La pizza napoletana conquista il mondo: a Napoli premiati i migliori pizzaioli
La pizza napoletana non conosce più confini. A Napoli si è conclusa la finale del Vera Pizza Napoletana Champion 2026, il campionato mondiale organizzato dall’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), che ha riunito 355 pizzaioli provenienti da 30 Paesi di tutti i continenti.
La competizione si è svolta dal 15 al 17 settembre alla Mostra d’Oltremare, dove i partecipanti si sono confrontati nelle diverse categorie della tradizione napoletana.

Sette categorie per celebrare la tradizione
I concorrenti si sono sfidati in sette categorie: Margherita, Marinara, Pizza Fritta, Mastunicola, Calzone Napoletano, Pizza Gourmet e Amatori.
Sono stati complessivamente 27 i pizzaioli premiati, ai quali si sono aggiunti i riconoscimenti speciali assegnati durante la manifestazione.
Tra questi anche il premio per il Miglior Fornaio, conquistato ex aequo da tre italiani: Samuele Traviglia, Roberto Daffinito e Salvatore Santucci.
Tra i riconoscimenti individuali, Claudia Pelletier, dal Canada, ha ottenuto il punteggio più alto tra le donne in gara, mentre Emanuele Rossi, italiano di appena 21 anni, è stato premiato come concorrente più giovane.
Italia protagonista, ma il mondo risponde
L’Italia ha ottenuto il maggior numero di piazzamenti, con sette pizzaioli premiati, quattro medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo, oltre ai riconoscimenti speciali.
Alle sue spalle si è distinto il Giappone, con quattro piazzamenti, compresi due ori, mentre il Portogallo ha conquistato due medaglie.
Particolarmente significativo il risultato dei pizzaioli giapponesi, capaci di conquistare il primo posto in due categorie simbolo come Margherita e Marinara. Un risultato che conferma quanto la cultura della pizza napoletana sia ormai radicata anche fuori dall’Italia.
Anche la Repubblica Dominicana in gara
Tra i 30 Paesi rappresentati c’era anche la Repubblica Dominicana, insieme ad Argentina, Brasile, Canada, Cile, Cina, Corea del Sud, Giappone, Messico, Panama, Perù, Stati Uniti e numerosi Paesi europei e asiatici.
È un dettaglio significativo per gli italiani che vivono all’estero: la pizza napoletana è diventata uno degli esempi più evidenti di come una tradizione italiana possa essere adottata e reinterpretata in Paesi lontani, mantenendo però un riferimento preciso alla cultura e alle tecniche originarie.
Dal Sud America all’Asia, dall’Europa al Nord America, i pizzaioli in gara hanno infatti lavorato secondo i parametri stabiliti dall’AVPN, confrontandosi sulla scelta degli ingredienti, sulla manualità e sulle tecniche tradizionali.
Una tradizione italiana diventata patrimonio internazionale
Per Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, il campionato ha dimostrato la capacità dell’associazione di definire criteri e metodi condivisi applicabili in contesti molto diversi.
Il risultato è un fenomeno ormai evidente: la pizza napoletana rimane profondamente legata a Napoli, ma la sua cultura non appartiene più soltanto alla città.
Il campionato mondiale ne è una dimostrazione concreta. Centinaia di pizzaioli, provenienti da culture gastronomiche differenti, si sono ritrovati nella città partenopea per misurarsi proprio sulla capacità di rispettare e interpretare una delle tradizioni più conosciute della cucina italiana.
E tra loro c’era anche chi è arrivato dalla Repubblica Dominicana, a conferma di quanto la pizza italiana sia entrata nella quotidianità anche di una parte crescente dell’America Latina.
