Vivere da pensionato in Tunisia
Trasferirsi ad una certa età dal Paese di origine ad un altro non è una decisione semplice da prendere, perché si cambiano le abitudine ed il proprio modo di vivere. La spinta principale a compiere questo passo è sicuramente il fattore economico. Infatti, in alcuni Paesi, per accordi bilaterali con lo Stato italiano, per evitare una doppia imposizione fiscale, la nazione ospitante applica una tassazione molto vantaggiosa allo straniero che vi si trasferisce, prende la residenza stabile e sceglie di pagarvi le tasse.
Essendo io pensionato ex-Inpdap ho limitazioni nella scelta dello Stato che potrebbe offrire tali vantaggi. Ho optato per la Tunisia. Dista da Roma, dove ho sempre vissuto, solo un’ora di volo, si parla francese, lingua che ho studiato per 8 anni, ha una tassazione sulle persone fisiche particolarmente conveniente, il clima è ottimo ed il costo della vita è più che dimezzato rispetto all’Italia. Al cambio odierno un dinaro tunisino vale circa 30 centesimi di euro.
Il luogo da me scelto è la cittá di Hammamet, già meta di numerosi italiani che mi hanno preceduto in questa decisione e sede di uffici per espletare le pratiche necessarie per il trasferimento. Dapprima ho fatto una breve vacanza a Hammamet, per rendermi conto se fosse il luogo adatto alle mie esigenze. Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla qualità della vita, molto più semplice e calma della nostra, dalle lunghe spiagge molto belle che offre e che io, amante del mare, ho particolarmente gradito.
Il rapporto con il popolo tunisino è molto cordiale, visti i buoni rapporti bilaterali fra i due Stati. Così ho deciso di compiere il grande passo.
Sono tornato a Hammamet e, con l’aiuto di un italiano di nome Roberto, poi diventato mio amico, abbiamo dato il via all’iter burocratico per acquisire la residenza.
Ho cercato un appartamento, ho stipulato un contratto di locazione e l’ho registrato all’ufficio apposito “Recette des finances”. Quindi mi sono recato al corpo di polizia locale per ottenere il permesso di soggiorno, ho aperto un conto in banca per l’accredito della mia pensione da parte dell’inps e ho fatto l’iscrizione all’A.I.R.E all’ambasciata italiana di Tunisi.
Con l’iscrizione al fisco tunisino la pensione non verrà più tassata dallo stato italiano, ma sarà corrisposta al lordo senza le detrazioni dovute per l’irpef e le addizionali regionali e comunali.
Il sistema fiscale tunisino, prevede per i pensionati stranieri, una quota di reddito non imponibile pari all’80% e calcola la tassazione solo sul rimanente 20% assoggettata agli scaglioni e alle aliquote delle imposte dirette tunisine. Per usufruire di tale agevolazione ho l’obbligo di permanere, durante l’anno solare, almeno sei mesi e un giorno nello stato tunisino pena la decadenza.
Per comprovare la mia “esistenza in vita” sono tenuto a dichiararla annualmente alla Citibank, la banca incaricata del servizio di pagamento delle pensioni all’estero per conto dell’Inps.
Così ho iniziato la mia vita di residente in Tunisia.
Hammamet offre molti localini dove si può mangiare bene e a basso prezzo, a qualsiasi ora. La cittadina non è caotica, non vi sono semafori e divieti di sosta ma il traffico rimane comunque ordinato, i servizi sono buoni sia dal punto di vista della distribuzione alimentare sia per gli spostamenti urbani ed extraurbani, a bassissimo costo, sia privati che pubblici.
Il sistema sanitario tunisino è impostato sul tipo francese e la sanità pubblica è gratuita. Quella privata è eccellente e a basso costo.
La mia giornata è scandita da ritmi tranquilli, con lunghe passeggiate sulle bellissime spiagge che posso raggiungere a piedi in pochi minuti da casa mia.
Pranzo in uno dei vari locali che offrono pesce fresco, carne di agnello ed altro a prezzi molto convenienti; il costo di un buon pranzo a base di pesce fresco ed altre pietanze che loro ti portano comunque si aggira all’incirca in 15 dinari tunisini (5 euro).
Il costo delle bollette per le utenze luce, gas e acqua è quasi trascurabile. L’affitto dell’appartamento in cui ho deciso di vivere, ubicato in buona posizione, composto da soggiorno, due camere da letto, cucina e bagno, con aria condizionata, allarme e tutti i servizi è di 1000 dinari mensili (300 euro).
Naturalmente, per ora, ci sono limitazioni dovute alla pandemia coronavirus con la chiusura dei locali e l’impedimento agli spostamenti nelle ore prestabilite.
Consiglio, quindi, caldamente questo Paese a tutti i pensionati che vogliono trasferirsi all’estero per godere al meglio del reddito ch ehanno maturato in tanti anni di lavoro.
Nota firmata

17 Ottobre 2022 @ 15:56
sono un anziano di anni 90 autosufficiente solo con una buona pensione Svizzera dopo avere vissuto 35 anni ella zona francese disgustato di continuare a vivere in Italia, il posto ideale per finire i miei giorni Tranquillo e la Tunisia dove ho vissuto qualche mese a Nabeul la Gaulette tra questi ho conosciuto anche Sousse una donna che per motivo di essere stato deviato da un’altra donna lo tradita con poco successo la quale ho preferito ritornare in Italia, adesso vorrei ritornare ma non so quale posto scegliere se Sousse oppure Hammamet, alla mia eta penso che nessuno mi possa affittare una casa