Kenya e Italia, l’eredità Mattarella
Quattro giorni storici in cui l’amicizia tra Italia e Kenya esce decisamente rafforzata e non solo a parole.
La visita del nostro Capo di Stato Sergio Mattarella, e abbiamo avuto modo di ripeterlo più volte, ha consolidato rapporti già buoni ma soprattutto ha gettato un ponte verso il futuro con la firma di accordi importanti, di cooperazione con prestiti e doni per un valore complessivo di 100 milioni di euro e l’avvio del programma che abbatterà le barriere fiscali tra i due paesi, ovvero la famosa “doppia imposizione” che faciliterà transiti e affari, così come trasferimenti di beni o prodotti. Al di là del discorso economico, la presenza di Mattarella in Kenya ha aperto anche scenari nuovi sulla ricerca e sulla collaborazione a livello scientifico, culturale ed universitario.
Significativo in questo senso il discorso tenuto dal Presidente della Repubblica ieri mattina all’Università di Nairobi sugli effetti del cambiamento climatico che lui stesso ha definito “una sfida uguale sia per l’Europa che per l’Africa” così come già nel suo intervento alla State House di martedì aveva collegato la crisi climatica e la siccità al problema delle migrazioni.
Uno degli effetti pratici di questi argomenti sarà la ripresa delle costruzioni di tre dighe a nord del Paese, che già erano state appaltate a due società italiane e che erano state bloccate sia per irregolarità dopo l’appalto sia per la situazione di una delle due società coinvolte. La questione aveva portato anche alla rimozione dell’allora Ministro del Tesoro (governo Kenyatta) Henri Rotich. I progetti idrici si vanno ad aggiungere agli investimenti dell’Eni in Kenya, nel campo del carburante ecologico e delle energie rinnovabili.
Infine la cooperazione, con la firma di due protocolli d’intesa col governo Ruto, per avviare programmi di sostegno sia culturale che di riqualificazione urbanistica. Ieri il Presidente, accompagnato come sempre dalla figlia Laura, dopo l’università ha incontrato i fautori di “E4Impact” un incubatore di aziende che in 5 anni ha fatto nascere oltre 450 aziende keniane con lo sguardo alla sostenibilità. Letizia Moratti, la presidente dell’organizzazione avviata dall’Agenzia di Cooperazione allo Sviluppo con l’Università Cattolica di Milano e un gruppo di aziende di alto profilo, ha illustrato a Mattarella alcune di queste attività nel campo dell’agri-business, del riciclo e dell’ecosostenibilità. Era presente anche uno dei gioielli della creatività italiana, l’azienda di Kilifi “Seedlings”, creata dal designer italiano Roberto Gerosa e dalla collega e moglie argentina Fabiana Alcojor per salvare i baobab del Kenya, creando oggetti e accessori di pregio e mettendo in moto una catena produttiva che dà lavoro ad intere comunità.
Come il Presidente ha potuto appurare e ha rivelato durante l’incontro con la comunità italiana, evento che ha dimostrato la sua grande umanità, “i keniani sono entusiasti degli italiani in Kenya” e questo dovrebbe essere il punto fermo, l’iniezione di ottimismo, da cui prepararsi ad una nuova partenza verso un presente prossimo di soddisfazioni reciproche, che dovranno aiutare il Kenya a superare questo difficilissimo periodo di crisi e l’Italia ad avere il coraggio di investire nell’Africa subsahariana.

