Passkey: un sistema per avere una sola password

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imagesUna password. Una. Per posta, telefonino, account, abbonamenti e servizi di ogni tipo. Per molti, alle prese con improvvisi vuoti di memoria, post-it e appunti sparsi in ogni angolo della scrivania, sarebbe un sogno. E sarebbe anche molto più sicuro. Ecco, a breve potrebbe essere realtà.

Si chiama Passkey il sistema a cui stanno lavorando Apple, Google e Microsoft. Si tratta di buona sostanza di una password che viene digitata come quando vogliamo sbloccare un normale smartphone, ovvero con il riconoscimento biometrico o un pin (o una combinazione delle due).

Tecnicamente si tratta di una password che permette l’accesso a un server (per il quale si dispone di un account) che a sua volta contiene password create per ogni sito registrato. Quando si accede al servizio il sistema controlla che la password salvata nei server e quella salvata sul dispositivo combacino e permette l’autenticazione.

Tecnicamente complicato, praticamente rapido. Come usare una carta di credito, processo che richiede varie fasi di autenticazione, che non coinvolgono però alcuna azione dell’utente, e che rende “l’esperienza più o meno la stessa ovunque si vada” ha spiegato Derek Hanson, vicepresidente di Yubico, società che sta lavorando all’architettura del sistema.

I vantaggi dal punto di vista della praticità sono evidenti. Dal punto di vista della sicurezza passkey permette: una password per ogni servizio (quindi in caso di violazione dei dati i danni provocati da malintenzionati sono più contenuti) e consente di abbinare la porzione di password presente nel server a quella presente nel device utilizzato (e questo rende decisamente più complicato il lavoro di eventuali hacker).

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In Facebook la prima trasmissione radio (1952) per i friulani emigrati

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ente friuli nel mono bis imageIl 25 dicembre 1952, alle ore 1 (ora italiana)  la prima trasmissione  radio  “Friuli nel Mondo” raggiungeva gli emigrati friulani in Argentina tramite le onde corte della Rai . Alle ore 3 la trasmissione arrivava agli emigrati friulani del Nord America .

Nell’anniversario – il 70° –  l’Ente Friuli nel Mondo rilancia questa prima trasmissione sulla sua pagina Facebook . La trasmissione è supportata dal testo descrittivo apparso su Friuli nel Mondo del marzo 1953 : l’Ente Friuli nel Mondo nascerà nel giugno successivo, ma la comunicazione e i rapporti con le comunità friulane erano già molto attivi.

“Già negli anni ’50 l’Ente – sottolinea il sodalizio – era multimediale con un’attenta sinergia tra i media, utilizzando radio, invio di bobine audio, video di promozione del territorio e trasmissioni radio, sempre annunciate in anticipo e approfondite dalla rivista Friuli nel Mondo.

Da allora e fino al 1980 l’Ente Friuli nel Mondo ha curato direttamente 290 trasmissioni della durata di circa 15 minuti l’una, (più di 70 ore in totale di ascolto) programmate una volta al mese soprattutto in direzione del Nord e Sud America, dell’Australia e parzialmente dell’Europa.

L’impianto redazionale fu realizzato, anche con l’apporto di mezzi propri, da curatori appartenenti all’Ente Friuli nel Mondo. La Rai partecipò attivamente, in virtù di una convenzione, con la fornitura delle squadre tecniche “in esterna”  e  “in studio” con la fornitura di speakers per la lettura dei testi e la messa a disposizione delle attrezzature professionali e tecnici per il montaggio dei “pezzi” registrati, l’inserimento delle sigle di testa e coda, la messa in onda  delle trasmissioni. Il tema sempre trattato è stato il rapporto tra l’emigrato e la sua terra di origine, il Friuli, nella continua ricerca di creare intorno allo stesso, pur nella distanza e  tra le diverse abitudini e modelli di vita, il senso della famiglia (esaltando l’immagine del Fogolâr di casa eletto come simbolo del luogo di aggregazione familiare), e di favorire il mantenimento e la dimestichezza con la parlata di famiglia, la lingua friulana. La produzione radiofonica è stata curata da Chino Ermacora, Ermete Pellizzari, Ottavio Valerio e Ottorino Burelli”. (Inform)




Mondiali. Marocco storico, vola in semifinale

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171941198 43898d3b 6946 45fa ae53 f0c5f86de1c3Un sorprendente Marocco continua a scrivere la storia e sognare: dopo aver fatto fuori la Spagna ai rigori, i ‘Leoni dell’Atlantè battono anche il Portogallo di misura all’interno dei 90′ regolamentari, qualificandosi per le semifinali di Qatar 2022 (prima squadra africana in assoluto a riuscirci).

