora autentiche, ai pugliesi e agli italiani nel mondo, invitandoli a realizzare il proprio “viaggio delle radici” in Puglia, e al contempo contribuire a creare nuovi ponti tra le comunità locali e quelle emigrate all’estero, e fare rete per recuperare valori e saperi del passato come strumenti per stare nel presente, ribaltando l’immaginario sui luoghi in cui un tempo si originò la necessità di partire. Sono tre gli appuntamenti pubblici in programma nella cinque giorni di Italea Puglia nel Gargano, tra i quali una tavola rotonda di approfondimento sui temi dell’emigrazione e delle radici e due eventi all’interno del festival itinerante “Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi” lanciato in occasione del “2024 Anno delle radici italiane” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Le storie dei trabucchi

Giovedì 13 giugno dalle 16.30 un pomeriggio a stretto contatto con il mare e le più antiche tradizioni dei pescatori, con “Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Le storie dei trabucchi”, evento realizzato da Italea Puglia in collaborazione con l’associazione La rinascita dei trabucchi storici (partecipazione gratuita con tessera associativa – contributo 5 euro; info e iscrizioni info@italeapuglia.com  posti limitati, max. 20 partecipanti). “Le storie dei trabucchi” è piccola festa di comunità, scandita da passeggiata lungo la costa e un’esperienza di pesca su una tipica struttura della tradizione marinaresca del Gargano. L’appuntamento è alle 16.30 dalla spiaggia Scialmarino, da cui prenderà avvio un trekking sulla costa della durata di un’ora e mezzo, sino al Trabucco Molinella.

Qui a partire dalle 18, guidati da Matteo Silvestri dell’associazione La rinascita dei trabucchi storici, i partecipanti vedranno all’opera i vecchi trabuccolanti, ascoltando le storie di un antico mestiere di questa parte della Puglia, e quelle di chi ha dovuto abbandonare queste coste alla ricerca di venti più favorevoli, tra coloro che hanno fatto in seguito ritorno e chi ha continuato a sognare il suo mare da lontano. I partecipanti potranno anche mettere alla prova le loro abilità guidati dai vecchi e dai giovani trabuccolanti, dall’alto di queste monumentali architetture di legno affacciate sul mare Adriatico. Chiude l’esperienza un aperitivo conviviale sul trabucco. I trabucchi, che segnano la costa tra Vieste e Peschici – nel cuore del Parco Nazionale del Gargano -sono rudimentali strumenti costruiti dai pescatori del luogo per assicurarsi un sostentamento evitando di esporsi alle mille insidie del mare, dalle tempeste alle incursioni piratesche, che per lunghissimo tempo sono state gli spauracchi di questi piccoli borghi. I trabucchi sorgono infatti sul limite del litorale, protendendosi nel mare con due enormi bracci (le “antenne”) a cui è agganciata una rete che sfrutta le correnti marine per catturare il pesce. La loro solida imponenza unisce il mare e la terra del lembo più a Nord della Puglia: nei tronchi e nelle travi in pino d’Aleppo che costituiscono queste strutture è infatti custodita la storia millenaria della Foresta Umbra, che si protende quasi sino al mare.

Turismo delle radici: San Marco in Lamis e le comunità del Gargano nel mondo

Venerdì 14 giugno è in programma il secondo evento pubblico del tour nel Gargano, la tavola rotonda “Turismo delle radici: San Marco in Lamis e le comunità del Gargano nel mondo” presso la Fondazione Pasquale ed Angelo Soccio (piazza Carlo Marx 1) a San Marco in Lamis,  promosso da in collaborazione con Fondazione Soccio, Associazione Amici di Joseph Tusiani – Centro Studi J. Tusiani, associazione Il Sentiero dell’anima, Federazione Pugliese d’Australia, Apulian Youth Association of Australia, San Marco in Lamis Social Club Melbourne e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di San Marco in Lamis. Per i 100 anni dall’arrivo dei primi sammarchesi in Australia, Italea Puglia promuove un pomeriggio di approfondimento trasversale sul fenomeno migratorio dal Gargano, e al contempo sui valori identitari, sulle tradizioni e sulle personalità illustri di queste terre. L’incontro sarà preceduto da una visita collettiva presso il monumento La partenza dell’artista Filippo Pirro, dedicato agli emigrati pugliesi (appuntamento alle 17.30 in piazza Europa).

