Istituto Alberghiero… la giusta via per esportare l’enogastronomia e l’ospitalità italiana all’estero.
Se chiedete ad una persona se ama la cucina italiana, sappiamo che al 95% la risposta sarà affermativa.
In questo ultimo decennio il mondo enogastronomico ha fatto passi da gigante. La scuola ha una grande importanza in questo settore (ma anche per gli altri settoti lavorativi ha la medesima rilevanza). Se pensiamo al primo Istituto Alberghiero che fu fondato a Stresa sul Lago Maggiore e che attualmente ve ne sono sono moltissimi, questo ci fa capire le numerose richieste di operatori del settore.
Girando tra i laboratori di cucina ci accorgiamo della continua evoluzione con piatti sempre più soffisticati. Un esempio è la cucina molecolare, una moda culinaria che talvolta assume carattere di pseudoscienza.
Anche per i servizi di sala-bar vale la medesima cosa: subentrano nozioni di fisica e chimica nelle preparazioni, però è sempre l’arte di fare dello show a farla da padrone.
Ci accorgiamo anche dalla crescita di moltissime Associazioni di settore che svolgono sempre corsi di aggiornamento professionale per i vari membri, in modo che acquisiscano sempre di più conoscenze.
Ora voglio porre delle domande al Professor Giovanni Davino (nella foto), docente presso l’Istituto Alberghiero Ugo Tognazzi di Pollena Trocchia, provincia di Napoli.
Augusto -Giovanni in questi ultimi anni lo stile di vita è cambiato molto. Come fa la scuola ad adeguarsi per poter trasmettere agli studenti le nozioni relative ai trands del momento
Giovanni –Sicuramente rispetto al passato abbiamo adeguato anche la didattica in base a quello che la ristorazione prevede: dai buffet classici ai buffet finger food. Dall’aperitivo al banco a quello servito al tavolo oppure versione happy hour.
Oggi si organizzano a scuola corsi di aggiornamento per i docenti e per gli alunni.
Augusto -La nuova riforma ha migliorato la situazione delle esercitazioni pratiche?
Giovanni – La scuola è cambiata tantissimo perchè si è adeguata alle diverse riforme che i governi hanno fatto. Dalla diminuzione delle ore di laboratorio che hanno penalizzato la formazione pratica dello studente, all’obbligo scolastico fino a 16 anni, e proprio quest’ultima ha fatto pervenire a scuola un’utenza di alunni poco interessati alla formazione professionale.
Augusto – Giovanni tu hai una esperienza pluriennale in questo settore non solo come docente, ma anche come Maître D’.
Noi sappiamo benissimo l’importanza dei consigli provenienti dalle esperienze lavorative. Che consigli daresti per poter apportare delle ulterriori miglioramenti.
Giovanni – L’unico consiglio che voglio dare al settore è quello di non smettere mai di imparare: l’umiltà, il rispetto, l’educazione sono i requisiti principali, e aumentare anziché togliere le ore pratiche di laboratorio.
Oggi si vedono Maître D’ a 20 anni, solo perchè hanno avuto un po’ di esperienza. Questo è grave perchè si abbassa il livello professionale e, di conseguenza, ne risente il settore ed in questi anni è molto difficile trovare ragazzi vogliosi di lavorare.

