Venezuela: prezzo del petrolio in caduta libera

La pandemia del coronavirus ha accentuato al massimo la gravissima crisi economica e sociale in cui si dibatte il Venezuela, paese che fonda i suoi ingressi di valuta pregiata quasi unicamente sulla vendita del suo petrolio.
L’attuale crisi ha fatto affondare il prezzo del barile, creando, da un giorno all’altro, nelle case del governo madurista un buco che non si sa come sanare.
Attualmente l’offerta supera di gran lunga la domanda in un mondo paralizzato dalla quarantena globale. E se la maggior parte delle industrie ha chiuso i propri impianti, questo non appare possibile per quella dell’estrazione del cosiddetto “oro nero” che deve mantenere le sue quote di un mercato, i cui impegni sono sacri ed evitare gli enormi costi di fermarsi e quindi riattivare da zero ogni pozzo che ha smesso di funzionare.
Si tratta, insomma, di vendere in perdita, almeno per un periodo che il governo venezuelano spera sia il piú breve possibile.
Ogni mese, quando si avvicina la data di scadenza dei contratti, iniziano a essere firmati i futuri, quelli del mese successivo e così via.
Il tipo di petrolio il cui prezzo è precipitato alcuni giorni dopo la metá di aprile è il West Texas Intermediate (WTI), greggio leggero che viene estratto nei pozzi americani, in particolare in Texas, Louisiana e North Dakota.
Gli indicatori Brent -Mare del Nord europeo – e il paniere OPEC – Arabia Saudita, Algeria, Angola, Ecuador, Gabon, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Venezuela non ne sono stati influenzati. – Ma lo saranno quando arriverà la loro scadenza mensile.
I contratti WTI che hanno perso oltre il 100% sono ormai scaduti. La richiesta di petrolio é nulla, siccome i serbatoi sono pieni e l’industria mondiale quasi paralizzata. Occorrerá aspettare la ripresa, che non sará a breve termine.
Se questa avverrá, come dicono gli indicatori economici, solo con il mese di luglio, i paesi produttori di petrolio dovranno sbarazzarsi dei barili destinati a contenere l’oro nero, con un costo singolo di circa 30 dollari. Ma se le economie arabe, americane e nord europee potranno farvi fronte, cosa accadrá per il Venezuela dove la gente non ha neppure il denaro necessario per alimentarsi?
Senza dimenticare che in questo momento non esiste piú un luogo dove immagazzinare il petrolio prodotto, il che fa presagire una possibile chiusura dei pozzi. Per il Venezuela una tragedia inimmaginabile.