All’incontro saranno presenti le figlie dell’artista, che con l’associazione Il Sentiero dell’Anima nella valorizzazione della sua opera, che parleranno del crowdfunding lanciato per sostenere il progetto di recupero del “Paese”, la parte più fragile dell’opera realizzata in bronzo e terracotta.

Nel corso della tavola rotonda alla Fondazione Soccio si parlerà di turismo delle radici e del programma nazionale lanciato dal MAECI, come veicolo di promozione della regione all’estero e di un rinnovato legame tra le comunità pugliesi di ogni parte del mondo. Si parlerà inoltre delle radici del Gargano e delle personalità autorevoli di queste terre, come Joseph Tusiani, importante voce della poesia e della letteratura del Novecento negli Stati Uniti, nato a San Marco in Lamis nel 1924. Dopo i saluti del sindaco del Comune San Marco in Lamis Michele Merla e del presidente Fondazione Soccio Claudio Lecci, l’incontro sarà introdotto dalla presentazione di Italea Puglia, a cura di Rita Piccinni, Giorgia Salicandro, Sara Colonna, Giovanni Pugliese: “Il progetto Italea Puglia: una nuova pagina del turismo delle radici in Puglia”. Seguiranno gli interventi di approfondimento: Grazia Galante, ricercatrice: “La comunità sammarchese di Melbourne tra conservazione e modernità”; Laura Pirro, associazione Il Sentiero dell’Anima: “Il progetto di crowdfunding per l’opera “La Partenza” di Filippo Pirro”; Sergio D’Amaro, direttore del Centro Studi Tusiani: “Joseph Tusiani e la questione dei neri d’America”; Angelo Ciavarella, Fondazione Soccio: “Buffalo-San Marco in Lamis andata e ritorno: storia di un mandolino ritrovato”; Roberto Caroppi, Apulian Youth Association of Australia: “Un ponte tra vecchie e nuove generazioni di italiani all’estero”. Chiuderà la serata la proiezione di un video saluto delle comunità di sammarchesi di Melbourne.

Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Camminata cantata lungo la Via Francigena

L’ultimo evento pubblico del tour nel Gargano di Italea Puglia fa tappa a San Giovanni Rotondo. L’appuntamento è sabato 15 giugno a partire dalle 16 con “Italea Puglia: la Festa delle radici pugliesi. Camminata cantata lungo la Via Francigena”, un pomeriggio dedicato alle storie di viandanti e pellegrini di un territorio tradizionalmente vocato alla spiritualità, in cui accanto al culto contemporaneo di San Pio resistono le testimonianze della Via Francigena, l’antico itinerario europeo che un tempo conduceva alla Terra Santa.

L’evento è realizzato in collaborazione con le associazioni SGR Francigena e Cala la Sera (partecipazione gratuita con tessera associativa – contributo 5 euro; info e iscrizioni info@italeapuglia.com / whatsapp +39 349 341 2604; posti limitati, max. 25 partecipanti).

Si parte alle 16 con il ritrovo dei partecipanti in Piazza dei Martiri a San Giovanni Rotondo per la visita al Museo dell’arte e delle tradizioni popolari “Michele Capuano”, che raccoglie suggestive testimonianze delle arti e dei mestieri del paese e dell’area garganica.

A seguire, un trekking di 3 chilometri guidato da Domenico Antonacci, guida turistica e presidente dell’associazione SGR Francigena, condurrà i partecipanti lungo un tratto dell’antica via, tra le rotte di viaggiatori e pellegrini, pastori e boscaioli che per fede o per necessità hanno attraversato queste terre, questi boschi, tra conventi, grotte, stalli e stazioni che fungevano da riposo, protezione e raccoglimento per il corpo e per l’anima.