All’Al Thumama Stadium di Doha finisce 1-0 grazie al colpo di testa di En-Nesyri, che manda in estasi i nordafricani e spedisce a casa gli uomini di Santos, anche oggi partito con Cristiano Ronaldo dalla panchina. Oltre alla vittoria e al passaggio del turno, altro incredibile ‘clean sheet’ per la squadra di Regragui, che continua a subire e concedere pochissimo a ogni avversario. Il sogno africano continua, ora resta solo da capire quale sarà il prossimo avversario tra Francia e Inghilterra, che si sfideranno alle 20.00.

Come successo nel match contro la Spagna, i marocchini dimostrano una super organizzazione difendendosi con ordine e concedendo pochissimo alla squadra avversaria. Il primo squillo del match è dei lusitani, con Joao Felix che in tuffo di testa impegna subito Bono, riprovandoci poi al 31′ con un tiro dal limite deviato e terminato solo sull’esterno della rete. Al 42′ arriva il colpo di scena che porta al vantaggio del Marocco: Attiat-Allah si libera a sinistra per il cross, En-Nesyri anticipa di testa gli incerti Dias e Costa e insacca a sorpresa l’1-0.

La sfida si accende improvvisamente, il Portogallo prova subito a rispondere colpendo una clamorosa traversa con Bruno Fernandes, poi reclama un rigore per un presunto fallo in area ai danni dello stesso giocatore del Manchester United. Nel frattempo dall’altra parte i marocchini vanno in contropiede e falliscono una buona opportunità con Attiat-Allah. Nella ripresa il ct portoghese Santos prova a cambiare le carte in tavola inserendo Ronaldo e Cancelo, al 49′ però è il Marocco a sfiorare incredibilmente il raddoppio con una carambola che sta per favorire El Yamiq, dopo una punizione velenosa di Ziyech respinta in qualche modo da Costa.

Da questo momento in poi la gara la fa esclusivamente il Portogallo, andando ad un passo dal pareggio al 64′ con Fernandes, che calcia dal limite mettendo di pochissimo sopra la traversa. Nel finale invece servono due grandi interventi di Bono per difendere il vantaggio dei suoi, prima su un mancino meraviglioso di Felix poi sul destro di Ronaldo.

Nell’intenso finale di gara, con annessi 8 minuti di recupero, il Marocco è costretto a proseguire la gara in inferiorità numerica per il doppio giallo rimediato dal ‘baresè Cheddira, ma al 96’ avrebbe la chance di chiuderla con Aboukhlal, che a tu per tu con Costa sbaglia incredibilmente lo ‘scavettò. La palla della speranza portoghese capita sulla testa di Pepe all’ultimo respiro, il difensore però da pochi passi mette a lato di un nulla.

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Allarme su WhatsApp: rubati milioni di numeri, cosa succede

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downloadIl dark web, letteramente la “rete oscura”, può mettere seriamente in difficoltà milioni di utenti in tutto il mondo e quasi 800mila (fino a questo momento) soltanto in Italia nella prima parte del 2022. Tramite l’app di messaggistica più utilizzata al mondo, WhatsApp, gli hacker riescono a farci recapitare da innocui messaggi pubblicitari al, più delle volte, link tramite i quali riescono a trafugare password, username, dati sensibili fino a quelli per introdursi nei conti correnti.

Qual è il giro d’affari

In pratica, i pirati informatici dentro questo giro illecito pagano anche settemila dollari per entrare in possesso di oltre 30 milioni di numeri telefonici americani che abbiano scaricato WhatsApp (il motore da cui parte tutto) e fino a duemila dollari per “accontentarsi” di sei milioni di numeri tedeschi all’oscuro di tutto. I numeri della ricerca effettuata dal reparto sicurezza di Check Point, tra i leader nel settore, parlano chiaro: già trafugati 260 milioni di numeri del mondo e 35 milioni soltanto in Italia. Tutti quei numeri girano nel dark web e sono oggetto, spesso, di truffe di tutti i tipi.

