R.D., benedetta residenza, quanto mi costi e… che fatica!
Ho da poco rinnovato la mia residenza nella Repubblica Dominicana. Stavolta per 10 anni. Questo significa che, se ce la farò, il mio prossimo appuntamento con la Direzione Generale di Immigrazione sarà nel 2033. Avrei 81 anni, se mai, “ojalà” (speriamo) come dicono qui, ci arriverò.
È stato un salasso, 31 mila pesos, cioè quasi 550 dollari. Senza calcolare le spese di viaggio, quella per la persona che si è presa cura della mia pratica, annessi e connessi.
Dal 1998, quando sono atterrato in questo Paese, l’ho rinnovata parecchie volte. La verità è che non ricordo quante. Prima provvisoria, un anno, poi permanente per 4 anni, fino ad ora che mi sono deciso a chiedere la “definitiva”. Ne avevo diritto, dopo 10 anni di residenza regolare. Ne ho aspettati 25 per decidermi a chiederla.
Ventimila pesos per la cedolina della residenza permanente, più undici per quella della “carta d’identità”, che qui chiamano “cédula”.
In altri Paesi, compresa l’Italia, una volta che uno ottiene la residenza… è residente, e basta. Non occorre più alcun rinnovo. Qui, invece, ogni tanto bisogna andare a Santo Domingo, sottoporsi al tran tran dell’attesa, sportelli, foto ecc e… pagare.
Intendiamoci: la Repubblica Dominicana è un Paese libero, sovrano e indipendente. Quindi nulla da obiettare che imponga le proprie regole, anche se diverse da quelle di altri Paesi. Quindi la residenza si ottiene così o… pomì.
Commentavo, ironicamente con un amico: “Adesso ce l’ho per 10 anni e ne compio tra poco 71. Se arriverò ad 81, vedremo. Probabilmente dirò che finora a Santo Domingo ci sono sempre andato io, che la prossima volta vengano loro”. Abbiamo riso, però la battuta ha lasciato il posto a una considerazione.
Siamo da tempo nell’era dei computer, di internet, della comunicazione gobale. Forse sarebbe opportuno un suggerimento che non toglierebbe assolutamente allo Stato dominicano i proventi economici dei rinnovi delle residenze degli stranieri. Uso una parola che noi conosciamo bene da tempo: decentrare.
Decentrare gli uffici di Immigrazione in varie parti del Paese, dove maggiormente si concentrano ”los extranjeros”. Qualche computer, alcune macchine per stampare, collegamento internet con la sede principale… On line, per usare un termine inglese che rende l’idea e che io, da italiano sciovinista che sono, preferisco chiamare “in linea”.
Come fanno i dominicani per il rinnovo delle loro “cedule”, per loro basta andare nell’ufficio del proprio Comune e fatto!
Questo Paese, la Repubblica Dominicana, si sta distinguendo tra i Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, per l’implementazione di tantissimi servizi in linea, dal Governo all’industria.
E, allora, rendiamo la vita più facile anche a noi stranieri che, senza dubbio alcuno, contribuiamo, e non poco, al fiorire della economia di questo Paese. Penso agli anziani, meglio “ai diversamente giovani” come il sottoscritto che, per rinnovare la propria residenza, vivendo lontano dalla capitale, devono sobbarcarsi un autentico “tour de force”, come direbbero i francesi, con un giusto concetto che, forse, non ha una traduzione di uguale efficacia.
Da Samaná sei ore di viaggio, tra andata e ritorno, da farsi nello stesso giorno se non si ha la possibilità di fermarsi a Santo Domingo in albergo, senza parlare degli spostamenti in taxi in una città che non si conosce, poi dell’attesa nel salone di Migración per passare da uno sportello all’altro, la trasferta alla Junta Central Electoral per avere la “cedula”…
La soddisfazione, alla fine di tutto questo iter, di tenere in mano quei due pezzetti di plastica, con la nostra foto e le nostre generalità, e la famosa data di scadenza spostata in avanti di anni, stampa sorrisi sui volti di chi li ottiene. Sempre. Ma, lasciatemelo dire… almeno per me che, oltretutto soffro anche il mal d’auto… quanta fatica!

17 Maggio 2023 @ 23:15
Per quanto riguarda la Residenza nella RD ha perfettamente ragione ma non solo per quello. Basterebbe un ufficio in alcune città e questo collegato con la sede centrale e fare tutto il lavoro senza doverci trasferire in capitale. Con il minimo di attrezzatura e con poca spesa sarebbe una grossa agevolazione per noi stranieri che, come dice lei, contribuiamo a formare la ricchezza del paese.
17 Maggio 2023 @ 23:59
C’è di più. Notizia di questi giorni.Il Consolato haitiano è venuto a Las Terrenas per regolarizzare i connazionali che lo necessitavano e dare loro il passaporto. Questo per non obbligarli a un lungo e costoso viaggio a Santo Domingo. Forse anche il nostro consolato dovrebbe trarne esempio.