USA‑Canada: la guerra commerciale continua e l’industria dei mobili e delle cucine è sotto pressione

𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐝𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐦𝐚𝐝𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐚𝐳𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐎𝐭𝐭𝐚𝐰𝐚 𝐞 𝐖𝐚𝐬𝐡𝐢𝐧𝐠𝐭𝐨𝐧. Dopo che il governo USA ha introdotto tariffe del 25 % su prodotti come kitchen, cabinets e vanities, inizialmente previste anche in aumento fino al 50 %, l’industria canadese continua a “reeling”, ovvero a risentire profondamente dell’impatto economico nonostante il rinvio dell’aumento delle tariffe da parte della Casa Bianca.Le imprese canadesi del settore — che rappresentano un mercato da miliardi di dollari e danno lavoro a decine di migliaia di persone — esportano circa 600 milioni di dollari all’anno negli Stati Uniti e dipendono in gran parte da quel mercato. 𝐂𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐳𝐢, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐳𝐳𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢, 𝐫𝐢𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐨 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.
I produttori di cucine e mobili sostengono che la tariffazione non solo erode la competitività dei prodotti Made in Canada, ma crea incertezza in un mercato dove la domanda interna è già debole. Alcuni imprenditori spiegano che materiali statunitensi usati per la produzione vengono poi esportati nei USA come prodotti finiti, rendendo insostenibile la pressione tariffaria in un modello produttivo integrato.
Anche se l’aumento delle tariffe da 25 % a 50 % è stato temporaneamente rinviato di un anno, 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐳𝐚𝐯𝐨𝐫𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢. In questo contesto, le associazioni di categoria e i produttori chiedono al governo canadese di ottenere condizioni di mercato più favorevoli e di rafforzare politiche come il “𝐵𝑢𝑦 𝐶𝑎𝑛𝑎𝑑𝑖𝑎𝑛” per sostenere le imprese locali.
La situazione riflette tensioni più ampie nella relazione commerciale fra i due Paesi, segnate dall’uso di tariffe sotto la disciplina della Section 232 per motivi di “sicurezza nazionale” e dalla prossima revisione dell’accordo commerciale trilaterale USMCA. I negoziati saranno cruciali anche per il futuro delle catene di approvvigionamento nordamericane.
In un quadro di crescente incertezza, la “guerra dei dazi” continua a essere 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐂𝐚𝐧𝐚𝐝𝐚 𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢, con forti ripercussioni sulle imprese e i lavoratori di entrambi i lati della frontiera.