L’esperienza, appositamente ideata da Italea Puglia, prevede una “camminata cantata” con Pio Gravina, musicista e ricercatore delle tradizioni musicali garganiche dell’associazione Cala la Sera, che cadenzerà l’itinerario con il ritmo della chitarra battente e le canzoni antiche, custodi di storie di famiglie e comunità, lavoro, partenze oltreoceano. Il percorso farà tappa al Convento di Sant’Egidio, antico ospedale dei pellegrini, dove i partecipanti potranno condividere un aperitivo conviviale.

L’ultima tappa della giornata, prevista per le 19, è davanti al Museo dove cantori e musicisti del paese offriranno un saluto musicale al gruppo.

Gli altri appuntamenti del tour . Nel corso della cinque giorni nel Gargano, Italea Puglia farà tappa inoltre presso luoghi di importanza strategica per il turismo e la cultura pugliesi, laboratori artigiani ed eventi dal forte significato simbolico. Tra questi, Monte Sant’Angelo, Patrimonio Unesco per la Basilica di San Michele e Capitale della Cultura di Puglia 2024, Vieste per la Festa di Sant’Antonio da Padova, San Nicandro Garganico presso il Parco artistico-ambientale “Il Sentiero dell’Anima”, San Giovanni Rotondo, presso il Santuario di San Pio e il laboratorio di liuteria di Cala la Sera. (Inform)




Un volo diretto Neos collega New York a Palermo

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448064773 10228555009274715 149981930438842397 nGiornata storica per l’aeroporto di Palermo!
È atterrato puntualissimo, il primo volo diretto della Neos Air da New York a Palermo, con un Boeing 787-9 Dreamliner.
Questo collegamento diretto, con 355 posti, sarà attivo due volte a settimana ed offre un viaggio confortevole di circa 9 ore e 20 minuti.
Questo volo Palermo – New York è una grande opportunità non soltanto per l’aeroporto di Palermo, capace di accogliere i giganti dell’aria, ma anche per la Sicilia. Sarà un’occasione per una contaminazione di culture e per un ulteriore richiamo al turismo delle radici, che diventa sempre più importante.
L’aeroporto di Palermo vive un momento positivo, con un aumento del 11% dei passeggeri nei primi 5 mesi del 2024 rispetto all’anno precedente.
Tony Di Piazza



