Sottosegretario Silli: “Il Messico può avere un rapporto di prim’ordine con l’Italia”
Il sottosegretario di Stato al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Giorgio Silli è intervenuto stamattina a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma della commemorazione dei 150 anni di rapporti diplomatici Messico-Italia.
«La mia prima missione all’estero dopo il giuramento da sottosegretario» —ha detto— «è stata in Messico».
«In quell’occasione» —ha aggiunto Silli— «l’Ambasciatore García de Alba mi raggiunse al ministero disegnandomi un Paese fuori dagli stereotipi dell’opinione pubblica occidentale. Oggi sappiamo che il Messico è una grande potenza mondiale e, in proiezione di un futuro prossimo, diventerà senza dubbio uno dei primi 10-15 Paesi più importanti del mondo. Ha 130 milioni di consumatori, un tasso di disoccupazione, in alcuni Stati, che fa invidia ad alcune nazioni occidentali, possiede materie prime, è manifatturiero leggero e pesante, quindi ha tutte le carte in regola per avere un rapporto di prim’ordine con noi e i nostri fratelli e cugini europei».
«Io mi sono impegnato in quest’ultimo anno a trasmettere un’immagine del Messico diversa dagli stereotipi che tutti noi abbiamo qua in Europa e credo di esserci riuscito».
«Sono tantissimi gli eventi previsti per questi 150 anni, e —per un Paese come il nostro che ne ha pochi di più— si tratta di un dato di tutto rispetto. Le celebrazioni sono molte, anche da parte nostra a Città del Messico abbiamo iniziato e i programmi sono interessanti».
«Mi sembra di grande rilevanza l’incontro dei consoli onorari, sono fondamentali la riunione tra i rettori degli atenei e la promozione delle cattedre che hanno a che fare con il Messico. Sono operazioni indispensabili affinché i nostri Paesi si incontrino e si conoscano».
«Io sono un romantico, a me piace parlare di storia e di filosofia, ma sappiamo che nei rapporti tra Paesi la componente economica è fondamentale. Per questo bisogna creare interessi che possano muovere le imprese e la politica. Ci sono già investimenti importantissimi italiani in Messico e messicani in Italia, anche in settori dove noi italiani, storicamente, siamo tra i più bravi del mondo, tra cui la cantieristica navale, il turismo e l’industria agroalimentare».
«Ho svolto due missioni in Messico in un anno, perché lo abbiamo creduto necessario. La seconda volta abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso, perché abbiamo riconsegnato 43 pezzi archeologici di età precolombiana recuperati dai nostri Carabinieri e il presidente López Obrador mi ha voluto in conferenza stampa con lui. Sono dei segnali importantissimi di amicizia che vanno ben oltre il cerimoniale».
«È chiaro poi che le idee vanno incanalate, al fine di trasformare l’amicizia in fatti reali e, per questo, con la CaMexItal stiamo vedendo di organizzare alla Farnesina e alla presenza di membri di governo un business forum di altissimo livello».
da puntodincontro.mx
Foto: Ambasciata del Messico in Italia
