Da Biella a New York: la letteratura italiana al femminile attraversa l’Atlantico
La letteratura italiana si prepara ad attraversare l’Atlantico.
Dal 15 al 17 ottobre 2026, in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, New York ospiterà la prima edizione americana di “Contemporanea goes to New York”, festival nato nel 2020 a Biella con l’obiettivo di dare spazio alle voci delle donne nella letteratura e nella cultura contemporanea.

Il tema scelto per questa prima esperienza internazionale è particolarmente significativo:
“Italian Women Writing. La lingua italiana tra memoria, presente e nuove generazioni”.
Non sarà quindi soltanto una rassegna letteraria.
Sarà un’occasione per riflettere sul ruolo della lingua italiana, sulla memoria e sul modo in cui le nuove generazioni possono continuare a vivere e trasformare la cultura italiana anche lontano dall’Italia.
Da Biella alla capitale culturale americana
“Contemporanea” è nato a Biella nel 2020 come spazio dedicato alla letteratura e alle storie delle donne.
In pochi anni il festival ha costruito una rete di collaborazioni sempre più ampia e ora compie un passo importante: portare il proprio progetto a New York.
L’iniziativa è realizzata da BI-BOx – APS, con la direzione artistica di Irene Finiguerra e la co-curatela di Annalisa Menin, responsabile delle relazioni internazionali.
Il progetto può contare sul sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura e del Consolato Generale d’Italia a New York, oltre alla collaborazione con la New York University e con Italian Women in USA (IWUSA).
La letteratura esce dalle librerie
Uno degli aspetti più interessanti del festival è la scelta delle sedi.
Gli incontri non saranno concentrati in un unico spazio, ma coinvolgeranno alcuni luoghi simbolici della cultura italiana e internazionale a New York: l’Istituto Italiano di Cultura, la Rizzoli Bookstore NYC e la libreria SullaLuna NYC.
La letteratura, quindi, esce dal tradizionale spazio della presentazione di un libro e diventa un’esperienza da vivere nella città.
Nell’ultima giornata è previsto anche un Literary walking tour condotto da Marta Perego, che intreccerà luoghi, biografie e pagine di autrici italiane e internazionali, da Elena Ferrante a Patricia Highsmith, da Claudia Durastanti a Sylvia Plath.
Le scrittrici italiane protagoniste
Tra le protagoniste della manifestazione ci saranno Stefania Auci, Olga Campofreda e Marta Perego.
Uno degli appuntamenti sarà dedicato ad Alba de Céspedes e al rapporto tra memoria e contemporaneità della lingua italiana.
Un altro percorso sarà invece dedicato a “I Leoni di Sicilia” di Stefania Auci, con due incontri sulla storia della famiglia Florio e sul successo internazionale della saga.
È un modo per presentare a un pubblico internazionale non soltanto libri italiani, ma anche personaggi, storie e periodi della nostra cultura.
Una lingua che cambia senza scomparire
C’è un messaggio importante dietro questa iniziativa.
La lingua italiana all’estero non è qualcosa di immobile che deve semplicemente essere conservato.
È una lingua che continua a cambiare attraverso le persone che la parlano, la studiano e la utilizzano in contesti diversi.
A New York questo fenomeno è particolarmente evidente.
L’italiano può appartenere a chi è nato in Italia, agli italiani emigrati, ai loro figli e nipoti, ma anche agli americani che hanno scelto di studiarlo per interesse culturale o professionale.
La lingua diventa così un territorio comune.
Il ruolo delle nuove generazioni
Particolarmente interessante è il progetto “Nuove Generazioni Across the Ocean”, realizzato in collaborazione con la New York University e rivolto agli studenti del Department of Italian Studies.
Chi vincerà il contest avrà la possibilità di trascorrere una settimana in Italia, partecipando a iniziative editoriali e visitando alcune realtà culturali del Biellese e del Nord Italia.
È un’idea che va nella direzione giusta.
Perché se vogliamo che la cultura italiana continui a vivere all’estero, non basta rivolgersi agli italiani della prima generazione.
Bisogna coinvolgere soprattutto i giovani.
Un ponte tra due sponde dell’Atlantico
È proprio il concetto di ponte quello che ritorna più spesso nel progetto.
Irene Finiguerra, direttrice di “Contemporanea”, ha definito l’esperienza newyorkese un nuovo percorso, un ponte tra Italia e Stati Uniti costruito attraverso lingua italiana, storie e persone.
E forse è questa la parte più interessante della notizia.
Perché oggi i rapporti tra Italia e Stati Uniti non si costruiscono soltanto attraverso economia, politica e diplomazia.
Si costruiscono anche attraverso libri, scrittori, studenti e lettori.
Una comunità italiana che cambia
New York è una delle città del mondo nelle quali la presenza italiana ha una storia più lunga e profonda.
Ma la comunità italiana di oggi non è quella di cento anni fa.
È fatta di nuove generazioni, professionisti, studenti, imprenditori e persone che mantengono un rapporto con l’Italia anche senza necessariamente viverci.
In questo contesto, iniziative come “Contemporanea goes to New York” possono contribuire a dare alla cultura italiana all’estero un volto contemporaneo, non soltanto legato alla memoria dell’emigrazione.
Dalla memoria al futuro
È forse proprio questo il filo conduttore della manifestazione.
La memoria è importante.
Ma non può essere l’unico modo attraverso il quale gli italiani all’estero guardano all’Italia.
La cultura deve anche parlare del presente e del futuro.
Deve riuscire a coinvolgere chi è nato in America e magari ha un nonno italiano, ma anche chi italiano non è e si avvicina alla nostra lingua attraverso un libro.
La letteratura può fare proprio questo.
Creare curiosità.
E dalla curiosità può nascere un rapporto più profondo con un Paese.
L’Italia che va a New York
“Contemporanea goes to New York” è dunque qualcosa di più di un festival letterario.
È un piccolo esempio di come un progetto culturale nato in una città italiana possa diventare internazionale senza perdere la propria identità.
Da Biella a New York.
Dalle scrittrici italiane alle nuove generazioni americane.
Dalla memoria alla contemporaneità.
È un viaggio attraverso l’Atlantico nel quale, questa volta, a viaggiare non sono soltanto le persone, ma le parole.
E forse non c’è modo migliore per ricordare che la cultura italiana, quando trova qualcuno disposto ad ascoltarla, non conosce confini.