Cosa non fare

Come detto in apertura, da strane pubblicità a link promettenti, tutto può essere in mano agli hacker che aspettano una mossa falsa per entrare in possesso delle nostre credenziali. Tutto quello da fare è cestinare, eliminare all’istante: soltanto non aprendo nulla non si corrono rischi, altrimenti la situazione cambia. È lo stesso discorso delle mail spam solo che stavolta le truffe e i raggiri corrono sui telefonini grazie a WhatsApp. A meno che non si sia certi che il mittente è certificato, non bisogna cadere nella tentazione di aprire i link per leggerne il contenuto.

Occhio a phishing e vishing

Tra le novità degli ultimi tempi abbiamo il phishing, ossia quei messaggi ingannevoli tramite i quali l’hacker entra in possesso d’informazioni sensibili: come spiega IlMessaggero c’è poi il vishing, in pratica la truffa tramite audio vocale ma anche gli sms dove, soprattutto i più anziani e quelli che hanno meno dimestichezza, aprendo il messaggio danno inconsapevolmente le proprie informazioni alle loro vittime. Insomma, sia che si tratti di WhatsApp ma anche di normali messaggi, il pericolo di ricevere strane informazioni da mittenti che non abbiamo in rubrica è sempre dietro l’angolo.

La situazione italiana

In Italia questi attacchi si moltiplicano e sono aumentati del 44,1% rispetto allo stesso periodo del 2021 (primi sei mesi) e gli alert più di 70mila, qui c’è un calo del 4.9%. È quanto emerso dall’Osservatorio Cyber del Crif che analizza nel dettaglio tutti gli utenti vulnerabili e quali (e quanti) dati vengono scambiati. L’Italia è al14esimo posto per informazioni rubate e finire nel dark web con la Lazio al primo posto di questa speciale classifica (21,5%) seguida da Lombardia (13,4%) e Campania (7,8%). “Si tratta non solo di siti web ma anche di gruppi, forum e comunità specializzate del cosiddetto ‘Dark Web’, ovvero l’insieme di ambienti web che non appaiono attraverso le normali attività di navigazione in Internet e necessita di browser specifici o di ricerche mirate”, spiegano gli esperti al Messaggero.

Come difendersi

Da WhatsApp al pc e Internet il passo è breve: ecco perché bisogna stare attenti a tutte le mail che si ricevono quotidianamente per evitare truffe e cadere in trappola. Assolutamente vietato dare dati bancari a potenziali link che invia la nostra banca: l’importante è visualizzare sempre il mittente della mail che, spesso e volentieri, corrisponde a un indirizzo straniero e inventato. Quello è il più lampante segnale che la truffa è stata notificata alla nostra casella di posta ma basta cestinarla e non si corre più alcun pericolo.




Twitter. Musk annuncia abbonamenti a 8 dollari al mese

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185639567 0c7d4746 3003 4e78 90bc eefca503d0ceIl nuovo proprietario di Twitter, Elon Musk, ha annunciato in un tweet il prossimo lancio di un abbonamento da 8 dollari al mese per gli utenti che vogliono far certificare i propri account come autentici ed essere meno esposti alla pubblicità.

Il social network offre un abbonamento alle funzioni a pagamento dallo scorso anno ma Musk vuole un nuovo programma, più costoso, che diversifichi i flussi di entrate della piattaforma.

L’attuale sistema per chi ha o non ha la spunta blu – scrive Musk – è una cavolata. Potere al popolo! Blu per 8 dollari al mese”. Il prezzo – spiega – è aggiustato per paese in proporzione alla parità di potere d’acquisto. Si potrà ottenere priorità nelle risposte, nelle menzioni e nella ricerca, tutto essenziale per evitare spam e truffe. Inoltre, possibilita’ di pubblicare video e audio lunghi e pubblicità dimezzata.

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Il Papa: “Anche le suore e i preti hanno il vizio del porno sul web”

ucraina: papa, dio ci porti su strada di pace duratura

ucraina: papa, dio ci porti su strada di pace duratura

Il Papa mette in guardia i seminaristi dalla pornografia digitale e avverte che è un “vizio” anche di “sacerdoti e suore”.

