Il delivery dominicano prova a volare: a Santo Domingo il primo corridoio per le consegne con droni
Un drone ha trasportato un ordine dalla Winston Churchill alla Torre WC senza utilizzare la strada. È la prima dimostrazione pubblica di consegna autonoma con droni nella Repubblica Dominicana.

Il delivery nella Repubblica Dominicana potrebbe avere presto una nuova strada. O meglio, potrebbe non averne più bisogno.
A Santo Domingo è stata realizzata la prima dimostrazione pubblica di una consegna autonoma con drone, con un volo partito da una sede di fast food sull’Avenida Winston Churchill e arrivato alla Torre WC.
Il progetto è stato sviluppato da Crecer LAB, azienda dominicana che lavora nei settori della robotica, dell’intelligenza artificiale e dei droni. Dopo circa due anni di ricerca e con l’autorizzazione dell’Instituto Dominicano de Aviación Civil (IDAC), l’iniziativa ha aperto un primo corridoio aereo destinato alle consegne in aree autorizzate.
Dal ristorante al palazzo senza passare dal traffico
La dimostrazione è avvenuta alle 8:30 del mattino.
Il drone è decollato dal tetto del locale, ha seguito una rotta programmata, ha raggiunto la Torre WC e ha lasciato il pacco a destinazione. Poi è tornato autonomamente al punto di partenza.
L’intero processo è stato automatizzato: decollo, navigazione, arrivo, consegna e ritorno.
È proprio questo l’aspetto che rende interessante l’esperimento. Un ordine destinato a un edificio situato a poca distanza può essere trasportato in linea diretta, senza incontrare semafori, ingorghi o rallentamenti.
Secondo Crecer LAB, le consegne lungo questo tipo di percorso possono essere effettuate in meno di due minuti.
Perché proprio la Winston Churchill
La scelta della Winston Churchill non è casuale.
È una delle principali arterie commerciali del Distretto Nazionale e concentra uffici, attività commerciali e abitazioni. È anche una strada dove il traffico può incidere pesantemente sui tempi delle consegne.
Per un’attività di ristorazione, pochi minuti possono fare la differenza tra un ordine consegnato rapidamente e un cliente costretto ad aspettare.
Il drone prova quindi a risolvere un problema molto concreto: trasformare una parte del percorso urbano da terrestre ad aereo.
I motoristi non spariranno
Questo non significa, almeno per ora, che i droni siano destinati a sostituire i motociclisti che ogni giorno effettuano migliaia di consegne.
Il modello presentato a Santo Domingo è pensato inizialmente per tragitti brevi e predefiniti tra punti specifici. Un ordine destinato a un edificio facilmente raggiungibile dal corridoio autorizzato può essere affidato al drone; per percorsi più lunghi, complessi o verso zone non coperte, la moto continuerà a essere indispensabile.
L’idea, secondo i promotori, è quindi piuttosto quella di utilizzare la tecnologia per alleggerire alcune tratte e lasciare ai repartidores quelle che richiedono maggiore flessibilità.
Sicurezza e regole
Naturalmente, portare un drone autonomo sopra una città è molto diverso dal farlo volare in un’area isolata.
Il progetto opera all’interno dei parametri stabiliti dall’IDAC e, secondo Crecer LAB, ogni volo prevede due piloti certificati e sistemi di sicurezza ridondanti.
La fase attuale è quindi soprattutto una sperimentazione: prima di immaginare centinaia di droni sopra Santo Domingo, occorre verificare come funzionano le rotte, quali sono le procedure di sicurezza e come può essere integrato questo nuovo tipo di traffico nello spazio aereo urbano.
Una possibile nuova fase del delivery
La tecnologia dei droni per le consegne non è una novità assoluta a livello internazionale. In Brasile, per esempio, nel 2026 sono già stati sperimentati corridoi dedicati al trasporto di ordini.
La novità per la Repubblica Dominicana è invece l’adattamento di questo modello alle caratteristiche di una grande città caraibica, dove traffico, densità urbana e tempi di consegna rappresentano problemi quotidiani.
Per ora si tratta di un solo corridoio e di un progetto pilota.
Ma il volo dalla Winston Churchill alla Torre WC potrebbe essere ricordato come il momento in cui il delivery dominicano ha cominciato a guardare verso l’alto.
Se l’esperimento funzionerà, il prossimo passo potrebbe essere quello di collegare altri punti della città e trasformare gradualmente i droni da curiosità tecnologica a nuovo strumento della logistica urbana.