Turismo: oltre 450 milioni di presenze in Italia nel 2023

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Il 2023 ha segnato un record storico nell’andamento del turismo in Italia: è quanto emerge dal Rapporto sull’andamento turistico in Italia, risultato dalle attività del Gruppo di Lavoro interistituzionale sul turismo “Alloggiati web”, costituitosi nell’ambito del Protocollo d’intesa “Sviluppo e valorizzazione dell’informazione statistica sul turismo” tra il Ministero del turismo e Istat.
In base ai dati raccolti, l’anno scorso sono stati registrati più di 134 milioni di arrivi e 451 milioni di presenze negli esercizi ricettivi presenti sul territorio nazionale. Si tratta dei valori più elevati osservati da sempre dalle rilevazioni sul turismo, superiori quindi ai livelli pre-pandemici del 2019: +3,0 milioni di arrivi (+2,3%) e +14,5 milioni di presenze (+3,3%).
Rispetto al 2022 si stima una crescita complessiva degli arrivi del 13,4% e delle presenze del 9,5%. A livello territoriale – si legge nel Rapporto – il maggior numero di presenze nel 2023 si registra nel Nord-est, dove si concentrano circa 177 milioni di presenze, pari al 39,2% del totale nazionale; seguono il Centro (24%) e il Nord-ovest (17,7%). La regione con il maggior numero di presenze è il Veneto (15,9% delle presenze nazionali), seguita dal Trentino-Alto Adige (12,4%), dalla Toscana, dalla Lombardia e dal Lazio (tutte di poco superiori al 10%).
La prima regione del Mezzogiorno è la Campania, con il 4,5% delle presenze nazionali (poco più di 20 milioni di presenze). In termini di variazioni rispetto al 2022, le regioni che registrano un incremento delle presenze superiore alla media nazionale (+9,5%) sono il Lazio (+25,3%), la Lombardia (+16,8%), la Sicilia (+13,9%), la Campania (+13,3%) e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+11%); tali incrementi sono in parte determinati dalla ripresa dei flussi turistici nelle grandi città. Una crescita più contenuta, con valori inferiori a 3 punti percentuali, interessa le Marche (+0,6%), l’Abruzzo (+2,2%) e l’Emilia-Romagna (+2,7%)
Rispetto al 2019, cioè ai valori pre-pandemici, le regioni in cui le presenze turistiche sono aumentate maggiormente – con incrementi superiori al 10% e decisamente più ampi della media nazionale (3,3%) – sono il Lazio, la Lombardia e la Sicilia.
Non hanno ancora recuperato, invece, i livelli del 2019 solo sette regioni: il Molise (-2%), l’Emilia-Romagna (-2,9%), il Piemonte (-3,2%), la Toscana (-4,3%), la Campania (-8,7%), la Basilicata (-15,1%) e la Calabria (-18,3%).
Cresce soprattutto il settore extra-alberghiero
Rispetto al 2022, tra le due macro tipologie di alloggio turistico cresce maggiormente il settore extra-alberghiero. Gli arrivi e le presenze negli esercizi extra-alberghieri aumentano rispettivamente del 16,9% e dell’11%. Il settore alberghiero, invece, fa registrare incrementi leggermente più contenuti; gli arrivi sono infatti aumentati del 11,5% e le presenze del 8,1%.
A livello territoriale, l’incremento delle presenze nel comparto extra-alberghiero è superiore addirittura del 20% nel Lazio (31,5%), in Sicilia (25,2%), in Campania (22,8%) e in Lombardia (22,3%). Nel Lazio, inoltre, l’incremento delle presenze ha raggiunto valori superiori a +20% anche nel settore alberghiero.
Turismo straniero prevalente nel Nord-est, minoritario nel Sud
Dopo l’intervallo pandemico e immediatamente post-pandemico, nel 2023 la componente estera della clientela turistica torna ad essere prevalente rispetto a quella domestica: il 52,4% delle presenze negli esercizi ricettivi è rappresentata, infatti, da clienti non residenti in Italia. I turisti stranieri tornano, quindi, a superare quelli italiani, con un’incidenza addirittura superiore a quella registrata nel 2019 (la quota di presenze estere era pari al 50,5%).
I territori in cui la clientela straniera è fortemente prevalente rispetto a quella italiana sono la provincia di Bolzano/Bozen (70,6%) e le regioni Veneto (69,3%), Lazio (64,2%) e Lombardia (62%).
In tutte le regioni del Mezzogiorno, con la sola eccezione della Campania, la clientela turistica è rappresentata invece in maggioranza dalla componente domestica.
Orientate verso un turismo spiccatamente domestico sono soprattutto Molise, Abruzzo, Marche, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna e Puglia, dove oltre due presenze turistiche su tre (più del 69%) sono riferite a clienti italiani. (aise)




Air China e Ita Airways: nuova possibilità per gli italiani di viaggiare a Cuba

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img 20240601 wa0000 800x597Recentemente è stata aperta una nuova possibilità per gli italiani di viaggiare a Cuba grazie alla collaborazione di Air China e Ita Airways. Dallo scorso 17 maggio, alla nuova rotta che collega Pechino con L’Avana si sono aggiunte un paio di partenze da Roma e – prossimamente – da Milano, con scalo a Madrid.

Con due frequenze settimanali (martedì e sabato), gli italiani potranno viaggiare verso l’isola caraibica a bordo dei nuovissimi aerei Boeing 787-9 da 30 posti in Business, 34 Premium e 229 in Economy.

Secondo Yanet Mora, Consigliera del Turismo presso l’Ambasciata di Cuba in Italia, ha assicurato a TTC che questo collegamento presenta due vantaggi principali. Attraverso il check-in tramite check-in, che permette di consegnare le valigie all’origine e di non ritirarle fino a destinazione, indipendentemente dallo scalo, per una migliore fruizione del viaggio; inoltre il passeggero può imbarcare fino a 3 valigie.