“È un vizio che ha tanta gente, tanti laici, tante laiche, e anche sacerdoti e suore.

Il diavolo entra da lì. E non parlo soltanto della pornografia criminale come quella degli abusi dei bambini: questa è già degenerazione. Ma della pornografia un po’ ‘normale’. Cari fratelli, state attenti a questo”, ha detto il Papa in un incontro con i seminaristi che studiano a Roma, che si è tenuto lunedì 24 ottobre ma del quale il Vaticano diffonde ora i contenuti.

Il Papa ha risposto a un seminarista che chiedeva al Papa come comportarsi con il mondo digitale e i social media. “Credo che queste cose si debbano usare, perché è un progresso della scienza, fanno un servizio per poter progredire nella vita”, ha risposto il Pontefice. Poi ha ammesso: “Io non li uso perché sono arrivato tardi, sapete? Quando sono stato ordinato vescovo, 30 anni fa, me ne hanno regalato uno, un telefonino, che era come una scarpa, grande così, no?. Io dissi: ‘No, questo non ce la faccio a usarlo’. E alla fine ho detto: ‘Farò una chiamata’. Ho chiamato mia sorella, l’ho salutata, poi l’ho restituito. ‘Regalami un’altra cosa’. Non sono riuscito a usarlo. Perché la mia psicologia non andava o ero pigro, non si sa”. Ai giovani seminaristi dice invece che i telefonini e tutti i dispositivi digitali vanno usati. “Voi dovete usarli, dovete usarli solo per questo, come l’aiuto per andare avanti, per comunicare: questo va bene”.

Poi ha aggiunto che occorre prestare attenzione per esempio a non perdere troppo tempo. Ma anche a non usarli come strumento per la pornografia. “C’è un’altra cosa, che voi conoscete bene: la pornografia digitale. Lo dico a chiare lettere. Non dirò: ‘Alzi la mano chi ha avuto almeno un’esperienza di questo’, non lo dirò. Ma ognuno di voi pensi se ha avuto l’esperienza o ha avuto la tentazione della pornografia nel digitale”, ha detto parlando con i seminaristi.

“Il cuore puro, quello che riceve Gesù tutti i giorni, non può ricevere queste informazioni pornografiche. Che oggi sono all’ordine del giorno. E se dal tuo telefonino tu puoi cancellare questo, cancellalo – ha indicato il Papa ai futuri sacerdoti -, così non avrai la tentazione alla mano. E se non puoi cancellarlo, difenditi bene per non entrare in questo. Vi dico, è una cosa che indebolisce l’anima. Indebolisce l’anima. Il diavolo entra da lì: indebolisce il cuore sacerdotale”.

E ha concluso: “Scusatemi se scendo a questi dettagli sulla pornografia, ma c’è una realtà: una realtà che tocca i sacerdoti, i seminaristi, le suore, le anime consacrate. Avete capito? Va bene. Questo è importante”.

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L’effetto Whatsapp impoverisce la lingua?

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102340387 6679ae8a 15f1 4a1f 9343 ced05ab6e6f6Cosa distingue un millennial da un boomer oppure un soggetto della Generazione Z da uno Alpha? In genere, la velocità di scrittura sui social, sugli smartphone e, segnatamente, su WhatsApp. Rapida, rapidissima, ultraveloce. Spesso per simboli, contrazioni e abbreviazioni. Ciò che fa titolare al quotidiano spagnolo El Paìs che gli adolescenti “più digitano, peggio scrivono”. E questo null’altro è che “l’effetto WhatsApp”. Tant’è che alcuni insegnanti ritengono che l’immediatezza dei social network “generi problemi di ortografia, grammatica e coerenza testuale”. È così?

L’Agi l’ha chiesto al professor Michele A. Cortelazzo, 70 anni, docente di Linguistica italiana all’Università di Padova, da appena venti giorni in pensione ma in ogni caso sempre ancora molto attivo, figlio di Manlio, per anni decano degli etimologisti e dei dialettologi italiani scomparso nel 2009. Di ritorno da Fiume per una conferenza su questi stessi argomenti, il professore dice che sì, effettivamente, ciò che caratterizza la scrittura giovanile è il suo essere “veloce e frammentaria”.

