Uruguay. Aperta al pubblico, per un giorno, la residenza dell’Ambasciata Italiana

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amabcsita italia amontevideo image 317x223Più di  850 persone hanno visitato la Residenza dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo in occasione del ‘Día del Patrimonio’. Le visite guidate hanno permesso al pubblico di apprezzare i locali destinati alle attività di rappresentanza istituzionale dell’edificio inaugurato nel marzo 1913 e acquisito dall’Erario nel 1926.

A catturare l’attenzione del pubblico anche le opere degli artisti italiani contemporanei Roberto Pace, Angela Occhipinti, Licia Galizia, Giorgio Galli, Claudio Del Pup e Vito Buongiorno esposte nelle sale.

Dal 1926, la Residenza dei Capi Missione in Montevideo è un ampio edificio di tre piani con annesso giardino, situato in Calle Ellauri 991, nel quartiere residenziale di Pocitos. La casa, in stile francese, venne edificata a partire dal 1910 per iniziativa di don Pedro C. Towers, facoltoso uomo d’affari di origine britannica. Successivamente essa venne venduta a un cittadino brasiliano e, infine, nel 1926, allo Stato italiano per la somma di centoventimila pesos oro.

Racchiusa tra edifici di vario stile e costruita su un terreno di forma irregolare, la Residenza si caratterizza per lo scuro tetto in ardesia. Il grande giardino, in cui trovano spazio un campo da tennis ed una piscina, si estende verso nord fino alla Calle José Benito Lamas. Nel 1993, con decreto dell’Intendencia di Montevideo, l’immobile è stato dichiarato “Bene di interesse municipale” per la sua speciale qualità architettonica, paesaggistica e urbana. Ed è proprio per riportare allo splendore originale un edificio d’indubbia bellezza e di notevole pregio di questa capitale che, nel 2004, il Ministero degli Esteri italiano ha finanziato intensi lavori di ristrutturazione e sistemazione.

La decisione è stata anche motivata dall’esigenza di dare la giusta immagine alla Rappresentanza Diplomatica di un Paese, come l’Italia, storicamente sensibile all’arte ed, in generale, a tutte le più diverse espressioni culturali. Il risultato è ora un’ulteriore testimonianza del gusto artistico italiano che, durante il secolo scorso, ha lasciato innumerevoli e significative tracce nell’architettura e nella cultura uruguayana ed, in particolare, di Montevideo.

Anche l’interno dell’edificio è stato oggetto di ristrutturazione. Particolare attenzione è stata data all’arredamento, al fine armonizzare i mobili e le opere d’arte provenienti dall’ltalia con gli oggetti dell’artigianato e della cultura locale, creando un’atmosfera calda ed accogliente.

La Cancelleria diplomatica, precedentemente ubicata nel centro della capitale, è stata trasferita negli anni Sessanta in una costruzione attigua alla Residenza, avente come nucleo originario l’antica “caballeriza”. Anche questi edifici secondari sono stati recentemente oggetto di un’intensa opera di ristrutturazione, modernizzazione ed ampliamento. Nel 2015, vi è stata trasferita anche la Cancelleria Consolare.