In dichiarazioni a Prensa Latina, Mora ha sottolineato che c’è un nuovo risveglio, un aumento dell’interesse per i viaggi a Cuba, con un aumento delle possibilità per gli italiani che visitano l’isola caraibica, storicamente una delle loro destinazioni preferite, ed ha espresso che L’amore genuino per Cuba dei tour operator fa la differenza.

Un aumento sostanziale si è registrato nel numero di italiani che si sono recati a Cuba nei primi cinque mesi dell’anno, quantità che tende ad aumentare, poiché l’offerta si diversifica, si creano nuovi prodotti di alta qualità e “i turisti di ritorno dal nostro Paese Esprimono un alto livello di soddisfazione.”

Recentemente, due gruppi di conoscenza dell’agenzia Tour 2000 si sono recati a Cuba e hanno scoperto il potenziale di destinazioni come L’Avana, Viñales, Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara, Camagüey, Santiago de Cuba, Baracoa e Cayo Santamaría, tra molte altre al turismo italiano.

L’Italia resta tra i principali paesi che inviano turismo a Cuba, sempre tra i primi dieci secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione.

da traveltradecaribbean.es




Ferrovia Retica, il capolavoro ingegneristico che attraversa un tratto di Alpi

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Composta da più tratte che collegano l’Italia alla Svizzera attraverso passi di montagna e bellissime vallate, ha una storia memorabile ed è entrata a far parte della World Heritage List dell’Unesco nel 2008 per la sua spettacolare particolarità.

Sempre attiva, la Ferrovia Retica è una vera e propria meta turistica, un’esperienza emozionante tra paesaggi unici da godere da una prospettiva senza pari.

Cos’è e dove si trova la Ferrovia Retica

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La Ferrovia Retica è una linea ferroviaria di montagna composta da più tratte, tra cui la Ferrovia dell’Albula e la Ferrovia del Bernina. Il loro percorso è spettacolare: partono dall’Italia, precisamente da Tirano, in provincia di Sondrio, e arrivano in Svizzera, a Saint Moritz, attraverso le Alpi svizzere.

Ad accompagnare i passeggeri lungo questo spettacolare percorso ci pensa l’amatissimo Trenino Rosso del Bernina, così chiamato per il colore dei suoi vagoni che spicca sullo sfondo spesso candido e innevato o dal verde rigoglioso. È il treno più alto d’Europa, pronto a scalare le Alpi senza l’uso della cremagliera. Importante meta fissa per i turisti, è ancora un mezzo di trasporto molto utilizzato per gli spostamenti locali.

La Ferrovia Retica non è una ferrovia qualsiasi: le sue rotaie, ultimate all’inizio del XX secolo, all’epoca assicurarono un enorme impatto socio economico sulle piccole comunità di montagna fino ad allora condannate a un lungo isolamento.

Storia e informazioni sulla Ferrovia Retica

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La Ferrovia Retica che solca i paesaggi del Bernina, a cavallo tra Italia e Svizzera, e dell’Albula fu inaugurata nel 1904. Nel 1888 i pionieri della ferrovia concretizzarono il progetto di una ferrovia di montagna innovativa: su iniziativa dell’olandese Willem-Jan Holsboer, fondarono la ferrovia a scartamento ridotto Landquart-Davos AG, nota anche come Schmalspurbahn Landquart Davos, che negli anni successivi ha subito numerosi ampliamenti.

Pochi anni dopo, con il primo convoglio datato 1909, venne ultimato anche il Bernina-Bahngesellschaft, meglio noto come Trenino del Bernina, il locomotore a dimensioni ridotte ancor oggi impegnato a solcare le Alpi svizzere.

