Lo stressante lavoro di Cupido, Bumble manda tutti i suoi dipendenti in ferie

AGI – Azienda chiusa per una settimana e ferie pagate come antidoto allo stress lavorativo: è questo il regalo inaspettato fatto ai 700 dipendenti dell’app di dating Bumble dalla sua fondatrice, la 31enne Whitney Wolfe Herd.
La giovane imprenditrice miliardaria ha preso la decisione, in controtendenza rispetto alla ripresa delle attività lavorative a pieno ritmo post pandemia in molte parti del mondo, dopo aver attentamente osservato i suoi collaboratori.
“Credo di aver correttamente intuito il vostro burnout collettivo” ha scritto in un tweet, nel quale spiega nei dettagli le sue motivazioni alla chiusura totale degli uffici di una delle app di dating più celebri a livello globale. A spingerla a questa decisione è stato l’alto livello di saturazione riscontrato nei suoi dipendenti, molti dei quali con i nervi a pezzi per il crescente carico di lavoro e di preoccupazione al quale sono stati sottoposti con la forte e rapida crescita di Bumble.
“Spegnete il computer e concentratevi su voi stessi” è l’invito alla spensieratezza che Wolfe Herd ha rivolto a tutto il personale, nell’annunciare lo stop forzato, accolto ovviamente con sollievo. Bumble – l’unica app che offre la possibilità alle sole iscritte di sesso femminile di compiere il primo passo nei confronti di un possibile “principe azzurro” – ha registrato un boom di utenti durante i mesi della pandemia e dei vari lockdown in tutto il mondo.

Se n’è parlato tanto, e alla fine è accaduto davvero. Netflix ha iniziato a individuare gli utenti sospettati di condividere l’account con altri; e sugli iPhone, iPad e Apple TV che non stanno nella stessa casa, compare un avviso che invita a sottoscrivere un nuovo abbonamento.

Rilevare le fake news è ora possibile grazie all’Intelligenza artificiale. A questa conclusione giunge uno studio, pubblicato sul Journal of the Association for Information Systems, condotto dagli esperti dell’Università di Gottinga, dell’Università di Francoforte e dell’Istituto Jožef Stefan di Lubiana, che hanno sviluppato un approccio in grado di riconoscere le notizie false, anche quando i contenuti delle informazioni vengono adattati ripetutamente dagli autori fraudolenti. “I social media brulicano di notizie false – afferma Jan Muntermann dell’Università di Gottinga – e anche nel mercato dei capitali spesso i criminali diffondono fake news sulle società per manipolare i prezzi delle azioni”. Il team ha utilizzato metodi di apprendimento automatico e creato modelli di classificazione per identificare messaggi sospetti in base al loro contenuto e ad alcune caratteristiche linguistiche. “Ci sono aspetti del testo, come la comprensibilità della lingua e il pathos del discorso, che possono fornire indicazioni sulla veridicità e l’affidabilità della fonte – spiega l’esperto – la nostra soluzione sfrutta un approccio già noto in linea di principio dal suo utilizzo da parte dei filtri antispam, ma in grado di evolvere e cambiare insieme alle strategie dei truffatori”. Il ricercatore osserva che spesso, infatti, gli autori di fake news nel mercato azionario tendono a enfatizzare alcuni aspetti delle società per manipolarne i prezzi, per cui un messaggio estremamente polarizzato potrebbe essere indice di falsità. “Il nostro sistema – aggiunge lo scienziato – combina modelli recenti di apprendimento automatico e unisce robustezza e alta capacità di rilevamento. In questo modo, anche se determinate parole classificate come ‘sospette’ spariscono dal testo, la notizia falsa viene riconosciuta comunque dalle sue caratteristiche linguistiche”. In termini di mercato azionario, sottolineano gli autori, la notizia verrebbe etichettata in questo modo fin dall’inizio, e solo cambiando il pathos del testo sarebbe possibile evitare l’individuazione da parte dell’algoritmo. “In questo modo, tuttavia, il fine del messaggio dovrebbe cambiare in toto – conclude Michael Siering, dell’Università di Francoforte – per cui la fake news non indurrebbe più gli utenti a investire su una società piuttosto che su un’altra. Questo approccio potrebbe essere davvero significativo nella sorveglianza del mercato e potrebbe offrire agli investitori informazioni preziose per evitare di cadere in schemi di frode. In futuro potrebbe anche essere utilizzato durante i procedimenti penali”.
Signal sta prendendo sempre più piede a scapito di WhatsApp, che negli ultimi giorni è finito nell’occhio del ciclone a causa dei nuovi termini di utilizzo in vigore da febbraio. Non solo Telegram, quindi, adesso anche Signal sembrerebbe diventare una minaccia per l’app di messaggistica istantanea proprietaria di Facebook (merito anche di Elon Musk, che nei giorni scorsi ha suggerito Signal come alternativa).
WhatsApp è ormai cantiere aperto per 365 giorni all’anno. L’app di messaggistica è stata arricchita nel corso degli anni nonostante importanti novità giunte nelle ultime settimane, bolle ancora qualcosa in pentola. Secondo quanto scoperto dal team di WABetaInfo, gli sviluppatori dell’applicazione acquisita qualche anno fa da Facebook sono al lavoro per implementare nuove funzionalità. Nello specifico si parla della possibilità di condividere foto, video e gif animate che si autodistruggono dopo uno specifico periodo di tempo.
La lotta alle fake news ai tempi del coronavirus COVID-19 è più importante che mai. Tra le conseguenze della pandemia c’è anche un clamoroso e preoccupato aumento delle teorie del complotto legate al nuovo virus e la corretta informazione è lo strumento più utile per impedire a strampalate teoria senza basi scientifiche di diffondersi a macchia d’olio e fare danni irreparabili.
Il gigante informatico Microsoft è in trattativa per l’acquisizione di TikTok, l’app video di proprietà cinese. Lo riferisce il New York Times che cita fonti informate le quali però non chiariscono a che punto siano le trattative. L’eventuale acquisizione da parte di un’azienda americana cambierebbe la proprietà di TikTok, attualmente nel mirino dell’amministrazione Trump che, dopo il bando a Huawei, sta valutando se vietarla.


Google Chrome consente adesso ai suoi utenti di suonare il piano. Se da una parte è vero che il pianoforte virtuale non è proprio una rarità oggigiorno, è vero anche che non è sempre semplice trovarne uno da suonare insieme agli amici. Ebbene, una versione beta dello Shared Piano del Chrome Music Lab rende le cose facili.