Professore, ha notato un degrado nel modo in cui i suoi studenti scrivono le tesi, i paper, i testi in genere?

“Ho avuto la fortuna di insegnare in corsi di laurea tipo lettere dove ci vanno studenti appassionati di letture, perciò il mio punto di vista può esser distorto. Sinceramente non ho notato decadimenti vistosi, se non in qualche caso. Naturalmente è come allenare la Nazionale di pallavolo, se prendi i venti migliori quelli continuano a giocare meglio. Per esperienza personale non vedo differenze, ma quel che credo stia succedendo è che c’è una forte frammentarietà, ed è forse quel che mi preoccupa di più. Non siamo più abituati a scrivere e leggere complessivamente e, soprattutto, testi che abbiano una loro complessità, con un inizio e una fine. Praticamente più che aver sostituito l’oralità con la scrittura abbiamo inserito l’oralità nella scrittura”

Cioè scriviamo come parliamo e questo cosa comporta?

“È vero che negli ultimi vent’anni si è scritto come mai era accaduto prima in termini quantitativi, però il tipo di scrittura che si è sviluppata è per lo più un parlato, colloquiale, con le caratteristiche della casualità del discorso. Quando si dialoga si sa da dove si parte ma non si sa mai dove si arriva. E il più delle volte si arriva a litigare, ci si sovrappone, ci si dà sulla voce…”

Sul modello talk show…

“Esattamente. E chi è abituato ad esempio a una scrittura articolata rimane sempre con l’amaro in bocca perché pensa alla quantità di altre cose che avrebbe potuto dire. Questo capita spesso proprio a chi partecipa ai talk show, perché c’è una contingenza nel dialogo che prescinde da ogni programmazione, da ogni pianificazione che è invece la caratteristica propria della scrittura. Questa idea che ci insegnano a scuola di fare prima la scaletta nella scrittura digitata, dialogica, crolla del tutto. Questo, secondo me, è il tratto caratteristico maggiore, al di là degli errori lessicali che ci possono essere, perché se si scrive velocemente si scrive in genere la prima parola che viene in mente non pensando invece che ce ne potrebbe essere una migliore”

La povertà linguistica è inevitabile su WhatsApp, sui social?

“Più che povertà direi banalità linguistica. Difficilmente si va alla ricerca della parola più adatta. Si scrive la prima parola che viene in mente, che spesso è la più generica. Ecco, quel che viene meno è lo sforzo della scrittura a favore della velocità e della spontaneità che è tradizionalmente tipica del parlato”.

Il risultato sono una scrittura e un parlato dalla struttura sincopata?

“Sì, è sincopata, trascurata materialmente. Io stesso, se scrivo un sms o un messaggio WhatsApp, se ho sbagliato di digitare una doppia non torno indietro a riscriverla, cosa che farei con qualunque altro testo. Lascio stare perché tanto è concesso, è nelle cose. Allora c’è questa trascuratezza complessiva”.

Questa trasandatezza alla fine a cosa porta?

“Tutto questo va benissimo se resto su WhatsApp o quel che è, il guaio arriva quando parte dei giovani non particolarmente acculturati non sanno poi fare il salto quando scrivono qualche cosa che dovrebbe essere più elaborato. Il problema non è tanto che la scrittura è digitata e ha queste caratteristiche che sono funzionali a quel tipo di comunicazione. Va benissimo così, perché le regole sono quelle, le condividiamo, ne capiamo l’utilità e ogni tipo di comunicazione ha i suoi parametri e i suoi perimetri. Il problema si pone quando un ragazzo, che fin da giovane è abituato a scrivere così: è svantaggiato quando deve scrivere testi più complessi? È esattamente come un ragazzo d’un tempo, oppure è svantaggiato perché inconsciamente tende a trasferire questa stessa modalità anche nella scrittura più elaborata? Per molti, non so quanti siano, è esattamente così. Quando cominciano a scrivere qualcosa di più elaborato il salto non lo fanno”.

Però un fatto è certo, oggi – mediamente – si scrive di più.

