Tamponi: minori di 12 anni “discriminati”, anche se portatori di handicap.
Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 14 dicembre 2021 ha prorogato quanto stabilito nel DI 105/21, entrato in vigore il 23 luglio scorso, in particolare l’articolo 5 di questo Decreto-legge permette di ricevere uno sconto sul prezzo dei tamponi di 7 euro, da 15 a 8 euro, sconto solo per i bambini che hanno un’età compresa tra i 12 e 18 anni, mentre il prezzo rimane di 15 euro per tutti gli altri.
Cosa accade invece ai bambini di età inferiore ai 12 anni quando sono costretti a dover fare il tampone per un caso di contagio nella loro classe? Pagano 15 euro a tampone come i maggiorenni, o meglio, i genitori dovranno pagare un prezzo doppio rispetto ad altri minori per permettere ai propri figli di ricevere una giusta istruzione, per poter accedere allo stesso diritto.
Questo è anche il caso di V.S., un bambino che frequenta una scuola elementare di Molfetta, Comune pugliese in provincia di Bari. Per motivi di privacy indico solo le sue iniziali e quelle di suo padre, V.M., con il quale ho avuto modo di parlare e di ascoltare il suo motivato risentimento come cittadino ma soprattutto in qualità di genitore.
il signor V.M., con visibile rammarico, si chiede come mai non è stato pensato e organizzato alcun controllo all’ingresso della scuola, quel minimo di controllo necessario per garantire la salute e la sicurezza dei bambini, misurare la febbre, per esempio. Altro che banchi a rotelle, soluzioni concrete ed efficaci, non la luna.
Per suo figlio quella dei tamponi è una procedura affrontata per ben due volte in un solo mese, conun costo 30 euro, senza alcuno sconto, neanche per quei bambini meno fortunati che usufruiscono della legge 104, stesso prezzo degli adulti per evidenti interessi economici, altrimenti sarebbe inspiegabile questo trattamento senza criterio logico.
Perché pagano i genitori? Perché sono stati quasi “costretti” a farlo, possiamo pensarlo come un ricatto di tipo morale.
Tutti i genitori hanno dovuto firmare un documento che attribuisce agli stessi ogni responsabilità in caso di contagio, anche se avvenuto nella struttura pubblica durante l’orario scolastico.
In definitiva il Governo ha accollato ai genitori oneri e responsabilità.
L’invito è quello volto a evitare che quanto sta accadendo divenga un metodo di Stato. I figli sono il bene più prezioso che abbiamo. Questo Paese, mai come prima, ha necessità estrema di nuove nascite, considerato il rapporto decessi-nascite ormai negativo da anni, bisogna investire sulla famiglia e non renderle la vita impossibile.
Siamo stati tutti bambini e sappiamo quanto fragile sia la concezione del tutto a quell’età, sta al legislatore provvedere a che ogni forma di discriminazione non venga applicata. Esserne invece l’artefice mi sembra davvero un comportamento inqualificabile. Mi auguro che sia stata solo una dimenticanza a cui dover porre rimedio al più presto.
Mi aspetto che il prossimo Consiglio dei Ministri, incalzato da qualche Parlamentare attento e coscienzioso, decida di trattare i minori allo stesso modo e abbia un occhio di riguardo per i bambini portatori di handicap, soprattutto, ma non solo, quando questi sono costretti a dover fare un tampone per poter ricevere la giusta istruzione.
di Gerolamo de Palma