Perché la Ferrovia Retica è Patrimonio Unesco

 Perché la Ferrovia Retica è Patrimonio Unesco

Questa Ferrovia a scartamento ridotto, al momento ancora considerata la ferrovia più alta d’Italia, è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco il 7 luglio 2008, in quanto perfetto esempio di tecnologia, ingegneria e architettura, una rarità spettacolare in cui l’intervento umano si è perfettamente integrato in un paesaggio di alta montagna, creando uno dei percorsi più spettacolari del mondo.

La Ferrovia Retica, con il suo trenino Bernina Express, è una delle 3 riconosciute nella lista dell’Unesco: le altre si trovano in Austria e in India.

Cosa vedere lungo la Ferrovia Retica: 7 percorsi e fermate imperdibili

Bormio

Organizzare un viaggio e creare il proprio itinerario di visita personalizzato sul Trenino del Bernina è semplicissimo. Tra affascinanti fermate intermedie, visite ed escursioni a piedi e in bicicletta lungo la tratta è bene scegliere cosa vedere prima di iniziare il viaggio. Le tappe imperdibili sono, almeno, 7.

Tra le più amate troviamo il tour dell’Engadina, che parte nella valle dell’Albula, da Coira o Davos, e si inerpica verso Saint Moritz. Qui è possibile fare visita al Museo Segantini o una passeggiata sul lago di Saint Moritz, per poi proseguire verso Zernez, la porta del Parco Nazionale Svizzero.

Tra le fermate più interessanti spicca anche Poschiavo, un antico e affascinante borgo a 1014 metri di altezza in cui passeggiare tra le chiese, i palazzi ottocenteschi e le meravigliose dimore borghesi. Irrinunciabile la Via degli Spagnoli, con le sue ville liberty.

Pontresina merita uno stop: è nota come capitale alpinistica dell’Engadina, perché vi prese il via la prima spedizione alla conquista della cima del Bernina nel 1850. Una passeggiata in paese e una visita al Museo Alpino, posto in un’antica dimora engadinese, vi affascineranno.

Preparatevi a farvi ammaliare dalla fermata Ospizio Bernina, con un panorama da cartolina. A 2.253 metri di quota, è il punto più̀ alto del viaggio con i suoi laghi, gli alti pascoli alpini e lo spettacolare ghiacciaio del Cambrena. Durante la bella stagione è possibile apprezzare il percorso didattico del Lago Bianco, che racconta la storia dell’energia elettrica.

Da ammirare, alla stazione di Alp Gruem spiccano il laghetto Palù e la cima del Piz Palù.

Con il Trenino Rosso è possibile raggiungere anche il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia: con una ricca flora e una tipica vegetazione alpina, custodisce numerose marmitte dei giganti, un gioiello della natura frutto di glaciazioni millenarie.

Tra i percorsi più utilizzati c’è il Sentiero Avventura della ferrovia Albula, che copre le tratte fra Preda, Bergün e Filisur, considerate fra le più spettacolari al mondo.

Che viviate in Lombardia o siate qui di passaggio, una gita lungo la Ferrovia Retica è un’ottima idea per trascorrere una giornata diversa dal solito, certamente immersi nella meraviglia di un paesaggio senza eguali.

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Alberobello, la capitale dei Trulli che ti farà vivere una favola

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20210518131932 gettyimages 627087300La capitale dei trulli, straordinarie testimonianze di edilizia in pietra a secco a lastre dal tetto a forma conica o piramidale, vi incanterà con una distesa di oltre 1.500 trulli che dal 1996 sono entrati di diritto nella World Heritage List dell’UNESCO.

L’intera Valle d’Itria si caratterizza proprio per la presenza di queste pittoresche costruzioni che affondano le proprie radici nell’era preistorica, ma è proprio ad Alberobello che si trova la massima concentrazione di esemplari meglio conservati.

Il clima mediterraneo, l’eccellente offerta ricettiva e un’armonia architettonica senza eguali rendono questa cittadina la meta ideale per i visitatori alla ricerca di un’atmosfera che non è stata intaccata dal passare del tempo. Vi è venuta voglia di partire alla scoperta di queste meraviglie?