“L’aumento della scrittura che indubbiamente c’è stato è un aumento fittizio dal punto di vista meramente qualitativo. L’aspetto principale è che si tratta di scrittura in assenza di pianificazione. La frammentarietà in quell’ambito comunicativo va bene, ma il rischio è che poi in molti si adagino e non sappiano fare il salto in avanti esiste davvero”

Si può dire che questo fenomeno dell’aumento della scrittura come messaggistica si è accentuato anche come riflesso dalla pandemia?

“La pandemia ha fatto un’altra cosa. Ha molto ampliato il parlato, perché abbiamo scoperto molti sistemi molto facili e poco costosi di videoconferenza, penso a Zoom, Teams, Google Meet, Webex, eccetera, e questo è coerente con il fatto che anche molti giovani attraverso il telefonino oggi abbiano abbandonato la scrittura in favore dei vocali. E non tanto per effetto della pandemia ma è lo sviluppo tecnologico stesso che, come sempre accade, conduce su certi binari, su certe cose e fa arretrare su altre. In questo caso penso che la scrittura digitale sia un danno per il fatto che certe cose funzionano meglio se si scrivono in modo elaborato. Il pensiero va avanti ma la vera innovazione intellettuale progredisce solo attraverso la scrittura elaborata, non c’è niente da fare”.

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La Russia starebbe cercando di distruggere l’internet satellitare di Starlink

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175712889 26a81ad6 697a 43d5 b9d2 cdf58f209e42Continueremo ancora a usufruire del servizio d’internet via spazio?

L’allarme lo lancia il proprietario di Starlink, Egon Musk, che, in Twitter, afferma che la Russia “sta cercando attivamente di distruggere”, la galassia di satelliti di SpaceX che ha garantito finora la connessione internet alle forze armate ucraine.

Musk ha invitato il Pentagono di farsi carico delle spese per mantenere i satelliti in funzione, diventate insostenibili secondo il miliardario sudafricano.

“Starlink è l’unico sistema di comunicazione che sta ancora funzionando al fronte, gli altri sono tutti saltati. La Russia sta cercando attivamente di distruggerlo. Per salvaguardarlo, SpaceX ha dirottato enormi risorse verso la difesa. Anche così, Starlink potrebbe comunque morire. Fibra internet, linee telefoniche, ripetitori e altri sistemi di comunicazione aerei sono stati distrutti nelle zone di guerra. Starlink è tutto quel che rimane”.

 




Anche l’Italia nel mirino di una rete russa di fake news

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101222765 ba7a01ee 4f2f 4f03 a859 e651e8395102Oltre 1600 account Facebook falsi sono stati bloccati da Meta, società che controlla la piattaforma, per aver diffuso propaganda russa in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Ucraina. Ad annunciarlo  la compagnia di Mark Zuckerberg, sostenendo cui si trattava della rete più grande e complessa collegata alla Russia, mai identificata dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

Meta ha riferito ad Associated Press di aver identificato e disabilitato il network di fake news prima che potesse raggiungere un vasto pubblico. L’operazione ha coinvolto più di 60 siti copia di alcuni tra i più rilevanti quotidiani occidentali, tra cui il Guardian e Der Spiegel. Una volta cliccato sul sito l’utente veniva mandato su notizie di propaganda russa e disinformazione sull’Ucraina. “L’operazione presentava un’insolita combinazione di raffinatezza e forza bruta. I siti Web contraffatti e l’uso di molte lingue hanno richiesto investimenti sia tecnici che linguistici. L’amplificazione sui social media, invece, si basava principalmente su annunci grezzi e account falsi”.

I ricercatori di Meta hanno anche identificato e smantellato una rete molto più piccola di fake news dalla Cina che ha tentato di diffondere contenuti politici negli Stati Uniti in vista delle elezioni di medio termine in programma a novembre. L’operazione ha raggiunto solo un pubblico americano limitato, con alcuni post che sono stati visualizzati da una sola persona. La compagnia ha sottolineato che si è trattato del primo network di Pechino che ha preso di mira gli americani con messaggi politici.

