L’Europa si riarma. Contro chi?
L’Europa si sta riarmando. Ma contro chi, esattamente? Non certo contro gli americani, nostri “alleati” storici e padroni geopolitici. Contro la Russia? Difficile crederlo. La Russia ha un territorio immenso, vasto quanto un continente, e nessun bisogno né reale interesse ad espandersi ulteriormente verso un’Europa che, al netto della propaganda, non sembra affatto pronta né disposta ad affrontare un conflitto vero.
Allora la domanda diventa un’altra: chi ci guadagna da questo riarmo? Una risposta è fin troppo facile: l’industria bellica. I fabbricanti di armi, americani e non solo, hanno probabilmente convinto i falchi europei che sia tempo di aumentare la spesa militare, di riempire i magazzini, di ordinare droni, missili e carri armati. Tutto questo in un continente che, dopo secoli di guerre fratricide, ha finalmente goduto quasi un secolo di pace e stabilità.
La verità è che il popolo europeo non vuole la guerra. Non la cerca, non la sogna, non la sostiene. La nostra gente vuole vivere, non morire al fronte. Vuole viaggiare, lavorare, crescere i figli, costruire. Non distruggere.
E allora, se la signora Von der Leyen e compagnia bella hanno tutta questa voglia di “difendere l’Europa” con le armi, vadano pure loro in prima linea. Siano loro, e non i nostri giovani, a impugnare il fucile. Perché è troppo comodo dire “armiamoci e partite” seduti sulle poltrone dorate di Bruxelles.
Non servono più armi. Serve più diplomazia. E soprattutto, serve più coraggio: il coraggio di dire no a chi vuole trasformare l’Europa in un’enorme base militare. Perché la vera forza del nostro continente è sempre stata la pace.