Storia e curiosità su Alberobello

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La storia di Alberobello non è così antica come si potrebbe pensare. La cittadina così come possiamo ammirarla oggi nacque sul finire del XIV secolo per volontà dei Conti di Conversano, proprietari terrieri che affidarono la gestione del territorio ad alcuni contadini. La legge del Regno di Napoli prevedeva il pagamento di un tributo per ogni nuovo villaggio edificato e, secondo alcuni studi, i trulli sono il risultato di uno stratagemma architettato per non pagare quelle tasse.

L’aspetto di queste costruzioni doveva essere volutamente precario per dare l’idea di edifici facilmente demolibili nel caso di un’ispezione. Dopo un primo insediamento di circa 40 trulli, nel 1620 ci fu una importante espansione. Solo nel 1797 Alberobello fu liberata da ogni richiesta tributaria e dalla servitù feudale dei Conti su decisione Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli. Ma la tradizione dei trulli non si è mai interrotta.

Cosa vedere ad Alberobello: i 7 luoghi imperdibili

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Le dimensioni contenute del centro storico fanno di Alberobello un centro facilmente visitabile. Tutti i luoghi da non perdere si trovano a brevi distanze e comunque percorribili a piedi, tra suggestive viuzze e scorci da fotografare. Ecco cosa potete visitare ad Alberobello in 7 tappe:

  • Partiamo dal Trullo Sovrano, situato nella parte settentrionale della città: è l’unico trullo a due piani del paese ed è allestito con mobilio originale dei primi del Novecento.
  • Si passa poi a Rione Monti, il quartiere più esteso e famoso di Alberobello con circa 1.000 trulli: qui vi potreste perdere alla ricerca della foto perfetta. Volete un’ispirazione? Andate a vedere i Trulli Siamesi, due coni fusi centralmente che, secondo la leggenda, simboleggiano la storia di amore e odio che travolse due fratelli.
  • È la volta del Rione Aia piccola, il quartiere più piccolo del centro storico di Alberobello. Qui si trovano circa 400 trulli ad uso residenziale. Visitatelo, ma non aspettatevi di trovare negozi o locali.
  • Andate poi alla ricerca di Casa Pezzolla, un complesso di 15 coni comunicanti tra loro che ospita il Museo del Territorio. Potete visitarlo gratuitamente. Imperdibile anche Casa D’Amore, una casa storica del 1797, primo edificio costruito dopo che Alberobello fu liberata da ogni richiesta tributaria dal re di Napoli.
  • Il Belvedere Santa Lucia, infine, è il punto di osservazione più suggestivo della città. Visitatelo al tramonto per scattare foto da sogno.3 idee su cosa fare ad Alberobello.
  • 3 idee su cosa fare ad Alberobello

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Malgrado le sue dimensioni contenute, Alberobello è una cittadina che offre tantissime opzioni. Potete passeggiare e perdervi tra i vicoli inseguendo odori e colori. Oppure, seguire 3 preziosi consigli su cosa fare ad Alberobello.

Tanti trulli sono visitabili all’interno, ma solo il Museo del Territorio vi darà un esempio chiaro dell’evoluzione della cultura architettonica di Alberobello. La parte su due piani con facciata alta e stretta sormontata da timpano triangolare rappresenta le costruzioni più recenti. Da lì potete passare alla parte più antica, formata da organismi semplici e di piccole dimensioni, tutto in un unico complesso formato da 15 trulli comunicanti.

Passeggiate tra i negozietti di souvenir e le botteghe di artigianato locale fino a raggiungere la sommità della collina lungo Via Monte San Michele. Vi aspetta la pittoresca chiesa a trullo di Sant’Antonio da Padova, unica al mondo. Fu costruita nell’arco di 14 mesi nel 1927 e profondamente trasformata negli anni 60.

Se volete immergervi nel fascino di Alberobello, la cosa migliore da fare in città è un tour dei trulli, magari aiutati da una guida che vi svelerà segreti impossibili da scoprire in altro modo. Se preferite girare in autonomia potrete contare sulla gentilezza dei commercianti, sempre disponibili a farvi ammirare queste insolite costruzioni dall’interno.