“Abbiamo abbattuto – ha fatto sapere Meta – una vasta rete che ha avuto origine in Russia e ha preso di mira principalmente la Germania, ma anche Francia, Italia, Ucraina e Regno Unito con narrazioni incentrate sulla guerra in Ucraina. L’operazione è iniziata a maggio di quest’anno ed è stata incentrata su una rete tentacolare di oltre 60 siti Web che impersonano accuratamente i siti Web legittimi di testate giornalistiche in Europa, tra cui Spiegel, The Guardian e Bild”.

Su questi siti copia secondo Meta “avrebbero pubblicato articoli originali che criticavano l’Ucraina e i rifugiati ucraini, supportavano la Russia e sostenevano che le sanzioni occidentali alla Russia si sarebbero ritorte contro. Avrebbero quindi promosso questi articoli e anche meme e video di YouTube su molti servizi Internet, inclusi Facebook, Instagram, Telegram, Twitter, siti Web di petizioni Change.org e Avaaz e persino LiveJournal”.

Durante l’indagine “quando abbiamo bloccato i domini di questa operazione, hanno tentato di creare nuovi siti Web, suggerendo persistenza e investimento continuo in questa attività su Internet. Operavano principalmente in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, russo e ucraino. In alcune occasioni i contenuti dell’operazione sono stati amplificati dalle pagine Facebook delle ambasciate russe in Europa e in Asia”.

A proposito di fake news provenienti dalla Cina, Meta ha dichiarato di aver rimosso una “piccola rete” che prendeva di mira gli Stati Uniti, ma anche la Repubblica Ceca e alcuni segmenti di pubblico di lingua cinese e francese in altri luoghi. La campagna “includeva quattro sforzi in gran parte separati e di breve durata, ciascuno incentrato su un pubblico particolare in momenti diversi tra l’autunno del 2021 e la metà di settembre 2022”.

Negli Stati Uniti, l’operazione con sede in Cina “ha preso di mira persone su entrambi i lati dello spettro politico”, ha affermato Meta, ed è stata la prima rete cinese incentrata sulla politica interna statunitense a essere interrotta prima delle elezioni di medio termine del 2022.

La campagna nella Repubblica Ceca ha fatto leva su narrazioni antigovernative, prendendo di mira il sostegno dello stato all’Ucraina. Meta ha affermato che ogni campagna includeva circa una mezza dozzina di account e postava “durante l’orario di lavoro in Cina” e poche persone si sono effettivamente impegnate con i post.

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Arriva TikTok Now

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56764fea 3f4d 435f 9760 ad6275c3162eArriva TikTok Now, un nuovo strumento pensato per intrattenere e connettere gli utenti invitandoli a catturare con le fotocamere, sia quelle posteriori che le frontali per i selfie, immagini e video di quello che sta succedendo proprio in quel momento.

Si tratta di una funzionalità molto in voga ultimamente, visto il successo di BeReal, un’app che è basata proprio sulla condivisione immediata di scatti e video catturati all’arrivo di una notifica sul cellulare. Su TikTok Now, ogni giorno gli utenti riceveranno una notifica che chiederà loro di girare un video di 10 secondi, o scattare una foto, da condividere con la community. I test inizieranno nelle prossime settimane, anche in Italia, dove la funzione sarà disponibile sia dall’app principale di TikTok che da quella dedicata, Now, in arrivo sugli store.

Inoltre, con l’obiettivo di continuare ad assicurare la massima sicurezza e privacy alla community, i creator potranno decidere chi può vedere i loro contenuti e interagirvi, potranno bloccare altri utenti e scegliere quali commenti tenere visibili sotto i loro contenuti. Gli iscritti a TikTok under 16 vedranno, per impostazioni predefinita, la condivisione privata su Now, quelli tra 13 e 15 anni potranno ricevere commenti solo dagli amici, mentre tutti gli under 18 non potranno condividere i contenuti su Esplora.

I maggiori di 18 anni avranno invece a disposizione impostazioni di condivisione aggiuntive. “In TikTok siamo sempre impegnati a studiare funzionalità che aiutino la nostra community a creare connessioni autentiche e che arricchiscano l’esperienza d’intrattenimento in app. TikTok Now verrà progressivamente distribuita in tutto il mondo nelle prossime settimane e non vediamo l’ora di scoprire come la community ci aiuterà a migliorare, arricchire e ampliarne l’esperienza” ha spiegato l’azienda in una nota.

da La Voce di New York