Canada. Anche la British Columbia rimuove tutti gli alcolici americani dai negozi
Il governo della Columbia Britannica, la più occidentale delle Province canadesi, così come ha fatto l’Ontario con il Premier Ford, sta ritirando tutti i vini, i liquori e la birre americane dagli scaffali dei negozi di alcolici, intensificando la risposta alle minacce delle ‘’tariffs’’ di Trump.
Il Premier della Columbia Britannica Mr. David Eby ha affermato, in maniera esplicita e perentoria, che tutti gli alcolici statunitensi saranno rimossi dai negozi di liquori.
Circa una settimana fa l’annuncio della rimozione e, da allora, si è assistito alla minaccia di Trump di ulteriori dazi sull’industria lattiero-casearia, oltre a dichiarazioni fuorvianti e contrastanti sull’industria del legname, con l’obiettivo di incrementare i relativi dazi e, come se non bastasse diversi articoli inquietanti sulla minaccia di ridisegnare i confini, incluse le acque canadesi.
Il Premier Eby ha successivamente replicato che, se il Presidente americano è così fortemente interessato all’acqua canadese, vuol dire che la Columbia Britannica lo aiuterà in tal senso, non ritirando più e quindi lasciandogli la sua birra annacquata. Un’ironica ma ferma risposta alle crescenti minacce provenienti dalla presidenza americana.
Oltretutto questa incresciosa situazione sta alimentando oltremodo il sentimento comune di rifiuto di vedere sugli scaffali dei supermercati qualsiasi prodotto degli Stati Uniti.
Lo scorso giovedì Mr.Eby ha anche affermato che la Columbia Britannica approverà una legge che le consentirà di tassare i camion statunitensi che transitano nella provincia verso l’Alaska.
Questa misura, che non è la sola, sarà inclusa in un pacchetto legislativo che includerà, verosimilmente, anche le opportune modifiche per eliminare le barriere commerciali interprovinciali e per dare al governo la necessaria flessibilità per rispondere prontamente a ogni ordine esecutivo di Trump.
