Un 20 luglio di 54 anni fa: l’uomo sulla Luna

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362226100 10230544390583219 6521753353763740154 nRicordo ancora quella notte, incollato alla televisione in bianco e nero. Ascoltando la cronaca dell’allunaggio da Tito Stagno e Ruggero Orlando.

Ero un ragazzo, gli occhi mi si chiudevano per il sonno e il giorno dopo mi aspettava la scuola. Ho resistito e ho assistito, emozionatissimo, al dibattito tra Stagno e Orlando. Ha toccato… no, non ancora.. Indimenticabile.

Beati noi che quel momento lo abbiamo vissuto dal vivo.

Così raccontava La Nazione:

Una volta sbarcati sulla Luna, il comandante della missione, l’astronauta americano Neil Armstrong doveva restare quattro ore a riposo, come previsto dal programma spaziale. Ma non lo fece. Aprì invece il portello e incominciò a scendere dalla scaletta. Arrivato all’ultimo gradino pronunciò la storica frase: “È un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l’umanità”. In quell’avventura senza precedenti, Armstrong era il primo uomo a mettere piede sulla Luna.

Dopo 18 minuti scese anche Edwin Aldrin, più noto come Buzz, che era il pilota del modulo lunare. Era il 20 luglio 1969 quando venne realizzata questa eccezionale impresa nella storia dell’era spaziale e dell’umanità. Tre furono i protagonisti della missione Apollo 11: il comandante Armstrong, il pilota del modulo di comando Michael Collins e il pilota del modulo lunare, Edwin Aldrin.

Era il 16 luglio 1969 quando partì da Cape Canaveral alla volta dello spazio Saturno V, alto 110 metri e pesante oltre 2mila tonnellate, per portare in orbita la navetta Apollo e il suo equipaggio. Domenica 20, mentre Collins rimaneva sul Columbia, che era il modulo di comando, Armstrong e Aldrin entravano in quello lunare, denominato Aquila. Alla 13esima orbita lunare i due moduli si separarono e Aquila accese i motori per cominciare la discesa. In tutto il mondo, col fiato sospeso, oltre 500 milioni di persone stavano seguendo dalle tv ogni fase di questa storica missione. Immagini in bianco e nero annunciavano che l’uomo aveva raggiunto un traguardo inseguito da tempo, spalancando così le porte a un futuro quasi fantascientifico.

Mentre il modulo Aquila sorvolava la zona rocciosa del ‘Mare della Tranquillità’, Armstrong decise di passare ai comandi manuali. Erano le 22,17 ora italiana quando comunicò al centro di controllo di Houston: “Aquila è atterrata”.  Quelle parole arrivarono forte e chiare al centro di controllo della Nasa, per poi rimbalzare in un attimo sulle televisioni e le frequenze radio di tutto il mondo, provocando un entusiasmo che non è stato molto probabilmente ancora eguagliato da nessun’altra impresa umana.