Vincenzo Odoguardi riceve il titolo di “Uomo dell’Anno 2026” a New York: «Essere italiani è un sentimento che non conosce confini»

L’Associazione Culturale Italiana di New York gli conferisce il prestigioso riconoscimento per il suo impegno a favore degli italiani nel mondo. Le sue immagini sui grandi schermi di Times Square. Nella stessa occasione premiata Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone.

Vincenzo Odoguardi è stato nominato Man of the Year 2026, Uomo dell’Anno, dall’Associazione Culturale Italiana di New York (ACINY), per il suo impegno a favore degli italiani nel mondo e per il lavoro svolto nella valorizzazione delle comunità italiane all’estero.
Un riconoscimento che assume un significato particolare per chi dedica una parte importante della propria attività a mantenere vivo il legame tra gli italiani residenti fuori dai confini nazionali e il loro Paese d’origine. A rendere il momento ancora più speciale è stata la presenza delle immagini di Odoguardi sui grandi schermi di Times Square, nel cuore di Manhattan, uno dei luoghi più conosciuti e frequentati al mondo.
Lo stesso Odoguardi ha voluto condividere sui social la propria emozione, affidando a una dichiarazione il significato personale e collettivo di questo traguardo.
«Essere stato nominato “Man of the Year 2026” dall’Associazione Culturale Italiana di New York, per il mio impegno a favore degli italiani nel mondo e nella valorizzazione delle nostre comunità all’estero, rappresenta per me un grande onore», ha scritto.
Parole che esprimono soddisfazione e orgoglio, ma che soprattutto richiamano l’attenzione su una realtà fondamentale per il nostro Paese: quella dei milioni di italiani che vivono all’estero e continuano a rappresentare l’Italia attraverso il proprio lavoro, le proprie iniziative e il legame con le proprie radici.
Un riconoscimento condiviso con gli italiani nel mondo
Nel suo messaggio, Odoguardi ha voluto dedicare il premio non soltanto al proprio percorso personale, ma a tutti coloro che contribuiscono quotidianamente a mantenere viva l’identità italiana lontano dalla madrepatria.
«Dedico questo riconoscimento a tutti gli italiani nel mondo che, ogni giorno, con passione e determinazione, mantengono vive le nostre radici e il legame con l’Italia», ha dichiarato.
È un passaggio che racchiude il senso più profondo della sua dichiarazione. L’emigrazione italiana ha una storia lunga, fatta di sacrifici, lavoro, successi e nuove opportunità. Generazione dopo generazione, gli italiani hanno costruito comunità solide in tanti Paesi, senza rinunciare alla lingua, alle tradizioni e alla cultura d’origine.
Le associazioni italiane all’estero svolgono un ruolo importante in questo percorso, organizzando iniziative culturali, promuovendo incontri e favorendo il dialogo con le istituzioni. Il riconoscimento assegnato a Odoguardi si inserisce in questo contesto, dando visibilità a un impegno rivolto alla valorizzazione delle comunità e al rafforzamento dei rapporti con l’Italia.
L’impegno nel MAIE e il ruolo istituzionale
Accanto all’attività dedicata alle comunità italiane, Vincenzo Odoguardi ricopre incarichi nel mondo associativo e istituzionale.
È vicepresidente mondiale del MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero, organizzazione impegnata nella rappresentanza e nella valorizzazione dei connazionali residenti fuori dall’Italia.
Ricopre inoltre il ruolo di consigliere del sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Massimo Dell’Utri, per i rapporti economici e di raccordo con le comunità, le associazioni e le istituzioni del Nord e Centro America e dei Caraibi.
Sono ambiti nei quali il contatto diretto con le realtà locali e con i rappresentanti degli italiani all’estero assume un’importanza significativa. Mantenere aperti i canali di comunicazione, raccogliere le esigenze delle comunità e favorire relazioni culturali ed economiche significa contribuire a rendere più forte il legame tra l’Italia e i suoi cittadini nel mondo.
In questa prospettiva, il titolo di Man of the Year 2026 rappresenta anche un’occasione per richiamare l’attenzione sul valore dell’associazionismo e sul contributo di chi lavora per tenere unite comunità geograficamente lontane, ma ancora legate da una storia comune.
Times Square, le immagini di Odoguardi nel cuore di Manhattan
Vedere le proprie immagini apparire sui grandi schermi di Times Square ha reso il riconoscimento ancora più emozionante.
«Vedere le nostre immagini apparire sui grandi schermi di Times Square, nel cuore di Manhattan, rende questo momento ancora più speciale», ha scritto Odoguardi.
Times Square è uno dei simboli più riconoscibili di New York, una piazza nella quale ogni giorno si incontrano persone provenienti da ogni parte del mondo. La presenza delle immagini legate al riconoscimento ha dato visibilità internazionale all’iniziativa e ha offerto un’importante occasione per celebrare il contributo degli italiani all’estero.
Per Odoguardi, si tratta di un momento da ricordare, ma anche di un’opportunità per condividere con le comunità italiane il significato di un premio che sente rivolto a tutti coloro che mantengono vivo il rapporto con la propria terra d’origine.
Maria Falcone premiata per l’impegno nella legalità
Nella stessa occasione, l’Associazione Culturale Italiana di New York ha nominato Donna dell’Anno la professoressa Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, per il suo instancabile impegno nella promozione della legalità e nella conservazione della memoria.
Attraverso la propria attività, Maria Falcone continua a mantenere vivo il ricordo del magistrato ucciso nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 e a trasmettere alle nuove generazioni i valori della giustizia, della responsabilità civile e della lotta alla mafia.
Il riconoscimento a Maria Falcone affianca quello assegnato a Odoguardi in un’iniziativa che valorizza percorsi differenti, accomunati dall’attenzione verso la comunità e verso principi che superano i confini nazionali.
Da una parte, l’impegno per gli italiani nel mondo e per la valorizzazione delle loro comunità; dall’altra, la promozione della legalità e della memoria. Due percorsi distinti, entrambi capaci di richiamare valori importanti per la società italiana.
«Essere italiani non è soltanto una questione di origine»
La dichiarazione di Odoguardi si conclude con una frase che sintetizza il significato che attribuisce al riconoscimento:
«Perché essere italiani non è soltanto una questione di origine, ma un sentimento che non conosce confini».
Un pensiero che parla a chi è nato in Italia e a chi, pur essendo nato o cresciuto all’estero, continua a riconoscersi nella lingua, nella cultura e nella storia italiana. L’identità non è soltanto una provenienza geografica: è anche un legame che si alimenta attraverso le relazioni familiari, le tradizioni e la partecipazione alla vita delle comunità.
Il messaggio si chiude con un ringraziamento alla città che ha fatto da cornice a questo momento: «Grazie New York!».
La nomina a Man of the Year 2026 rappresenta per Vincenzo Odoguardi un motivo d’orgoglio e, allo stesso tempo, un’occasione per ricordare il lavoro quotidiano di tanti connazionali che, in ogni parte del mondo, contribuiscono a mantenere viva la presenza italiana.