Emilia-Romagna in Canada, conclusa la missione regionale: a Montréal e Ottawa il legame con le comunità e le radici italiane
Dopo le tappe di New York e Toronto, la delegazione regionale ha concluso il viaggio nordamericano incontrando associazioni, operatori economici e realtà formative. Dalla promozione delle eccellenze agroalimentari ai rapporti con gli emiliano-romagnoli all’estero, un’iniziativa che ha unito diplomazia economica, cultura e identità.

Si è conclusa il 1° novembre la missione istituzionale e promozionale della Regione Emilia-Romagna in Nord America, che dal 25 ottobre ha attraversato quattro importanti città: New York, Toronto, Montréal e Ottawa.
Un viaggio articolato, con un duplice obiettivo: rafforzare la presenza delle imprese e delle produzioni regionali sui mercati nordamericani e consolidare i rapporti con le comunità emiliano-romagnole che, anche a grande distanza dalla terra d’origine, continuano a custodirne la cultura, le tradizioni e la memoria.
Le ultime giornate in Canada, in particolare, hanno dato spazio al dialogo con le associazioni, agli incontri con gli operatori del settore agroalimentare e turistico e alla ricerca di nuove collaborazioni commerciali e formative.
La missione si è svolta nell’ambito della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, dedicata quest’anno al tema «Cucina italiana patrimonio UNESCO: territori e filiere d’eccellenza».
Montréal, le associazioni come ponte tra le generazioni
A Montréal uno degli appuntamenti più significativi è stato l’incontro con la comunità emiliano-romagnola e con l’A.E.R.C., l’Associazione Emilia-Romagna del Canada, fondata nel 1973 e oggi presieduta da Paolo Benzi.
Da oltre cinquant’anni questa realtà rappresenta un punto di riferimento per chi mantiene un legame con la regione d’origine, attraverso iniziative culturali, attività associative e momenti di incontro capaci di coinvolgere anche le generazioni più giovani.
Il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Matteo Daffadà, ha voluto dedicare uno spazio specifico al confronto con la comunità locale, riconoscendo il valore di un’associazione che nel tempo ha contribuito a conservare e trasmettere il patrimonio culturale della regione.
La visita ha rappresentato anche un’occasione per conoscere da vicino il lavoro delle persone che, attraverso l’impegno volontario e associativo, mantengono vivo il rapporto con l’Emilia-Romagna.
Accanto agli incontri con la comunità, il programma di Montréal ha previsto un’intensa attività di promozione economica e turistica. La delegazione ha incontrato importatori, distributori e operatori del mercato canadese per approfondire le opportunità offerte dal Québec alle produzioni regionali.
Particolare attenzione è stata riservata alla formazione professionale nei settori della cucina, della ristorazione e dell’ospitalità, con incontri e visite a istituti specializzati, anche in vista di possibili collaborazioni con Casa Artusi.
La Regione ha inoltre partecipato al Salon International Tourisme et Voyages, importante appuntamento del settore turistico in Québec, con uno spazio dedicato alla promozione dell’Emilia-Romagna. Prodotti, degustazioni e presentazioni hanno raccontato il rapporto tra gastronomia, tradizioni e territori, proponendo la regione anche come destinazione turistica.
Tra gli appuntamenti, una visita al Centre Leonardo da Vinci, punto di riferimento per la comunità italiana di Montréal.
Ottawa, un incontro per mantenere vive le radici
L’ultima tappa canadese ha portato la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo a Ottawa, dove il 31 ottobre si è svolto un momento di incontro e convivialità con l’associazione Emilia-Romagna di Ottawa.
La delegazione della Consulta, guidata da Matteo Daffadà e accompagnata dal funzionario Gianfranco Coda, ha prolungato la propria permanenza in Canada proprio per partecipare a questo appuntamento, successivo alla partenza della delegazione politica regionale.
Un incontro che ha consentito di proseguire il dialogo con gli emiliano-romagnoli residenti nella capitale canadese, ascoltare le loro esperienze e riconoscere il ruolo delle associazioni nella conservazione del patrimonio culturale e nella trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni.
Non si tratta soltanto di mantenere un rapporto affettivo con la terra d’origine. Le comunità all’estero rappresentano una rete di relazioni, conoscenze e competenze che può contribuire a creare nuove occasioni di collaborazione tra i territori.
Dalla cucina di Artusi alle opportunità commerciali
La missione canadese ha avuto anche una forte componente economica. A Montréal, gli incontri con importatori e distributori hanno permesso di approfondire le caratteristiche del mercato del Québec, le aspettative dei consumatori e le possibilità di sviluppo per le produzioni agroalimentari regionali.
Un ruolo centrale è stato affidato a Casa Artusi, dedicata alla valorizzazione della cultura gastronomica italiana e dell’eredità di Pellegrino Artusi. Le iniziative hanno coinvolto anche scuole e istituti di formazione professionale, con l’obiettivo di favorire lo scambio di competenze e promuovere la cucina emiliano-romagnola tra i futuri professionisti della ristorazione.
La partecipazione al Salon International Tourisme et Voyages ha completato il programma, collegando la promozione dei prodotti tipici alla valorizzazione turistica dei luoghi da cui provengono.
L’intera missione ha posto particolare attenzione alle produzioni DOP e IGP, al vino, alla gastronomia e alle filiere regionali. Un patrimonio che comprende 46 indicazioni geografiche, come ricordato dalla Regione, e che rappresenta uno degli elementi distintivi del sistema produttivo emiliano-romagnolo.
Una delegazione istituzionale e tecnica
La missione è stata guidata da Manuela Rontini, sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, e Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare.
Ha partecipato Matteo Daffadà, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, insieme a rappresentanti della struttura regionale e a una delegazione tecnica composta da professionisti di ART-ER, Unioncamere Emilia-Romagna, Casa Artusi e degli organismi impegnati nella promozione delle produzioni regionali.
Il coinvolgimento congiunto delle istituzioni, delle realtà economiche e delle associazioni ha consentito di affrontare la missione da prospettive diverse, mettendo in relazione la promozione internazionale con il patrimonio umano e culturale delle comunità emigrate.
Le comunità all’estero, una risorsa per il futuro
La conclusione del viaggio nordamericano lascia un messaggio che va oltre gli incontri istituzionali e le iniziative commerciali.
Le comunità emiliano-romagnole in Canada e negli Stati Uniti non rappresentano soltanto una testimonianza della storia migratoria italiana. Sono realtà vive, capaci di mantenere rapporti con i territori d’origine, trasmettere tradizioni e favorire nuove relazioni economiche, culturali e formative.
La missione ha voluto riconoscere proprio questo valore: le radici non sono soltanto un ricordo del passato, ma possono diventare uno strumento per costruire opportunità nel presente.
Promuovere un prodotto, far conoscere una tradizione gastronomica, incontrare un’associazione o dialogare con i giovani discendenti degli emigrati sono attività che, pur diverse, concorrono a un obiettivo comune: mantenere vivo il rapporto tra l’Emilia-Romagna e le persone che continuano a sentirsi parte della sua storia, anche vivendo dall’altra parte dell’oceano.
