Voto all’estero: la soddisfazione dell’ambasciatore Latteri per l’incremento dei votanti in Indonesia

Si sono concluse le operazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento italiano e l’ambasciatore d’Italia in Indonesia, Benedetto Latteri, traccia un bilancio della sua prima volta a capo della sede diplomatica di Jakarta.
In una lettera aperta ai connazionali nel Paese asiatico, Latteri scrive: “La procedura elettorale per gli italiani all’estero si è appena conclusa, con soddisfazione per qualcuno, con minor soddisfazione per altri. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni, a cui abbiamo risposto al meglio delle risorse a disposizione. È stata la prima volta, che inevitabilmente portava con sé incognite e rischi, che ho accettato di assumermi, avendo a cuore di consentire l’esercizio del diritto del voto ad un numero più ampio possibile di aventi diritto”.
Per l’ambasciatore “il risultato, seppur suscettibile di miglioramenti, è stato incoraggiante. Su 1047 aventi diritto, hanno votato 240 elettori. Questo è il dato cui tenevo particolarmente. Da solo esso rappresenta più del doppio del numero di elettori che in precedenti tornate elettorali/referendarie si sono recati in Italia per votare, ricevendo il rimborso del biglietto aereo. Per la precisione, l’incremento è stato del 136%”.
“Stiamo ancora aspettando la restituzione di tutti i plichi non consegnati ai destinatari per poter effettuare un’analisi più approfondita e compiuta dei limiti che hanno accompagnato questa prima volta”, spiega Latteri, “ma l’insegnamento parziale che ne abbiamo finora tratto è una duplice conferma: nessuno può sostituirsi alla ditta di spedizione (la DHL, nel nostro caso) perché la legge elettorale per il voto all’estero dispone che i plichi siano inviati per posta agli elettori; è imprescindibile che l’elettore notifichi il proprio indirizzo di residenza e ogni sua variazione tempestivamente e correttamente, perché il plico elettorale può essere consegnato esclusivamente all’indirizzo di residenza AIRE”.
L’ambasciatore Latteri conclude dicendosi “persuaso che i sacrifici (prolungatisi per 2 mesi) degli operatori dell’Ambasciata siano serviti ad accrescere la fruizione di un diritto fondamentale da parte di un numero maggiore di connazionali in Indonesia e a Timor Est”. (aise)