Yeman Crippa conquista New York: l’azzurro è secondo nella maratona più famosa del mondo

corredor italiano celebra su meta

Grande prestazione dell’atleta trentino, battuto soltanto negli ultimi 400 metri dallo svedese Andreas Almgren. Con il tempo di 2h06’14” firma il miglior piazzamento italiano degli ultimi trent’anni nella gara della Grande Mela. Tra le donne, undicesimo posto per Giovanna Epis.

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Un’altra giornata da ricordare per l’atletica italiana. Yeman Crippa ha conquistato uno straordinario secondo posto nella Maratona di New York, una delle competizioni podistiche più prestigiose e partecipate al mondo. L’azzurro ha fermato il cronometro a 2 ore, 6 minuti e 14 secondi, cedendo la vittoria soltanto negli ultimi 400 metri allo svedese Andreas Almgren, primo al traguardo in 2h06’01”.

Una prova di grande carattere per il portacolori delle Fiamme Oro, rimasto nel gruppo di testa praticamente per tutta la gara e capace di giocarsi il successo fino alle battute conclusive. Il terzo posto è andato al ventunenne del Lesotho Kamohelo Mofolo, che ha chiuso in 2h06’26”, precedendo di un secondo il keniano Benson Kipruto, vincitore dell’edizione precedente.

Una gara decisa nel finale

La corsa maschile ha mantenuto a lungo un gruppo numeroso nelle posizioni di vertice. Crippa ha dimostrato di avere ritmo e resistenza, rispondendo ai tentativi di accelerazione degli avversari e rimanendo sempre a contatto con i primi.

La selezione decisiva è arrivata dopo il 35° chilometro. Il gruppo si è progressivamente assottigliato e, negli ultimi chilometri, sono rimasti a contendersi la vittoria soprattutto Crippa e Almgren. Lo svedese, al debutto assoluto sulla distanza della maratona, è riuscito a trovare l’accelerazione decisiva nel tratto finale, staccando l’italiano di 13 secondi.

Per Crippa resta una prestazione di enorme valore, soprattutto considerando le caratteristiche impegnative del percorso newyorchese.

Trent’anni dopo Giacomo Leone

Il secondo posto di Crippa rappresenta il miglior piazzamento di un atleta italiano alla Maratona di New York negli ultimi trent’anni. Per ritrovare un azzurro protagonista ai vertici della gara bisogna tornare al 1996, quando Giacomo Leone conquistò la vittoria.

Crippa diventa inoltre il settimo italiano a salire sul podio della manifestazione e riporta un atleta del nostro Paese tra i primi tre dopo cinque anni: l’ultimo era stato Eyob Faniel, terzo nel 2021.

Il risultato assume un significato ancora maggiore se si considera il valore internazionale della competizione, che quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario del percorso attraverso i cinque distretti di New York.

Circa 60.000 partecipanti hanno preso il via alla manifestazione, con oltre 2.000 italiani tra i maratoneti presenti.

Almgren sorprende al debutto, Crippa conferma il suo valore

La vittoria dello svedese Andreas Almgren è stata una delle grandi sorprese della giornata. Campione europeo dei 10.000 metri e protagonista nelle gare su pista e su strada, il trentunenne ha scelto proprio New York per affrontare per la prima volta i 42 chilometri e 195 metri, riuscendo a conquistare subito il successo.

Per Crippa, invece, il secondo posto conferma la sua dimensione internazionale. Dopo aver vinto la Maratona di Parigi nella primavera di quest’anno, l’azzurro aggiunge un altro risultato di prestigio alla propria carriera, dimostrando di poter competere ai massimi livelli anche su uno dei percorsi più difficili del circuito.

Giovanna Epis undicesima nella gara femminile

Buona anche la prova di Giovanna Epis, atleta dei Carabinieri, che ha concluso la gara femminile all’undicesimo posto in 2h28’55”, ottenendo il proprio primato stagionale.

La vittoria è andata alla keniana Sheila Chepkirui, che ha chiuso in 2h24’36”. Seconda l’americana Jessica McClain in 2h24’42”, capace di superare nel finale la campionessa uscente Hellen Obiri, terza in 2h24’43”.

New York consegna così all’atletica italiana un risultato di grande prestigio. Yeman Crippa non ha conquistato la vittoria, ma il suo secondo posto, ottenuto dopo una gara condotta con coraggio e determinazione fino agli ultimi metri, rappresenta un nuovo capitolo importante nella storia della maratona azzurra.