Cosa mangiare ad Alberobello: 4 specialità

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Passeggiare nel centro storico di Alberobello regala enormi soddisfazioni. Se all’ora di pranzo vi volete concedere una pausa e regalarvi una food experience che non dimenticherete, dovete scegliere con cura le cose da mangiare ad Alberobello:

  • noi vi suggeriamo di cominciare con le deliziose orecchiette pugliesi condite con cime di rapa e alici salate.
  • Proseguite il pasto con il secondo piatto più famoso della Valle d’Itria: le bombette di carne, piccoli involtini di maiale ripieni di formaggio e aromi.
  • Da assaggiare anche le pettole, sfiziose palline di pasta lievitata fritte in olio bollente. Tipici delle festività natalizie, possono essere consumate anche mentre si passeggia.
  • Concludete con la frutta, provando le barattiere, frutti estivi dalla polpa croccante che danno un’immediata freschezza al palato.

da italia.it




Bandiere Blu 2024, la classifica delle spiagge più pulite d’Italia

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immagine a 4 per il sito 22 1024x576Salgono a 236 le località costiere premiate, sono dieci in più rispetto allo scorso anno, che quest’estate potranno far sventolare le Bandiere Blu assegnate dalla ong Fee, Foundation for environmental education. Il totale delle spiagge che si fregeranno del vessillo arriva a 485 che rappresentano l’11% circa delle spiagge premiate a livello mondiale.

Ottenere il riconoscimento non è facile visto che per concederlo la Fee richiede il rispetto di 32 criteri, uno in più rispetto allo scorso anno: quello dell’impegno sociale e dell’inclusività. La purezza delle acque resta comunque il criterio principale e la certificazione, relativa agli ultimi quattro anni, deve arrivare dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. Con il mare azzurro ad essere premiati sono quindi anche il turismo sostenibile, la funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti, la presenza della raccolta differenziata, la valorizzazione del territorio e le iniziative che i comuni mettono in campo per una migliore vivibilità delle località turistiche nei mesi di vacanza.

REGINA ANCORA UNA VOLTA LA LIGURIA

Anche quest’anno si riconferma prima la Liguria che segna 2 nuovi ingressi ma perde due Bandiere, confermando quindi 34 località; la Puglia a seguire sale a 24 con 3 nuovi Comuni e un’uscita mentre seguono a parimerito con 20 Bandiere la Campania e la Calabria, con un riconoscimento in più ciascuna. Al quarto posto le Marche che ricevono 19 Bandiere Blu, mentre scende a 18 la Toscana che perde un Comune. La Sardegna conferma le sue 15 località e anche l’Abruzzo sale a 15 grazie a un nuovo ingresso, la Sicilia raggiunge 14 Bandiere con tre nuovi ingressi, il Trentino Alto Adige sale a 12, il Lazio resta a 10. L’Emilia Romagna ha 9 località e sono state riconfermate le 9 Bandiere del Veneto. La Basilicata ha sempre le sue 5 località, e sempre 5 sono i Comuni in Piemonte che ottengono le Bandiere. La Lombardia conferma 3 Comuni, il Friuli Venezia Giulia mantiene le sue 2, come il Molise. Sui laghi quest’anno le Bandiere Blu sono 23, con 2 novità.

LE NUOVE SPIAGGE PREMIATE E QUELLE NON RICONFERMATE

Ecco tutti i nuovi ingressi in classifica (sono 14): Ortona (Abruzzo), Parghelia (Calabria), Cellole (Campania), Borgio Verezzi (Liguria), Recco (Liguria), Porto Sant’Elpidio (Marche), Lecce (Puglia), Manduria (Puglia), Patù (Puglia), Letojanni (Sicilia), Scicli (Sicilia), Taormina (Sicilia), Tenno (Trentino Alto Adige), Vallelaghi (Trentino Alto Adige). Quattro i comuni non riconfermati: Ameglia (Liguria), Taggia (Liguria), Margherita di Savoia (Puglia) e Marciana Marina (Toscana).

Agenzia DIRE – www.dire.it