IMU: eletti all’estero assenti e dimentichi
Riceviamo e pubblichiamo:
Da una parte la volontà politica, almeno quella di facciata, mediata da quegli esponenti politici che a vario titolo si affacciano sul panorama emigratorio, indurrebbe a credere che l’Italia intenda effettivamente rafforzare il legame tra gli italiani all’estero e la madrepatria, riconoscendo loro il ruolo di ambasciatori nel mondo attraverso i quali puntare sul turismo delle radici, per favorire la ripresa, per valorizzare l’Italia. Tutti questi buoni propositi imporrebbero anche un’attenta e doverosa riflessione sul modo come stimolare e promuovere un maggiore coinvolgimento delle generazioni attraverso le quali questo processo e’ avvenuto e potrebbe avvenire. E’ indubbio che la salvaguardia dei loro beni patrimoniali acquisiti o da acquisire in Italia costituisce la base sulla quale fare leva. Il mantenimento dello stato patrimoniale attuale e l’eventuale interesse a un suo potenziamento in divenire costituirebbe un aspetto determinante. In questo senso una politica fiscale appropriata d’incoraggiamento che non sia penalizzante e non induca alla defezione potrebbe essere utile e lungimirante.
Per iniziare si potrebbe nell’immediato promuovere, finalmente, l’eliminazione dell’Imu sulla loro unica unita’ immobiliare in Italia su cui si e’ inteso senza alcuno scrupolo far finora solo ed esclusivamente cassa.
Ecco , questo sarebbe una buona risposta e un buon riscontro ai tanti buoni propositi in atto e costituirebbe un segnale di riconoscimento nei confronti di chi ha gia’ dato tanto e su cui si intende contare anche in prospettiva. I nostri rappresentanti all’estero, ammesso che essi si sentano ancora in dovere di difendere e di portare avanti le rivendicazioni dei loro elettori al riguardo, potrebbero adoperarsi in tal senso dando dimostrazione di poter contare sul loro contributo e sul loro impegno, che allo stato attuale non trovano alcun riscontro.
Nello Passaro
