L’immigrazione permanente in Australia potrebbe essere incentivata
“Il numero di immigrati permanenti ammessi in Australia potrebbe aumentare fino a 200mila unità, mentre la nazione combatte contro la mancanza di competenze dovuta ad uno scarso numero di visti assegnati durante l’apice della pandemia”. È quanto scrive Carlo Oreglia in un articolo pubblicato sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese.
“Il settore dell’assistenza agli anziani è uno dei tanti colpiti severamente dalla chiusura dei confini. La carenza di personale è diventata un problema. E mette pressione sul personale rimasto, fino al punto in cui queste persone iniziano a lasciare l’industria.
Un vero esodo di lavoratori stremati, come ha spiegato il direttore di Anglicare Sydney, Simon Miler. “Di recente è stato riferito che circa 65.000 lavoratori lasciano il settore ogni anno. Anche noi non ne siamo immuni. È stato un periodo difficile e dobbiamo colmare le lacune e i lavoratori internazionali sono un modo importante per raggiungere questo scopo”.
L’arrivo di più migranti qualificati potrebbe fermare la spirale discendente. Miller ha aggiunto che la situazione richiede un nuovo tipo di visto specifico per risolvere la crisi nel sistema sanitario. “Ci piacerebbe molto che il governo sostenesse il settore con visti specifici per una maggiore assistenza. Ci sarà una richiesta di più lavoratori nel settore. E questo significa che abbiamo bisogno di più lavoratori internazionali. Abbiamo bisogno di un visto specifico introdotto per aiutare a colmare questa lacuna”.
Sembra che il governo stia considerando un innalzamento del limite di arrivi di immigrati e stia discutendo un numero superiore a 200mila unità.
Il ministro dell’occupazione Brendan O’Connor ha parlato di questo impegno per risolvere la carenza di forza-lavoro. “Siamo aperti alla possibilità di fornire manodopera e competenze in questo Paese. L’Australia ha la seconda più alta carenza di manodopera nel mondo sviluppato tra i Paesi dell’OCSE. Per per questo motivo dobbiamo trovare tutti i mezzi possibili per fornire competenze al nostro mercato del lavoro”.
Prima della pandemia, l’immigrazione era limitata a 190mila persone. Il numero è sceso a 160mila nel 2019 ed è rimasto a questo livello da allora.
Questo non è il numero netto degli immigrati, che si ricava dalla differenza tra i migranti arrivati e quello dei lavoratori che lasciano il Paese. E durante la pandemia il numero netto è sceso sino al segno negativo.
O’Connor ha sottolineato l’importanza non soltanto di attrarre nuovi lavoratori con competenze specifiche in Australia, ma anche di mantenere quelli che sono già qui. “Due cose: una ovviamente è permettere alle persone di venire in questo paese con la loro grave carenza di competenze e la seconda fornire ai titolari di visti temporanei un percorso verso la residenza permanente che dia loro, ovviamente, un’opportunità”.
La condizione dei lavoratori immigrati e di coloro che hanno visti temporanei sono una preoccupazione per i sindacati, che tengono sott’occhio la situazione per assicurarsi che i lavoratori stranieri non siano ridotti ad essere un’alternativa più economica dei lavoratori locali.
Michele O’Neill del Consiglio Australiano dei sindacati lo ha spiegato. “La prima cosa che dobbiamo verificare è se si tratta di una carenza di competenze o di una carenza di posti di lavoro con salari e condizioni equi. Troppo spesso i datori di lavoro lamentano una carenza, ma in realtà, come sappiamo, abbiamo visto troppi lavoratori temporanei sfruttati e senza che siano garantiti loro i salari e le condizioni che dovrebbero essere pagati in Australia”.
Il governo vede questo come un investimento a lungo termine per rinforzare l’economia, anche se ha un impatto a breve termine sul budget. Il mese prossimo, il governo terrà un summit sul lavoro, nel quale il limite all’immigrazione sarà uno degli argomenti-chiave che verranno discussi.
Il leader dell’opposizione Peter Dutton è l’unico capo di partito che si è rifiutato di sedere al tavolo, sostenendo di considerare inutile questa conferenza”. (aise)
da SBS Italian
