Città del Messico, l’Italia protagonista a Expo CIHAC 2026: 20 aziende puntano sul mercato delle costruzioni
Dal marmo alle tecnologie per l’edilizia, le imprese italiane si presentano alla principale fiera messicana del settore. L’Italia è già un fornitore di riferimento per i materiali lapidei e guarda alle nuove opportunità offerte dallo sviluppo infrastrutturale del Paese.

L’eccellenza italiana nel settore delle costruzioni è protagonista a Città del Messico, dove il 15 ottobre ha preso il via la 36ª edizione di Expo CIHAC, manifestazione internazionale dedicata all’edilizia, all’architettura, al design e all’ingegneria. L’evento si è svolto presso il centro fieristico Banamex e si è concluso il 16 ottobre.
A coordinare la partecipazione italiana è stata ICE-Agenzia, in collaborazione con Confindustria Marmomacchine e ANIMA Confindustria Meccanica Varia. Il padiglione nazionale ha riunito 20 aziende italiane, di cui sette specializzate nel comparto del marmo e tredici attive nella produzione di macchinari e tecnologie per l’edilizia.
Il Messico, un mercato strategico per il Made in Italy
All’inaugurazione ha partecipato l’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, che ha sottolineato il ruolo del Paese latinoamericano come principale destinazione dell’export italiano in America Latina nel 2025.
Il settore messicano delle costruzioni rappresenta un comparto importante dell’economia nazionale, con un’incidenza stimata del 6,2% sul PIL nel 2025. I progetti infrastrutturali, lo sviluppo industriale e la crescita dell’edilizia turistica e residenziale alimentano la domanda di materiali, macchinari e soluzioni tecnologiche.
In questo scenario, le imprese italiane possono contare su una reputazione consolidata per qualità dei materiali, competenze tecniche e capacità di innovazione.
Marmo e macchinari: i punti di forza italiani
I dati relativi al 2025 evidenziano posizioni significative per l’Italia nel mercato messicano delle pietre naturali e delle tecnologie per la loro lavorazione.
Per marmo, travertino e altre pietre da costruzione non lavorate, l’Italia è risultata il primo fornitore del Messico, con esportazioni per un valore di 4,5 milioni di euro e una quota di mercato del 27,5%.
Nel segmento delle macchine utensili per la lavorazione della pietra, il nostro Paese si è collocato al secondo posto, dopo la Cina, con importazioni messicane pari a 9,4 milioni di euro e una quota del 23,33%. Per i macchinari destinati alla frantumazione e alla macinazione di materie minerali, l’Italia ha occupato invece la terza posizione, dopo Cina e Stati Uniti.
Una vetrina per nuove collaborazioni
Expo CIHAC 2026 ha riunito oltre 500 espositori su una superficie superiore a 23.000 metri quadrati, con più di 19.000 visitatori qualificati attesi tra produttori, importatori e compratori internazionali. Numeri che confermano il peso della manifestazione come punto d’incontro per le imprese interessate al mercato latinoamericano.
Per le aziende italiane, la fiera ha rappresentato un’occasione per consolidare i rapporti commerciali, presentare nuove tecnologie e intercettare la domanda di un settore in trasformazione.
La sfida, ora, è convertire la visibilità internazionale in nuovi contratti e collaborazioni durature. Per il Made in Italy, il Messico si conferma un mercato da seguire con attenzione: non soltanto per il valore delle esportazioni già raggiunto, ma anche per le opportunità che lo sviluppo delle infrastrutture e dell’edilizia potrà offrire nei prossimi anni.
